Libera Cronaca da Italia bene comune di pochi 1778 del 18 marzo e 19 marzo 2016

Libera Cronaca da Italia bene comune di pochi 1778 del 18 marzo e 19 marzo 2016

Je suis Charlie

# No al facismo”

# Se togliendo i diritti agli operai si incentiva l’Occupazione, perché non togliere i diritti -privilegi ai politici italiani per incentivare la Democrazia?

# Non si può condannare la parola

Dal numero 1536 qualunque e-mail pubblicata sul blog liberacronacachenonce sarà anticipata da nome, cognome del soggetto che l’ha inviata e da questa SPECIFICAZIONE: il blog non si assume nessuna responsabilità in ordine alla veridicità delle comunicazioni. Ciò non ci esime eventualmente dall’ intervenire su quanto riteniamo pregiudizievole. E’ assicurato il diritto di replicare. Evitiamo le offese, il turpiloquio, le ingiurie alla razza/sesso/religione e il ricorso al linguaggio che violi la legge italiana, istighi a delinquere, alla violenza, alla diffamazione, ecc.. Precisato ciò, il blog liberacroanacachenonce non potrà essere ritenuto responsabile per eventuali commenti lesivi dei diritti di terzi.

Blogger Giuseppe Vezzoni

giuseppevezzoni@gmail.com

Ultim’ora Libera Cronaca 1778 del 20 marzo 2016

L’Abuc della Montagna di Seravezza al tavolo conciliativo con l’Henraux per chiudere una contesa sugli usi civici che dura dalla fine del Settecento.

Da Pietro Conti, membro dell’Asbuc dell Montagna di Seravezza-addì 19.3.2016

Seravezza_ Il 18  marzo  presso  la Pubblica Assistenza di  Basati si  è  tenuta una assemblea con  gli  Utenti  dell’Asbuc Montagna di  Seravezza nella quale il  Consiglio  ha informato  la popolazione dello  stato  della trattativa  con  Henraux. E’  stata  quella l’occasione per  un  confronto e per  un indirizzo che il  Consiglio  chiedeva ai  cittadini  partecipanti. Abbiamo   illustrato  brevemente a che punto  sia lo  stato  dell’arte e quale siano  le  nostre posizioni,  ma credo  che occorra ricordare che da quasi  10  anni  ci  battiamo  quotidianamente per  riaffermare i  diritti  che le popolazioni  hanno su  gran  parte dei  territori  montani  del  Comune di  Seravezza. Con  grande fatica ci  siamo  impegnati  a dirimere una matassa complicata e (spesso) volutamente ingarbugliata,  che vede contrapposti,  nell’arco  di  quasi  due secoli,  popolazione residente,  Amministrazioni  e i  “padroni del  vapore”, la ditta Henraux.

Ai  circa quaranta partecipanti abbiamo  spiegato  che il  giudice competente per  i  demani  civici   al  Commissariato  di  Roma,  ha notevolmente spinto  verso  una soluzione  conciliativa fra le parti. Per  quanto ci    riguarda  niente osta in  questa direzione,  se non  che ci  si  consideri  come  quel  personaggio  spiantato  di  Mark  Twain,  che chiede un’altra ciambella per  favore.

 E’  stato  anche piacevolmente sorprendente come alcuni interventi  abbiano  sottolineato  che “ non  credevano  neanche che l’avremmo  fatta a sederci  al  tavolo”,  e questo la dice lunga sul  pessimismo  che circola quassù  dopo  tanto  tempo  di  strapotere. 

Venendo  ai  termini  della possibile transazione l’Asbuc ha sottolineato che l’ampio  territorio  quasi  di 10 Kmq  può  essere equamente diviso fra le parti tenendo  conto  delle esigenze estrattive e finanziarie di  Henraux e della vocazione Asbuc di  far  rinascere l’economia agro silvo  pastorale in  montagna. Inoltre si è  parlato di   un  compenso  economico  equivalente del valore di  una cava attiva, tale da poter  inizialmente creare un  input di  avvio delle attività  economiche.  Questo  è  il  punto  di  partenza,  non  ci  nascondiamo  le difficoltà,  ma siamo  certi  che anche l’azienda avrà  tutto  l’interesse a chiuder una partita che dura dalla fine del  Settecento.

 

Infine si  è  sottolineato  che l’Asbuc  è  stata capace in  questi  ultimi  anni  di  creare dai  una sua costola una cooperativa di  lavoro agricolo-forestale, la Mulattiera che attualmente ha una decina di  soci  dei  quali  5  lavorano  stabilmente sia alla manutenzione  che alla ripresa di  colture nel nostro  territorio

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E’ nato il Comitato “STOP TRIV VERSILIA”!

Da Moreno Bucci, addì 19.3.2016

Alcuni cittadini e rappresentati di associazioni locali hanno  costituito il Comitato STOP TRIV VERSILIA per appoggiare il SI al referendum del 17 aprile.

Del comitato fanno parte al momento le associazioni Legambiente Versilia, Italia Nostra, Rete Ambientale della Versilia, Arci Versilia, Amici della Terra Versilia, Cooperativa Retenergie, Movimento Consumatori Versilia,Sinistra Lavoro Versilia ed altri cittadini.

Ricordiamo che domenica 17 aprile si terrà il Referendum, promosso da nove regioni italiane, per opporsi al rinnovo delle concessioni per le trivellazioni. L’accesso a quantità previste equivalenti a 2 mesi di fabbisogno energetico italiano non giustificano assolutamente i rischi gravi per l’ambiente marino derivanti dalle trivellazioni. Anche se le proteste di alcune Regioni ed associazioni ambientaliste hanno indotto il Governo a ridurre le concessioni, il pericolo rimane!

Sappiamo anche che il quesito referendario non è semplice e che abbiamo poco tempo; è necessario informare i cittadini e facciamo un appello alle associazioni e alle singole persone che vogliono impegnarsi in questa importante battaglia che difficilmente avrà accesso ai media “ufficiali”. Non si tratta solo di evitare un danno ambientale, ma anche di cambiare politica energetica con una riduzione dei consumi e l’aumento dell’uso delle rinnovabili, come firmato dallo stesso governo italiano alla conferenza COP21 di  Parigi sul clima, ma presto dimenticato.

Obiettivo del comitato locale è, nell’immediato, promuovere il SI al referendum del 17 aprile e soprattutto portare la gente alle urne per cercare di raggiungere il quorum.

Invitiamo ad aderire al comitato tutte le associazioni che a vario titolo hanno a cuore l’ambiente marino: operatori balneari, pescatori, surfisti, velisti e canoisti.

Il mare, a Viareggio come in qualsiasi altra località, è un bene prezioso che va tutelato sia dal punto di vista ambientale, sia come risorsa turistica.

Chi volesse aderire al Comitato e diventare parte attiva delle iniziative, cittadino/a o associazione che sia, può scrivere

all’indirizzo versilia.stoptrivelle@gmail.com

 per essere aggiunto all’indirizzario di coordinamento in via di composizione.

