Libera Cronaca da Italia bene comune di pochi 1693 del 2 e 3 dicembre 2015

Libera Cronaca da Italia bene comune di pochi 1693 del 2 e 3 dicembre 2015

Je suis Charlie

# No al facismo”

# Se togliendo i diritti agli operai si incentiva l’Occupazione, perché non togliere i diritti -privilegi ai politici italiani per incentivare la Democrazia?

# Non si può condannare la parola

Dal numero 1536 qualunque e-mail pubblicata sul blog liberacronacachenonce sarà anticipata da nome, cognome del soggetto che l’ha inviata e da questa SPECIFICAZIONE: il blog non si assume nessuna responsabilità in ordine alla veridicità delle comunicazioni. Ciò non ci esime eventualmente dall’ intervenire su quanto riteniamo pregiudizievole. E’ assicurato il diritto di replicare. Evitiamo le offese, il turpiloquio, le ingiurie alla razza/sesso/religione e il ricorso al linguaggio che violi la legge italiana, istighi a delinquere, alla violenza, alla diffamazione, ecc.. Precisato ciò, il blog liberacroanacachenonce non potrà essere ritenuto responsabile per eventuali commenti lesivi dei diritti di terzi.

NON INVIEREMO PIU’ IL GIORNALIERO LINK DI LIBERA CRONACA,

IL GIORNALE CHE NON C’E’

COMUNICAZIONE:

A seguito dei ricorrenti disservizi di invio link che riscontriamo da settembre, dal numero 1670 di Libera Cronaca del 2 e 3 novembre 2015 cesserà questa operazione che sicuramente non agevolerà i contatti al blog ma che tuttavia eviterà, da ora in poi, di pensare che a causa della mancata ricezione del link il giornale che non c’è non sia uscito.

Da oggi, chiunque vorrà leggere ciò che sarà quotidianamente pubblicato su Libera Cronaca, non avrà altro che da scrivere su Google Giuseppe Vezzoni o liberacronacachenonce e subito dopo premere il tasto INVIO .

Blogger Giuseppe Vezzoni

giuseppevezzoni@gmail.comDSCN3120

 Oggi Giornata internazionale della disabilità

Ringraziamo il geom. Vittorio Tarabella di avercelo ricordato e di averci impedito di chiudere gli occhi nei confronti di coloro che hanno delle difficoltà.

Postato ore 13,15 del 3.12.2015

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L’arch. Gallo riconosce la paternita’ dei vialetti sopraelevati eseguiti nel giardino mediceo e anche di tutti i problemi di smaltimento delle acque che gli stessi hanno creato; la responsabilita’ pero’ ricade anche sui funzionari che hanno approvato.

Domani pomeriggio andrà in distribuzione un nuovo volantino inerente la corrispondenza tra me e l’arch. Gallo progettista dei vialetti realizzati nell’area medicea.- Prima di darlo alle stampe mi era sembrato corretto inviargli l’originale per concedere il diritto di replica, garantendogli che sarebbe stato portato a conoscenza di coloro che ne fossero interessati dopo aver letto le mie critiche.-Come al solito giudichi Lei se può essere di interesse per i lettori del “giornale che non c’è”.-

Saluti. geom. Tarabella,addì 2.12.2015

RE: Postiamo le e-mail più significative che il 30 novembre sono intercorse tra i due professionisti, poiché il file trasmesso non è stato possibile elaborarlo come il solito. Il formato WordPad del documento è risultato mancante di parti del testo e visualizzato in maniera non leggibile.

Egr. Architetto Gallo,

dopo aver letto quanto riportato dal quotidiano IL TIRRENO sul numero di mercoledì 25 u.s. in merito al restauro dei vialetti esistenti sul prato del Palazzo Mediceo di Seravezza, vi ho fatto una visita e disapprovando le modalità esecutive, gli effetti estetici e la mancata regimazione idraulica, ho espresso i miei commenti in un volantino che è in fase di stampa e metterò in distribuzione in tarda serata o domattina al massimo.-

Sulla pagina del giornale viene fatto l’accostamento tra Lei ed il restauro de vialetti.-

