Libera Cronaca da Italia bene comune di pochi n. 1878 del 24 e 25 luglio 2016

Libera Cronaca da Italia bene comune di pochi n. 1878 del 24 e 25 luglio 2016

Je suis Charlie

# No al facismo”

# Se togliendo i diritti agli operai si incentiva l’Occupazione, perché non togliere i diritti -privilegi ai politici italiani per incentivare la Democrazia?

# Non si può condannare la parola

#stiamoconDavigo”

Dal numero 1536 qualunque e-mail pubblicata sul blog liberacronacachenonce sarà anticipata da nome, cognome del soggetto che l’ha inviata e da questa SPECIFICAZIONE: il blog non si assume nessuna responsabilità in ordine alla veridicità delle comunicazioni. Ciò non ci esime eventualmente dall’ intervenire su quanto riteniamo pregiudizievole. E’ assicurato il diritto di replicare. Evitiamo le offese, il turpiloquio, le ingiurie alla razza/sesso/religione e il ricorso al linguaggio che violi la legge italiana, istighi a delinquere, alla violenza, alla diffamazione, ecc.. Precisato ciò, il blog liberacroanacachenonce non potrà essere ritenuto responsabile per eventuali commenti lesivi dei diritti di terzi.

Blogger Giuseppe Vezzoni

giuseppevezzoni@gmail.com

Oltre 300 persone alla prima riunione pubblica per la definizione dei Piani di Bacino

Da Michele Morabito, funzionario del Comune di Stazzema, 22.7.2016

Stazzema_ Oltre 300 persone hanno partecipato presso la Sala delle Conferenze dell’Hotel Raffaello di Levigliani alla prima riunione organizzata dal Comune di Stazzema con le comunità di Terrinca e Levigliani per la definizione dei piani attuativi di bacino. I Piani di Bacino sono uno strumento innovativo introdotto dalla Regione per definire le quantità sostenibili da estrarre e le relative localizzazioni all’interno delle singole aree nelle zone vincolate dal punto di vista paesaggistico. Un percorso partecipato che ha riscosso un grande successo e che continuerà nei prossimi mesi. Presenti oltre a tanti cittadini delle zone interessate anche tanti rappresentanti delle aziende marmifere che hanno espresso preoccupazione per Piano Paesaggistico Regionale. Il Sindaco di Stazzema Maurizio Verona ha difeso con passione l’economia del marmo come asse fondamentale per l’economia del territorio, ma anche come presidio territoriale e come antidoto allo spopolamento della montagna. Il Sindaco Verona ha auspicato che l’economia del marmo faccia da traino ad altre economie sul territorio come quella legata al turismo e alla valorizzazione del territorio.

‘È sempre positivo quando le comunità hanno a cuore il proprio futuro e partecipano in modo così massiccio agli incontri organizzati per acquisire suggerimenti ed utili indicazioni che sono giunti anche dagli operatori del settore’, commenta il Sindaco Maurizio Verona, ‘abbiamo però bisogno di una filiera di comunità nel senso che sul territorio si deve compiere tutto il percorso di estrazione e lavorazione delle pietre e che i benefici economici  del settore lapideo rimangano sul territorio in termini non solo di lavoro, ma anche in termini di investimenti in infrastrutture e presidio del territorio. Laddove vengono meno le ragioni economiche , presto o tardi inizia lo spopolamento del territorio che si trasforma in breve in abbandono e rischio ambientale. Una comunità viva, composta dai cittadini ma anche dagli operatori economici, è una comunità che si prende cura del territorio in cui vive e lavora. Una amministrazione pubblica oltre a fornire servizi deve occuparsi di costruire le ragioni perché un cittadino continui a voler abitare dove è sempre vissuto. La massiccia partecipazione all’incontro di Levigliani delle due comunità di Levigliani e Terrinca testimonia un nuovo protagonismo del cittadino che non vuole delegare il suo futuro: i cittadini ci chiedono di non far morire questo territorio e la sua economia e raccogliamo tutte le utili osservazioni che sono giunte che trasferiremo agli organi competenti. Presto svolgeremo altri incontri con gli altri versanti e con le altre comunità interessate’

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I cittadini di Stazzema non vogliono l’impianto di Pirogassificazione

Da Marco Viviani per conto del movimento dei cittadini contro la realizzazione dell’impianto di pirogassificazione nell’area di Col Del Cavallo. Comunicato relativo alla riunione tenutasi giovedi 21 luglio u.s. presso il Palazzetto di Cardoso.

