Libera Cronaca da Lauterbourg 1717 del 31 dicembre 2015 e 1 gennaio 2016

Libera Cronaca da Lauterbourg  n.1717

del 31  dicembre 2015 e 1 gennaio 2016

Je suis Charlie

# No al facismo”

# Se togliendo i diritti agli operai si incentiva l’Occupazione, perché non togliere i diritti -privilegi ai politici italiani per incentivare la Democrazia?

# Non si può condannare la parola

Dal numero 1536 qualunque e-mail pubblicata sul blog liberacronacachenonce sarà anticipata da nome, cognome del soggetto che l’ha inviata e da questa SPECIFICAZIONE: il blog non si assume nessuna responsabilità in ordine alla veridicità delle comunicazioni.  Ciò non ci esime eventualmente dall’ intervenire su quanto riteniamo pregiudizievole. E’ assicurato il diritto di replicare. Evitiamo le offese, il turpiloquio, le ingiurie alla razza/sesso/religione e il ricorso al linguaggio che violi la legge italiana, istighi a delinquere, alla violenza, alla diffamazione, ecc. Precisato ciò, il blog liberacroanacachenonce non potrà essere ritenuto responsabile per eventuali commenti lesivi dei diritti di terzi.

Blogger Giuseppe Vezzoni

giuseppevezzoni@gmail.comDSCN3412

Ultim’ora di Libera Cronaca n.1717 del 1 gennaio 2016DSCN3419DSCN3429DSCN3425

A Lauterbourg i botti ci sono stati, eccome!

Da Giuseppe Vezzoni,addì 1.1.2016

 Lauterbourg_ Di là delle previsioni e degli articoli dei giornali che prevedevano una forte contrazioni dei botti e dei fuochi pirotecnici a causa delle norme seguite agli attentati terroristici, il Primo dell’Anno è stato salutato a Lauterbourg con una abbondanza di botti e di lanci di fuochi artificiali da parte di privati cittadini. I colori dei fuochi nella nebbia e la consistenza, che ha sfiorato la sorpresa di assistere ad uno spettacolo vero e proprio, ha dimostrato che ancora una volta i cittadini francesi vogliono continuare a festeggiare e non intendono modificare il loro modo di vivere a causa dei terroristi islamici dell’Isis.

^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^

Dati  anno 2015 del blog liberacronacachenonce

Da Giuseppe Vezzoni,addì 1.1.2016

 Nel mese di  dicembre 2015  le visite complessive al blog  sono state 6.516 per una media giornaliera pari a 210 contatti. Il dato di dicembre evidenzia un incremento di 18 contatti giornalieri rispetto a novembre.

I contatti complessivi nel 2015 sono stati   87.600  che danno una media giornaliera pari a 240. Dal   15 maggio 2010 al 31 dicembre 2015 le visite al nuovo blog liberacronacachenonce    sono state 589.000.

Non sappiamo quantificare invece i contatti che ci sono stati sul primo blog liberacronacadelgiornalechenonce.myblog.it , restato aperto fino al 26 aprile 2010.

Tuttavia, sul web sono rintracciabili tutti gli articoli postati  con la prima esperienza dell’utilizzo del blog e che presumibilmente abbiamo perduto a seguito della rottura dell’ard-disk del  personal computer.

^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^

Il Bonne Année 2016

di

Libera CronacaDSCN3406DSCN3363

Che il prossimo anno

sia assai migliore del 2015, che si chiude ammutolito alla mezzanotte di oggi. A causa dell’alto rischio di attentati terroristici, sono state proibite molte feste in piazza e l’uso di tutto quell’arsenale pirotecnico con cui solitamente e rischiosamente si chiudeva con il botto la fine dell’anno.

Che gli ammalati,

i sofferenti, i poveri, i diseredati e i disoccupati si sentano scaldati dalla solidarietà e da una ripresa economica vera, che non siano per l’ennesima volta freddati dai getti di acqua sulla crescita e da quella solidarietà che scarica sugli altri il riempimento di cui si avvalgono certe bocche, che sono solo veritiere nel loro bla bla che esprimono ma non quando s’avventurano a parlare di solidarietà verso gli altri. Questi signori conoscono solo la solidarietà verso se stessi.

Che i truffati

dalle banche siano risarciti e i responsabili spellati come hanno fatto con i loro clienti, tradendone la fiducia. Che le quindici banche italiane  messe sotto osservazione dalla Bce evitino l’abisso in cui sprofonderebbe il risparmio degli italiani.