Ritengo corretto inviarLe copia del mio volantino nell’ipotesi che abbia qualche cosa da eccepire; ne farò oggetto di altro foglio da distribuire; in caso di silenzio, ovviamente le resta attribuita la paternità.-

Rileverà che non condivido la parte dell’articolo giornalistico ove il Sindaco Neri asserisce di aver consentito, con l’esecuzione dei lavori, l’uso dei vialetti anche ai portatori di difficoltà motorie.-

E’ mia intenzione dare il maggior risalto possibile ai fatti che contesto, sia interessando il Ministero dei Beni Culturali a Roma che sporgendo denuncia alla magistratura; probabilmente verrà presentata anche una interrogazione in parlamento.-

Cordiali saluti.-

geom. Vittorio Tarabella (30 novembre,10,28)

L’arch. Gallo confuta tutte le affermazioni del geometra Tarabella, poiché nel settore dei beni culturali la normativa sull’abbattimento delle barriere architettoniche non è applicabile. Ha invitato il geom. Tarabella a rivedere le “sospettose insinuazioni” e la terminologia non consona che è stata utilizzata in vari punti del documento.

Egregio geometra,

nell’ambito del restauro architettonico le critiche sono sempre presenti, favoriscono il confronto ed arricchiscono il dibattito su punti di vista che possono essere anche molto diversi tra loro. Tuttavia le sue osservazioni non sono corrette così come non sono condivisibili le sospettose insinuazioni e la terminologia non consona ad un dibattito sul tema.

La invito pertanto a rivedere in più punti il testo da Lei trasmessomi.
Nel settore dei beni culturali la normativa di abbattimento barriere architetettoniche non è applicabile come per gli edifici di nuova realizzazione. Si cerca di rendere gli edifici più accessibili possibile, compatibilmente   con il rispetto dei caratteri originali dell’edificio.

Sia nei periodi estivi che nei periodi invernali l’acqua del monte scende nel prato in corrispondenza dello stradello. Il progetto approvato prevedeva infatti la realizzazione di un setto drenante da installare a monte del   percorso pedonale nel tratto cappella- parcheggio. L’esiguità del finanziamento ha impedito la sua realizzazione.
Quando ho progettato i percorsi d’accesso al palazzo volevo riproporre una strada sterrata, come probabilmente era in origine e, se avessi potuto, avrei tolto anche il marciapiede di marmo che altera il netto contrasto tra il verde del prato e lo spiccato dei prospetti. Fu impiegato allora uno stabilizzante che aveva il compito di evitare che la terra si trasfromasse in pantano con l’acqua o che spolverasse all’asciutto. Tuttavia il palazzo è in una zona umida e fredda e quindi l’inverno assorbe l’acqua e gela nel suo strato superficiale portando via con se l’agente stabilizzante che non agisce in profondità.

 Dopo una lunga ricerca e varie prove abbiamo trovato questa soluzione che sarà anch’essa soggetta al ciclo gelivo. L’inerte che ora si presenta compatto dovrà sfarinarsi e le quote che come Lei ha rilevato sono abbastanza alte, sono destinate ad abbassarsi e far riemergere i cordoli bianchi. Il degrado del materiale, che è tutto naturale, penso che conferirà una giusta colorazione al contestato vialetto.
Con questo non dico che il lavoro debba piacere nè che non si poteva fare meglio,  penso che però sia opportuno, prima di denigrare il lavoro degli altri aspettare l’effetto previsto.

 Distinti saluti,Nicola Gallo ( 30 novembre alle 19,34)

Nonostante la risposta ricevuta, il geometra Tarabella risponde con una e-mail all’arch. Gallo e conferma la sua posizione.

