Libera Cronaca da Italia bene comune di pochi 1739 del 31 gennaio e 1 febbraio 2016

Libera Cronaca da Italia bene comune di pochi 1739 del 31 gennaio e 1 febbraio 2016

Je suis Charlie

# No al facismo”

# Se togliendo i diritti agli operai si incentiva l’Occupazione, perché non togliere i diritti -privilegi ai politici italiani per incentivare la Democrazia?

# Non si può condannare la parola

Dal numero 1536 qualunque e-mail pubblicata sul blog liberacronacachenonce sarà anticipata da nome, cognome del soggetto che l’ha inviata e da questa SPECIFICAZIONE: il blog non si assume nessuna responsabilità in ordine alla veridicità delle comunicazioni. Ciò non ci esime eventualmente dall’ intervenire su quanto riteniamo pregiudizievole. E’ assicurato il diritto di replicare. Evitiamo le offese, il turpiloquio, le ingiurie alla razza/sesso/religione e il ricorso al linguaggio che violi la legge italiana, istighi a delinquere, alla violenza, alla diffamazione, ecc.. Precisato ciò, il blog liberacroanacachenonce non potrà essere ritenuto responsabile per eventuali commenti lesivi dei diritti di terzi.

Blogger Giuseppe Vezzoni

giuseppevezzoni@gmail.com

L’Amministrazione di Stazzema: “Dal Bosco un economia per il Futuro”

Varia Ambiente si aggiudica l’Area Produttiva di Col del Cavallo per la realizzazione di un impianto di cogenerazione

Da Michele Morabito, addì 30.1.2016

Stazzema_ Si è conclusa con l’aggiudicazione definitiva alla Società Varia Versilia Ambiente S.r.l. di Pietrasanta il bando per la cessione in diritto di superficie di una porzione dell’Area Produttiva di Col del Cavallo compresa all’interno del Piano per gli insediamenti Produttivi. Nel 2015 era stato approvato l’atto di indirizzo inerente la concessione in disponibilità di area produttiva per la realizzazione di impianto di cogenerazione. Il bando ha assegnato alla Ditta vincitrice mediante concessione in diritto di superficie, per un periodo di 60 (sessanta) anni, di un lotto di terreno, facente parte dell’area P.I.P. Col del Cavallo. Il lotto assegnato all’interno dell’area P.I.P. di Col del Cavallo, è vincolato alla realizzazione di un impianto di produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile mediante gassificazione di biomasse vegetali provenienti da attività agro-forestali, proveniente da filiera corta. L’impianto da realizzare dovrà sfruttare il processo di gassificazione del tipo “down draft a letto fisso”, in quanto riconosciuto universalmente come la soluzione più efficiente e pulita per la conversione dell’energia contenuta nella biomassa in energia elettrica e termica tramite la combustione del gas prodotto (Synngas) in motori endotermici. L’impianto sopra descritto dovrà avere una potenzialità nominale non inferiore a 200 Kw termici totali di cui una parte in Energia elettrica e la restante energia termica potrà essere utilizzata nell’essiccazione della biomassa. Per quanto riguarda la filiera corta delle biomasse legnose, l’assegnatario dovrà reperire il materiale (biomassa legnosa) entro una fascia di 70 chilometri di raggio dall’area oggetto di assegnazione.

Si conclude un iter importante per il nostro territorio”, commentano gli amministratori di Stazzema, “perché inizia a vivere l’area del Col del cavallo come area produttiva per il nostro Comune che porterà benefici a tutta la Comunità. In un momento difficile per il lavoro e l’economia arriva per Stazzema un segnale concreto per il rilancio dell’attività agro forestale sulla quale punta molto l’Amministrazione Comunale e verso la quale stanno guardando anche piccole aziende locali. Si tratta della produzione di energia pulita come quella elettrica che si ottiene dalla biomassa ricavata dalla nostra zona e quindi, dal mantenimento dei nostri boschi in condizioni ottimali che ne garantiranno anche la sicurezza. Puntiamo oltre che alla ricaduta economica che non potrà che essere positiva anche ad altri due risultati: il primo la riqualificazione dell’area del Col del Cavallo, il secondo una tutela del patrimonio boschivo perché torni ad essere quella straordinaria risorsa per il nostro territorio, recuperando tutto quel legname che sarà utile a produrre energia elettrica in modo sicuro e controllato”.

