Libera Cronaca da Italia bene comune di pochi 1621 del 21, 22 e 23 agosto 2015

Libera Cronaca da Italia bene comune di pochi 1621 del 21, 22 e 23  agosto 2015

# Je suis Charlie

# No al facismo”

# Se togliendo i diritti agli operai si incentiva l’Occupazione, perché non togliere i diritti -privilegi ai politici italiani per incentivare la Democrazia?

Dal numero 1536 qualunque e-mail pubblicata sul blog liberacronacachenonce sarà anticipata da nome, cognome del soggetto che l’ha inviata e da questa SPECIFICAZIONE: il blog non si assume nessuna responsabilità in ordine alla veridicità delle comunicazioni. Ciò non ci esime eventualmente dall’ intervenire su quanto riteniamo pregiudizievole. E’ assicurato il diritto di replicare.

Blogger Giuseppe Vezzoni

Ultim’ora Libera Cronaca 1621 del 23.8.2015

Solo il bilancio della Regione Piemonte a rischio incostituzionalità?

La Corte dei Conti gira al vaglio della Consulta il Bilancio della regione Piemonte per “sospetti profili di incostituzionalità”. Infatti il bilancio presentava un disavanzo di 320 milioni di euro ma la Corte dei Conti certifica che il disavanzo è di 2,39 miliardi e che potrebbe anche salire a 5 miliardi se si rivelasse incostituzionale la contabilizzazione come mutui dei fondi ricevuti dallo stato nel 2013 attraverso il decreto “Salva Imprese”.

Continuando a scrivere cio’ che vedo e penso da “cane sciolto” sulla centralina di Cardoso

Da Alvaro Avenante,addì 22.8.2015

Stazzema_ L’8 giugno segnalavo che la centrale idroelettrica di Cardoso è ferma, e esternavo dubbi sulla opportunità di costruire le due centraline previste, una sul serra ed una sul Vezza, chiudendo con un: basta cattredali nel deserto.

Il giorno dopo 9 giugno qualcuno (l’articolo non è firmato) scriveva che la centrale idroelettrica del Cardoso non è una cattedrale nel deserto e che sabato 13 sarebbe stata rimessa in funzione.

Il 10 giugno manifestavo la mia felicità alla notizia. Martedì 16 sono a passeggiare sulla condotta che alimenta l’invaso della centralina. Il rumore dell’acqua mi illude che sia in funzione. Ci sono operai al lavoro. Alla mia domanda: Allora si riparte? Rispondono : Sì, facciamo le ultime verifiche e poi si parte. Ottimo. Contento proseguo nella mia escursione.

Purtroppo qualcosa non andava. Gli otto mesi di stop non sono bastati a risolvere il problema.

Ripassato più volte sopra l’invaso ho visto l’acqua contenuta diventare da un verde smeraldo a marrone putrido. Stavolta mi si obbietterà che siamo in tempo di ferie, ma intanto settembre è alle porte, e sta per compiersi un anno di stop. Chiudo con una frase forte? Giudicate voi! I moderni tecnici, con tutta la tecnologia a disposizione, ancora non sono riusciti a far funzionare quello che i nostri padri avevano fatto con pale e picconi. Bravi!

Re: Alvaro, il tuo report aprirebbe anche un’altra storia sul paese che siamo diventati, ossia quella che impera solo attraverso l’introduzione del gettone nel jukebox e spinge il tasto K 6 ( sei) e ascolta O sole mio, anche se il disco che gira sotto la puntina è Scende la pioggia.

(Giuseppe Vezzoni,a ddì 23.8.2015)

I colori per la pace

Da Antonio Giannelli, addì 22.8.2015

L’associazione i colori per la pace in partnership con parco nazionale della pace di sant’anna di stazzema, comune di stazzema e la collaborazione di comune di pietrasanta, fondazione la versiliana e comune di forte dei marmi presenta I colori per la pace

Pietrasanta_ Lo spettacolo che avrà luogo Martedì 25 Agosto alle ore 21,00 al Teatro de La Versiliana ha lo scopo di raccogliere fondi per i bambini dei Paesi poveri del Mondo che attraverso le Missioni cattoliche hanno inviato i loro disegni per l’Esposizione Internazionale di Sant’Anna.

L’Esposizione, che è stata presentata all’EXPO di Milano lo scorso 26 Maggio come evento conclusivo della presenza della Toscana nel Padiglione Italia, ha avuto luogo in tredici diverse sedi del Comune di Stazzema dall’8 al 14 Agosto. Alla manifestazione hanno preso parte 3800 bambini da 56 Nazioni, molte delle quali povere o teatro di guerra. Sono i bambini di queste Nazioni che con questo spettacolo si vuole aiutare.

Lo spettacolo si presenta come un incontro e un dialogo a ruota libera con i bambini. Un percorso ben preciso su quelle che sono le tematiche infantili: il gioco, la scuola, il cibo e quei valori importanti come la verità , la pace e l’uguaglianza dei popoli. Nel dialogo e nella interazione con i piccoli ( i bimbi non saranno semplici spettatori ma parte integrante dello spettacolo) , vengono raccontate storie, filastrocche e canzoni che appartengono al passato e al presente televisivo di Oreste Castagna e Danilo Bertazzi.

I “colori “ del titolo dello spettacolo fanno riferimento ai colori della carta che Oreste Castagna ritaglia e magicamente trasforma in figure per raccontare una storia di Pace, ai colori della verdura e della frutta che Danilo Bertazzi utilizza per insegnare l’importanza di una corretta alimentazione e sono anche i colori del workshop di Benedetta che precederà lo spettacolo: un laboratorio che sarà occasione di aggregazione tra bambini e genitori.