Egr. Architetto,

La ringrazio, prima di tutto, per aver risposto alla mia mail ed entro nel merito del contenuto e dei lavori eseguiti.-

Nel mio volantino non troverà dissenso per il modo in cui furono realizzati i vialetti; al contrario ho apprezzato il cordonato in marmo di quello centrale evidenziato dalla complanarità del piano pedonale con quello erboso laterale, nonché l’invisibilità di quello sottomonte.-

Riconosco che entrambi, col tempo, si sono fortemente degradati ed era necessario, non da oggi, ripristinare al meglio il piano di calpestio; non ho detto niente di male dell’impasto che è stato scelto (graniglia e collanti); forse io stesso non avrei trovato di meglio.-

Sulle modalità di esecuzione però, mantengo la mia critica ed anche la terminologia.-

Ritengo che non si deve intervenire avendo come obiettivo la risoluzione di alcuni problemi ignorando che le scelte tecniche adottate ne creano immediatamente altri e forse più gravi.-

Cosa ne pensa del ristagno d’acqua a monte della diga creata tra l’oratorio e l’angolo del palazzo ? E dell’accumulo di acqua in corrispondenza delle murature forse pregiudicando anche l’accesso all’interno ? E dell’acqua sotto monte convogliata sotto le scarpe dei pedoni ? E della sbrodolata dell’impasto sul tappeto erboso dopo la costipazione laterale del medesimo ?

Tutto sarebbe andato liscio se fosse stata attuata la scarifica dei vialetti esistenti ed il ricarico fino a quota di campagna: questa era la scelta giusta e non impattante.-

Certamente sarebbe costata di più; in tal caso si sarebbe dovuto procedere col risanamento di un vialetto per volta; sono convinto che Lei non progetterebbe mai un edificio risparmiando sulle strutture portanti ed anzi si adopererebbe per convincere il cliente a economizzare altrove o a rinunciare a qualche cosa.-

Ora, secondo il suo ragionamento, dovremmo attendere con favore il nuovo degrado dei materiali utilizzati per ottenere l’abbassamento della quota dei vialetti; credo che in quello centrale i cordoli in marmo conterranno il pietrischetto sciolto senza alcun abbassamento di quota, anzi, c’è da prevedere che con l’uso pedonale buona parte di tale graniglia andrà a finire tra l’erba e si creeranno accumuli in alcune zone e buche altrove.-

Peggio ancora avverrà in quello sottomonte dove in mancanza di contenimento laterale, si spargerà sull’erba o verrà dall’acqua trasportata nell’area a parcheggio come fino a ieri avvenuto.-

In merito alle barriere architettoniche non sono d’accordo con la Sua convinzione che non si applicano nel settore dei beni culturali.-

La invito a leggersi le linee guida emanate dalla “Commissione per l’analisi delle problematiche relative alla disabilità nello specifico settore dei beni e delle attività culturali” che opera all’interno del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, Direzione Generale Belle Arti e Paesaggio; le troverà sul sito:

http://www.beap.beniculturali.it/opencms/multimedia/BASAE/documents/2008/05/25/1211751516510_Le_Linee_guida.pdf, In particolare il paragrafo 1.3.3.-

Comunque Le garantisco che le Sue osservazioni saranno portate a conoscenza di chi vorrà leggerle sul mio prossimo volantino.-

Cordiali saluti.-

geom. Tarabella (30 novembre, ore 22,34)

NB: Osserviamo per i nostri lettori che nel pubblicare il documento abbiamo modificato due termini che ci erano sembrati eccessivi e li abbiamo posti in corsivo per essere riconosciuti.

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Festa della Montagna 2015

Pontestazzemese 5-6 dicembre 2015locandina copia

Dal Dott. Michele Morabito, Responsabile Area della Cultura e della Pace,Parco Nazionale della Pace di Sant’Anna di Stazzema,2.12.2015

Si ricorda che per la partecipazione alla Festa della Montagna è necessario iscriversi per una corretta gestione degli spazi. Grazie.

Regolamento e modulo di adesione

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Il candidato sindaco Riccardo Tarabella incontra domani i residenti di Cerreta Sant’Antonio.

Da Ufficio Stampa Lista Riccardo Tarabella Sindaco, Stefano Roni.addì 2.12.2015

Seravezza_ Il candidato sindaco Riccardo Tarabella incontra domani giovedì 3 dicembre i residenti di Cerreta Sant’Antonio. Appuntamento alle ore 21 alla Pubblica Assistenza per mettere sul tavolo e analizzare i problemi della frazione (con i suoi settanta abitanti una delle più piccole del Comune di Seravezza), confrontarsi sulle azioni da intraprendere per migliorare la qualità di vita dei cittadini, discutere il coinvolgimento e il ruolo di Cerreta – con le altre località della collina e della montagna seravezzina – nei progetti di crescita e di sviluppo del comune.

