Libera Cronaca da Italia bene comune di pochi 1613 dell’ 8 e 9 agosto 2015

Libera Cronaca da Italia bene comune di pochi 1613 dell’ 8 e 9 agosto 2015

# Je suis Charlie

# No al facismo”

# Se togliendo i diritti agli operai si incentiva l’Occupazione, perché non togliere i diritti -privilegi ai politici italiani per incentivare la Democrazia?

Dal numero 1536 qualunque e-mail pubblicata sul blog liberacronacachenonce sarà anticipata da nome, cognome del soggetto che l’ha inviata e da questa SPECIFICAZIONE: il blog non si assume nessuna responsabilità in ordine alla veridicità delle comunicazioni. Ciò non ci esime eventualmente dall’ intervenire su quanto riteniamo pregiudizievole. E’ assicurato il diritto di replicare.

Blogger Giuseppe Vezzoni

Ultim’ora Libera Cronaca 1613 del 9.8.2015-postata ore 07,10

Da Lorenzo Alessandrini, addì 8.8.2015

Che meraviglia!

Caro Giuseppe,

ti scrivo queste brevi note per ringraziarti davvero di cuore, e darti un attestato di forte stima per quello che fai e che condividi con gli altri. Il tuo lavoro di ricerca e di studio è prezioso per la Versilia e non solo, ma particolarmente per noi versiliesi assume un valore e un significato particolari. E’ ammirevole il tuo paziente lavoro di approfondimento della nostra storia più controversa, la tua voglia di scavare più a fondo di sempre, per disvelare altri momenti, luoghi e persone della nostra storia, e per meglio raccontare rispetto a quanto finora ci è stato trasmesso (e talvolta propinato, conveniamone).

Giorni fa sono salito a Sant’Anna, come guidato da una calamita. Ero fortemente motivato anche perché variamente incuriosito dalle tue dispute (si fa per dire) con Paoletti, che seguo su “Libera Cronaca” anche (anzi a maggior ragione) quando sto lontano dalla Versilia. Mi sono recato al museo, e lì ho acquistato una copia del tuo libro su Don Vangelisti. Che meraviglia! L’ho letto in mezza giornata. Ricchissimo di riferimenti, puntiglioso nella ricerca storiografica, appassionato nel difendere la memoria di un personaggio così importante della nostra storia e nel portare il lettore nei luoghi della nostra più dolorosa memoria, a rinfrescare alcune ferite che per alcuni versi è perfino bene che non si rimarginino mai, affinché l’insegnamento resti perenne.Libro  Un prete indifeso in una storia a metà

Sul libro ci sono novità, alcune conferme e alcune sorprese, che pongono a mio avviso questo tuo saggio tra i contributi decisivi per il riordino definitivo, efficace ed onesto, di una memoria storica versiliese che per troppi anni è stata inquinata dalle prese di posizione e dalle ideologie e, consentimelo, anche da una ricerca storiografica che definire approssimativa è un eufemismo. Dopo l’uscita delle ultime produzioni saggistiche su Sant’Anna, devo ammettere che, ai miei occhi di lettore interessato alla storia della Versilia, la nuova generazione emergente di storici (e tu ti ci iscrivi a pieno titolo) si dimostra decisamente più interessante, più accessibile, meglio esplorabile di quella di ieri, quasi esclusivamente retorica e commemorativa o, in taluni casi, addirittura faziosa. Ecco, questo è quello che volevo dirti da tempo e che non avevo mai trovato il tempo di scriverti, ma la lettura del tuo saggio sul parroco della Culla mi ha fatto l’effetto della rana di Galvani, e così mi sono messo alla tastiera (un tempo si sarebbe detto “ho preso carta e penna).