Stazzema_ Ieri sera (giovedì 21 per chi legge NdA) si è tenuta a Cardoso una affollata riunione dove l’Amministrazione Comunale insieme alla ditta Varia, che si è aggiudicata l’area produttiva di Col Del Cavallo, avrebbe dovuto presentare il progetto per la realizzazione di un impianto di Pirogassificazione.

Diciamo avrebbe, perché di fatto la ditta non ha presentato nessun progetto definitivo ma ha parlato di ipotesi e illustrato un filmato che parla di impianti similari in Finlandia.

Mentre la ditta Varia e soprattutto l’Amministrazione Comunale hanno dimostrato di essere molto confuse e di non avere le idee chiare, la popolazione di Stazzema non ha dubbi: Nessuno vuole l’impianto! A dirlo a gran voce sono state le tantissime persone che ieri sera hanno affollato il Palazzetto di Cardoso.

Da parte della cittadinanza di Stazzema sono arrivate tante domande al Sindaco ed ai rappresentati della ditta Varia:

Quali sono i benefici che il Comune di Stazzema dovrebbe avere dalla realizzazione di questo Impianto?

Come è possibile che la ditta Varia che si è aggiudicata il bando per l’assegnazione dell’area con un progetto oggi possa realizzarne uno diverso?

Dopo il fallimento del progetto del Teleriscaldamento di Pruno e Volegno, non era il caso che prima di proporre la costruzione di nuovi impianti, il Comune avviasse seriamente l’attività del Consorzio Forestale per la gestione dei boschi?

Chi controllerà la gestione dell’impianto se Varia è membro del Consorzio Forestale? Ci troveremo ad avere il controllore che controlla se stesso?

Prima di avviare un progetto come questo per quali ragioni l’Amministrazione Comunale non ha coinvolto la popolazione?

Purtroppo le domande sono rimaste tali! Né da parte del Sindaco né da parte della Ditta e dei suoi professionisti sono arrivate risposte chiare.

Nonostante si continui a parlare del Consorzio Forestale come risoluzione a tutti i problemi di gestione del bosco, la realtà e che questo soggetto costituito nel 2007 di fatto in questi nove anni non ha fatto niente per migliorare la situazione del territorio di Stazzema e di certo non ha contribuito a far funzionare in modo corretto l’impianto di teleriscaldamento di Pruno e Volegno.

Siamo consapevoli della necessita di intervenire sul bosco per mettere in sicurezza il territorio, ma non vogliamo trasformare quella che può essere una risorsa in un “mostro” capace di distruggere il prezioso patrimonio ambientale di cui siamo custodi.

L’impianto di Pirogassificazione non è la soluzione ai problemi di Stazzema, è un investimento destinato ad arricchire soltanto l’azienda che lo realizzerà mentre porterà ad un impoverimento del territorio mettendo a rischio lo sviluppo di un economia turistico ambientale che può essere invece il vero volano di sviluppo di Stazzema.