O telefonare al 347-3690507 o visitare il gruppo facebook Versilia Stoptrivelle

https://www.facebook.com/Versilia-Stoptrivelle-1763205770581099/

Comunicheremo a breve le nostre prossime iniziative, ricordando che la prossima riunione del comitato sarà martedì 15  alle 21,15, presso la sede dell’ARCI di Viareggio. (Coordinamento ufficio stampa)

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Presentazione del libro

Tra le pieghe della strage nazifascista di Sant’Anna

di Stazzema nel settantesimo anniversario della Liberazione

Un tentativo d’inchiesta a tempo scaduto

di Giuseppe Vezzoni

(sabato 12 marzo 2016, ore 16.30, presso la chiesa di Sant’Agostino di Pietrasanta)

Dal prof. Paolo Verona, addì 19.3.2016unnamed

Questa inchiesta è già stata pubblicata una prima volta come fascicolato in formato A4 presso l’editore Pezzini di Viareggio in data 14 luglio 2015. In tale veste ha partecipato alla prima edizione del Premio nazionale “Giustizia e verità – Franco Giustolisi”, bandito dal Comune di Stazzema per il giornalismo d’inchiesta. In seguito, nel gennaio 2016, il testo è stato ristampato in volume presso lo stesso editore con l’aggiunta di tre note di aggiornamento, in cui l’autore dà conto di altrettanti eventi che si sono conclusi dopo il 14 luglio 2015, allorché uscì il fascicolato.

Questo volume, come dice l’autore nella “Premessa”, vuole essere unicamente un’integrazione ai libri da lui pubblicati in precedenza sulle stragi di Sant’Anna e di Mulina di Stazzema: Croci uncinate nel canale. I martiri dimenticati di Mulina di Stazzema, edito nel 1994, Un prete indifeso in una storia a metà. Don Giuseppe Vangelisti e il suo memoriale, uscito in prima edizione nel 2006 e in seconda nel 2014, Mai più. Dal Don a Sant’Anna di Stazzema, comparso in prima edizione nel 2011 e in seconda nel 2012 e, infine, All’alba di Sant’Anna. Il 12 agosto di don Fiore Menguzzo e della sua famiglia, stampato nel 2014. Gli ultimi tre di questi libri, sia pure dopo molte resistenze, con l’avvento dell’amministrazione del sindaco Maurizio Verona, sono stati accolti nella biblioteca del Museo storico della Resistenza di Sant’Anna.

Il volume si può dividere in due parti. La prima è una specie di diario cronologico formato esclusivamente da testi pubblicati sul blog dell’autore, liberacronacachenonce. Un blog che risale al 2008, quando si chiamava Libera Cronaca del Giornale che non c’è, e che, dal 10 maggio 2010, ha assunto il titolo attuale. Su di esso sono state postate, con le Ultim’ora, già più di duemila edizioni, contenenti contributi politici, sociali, culturali inviati da lettori e collaboratori, oltre agli articoli di Vezzoni stesso.

Questi contributi meritavano, secondo l’autore, di essere conosciuti non solo attraverso il web ma anche per mezzo dello strumento cartaceo, poiché offrono un contributo fondamentale al fine di raggiungere una condivisione più ampia possibile sugli eventi descritti. Una condivisione che sulla strage di Sant’Anna non è ancora totale, a causa di una verità mutilata e di una giustizia incompleta. Su di essa pesano i decenni di silenzio fatti scientemente trascorrere in Italia e la mancata giustizia, con le due archiviazioni delle procure di Stoccarda e di Amburgo, in Germania.

I testi ripresi dal blog ricoprono un breve arco cronologico, che va dal 26 gennaio 2015, data della visita del Sindaco di Stazzema, Maurizio Verona, al Procuratore generale di Amburgo Lutz von Selle, al 27-28 giugno dello stesso anno, giorni in cui ha luogo uno dei tanti botta e risposta tra lo storico fiorentino Paolo Paoletti e il nostro autore.

Vezzoni raggruppa questi testi in quattro capisaldi, come egli stesso li definisce.

Il primo, la visita del Sindaco di Stazzema al Procuratore generale di Amburgo, è già stato superato dagli eventi, tanto è vero che l’autore ha dovuto aggiungere in questa ristampa una nota finale di aggiornamento. L’incontro di Verona con von Selle non è infatti servito a far procedere il tentativo di portare alla sbarra almeno l’ultimo ancora in vita dei dieci graduati delle SS condannati all’ergastolo in Italia, il novantaquattrenne Gerhard Sommer. Anzi, i medici della Procura di Amburgo hanno ritenuto l’indagato incapace di affrontare un processo. Così l’avvocato Gabriele Heinecke, che insieme al superstite Enrico Pieri si era battuta per dieci anni per aprire un procedimento giudiziario in Germania nei confronti di Sommer, ha dovuto definitivamente arrendersi. All’avvocato Heinecke per questo suo impegno è stato proposto di assegnare la cittadinanza onoraria del Comune di Stazzema.

Il secondo caposaldo riguarda la vicenda del documento “Memorie di Lorenzo Iacopi”. Lo Iacopi partecipò alla Resistenza sia come agente segreto della missione “Radio Croft” in collaborazione con gli alleati, sia combattendo tra i partigiani negli scontri con i tedeschi dell’estate del 1944. Lorenzo Iacopi scrisse su quel periodo un documento di memorie, in cui dette un giudizio duramente critico e impietoso su ciò che avvenne nella Resistenza versiliese, sia dal punto di vista militare, sia da quello comportamentale. Si spiega così come ci sia stata una forte opposizione a rendere fruibile un documento talmente scomodo. La vicenda tuttavia, in questo caso, ha un lieto fine. Dopo anni di misteriosa irreperibilità, le “Memorie di Lorenzo Iacopi”, grazie a Giuseppe Vezzoni, che ha fatto donazione di una copia in suo possesso, sono state finalmente reintegrate nell’Archivio della Memoria della Biblioteca Sirio Giannini di Seravezza.

Il terzo caposaldo è la celebrazione del settantesimo anniversario della Liberazione, il 25 aprile 2015, a Sant’Anna e a Mulina. Questa parte contiene un sunto del discorso del Ministro Maria Elena Boschi a Sant’Anna e l’intera omelia di Mons. Danilo D’Angiolo in ricordo del sacrificio del Clero, pronunciata nella chiesa di San Rocco a Mulina.

Nel suo discorso il Ministro ha citato i nomi del superstite Enio Mancini, dell’ex rabbino capo della Comunità ebraica di Roma Elio Toaff, recentemente scomparso, di don Giuseppe Vangelisti, l’allora parroco di La Culla e Sant’Anna, e ha ricordato la decisiva scoperta, ai fini di far luce sulla strage del 12 agosto 1944, dei documenti archiviati nel cosiddetto “armadio della vergogna”. Maria Elena Boschi ha anche parlato di responsabilità italiane nella strage, riportando la testimonianza di superstiti, che riconobbero tra gli assassini il collaborazionista fascista Alemaro Garibaldi.