Oreste Castagna: Attore , regista e docente di teatro. Frequenta l’Università di Lingue e Letterature Straniere e il D.A.M.S. di Bologna. Diplomato alla Scuola di Teatro delle Grazie di Bergamo, fonda con Pietro Ghislandi nel 1980 il gruppo di cabaret “Quelli del Bunker” (loro autori dei testi di Zuzzurro e Gaspare ). Nel 1983 inizia la sua collaborazione come attore gags-man con Bruno Bozzetto. Ha debuttato nel mondo della televisione nel 1984 conducendo insieme a Elisabetta Gardini su Raiuno con il programma Cartoni Magici. Alterna la passione per il palcoscenico , che tra i molti lavori lo porta anche ad essere il protagonista di “ Nessuno tocchi Caino “ per il Teatro dell’Elfo con la regia di Elio De Capitani, alla televisione per bambini. Dal 1990 al 2000 è la voce di Dodò nel programma Rai L’Albero Azzurro. Nel 2002 entra nel cast di Melevisione programma di successo di RaiTre nel ruolo di Gipo Scribantino e in seguito interpreta lo stesso personaggio nelle trasmissioni Il Videogiornale del Fantabosco e Le storie di Gipo in onda tuttora su RAI YOYO. Nel 2014 torna nel cast de L’Albero Azzurro in veste di conduttore-attore.

Danilo Bertazzi: Dopo essersi diplomato al CENTRO DI FORMAZIONE TEATRALE di Torino e aver preso parte a importanti stage di perfezionamento teatrale, inizia subito a lavorare in numerose produzioni radiofoniche Rai . Dal 1999 al 2004 è il protagonista del programma tv “ Melevisione” in onda su Rai Tre nel ruolo di Tonio Cartonio a cui segue dal 2006 al 2008 la conduzione di “ Trebisonda” programma contenitore per ragazzi di Rai Tre. Alterna televisione a cinema e teatro sotto la direzione di Ronconi, Malosti, Zanussi, Scaglione .. Nel 2005 mette in scena “ Fantastica” , spettacolo-concerto dedicato a Gianni Rodari. Nel 2010/2011 è conduttore e ideatore del programma di cucina per ragazzi “Slurp” in onda su Arturo tv e Alice tv . E’ Dal 2011 ad oggi conduce la rubrica settimanale di cucina per bambini all’interno di Melevisione -RAI YOYO nel ruolo di Cuoco Danilo.

I martedì dell’Arte e del Pensiero

Martedì 25 agosto 2015

Pietrasanta_Intervengono: Mara Borzone, storica dell’arte, “Arte e cervello”. Roberto Guiggiani, scrittore, “Vacanze Toscane”, Primamedia Editore. Andrea Brandi, Luca Cavana, Lodovico Gierut, “Sintesi di un’Estate in Versiliana” (con brevi interventi di alcuni degli usuali Ospiti de “I martedì dell’Arte e del Pensiero”).

Gli incontri, ideati da Lodovico Gierut, sono curati settimanalmente da Andrea Brandi, Luca Cavana e da Lodovico Gierut. Artisti, poeti e scrittori, medici, fotografi, economisti, giornalisti e altri protagonisti parlano della loro attività, conversando con i frequentatori de “La Versiliana”.

Luogo:Marina di Pietrasanta (Lucca). Viale Morin n°16. “La Versiliana”- 2015 Accanto allo spazio “Green House”. Dalle 19,30 alle 20,30.Ingresso libero.

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Ultim’ora Libera Cronaca 1621 del 22.8.2015

Solo Iddio saDSCN1872

Da Luigi Santini – Seravezza, 22 Agosto 2015

Caro Giuseppe, condivido gran parte dei tuoi pensieri al riguardo delle tristi condizioni in cui si trova la nostra bellissima Italia … stavo per scrivere “bellissima Patria”, ma poi non l’ho fatto in quanto, fugacemente, ho pensato come la confessione del profondo, incondizionato sentimento di amore e dedizione a questo per me altissimo ideale possa nuocere alla comprensione della semplice opinione che intendo esprimerti attraverso il tuo giornale.

Ho letto le tue riflessioni a margine delle “esequie funebri” celebrate recentemente in una Chiesa di Roma e l’ho fatto due volte perché mi son parse esemplari e ben composte da animo buono e retto.

Come “illuso cittadino”, intendo aggiungere questa osservazione in relazione alle “perle” di un umanesimo tutto italiano esibite nel corso della pomposa cerimonia: intendo cioè riferirmi alla intonazione di una musica tratta dal film “Il padrino”.

Quel film io cominciai a vederlo, qualche anno dopo la sua uscita, quando avevo poco piu di vent’anni ma, di fronte a tanto sfregio dei miei ideali di “primato morale e civile degli Italiani”, non ressi, l’ebbi in odio e non volli più vederlo.

Lo associai ad altre sciagure per l’onore e l’onorabilità del nostro Popolo come “Sciuscià”, “Ladri di biciclette”, “La ciociara” e così di seguito lungo tutto il neorealismo, percorrendo appieno tutta la produzione felliniana.

Da allora, del “Padrino” non ne volli più sapere fin quasi a dimenticarmi della sua esistenza, richiamata peraltro con prepotenza dalle ultime produzioni tipo “Gomorra” e sceneggiati della stessa natura che, o lucroso fango gettano ancor più sulla nostra Italia o, altrimenti, sono espressione viva e volpamente colorita del nostro attuale degrado che persiste oramai da decenni.

