Libera Cronaca da Italia bene comune di pochi 1635 del 14 e 15 settembre 2015

Libera Cronaca da Italia bene comune di pochi 1635 del 14 e 15 settembre 2015

# Je suis Charlie

# No al facismo”

# Se togliendo i diritti agli operai si incentiva l’Occupazione, perché non togliere i diritti -privilegi ai politici italiani per incentivare la Democrazia?

Dal numero 1536 qualunque e-mail pubblicata sul blog liberacronacachenonce sarà anticipata da nome, cognome del soggetto che l’ha inviata e da questa SPECIFICAZIONE: il blog non si assume nessuna responsabilità in ordine alla veridicità delle comunicazioni. Ciò non ci esime eventualmente dall’ intervenire su quanto riteniamo pregiudizievole. E’ assicurato il diritto di replicare.

Blogger Giuseppe Vezzoni

giuseppevezzoni@gmail.com

Il presidente Mattarella riceverà due famigliari delle vittime della strage di Viareggio

Da Carlo Beretti, dell’associazione Il Mondo che Vorrei,addì 14.9.2015

Viareggio – Sergio Mattarella ha detto si. Il Presidente della Repubblica riceverà due rappresentanti delle vittime della strage di Viareggio, Daniela Rombi e Marco Piagentini. La data è fissata per il prossimo 24 settembre, ma intanto il 17, come annunciato, le associazioni Il Mondo che Vorrei e Assemblea 29 giugno, con i familiari di chi quella maledetta notte del 2009 ha perso i propri cari, sarà a Roma per dire il loro no alla prescrizione dell’incendio colposo, reato, questo, di cui gli imputati sono accusati.

L’Amministrazione del Comune di Viareggio sarà a Roma insieme ai familiari delle vittime della disastro ferroviario del 29 giugno 2009. «Siamo vicini ai familiari delle vittime di quello che, è di fatto, uno dei più gravi incidenti ferroviari mai avvenuti in Italia»spiega il sindaco Giorgio Del Ghingaro. « Essere al loro fianco a Romacontinuaè un atto, certamente simbolico, ma che testimonia tutta la nostra solidarietà». «Una presenza forte nel rispetto assoluto sia delle leggi che delle istituzioni. Abbiamo piena fiducia nei giudici conclude il primo cittadinoe siamo certi che l’iter processuale farà il suo corso nella ricerca della giustizia e della verità: questo chiede Viareggio, questo credo sia dovuto, non solo ai familiari di chi in quell’incendio ha perso la vita, ma a tutti i viareggini. Perché il disastro del 29 giugno è un segno indelebile nella memoria della nostra città».

Re: Apprezziamo il gesto del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, mentre non abbiamo mai condiviso la posizione del presidente Napolitano, il quale, nonostante le reiterate richieste a lui rivolte per incontrarlo e l’esortazione a non nominare cavaliere del lavoro l’ing. Mauro Moretti nella veste di Direttore delegato delle ferrovie di stato prima che il processo abbia deciso la sua assoluzione, non ha mai voluto incontrare i famigliari delle vittime della strage di Viareggio.

Giuseppe Vezzoni,addì 14.9.2015

La crescita della produzione industriale influenzata dal mercato dell’auto. Cala il debito pubblico a luglio.

Da Giuseppe Vezzoni,addì 14.9.2015

I dati positivi della produzione industriale di luglio dipendono fortemente dalla crescita del mercato dell’auto, che dal luglio 2014 al luglio 2015 è aumentato del 20% ed ha influenzato moltissimo il dato del + 2,7 della produzione industriale complessiva italiana. La sottolineatua è del Centro Studi di Unimpresa. Il presidente, Paolo Longobardi, ha ammonito a non lasciarsi andare a facili entusiasmi ma di leggere i dati con attenzione. Poiché siamo di fronte ad un periodo di super produzione auto che non durerà a lungo e che fa seguito ad una lunga fase di immobilità produttiva del settore dei trasporti,il presidente di Unimpresa chiede un piano che rilanci tutte le produzioni attraverso una riduzione del carico fiscale. Senza il boom dell’auto, il dato della produzione industriale sarebbe stato più contenuto.

A luglio il debito pubblico italiano è diminuito di 4,5 miliardi rispetto al mese di giugno, attestandosi a 2.199,2 miliardi

Riscoprire le nostre ricchezzeWP_20150913_18_51_50_ProDigitalizzato_20150913 (2)

Da Gabriele Olobardi, addì13.9.2015Digitalizzato_20150913

Emozionate, competenti e con grande voglia di fare. Ecco cosa ho letto negli occhi di Stefania Neri e Tessa Nardini, due Dottoresse in Storia dell’arte che non si sono fossilizzate sui loro studi, ma che li hanno sfruttati per ridistribuire “ricchezza” culturale nei loro territori. Altro che fuga di cervelli!! Domenica 13 settembre 2015 pomeriggio alle 18.00 hanno presentato presso il Palazzo Mediceo di Seravezza, il loro secondo libro, un piccolo libro per “piccoli viaggiatori e grandi sognatori”. Abbinando ottimi disegni a letture che ti spronano a finire il libro, Stefania e Tessa hanno voluto far conoscere curiosità e stranezze del nostro splendido litorale e non solo. Ti spedisco la copertina del loro libro affinché tu possa pubblicarlo sul tuo blog e darne giusta divulgazione. Il libro ti avverto è interessantissimo e coniuga sapientemente cultura e “gioco” per i lettori a cui è rivolto. Stefania e Tessa vi auguro e vi incito a pubblicare altri 1000 libri sui nostri posti affinché la tradizione, la cultura e le leggende dei nostri luoghi possano vivere in eterno.