Che Libera Cronaca

e i suoi lettori possano sentirsi sempre più partecipi a questo esperimento informativo che tenta, pur con i suoi molteplici limiti, di coniugare libertà, verità e spazio  di espressione.

^^^^^^^^^^^^^^^^^^^

L’artista Charles Gilber Kapsner, allievo di Nerina Simi, ha donato al Comune di Stazzema un’opera

Il sindaco e l’assessore alla cultura: “Si rafforza il legame con il mondo nel nome della famiglia Simi”IMG_4012

Da Michele Morabito, funzionario del Comune di Stazzema,addì 31.12.2015

Stazzema_ In tempo per gli auguri di buon anno, l’artista statunitense Charles Gilber Kapsner che fu allievo della scuola di Nerina Simi a Stazzema ha voluto donare un’opera che raffigura una veduta del Minnesota luogo da cui l’artista proviene. Il Comune di Stazzema ha avviato in questi anni un percorso di valorizzazione dell’opera di Filadelfo Simi e della figlia Nerina che alla morte del padre, raccolse l’eredità di Filadelfo e diresse la scuola di cui tutti voi siete stati allievi sino alla sua morte, nel 1987. Molti degli allievi sono diventati ormai a loro volta artisti conosciuti ed apprezzati a livello internazionale. Kapsner frequentò agli inizi degli anni ’70 la scuola di Nerina Simi a Firenze dove cominciò i suoi studi, tornando molte volte in Toscana ed anche a Stazzema, come quando nel 2014 partecipò alla collettiva degli allievi di Nerina Simi al Palazzo della Cultura in Cardoso. Oggi Kapsner è un importante pittore e sta lavorando ad un progetto del Minnesota State Veterans Cemetery che prevede la realizzazione di grandi dipinti raffiguranti i diversi settori delle Forze Armate degli Stati Uniti. Questa mattina la visita a Stazzema accolto dal Sindaco Maurizio Verona, dall’assessore alle Politiche Culturali, Serena Vincenti, dall’assessore Marco Viviani. L’opera donata mostra una veduta del Mississipi che andrà ad arricchire il Municipio di Stazzema.

“E’ una visita che ci ha riempito di gioia”, commentano gli Amministratori di Stazzema, “perché è la testimonianza di quanto abbia seminato di buono la scuola di Filadelfo e Nerina Simi. Nerina Simi ha lasciato nel ricordo dei suoi seguaci non solo dal punto di vista della tecnica, ma anche sul lato umano. Molti allievi della scuola ancora oggi vengono a Stazzema da ogni parte del  mondo per testimoniare il legame di affetto per Nerina e per i luoghi che hanno frequentato da giovani. Ringraziamo l’artista per la donazione e lo aspettiamo ancora magari nel 2017 quando abbiamo in programma una nuova collettiva di artisti provenienti dalla scuola di Stazzema. Quest’opera per noi è una testimonianza importante che valorizzeremo”

^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^

Non valido il Patto di Amicizia Tra il Comune di Stazzema e il Comune di Pescia

Carissimo Giuseppe, ti invio i miei auguri migliori per l’anno che verrà e ti pregherei di estenderli a tutta la tua bella famiglia.

 Stazzema_ Ti allego anche la lettera che ho protocollato al comune di Stazzema, inviata per conoscenza anche alla Prefettura, affinché si delinei meglio il profilo di certi personaggi, ed al sindaco Giurlani poiché la vicenda lo riguarda direttamente. Come vedi non mi faccio scrupoli nello scrivere che il Silicani ha dichiarato il falso su un atto pubblico e nel dire che questa amicizia non solo è sospetta ma è addirittura  “pericolosa” ed il nostro comune non ha bisogno di certi inciuci. Siccome Verona continua a non voler chiarire i suoi rapporti con l’UNCEM, farebbe bene a mantenere le distanze del presidente di quell’inutile ente mangiasoldi. Invece continuiamo a ritrovarci il sig. Giurlani fra i piedi, senza che ne possiamo trarre alcun giovamento e senza che ci spieghino quale finalità abbiano questi giochetti. Incredibilmente dalla maggioranza nessuno alza la voce per cercare di spiegare il senso di certe scelte ma tutti accettano SUPINAMENTE ciò che viene loro propinato. Comunque, come si nota dalla lettera, il famoso Patto di Amicizia risulta essere la solita bufala, una trovata pubblicitaria che due pubblici ufficiali, due rappresentanti delle loro comunità, che hanno firmato quindi a nome dei loro cittadini, hanno avuto l’ardire di inscenare sul luogo sacro di un eccidio, mostrando tutto il loro disprezzo per quei martiri e nessuno, dico nessuno, comprese le autorità presenti, ha avuto il coraggio ed il buonsenso di vietare una tale obbrobriosa, dissacrante messa in scena. Il consigliere comunale Baldino Stagi