La Messa celebrata lo stesso 25 aprile a Mulina è stata un intenso momento di storia, di commossa memoria e di riflessione. Mons. D’Angiolo in una bellissima e commovente omelia ha ricordato il sacrificio del Clero delle diocesi di Pisa (di cui la Versilia fa parte), di Lucca e di Castello Tesino, in provincia di Trento, quest’ultima località in onore della patria dei genitori di don Fiore Menguzzo, trucidato a Mulina la mattina del 12 agosto 1944 insieme ai suoi familiari.

Occorre notare come il Ministro Boschi e Mons. D’Angiolo abbiano entrambi citato, l’uno all’insaputa dell’altro, il nome di Elio Toaff sia per il suo costante impegno nella lotta contro la barbarie nazista sia per essere stato uno dei primi testimoni oculari della strage di Sant’Anna. A questo proposito, è anche necessario ricordare come le due figure di Elio Toaff e di don Giuseppe Vangelisti rappresentino il primo, luminoso esempio di quel dialogo interreligioso, che costituirà uno dei principi posti a fondamento dell’istituzione del futuro Parco Nazionale della Pace di Sant’Anna.

Il quarto e ultimo caposaldo sono i testi riguardanti il dibattito di opinioni tra lo storico Paolo Paoletti e il nostro autore sull’interpretazione della strage di Sant’Anna. Paoletti ha illustrato la sua tesi in due volumi, Sant’Anna di Stazzema. 1944: la strage impunita, del 1998 e S. Anna di Stazzema una strage “aggiustata”, del 2015, nonché in un documento postato in rete su Amazon intitolato La strage di Sant’Anna di Stazzema: una vendetta fascista. Il complotto istituzionale per salvare i brigatisti neri, i gappisti e i partigiani sciacalli attribuendo ai nazisti anche quello che non avevano fatto, del 2014. Già dai titoli ci rendiamo conto che l’interpretazione fornita dallo storico fiorentino è molto personale e si pone in contrapposizione sia con quella tradizionalmente fatta propria dalla “vulgata”, sia con quella di Vezzoni. L’idea cardine di Paoletti è che la strage di Sant’Anna sia stata un crimine di guerra intestina tra brigatisti neri e fascisti attendisti santannini, che vivevano da “separati in casa” con i partigiani. Pertanto, lo scontro tra i due contendenti è molto acceso e i toni spesso aspri. Paoletti, con un’aria di malcelata superiorità, accusa Vezzoni di essersi adeguato alla “vulgata” e di aver dato della strage un’interpretazione “di governo”. Il nostro autore si difende fornendo prove ben documentate e talora inconfutabili. È un duello a colpi di fioretto, combattuto nel rispetto delle regole, ma che credo non porterà mai a una reciproca concordanza di vedute.

Dopo la presentazione dei testi comparsi su liberacronacachenonce, Vezzoni riporta ampi stralci della testimonianza del superstite Angiolo Berretti al processo di La Spezia. La testimonianza integrale è stata fornita al nostro autore da Paolo Paoletti, il quale, dietro sua richiesta, l’aveva ricevuta direttamente dal Museo storico della Resistenza di Sant’Anna. La deposizione di Berretti nell’aula del Tribunale militare di La Spezia avvenne l’11 novembre 2004. Essa dimostra chiaramente come la deposizione sia stata ritenuta scomoda per la “storia da fare”. Angiolo Berretti, deceduto l’8 maggio dello scorso anno, è stato uno dei pochissimi superstiti che hanno sempre denunciato la presenza a Sant’Anna di fascisti assassini, che gli uccisero, tra l’altro, due giovani sorelle. Un testimone che anche nell’aula del Tribunale non poté dire tutto quello che avrebbe voluto. Nonostante ciò, la testimonianza di Berretti si differenzia da tutte le altre, perché contiene, riferite senza mezzi termini, notizie scottanti, taciute dal resto dei testimoni. Berretti è stato sempre un uomo libero, che non si è mai voluto adeguare alla “vulgata”, a differenza di molti superstiti, rimanendo saldamente fedele ai suoi ricordi.

La nipote Romina ha giustamente scritto in una lettera al Ministro Boschi che quella di suo nonno è stata “una voce fuori dal coro”, definizione ripresa anche da Vezzoni nella dedica a Berretti di questo volume.

Angiolo Berretti è stato pure l’ideatore e il realizzatore della Campana della Pace per Sant’Anna. Per essa si è battuto senza risparmio per oltre un decennio e purtroppo la morte lo ha colto prima di poter udire il suo rintocco dall’alto dell’Ossario del Col di Cava, come era nella sua volontà. Fu l’animatore della raccolta dei fondi per la fusione della campana in mezzo a infiniti ostacoli e difficoltà, ma alla fine il bronzo fu realizzato e inaugurato davanti al Municipio di Pietrasanta il 12 ottobre 2002. Nel 2006 arrivò finalmente a Sant’Anna, dove fu collocata provvisoriamente all’inizio del sentiero con la Via Crucis. Con il passar del tempo, quel “provvisoriamente” rischiava di diventare un “definitivamente”, giacché la campana nel maggio dello scorso anno era sempre lì. Perciò, subito dopo la morte del nonno, la nipote Romina ha inviato una lettera al Ministro Boschi chiedendo il suo interessamento a far sì che il bronzo fosse collocato sul Col di Cava. Il Ministro ha risposto assicurando che la decisione di spostare la campana era stata già presa e che in tempi brevi essa avrebbe suonato proprio nel luogo desiderato dal nonno. Questo è il primo successo di Romina, presto seguito da un secondo e definitivo. Il 7 ottobre 2015 il Sindaco di Stazzema conferma la decisione di collocare l’artistico bronzo sul Col di Cava presso l’Ossario entro il 2 giugno 2016 con una cerimonia appositamente ad esso dedicata.

Abbiamo anche apprezzato la scelta di Vezzoni di pubblicare in fondo al volume la bella e toccante lettera indirizzata dalla nipote Romina al nonno dopo la sua scomparsa, nella quale la giovane ricorda la sua indimenticabile figura, impegnandosi a rilevarne il testimone e a proseguire la lotta al posto suo.

Dopo la testimonianza di Angiolo Berretti, che funge, per così dire, da cuscinetto, ha inizio la seconda parte del volume. In essa l’autore affronta gli aspetti più controversi e dibattuti della strage di Sant’Anna. Tra le due parti esiste una continuità, giacché i testi riportati nella prima fanno già emergere a grandi linee quegli aspetti su cui Vezzoni si sofferma dettagliatamente nella seconda, nel tentativo di fugare le ombre non ancora dissolte che oscurano la verità sull’efferato eccidio del 12 agosto 1944. In questo suo tentativo l’autore vuole anche dimostrare che si può fare una storia al di fuori di quella “vulgata” e “di governo”, pur senza venir meno ai principi cui deve obbedire un buon storico: l’attenersi rigorosamente alle fonti di cui è riconosciuta l’attendibilità, il non manipolare a fini personali le posizioni degli altri storici, l’accettare gli aspetti su cui c’è il maggior riscontro possibile, evitando di arrampicarsi sugli specchi, il non sentirsi portatore della verità assoluta e l’essere consapevole che a distanza di settantuno anni tale verità non può più esistere. Vezzoni è perfettamente riuscito a rimanere fedele a tale dichiarazione di intenti.