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«La GRANDE GUERRA: il contributo della Versilia, Massa e Lunigiana

(a cura di Andrea di Giorgio)»

Primi approfondimentilibro La Grande Guerra 001

Querceta_ Sabato 5 dicembre,Sala Cope di Querceta ,alle 16,30 si terrà la terza conferenza del XXXII ciclo di conferenze promosse dall’Istituto Storico Lucchese,sezione Versilia Storica. Relatore sarà Umberto Guidugli

Dal pieghevole promozionale del XXXII Ciclo delle conferenze

Il libro “La Grande Guerra: il contributo della Versilia, Massa e Lunigiana” a cura di Andrea De Giorgio con testi di Zeffiro Ciuffoletti, Berto Giuseppe Corbellini Andreotti, Egidio Banti, Stefano Pucciarelli, Paolo Buchignani, Claudio Casini, Gian Luca Corradi, Andrea De Giorgio, Nicola Del Chiaro, Antonella Aurora Manfredi e Alessio Panichi, nel panorama della produzione letteraria occasionata dalla ricorrenza dei 100 anni della prima guerra mondiale, rappresenta un punto di riferimento di alta qualificazione scientifica per comprendere il rapporto fra i grandi eventi storici del periodo 1915-1918 del 900 e gli eventi del territorio della Versilia, di Massa e della Lunigiana.Il libro, con una serie di saggi altamente impegnati, inquadra la situazione territoriale degli anni della Grande Guerra nel contesto italiano ed europeo e determina come tali eventi reagirono sulla situazione culturale, economica e sociale del territorio. Si tratta di un’opera corposa di oltre 440 pagine costituita da saggi estremamente qualificati sia dal punto di vista della documentazione storica sia dal punto di vista della elaborazione scientifica. I fatti e gli eventi locali, tutti documentati tramite gli archivi comunali, i giornali locali dell’epoca, l’Archivio di Stato di Lucca e l’Archivio di Stato di Firenze, vengono inquadrati secondo una visione storica nuova nella dimensione nazionale ed europea. Una lettura in parte innovativa del complesso groviglio di cause che hanno scatenato il conflitto mondiale costituisce la cornice culturale delle varie tessere che compongono il quadro locale. Il contenuto di questo libro merita di essere meditato e approfondito, anche sotto un profilo critico perché contribuisce in maniera determinante alla comprensione dei movimenti e delle posizioni ideologiche, politiche, sociali e sindacali che hanno animato l’ambiente politico e culturale del territorio nel periodo che precedette la guerra e nel periodo bellico; perché esamina la situazione della crisi economica e delle tensioni sociali che si verificarono sul territorio; perché determina, per quanto possibile, quale fu il contributo umano che il territorio ha offerto alla Patria.

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Natività. Incontro d’Arte Pietrasanta-Cefalù”

a cura di Lodovico Gierut e Giuseppe Parisio.

8 dicembre 2015-6 gennaio 2016.A Cefalù Mostra Nativita 8 dicembre 2015 - a cura di Lodovico Gierut e Giuseppe Parisio.

Opera Pia “S. Genchi Collotti”, Casa di Riposo S. Pasquale, Cefalù (Palermo).

Opere di: Antonio Barberi, Giuseppe Bartolozzi e Clara Tesi, Alberto Bongini, Roberto Borra, Giorgio Di Gifico, Simone Domeniconi, Massimo Facheris, Sabino Galante, Paolo Grigò, Carlo Iorietti, Paolo Lapi, Remo Lorenzetti, Clara Mallegni, Alessandro Merlo, Bruna Nizzola, Achille Pardini, Leopoldo Stefani, Lukas den Svarte, Gabriele Vicari.

Natività. Incontro d’Arte Pietrasanta-Cefalù”.