A vent’anni dalla tragica alluvione del 19 giugno 1996 prende forma e si concretizza il processo di messa in sicurezza del territorio attraverso il recupero della coltivazione del bosco.

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No alla rimessa in funzione delle vecchie centrali atomiche del Belgio

Da Alvaro Avenante, 31 Gennaio 2016 

Accendo il pc con l’intenzione di scrivere un pezzo per La libera cronaca….., e  trovo una petizione promossa da AVAAZ da far pervenire al governo del Belgio con l’intento di bloccare la folle idea, dello stesso, alla rimessa in funzione di centrali atomiche ferme ormai da anni. Potenziali nuove Cernobyl. Non ho esitato un’istante e invito tutti quanti i lettori della Libera a farlo. Se penso che solo un anno fa, durante un viaggio flash proprio in Belgio avevo constatato che le strade statali e le autostrade sono illuminate a giorno, percorribili tutte gratuitamente. Pensando che il Belgio avesse fonti energetiche proprie a basso costo, mi informai in merito. Come riportato nel mio articolo Belgio-Italia 4 – 0 pubblicato sull’ultimo numero, uscito, di Versilia Oggi, del 2015, scopro… che il Belgio sta peggio dell’Italia. Il suo mix energetico è attualmente dipendente per il 73% del necessario…continuavo….Ciò nonostante per salvaguardare la salute dei propri cittadini ha spento due delle sue centrali atomiche e ha programmato la chiusura delle altre tre ancora attive.  Cosa è successo? Non lo so. So che il Belgio è rimasto ben cinque anni consecutivi senza governo. Poi la divisione in tre regioni con ampia autonomia ha portato alla rielezione del governo centrale (credo proprio nel 2015). Mi sorge una domanda: la riapertura delle centrali è iniziativa del governo centrale o di una delle tre regioni autonome? La seconda ipotesi mi basisce. Non mi consola questo dualismo belga, il loro scontro Regione – Stato: un malanno che noi Italiani conosciamo benissimo. Ciao Giuseppe, l’altro a domani o dopo.

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Lettera Angiolina Paiotti al sindaco e ai consiglieri di Stazzema.

Una novantenne terrinchese scrive dopo il soccombimento all’ingiunzione rinnovo canone cimiteriale perpetuo

Da Baldino Stagi,addì 30.1.2016

Ciao Giuseppe, ti mando questa lettera di una signora terrinchese che ha dovuto soccombere alla vessatoria richiesta del Comune di rinnovare la concessione per una sepoltura. In poche righe tutta la sofferenza di una donna novantenne, impossibilitata a muoversi e quindi ad opporre una difesa a questa ingiustizia, titolare di una piccola pensione. Ma oltre a questo emerge dallo scritto una dignità ed una forza che solo chi ha molto vissuto ed ha molto sofferto può possedere. Gli unici che non impareranno niente saranno gli amministratori, insensibili ai segnali che provengono dai cittadini, anche da quelli più bisognosi. Altro messaggio importante che traspare dalla lettera della sig.ra Angiolina è rivolto a coloro che supinamente hanno deciso di pagare senza porsi il problema se fosse giusto oppure no. In questo caso la decisione di “cedere” all’ingiunzione di pagamento è dovuta non tanto alla convinzione della giustezza della richiesta ma ad una situazione oggettiva che impedisce al soggetto di far valere i propri diritti. C’è poi una decisa presa di posizione ed un avviso netto col quale preannuncia alla amministrazione che intenderà rivalersi nel caso in cui il Giudice dovesse determinare l’inapplicabilità del provvedimento amministrativo. Credo sia l’unico caso, purtroppo, in cui il cittadino trova il coraggio di dire quello che pensa su questa vicenda allucinante, fatta di mille sfaccettature e che ha creato, e continua a creare, infiniti problemi alle nostre famiglie senza che possa riuscire, fra l’altro, a risanare un bilancio estremamente compromesso ed insanabile.  Ti saluto.