In molti hanno sostenuto l’idea di Tessa e Stefania. Uno di loro è il Circolo ARCI Le Tanacce di Terrinca e sono orgoglioso che abbia contribuito alla copertura dei costi di pubblicazione de “Sognando la Versilia…”

La Memoria,

domenica 4 ottobre in scena nella chiesa di Mulina di Stazzema

Giuseppe Vezzoni,addì 14.9.2015

Stazzema- Domenica 4 ottobre, alle 16, nella chiesa di Mulina di Stazzema si terrà l’evento La Memoria, con la partecipazione di Coquelìcoteatro, per le letture sceniche, e della Corale di Marina di Pietrasanta per quanto concerne il canto. L’iniziativa è promossa dal Gruppo Labaro Martiri di Mulina di Stazzema in occasione del 70° della Liberazione. Saranno due intense ore durante le quali prosa, poesia e canto si intervalleranno col fine di consegnare ai presenti una opportunità di riflessione sulla devastazione che produce la guerra e l’importanza della memoria come antidoto alla riproduzione del male. Don Simone Binelli, il nuovo parroco dell’Unità parrocchiale n. 2 della Versilia, ha concesso l’utilizzo della chiesa dopo aver letto quanto il 4 ottobre sarà proposto dai giovani attori di Coquelicoteatro. Il 4 ottobre, oltre ad essere la Festa di San Francesco, patrono d’Italia, saranno anche passati 71 anni da quando i corpi massacrati dei famigliari di don Fiore Menguzzo, a distanza di 55 giorni dal massacro compiuto dai nazifascisti il 12 agosto 1944, furono estratti dalla macerie della canonica (6 ottobre 1944).

Un ricordo del grande Manlio Cancogni

Da Renato Sacchelli,addì 13.9.2015

Desidero soffermarmi sul famoso giornalista e scrittore Manlio Cancogni, scomparso il 1° settembre 2015 all’età di 99. Lo faccio partendo dalle parole (che anche oggi considero attuali) che pronunciò il 13 dicembre 1987, quando fu eletto presidente dell’Unione Versiliese, formazione politica che aveva contribuito a far nascere: “La democrazia politica nel suo stato moderno non si esercita direttamente ma per delega. Cioè i partiti sono il tramite tra i cittadini e lo Stato, ma allora ci chiediamo per quale motivo si debba ricorrere a loro anche per la vita locale che è sotto i nostri occhi, E così per i problemi che abbiamo quotidianamente davanti e che conosciamo certamente non meno dei politici, non vediamo per quale motivo si debba sempre ricorrere al sistema delle elezioni per lista di partiti che mandano poi nei consigli comunali i loro rappresentanti e non quelli dei cittadini comuni”.
Per l’Unione Versiliese fu eletto nel Consiglio comunale di Seravezza (1990), a fianco di Giorgio Giannelli. Cancogni era stato tra i fondatori di quel movimento apartitico che desiderava impegnarsi per la buona amministrazione del territorio, contro le logiche centralistiche della partitocrazia. Quando nacque l’Unione Versiliese pensai subito alla Repubblica dell’Apua, sognata da uomini eccezionali alla fine dell’800. 

Cancogni amò profondamente le montagne dell’alta Versilia, in particolare la Pania, che considerava la più bella che avesse mai visto. E amava ricordare il gelato fatto con la neve raccolta dalle buche sulla Pania e trasportata a Seravezza dentro a un sacco. Anch’io, da bambino, ebbi modo di mangiare quel gelato di neve, venduto per pochi centesimi. Più che il gusto di quel gelato ricordo l’enorme senso di freschezza che provai dopo averlo mangiato.


Nel 1997 dedicò un racconto all’alta Versilia, “
Caro Tonino”, indirizzato ad una suo carissimo amico. Parlò della terribile alluvione che nel 1996 si era abbattuta sui monti di Stazzema, procurando morti e devastazioni. Alla luce delle profonde parole di amore per la Versilia che espresse nel suo scritto, il Comune di Stazzema volle conferirgli la cittadinanza onoraria. Cancogni sognava sempre i bei monti della Versilia, e lo dimostrava spesso nei suoi scritti. L’opera Pia Mazzucchi gli consegnò le chiavi del paese di Pruno per dimostragli quanto gli fosse riconoscente.

