Libera Cronaca da Italia bene comune di pochi 1768 del 5 e 6 marzo 2016

Libera Cronaca da Italia bene comune di pochi 1768 del 5 e 6 marzo 2016

Je suis Charlie

# No al facismo”

# Se togliendo i diritti agli operai si incentiva l’Occupazione, perché non togliere i diritti -privilegi ai politici italiani per incentivare la Democrazia?

# Non si può condannare la parola

Dal numero 1536 qualunque e-mail pubblicata sul blog liberacronacachenonce sarà anticipata da nome, cognome del soggetto che l’ha inviata e da questa SPECIFICAZIONE: il blog non si assume nessuna responsabilità in ordine alla veridicità delle comunicazioni. Ciò non ci esime eventualmente dall’ intervenire su quanto riteniamo pregiudizievole. E’ assicurato il diritto di replicare. Evitiamo le offese, il turpiloquio, le ingiurie alla razza/sesso/religione e il ricorso al linguaggio che violi la legge italiana, istighi a delinquere, alla violenza, alla diffamazione, ecc.. Precisato ciò, il blog liberacroanacachenonce non potrà essere ritenuto responsabile per eventuali commenti lesivi dei diritti di terzi.

Blogger Giuseppe Vezzoni

giuseppevezzoni@gmail.com

Ultim’ora Libera Cronaca 1768 del 6 marzo 2016

Sanità: Manifestazione a Viareggio contro la riduzione delle zone distretto prevista dalla L.84/2015c.05.03.2016 Manifestazione Viareggio

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Ridici sopra!L'anno del Leone 001

Da Luigi Santini,addì 6.3.2016

Caro Giuseppe,

quando le critiche provengono da persona che con attenzione ed analiticamente osserva la vita di tutti i giorni, in particolare quella che a noi è più vicina sullo scenario della Versilia, bisogna leggere e rileggere scritti e parole, per comprendere e meditare.

Questo io ho fatto a margine delle tue riflessioni sul libro «L’Anno del Leone» che consegna alla storia della nostra Terra un’esperienza “unica ed irripetibile”, degna della commemorazione di un evento decisivo avvenuto mezzo millennio fa.Unknown

Per la prima volta, i responsabili primi delle nostre Comunità, i sindaci dei quattro Comuni, si sono uniti in un comitato celebrativo ed hanno conferito autorevolezza ad oltre cinquanta eventi, nei quali altrettante associazioni, istituti culturali, enti o semplici cittadini si sono resi protagonisti di una parte importante delle celebrazioni, mentre il tutto si è svolto nell’amicizia e nella concordia e senza la stigmate di quelle polemiche alle quali siamo usi ed obbligati al giorno d’oggi.

Lo scopo istituzionale precipuo di un istituto storico come il nostro è quello di “conoscere e far conoscere”: grazie ad un svolgimento serenamente articolato delle manifestazioni, si rende ora possibile l’affermazione che alla gran parte dei Versiliesi non sono più ignoti – come fino al 2013 – il contenuto della sentenza pronunciata con il lodo di papa Leone X, le sue implicazioni e, soprattutto, l’evoluzione storica, economica e sociale che ne è derivatafoto (20)

Da quel momento della nostra storia infatti, si sono diversificate sul territorio della Versilia medievale, che si estendeva dal lago di Porta a quello di Massaciuccoli, le due “realtà”: quella del capitanato di Pietrasanta (“Pietrasanta e sue adiacenze”, come indicato nel Lodo), sotto il dominio di Firenze, e quella delle Marine lucchesi (Camaiore e Viareggio, da cui poi anche Massarosa).

Proprio in riferimento a questo rilievo storico – usualmente confutato dalla cronaca, ma riscontrabile e provato dai documenti – Vincenzo Santini (1807-1876), l’unico nostro storiografo, nel primo volume dei suoi «Commentarii storici sulla Versilia Centrale», alla pagina 36, così definiva il territorio Versiliese: «La Versilia, le di cui vicende imprendiamo a trattare nei suoi Nobili, occupava all’VIII° secolo dell’Era Volgare, tutto quello spazio di suolo di cui oggi si compongono i comuni di Viareggio, Camaiore, Montignoso, Stazzema, Seravezza e Pietrasanta: noi però, trattando di questa provincia, non usciremo dai limiti che ci siamo prefissi, e ci atterremo strettamente a quanto ai tre ultimi si riferisce».