Questi film, oggetto addirittura di culto di massa, da sempre sono nostro disdoro; ma allora mi chiedo, e ti chiedo:

esiste un ragionato motivo per cui il sonoro musicato del “Padrino” ed il film che lo contiene debbano essere considerati come “una pietra miliare della storia del cinema” (all’epoca della sua uscita, ricordo, non si parlò d’altro e, paradossalmente anche in Italia, ci fu chi se ne fece vanto), mentre non va bene, ancora in Italia, per la cerimonia esequiale tributata ad un Cristiano che fa ritorno “al Padre Celeste”?

Ed in quest’ultimo riferimento, massimamente sono in accordo con te, in quanto:

mentre nel “Padrino” si sa bene di chi si sta parlando, del suo retroterra culturale, dei crimini commessi a danno della collettività così bellamente descritti nelle varie sequenze, tanto da essere strumento di favolosi profitti ed utilità (leggo su Wikipedia che tale film rilanciò la carriera di Marlon Brando, fu il trampolino di lancio dell’esordiente Al Pacino ed è inserito nell’elenco delle pellicole con maggiori incassi nella storia del cinema!);

nel caso ultimo di questa “Italia che siamo diventati” (perdonami se manometto il tuo prezioso anacoluto, ma non riesco a scrivere il nome della Patria diversamente da così), per cui Roma è diventata veramente “capoccia del mondo infame” – ove con la parola “mondo” le altre Nazioni identificano, per proprio tornaconto, il nostro Paese – nessuno o pochi conoscevano il defunto, i suoi pregressi e i suoi “peccati”; solo la stampa e la televisione si stanno sollazzando su un evento che nulla aggiunge o toglie ai mille discrediti d’Italia, in quanto, al momento, non vi sono omicidi efferati o inusitati o irrisolti o irrisolvibili di cui parlare.

Solo Iddio sa.

A noi non resta altro che ascoltare o leggere le nuove notizie che, al riguardo di quello di cui ti ho parlato, imperverseranno ancora per molti giorni: credo con ipocrisia, per quegli stessi sentimenti che sopra ti ho pubblicamente espresso.DSCN1875

Re:  Caro Luigi, è molto difficile rispondere, ma per quanto concerne la colonna sonora de Il Padrino ci atterremmo al detto “scherza coi fanti ma lascia stare i Santi”. Inoltre, nel cinema, anche quando si affrontano temi come la mafia, v’è la componente della spettacolarizzazione che svia l’attenzione dello spettatore dalla realtà e la concentra unicamente nella dimensione della finzione, in quella astrazione riflessiva che consente di accogliere le immagini cruente e comportamenti irricevibili senza codificarli nel reale. Comunque nessun bravo regista o attore riesce a togliere dalla pellicola la patina di irreale che poi, alla fin fine, giustifica l’eventuale divenire cult di un film, come è stato Il Padrino. Ovviamente, quando la riflessione si fa più profonda, ciò che scrivi deve giustamente far riflettere. La realtà ha meno luci e va sul proscenio ogni giorno. E’ più sfaccettata e viscida, piena di ombre volpine e di servi muniti di pila, pronti ad accenderla quando l’ombra più fitta assume prodigiosamente la luce di un faro anche in coloro che sono abituati a procedere a tastoni, così come è stato il funerale del boss Casamonica, peraltro nella chiesa intitolata a San Giovanni Bosco. Il santo potrebbe aver perso un poco della sua santità (lui che si è totalmente speso per togliere dalla strada i giovani, per dare loro un insegnamento morale,civico e lavorativo) nel vedere attorno alla chiesa a lui dedicata osannato un boss che attraverso la criminalità di strada ha creato il suo potere mafioso e un impero economico. Le esequie sono state definite dall’Osservatore Romano uno scandalo, ma di scandali è ormai pieno il paese che siamo diventati, fatti e rifatti sotto gli occhi di tutti. E’ uno scandalo che esistano i caporalati, è uno scandalo che si sfruttino i più deboli, è uno scandalo che con i migranti si faccia cassa, è uno scandalo che si tolgano impunemente alle fasce più indifese della popolazione diritti e possibilità di reddito, è uno scandalo che il lavoro nero prolifichi nel paese che siamo diventati nonostante le assicurazioni di contrasto. E’ infine uno scandalo che tutto ciò avvenga in un paese in cui la croce è presente in tutti i luoghi pubblici. Siamo davvero convinti che senza una credibile deterrenza la parola scandalo possa conservare ancora intatta l’abiezione morale e la messa all’indice di colui che lo compie e di coloro che lo consentono ? ( Da Giuseppe Vezzoni, addì 22.8.2015)

Breve pedalata, stamani: Mulina, Iacco, La Risvolta, Le Calde, Pomezzana, MulinaDSCN1877DSCN1881

Da Giuseppe Vezzoni, addì 22.8.2015

Stazzema_ Stamani, dopo aver svelto le poche patate scampate alle incursioni dei cinghiali, c’è stato tempo per saltare in bici.DSCN1882 D’altronde, la mattina era invidiabile per pedalare. La solita sgambatura, Mulina, Iacco, La Risvolta quando non vogliamo scendere nella piana, e poi, a seguire, dove ci porta il cuore. Stamani ci ha portato ai 650 metri de Le Calde e poi a Pomezzana, a quota 600. Un breve tratto della comunale che dalla curva della salita del Papa porta in località Le Calde è sempre da pulire. Ancora da fare è il segmento che dalla località Mezzano mena alla curva da cui diparte la carrareccia per le cave di pietra del luogo. DSCN1873Nonostante le innumerevoli volte che siamo saliti a Farnocchia e a Pomezzana, tuttora siamo indecisi a stabilire quale sia l’ascesa più dura. Stamani l’ultimo pezzo della salita del Papa c’è parso assai duro, ma forse risentivamo delle fatiche dei giorni scorsi e soprattutto dell’orario, prossimo a mezzogiorno. Lasciamo alle foto la descrizione della pedalata di oggi. Alcune sono veri quadri di territorio da cui è difficile staccarsi.