Cancogni era nato a Bologna il 16 luglio 1916, ma i suoi genitori erano entrambi versiliesi: Maria Pistolesi e Giuseppe. Si erano trasferiti in Emilia per un breve periodo durante la Prima guerra mondiale. Dopo qualche mese dalla nascita di Manlio la famiglia fece ritorno in Toscana. Manlio crebbe poi a Roma, dove si formò a scuola. Conseguita la maturità classica si iscrisse all’Università La Sapienza. Fu durante gli studi universitari che iniziò il servizio militare nel Corpo degli Alpini a Bassano del Grappa (1936), ma non ottenne l’idoneità fisica perché, ammalatosi, era stato ricoverato in ospedale.

Si laureò in Legge nel 1938 e successivamente in Filosofia. A Roma conobbe Carlo Cassola (scrittore e saggista) con il quale strinse un legame che durò fino alla morte di questo suo carissimo amico. Conobbe anche altre importanti personalità del mondo della cultura: Carlo Levi, pittore e scrittore; i poeti Mario Luzi ed Eugenio Montale; lo scrittore e critico letterario Luigi Silori, combattente nella campagna di Grecia e poi sul fronte albanese.

Dopo la liberazione si stabilì a Firenze, dove iniziò l’attività giornalistica scrivendo su “La Nazione del Popolo”. In seguito fu chiamato a Milano per collaborare con quotidiani e riviste nazionali. Molto importante la sua inchiesta sulla corruzione a Roma, pubblicata sull’Espresso l’11/12/1955 con il titolo a tutta pagina: “Capitale corrotta-Nazione Infetta”. 

Firma sagace, oltre al giornalismo si dedicò con successo anche alla letteratura, scrivendo oltre sessanta opere, che gli valsero diversi premi (Bagutta nel 1966, Strega nel 1973, Viareggio nel 1985, Grinzane Cavour nel 1987, Pen club Italia nel 2010). Si dedicò anche alla sceneggiatura di Giuseppe Verdi (per la Rai).
Incontrai Cancogni per la prima volta quando, al Palazzo Mediceo di Seravezza, Giorgio Giannelli presentò il bellissimo libro scritto da
Giulio Salvatori, intitolato “Oltre la Siepe di Bussilo, – un paese nei racconti (edizioni Versilia Oggi 1986). In quell’occasione Giannelli aveva seduti accanto a sé due pilastri della cultura, Cancogni e Salvatori.

Nel periodo in cui ebbi modo di collaborare col il periodico “Il Dialogo”, fondato e diretto dall’indimenticabile don Florio Giannini, chiamai al telefono Cancogni (il cui numero mi aveva dato proprio Giannini, che ben conosceva lo scrittore) per chiedergli alcuni consigli sulla carriera giornalistica che mio figlio desiderava intraprendere. Cancogni fu molto cortese e mi raccontò che, rispetto ai suoi tempi, le cose nel giornalismo erano molto cambiate. Si riferiva al fatto che, un tempo, a decidere le assunzioni era solo il direttore di una testata. Oggi non più. E per questo, per inserirsi oggi nella professione, non bastava più saper scrivere bene e mettersi in mostra. Nel farmi questo onesto discorso, improntato a un sano realismo, mi parve molto amareggiato.

Mi ha profondamente addolorato la scomparsa di Cancogni, anche se è avvenuta a un’età ragguardevole, 99 anni. Mi è di conforto pensare che questo grande figlio della Versilia possa aver raggiunto la casa del nostro Padre celeste.

Ricorrenza del XX Settembre

Dal Circolo Fratelli Rosselli di Firenze,addì 13.9.2015

Firenze_La ricorrenza del XX Settembre verrà celebrata quest’anno con un giorno di anticipo. Il 19 settembre, sabato, riunione intorno all’ Obelisco ai Caduti, in piazza dell’Unità d’Italia, con la partecipazione delle associazioni promotrici, alla presenza di un rappresentante dell’Amministrazione cittadina. Questo l’ordine di svolgimento della manifestazione:

ore 11,45 ritrovo intorno all’Obelisco ai Caduti;

ore 12,00 saluto del rappresentante dell’Amministrazione Comunale

ore 12,15 discorso del professor Fabio Bertini, Università di Firenze, presidente del Coordinamento regionale toscano dei Comitati per la promozione dei Valori Risorgimentali;

ore 12,35 deposizione della corona; minuto di silenzio.

In caso di maltempo, la manifestazione si svolgerà nella Sala del Consiglio della Fratellanza Militare di Firenze – gentilmente concessa – in piazza Santa Maria Novella 18

Associazione nazionale Veterani e Reduci Garibaldini, Associazione per l’iniziativa radicale Andrea Tamburi, Circolo Fratelli Rosselli, Circolo Piero Gobetti, Comitato Fiorentino per il Risorgimento, Fondazione Ernesto Rossi e Gaetano Salvemini, Unione Atei Agnostici Razionalisti.

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