Da Lodovico Gierut,addì 1.12.2015

“Con “Natività. Incontro d’Arte Pietrasanta-Cefalù”, va ampliandosi il progetto “Pietrasanta e Cefalù. Gemellaggio d’Arte” ottimamente messo in essere in questo 2015 sia per mezzo della grande, recente mostra di gruppo dall’omonimo titolo organizzata nella cittadina toscana di Pietrasanta, sia con “Dedicato all’Ignoto Marinaio” (Omaggio ai dipinti di Antonello da Messina tramite le opere di 24 artisti contemporanei, ospitata durante il periodo estivo nella sala espositiva di Palazzo Mandralisca), come “Omaggio a Cefalù”, tenutasi sempre a Cefalù alla Corte delle Stelle con l’esposizione di vari disegni, acquerelli e tecniche miste su carta di pittori aderenti al Comitato Archivio artistico-documentario Gierut il quale, come è noto, non ha fini di lucro.Date le comuni caratteristiche di Pietrasanta e di Cefalù quali “Città d’Arte” ormai famose ed apprezzate, sono lapalissiane altre motivazioni storiche (Michelangelo Buonarroti trascorse vari anni nella zona apuo-versiliese, e a Pietrasanta siglò contratti per la ricerca del marmo nella zona del monte Altissimo, mentre Jacopo (o Giacomo) Del Duca (o Lo Duca) di Cefalù fu un suo grande Allievo) – è bene non dimenticare che da una parte c’è il Parco Regionale delle Alpi Apuane e dall’altra il Parco delle Madonie, come in ambedue gli ambienti è da trovare la tipicità mediterranea dell’olivo, e poi c’è il mare (col pesce che è nello Stemma comunale di Cefalù), ma non manca persino il grano dell’aggregazione e del lavoro.Detto ciò, pur andando col pensiero ad una prossima Collettiva di vari cefaludesi (ovviamente ci saranno altri siciliani) a Pietrasanta, che ne esalteranno pittoricamente gli angoli, e poi, sempre nell’estate 2016, c’è da dire che è in preparazione il ‘ritorno’, pur diversificato, di “Pietrasanta e Cefalù. Gemellaggio d’Arte” nella centralità della città sicula con impronte pittoriche, fotografiche e scultoree, è giusto entrare in merito di “Natività. Incontro d’Arte Pietrasanta-Cefalù” pensata da me, Lodovico Gierut (mi scuso, ma non posso evitare di autocitarmi) e Giuseppe “Pipp” Glorioso, curata assieme a Giuseppe Parisio e con l’insostituibile ed ammirevole apporto di Valeria Ferrante e Domenico Bellipanni, encomiabili nella continuazione attiva di tale “ponte d’arte” tra Sicilia e Toscana.L’iniziativa vuole subito unirsi idealmente al doveroso omaggio mondiale verso le Vittime e i Feriti dell’ignobile gesto perpetrato di recente in Francia da gente “indecentemente barbara”, come al ricordo di tutte le altre stragi avvenute nei confronti degli Inermi avvenute nel corso del tempo in ogni latitudine e longitudine, lanciando un messaggio/risposta e dando un’impronta religiosa, spirituale e morale con l’Arte a chi vuole capirla ed accettarla. L’evento è altresì dedicato alla Famiglia, base d’amore e d’unione per una Società che a tutti i costi necessita, anche oggi, d’essere tutelata nei suoi più alti Valori.La scelta stessa del luogo espositivo – l’Opera Pia “S. Genchi Collotti”, Casa di Riposo in Cefalù – sa di crescita, e comunque non sono casuali le parole della poetessa e artista Marta Gierut (1977-2005) “… la memoria è carta viva” e “… la vita è sempre azioni d’amore”, tanto che gli oltre trenta lavori appositamente fatti dagli Artisti coordinati dal Comitato che ne ricorda, tra l’altro, la figura, appaiono attuali e validi persino sotto il profilo prettamente didattico, stante la varietà delle tecniche espresse.Ecco che si presentano alla gente di Cefalù, come a chi vi transita per motivi di lavoro