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Carrozza nera tirata da tre pariglie di cavalli irlandesi…

Pubblichiamo questa poesia di Bianca Fasano dopo i funerali in pompa magna del boss Casamonica, esequie di cui nessuno era a conoscenza. Anche il tripudio a Gheddafi fu fatto nella Città Eterna all’insaputa del presidente della Repubblica, così come la balla Ruby, nipote di Mubarak , fu considerata credibile dal Parlamento Italiano. Nulla di nuovo quindi sotto il cielo romano: la scomunica e la misericordia possono andare di pari passo. Noi non contestiamo questo assunto ma una messa per un figliol prodigo è la festa più grande che il Padre Celeste può concedere ad un figlio che ritorna a lui. La farsa dei cavalli, dell’elicottero, dei manifesti giganti e le “serre” di fiori hanno purtroppo ridotto l’imperscrutabile festa dell’accoglienza e del perdono ad una sagra burina e bossmasmediatica. Pertanto a nulla. Pur con tutta la volontà del mondo non possiamo pensare di essere di fronte ad un sincero pentimento. Ancora una volta nessuno sarà chiamato a rispondere per la grave e reiterata responsabilità di aver permesso l’ennesimo sfregio religioso e civico, l’ennesimo spregio a chi sa e crede che senza umiltà non ci può essere pentimento né si può concedere il perdono se al posto di opere di bene e del risarcimento delle vittime svolazzano nell’aria petali di rosa, dietro i quali nascondere stormi di corvi per fare strame della sensibilità che gli illusi cittadini del paese che siamo diventati ancora conservano.

(Giuseppe Vezzoni,addì 21.8.2015)

La cavallina storna,

portava a casa sua chi non ritorna

e neanche torna,

chi al suo funerale

da pariglie di cavalli neri

fan tirare.

L’uomo s’illude

di schernir la morte,

con feste, brindisi

e persino torte.

Ma l’amica dal velluto nero

non s’avvede,

di chi sia morto ricco

e chi “soltanto” ricco della fede.

Chi muore giace,

chi vive si da pace?

Forse, invece,

vuol far dimenticare

che la carne del ricco

del potente,

del miscredente,

di chi ha pensato soltanto

ai fatti suoi

e della “sua famiglia”,

sempre giace,

dai vermi accompagnata

in un “tavuto” ricco o poverello.

Non tiriamo in ballo

“a’ livella”,

di un Totò che si gloria

in un sepolcro miliardario,

chiediamo, potendo,

dove vada,

l’anima di chi la giusta via

l’ha rinnegata.

Pure la Chiesa dice,

perdonata,

come il prodigo figlio.

Mi avvilisce

che tante cose chi guarda

l’elicottero e i cavalli,

pur con tante prove,

le verità nascoste ancor

non le capisce.

Bianca Fasano.

Poesia inviata dall’Accademia dei Parmenidei,addì 21.8.2015

Cave e giovani, un pessimismo ingiustificatoCava 025

Da Marco Viviani Cavatore Stazzemese ,addì 20.8.2015

Stazzema_ Scrivo queste righe per distanziarmi dal coro, non del tutto ingiustificato, dei pessimisti che vedono un futuro nero o nerissimo per i giovani che si affacciano al mondo del Lavoro. Beninteso, io non ho ricette universali capaci di debellare quella che ormai sta diventando una piaga endemica di questa società, e cioè proprio la mancanza di lavoro per le nuove generazioni. Allora a chi sono rivolte queste mie considerazioni? Ai giovani, ma non a tutti indistintamente, ma più precisamente a quelli che sono nati e vivono nel Comune di Stazzema; sia perché in tempi ormai remoti sono stato come loro, cioè ne ho condiviso le difficoltà a reperire un’occupazione che non fosse il solito posto di bassa manovalanza, buono per sopravvivere, ma che certo non permetteva guizzi di fantasia volti verso una vita agiata. So che quello che sto per dire farà sobbalzare sulla sedia qualcuno e dico subito che non me ne importa nulla, a qualcun’altro scompaginerò le regole del gioco e se possibile me ne importa ancora meno, ma quello che mi preme è di mettere a disposizione di chi oggi è giovane e abita a Stazzema, la mia esperienza, che non è a trecentossessanta gradi, ma bensì tutta indirizzata in un unico settore, ma qui temo ben pochi confronti. Ed è proprio in questo settore, quello delle cave e più precisamente quello della pietra, quella volgarmente conosciuta come Pietra del Cardoso, (probabilmente il discorso si potrebbe estendere anche ad altri materiali, ma qui non sono altrettanto ferrato) il mercato della quale sta oggi conoscendo un apprezzamento a livello mondiale che non ha precedenti, prestigiosi, anzi prestigiosissimi Studi di architettura Statunitensi, degli Emirati Arabi, di Hong Kong, oggi chiedono, anzi impongono per le loro realizzazioni la Pietra del Cardoso, elevandola in questo modo al rango di materiale di pregio, riconoscendone implicitamente un valore che i lavori spesso dozzinali per i quali fino ad adesso veniva impiegata non permettevano neanche di immaginare. Non dico questo sull’onda di una vampata di mercato, recente, destinata ad esaurirsi in breve tempo come è apparsa, ma piuttosto in seguito a un trend che sta andando avanti da un paio d’anni e che continua a rafforzarsi nonostante l’endemica penuria quantitativa che ora più che mai affligge il mercato di questo materiale. Da qui la mia esortazione ai Giovani Stazzemesi, prima di prendere armi e bagagli per andare in giro per il Mondo alla ricerca di una abbastanza aleatoria fortuna, prendete in considerazione la possibilità di diventare padroni di voi stessi in casa vostra, prima che lo faccia qualcun’altro, tra i quali ovviamente figuro anch’io. Molti di voi sono proprietari di terreni dove questa risorsa è presente, sfruttatela, questo è il momento. Qualcuno vi avrà detto che il futuro qui è il turismo, sono fesserie, il nostro territorio è bello agli occhi dei Cinghiali, non a quelli dei turisti, almeno di quelli paganti. Osservate: dove il Turismo fa numeri importanti le somiglianze con il Comune di Stazzema sono veramente poche, lì si trova un territorio fruibile a tutti, strutture adeguate, strade e servizi di ogni genere, cosa di tutto questo oggi è presente a Stazzema? Praticamente nulla, questo unito alla miopia di chi ci amministra fa si che il Turismo a Stazzema non è, non può essere, un’alternativa decente da proporre a chi si deve costruire un futuro, QUI.