In sintesi, «L’Anno del Leone» vuole non tanto celebrare, quanto rappresentare le varie componenti di quella “nuova cultura fiorentina” sviluppatasi – su un territorio unico per le sue integrate bellezze naturali – dalla separazione di una sua parte da Lucca madrepatria: e questo è avvenuto, secondo l’uso esclusivamente italiano, per la decisione del Sommo Pontefice della Cristianità, in un periodo della storia dell’Uomo che ha permesso alla Versilia, con le proprie ricchezze naturali (marmo, argento, ferro), di rendersi partecipe dello straordinario evento del Rinascimento.

Le cinquanta e più manifestazioni celebrative sono state realizzate da centinania e centinaia di persone che hanno preso parte all’operazione culturale con motivazione e senza interesse economico, tanto che le oltre cinquanta manifestazioni celebrative non sono costate un solo euro alla Collettività.

Tutte quelle persone sono state ringraziate sia singolarmente che come rappresentanti delle associazioni coinvolte: tutte, tranne il «Giornale che non c’è» ed il suo “direttore” che, ad ogni concomitanza, non hanno mai mancato di comunicare ai loro lettori tutto quanto il comitato del Lodo operasse per le celebrazioni! Meno male che, nel porgerti il volume, mi sono accorto della dimenticanza e subito a voce me ne sono con te rammaricato.

Ma tant’è! ne sto parlando con chi oramai è abituato a dimenticanze altrui o a mancanze di riconoscenza e, quindi, ci sarai abituato. Hai fatto bene a metterlo in evidenza, come altrettanto bene hai fatto a ricordare l’inaugurazione del sito archeominerario delle Molinette.

A favore del recupero e della valorizzazione di quel luogo si trovano accomunati sia l’Istituto Storico che il tuo Giornale nelle grandi fatiche compiute per promuoverlo, sostenerlo e vederlo attuato: sopralluoghi, cicli di conferenze nella chiesa di San Rocco alle Mulina, pulizie straordinarie e ordinarie alla chiesa, visite guidate, interminabili ore al computer, edizione infine di un libro esclusivamente dedicato a quell’area: il numero XVI di «Studi Versiliesi», dal titolo: Archeologia industriale in Alta Versilia. Il sito archeominerario e gli stabilimenti industriali di Calcaferro.

Per tante fatiche compiute, nessun grazie, né per l’Istituto Storico, né per il tuo Giornale: quindi, non dolerti tanto della mia dimenticanza. Ridici sopra!

Re: Per il sito delle Molinette ci ridiamo sopra a crepapelle. La genialità di certe persone è riuscita a smobilitare la passione che intorno al sito era straordinariamente rinata. E’ finita a schifìo, ma la tua risposta, senza saperlo, fa tuttavia giustizia della fantasiosa fandonia messa in giro per dire che la chiesa di Mulina era oramai desolatamente chiusa. Evidentemente tutte le attività che hai menzionato si facevano lì accanto, sull’umido selciato della mulattiera di Farnocchia. Quando le bugie si dicono e si tollerano in chiesa, il futuro più che luminoso è nebuloso. Temiamo che le stagioni culturali che hai ricordato facciano ormai desolatamente parte di un passato che continua ad essere smantellao. Per quanto potremo fare ci porremo di traverso a questo smaltellamento e ci batteremo acciocché continuino a prevalere i valori che la frazione ha ricevuto in custodia attraverso il sangue delle sue vittime di guerra e del lavoro.

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Il sindaco di Stazzema Maurizio Verona ed il presidente dell’associazione scrivono al sindaco di Marzabotto e al presidente del comitato martiri di Marzabotto per solidarieta’ sulla onorificenza ad uno dei criminali che compi’ l’eccidio di monte Sole.