Intanto prosegue l’attività del movimento dei cittadini che contestano la realizzazione dell’impianto di Col del Cavallo che torneranno a riunirsi lunedì sera alle ore 21,00 nella frazione di Mulina. (Stazzema li 22 luglio 2016. Dal movimento di cittadini di Stazzema. Contro la costruzione del Pirogassificatore)

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Pirogassificatore, “quell’intervento non s’ha da fare”

Dal consigliere comunale Baldino Stagi, addì 23.7.2016

Stazzema_La riunione convocata presso il Palazzetto della Cultura a Cardoso, giovedì scorso, allo scopo di presentare il progetto della installazione di un pirogassificatore al Col del Cavallo, ha evidenziato una sola ed inconfutabile posizione da parte dei cittadini stazzemesi: “quell’intervento non s’ha da fare”.  Le contrarietà ed i malumori sono scoppiati fragorosi fin dall’inizio della serata, subito dopo l’introduzione del sindaco ed appena presa la parola dal sig. Varia, qualcuno ha gridato: “Inutile che ci presentiate il progetto, noi il bruciatore non lo vogliamo” e gli applausi e le grida di approvazione sono proseguiti a lungo ripetendosi periodicamente per tutta la serata mettendo dura prova la pazienza dell’imprenditore e dei tecnici che lo accompagnavano che però, devo dire, hanno affrontato la difficile posizione con molto fair play. Chi ha avuto molte difficoltà a nascondere un fortissimo imbarazzo è stato invece il dott. Verona che, fin da subito, ha capito la difficile posizione e forse ha pure realizzato che non può scaricare colpe o responsabilità su qualcun’altro visto che, come da tempo è abituato a fare, il guaio lo ha voluto e costruito da solo. Fra il tanto vociare, a volte anche a sproposito, sono emerse invece delle osservazioni presentate da alcune signore (e devo ammettere ancora una volta che le donne hanno una marcia in più rispetto ai maschietti) molto puntuali e mirate che hanno messo in luce i lati oscuri della vicenda e facendo capire che sotto questo progetto sono molte le cose che non tornano.

In prima analisi si è capito con chiarezza che i cittadini stazzemesi non avranno nessun vantaggio dalla installazione del macchinario, nessun allaccio né per quanto riguarda la produzione di energia elettrica né per la produzione di calore il che risulta assai strano, un amministratore accorto avrebbe certamente pensato, prima di tutto, ad una ricaduta a vantaggio della cittadinanza o almeno del palazzo comunale e delle strutture pubbliche posizionate nelle vicinanze.

Si è poi compreso che i boschi rimarranno più o meno nelle condizioni in cui si trovano. Il pirogassificatore può bruciare anche il castagno ma solo se mischiato ad altri tipi di legno ma non si è ben capito con quali percentuali. Rimane aperto il dilemma di come arrivare a tagliare i boschi che magari hanno maggiori necessità di manutenzione ma sono difficilmente raggiungibili. Qualcuno ha chiesto se saranno utilizzati elicotteri o funicolari ma la risposta non c’è, rimane certo che l’imprenditore avrà interesse a recepire il legname al prezzo più basso possibile, come, del resto, già avviene per Pruno e Volegno dove mai un ramo stazzemese è finito nel bruciatore del teleriscaldamento. La filiera corta del legno, da anni stornellata e mai realizzata come pure la manutenzione dei boschi, appaiono sempre più come promesse irrealizzabili.

Non si è poi capito come sarà approvvigionato il legname. Nonostante siano passati mesi dall’inizio della vicenda, si continua a parlare del fantomatico consorzio forestale che non ha mai funzionato, di cooperative misteriose e di altre che stanno per fallire. Buio assoluto.  

Pare che le emissioni inquinanti siano abbastanza ridotte, ma sono pur sempre emissioni prodotte in fondo ad una vallata e che quindi tenderanno a ristagnare con buona pace degli abitanti di Pontestazzemese, degli scolari che ne frequentano il plesso, dei dipendenti comunali, dei cittadini che vi si recheranno per le molte necessità. Toccherà poi ai cardosini ed a tutti coloro che vorranno provare lo stato dell’aria da quelle parti. Non si capisce come gli amministratori vogliano da una parte porre in atto un progetto per la vendita dei crediti dell’ossigeno purificando l’aria (progetto che ci è già costato 18.000 euro) e dall’altra un progetto antagonista che inquina l’aria neutralizzando i benefici del primo.