Con questo non voglio dire che una cava di pietra sia un bancomat sempre pronto all’elargizione, anzi è sicuramente un’impresa difficile e impegnativa; i risultati però possono essere all’altezza delle più esigenti aspettative e sicuramente meglio di qualsiasi altra alternativa (se ce ne sono) a disposizione di chi oggi decida di rimanere a vivere dove è nato. Io credo di essere la dimostrazione di tutto questo: ho cominciato questa attività 27 anni fa, ero un disoccupato senza un soldo, non avevo nemmeno speranze, ho cominciato questa attività con lo stesso spirito con cui si gioca l’ultima carta prima di dichiararsi sconfitti e oggi non ne sono affatto pentito, lo rifarei senza esitazioni, magari meglio, del resto l’esperienza a qualcosa deve pur servire e oggi grazie a questo sono uno Stazzemese fiero di esserlo scevro da qualsiasi complesso derivante dallo “stare tra i lupi”, anzi orgoglioso di continuare ad abitare a Stazzema (ovviamente il discorso vale per qualsiasi altra frazione) per scelta e non per la non possibilità di “fuggire” come molti hanno fatto appena ne hanno avuto l’occasione. Amministratori affezionati compresi.

Un’ultima considerazione: tutto quanto sopra detto ha, secondo me, valore adesso o in un futuro abbastanza prossimo, questo perché se oggi la stragrande maggioranza dei materiali da costruzione ha origine dalle cave, è molto probabile che in futuro non sia più così, in quanto già adesso si stanno sperimentando tecniche che partendo da materiali di riciclo, da scarti di lavorazione, o di estrazione delle stesse cave, quindi materiali di scarso o nullo valore economico, si arriva attraverso la loro frantumazione e successiva riaggregazione all’ottenimento di materiali di prima qualità senza i difetti dello stesso materiale presente in natura, anzi permettendo di confezionarlo su misura delle richieste dell’eventuale cliente per quanto riguarda colore, venature e altri aspetti sia di ordine estetico che strutturale. Al momento tutto questo è allo stato pioneristico ma i risultati sono molto promettenti, è ovvio che se tutto questo avrà un seguito e secondo me è molto probabile che accada, le cave così come le conosciamo, perderanno molto del loro senso di esistere, per cui il tempo durante il quale queste possono essere ancora definite una risorsa non è illimitato, ma anzi io credo che il conto alla rovescia per queste sia già cominciato e che questo porti veramente a fare si che un giorno, la quasi totalità, non abbia più senso di esistere. Questo credo che nel giro di poche decine di anni possa portare all’estinzione delle cave, e non le proteste dei sedicenti “ambientalisti” che un giorno protestano e il successivo corrono ad acquistare i prodotti delle cave stesse, sancendone così la prosecuzione. Questo non ha ovviamente il valore di profezia, è solo una mia convinzione che per completezza di informazione dovevo riportare. Spero di essere stato chiaro e convincente, almeno con quelli che ritengo essere i destinatari del mio messaggio.

Il 12 agosto 2015 il Governo ha onorato la strage nazifascistaDSCN1635

Da Giuseppe Vezzoni,addì 21.8.2015

Stazzema- Scorrendo la rassegna stampa in merito alle cerimonie del 71° anniversario della strage nazifascista del 12 agosto 1944 abbiamo scoperto la polemica accesa dal presidente dell’Associazione Martiri di Sant’Anna di Stazzema, Enrico Pieri, in merito all’assenza di un rappresentante del Governo alla commemorazione della strage (Vedere Il Tirreno del 14 agosto 2015, cronaca del Forte, Seravezza, Stazzema). Quella di Enrico Pieri è stata un’uscita infelice perché il viceministro Nencini era presente alla cerimonia di Mulina con cui, dall’11 agosto 1991, si dà inizio all’annuale commemorazione in memoria dell’eccidio del 12 agosto. I primi morti del 12 agosto 1944 furono perpetrati a Mulina di Stazzema così come i primi civili ammazzati nel Comune di Stazzema. Enrico Pieri farebbe bene a ricordarsene prima di muovere critiche, come farebbe bene a farsi carico con la sua associazione di chiedere anche per la chiesa di Mulina di Stazzema un procedimento amministrativo relativo alla dichiarazione d’interesse particolarmente importante per il Parco della Pace e la storia del 12 agosto 1944, così come è stato giustamente fatto per la chiesa di Sant’Anna di Stazzema. Condividiamo pertanto le risposte che nel merito hanno dato il sindaco di Stazzema Verona e lo stesso viceministro Riccardo Nencini: Il Governo era presente al 71° anniversario della strage nazifascista del 12 agosto 1944. Mulina di Stazzema è luogo dell’eccidio. Purtroppo, anche dopo 25 commemorazioni annuali si dimentica con troppa facilità che onorando le vittime di Mulina si onorano anche quelle di Sant’Anna, e viceversa.