A proposito, mentre ero affaccendato a riflettere sui temi che proponi con tanta passione, ho avuto modo di leggere anche la lettera (con la tua risposta) della nipote di Angelo Berretti. Non credo di aggiungere niente di particolarmente nuovo, ma posso confermarti di essere stato personalmente un testimone dei disagi e delle difficoltà che il buon Angiolo sopportava nel suo intento di essere collettore della più intima memoria santannina, e della fatica che durava nella sua ricerca di solidarietà e di adesione. Quanto dici sulle sue difficoltà e sull’ostracismo da lui sofferto, trova in effetti conferma nella mia esperienza personale di amministratore, quando il Berretti veniva di tanto in tanto a trovarmi per vedere, da buon frate cercatore, se c’era qualche soldino anche a Seravezza per far fondere la sua campana. Si sedeva e si spassionata, manifestando la sua difficoltà di sentirsi una specie di “intruso” all’interno del meccanismo di funzionamento della memoria ufficiale. Avvertiva su di lui una malcelata ostilità, sentiva di essere considerato con fastidio da chi contava nell’ambiente, e così aveva deciso semplicemente di correre una sua corsa in solitario, senza offendere né provocare nessuno, ma con l’intento tenace di arrivare all’obiettivo cui stava dedicando tanta parte della sua esistenza.

Questo lo ricordo bene. E sento di poter confermare, per il poco che possa contare il mio parere, quello che nella storiografia da sempre considerata “ufficiale” si è spesso trascurato, se non addirittura taciuto: il Berretti mi parlava sempre di una verità nascosta che non veniva detta, e che non corrispondeva alle verità e alle ricostruzioni ufficiali. Era però molto misurato e riservato nel dire, quasi avesse paura che raccontando troppo e con reale dovizia di particolari, potesse far danni e complicarsi ancor di più la vita. E io, non avendo in fondo grandissima confidenza con lui, non insistevo più di tanto, però rispettavo, e mi piaceva, questa sua “dignitosa diversità”. Ecco. Mi rendo però conto che dal processo in poi, alcun verità del Berretti sono venute fuori e anche in modo abbastanza dirompente. Ecco, così anch’io ho detto la mia.

Insomma, Giuseppe, per concludere voglio che tu sappia che ti seguo con interesse, trovo edificanti e istruttivi i momenti passati anche da lontano a leggere “Libera Cronaca” e particolarmente brillante la tua produzione editoriale. Per quel che mi riguarda, ti invito ad andare avanti, a insistere nel tuo bel lavoro. Mi aspetto altre sorprese da te, così come, almeno sul tema di Sant’Anna, molto mi aspetto anche dal fiorentino Paoletti col quale dici di fare aspre contese, ma che in realtà vedo a te molto vicino nell’approccio coi fatti storici, nell’onestà intellettuale e nella tignosa voglia di cercare sempre la verità vera e non quella che fa comodo a qualcuno. Un caro saluto.ALL'ALBA-DI-SANT'ANNA_line

Re: Caro Lorenzo,DSCN1515

che meraviglia oggi ci fai e che conforto ci dai a poche ore dal salire sul palco del Caffè La Versiliana per parlare dei libri incentrati sulle figure di don Fiore Menguzzo, la cui vicenda è rimasta tagliata fuori dalla storia del 12 agosto 1944 per ben 47 anni, e di don Giuseppe Vangelisti, il fu “testimone oculare” in vita e il “falso mito” da morto. Una figura scagliata e lasciata scagliare nella sentina del disprezzo per le quattro righe che aveva lasciato scritto nel suo ultimo memoriale, come critica per certi comportamenti tenuti dai partigiani. Attaccare un morto senza che la comunità dei vivi reagisca avrebbe avuto il significato di dover prendere amaramente atto che la comunità viva è defunta. Troppe sono le concrezioni morte nell’antro del paese che siamo diventati! Noi vogliamo provare ad essere una goccia d’acqua che resista all’assorbimento e insista a scivolare sulla stalagmite rosso ruggine. Non ridaremo mai lucentezza per la miseria di vita qual siamo, ma nessuno potrà però dire che la goccia d’acqua non scorre più. Grazie di essere stato anche tu una goccia d’acqua. Apprezzare pubblicamente il lavoro che fa Giuseppe Vezzoni nella terra in cui i troppi caudatari lo rimuovono, dà fiducia. Speriamo di restarne sempre degni.