Altro fatto molto grave è il comportamento tenuto dal sindaco nel frangente. Come già successo per i permessi “regalati” per l’apertura delle cave di Pomezzana e Cardoso, tanto discussi e che sono stati sospesi obtorto collo, anche in questo caso si assiste all’insediamento di un apparato altamente impattante sul territorio senza che sia mai stato reso pubblico se non solo dopo che i giochi erano fatti. Verona non ha il comportamento coretto ed attento al cittadino, non si pone il problema di capire quali sono gli umori dei residenti ma decide come farebbe un qualsiasi dittatore. Domandiamoci dunque quali siano i motivi di un tale comportamento e non faticheremo a capire che forse a lui conviene far favori a chi conta piuttosto che perdere tempo con la plebe.

Il sindaco ha cercato in tutti i modi di non rispondere alla più giusta delle domande: “se la gente non lo vuole, si farà lo stesso?” ha poi ceduto alle pressioni dichiarando che se si riterrà opportuno si indirà una sorta di referendum per capire l’esatto pensiero dei cittadini, forse sperando di poterlo in qualche modo pilotare, girovagando casa per casa a promettere ogni cosa promettibile come già fece in campagna elettorale.

Le stesse modalità della gara sono poco chiare dal momento che si è presentato un solo concorrente nonostante i chiari vantaggi per l’aggiudicatario. C’è da dire poi che il progetto presentato dovrà essere rifatto perché il primo non va bene, lo stesso pirogassificatore previsto all’inizio è stato sostituito da un secondo pare più efficiente. In ogni caso ancora non si sa bene come sarà realizzato il tutto quando ormai la gara è stata affidata e quindi i dubbi sulle modalità aumentano come aumentano i dubbi dei cittadini che non sanno su cosa si sta discutendo.

Altro punto spettacolare è costituto dai tempi di affidamento del sito alla ditta Varia che avrà a disposizione un’area di circa 1.500 metri quadrati per 60 anni e dovrà pagare al Comune, in questo periodo, circa 198.000 euro. Se andiamo a fare due conti vediamo che l’incasso per l’ente è di 3.300 euro all’anno, somme che rimarrà tale anche fra 30, 40, 50 anni quindi, piano piano, la somma diventerà puramente simbolica. Se si pensa che pur di far cassa si arriva a chiedere 24.000 euro ad una povera pensionata per rivenderle le tombe che sono già sue, questa differenza di trattamento rispetto a chi ha molti mezzi e non pagherà praticamente nulla per utilizzare un bene pubblico, fa vomitare.  

Certo è che il nostro primo cittadino era fortemente ed evidentemente imbarazzato dopo aver speso parole con chi ha già speso grosse somme per portare avanti un progetto che sicuramente gli porterà vantaggi economici ma che ora viene rimesso in discussione, nonostante le promesse del sindaco.

Sarà ora che gli amministratori imparino a rispettare gli elettori, a rispettare le promesse fatte loro piuttosto che quelle fatte agli amici o ai colleghi di partito, rispettare il bene pubblico piuttosto che rincorrere la carriera ad ogni costo.

Stavolta gli stazzemesi sembrano compatti e decisi a non farsi prendere per il naso. Vedremo se l’abilità dei politicanti e dei facoltosi imprenditori riusciranno a scardinare le posizioni prese o se questa ennesima dimostrazione di mala gestione della cosa pubblica darà inizio al declino di un personaggio molto discutibile e che molto male ha fatto a questo territorio.