e di soggiorno turistico in un momento che collima con l’inizio del Giubileo guidato da Papa Francesco. Pensando altresì alle parole di un altro grande Pontefice, Giovanni Paolo II che collegava mirabilmente l’Arte alla Bellezza e alla Religione, i protagonisti della Collettiva mettono in atto una tematica che sottintende la sacralità del tema stesso, trattato da ciascuno con un’autonoma visione/interpretazione positivamente basata sulla riflessione e sulla meditazione. Ognuna delle “forme” espresse su carta proveniente dalle storiche cartiere Magnani di Pescia, offre un degno attuale senso di religiosità, come a sottolineare una specie di ‘conquista’ che potrebbe persino essere definito un “atto di fede”.I simboli apposti da ogni protagonista di “Natività. Incontro d’Arte Pietrasanta-Cefalù” sono eloquenti.Guardando l’insieme non è difficile arguire la concatenazione generale, quasi che la mostra stessa sia destinata a far scrivere un libro, con ogni capitolo fatto da ciascun artista per dare vita ad un messaggio verso tutti per un evento natalizio destinato alla riflessione, concreta risposta contro l’insensatezza e la superficialità oppressive ormai dilaganti i cui frutti maligni sono purtroppo altrove ben visibili. Mi è impossibile, a questo punto, non dare una pur minima evidenza al lavoro di ciascuno degli aderenti all’iniziativa prettamente culturale (provenienti da varie città della Penisola) che ogni visitatore potrà ovviamente valutare, alla quale per scelta non si è voluto inserire molti creativi siciliani che verranno invitati alle altre iniziative che ho già citato. Dai due elementi pastellati, Presepe  e il piccolo angelo del Presepe di Antonio Barberi, poliedrico artista di Forte dei Marmi continuamente degno di lode sia per un’impronta interiore, sia per l’approfondimento continuato della forma, si passa all’intenzione ben concretata dai pistoiesi Giuseppe Bartolozzi e Clara Tesi (dipingono e scolpiscono a quattro mani) che dona un forte messaggio anche di contenuto sociale, mentre il torinese di origine toscana Alberto Bongini si presenta con l’opera “Presepe” ricca di un contenuto evocativo pieno di cromatismi che guarda, accoglie e quindi distilla una costante inarrestabile “ricerca” facente parte della sua personalità. La digigraphia dell’artista/fotografo Roberto Borra è solida nell’espressività calata nella storia dell’Arte, dettata da un’interpretazione fortemente equilibrata e dalla precisa scelta del soggetto bel soluzionato, mentre la tecnica mista – ancora un Presepe – di Giorgio Di Gifico, si snoda pure nell’attualità comunicativa che unisce con sicura intesa le parole all’immagine; il “Sì, è nato” e “Presepe” di Simone Domeniconi, resi con esaustiva autonoma e lineare essenzialità creativa che è tra i meriti di questo artista in forte ascesa del quale ha ben scritto Giovanni Faccenda, arricchiscono un collettivo di gran livello dove lo scultore bergamasco Massimo Facheris omaggia la Natività collocandola a Cefalù ed esaltandola nella luce di una fede continuata, come dall’unione simbolica cristiana della sua famosissima Cattedrale, solida come la roccia che sovrasta l’abitato cittadino, mentre l’insieme prende quota artistica per l’impianto disegnativo che scandisce il ritmo dei piani. Che dire, poi, di Sabino Galante, se non che omaggia da par suo la maternità in modo dolcissimo, e che lo fa come pochi altri?Pure il pisano Paolo Grigò, noto – tra l’altro – per la “Madonna dei Popoli” (alta quasi dieci metri e realizzata in argilla refrattaria policroma) collocata nel 