Giuseppe Vezzoni,addì 9.8.2015

Nimbus Vintage cup: gran spettacolo con le derive d’epoca a MarinaDSC_0124_revB (1)

Ufficio Stampa Nimbus Surfing Club Marina di Pietrasanta Stefano Roni – Scatizzi De Prà & Partners addì 8.8.2015

Marina di Pietrasanta- “Breva” e “Perseo”, rispettivamente classe A e U. Sono loro le vele d’epoca regine della Versilia per l’estate 2015, le migliori fra le storiche derive che questo pomeriggio hanno preso parte alla terza edizione della NIMBUS VINTAGE CUP, svoltasi nelle acque di Marina di Pietrasanta e Forte dei Marmi con la perfetta organizzazione di Nimbus Surfing Club. Diciotto le imbarcazioni al via (record della manifestazione) condizioni meteo ideali, grande sportività e fairplay da parte degli equipaggi. Gli organizzatori non potevano attendersi di più.

Breva” ha conquistato il successo nella classifica della classe A imponendosi su “Mirabellissima”, una delle più antiche imbarcazioni oggi in gara. L’equipaggio vincitore era composto da Romano, Gabrielli, Roncaglia. “Perseo” (equipaggio: Pardini, Giusti, Sandrini) ha conquistato il primo posto assoluto fra le U imponendosi in entrambe le prove della giornata. Secondo “Zeffiro” (Dazzi, Rovai, Dati). Terzo “Alesim” (Rovai, Giannoni, Romano).

Combattuta la gara nella categoria “Flying Dutchman”, nella quale si è imposta FD32 di Bindi-Nerini davanti a FD736 di Bertuzzi-Fochi e a FD1000 di Nistri-Morbidelli. Nella categoria “Flying Junior” successo di FJ3176 di Bernocchi G. e Bernocchi Federico. Seconda piazza per FJ3266 di Ciccarelli-Ciccarelli. Terzo gradino del podio per FJ3215 di Bernocchi Francesco e Bernocchi Leonardo. Da segnalare anche la partecipazione di un legno classe “Vaurien” condotto con bravura dalla coppia Perfetti-Marrai. Ottima la direzione da parte del Comitato di Regata presieduto da Franco Manganelli.

Una perfetta giornata di sport, di passione velica e di tradizione balneare. Una festa della vela classica che ha riportato in acqua tante derive classe A, U, Flying Dutchman, Flying Junior e Vaurien, tutte rigorosamente in legno, alcune delle quali restaurate per l’occasione. Un fiorire di candide vele e di nobili legni che, per un giorno, ha restituito alla Versilia il fascino lento e discreto delle vacanza d’antan. Un’edizione di grande successo per la NIMBUS VINTAGE CUP, manifestazione che cresce di anno in anno e sulla quale Nimbus Club ha deciso di puntare per offrire ai propri soci ed al più ampio pubblico della Versilia esperienze veliche e di mare a trecentosessanta gradi.

Le classifiche

CLASSE A

Prima prova: 1) Breva; 2) Mirabellissima

Seconda prova: 1) Breva

Classifica finale: 1) Breva; 2) Mirabellissima

CLASSE U

Prima prova: 1) 217 Perseo; 2) 213 Zeffiro; 3) 222 Alesim; 4) 229 Bollicine2; 5) 168 Dedy; 6) 212 Vergilius; 7) 216 Niccolò

Seconda prova: 1) 217 Perseo; 2) 213 Zeffiro; 3) 222 Alesim; 4) 229 Bollicine2; 5) 216 Niccolò; 6) 168 Dedy; 7) 12 Vergilius

Classifica finale: 1) 217 Perseo; 2) 213 Zeffiro; 3) 222 Alesim

CLASSE FD

Prima prova: 1) 32; 2) 1000; 3) 736; 4) 830; 5) Spicchio3

Seconda prova: 1) 32; 2) 736; 3) 1000; 4) 830

Classifica finale: 1) 32; 2) 736; 3) 1000

CLASSE FJ

Prima prova: 1) 3176; 2) 3266; 3) 3215

Seconda prova: 1) 3176; 2) 3266; 3) 3215

Calssifica finale: 1) 3176; 2) 3266; 3) 3215

Foto allegata: ©MicheleChiroli

Ciclopellegrinaggio ai luoghi della memoria della Ciclistica Forte dei MarmiDSCN1573