P.S. Abbiamo interpellato i familiari che sono ben felici di rendere pubblica la lettera

Pubblichiamo il Pdf della lettera

a.28.01.2016 Paiotti Angiolina lettera

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Seravezza Fotografia 2016 rende omaggio ad un grande maestro, Franco Fontana

Presentata la tredicesima edizione che si svolgerà al Palazzo Mediceo dal 6 febbraio al 10 aprile 2016. Previste anche mostre collaterali, workshop e incontri a Seravezza ma anche in altri spazi espositivi della Versilia

Da Ufficio Stampa agenzia ILogo, Prato Fabrizio Lucarini ,addì 30.1.2016mostra Fontanada sx Carli sindaco Neri Balderi e Biagi

Seravezza_ Dal 6 febbraio al 10 aprile 2016 a Seravezza in Versilia (Lu), si svolge la tredicesima edizione di “Seravezza Fotografia”. Una manifestazione di respiro nazionale e internazionale che ogni anno coniuga con successo i grandi nomi della fotografia con un vasto pubblico e il mondo amatoriale della fotografia, organizzata dalla Fondazione Terre Medicee, dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Seravezza, con il patrocinio della FIAF (Federazione Italiana Associazioni Fotografiche) e la direzione artistica di Ivo Balderi. Stamani si è svolta la presentazione della rassegna in una conferenza stampa a cui hanno partecipato il sindaco di Seravezza Ettore Neri, l’assessore alla cultura Riccardo Biagi, il direttore artistico Ivo Balderi e il direttore della Fondazione Terre Medicee Franco Carli.  In questa edizione Seravezza Fotografia rende omaggio al maestro Franco Fontana con una mostra retrospettiva intitolata “Full color” e con sottotitolo “Polaroid e astrazioni architettoniche” – inaugurazione sabato 6 febbraio ore 17.30 –  curata da Denis Curti e ospitata nelle sale di Palazzo Mediceo, Patrimonio Mondiale Unesco, che ripercorre gli oltre cinquant’anni dedicati alla fotografia. Fontana è stato un fotografo, tra i primi in Italia, a schierarsi con tanta convinzione e fermezza in favore del colore rendendolo protagonista, non come mezzo ma come messaggio, non come fatto accidentale, ma come  protagonista nei suoi scatti in particolare quelli dedicati al paesaggio. La mostra e’ suddivisa in diverse sezioni tematiche: i paesaggi degli esordi (anni ‘60), i paesaggi urbani, indagati sotto diversi punti di vista, le piscine e il mare. Il percorso espositivo si conclude con la sala dedicata alle polaroid scattate nella fine degli anni ‘80 e quella dedicata ad una selezione di immagini realizzate per il progetto “Expo: vista d’autore”, il suo ultimo lavoro, commissionatogli da Canon. In questa mostra Franco Fontana ha realizzato una serie di fotografie sotto il titolo “astrazioni architettoniche”, in cui documenta, con il suo inconfondibile stile, l’architettura dell’esposizione milanese. Accanto alla mostra di Fontana, che rappresenta l’evento principale della rassegna, Seravezza Fotografia presenta un ampio cartellone di mostre collaterali, incontri di cultura fotografica,  due workshop, tra i quali uno curato dello stesso Franco Fontana dal 1 al 3 aprile, e letture portfolio. Nelle Scuderie Granducali di Seravezza, saranno allestite le mostre fotografiche di Giacomo Donati “Privilege of life”, quella del Gruppo Fotografico Iperfocale “Falsi d’autore”, la mostra fotografica degli allievi di Franco Fontana intitolata “Quelli di Fontana” mentre Il Circolo Fotografico “L’Altissimo” di Seravezza parteciperà alla rassegna con la sua mostra collettiva. A conferma dell’esperienza positiva delle passate edizioni, verrà dedicato uno spazio importante anche alla mostra dei lavori dei giovanissimi fotografi che hanno partecipato al corso di fotografia tenuto da Giacomo Donati all’interno dell’Istituto Comprensivo di Seravezza.  In più la rassegna si espande sul territorio avvalendosi di due preziose collaborazioni: LABottegalab di Marina di Pietrasanta,  uno spazio dinamico completamente dedicato alla fotografia, ospiterà la mostra della fotografa Jeannie Abert “The poetical illusion of some natural anomalies”, curata da Nicolas Havette, mentre in collaborazione con la Galleria Open One di Pietrasanta, una struttura espositiva unica nel suo genere, caratterizzata da un parco  con sculture di grandi dimensioni e da una galleria interna, sarà allestita la mostra“Racconti d’onda” con le fotografie di Axel Piperno e Silvia Potenza e le sculture di Giorgio Eros Morandini. Anche quest’anno poi si rinnova la collaborazione con L’Una Hotel Versilia di Lido di Camaiore che ospiterà la mostra “Una certa idea di Natura” di Roberto Mari dal 19 febbraio al 30 aprile. In collaborazione con la Federazione Italiana Associazioni Fotografiche (Fiaf), a conclusione delle attività educative e formative, sarà riproposta la lettura dei portfolio fotografici da parte di esperti del settore nominati da Fiaf.