2013 nel Porto di Livorno, è una delle colonne portanti di questo evento di cui resterà memoria. Le sue due carte “Per la notte di Natale” e “Presepe” assemblano la pura parte pittorica con quella, anch’essa decisiva, di degnissime parole/preghiera proprio per quella Nascita che di fatto ha aperto le porte dell’Eternità. Andando avanti, ecco una Natività di Carlo Iorietti, bella anche per l’umana, sentita partecipazione, abbraccio materno senza barriere per un mondo antico che va avanti, ma ancora una lode – che poi è per tutti – per l’umanità spirituale (credo bene definirla così), di Paolo Lapi, artista sensibilissimo, fortemente impegnato pure in ambito sociale. Le delicate opere acquerellate del carrarese Remo Lorenzetti evocano l’evento del Natale con una equilibrata pulsione geograficamente tesa verso le vaste terre russe con sapiente proposta della parte prettamente coloristica, cui fa seguito l’abbinamento tecnico/espressivo di Clara Mallegni che libra la propria creatività in modo morbido ed essenziale, quasi vellutato, anche per mezzo dell’uso personalissimo del collage, tecnica per la quale ha ricevuto molte giustificate lodi da parte di alcuni seri “addetti ai lavori”.L’elencazione ci porta successivamente ad Alessandro Merlo e all’amore di Maria e di Giuseppe verso Gesù espresso con un equilibrio cromatico che coniuga la sottostante trama disegnativa all’intima sostanza spirituale, ma ecco, quindi, le soffuse e morbide opere della lombarda Bruna Nizzola, apprezzata anche come scrittrice, in possesso di un linguaggio sobrio e profondo. Interessanti i lavori dedicati alla Natività di Achille Pardini, uno inciso e l’altro basato più che altro su segni/segnali uniti al rosso del sacrificio e al blu della serenità in un insieme che la legge, come ha affermato, in senso “… prettamente moderno” dati gli elementi ben distinti fra luce e ombra. Gli acrilici di Leopoldo Stefani, acquerellati, messi in essere con tecnica veloce – istintiva, ma meditata – sono quasi scenografici, soprattutto per i contorni legati all’essenzialità, ma il “viaggio cefaludese” non si ferma ed ecco Lukas den Svarte (all’anagrafe il toscano Luca Sigali) che interpreta la Natività secondo un proprio schema mentale, dando luminosità alla centralità del Bambino Gesù. Ultimo nell’elenco – guardando alfabeticamente – è Gabriele Vicari che propone ben quattro pastelli, tutti ‘studi’ per opere pittoriche di grandi dimensioni che ha intenzione di definire nel 2016, e comunque – condensati come sono in modo fresco – tendono a riaffermare l’attualità della Natività. Cos’è che emerge, in definitiva, dall’insieme delle opere? Vi si può conoscere e riconoscere l’umanità autentica di ogni partecipante all’iniziativa di Cefalù; ciascuno ha consegnato alla memoria una testimonianza tanto che non è azzardato definire “Natività. Incontro d’Arte Pietrasanta-Cefalù” come un qualcosa che prolunga “l’ieri nell’oggi verso un domani” anche per il luogo espositivo di contenuto umano e morale, cioè l’Opera Pia “Salvatore Genchi Collotti”, Casa di Riposo, ma non solo. La mostra imprime alla sacralità della Natività una “dimensione umana” proiettandone ovunque un messaggio che dice della impellente necessità di “pensare sempre”, come di lavorare bene e con onestà, e soprattutto di gettare all’intorno i semi della concordia che faranno crescere piante e poi fiori e quindi frutti, in quanto dalla Bellezza espressa ognuno potrà estrarre una radice comune affinché, persino dopo i contrasti, ci si possa comprendere comunicando gli uni con gli altri”.