Da Giuseppe Vezzoni,addì 9.8.2015DSCN1575

Stazzema_ Stamani si è svolto il Primo Pellegrinaggio ai luoghi della memoria versiliese promosso nel settantesimo della Liberazione dalla Ciclistica Forte dei Marmi in collaborazione del Gruppo Labaro Martiri di Mulina di Stazzema.DSCN1580 Una iniziativa già simbolicamente molto importante a cui si è aggiunta la caratterizzazione istituzionale del Comune di Seravezza, che ha partecipato all’evento con la presenza del sindaco Ettore Neri e dell’Assessore Riccardo Biagi, il quale ha compiuto il percorso in bici. Tra i partecipanti anche Riccardo Tarabella, il neo candidato a sindaco di Seravezza del Partito Democratico alle elezioni comunali che si terranno la primavera prossima. DSCN1590Il presidente della Ciclistica Forte dei Marmi, Dino Vené, nel fare il punto della manifestazione ha annunciato che il Ciclopellegrinaggio sarà sviluppato ulteriormente e sarà ripetuto anche il prossimo anno, perché – ha affermato presso il monumento a don Menguzzo, prendendo spunto dall’epigrafe sulla lapide del cinquantenario della strage di Mulina di Stazzema – questa iniziativa vuole essere portatrice “di monito e di riflessione per il domani dell’Uomo”.DSCN1596

Ad ogni monumento della memoria sono stati tratteggiati la storia e i valori di questi uomini di libertà e di totale sacrificio acciocché l’Italia potesse ritornare in un contesto di democrazia.

M.O:V.M. Amos Paoli: Ettore Neri, Riccardo Tarabella,Dino Vené

Comandante Gino Lombardi: Ettore Neri, Riccardo Biagi

M.O.M.C. Don Innocenzo Lazzeri: Riccardo Tarabella

M.O.M.C. Don Fiore Menguzzo: Giuseppe Vezzoni e Dino Vené.

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Inaugurata a Pontestazzemese della mostra internazionale di disegni sulla pace ‘Colori per la pace’ cONSOLE rUSSOsTAZZEMAIMG_0911

Il Sindaco di Stazzema: ‘Dai bambini del mondo la speranza per costruire un’unica pace’