Per non dilungarmi troppo, mi limiterò a enunciare i temi trattati nella seconda parte del libro, anche perché il lettore può trovarli già esaurientemente sviscerati dall’autore. Questi affronta nove punti nodali relativi alla strage di Sant’Anna: 1) le dichiarazioni di Ignaz Alois Lippert, soldato semplice della 6a compagnia del II Battaglione della 16a Divisione delle SS comandato dal capitano austriaco Anton Galler, fatte in Germania il 23 marzo 2004 e poi acquisite agli atti del processo di La Spezia; 2) la testimonianza di Adolf Beckert, caporale della 8a compagnia, resa in qualità di testimone e non di imputato al Tribunale durante il processo; 3) i feriti tedeschi durante l’operazione del 12 agosto 1944, che, secondo le risultanze processuali, sarebbero stati due: Erdman Herbst e Horst Eggert, ambedue appartenenti all’8a compagnia; 4) i feriti tedeschi e fascisti non identificati; 5) l’enigma riguardo la partecipazione totale o parziale della 6a compagnia al massacro; 6) l’ipotesi che sia stato uno sparo e il conseguente ferimento di un militare tedesco la causa scatenante la strage; 7) il dubbio della presenza o meno dell’arma del lanciafiamme a Sant’Anna; 8) la partecipazione di fascisti italiani all’eccidio e il loro ruolo negli omicidi perpetrati e le perplessità sulla presenza dei partigiani la mattina del 12 agosto a Sant’Anna; 9) l’enigmatico ritrovamento di uno o più cadaveri di soldati tedeschi o di fascisti sopra l’immane cumulo di corpi bruciati innalzato sul piazzale della chiesa di Sant’Anna.

Concludo osservando che anche questo lavoro di Vezzoni, come i precedenti, ha un’importanza fondamentale, poiché l’autore, tra le numerose notizie tratte dalle più disparate fonti, spesso in contrasto tra loro, aiuta il lettore a orientarsi prendendolo per mano e conducendolo a farsi un’opinione personale anche sui punti più oscuri della strage di Sant’Anna. (Paolo Verona)

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Tra le pieghe della strage nazifascista di Sant’Anna

di Stazzema nel settantesimo anniversario della Liberazione

Un tentativo d’inchiesta a tempo scaduto

di Giuseppe Vezzoni

Da Ezio Marcucci.unnamed

Postiamo la digitalizzazione del testo della presentazione scritto da Ezio MarcucciTesto di Ezio Marcucci 1 001Testo di Ezio Marcucci 2 002Testo di Ezio Marcucci 3 002Testo di Ezio Marcucci 4 001Testo di Ezio Marcucci 5 001Testo di Ezio Marcucci 6 001Testo di Ezio Marcucci 7 001

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Domani si riunisce il Consiglio Direttivo della sezione Versilia Storica dell’Isituto Storico Lucchese

Consiglio Direttivo

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Attenzione:

Abbiamo sfruttato lo spazio dell’Ultim’ora per pubblicare contributi arretrati. Domani sera, invece, pubblicheremo la relazione al bilancio di previsione 2016 redatta dall’assessore Marco Viviani. Una relazione con cui non si nascondono le difficoltà finanziarie dell’ente comunale di Stazzema e si assume la responsabilità di una situazione determinata da scelte del recente passato amministrativo, dove le relazioni sullo stato dell’ente sono state elusive.

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Ultim’ora Libera Cronaca 1778 del 19 marzo 2016

Conferimento della Cittadinanza Benemerita del Comune di Stazzema a Gabriele HeineckeIMG_7741

Dal Museo di Sant’Anna di Stazzema,addì 19.3.2016IMG_7743

Stazzema – E’ stata grande l’emozione per Gabriele Heinecke nel ricevere la Cittadinanza Benemerita del Comune di Stazzema. Il Consiglio Comunale si è riunito sabato 19 marzo a Sant’Anna di Stazzema, nel Museo Storico della Resistenza, ed ha deliberato all’unanimità l’importante onorificenza per l’avvocatessa tedesca che, per oltre 10 anni, si è adoperata in Germania, prima a Stoccarda poi ad Amburgo, per aprire il processo relativo alla strage di Sant’Anna di Stazzema contro i criminali nazisti che uccisero 560 innocenti la mattina del 12 agosto 1944.IMG_7745