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Mostra GIOVANNI MICHELUCCI Architetto“Metodologia di Progetto”

25° della scomparsa – 125° della nascita

A cura dell’Arch. Ahmed MouradG.Michelucci bagno Capri Forte dei Marmi 1974

Forte dei Marmi_ Il Museo Ugo Guidi – MUG e gli Amici del Museo Ugo Guidi Onlus in collaborazione con l’associazione “Un Cuore, un Mondo onlus” presentano la mostra “Giovanni Michelucci Architetto – Metodologia di Progetto” nel 25° della scomparsa e 125° della nascita a cura dell’Architetto Ahmed Mourad.

In mostra schizzi originali, fotografie e testimonianze di lavoro per la Banca Monte dei Paschi di Valdelsa, la Contrada del Montone a Siena, il Villaggio degli Scultori alle cave di Carrara, la Limonaia di Villa Strozzi a Firenze nel ricordo e l’esperienza del Maestro nel rapporto umano e professionale dell’Arch. Ahmed Mourad.

La mostra realizzata dal “Museo Ugo Guidi” – MUG – di Forte dei Marmi sarà inaugurata sabato 5 dicembre alle ore 16 al MUG per la stampa e alle 18 con presentazione dell’Arch. Ahmed Mourad ad ingresso libero, alla Fondazione Villa Bertelli – via Mazzini 200 – del Comune di Forte dei Marmi, che patrocina l’iniziativa.

L’Associazione “Un Cuore, un Mondo onlus” e Museo Ugo Guidi hanno ricevuto un atto di generosità da artisti per un futuro migliore di tanti bambini cardiopatici.

Le opere donate saranno esposte dal 5 dicembre 2105 al 4 gennaio 2016 al Museo Ugo Guidi di Forte dei Marmi con inaugurazione alle16 al Museo in Via Civitali 33, dove sarà esposto anche il Progetto di Giovanni Michelucci per il Centro Termale di S. Carlo a Massa del 1978/82, elaborato con la collaborazione dello Studio Rafanelli.

Hanno aderito all’esposizione e iniziativa i seguenti Artisti, con presentazione della critica Enrica Frediani: Diana Baylon Archive dono di Aldo Ricci – Antonio Barberi – Lia Battaglia – Barbara Bellugi – Alfio Bichi – Pino Bitonti – Paola Campioni – Agostino Cancogni – Grazia Colombo – Adriana Cozzani – Ezio De Angeli – Maria Gasparotti – Fabio Grassi – Aldo Giusti – Stefano Graziano – Ugo Guidi dono del MUG – Dimitri Kuzmin – Claudio Lazzini – Remo Lorenzetti – Clara Mallegni – Megael – Domenico Monteforte – Angelo Mugnaini – Stefano Paolicchi – Achille Pardini – Silvana Pianadei – Lorenzo Rustighi – Ernesto Treccani e Nino Tirinnanzi dono di Antonio Barberi – Patrizia Veschi.

Domenica 3 gennaio 2016 nelle sale della Fondazione Villa Bertelli di Forte dei Marmi le opere, presentate dal critico Giammarco Puntelli, saranno battute in asta da parte di Amos Bocelli e della fidanzata Charlotte Lindsten, presentati dall’Associazione “Un Cuore, un Mondo onlus” stessa, a cui andrà l’intero ricavato.

Le esposizioni saranno visitabili al MUG tutti i sabato dalle 16 alle 18 fino al 2 gennaio o su appuntamento al 348020538  o  museougoguidi@gmail.com a Villa Bertelli tutti i venerdì – sabato – domenica festivi e prefestivi dalle 16 alle 19. Chiuso Natale e Capodanno. Fino al 7 gennaio  2016.

Lunedì 7 dicembre il Circolo “Il Magazzino” di Forte dei Marmi alle ore17:30 a Villa Bertelli ospiterà la conferenza dell’Arch. Ahmed Mourad su “Giovanni Michelucci Architetto” con proiezione di immagini.

Dove: Museo Ugo Guidi – MUG  via Civitali 33 – Forte dei Marmi

Quando: 5 dicembre – 2 gennaio 2015

Inaugurazione: 5 dicembre ore 16:00

Orario: tutti i sabato dalle 16 alle 18 o su prenotazione museougoguidi@gmail.com  –  Ingresso libero

Dove: Villa Bertelli –  via Mazzini 200 – Forte dei Marmi

Quando: 5 dicembre – 7 gennaio 2015

Inaugurazione: 5 dicembre ore 18:00

Orario: tutti i venerdì – sabato – domenica festivi e prefestivi dalle 16 alle 19.

Chiuso: S. Natale e Capodanno

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Pedalata odierna: Mulina, Ripa, Vallecchia,Pietrasanta, Traversagna, Pollino, Fossa dell’Abate, Vittoria Apuana, Centoquindici, Strettoia, Montiscendi, Marzocchino, MulinaDSCN3121

Stamani la pedalata è stata di 60 chilometri. Un percorso totalmente pianeggiante, fatta eccezione la facile ascesa a Strettoia e il ritorno a Mulina.

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