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Continuità e novità: fiume Versilia, ipotesi per un rilancio paesaggistico e turistico

Al via lunedì alle Scuderie Medicee la masterclass internazionale “The City and the Water”

Da Ufficio Stampa Stefano Roni, addì 23.7.2016Fiume-Altissimo

Seravezza_ In passato il fiume Versilia è stato un luogo di insediamento privilegiato, perché dava accesso alle cave di marmo, procurava acqua da bere, per irrigare e per tagliare la pietra, mentre oggi il fiume è meno visibile e meno vissuto, spesso nascosto dagli argini, dal traffico e dalle aree industriali. Ciononostante la sua acqua è chiara ed è una delizia allo sguardo, l’ambiente naturale che si snoda lungo il suo corso è di grande valore e la storia della valle che lo accoglie è straordinaria, anche perché questi sono i luoghi in cui Michelangelo è venuto per scegliere i marmi per le sue opere. Come possiamo creare la consapevolezza che il fiume può essere un luogo in cui rilassarsi e riconciliarsi con la natura? Che cosa si può fare perché sia ancora un fulcro attorno al quale si sviluppi la vita? Il fiume può legare i differenti paesaggi, cioè quello delle Alpi Apuane da cui si estrae il marmo, quello dei campi coltivati, delle piccole città e delle grandi industrie? Che cosa farebbe oggi Michelangelo per soddisfare i nostri bisogni in questo contesto? Per rispondere a queste domande è necessario uno studio dello stato attuale dei luoghi che, integrato con conoscenze e competenze in campo architettonico, ingegneristico, artistico e paesaggistico dia vita a idee e progetti.
È quanto ci si propone di fare dal 25 luglio al 3 agosto a Seravezza con l’International Summer School “The City and the Water” organizzata dall’Università di Pisa, dalla Fondazione Terre Medicee e dal Centro Arti visive con il contributo di Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e la collaborazione dei comuni di Seravezza, Forte dei Marmi e Montignoso. Una decina di giorni intensi di studi, di analisi e di ricerca diretta sul campo che coinvolgerà docenti di primo piano come l’archistar olandese Andre Dekker dello Studio Observatorium di Rotterdam, la docente dell’Università La Sapienza di Roma Alessandra Capanna, l’architetto Filippo Tiozzo e Christiane Bürklein, redattrice di Livegreenblog.com specializzato in architettura sostenibile. Con loro un gruppo di circa quindici studenti italiani, ucraini e cinesi che approfondiranno i vari temi, analizzeranno i luoghi e produrranno progetti che dal 2 agosto saranno esposti al pubblico. Sede dell’attività didattica e dell’esposizione finale saranno le Scuderie Granducali di Seravezza.

«Ecco il primo esempio di lavoro in continuità e novità: una splendida occasione per approfondire la conoscenza del nostro fiume, che con il suo corso unisce idealmente e fisicamente i territori della Versilia Medicea costituendone l’identità storica e paesaggistica», dice il sindaco Riccardo Tarabella che lunedì alle ore 17 interverrà alla cerimonia di avvio del corso. «Come amministrazione comunale siamo impegnati proprio sui temi della valorizzazione ambientale e dello sviluppo di un turismo sostenibile e questo genere di analisi specifiche possono offrire spunti interessanti di cui tenere conto nella messa a punto di futuri progetti».

Ad affiancare i quattro docenti indicati ci saranno altrettanti tutor dell’università di Pisa, mentre il coordinamento sarà affidato ai professori Marco Giorgio Bevilacqua e Roberto Pierini del corso di laurea magistrale in ingegneria edile-architettura dell’ateneo pisano. L’architetto Enrico Bascherini della direzione scientifica e tecnica della masterclass sottolinea il fatto che per la prima volta si affronta in maniera organica lo studio del corso del fiume Versilia da una prospettiva architettonica, urbanistica e artistica e che i progetti sui quali gli studenti saranno chiamati a lavorare si concentreranno su quattro specifiche aree: quella più prossima alla sorgente e alle Cave della Cappella, quella della Desiata, la grande ansa di Pescarella e la zona del Lago di Porta.

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Concessioni cimiteriali perpetue: che silenzio a Stazzema!

Giuseppe Vezzoni,addì 23.7.2016


Stazzema_ Se i pastori non hanno profferito verbo sul provvedimento amministrativo del rinnovo oneroso delle concessioni cimiteriali perpetue, anche il gregge non si differenzia.

Sarebbe doveroso almeno un commento su quel famigerato Comitato Civico che nel 2007 si costituì sulla questione cimiteriale a Stazzema.