Da Michele Morabito, funzionario del Comune di Stazzema, addì 8.8.2015

Stazzema_ E’ stata inaugurata questa mattina presso il Comune di Stazzema la Mostra Internazionale Colori per la pace con disegni da 56 Paesi del Mondo, un progetto del Parco Nazionale della pace sviluppato in collaborazione della Associazione “Colori per la pace” e patrocinato dalla Regione Toscana e Provincia di Lucca. La mostra proseguirà fino al 14 agosto in tredici diverse location espositive in undici paesi del territorio di Stazzema con tredici sedi espositive che accolgono i disegni dei bambini di età compresa tra i 4 e 10 anni sul tema della Pace, intesa nelle sue infinite declinazioni, che per molti è l’assenza di conflitto, per altri può essere un luogo sicuro dove crescere o studiare o ancora mangiare. Partecipano 56 Paesi dei 5 continenti inclusi alcuni campi profughi di siriani ed iracheni: sono stati realizzati 3802 disegni realizzati da 78 Scuole di 56 Paesi dei 5 continenti e da 18 organizzazioni di altro tipo per un totale di 96 organizzazioni impegnate a disegnare in rappresentanza dei seguenti Paesi. In tutto sono 74 le città e località del Mondo rappresentate. Alla inaugurazione erano presenti il Sindaco Maurizio Verona, i membri della Giunta Municipale, per la Provincia di Lucca il Presidente facente funzioni Maura Cavallaro, il rappresentante dell’ambasciata giapponese, i consoli onorati di Russia, Nicaragua, e i rappresentanti delle associazioni che hanno contribuito alla mostra dei disegni, il superstite della strage di Sant’Anna di Stazzema, Ennio Mancini, il presidente del Parlamento Toscano degli studenti Bernard Dika, l’on. Carlo Carli primo firmatario della legge di istitutiva del Parco Nazionale della pace, il direttore della Associazione Italia Giappone Umberto Donati. Dopo l’inaugurazione di Pontestazzemese dove sono presenti i disegni di Libia, Ciad, Stati Uniti, Russia, Tanzania, Costa d’Avorio, Cambogia, Bangladesh. a seguire sono state inaugurate tutte le altre sedi espositive a Retignano presso la sede Cerafri Nuova Zelanda Malawi  Colombia  Spagna Armenia Retignano Chiesa Myanmar, a Levigliani presso la Ex Villa Simi Giappone, a Farnocchia presso la Chiesa del Carmine Argentina Palestina Israele Guinea Equatoriale Georgia  Eritrea, a Terrinca presso la Chiesa dei Santi Clemente e Colombano Romania Messico India Camerun Australia Estonia , Kurdistan Iracheno Nicaragua a Pomezzana: Chiesa del Carmine Brasile Volegno presso Sede CRO  Etiopia Ruanda Uzbekistan a Stazzema presso la Casa di Compagnia Sao Tomè e Principe Belgio Cuba, a Mulina Chiesa di San Rocco. Francia Thailandia Mongolia Guinea Bissau Mulina Scuola dell’Infanzia Kirghizistan Benin Cina Zambia Islanda Germania Ungheria Moldova ed Arni presso la Croce Verde Filippine Madagascar  Botswana. L’Esposizione proseguirà fino al 14 Agosto.

Lo scorso anno abbiamo svolto un progetto con il Ministero dell’Istruzione che aveva coinvolto cinque scuole italiane”, commenta il Sindaco di Stazzema Maurizio Verona, quest’anno svolgiamo un progetto internazionale che vuole dare al nostro lavoro una dimensione mondiale con i disegni dei bambini sulla pace. E’ sorprendente come la pace a tutte le latitudini del mondo abbia i soliti colori, quelli della speranza, dell’azzurro dei cieli e dell’arcobaleno, segno che vi è un spirito che accomuna tutti i bambini del mondo. E’ un progetto che crescerà ancora nei prossimi anni perché la mostra ha già richieste da tutto il mondo per essere esposta ancora in altri luoghi ed è nostra intenzione di proseguire il lavoro con i più giovani che devono raccogliere il messaggio di memoria e di impegno per un futuro di pace. Da quando ci siamo insediati abbiamo scelto di percorrere la strada di parlare ai più giovani perché sin da piccoli parlino di pace con i disegni che è il loro linguaggio: ringrazio i bambini del nostro Comune, le maestre delle nostre scuole dell’infanzia e di quella di Forte dei Marmi e della scuola primaria di Pontestazzemese per aver contribuito con le loro opere alla pace”

Settantuno anni fa l’incendio totale del paese di Farnocchia da parte dei nazifascisti

Da Giuseppe Vezzoni,addì 8.8.2015

L’8 agosto 1944 reparti delle SS sbaragliarono la resistenza dei partigiani e per rappresaglia dell’imboscata subita il 31 luglio 1944 misero a ferro e fuoco l’intera frazione di Farnocchia. Fra i reparti anche la 6ª Compagnia del II battaglione del capitano Anton Galler, l’unità, il II battaglione, che quattro giorni dopo massacrerà unitamente ai fascisti collaborrazionisti centinaia di civili nei paesi di Mulina, Sant’Anna, Valdicastello e Capezzano Monte. Nello scontro fu uccisa la partigiana Cristina Lenzini Ardimanni. Dopo aver depredato e incendiato il paese, un ufficiale delle SS, nel pomeriggio, ritornando con le truppe nel fondovalle, uccise i due civili di Mulina che erano stati catturati la mattina, all’inizio erano dell’operazione. Furono ammazzati con un colpo di rivoltella alla testa presso la piazzetta dell’Appalto Garbati. Si tratta di Samuele Papini di anni 47 e di Guido Meccheri di anni 48.