L’intervento di Gabriele Heinecke

Le sue parole nei confronti della giustizia tedesca, in particolare quella del Baden-Württemberg (il Land in cui si trova la Procura di Stoccarda), sono state dure come macigni. L’avvocato Heinecke ha tracciato un excursus ripercorrendo la sua esperienza, ricordandone le tappe principali ed evidenziando la grande difficoltà incontrata per ottenere verità e giustizia in Germania sulla strage di Sant’Anna. Una giustizia che in Italia è arrivata, seppur tardivamente, con la sentenza del Tribunale Militare di La Spezia del 2005 con la condanna all’ergastolo in contumacia per dieci delle SS colpevoli del massacro. “Quella sentenza in Germania fu simile ad un colpo di fulmine”- ha ricordato Heinecke. “Dopo 60 anni dal termine della Seconda Guerra Mondiale, dei soldati tedeschi venivano condannati all’estero per crimini nazisti. La società tedesca si chiese: perché sono stati condannati in Italia e non in Germania?”. Heinecke racconta che il Procuratore di Stoccarda, Häußler (incaricato fin dal 2002 per il procedimento istruttorio sul caso di Sant’Anna), la definì “uno sparo all’altezza dei fianchi”. “Mentre mi trovavo a La Spezia il 22 giugno 2005, quando fu emanata la sentenza, ho visto le reazioni dei superstiti e dei familiari delle vittime. Sono rimasta profondamente colpita vedendo che queste persone si sentivano sollevate e soddisfatte”. La giustizia in Italia era arrivata, 61 anni dopo la strage. “Tornata in Germania feci domanda, sui incarico di Enrico Pieri per la visione degli atti giuridici. Telefonai al Procuratore Häußler il quale dichiarò che la sentenza non era in linea con la giurisdizione tedesca in quanto non era stata dimostrata la crudeltà individuale degli imputati come caratteristica peculiare di un assassinio, aggiungendo che non avrebbe formulato un’accusa per assassinio”. Da quel momento Gabriele Heinecke non riuscì più a dialogare con il Procuratore. Le fu negata la richiesta avanzata presso il Tribunale di Stoccarda di visionare gli atti del processo e le spese per la controversia furono attribuite al suo assistito, ossia Enrico Pieri, superstite della strage di Sant’Anna nella quel furono uccisi tutti i suoi familiari. “Passò un anno prima che potessi finalmente prendere visione degli atti, nel giugno 2006. Fu chiaro che dopo la sentenza di La Spezia niente era stato fatto per portare avanti le indagini: perfino nel caso di Ludwig Göring, che già nel 2004 aveva confessato di aver assassinato con la mitragliatrice circa 25 donne da una distanza di 5 metri, non era stata formulata un’accusa”. L’avvocatessa tedesca non si scoraggia, nonostante le difficoltà. “Nella primavera del 2007 ho richiesto nuovamente di visionare gli atti e solo dopo la mia minaccia di richiedere un procedimento forzato davanti al Tribunale, il signor Häußler mi ha fatto sapere che potevo andare a Stoccarda per consultare i documenti: nel marzo del 2007 passai una giornata di lavoro in un corridoio della Procura di Stoccarda, pieno di spifferi. Mi dissero che non c’erano stanze libere e mi misero a disposizione un tavolino, una sedia sgangherata e uno scaffale, tra macchina del caffè e cancelleria. Gli atti erano in uno stato caotico, non erano stati raccolti in ordine cronologico per cui era quasi impossibile orientarsi. Non si trovavano indicazioni su determinate procedure delle indagini. Questo metodo per ostacolare il mio lavoro è stato costantemente praticato fino all’archiviazione delle indagini, avvenuta il 26 settembre 2012”. L’elemento chiave dell’archiviazione è contenuto nel provvedimento, come ricorda Gabriele Heinecke : “gli imputati per il caso di Sant’Anna non potevano essere accusati di assassinio perché non si poteva dimostrare la particolare crudeltà individuale dell’omicida, in base alla quale il codice penale della Repubblica Federale Tedesca definisce un omicidio aggravato che non cade in prescrizione”. Nel 2014 la Corte di Appello di Karlsruhe, su richiesta di Enrico Pieri, annulla l’archiviazione trasferendo il caso alla Procura di Amburgo dichiarando che “in base alle prove testimoniale di La Spezia, risulterebbe più che probabile una condanna in Germania”. Ad Amburgo, però, le aspettative vengono deluse: dopo la perizia geronto-psichiatrica su Sommer, nel maggio 2015 venne archiviato il procedimento. Sommer veniva definito incapace di affrontare un processo.

Gabriele Heinecke ha evidenziato alcune contraddizioni della società tedesca contemporanea, in particolare per quello che riguarda i crimini del passato. “Non c’è interesse verso questo argomento: generazioni intere di studenti non hanno imparato niente nelle lezioni di storia sui crimini tedeschi. Mettere sotto silenzio i crimini è stato l’elemento caratterizzante della storia del dopoguerra in Germania. Sono contenta e felice di avere interrotto un poco, insieme a voi, questo silenzio”.

Il Sindaco Maurizio Verona e il Consiglio ComunaleIMG_7769

Dopo il voto unanime del Consiglio Comunale, il Sindaco di Stazzema Maurizio Verona ha conferito a Gabriele Heinecke il Diploma di Cittadino Benemerito del Comune di Stazzema per “il suo impegno di oltre 10 anni affinché anche in Germania potesse essere fatta verità e giustizia per le vittime di Sant’Anna di Stazzema. La sua azione non si è fermata di fronte agli ostacoli procedurali per fare in modo che anche un Tribunale Tedesco giudicasse coloro che già la giustizia italiana aveva riconosciuto come colpevoli. La sua grande professionalità alimentata da una spiccata umanità, dalla passione per il diritto e la verità , oltre che da un invincibile senso della giustizia, ha guidato la sua azione legale, ma anche il suo impegno di diffusione, in particolare tra i giovani , della vicenda di Sant’Anna di Stazzema, rendendo onore ai superstiti e alle vittime del 12 agosto 1944 che hanno trovato in lei quello spirito di giustizia e fratellanza che costituisce il fondamento della nuova Europa dei popoli che auspichiamo”. Il Sindaco Verona ha ringraziato Heinecke . “Il primo merito di questo riconoscimento è alla persona, prima che alla professionista. L’ho incontrata più volte e ho avuto modo di apprezzarne le qualità professionali e personali, per come si è rapportata da sempre con i nostri superstiti, con la nostra storia. Il suo impegno è stato enorme, ha lavorato con grande tenacia e determinazione adoperandosi affinchè fosse fatta giustizia per Sant’Anna di Stazzema anche nel suo paese, coinvolgendo la cittadinanza tedesca e l’opinione pubblica. Insieme a lei abbiamo tenuto un dibattito a Berlino, avendo così modo di riscontrare che in Germania c’è sensibilità verso Sant’Anna di Stazzema. E’ fondamentale trasmettere la nostra storia alle nuove generazioni, facendo capire che questi criminali che sono stati condannati in un paese europeo, l’Italia, non hanno avuto nemmeno un processo in un altro paese della stessa Europa, la Germania”. Per l’opposizione è intervenuto Baldino Stagi di “Luce a Stazzema”. “Grazie all’avvocato Heinecke per tutto quello che ha fatto, lavorando in silenzio, con umiltà, senza chiedere nulla: una lezione importante per tutti noi. Ci scusi, avvocato, se a volte siamo stati assenti e se non abbiamo saputo sostenerla in modo adeguato”. Stagi ha ricordato che nel 2015 “Luce a Stazzema” avanzò la proposta di cittadinanza onoraria a Gabriele Heinecke, accolta dal sindaco Verona, auspicando un provvedimento analogo per Maren Westermann.

Il Procuratore Marco de Paolis

Alla cerimonia era presente anche Marco de Paolis, Procuratore Militare di Roma e cittadino onorario del Comune di Stazzema. “Le difficoltà che ha incontrato Gabriele Heinecke in Germania le incontrai anche io in Italia”- commenta De Paolis. “Non dobbiamo scordarci cosa è accaduto in Italia: noi italiani siamo andati a bussare, giustamente, in Germania, perché venissero processati i responsabili della strage e venisse fatta giustizia. Ma avevamo la coscienza sporca: eravamo gli stessi italiani che per decenni hanno negato, in Italia, quella giustizia che pretendiamo dagli altri. Quindi eravamo ancora più in difetto di loro. In Italia si sono perpetrate profonde ingiustizie: sono pochi i processi che si sono celebrati sulle strage nazifasciste dopo il 1994, l’anno del rinvenimento dell’Armadio della Vergogna, una ventina in tutto su centinaia di episodi. L’unica comunità che ha cercato giustizia in Germania è proprio quella di Sant’Anna. Il vero miracolo è stato quello di dare, anzi di dire, dopo 60 anni, che tra i carnefici della strage c’erano anche i dieci che abbiamo condannato”.