Il Tar boccia un impianto a biomasse nelle vicinanze dell’abbazia di San Galgano

Da Baldino Stagi, che ci gira questo messaggio ricevuto da Co.As.Ver. Rete ambientale della Versilia

Toscana_ GRAZIE A RICORSI PRESENTATI DA COMUNE, PRIVATI E COMITATI, scampato il rischio di un impianto a breve distanza dall’Abbazia di San Galgano (SI)

Altra Tegola per il Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi: il TAR dà ragione ai Comitati contro la Centrale a Biomasse. Viene riferito che leggendo la sentenza del Tar Toscano, che ha accolto tutte le osservazioni fatte dal Comitato, e ha ribadito, per la terza volta, con questa sentenza, che la L.R. Toscana del 12 febbraio 2010, n. 10 di fatto è illegittima, perché in netto contrasto con la Direttiva Comunitaria Europea del 13 dicembre 2011 n. 2011/92/UE, ci chiediamo come sia possibile che gli enti pubblici (Comuni, Province, Arpat Asl, Conferenze dei Servizi) che governano ed analizzano procedimenti infrastrutturali di questo territorio continuino imperterriti ad operare in barba a qualsiasi legge o direttiva europea. Vorremmo domandare all’Assessore all’Ambiente Fratoni ex Presidente della Provincia di Pistoia cosa si inventerà oggi per perseguire la stessa finalità inceneritorista e bloccare di fatto la consegna dei dati sanitari della popolazione locale che abbiamo chiesto a seguito delle famose diossine fuoriuscite dall’impianto e che da quasi 10 anni ancora nessuno vuol divulgare, forse perché “sanitariamente imbarazzanti” !!??”

Gianfranco Ciulli – Coordinamento Comitati della Piana FI-PO-PT

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Le parole di Gianfranco Ciulli si riferiscono al caso della centrale a biomasse nel comune di Monticiano, per la quale il Tar della Toscana, circa un mese fa, ha annullato le autorizzazioni concesse alla società Renovo Bioenergy, che consetivano a questa di bruciare decine di migliaia di tonnellate di cippato all’anno e “all’occorrenza” (..termine equivoco, che in realtà sta a significare “sempre”…) anche sansa e vinacce vergini. I giudici amministrativi hanno infatti annullato le autorizzazioni comunali, poichè rilasciate sulla base di una normativa regionale, risultata in contrasto con a direttiva europea 2011/92. Incredibilmente, la norma regionale non prevedeva l’esecuzione di valutazione d’impatto ambientale per le centrali di piccole dimensioni simili, quando invece la normativa europea spiega chiaramente come oltre alla dimensione si deve tener conto anche della localizzazione, dell’impatto con l’area geografica e della densità di popolazione.

Per questo motivo, avversi alle autorizzazioni rilasciate, erano stati presentati ben tre ricorsi, tra cui in particolare quello del comune di Chiusdino, protagonista di una vera e propria guerra legale contro il limitrofo Comune di Monticiano (gli altri due erano stati di una struttura ricettiva del territorio chiusdinese e del comitato «Ambiente e Salute Monticiano»).

A far insorgere il Sindaco del Comune di Chiusdino contro il collega e compagno di partito del limitrofo comune è stato il fatto che quest’ultimo aveva pensato di piazzare la centrale a ridosso del confine, in prossimità di un’area dichiarata “Sito d’interesse comunitario”, a 400 metri dal centro del paese e poco più di un chilometro della famosissima Abbazia di San Galgano.

Molto interessante è stato il commento del Sindaco di Monticano, Sandra Becucci, che non volendo riconoscere la sconfitta, ha spiegato come la sentenza non metta in discussione l’operato del Comune bensì la legge regionale applicata, finendo così per buttare la croce addosso ad un altro suo compagno di partito, ovvero il Presidente del Regione Toscana, Enrico Rossi.

Tuttavia, Sandra Becucci, non fa nè più nè meno che affermare una sacrosanta verità: con questa sentenza i giudici amministrativi hanno di fatto spiegato che Enrico Rossi, o chi per esso, ha pensato di approvarsi una legge senza essersi dato almeno un’occhiata alle fonti gerarchicamente superiori, alle quali, nel legiferare, le regioni devono obbligatoriamente attenersi. La pena del non farlo è appunto quella che qui vediamo, ovvero quella di essere soccombenti in sede di eventuali ricorsi innanzi ai giudici amministrativi (…. tutte cose che, è bene ricordarlo, hanno un costo e che poi pagano i cittadini toscani…).

Per noi pratesi, la vicenda è poi interessante per tessere almeno un piccolo elogio nei confronti del Luciana Bartaletti, che da sindaco PD di un piccolo comune della Val di Merse, ha dimostrato di possedere davvero un raro coraggio, scegliendo di stare dalla parte dei propri cittadini, in una lotta che li vedeva opporsi ad un altro Sindaco PD e soprattutto al potente Presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi.

Pensando infatti alla questione del mancato ricorso al TAR, contro la variante al PIT per il Nuovo Aeroporto di Peretola, al Sindaco di Prato Matteo Biffoni, cui nelle stesse condizioni “mancò il coraggio, ma non certo la paura”, verrebbe da dire che evidentemente, non me ne voglia il Manzoni, ma il coraggio, se si vuole, ce lo possiamo sempre dare….