1° Ciclopellegriggio ai luoghi della memoria versiliese

Domenica 9 agosto 2015

Ritrovo dei partecipanti a Ripa alle ore 8:00

Le tappe della memoria: Riomagno (Amos Paoli, M.O.V.M.), Ruosina (Gino Lombardi, comandante partigiano) Pontestazzemese (Don Innocenzo Lazzeri, M.O. M. C) Mulina (Don Fiore Menguzzo, M.O.M.C.).

Iniziativa promossa dalla Ciclistica di Forte dei Marmi in collaborazione con il Gruppo Labaro Martiri di Mulina di Stazzema. L’evento è inserito nel programma ufficiale della manifestazioni commemorative del 12 agosto 1944

Signor Giuseppe Vezzoni le trasmetto in allegato il mio intervento in occasione del Ciclo-Pellegrinaggio suoi luoghi della Memoria. Distintamente la saluto.Mons. Danilo D’Angiolo. addì 7.8.2015

Pubblichiamo il testo dell’intervento che Mons. Danilo D’Angiolo avrebbe dovuto tenere in Piazza Carducci stasera, sabato 8 agosto, nell’ambito della prevista serata di presentazione del Primo pellegrinaggio ai luoghi della memoria storica versiliese (Ripa di Seravezza-Mulina) qualora l’iniziativa non fosse stata annullata dopo che era stata inserita nel programma degli eventi che l’Ufficio di Informazione turistica di Seravezza ci aveva trasmesso.

Intervento durante l’incontro sulla memoria del 70° Anniversario della liberazione in Versilia, con i Sindaci Ettore Neri di Seravezza e Maurizio Verona di Stazzema, in occasione del Ciclo-Pellegrinaggio organizzato dall’Associazione ciclistica di Forte dei Marmi e altri enti e associazioni.

Ancora un’iniziativa della memoria, fra le tante già realizzate, con la simpatica modalità di un Ciclo-Pellegrinaggio, una Ciclopedalata.

Ho letto il programma e mi complimento. Ma solo per restare al contributo di sangue dato dal Clero (un apposito mio intervento c’è stato il 25 Aprile di quest’anno), il percorso della Ciclopedalata potrebbe essere più lungo, proprio dal mare alla montagna, con partenza da Vittoria Apuana per ricordare Padre Ignazio Rossi da Carrara, poi a Pietrasanta, località Osterietta per ricordare il Canonico Don Giuseppe Simi, e su fino a Valdicastello Carducci, piazza della Chiesa dedicata al Parroco di Valdicastello Don Libero Raglianti, deportato, seviziato e ucciso nei pressi di Filettole il 28 Agosto 1944, Medaglia d’oro.

Ospiti a Valdicastello di Don Libero furono Fra Marcello Verona di Retignano e Chierico Renzo Tognetti di Pietrasanta che, deportati, furono entrambi uccisi a Massa il 10 Settembre 1944.

Ma ritornando ad un ipotetico percorso allungato del Ciclo-Pellegrinaggio, che dunque Vi disegno solo in modo virtuale, ma realmente e storicamente motivato, i partecipanti, oltre a Retignano per il già citato Fra Marcello Verona, potrebbero salire a Pruno per ricordare Padre Raffaele Mazzucchi, un religioso che aveva 24 anni e aveva celebrato la sua prima Messa da pochi mesi quando il 24 Luglio del 1944 un reparto della SS si presentò presso la sua casa, lo portarono via vestito con gli zoccoli e a Nocchi di Camaiore dopo le solite sevizie e torture, il 27 Luglio 1944 fu fucilato insieme a due donne.