Seravezza Fotografia si è rivelata una splendida intuizione – ha spiegato il sindaco Ettore Neri – una rassegna che negli anni è cresciuta fino a diventare uno degli appuntamenti nazionali più importanti per il mondo della fotografia. Anche se organizzare eventi culturali di qualità con sempre meno risorse diventa difficile, siamo convinti che anche quest’anno vinceremo questa sfida mentre l’appello che lancio alla nuova amministrazione che prenderà il nostro posto alle elezioni di giugno – ha concluso – è quello di non interrompere questa grande e positiva esperienza”.

Una rassegna che ha come evento centrale la mostra di uno dei più grandi maestri della fotografia italiana come Franco Fontana – ha aggiunto Ivo Balderi – ma che punta anche ai giovani fotografi e si diffonde sul territorio con mostre collaterali ed eventi in varie sedi della Versilia”.

Abbiamo affrontato nel tempo i diversi modi di fare fotografia – ha commentato Franco Carli direttore della Fondazione Terre Medicee – proprio per dimostrare la nostra volontà di rinnovarsi e scandagliare i linguaggi contemporanei dei grandi maestri che si confrontano con il mondo amatoriale, che è poi la caratteristica più interessante della manifestazione”.

Tutte le mostre saranno aperte dal 6 febbraio al 10 aprile 2016 dal giovedì al sabato 15.00-19.00, domenica e festivi 10.00-19.00. Il biglietto d’ingresso al Palazzo Mediceo 6 euro (intero),  4 euro (ridotto).

Info tel. 0584.757443/756046, il programma aggiornato di tutti gli eventi si può consultare sul sito: www.seravezzafotografia.it 

Twitter: @SeravezzaPhoto e Facebook

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La Campana della Pace finalmente suonerà per la prima volta il prossimo 2 Giugno, Festa della Repubblica

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Da Giuseppe Vezzoni,addì 31.1.2016DSCN3605

Stazzema_ Dopo quasi quattordici anni di attesa, il prossimo 2 Giugno, festa della Repubblica, la Campana della Pace suonerà per la prima volta i rintocchi della memoria dell’eccidio di Sant’Anna di Stazzema. Ieri è tornato ufficialmente a ribadirlo il sindaco di Stazzema durante la cerimonia che è seguita all’inaugurazione dei lavori di restauro della Piazza della Chiesa e del posizionamento delle opere donate del maestro Novello Finotti. Il sindaco Verona ha affermato che i lavori per la sistemazione definitiva del bronzo partiranno al più presto poiché ci sono tutte le autorizzazioni necessarie. Abbiamo dato comunicazione di ciò al superstite, cav. Ennio Bazzichi, il quale, il 23 gennaio scorso, durante la presentazione del libro Tra le pieghe della strage nazifascista di Sant’Anna di Stazzema nel settantesimo della strage, aveva manifestato seri dubbi che la campana potesse essere sistemata presso l’Ossario alla data del 2 Giugno. Bazzichi ci ha risposto che è felice di poter sconfessare le sue affermazioni.DSCN3610

Se la conferma della collocazione definitiva della Campana della Pace è stato uno degli aspetti più positivi della cerimonia di ieri mattina, gli altri sono stati la donazione da parte dell’artista Finotti di tre sue creazioni bronzee e gli interventi, davvero sentiti, di Gunther Leibbrand, portavoce dell’Associazione “Die Anstifter” di Stoccarda, e del Consigliere di Stato per la società civile e la partecipazione dei cittadini del Land del Baden-Wüerttemberg, signora Gisela Erler e anche quello di Carla Cantone, segretaria dello Spi-Cgil Nazionale e prossima segretaria generale dei pensionati europei.DSCN3612

Qualcosa di non condivisibile vogliamo esprimerlo invece nei confronti di Dianele Biacchessi, giornalista, caporedattore di Radio24 – Il Sole 24 Ore ed autore di teatro civile, il cui intervento, peraltro autocelebrativo ed ideologicamente a senso unico, è durato oltre la più educata sopportazione che comunque gli è stata concessa, fatto eccetto della nostra proverbiale maleducazione, che, alla fine, non potendone più, lo abbiamo invitato a citare fra i luoghi di strage anche Mulina di Stazzema. Biacchessi, così come in passato ha fatto Franco Giustolisi, pare ricalcare una sistematica dimenticanza che non è più storicamente e moralmente tollerabile quando si parla della strage di Sant’Anna e ci accanisce a dimenticare le prime vittime di quel sabato infernale, appunto quelle perpetrate a Mulina di Stazzema.