L’Antro del Corchia conferma la sua vocazione undergroundGalleria Stallattiti Antro del Corchia

Da Ufficio stampa. Sistema Turistico Culturale Corchia Underground,addì 21.8.2015

Buongiorno,in allegato il comunicato stampa riguardante la cerimonia laica di festeggiamenti e di rinnovo dell’impegno coniugale. Con cortese preghiera di pubblicazione e diffusione.Cordiali saluti. 

Stazzema- Il giorno domenica 23 agosto due appassionati speleologi Anna Maria Pardini e Paolo Dori rinnoveranno il loro recente impegno matrimoniale a Gea, la grande madre terra.

Con invitati, amici e parenti, si addentreranno nel percorso turistico per una cerimonia laica di festeggiamenti e di rinnovo dell’impegno coniugale, nel mondo fatato di opere naturali realizzate dall’incessante lavoro della Natura, a mezzo delle sue acque.

L’Antro del Corchia è il più esteso complesso carsico d’Italia ed uno dei maggiori d’Europa. Un percorso di circa due chilometri ne consente la fruizione turistica, praticamente a tutti.

Esso è situato nel Comune di Stazzema a Levigliani, in Alta Versilia, a pochi chilometri dal mare. Con le Miniere dell’Argento Vivo e due musei (uno dedicato all’abilità degli artigiani locali nella lavorazione lapidea ed un altro che narra la storia della Cooperativa Condomini, nel suo percorso d’impresa per “Lavorare Liberi”) compone il Sistema turistico-culturale Corchia Underground. Una proposta innovativa di attrazione turistica, fondata sulla valorizzazione di beni comuni e sull’epopea di una comunità locale. Un punto di riferimento per quanti vogliono arricchire la propria esperienza di conoscenza della identità versiliese fatta di natura, lavori estrattivi ed accoglienza.

Per maggiori informazioni sugli orari di visita, si può contattare il numero 0584.778405 oppure visitare il sito http://www.antrocorchia.it.

Scuola di formazione estiva a Terzolas (TN)

Da Andrea Schir, Il Presidente della Casa editrice Il Margine

Cara Autrice, Caro Autore, ti invitiamo alla scuola di formazione estiva che inizierà fra pochi giorni a Terzolas (TN), promossa dall’Associazione per l’educazione alla politica ed alla democrazia “Rosa Bianca”, in collaborazione con la Casa Editrice IL MARGINE. Quest’anno la scuola si svolgerà dal 26 al 30 agosto ed avrà il seguente titolo: “Rischiare la Pace: tempo di scelte nonviolente, restiamo umani”.

La scuola costituirà l’occasione per riflettere insieme sul tema della pace, dei conflitti, dell’economia e del lavoro, della politica, della Chiesa, dei resistenti del nostro tempo e per incoraggiare tutti, in particolare, i giovani a scoprire l’amore per le idee, le parole, l’azione politica di resistenza nonviolenta.

L’Associazione “Rosa Bianca” (Weiße Rose) ispirandosi, infatti, all’esperienza di un gruppo di studenti che, negli anni compresi fra il 1942 ed il 1943, presso l’Università di Monaco, scelsero di far sentire la propria voce contro l’indifferenza e la paura del popolo tedesco verso la dittatura nazionalsocialista, ritiene opportuno mettere in evidenza le sfide politiche, economiche e culturali, in cui è possibile rideclinare la testimonianza di giovani che ebbero il coraggio di contrapporre la purezza degli intenti e il coraggio della verità alle frasi vuote ed alla menzogna nazista.

Sono previsti interventi di Luigi Ciotti, Donata Borgonovo Re, Alessandro Politi, Paola Caridi, Teresa Ciccolini, Guido Formigoni, Lucia Goracci, Soheila Javaheri, Razi Mohebi, Vittorio Nessi, Gabriele Nissim, Vincenzo Passerini, Giuseppina Paterniti, Elisabetta Tripodi, Florian Kronbichler insieme a molte altre ed altri.

La Casa Editrice IL MARGINE, nella convinzione che la promozione di appuntamenti culturali possa offrire un buon contributo per sviluppare una riflessione profonda sulla situazione presente e per provare ad immaginare traiettorie nuove per un futuro di speranza, sostiene convintamente questo importante appuntamento ed invita tutte le persone interessate a partecipare. Il programma è disponibile qui in allegato e di seguito sul sito http://www.rosabianca.org.

Per info, adesioni e verifica disponibilità, i recapiti sono i seguenti: e-mail rosabianca@rosabianca.org, telefono 331 3494283.

Confidando, dunque, di poterci vedere a questi appuntamenti, estendibili anche alle persone interessate, colgo l’occasione per porgere i miei più cordiali saluti.

Nel cuore di pietra di BasatiDSCN1859DSCN1854

Da Giuseppe Vezzoni,addì 21.8.2015DSCN1849

Seravezza_Mulina, Seravezza, Giustagnana, Azzano, Minazzana, Basati, Ruosina, Cerreta San Nicola, Mulina. Questa è stata la pedalata di stamani. Se non è stata dura come ieri salire a Passo Croce, tuttavia è un percorso che richiede spirito di sacrificio e un certo allenamento. Stamani, venendo dal Pozzone , abbiamo preso la strada che porta alla parte alta della frazione di Basati per poi scendere nel cuore del paese che ha mantenuto in parte quel caratteristico ” stare accanto” che era proprio delle comunità formate per massima parte dai cavatori. Si avverte ancora nel cuore di pietra di Basati, anche se qua e là è stato ferito con ristrutturazioni che potevano essere più rispettose dell’afflato di dimore che guardano verso le montagne del Corchia e della Pania, la solerzia mattutina dei lizzatori, degli scalpellini quadratori, dei filisti e tecchiaioli e lo stanco riporsi serale di uomini che dopo la cava si dedicavano alla coltivazione dei campi e al taglio della legna. In quei piccoli spazi abbiamo riavvertito quel mondo lontano, che tuttora rimane nel cuore di pietra di questo nido di anime che è restato Basati.