Enio Mancini e la consegna dei fiori da parte delle sorelle Pardini

Enio Mancini ha ringraziato Gabriele Heinecke per il suo impegno a nome di tutti i superstiti e dei familiari delle vittime, ricordando altre due donne tedesche che tanto si sono adoperate per Sant’Anna: la giornalista Christiane Kohl (già cittadina onoraria) e la musicista Maren Westermann che realizzò l’Organo della Pace, collocato dal 2007 a Sant’Anna di Stazzema per la quale Mancini auspica la Cittadinanza benemerita del Comune di Stazzema. Al termine della cerimonia, le sorelle Pardini hanno consegnato ad una commossa Gabriele Heinecke un mazzo di rose ed una toccante poesia.

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Conferita la cittadinanza benemerita del comune di Stazzema all’avvocatessa Gabriele Heinecke


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Giuseppe Vezzoni,addì 19.3.2016, ore 14,20DSCN3883

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Stazzema_ Stavolta l’assenza di troppi consiglieri comunali è stata deprecabile ed ha calpestato la sacralità del 12 agosto 1944. Pochissima partecipazione anche da parte del pubblico a un momento  memoria e di storia che nella persona dell’avvocato Heinecke, ma soprattutto nella donna Gabriele,   ha trovato un altissimo significato civile e morale. Stavolta, e mai come stavolta, qualsiasi risentimento andava riposto e i membri del consiglio comunale dovevano essere compatti nella totale partecipazione che richiedeva il conferimento della cittadinanza benemerita all’avvocatessa tedesca. Contiamo quanto prima di pubblicare il suo intervento, che lo consideriamo una vera e propria pietra miliare nel lungo percorso fatto  alla ricerca della verità e della giustizia per uno dei crimini più efferati della seconda guerra mondiale. Un percorso che vede per protagoniste- così come ha ricordato il superstite Enio Mancini- tre donne tedesche: Christiane Khol, Maren Westermann ed ora Gabriele Heinecke. Concludiamo questo breve commento in attesa del comunicato ufficiale con le parole del Procuratore capo della Procura militare di Roma, dott. De Paolis, il quale,  ricordando con un aneddoto che spesso la Giustizia non fa notizia, ha riaffermato invece quanto sia fondamentale per tutti, ma soprattutto per le giovani, credere nella giustizia e che essa possa celebrarsi e affermarsi sempre. Il procuratore De Paolis, anche lui cittadino benemerito di Stazzema, ha ricordato che dal 1994 sono stati celebrati solo 22 processi, fra i quali quello inerente alla strage di Sant’Anna,  delle centinaia che dovevano essere celebrati per omicidi che resteranno senza  i colpevoli e le conseguenti condanne.

Il labaro dei Martiri d Mulina era presente.

Osserviamo ancora una volta che saremmo oltremodo gratificati di ascoltare  da qualche personalità italiana la metà dei mea culpa pronunciati da cittadini tedeschi e il coraggio di denunciare gli ostacoli e le difficoltà che la giustizia tedesca ha frapposto per impedire l’avvio del procedimento penale sul crimine perpetrato a Sant’Anna di Stazzema.

Amministratori presenti: Sindaco Maurizio Verona, Vicesindaco Egidio Pelagatti, Assessore Serena Vincenti, consgliere di maggioranza Fabio Poli, consigliere di minoranza Gian Piero Lorenzoni, consigliere di minoranza Baldino Stagi.

Assenti: Assessore Caterina Lorenzoni, Assessore Marco Viviani, Presidente del consiglio comunale Alessio Tovani, consigliere di maggioranza Massimiliano Bazzichi, consigliere di maggioranza Emanuela Olobardi, consigliere di minoranza Simone Bertellotti, consigliere di minoranza Simone Rossi.

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Ordinanza di sospensione attivita’ Ditta Lorenzi Sergio e Figli s.r.l. per l’escavazione della cava La Ratta sita in frazione Pomezzana in esecuzione dell’autorizzazione n° 238/2015

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Assunzioni con sconto fiscale ridotto: a gennaio 2016 – 23% rispetto a gennaio 2015

Dai primi dati dell’Inps si profila ciò che si temeva,ossia che il boom assunzioni fosse alimentato dalle dalla agevolazione fiscale. Infatti da quest’anno va in vigore la riduzione dello sgravio fiscale. Pertanto non ci sarà più un azzeramento fiscale illimitato. La norma ha già prodotto un discapito per le nuove assunzioni che rispetto al gennaio 2015 sono calare del 23%, ossia dalle 176.000 del gennaio 2015 siamo passati alle 106.000 del gennaio 2016.

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Due passaggi dell’esposto firmato da 100 residenti della frazione di Pomezzana, fra i quali l’assessore alla Pubblica istruzione Marco VivianiScorci della Ratta 002

Giuseppe Vezzoni,addì 18.3.2016

Un esposto firmato anche da un assessore non si era mai visto, anche se sulla questione cave ci fu per l’area di Pruno la netta presa di posizione del fu assessore Paolo Conti, il quale si espose pubblicamente a favore di un imprenditore lapideo del pietra del Cardoso e fece diverse denunce, fra le quali anche quella alla ditta DA.VI. di Stazzema. Da ricordare che l’assessore Conti non subì strali il ritiro della delega per la sua pubblica presa di distanze dall’amministrazione di Stazzema, anche ricorrendo alla stampa per rimarcare la sua contrarietà. Come Paolo Conti, sicuramente anche Marco Viviani non subirà conseguenze. L’unico ad averle subite a Stazzema è stato l’assessore Patrizio Mattei, rimosso dal suo incarico nel 2013. Ma Mattei valeva solo una manciata di voti e rappresentava un partito, Rifondazione comunista, che era ormai alla frutta. Con lui si poteva usare il pugno di ferro , con Conti ed ora con Viviani il ritiro delle deleghe era e sarà assai più problematico. Precisato ciò, vogliamo riproporre due passaggi dell’esposto per alcune considerazioni aggiuntive.

a) Persiste già instabilità dell’attuale piazzale di cava costituito da materiale derivante dalle precedenti attività estrattive, privo di qualsiasi opera di contenimento  e posto a ridosso del fosso di Canal Verde. In più occasioni, in concomitanza di piogge intense, parti del ravaneto sono franate nel sottostante fosso di Canal Verde, invadendo, con centinaia di metri cubi di materiale, sia l’alveo del fiume sia i circostanti castagneti coltivati. Gran parte del materiale è stato invece trasportato a valle, verso il paese di Mulina, dove si sono resi necessari interventi di rimozione, con costi a carico della comunità, essendo stati, gli interventi, effettuati dal Consorzio di Bonifica della Versilia. Il nuovo piano di coltivazione autorizzato, nonostante ciò, prevede che ulteriori 11.000 metri cubi di materiale vengano collocati sulla sommità dell’attuale ravaneto andando quindi ulteriormente ad aggravare una già precaria stabilità dello stesso.