Dal Dott. Michele Morabito, Responsabile Area della Cultura e della Pace

Parco Nazionale della Pace di Sant’Anna di Stazzema, addì 5.3.2016

Lettera Marzabotto Onorificenza

Sindaco di Marzabotto

Romano Franchi

Presidente del Comitato Onoranze ai Caduti di Marzabotto

Walter Cardi

Oggetto: solidarietà di Sant’Anna di Stazzema

Caro Sindaco, caro Presidente,

leggiamo con stupore, ma non troppo vi confessiamo, della consegna da parte della municipalità di Engelsbrand nel Baden Wurttenberg di una medaglia d’onore a Wilhelm Kusterer, ex Ss, che nell’autunno del ’44 si trovava lì a Marzabotto, dove si consumava uno dei più atroci crimini contro i civili italiani da parte dei tedeschi. Lui, uno di coloro che faceva parte di quella maledetta Divisione venuta in Italia con lo scopo preciso di uccidere civili e seminare morte e terrore tra le persone inermi che non imbracciavano un’arma e avevano la sola colpa di essere italiani. A settanta anni di distanza abbiamo visto amnistiati tutti i fascisti che si resero colpevoli con gli alleati nazisti di questi crimini, abbiamo visto condanne per i responsabili commutate in ergastoli e poi in grazie. Abbiamo conosciuto la triste e dolorosa pagina degli occultamenti dei fascicoli che potevano far svolgere rapidi processi senz’altro più efficaci di quelli che si poterono svolgere con sessanta anni di ritardo che consentirono comunque, la definizione di una verità giudiziaria. Si è consentito a questi massacratori delle nostre genti, madri, fratelli, sorelle, amichetti di gioco, padri, nonni, di vivere esistenze serene senza dover pagare per le proprie responsabilità. Colui che guidava il massacro di Sant’Anna di Stazzema, Anton Galler, un fornaio, morì negli anni ’90 nel Buen retiro che si era costruito dopo la guerra sulla Costa Brava, come fosse un personaggio del libro di Clara Sanchez. Da anni alcuni storici hanno lodato la Germania che avrebbe saputo fare i conti con le proprie responsabilità storiche del Nazismo e da anni le nostre comunità hanno iniziato rapporti di collaborazione con la Repubblica Federale Tedesca e per quanto riguarda Stazzema anche con il Land del Baden Wurttenberg che non più di un mese fa era a Sant’Anna di Stazzema all’inaugurazione della ristrutturazione della piazza della Chiesa finanziata proprio con i fondi di quel Land che aveva voluto riparare, per così dire, alla archiviazione del procedimento da parte della Procura di Stoccarda dell’ottobre 2012. Tra qualche giorno ci accingiamo a conferire la cittadinanza benemerita all’avvocato Gabriele Heinecke che per anni si è battuta per lo svolgimento di un processo in Germania sulla strage di Sant’Anna di Stazzema. I cavilli, le archiviazioni, la dilazione dei tempi, ha fatto sì che alla fine anche l’ultima SS Gerhard Sommer, già condannata dal Tribunale Militare della Spezia, non potrà essere processata.

Per questo, caro Sindaco e caro Presidente, non c’è stupore, ma tanto sconcerto e rabbia per quella onorificenza: la fine della guerra non può aver cancellato le azioni di questi criminali, che seppur non condannati da un tribunale tedesco, per noi si configurano come tali. Nei prossimi giorni anche per i rapporti che ci legano al Land del Baden Wurttemberg, scriveremo al presidente Winfried Kretschmann e al sindaco di questo piccolo borgo, che per dimensioni potrebbe essere quello di Stazzema o Marzabotto, e che ha inteso definire quest’uomo un cittadino modello. Avremmo voluto leggere prima del suo pentimento per gli orrori che ha commesso, e magari vederlo in un Tribunale, prima che si potesse giudicarlo degno di una qualsiasi benemerenza o poterlo giudicare come uomo retto.