Ma a questa chiosa non avremmo dato sicuramente spazio se non fossimo spinti a prendere le distante da quanto abbiamo ascoltato nel mediometraggio I carnefici, il dvd sulle stragi nazifasciste del 1944 che è stato proiettato ieri nel Museo storico della Resistenza di Sant’Anna di Stazzema e che d’ora in avanti sarà a disposizione del pubblico e verrà proiettato nel Museo e in molte scuole italiane per formare nei giovani una coscienza di storia e memoria che funga da antidoto al ripetersi della barbarie.

Ciò che non condividiamo, e lo abbiamo fatto presente anche al sindaco, è che a un certo punto della proiezione del dvd si affermi che i militari italiani fascisti si posizionarono dalla parte avversa dei partigiani che si dettero invece alla lotta di liberazione sulle montagne. Dare questa falsa visione e inculcarla nei giovani è una operazione ideologica di vetero comunismo, poiché si tace l’incontrovertibile verità che tanti militari italiani furono i primi ad innescare la reazione della Resistenza. Biacchessi non può dimenticare la testimonianza resistenziale di cui dettero prova i militari italiani a Cefalonia, a Rodi e in tanti altri scenari bellici, fra cui anche nella capitale Roma. Per lui il 1 marzo 2001 non è mai avvenuto, ma il Presidente Carlo Azeglio Ciampi, con la visita a Cefalonia ,pose termine al discrimine comunista che per oltre mezzo secolo ha negato il sacrificio resistenziale pagato e offerto alla patria dai militari italiani, sia con le armi sia rifiutando nei lager nazisti la libertà che sarebbe stata loro concessa se avessero aderito al governo fantoccio della Repubblica di Salò. La loro scelta consapevole fu il primo atto della Resistenza, di un’Italia libera dal fascismoha solennemente scolpito nella storia il Presidente Ciampi. Pertanto non può passare questa falsa sicumera di Biacchessi, soprattutto quando ottiene spazio a Sant’Anna di Stazzema, luogo della memoria nazionale e non di parte. Non è accettabile che si lascino supinamente cancellare le figure partigiane del marinaio Luigi Mulargia e di Gino Lombardi, il sottotenente del Genio Aeronautica che a poche centinaia di metri in linea d’aria da Sant’Anna di Stazzema, in località La Porta, e più precisamente nell’ Aia Valichetti, costituì il gruppo I cacciatori delle Apuane, il primo nucleo partigiano delle Apuane.

Della proiezione, sorvolando su altre considerazioni, contestiamo il fatto che vicino ai nomi Kesselring, Simon e Reder non abbia trovato posto quello del capitano austriaco Anton Galler e della sua unità, il II battaglione del 35° Reggimento della XVI Divisione granatieri SS del generale Max Simon, ovvero il reparto delle Waffen/SS che insieme ai fascisti locali furono i carnefici della strage di Sant’Anna di Stazzema.

Ai ragazzi che salgono a Sant’Anna si vuole far sapere la verità della storia oppure si vuole formarli con la vulgata omissiva?

NB: L’ultimo libro di Giuseppe Vezzoni Tra le pieghe della strage nazifascista di Sant’Anna di Stazzema nel settantesimo della strage da sabato è stato posto alla conoscenza di Guntìher Leibbrand, portavoce dell’Associazione “Die Anstifter” di Stoccarda, e del Consigliere di Stato per la società civile e la partecipazione dei cittadini del Land del Baden-Wüerttemberg, signora Gisela Erler .

Ancora non è arrivata all’autore Giuseppe Vezzoni la lettera annunciata con cui si autorizza l’inserimento del libro tra le pubblicazioni del bookshop del Museo di Sant’Anna di Stazzema.

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