Meditando su questo passaggio e la situazione critica della strada viene da chiederci se Canal Verde sia ancora il luogo ideale per diventare percorso di didattica ambientale, quel Bosco Incantato in cui far confluire i bimbi della Versilia a vedere le bacheche con gli animali del bosco (ancora non sistemate), la selva e il metato.

b) L’attività estrattiva, non più ambientalmente sostenibile contrasta con la necessità di mantenere il presidio del territorio con azioni mirate alla valorizzazione della Montagna, portate avanti con duro sacrificio dalla comunità che ha scelto di non abbandonare la propria terra e per questo motivo invita i destinatari, nell’ambito delle proprie competenze e responsabilità, a porre in essere ogni provvedimento volto a garantire alla comunità il non peggioramento delle condizioni di vita della popolazione su ogni fronte (con elevati rischi di inquinamento ambientale, stradale, idraulico, acustico, paesaggistico, ecc.), ricordando che, in caso di incidenti derivanti dalle insidie connesse alla riapertura della coltivazione della cava della “Ratta”, invierà istanza/denuncia alla Autorità Giudiziaria chiedendo di accertare l’esistenza obiettiva di pericolo o di insidie dovuti a condotta colposa omissiva o commissiva degli enti e soggetti coinvolti e l’eventuale nesso di causalità tra tale condotta e danni subiti dagli utenti.

Questo passaggio, la cui parte conclusiva, seppur criptica, è tuttavia molto significativa, inviterebbe altre realtà di Stazzema a farsi carico di rivendicare, così come hanno fatto i 100 residenti di Pomezzana, seppure con molto ritardo, il rispetto di quella sostenibilità naturale (anche l’inquinamento acustico) e sicurezza idrogeologica laddove ci sia il presupposto che questi due aspetti non siano stati valutati o non vengano valutati convenientemente .

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Sistemare i cimiteri di Seravezza, una delle priorità di Riccardo Cavirani, candidato sindaco delli lista Idee in comune

Francesco Speroni, Idee in Comune,addì 18.3.2016

Seravezza_ Sul territorio comunale di Seravezza si trovano molti cimiteri, diversi tra loro per planimetria, forma e dimensioni; tutti quanti necessitano di interventi più o meno urgenti che l’amministrazione Cavirani – qualora venisse eletta – realizzerebbe con lo scopo di garantire decoro ai luoghi dove riposano i nostri cari e sicurezza per chi vi si reca a portare fiori, pulire le lapidi e visitare i propri defunti. Spesso le strade per raggiungere i nostri camposanti sono sconnesse e piene di buche, ed anche i vialetti all’interno dei cimiteri stessi non sono messi meglio: sappiamo delle difficoltà e del disagio incontrati soprattutto dalle persone anziane delle quali abbiamo ascoltato le accorate lamentele. Per non parlare del problema accattonaggio all’ingresso dei cimiteri più grandi. «Da consigliere di opposizione – continua Cavirani – ho più volte portato all’attenzione dell’amministrazione la situazione di totale degrado del cimitero di Seravezza e la necessità di importanti interventi per il cimitero di Querceta, ma ben poco è stato fatto. Mi auguro – conclude Cavirani, che non risparmia critiche agli avversari politici – che oltre alla miriade di asfaltature guarda caso programmate proprio a ridosso delle elezioni comunali, dopo anni di attesa, si affronti anche questo tema molto sentito. Tutti vogliamo bene ai nostri animali domestici, e probabilmente ci piacerebbe immaginare anche un cimitero per animali tutto per loro, ma poiché un amministratore responsabile sa che deve darsi delle priorità, la nostra è quella di intervenire prima sulle strutture già esistenti e da sempre utilizzate dalla nostra comunità di appartenenza come luogo della memoria e del raccoglimento. Una volta sistemati questi, allora si potrà ipotizzare anche un cimitero per animali, ma solo dopo». Riccardo Cavirani 

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Seravezza capitale della Felicità: domenica 20 il lancio di “Felicemente: Festival della Felicità”

La presentazione in anteprima del festival in programma a settembre si svolgerà alle Scuderie Granducali dalle ore 10 con  il sindaco Ettore Neri

Da Fabrizio Lucarini ufficio stampa,Seravezza, 18 marzo 2016

Seravezza_ Domenica 20 marzo presso le Scuderie Medicee di Seravezza in Versilia (Lu),viale L. Amadei 230,  si terrà la presentazione di “Felicemente: Festival della Felicità” che si terrà a Seravezza sabato 24 e domenica 25 settembre 2016. “Il 20 marzo è la giornata internazionale della felicità e proprio per questo motivo è stato organizzato l’incontro che lanci e prepari il festival vero e proprio”, dice Roberta Baldini dell’associazione CI6 che ha proposto la manifestazione. Il programma prevede alle ore 10 il saluto del sindaco di Seravezza Ettore Neri, alle 10.15 la presentazione delle linee del festival e alle 10.30 un workshop da titolo: “Educare alla felicità?” con insegnanti, educatori e pedagogisti. L’incontro a cui possono partecipare tutti gli interessati ha anche lo scopo di costruire una proposta per uno dei seminari che si terranno durante la prima edizione del Festival che prende spunto da una frase di Robert Kennedy alla Kansas State University che parlando del Pil disse: “Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari. “Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione e della gioia dei loro momenti di svago. Misura tutto, eccetto ciò che rende la vita degna di essere vissuta“   “Queste frasi – prosegue Roberta Baldini – gettono una luce nuova su un periodo di forte crisi che attanaglia tutta l’Europa, e in particolare sembra colpire l’Italia, e che sembra anche azzerare sogni e speranze. Per questo può essere importante ricordare e ripartire da quello, avrebbe detto Kennedy, per cui davvero vale la pena vivere e che non si misura con gli indicatori economici  ma che se vogliamo provare a costruirla o, meglio a gettare le basi per raggiungerla, va comunque definita”. Da tempo gli studiosi hanno individuato  4 pilastri nella costruzione di una felicità concreta: sviluppo sociale sostenibile, sostenibilità ambientale, promozione culturale e buon governo. Questi 4 pilastri saranno anche i protagonisti del festival in programma a fine settembre. “Seravezza  – conclude Baldini – ci è sembrata il posto ideale per proporre questo progetto. L’assegnazione del riconoscimento di Comune Virtuoso rendono questa città il testimonial ideale del progetto. E tutta l’amministrazione a partire dal sindaco e dall’assessore alla cultura Riccardo Biagi ci hanno dimostrato concretamente e immediatamente  l’interesse per un progetto che non è solo cultura e spettacolo ma è anche una proposta di azione”.