Possibile che nessuno voglia riconoscere che, stando alle sentenze emesse dai Giudici di Pace di Lucca, quel Comitato non fu fondato sul preconcetto?
Qualcuno rompa le righe e riconosca l’impegno profuso da quei pochi cittadini che hanno speso denaro e tanto tempo a difesa di una posizione che a livello di ufficio dei Giudici di Pace è stata riconosciuta legittima. Quei cittadini sono stati offesi pubblicamente sulla stampa come sobillatori alla disubbidienza fiscale ed evasori. A causa della loro “macchia civile e sociale” non fu concesso lo spazio del Palazzetto per una riunione pubblica avente come unico scopo quello di informare la cittadinanza di Stazzema. Oggi il Palazzetto è chiamato il Palazzo della Cultura del Comune di Stazzema e non è stato voluto intitolare all’antifascista Giuseppe Pieruccioni perché era una intitolazione che divideva. Ma di quale cultura si parla: quella del silenzio? Adesso che le comunità sembrano destarsi e iniziare a parlare per essere protagoniste del loro futuro e per non lasciare tutto in mano ad un manipolo di democratici comunisti stazzemesi, perché perdura questo silenzio dopo che le sentenze emesse da Giudici di Pace diversi hanno riabilitato la posizione sostenuta dal Comitato Civico sui cimiteri e fatto soccombere la posizione del Comune di Stazzema?

Qualcuno dica qualcosa, esca dalla condizione di servo, da questa precarietà civica che baratta ignobilmente l’interesse comune per i propri interessi, che privilegia la propria rete di contatti e di convenienze senza curarsi per nulla che il suo consenziente asservimento fa asservire tutti quanti.

Ma di che bene comune parliamo se si tace sulla questione delle concessioni cimiteriali perpetue anche quando Giudici di Pace condannano l’amministrazione e le amministrazioni comunali che dal 2004 hanno amministrato a Stazzema?

Ovviamente questo appello fa riferimento unicamente a sentenze che sono appellabili (e che sono state appellate) e non al fatto su come andrà a finire il contenzioso legale che sicuramente sarà portato al terzo grado di giudizio, in Cassazione. Tuttavia le sentenze dei Giudici di Pace riabilitano quegli uomini del Comitato Civico che non andavano dietro a fisime pretestuose ma che sono stati ripetutamente offesi sulla stampa dal sindaco Silicani e dalla sua grande squadra.Bollettino concessioni cimiteriali 010

Cittadini che non hanno esitato a scrivere all’allora Presidente Napolitano di rispondere se era vero su quanto si affermava a Stazzema, tanto che sul bollettino de La Nazione del 15 dicembre 2013 si intitolava addirittura in questa forma: “Napolitano: pagate i canoni sulle tombe di famiglia. L’attuale presidente emerito si guardò bene dal rispondere ai cosiddetti sovrani della Repubblica che dovrebbero essere i cittadini.

PER ORA i Giudici di Pace stanno condannando il Comune di Stazzema, nonostante che dal bollettino de La Nazione Napolitano abbia invitato nel 2013 i titolari di tombe di famiglia a pagare. Non avendo risposto , anche lui al momento è sconfessato!

PER ORA stanno condannando i sindaci Silicani e Verona e le loro accondiscendenti formazioni, il partito democratico di Stazzema e, purtroppo, di riflesso, anche l’intera comunità di Stazzema.

DOPO NOVE ANNI e i passaggi del provvedimento presso i giudici del Tar e del Consiglio di Stato, nel luglio 2016 la situazione è questa: il comune di Stazzema sta soccombendo davanti ai Giudici di Pace.

Ciò che accadrà domani non si può prevedere, ma si può già scrivere a lettere cubitali che la storia sul rinnovo oneroso delle concessioni cimiteriali perpetue si potrà rintracciare solo e unicamente consultando il giornale che non c’è, ossia Libera Cronaca, e che questo giornale ha sempre fatto una corretta informazione sulla lacerante questione.