Stazzema, i superstiti ed i familiari delle vittime, vi sono vicini nella battaglia della memoria che questi episodi rendono più difficile. Ma alla fine vinceremo noi e costruiremo sulla verità quell’Europa dei popoli che era il sogno dei padri delle istituzioni europee, senza spazio per i revisionismi e le false verità storiche.

Vi giunga il più alto segno della nostra solidarietà.

Sanita’ toscana, “sugli infermieri dichiarazioni strumentali da saccardi”

Giannoni (Nursind), “Inaccettabile e paradossale dare la colpa ai professionisti in graduatoria per le mancate assunzioni. Non c’è la volontà politica di risolvere la situazione”

Da Ufficio Stampa – Francesca Puliti Firenze, 5 marzo 2016

 

E’ inaccettabile e paradossale che l’assessore al Diritto alla salute Stefania Saccardi dia la colpa ai professionisti in lista d’attesa per la cronica carenza di personale infermieristico e le mancate assunzioni. Se ci fosse la volontà politica la graduatoria in essere per la Toscana centro potrebbe essere esaurita nel giro di un paio di giorni”. Così il coordinatore regionale Nursind Giampaolo Giannoni replica alle parole dell’assessore regionale, che dalle colonne della stampa accusa oggi gli infermieri di rallentare le procedure perché la destinazione di lavoro sarebbe loro sgradita.

Quelle dell’assessore sono dichiarazioni strumentali: numeri alla mano, molti infermieri vanno a cercare lavoro all’estero – dichiara Giannoni – e abbiamo traccia di moltissimi casi concreti di personale che si è spostato all’interno del territorio regionale. Sulla graduatoria è la Regione che ha creato il caos”.

Facciamo un passo indietro. “Quella graduatoria è nata per la Toscana centro – spiega il coordinatore regionale Nursind – e nella Toscana centro abbiamo un fabbisogno infermieristico reale, tant’è che l’Azienda sanitaria è costretta a ricorrere agli interinali. Allora perché non si assume qui anziché proporre altre destinazioni sul territorio? Inoltre ci risulta che la Regione stessa non abbia dato il via libera ai piani di assunzione presentati dalle Aziende sanitarie”.

La sensazione è che ancora una volta l’amministrazione regionale stia cercando di prendere tempo per portare a scadenza la graduatoria, alla fine di aprile, e poi farne un’altra con criteri più svantaggiosi per i lavoratori. Le premesse non sono buone – conclude Giannoni – a partire dalla bozza di statuto della nuova Asl di area vasta che ci è pervenuta in questa giorni”.

La nuova edilizia di Seravezza secondo il candidato Cavirani

Addetto stampa IDEE IN COMUNE Francesco Speroni,addì 5.3.2016IMG_20160305_140721

Seravezza_ Sala gremita stamattina per l’inaugurazione della sede elettorale quercetana di IDEE IN COMUNE. Con l’occasione si è parlato di edilizia ed urbanistica.
Andare oltre lo strumento urbanistico che ha paralizzato e paralizza l’edilizia privata del Comune di Seravezza. Questa è la parola d’ordine di Riccardo Cavirani, candidato sindaco per la lista di centrodestra Idee in Comune.IMG_20160305_140807

Nessuna cementificazione selvaggia all’orizzonte, piuttosto agevolare il recupero e la ristrutturazione di beni immobili attualmente non occupati, i cui proprietari sono stati scoraggiati dall’intervenire a causa delle assurde perequazioni imposte dallo strumento urbanistico, nonché dai mille vincoli e pretese non sempre ragionevoli dell’ufficio comunale competente, che in questi anni di amministrazioni di centrosinistra si è sempre più distaccato dalla comunità e dagli interessi concreti degli abitanti del Comune di Seravezza.IMG_20160305_140834

Questo infelice strumento urbanistico ha tre padri: Andrea Giorgi, Ettore Neri e Andrea Tenerini.