Testo della lettera

Att.ne.  Sig.    Sindaco di Stazzema Maurizio Verona, Sigg.  Consiglieri Comunali di Stazzema

P.c.      Sig.    Sindaco di Pescia Oreste Giurlani

Spett. Prefettura di Lucca

Stazzema 29.12.2015 ( Prot. N. 10361 del 29.12. 2015)

Oggetto: Patto Amicizia non valido

Egregio sig. sindaco, signori consiglieri, mi corre obbligo di segnalare come il Patto di Amicizia firmato dai sindaci di Stazzema e di Pescia il giorno 12 agosto scorso a S. Anna, deve essere considerato nullo per una serie di motivi che vado ad elencare.

Da porre in evidenza, intanto, come un atto di questa portata avrebbe dovuto essere proposto e discusso in Consiglio Comunale ma il dott. Verona, convinto di detenere poteri assoluti, ha voluto evitare questo adempimento ben sapendo che avrebbe dovuto spiegare i veri motivi che conducono ad una tale scellerata scelta.

Si è quindi deciso di affidare alla giunta una presunta legittimazione dell’atto ed appare molto grave che gli assessori abbiano voluto avallare tale scelta visti i trascorsi che inquadrano come “sospetta e sgradita” la presenza del sig. Giurlani nell’ambito stazzemese e considerate le dure contestazioni che ci sono state in passato da parte della opposizione essendo evidenti gli interessi privati che legano i due sindaci.

In ogni caso la deliberazione  n. 131 viene predisposta il giorno 14 luglio scorso ma, come di solito accade, non viene pubblicata sull’Albo Pretorio.

La firma del patto viene apposta precedentemente alla pubblicazione della delibera e questo, per effetto della legge 69/2009, articolo 32 nonché per quanto previsto dal “Regolamento per la disciplina dell’Albo Pretorio”  vigente in codesto Comune, all’articolo 4 comma 1, fa si che l’atto sia da considerare NULLO.

Non è superfluo ricordare come la presenza del sig. Giurlani nel nostro municipio sia sgradita in quanto evoca accordi oscuri, improvvidi incarichi per concretizzare i quali il nostro ex sindaco, Michele Silicani, non si è fatto scrupolo di dichiarare il falso sul suo decreto di nomina ad assessore. Giurlani è stato nostro amministratore senza aver palesato alcun merito e senza aver lasciato nessun segno del suo passaggio, ma ha solo approfittato del rapporto che intrattiene col sig. Maurizio Verona, che sarebbe poi diventato il sindaco di Stazzema, al chiaro scopo di preservare il suo posto da presidente dell’UNCEM, ente quest’ultimo che gestisce ingenti quantità di denaro pubblico ma con molte carenze sulla trasparenza dell’utilizzo.

 Dopo i tentativi di porre in atto un improponibile gemellaggio fra i due comuni, dopo aver cercato di associare il Parco di Pinocchio al Parco della Pace, scelte abbandonate per la loro evidente inconciliabilità, si è voluto inscenare questa pantomima, aggravata dal fatto che si è utilizzato come palcoscenico il paese di S. Anna e la ricorrenza della strage per suffragare i vostri interessi personali. Ebbene, anche questo futile e contestabile tentativo risulta vano in quanto il Patto è stato firmato senza alcuna autorizzazione.

Chiedo quindi che sia dato ufficiale annuncio della invalidità del Patto di Amicizia stipulato fra i comune di Stazzema e Pescia e auspico che mai più si debba assistere ad altri tentativi di unire in qualche modo due entità che niente hanno a che spartire e soprattutto si eviti di utilizzare la posizione privilegiata di Primo Cittadino per consolidare interessi e rapporti privati.

Il consigliere comunale. Baldino Stagi

^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^

Rimuovere al più presto le potature dall’alveo del fiume Vezza

 Da Francesco Speroni,  addetto stampa IDEE COMUNI SERAVEZZA.addì 31.12.201520151231_160755 20151231_160805 20151231_160830

 

Seravezza_ Noi di Idee Comuni esprimiamo forti perplessità riguardo ai lavori di potatura eseguiti sugli argini del fiume a Seravezza. Tronchi e fogliame sono stati letteralmente gettati nell’alveo del fiume e potrebbero causare problemi al normale deflusso delle acque: sembra proprio che qualcuno non abbia imparato niente dall’alluvione del 1996. Chiediamo pertanto all’amministrazione comunale ed agli uffici tecnici di effettuare al più presto una verifica circa la situazione dei lavori, anche in previsione di un peggioramento delle condizioni meteorologiche. Le tasse versate non solo al Comune ma anche e soprattutto a quel nebuloso ente che è il Consorzio di bonifica sono pesanti, ed i cittadini hanno il diritto di veder impiegati in maniera oculata i propri soldi.