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Giuseppe Vezzoni: pseudo storico, pseudo scrittore e personaggio bugiardo

Giuseppe Vezzoni,24.7.2016

Precisiamo che non siamo storici,non siamo scrittori ma non siamo bugiardi né pseudo di alcunché.

Invitiamo i nostri amici lettori a cliccare sul sito del progetto internazionale Atlante delle stragi naziste e fasciste in Italia 1943-1945 e a leggere la scheda inerente la strage di Sant’Anna di Stazzema. Noi l’abbiamo fatto e siamo restati estremamente onorati. Ciò che abbiamo letto ci ripaga oltremodo l’impegno profuso in questi 25 anni, quasi tutti dedicati a far emergere nuove conoscenze sul 12 agosto 1944. Scriviamo appunto conoscenze e non la verità. Quest’ultima la lasciamo a coloro che hanno venduto camionate di libri e non hanno trovato resistenze per farli accettare al Museo della Resistenza di Sant’Anna. Sono quei libri che non mancano mai sugli scaffali del Museo. A noi basta quanto è riportato sulla scheda e siamo onorati che i nostri libri siano invisi a Stazzema e in altri luoghi. La nostra soddisfazione la vogliamo allargare a coloro che ci sono stati e ci stanno vicino, coloro che ci hanno aiutato acciocché le pubblicazioni non fossero anche un fiasco economico, oltre che a esserlo come diffusione.

Tre nostri libri sono riportati nella bibliografia che integra la scheda della strage di Sant’Anna: Croci uncinate nel Canale, Un prete indifeso in una storia a metà e Tra le pieghe della strage nazifascista di Sant’Anna di Stazzema nel settantesimo della Liberazione.

Ma noi,essendo insaziabili, vogliamo ricordare anche Mai Più. Dal Don a Sant’Anna di Stazzema e soprattutto All’alba di Sant’Anna. Il 12 agosto 1944 di don Fiore Menguzzo e della sua famiglia. Quest’ultimo è un libro con cui abbiamo voluto onorare il Patto d’Amicizia stretto fra sei comuni ma che alla fine ha coronato il Patto dell’Indifferenza, visto e costatato quale accoglimento ha ricevuto la pubblicazione, che, tra l’altro, non potrebbe essere più consultabile o acquistabile presso il Museo di Sant’Anna. Martedì, in occasione dell’apertura della Porta Santa a Sant’Anna, andremo a verificare. Comunque, alla fine, l’impegno e la serietà prevalgono anche in contesti subdoli in cui ci siamo mossi per venticinque anni. Saremo pseudi, ma siamo ampiamente citati su una scheda di un progetto internazionale qual è l’Atlante delle stragi naziste e fasciste in Italia 1943-1945. Ma oggi abbiamo fatto anche di più, sensibilizzando una integrazione della scheda a favore del maestro Giuseppe Bertelli.

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Pedalata odierna: Mulina, Vaiana, Marina di Massa, San Carlo, Antona, Passo del Vestito, Arni, Galleria del Cipollaio, Levigliani, Iacco, Mulina.DSCN5179DSCN5177DSCN5176Passo del vestito, la prima gallerialaDSCN5180

Giuseppe Vezzoni,24.7.2016

Sono stati oltre 70 chilometri quelli di stamani, di cui 47 previsti dal percorso del V Premio Giuseppe Nardini. Non avevamo mai compiuto questa salita del Passo del Vestito e abbiamo pagato il ritmo tenuto nel salire da Massa a San Carlo. Poi alcune soste per fare le foto, per sistemare il contachilometri e rispondere ad una telefonata hanno spezzettato il ritmo, tanto che a due chilometri dal passo, in località Pian della Fioba, abbiamo iniziato ad accusare la fatica. Questa difficoltà non ci ha lasciato nel salire poi  al Cipollaio, alla frazione di Levigliani e anche per rientrare a Mulina. Ovviamente ci siamo tirati dietro lo zainetto del peso di circa quattro chili.

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