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Teatro di Seravezza. Sabato 19 marzo Ginevra Di Marco presenta “Donna Ginevra e le Stazioni Lunari”

Ufficio Stampa, iLogo, Fabrizio Lucarini Seravezza, 14 marzo 2016

Seravezza_ La musica cosmopolita di Ginevra Di Marco sarà il prossimo appuntamento del Teatro delle Scuderie Granducali di Seravezza sabato 19 marzo alle ore 21.15. Lo spettacolo, dal titolo “Donna Ginevra e le Stazioni Lunari” ripercorre gli ultimi sei anni della ricerca musicale di Ginevra Di Marco, volta a scoprire e riscoprire pezzi della tradizione popolare a partire dal bacino del Mediterraneo fino alle coste del Sudamerica e oltre. Un evento che nasce in sostituzione del previsto concerto del cantautore Claudio Lolli annullato dal cantautore per motivi personali. “Ci dispiace molto per il forfait di Lolli – ha spiegato Elisabetta Salvatori direttrice artistica del Teatro delle Scuderie Granducali – un grande artista che stimiamo davvero tanto. Per questo motivo faremo il possibile per aprire la prossima stagione con il suo concerto. E proprio per offrire ai nostri abbonati  e a tutti coloro che con tanta passione seguono il nostro teatro una serata altrettanto interessante, sempre legata alla musica, ci ha fatto piacere la disponibilità di Ginevra Di Marco, una musicista di grande valore che sono sicura ci regalerà uno spettacolo bellissimo”. Sul palco delle Scuderie Granducali l’artista, accompagnata da Francesco Magnelli (piano – magnellophoni) e Andrea Salvadori (chitarre – tzouras), si esibirà sia nel suo repertorio tradizionale, ma sarà arricchito anche con nuove canzoni ispirate alle tradizioni popolari del Sud America con l’anteprima del nuovo lavoro: “Ginevra Di Marco canta Mercedes Sosa”. Tutto questo è il frutto di una ricerca musicale fatta di volti, suoni, memorie, e dove l’artista ha fatto suoi canti in lingue diverse provenienti da tutto il mondo, si è confrontata con artisti del panorama nazionale in uno scambio musicale e umano, ha approfondito tematiche sociali importanti che oggi sono il nodo cruciale del nostro vivere: lavoro, emigrazione, corruzione, condizione della donna, sostenibilità ambientale. Il tutto legato all’immensa tradizione popolare che ha nella musica un veicolo per essere tramandata di generazione in generazione. Durante il concerto un susseguirsi di emozioni e colori diversi che, qua e là, danno spazio anche al patrimonio cantautorale da cui Ginevra nasce e a cui è indissolubilmente legata: Battiato, CSI, De Andrè, Leo Ferrè, Modugno sono solo alcuni dei capisaldi che caratterizzano la cifra stilistica della cantante fiorentina. Un concerto che vuole coinvolgere il pubblico in un’onda emotiva continua. Lo spettacolo fa parte del cartellone 2015/2016 del Teatro delle Scuderie Granducali dal titolo “Dentro le storie” organizzato da Fondazione Terre Medicee e Comune di Seravezza.

Biglietti su:www.bookingshow.it    info e prevendite Fondazione Terre Medicee: tel. 0584.757443, mail: segreteria@terremedicee.it  sito web:  www.terremedicee.it   

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Romina Berretti ha risposto alla lettera aperta all’Associazone Nuova Sant’Anna.

Da Romina Berretti,addì 18.3.2016

Buongiorno Giuseppe,ho letto sul blog la lettera aperta all’ associazione nuova Sant’ Anna, onestamente credo che sia giusto pubblicare cosa è stato scritto, visto che essendo su fb è già pubblico, perciò lo pubblico io. Come le ho già scritto mi dispiace che lei come è stato per Angiolo Berretti sia attaccato per essere la voce fuori dal coro, quella voce che stona fra le varie storie aggiustate che si sono verificate nel corso degli anni. Qui sotto allego quello che è successo su fb e mi scuso perché non pensavo che un semplice articolo condiviso potesse gettare tanta polemica.

Vorrei fare una precisazione, io non ho ascoltato alcuna “campana” ho letto l’ archivio di prove lasciato da mio nonno, mi dispiace se pensavano con la sua morte di avere eliminato il problema, beh, vi ha fatto scacco matto da morto…..! Buona giornata

RE: Lei non si deve scusare. Lo spunto ad intervenire ancora è venuto dall’articolo apparso su L’Espresso-la Repubblica.it di  tre giorni fa e dal risalto che ha avuto  il giornalista Pier Vittorio Buffa, che con parole diverse ha tuttavia comprovato quanto scrissi nel 2006 con il libro in cui difendevo la memoria di don Vangelisti. Mi ha fatto quelle fotocopie? Voglio mettermi a scrivere il testo sulle sorelle Adelia  e Maria Giovanna per la lettura scenica che speriamo possa tenersi a Sant’Anna. Domani mattina sarò lassù, se c’è anche lei  può darmi le fotocopie anche direttamente, senza inviarle per posta. Grazie di nuovo. Giuseppe

PS: Romina ha inviato tutto il confronto che c’è stato ma abbiamo deciso di lasciarlo sul facebook e non pubblicarlo su Libera Cronaca. Lei e i suoi famigliari si sono già ampiamente esposti e per questo siamo loro molto riconoscenti. Inoltre, nei prossimi giorni pubblicheremo gli interventi fatti dal prof. Paolo Verona e da Ezio Marcucci durante la presentazione di sabato scorso in Sant’Agostino e ciò basta e avanza per rispedire al mittente le gratuite insinuazioni e denigrazioni cui siamo stati fatti oggetto su facebook.

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Così ora sei diventato uno pseudo – storico.

Bah, è sempre meglio che pseudo e basta. Un po’ di storia te l’hanno comunque attribuita. Scherzi a parte, secondo me sbaglia, e glielo dirò quando lo vedo, perché siamo amici. Purtroppo lui ha dovuto mediocremente barcamenarsi con le lobbies che ruotavano intorno a S.Anna: questa è la verità. Altrimenti come avrebbe fatto a portare a Stazzema Scalfaro, Schultz, ecc. ecc? E pensare che lui aveva titolo a imporre un nuovo punto di vista: per la sua storia, per i suoi ascendenti e parenti, per la sua diversa origine rispetto al “feudo della memoria” istituzionale. Ma tant’è. La ragion di stato…

Al contrario, torno a dirti che il tuo lavoro di questi anni è stato in realtà molto importante, direi determinante, per far “maturare” una situazione nuova: la situazione in cui prima o poi qualcuno si incaricherà di scrivere e proclamare la verità su S.Anna. Tutta la verità, senza infingimenti, senza reticenze e senza convenienze. E la verità – per me, ma penso anche per te- è quella di Angiolo Berretti, da lui pronunciata al processo della Spezia in modo elementare e grandioso allo stesso tempo: “in questo eccidio ci sono delle responsabilità di persone italiane, non c’è nessuno pulito: i partigiani hanno le loro colpe, i fascisti hanno le loro colpe, i tedeschi hanno le loro colpe e c’è un discorso .. Si cerca sempre tutto di chiudere, finisce che la colpa è di quei tedeschi lì e basta, gli italiani non li cerca nessuno”.

Di italiani c’è pieno, in questa storia, e certo non sono delle comparse. Viva il Berretti.

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Pedalata odierna: Mulina,Iacco, Galleria del Cipollaio.Iacco, Mulina.DSCN3868DSCN3866DSCN3864

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