NB: Dalla Zingola a Ruosina la strada attende ancora l’intervento di sfalcio della vegetazione. Un tratto è di competenza dell’amministrazione di Seravezza (Zingola-Cansoli) e il rimanente dell’amministrazione di Stazzema (Cansoli-Ruosina)DSCN1871DSCN1868

La Pro Loco di Seravezza ringrazia

Dal Presidente Stefano Forno, Associazione Turistica Pro Loco Seravezza,addì 21.8.2015

Seravezza_ ‘Il Presidente ed il Consiglio dell’Associazione Turistica Pro Loco di Seravezza vogliono pubblicamente ringraziare tutti coloro che, pur non facendo parte del direttivo della Pro Loco, hanno dato spontaneamente il loro prezioso contributo durante le manifestazioni organizzate, in particolare in occasione della Fiera patronale di San Lorenzo, permettendo così una migliore riuscita degli eventi stessi’.

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Una risposta a Libera Cronaca da Italia bene comune di pochi 1621 del 21, 22 e 23 agosto 2015

  1. Luigi Santini ha detto:

    SOLO IDDIO SA
    Caro Giuseppe, condivido gran parte dei tuoi pensieri al riguardo delle tristi condizioni in cui si trova la nostra bellissima Italia … stavo per scrivere “bellissima Patria”, ma poi non l’ho fatto in quanto, fugacemente, ho pensato come la confessione del profondo, incondizionato sentimento di amore e dedizione a questo per me altissimo ideale possa nuocere alla comprensione della semplice opinione che intendo esprimerti attraverso il tuo giornale.
    Ho letto le tue riflessioni a margine delle “esequie funebri” celebrate recentemente in una Chiesa di Roma e l’ho fatto due volte perché mi son parse esemplari e ben composte da animo buono e retto.
    Come “illuso cittadino”, intendo aggiungere questa osservazione in relazione alle “perle” di un umanesimo tutto italiano esibite nel corso della pomposa cerimonia: intendo cioè riferirmi alla intonazione di una musica tratta dal film “Il padrino”.
    Quel film io cominciai a vederlo, qualche anno dopo la sua uscita, quando avevo poco piu di vent’anni ma, di fronte a tanto sfregio dei miei ideali di “primato morale e civile degli Italiani”, non ressi, l’ebbi in odio e non volli più vederlo.
    Lo associai ad altre sciagure per l’onore e l’onorabilità del nostro Popolo come “Sciuscià”, “Ladri di biciclette”, “La ciociara” e così di seguito lungo tutto il neorealismo, percorrendo appieno tutta la produzione felliniana.
    Da allora, del “Padrino” non ne volli più sapere fin quasi a dimenticarmi della sua esistenza, richiamata peraltro con prepotenza dalle ultime produzioni tipo “Gomorra” e sceneggiati della stessa natura che, o lucroso fango gettano ancor più sulla nostra Italia o, altrimenti, sono espressione viva e volpamente colorita del nostro attuale degrado che persiste oramai da decenni.
    Questi film, oggetto addirittura di culto di massa, da sempre sono nostro disdoro; ma allora mi chiedo, e ti chiedo:
    esiste un ragionato motivo per cui il sonoro musicato del “Padrino” ed il film che lo contiene debbano essere considerati come “una pietra miliare della storia del cinema” (all’epoca della sua uscita, ricordo, non si parlò d’altro e, paradossalmente anche in Italia, ci fu chi se ne fece vanto), mentre non va bene, ancora in Italia, per la cerimonia esequiale tributata ad un Cristiano che fa ritorno “al Padre Celeste”?
    Ed in quest’ultimo riferimento, massimamente sono in accordo con te, in quanto:
    mentre nel “Padrino” si sa bene di chi si sta parlando, del suo retroterra culturale, dei crimini commessi a danno della collettività così bellamente descritti nelle varie sequenze, tanto da essere strumento di favolosi profitti ed utilità (leggo su Wikipedia che tale film rilanciò la carriera di Marlon Brando, fu il trampolino di lancio dell’esordiente Al Pacino ed è inserito nell’elenco delle pellicole con maggiori incassi nella storia del cinema!);
    nel caso ultimo di questa “Italia che siamo diventati” (perdonami se manometto il tuo prezioso anacoluto, ma non riesco a scrivere il nome della Patria diversamente da così), per cui Roma è diventata veramente “capoccia del mondo infame” – ove con la parola “mondo” le altre Nazioni identificano, per proprio tornaconto, il nostro Paese – nessuno o pochi conoscevano il defunto, i suoi pregressi e i suoi “peccati”; solo la stampa e la televisione si stanno sollazzando su un evento che nulla aggiunge o toglie ai mille discrediti d’Italia, in quanto, al momento, non vi sono omicidi efferati o inusitati o irrisolti o irrisolvibili di cui parlare.
    Solo Iddio sa.
    A noi non resta altro che ascoltare o leggere le nuove notizie che, al riguardo di quello di cui ti ho parlato, imperseveranno ancora per molti giorni: credo con ipocrisia, per quegli stessi sentimenti che sopra ti ho pubblicamente espresso.
    Luigi Santini – Seravezza, 22 Agosto 2015

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