^^^^^^^^^^^^^^^^^

Il marmo e le cave di Seravezza

 

Caro Vezzoni, ti invio un articoletto sul marmo e le cave a Seravezza. L’ho scritto dopo aver visto un bel documentario sulle Alpi Apuane trasmesso dalla Rai. Ne approfitto per farti, di nuovo, tanti auguri di buon anno. Saluti, Renato Sacchelli,addì 30.12.2015

Sulla catena montuosa delle Alpi Apuane si trova il più grande giacimento di marmi del mondo. Le rocce marmifere sono “spuntate” dalla barriera corallina durante il periodo di formazione della crosta terrestre. Mi piace pensare che tale bellezza abbagliò gli occhi di coloro che per la prima volta videro i marmi bianchi e policromi in uno sfavillio di luci riflesse nel cielo. Un bel documentario trasmesso dalla Rai spiega come si sono formate le montagne della Versilia (guardare il video).

Purtroppo nelle zone dove fin dai tempi della Roma antica e degli Etruschi furono aperte le cave, a causa della lunga escavazione di blocchi di marmo sono state distrutte intere colline e versanti di monti. I danni maggiori ovviamente si sono avuti negli ultimi decenni, quando lo sfruttamento è diventato intensivo.

Chi scrive è nato a Seravezza nel 1930. Ricordo che quando frequentavo la scuola elementare tremavo quando, mentre stavo tranquillamente seduto sul panchetto, udivo le fortissime esplosioni delle mine poste sulle cave per staccare i blocchi di marmo (operazione chiamata varata), che poi venivano squadrati e fatti discendere a fondovalle sulle vie a lizza.

Amo parlare di esse, in primis della cava di bardiglio, la prima che vidi, sulla cima della Cappella, appena sotto la Pieve, quando la scuola elementare che frequentavo organizzò una gita per visitare l’antica pieve di S. Martino alla Cappella, che l’intera scolaresca raggiunse attraversando anche tratti delle vie a lizza. Iniziammo a salire da Riomagno. Giunti davanti alla chiesa della Cappella, sotto la quale c’era una profonda tecchia, causata dall’estrazione del marmo in quel tratto della cava, tutti ammirammo la famosa scultura chiamata, secondo la leggenda, l’occhio di Michelangelo e i resti del portico da lui disegnato, che rimase distrutto durante la Seconda guerra mondiale. Ammirammo anche l’antica chiesa risalente all’anno 1000, tutta costruita in marmo.

Le cave di Ceragiola e della Costa le visitai la prima volta nel dopoguerra, quando la mia famiglia ritornò a Seravezza al termine di un lungo periodo di sfollamento occupando una casa ubicata all’Uccelliera con annesso piccolo oliveto e due vignette di proprietà di un imprenditore del marmo, che aveva assunto mio padre per lavorare in una cava del monte Costa.

A Compignano la mia famiglia trascorse un paio di anni dopo la fine della guerra. Nel primo periodo di sfollamento ci trovavamo al Pelliccino e poi a Giustagnana, Capezzano Pianore e Pietrasanta. Con il ritorno a Seravezza iniziai a visitare le cave del monte Costa, arrivando fin sulla cima dove raccolsi un fascio di stecchi secco da utilizzare per cuocere il cibo Mi arrampicai anche su alcune vecchie cave del monte di Ceragiola, dove il marmo non veniva più estratto da tempo.

Quando mi recai sulla cava più grande della Costa, incontrai il capo cava Speroni, che al Ponticello era mio vicino di casa. Sopra un’alta tecchia vidi salire, attaccati a delle corde, due cavatori, mentre altri operai erano intenti a squadrare i blocchi scavati dalla montagna. Altri operai scaricavano, lungo il ravaneto, i carrelli pieni di scaglie dei blocchi squadrati.

Quella volta che salii sulla cava, la più alta di tutte, notai che i cavatori avevano scavato una piccola galleria molto stretta per collocarci le mine per staccare dal monte i blocchi di marmo.