Il recupero architettonico ed estetico del territorio non può passare solo dalle opere pubbliche. Anche i privati devono e possono fare la loro parte, per questo è imperativo rivedere sia questo regolamento urbanistico sia la dirigenza che dovrà affrontare la nuova fase a cui noi puntiamo.IMG_20160305_140925

Se sarò eletto, la mia amministrazione – conclude Cavirani – andrà incontro alle esigenze ed alle richieste della popolazione e dei professionisti del settore, con l’unico scopo di agevolare recuperi, restauri, ristrutturazioni armonizzati con l’ambiente e l’architettura preesistente, semplificando la burocrazia ed anche agevolando idee all’avanguardia come, ad esempio, la “ricettività diffusa”, senza dimenticare i Bed & Breakfast e l’accoglienza turistica in generale, che se unita alle già crescenti attività di ristorazione, possono rendere Seravezza competitiva anche rispetto a comuni vicini, come Pietrasanta e Forte dei Marmi.

Il libro L’Anno del LeoneL'anno del Leone 001

Giuseppe Vezzoni,addì 5.3.2016

Il libro L’Anno del Leone (Bandecchi & Vivaldi), edito a cura della sezione Versilia Storica-Istituto Storico Lucchese e presentato esattamente una settimana fa alle Scuderie Granducali Medicee di Seravezza, l’abbiamo ricevuto in dono stamani e lo consideriamo come un vero e proprio regalo per il nostro sessantasettesimo compleanno che abbiamo festeggiato ieri con 39 gradi di febbre, abbondante tè con limone e Tachipirina. Il direttore della Sezione Versilia Storica, dott. Luigi Santini, ha voluto scrivere di suo pugno questa dedica dopo la presa d’atto che Giuseppe Vezzoni e Libera Cronaca non apparivano proprio nelle 276 pagine dell’importante volume che è acquistabile nelle librerie al prezzo di 30,00 euro.

” Non per amicizia, non per stima, che sono indiscutibili e consolidate, e neppure per il tuo compleanno che era ieri, ma in segno di riconoscenza e gratitudine per il sostegno che dai all’Istituto Storico Lucchese e alla conoscenza delle sue iniziative a mezzo del tuo giornale” . Luigi Santini- Le Mulina 5.3. 2016

Poiché i postumi febbrili non ci hanno del tutto imbischeriti, incassiamo con soddisfazione questo riconoscimento a tempo scaduto ma notiamo subito che se il volume è inconfutabilmente importante, la passerella che offre ai tanti politici non è certo da meno. Ciò che ci preme però sottolineare è l’assenza nel colophon, a riguardo dei ringraziamenti, dell’Università di Pisa (Dipartimento Scienze della Terra) stante invece la presenza del Gruppo Mineralogico e Paleontologico versiliese. Se è pur vero che a pagina 93 del libro è ricordato il contributo scientifico fornito dell’Università di Pisa, a nostro parere si è dimenticato che durante la manifestazione dell’Inaugurazione del sito delle Molinette, tenutasi a Mulina il 24 agosto 2013, il prof. D’Orazio accennò alla scoperta nei siti minerari versiliesi della mineralizzazione a tallio, una mineralizzazione fino all’ora del tutto inosservata ma che rivestiva una importanza scientifica eccezionale, con pochi analoghi a livello mondiale. Un anno dopo la presenza del minerale rilevata nell’acqua potabile mise a soqquadro il servizio idrico di Valdicastello e di alcune aree della città di Pietrasanta e causò una emergenza idrica e un’implicazione sanitaria che animò un risentimento popolare che tuttora non è stato superato. In tutto il libro non abbiamo trovato traccia di questa sensazionale scoperta scientifica annunciata nell’anno del 500° anniversario della Versilia Storica. Neppure nella rassegna stampa.

Meno grave, ma comunque una mancanza significativa, è la costatazione che nella corposa rassegna di articoli pubblicati sulla carta stampata e on line manchi un articolo che faccia riferimento a Libera Cronaca, il foglio on line che più di ogni organo di stampa ha fornito la conoscenza su tutte le manifestazioni del 500° anniversario della nascita della Versilia e che senza la spinta di eventi importanti come il 500° anniversario del Lodo di Leone X si adopera per informare sull’attività della Sezione Versilia Storica.


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