I cavatori si davano da fare per portare a fondovalle blocchi marmo scavati dalla montagna. Notai anche un fabbro accanto ad una forgia, con i carboni accesi, mentre batteva colpi di mazzolo su un’incudine per affilare le punte delle subbie e degli scalpelli occorrenti per la squadratura dei blocchi. Un giorno vidi i lizzatori mentre facevano scivolare lungo la via di lizza del Monte Costa un grosso blocco di marmo fino al poggio di caricamento che era a poca distanza dal palazzo Mediceo.

Non sono mai salito sulle cave del monte Altissimo, dove dal 1515 al 1518, come ha scritto in un libro don Florio Giannini (Michelangelo all’Altissimo – “Edizione Il Dialogo 1996), il grande artista scoprì il marmo statuario, il più candido del mondo, che utilizzò per scolpire i suoi capolavori. E non salii mai neanche sulle cava del Trambiserra, dove lavorò anche mio padre negli anni 30 e dove Michelangelo diresse i lavori per estrarre le colonne che gli dovevano servire per la progettata costruzione della facciata della cattedrale di San Lorenzo, a Firenze, che non fu mai realizzata.

Questo salto indietro di alcuni secoli mi dà l’occasione per accennare al Lodo di Papa Leone X del 28 settembre 1513, quando Seravezza passò a Firenze, sotto cui rimase fino a quando il Granducato di Toscana, in quel tempo sotto gli Asburgo Lorena, fu annesso al Regno d’Italia in seguito al plebiscito del 5 marzo 1860. Seravezza ricavò molti vantaggi e un po’ di autonomia anche in seguito al già citato atto di donazione a Firenze delle cave di Ceragiola e del monte Altissimo. Si deve ai fiorentini l’impulso dato negli anni successivi all’escavazione di marmi cui erano interessati sia Michelangelo che Giorgio Vasari ed altri celebri scultori inviati da Leone X e da Cosimo I per seguire da vicino l’estrazione dei marmi di cui avevano bisogno per le loro opere.

Dopo un periodo di abbandono delle cave, che iniziò nel 1668, l’economia di Seravezza si riprese quando  J.A. Alessander Henraux nel 1821 fondò l’omonima società sotto la quale sia l’escavazione che la lavorazione del marmo ripresero a pieno ritmo, tanto da determinare la crescita di Seravezza a tal punto da essere considerata la capitale della Versilia.

Mi piace concludere questo mio scritto con una poesia (in dialetto) che ho dedicato a chi lavorava per trasportare il marmo.

I mitici lizzatori

In verità li viddì la prima volta

sopra Malbacco, aldilà del fiume,

la matina che ero ito

a ccoglie le more

duve finiva la via a lizza

de le cave del Trambiserra

che era il tratto più pericoloso

perché il blocco di marmo

rimase, per pochi momenti,

penzoloni nel vuoto,

prima di arrivà nel fiume,

erino gli Anni Trenta.

La seconda volta li osservai

nel dopoguerra, sulla via a lizza,

de le cave del monte Costa,

facevino scivolà a fondo valle

un grosso blocco di marmo.

intorno al quale stacéino curvi

e inginocchiati

mentre si passavino

e mmovevino pali di ferro

e martini pesi più

di cento chili.

Erino tinti dal sole,

con la gola arsa e il corpo asciutto,

le mane aveino d’acciao

come i cavi tesi a llo stianto

ai margini de le scoscese vie,

da duve i mmarmi, lentamente,

sfucicavano a ffondovalle,

tra gli urli del capolizza e dei lizzatori.

“Oh, Oh! A Unce…

Oh! Oh! Bel, Bel!

Molla il tiratore…”

Ora nella valle silenziosa

il merlo tecchiaiolo

ci fa il nido

e sulle vie a lizza,

ricoperte di piante e scepaloni,

aleggia lo spirito

dei mitici antichi lizzatori.

^^^^^^^^^^^^^^^^^

Gli auguri del Circolo Sirio Giannini

Da Giuseppe Tartarini,addì 30.12.2015

Cari soci ed amici, con gli auguri sinceri di un anno sereno, vi comunico gli incontri del venerdì in calendario nel mese di gennaio:

Venerdì 15/1 La filosofia: cos’è, le sue origini ed i suoi principali argomenti. Introduce Giuseppe Tartarini

Venerdì 29/1 ll cambiamento climatico. Introduce Massimo Campioni
A tempo debito seguiranno le locandine d’invito. Ancora mille auguri ed i miei saluti

 

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

Una risposta a Libera Cronaca da Lauterbourg 1717 del 31 dicembre 2015 e 1 gennaio 2016

  1. Lodovico Gierut ha detto:

    Auguri a Vezzoni e a tutti i lettori del Giornale che non c’è. Lodovico Gierut

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...