Ritorno all’itinerario programmato della Ciclopedalata di domattina con partenza da Ripa. Dopo Riomagno per Amos Paoli e Ruosina per Gino Lombardi, il gruppo di ciclisti che mi auguro numeroso, giungerà a Pontestazzemese presso la casa dove Don Innocenzo Lazzeri nacque il 26 Ottobre 1911. Nato da una modesta famiglia abbracciò la vita sacerdotale, che sentì come impegno, severo e costante per sé, come missione a favore degli altri. Fu Parroco in Farnocchia di Stazzema dal 21 Agosto 1940 un periodo difficile e tormentato della nostra storia, quando i tedeschi si stavano assestando sulla linea gotica e si sviluppava per le nostre montagne e nei nostri paesi la lotta partigiana. Don Innocenzo Lazzeri fu, in quella situazione tormentata e difficile, sacerdote di pace, anche se chiara e netta era la sua scelta per riconquistare la democrazia e la libertà. Una scelta che si identificava con la sua famiglia; il babbo fu portato in un campo di concentramento. Uguale sorte subì il fratello Giuseppe, un altro fratello sfuggirà alla cattura con la fuga. Le masserizie della famiglia furono gettate sulla strada ed incendiate. Fu sacerdote d’amore. Semplice e modesto, Don Innocenzo Lazzeri, correva là dove la sua presenza poteva essere utile, dove c’era da consigliare, da confortare, da portare testimonianza di fratellanza e solidarietà umana. Sacerdote martire. Insieme al suo popolo volle morire, dopo aver tentato invano di salvarlo offrendo in cambio il sacrificio della sua giovane vita sulla piazzetta davanti alla Chiesa di Sant’Anna che era dipendente da Farnocchia.

La dedizione sacerdotale di Don Innocenzo Lazzeri culminò così nell’eccidio del 12 Agosto 1944 e presenta tutti i carismi di un martirio religioso e civile, per essersi offerto quale vittima espiatrice perché fossero lasciati liberi parrocchiani e sfollati, ed essere dai feroci nazisti barbaramente falciato con le mitragliatrici insieme a 132 persone adulte e 30 bambini. Insignito di Medaglia d’oro.

Perché soprattutto i giovani non dimentichino sono lieto di essermi impegnato affinché uno dei più grandi Istituti di Scuola Media Superiore che è a Pietrasanta, capoluogo della Versilia Storica, fosse intitolato “alla memoria e al nome di Lazzeri Don Innocenzo” dal 30.01.1984. La cerimonia per l’intitolazione e la benedizione da me impartita, alla presenza dell’Avvocato Leonetto Amadei già Presidente della Corte Costituzionale, è del 9 Giugno 1984.

Altra memoria.

Ripresa la bicicletta, la sosta a Mulina, dove la memoria deve riportare all’alba di Sant’Anna, il 12 Agosto di Don Fiore Menguzzo e della sua famiglia, Menguzzo – Menguzzato, originaria del Tesino, nell’attuale Trentino orientale, da dove si registra poi il trasferimento in Toscana. Fiore Menguzzo nacque a S. Benedetto a Settimo, Comune di Cascina, nel 1916, da Antonio e Amalia che si erano sposati il 18 Aprile 1907.

Ordinato sacerdote a Pisa il 23 Giugno 1940, alla fine dell’anno successivo fu inviato come curato della cappellania di San Rocco, a Mulina di Stazzema.

Don Fiore Menguzzo era un sacerdote bello e prestante alto più di un metro e ottanta, con una grande disposizione ministeriale che alimentava attraverso l’aiuto fraterno rivolto a tutti. All’epoca dei fatti tragici, Don Fiore aveva 28 anni. Anche lui si era prodigato ad assistere la popolazione: i profughi, i feriti, sia partigiani che tedeschi.

Icilio Felici nel libro “Il lupo e il pastore” da me ripubblicato nel 1984, ci assicura che pochi giorni prima della sua morte aveva curato 5 tedeschi feriti in un combattimento con i partigiani. All’alba del 12 Agosto 1944, dunque nel contesto criminoso che culminerà con l’eccidio delle vittime di Sant’Anna, Don Menguzzo fu fucilato vicino alla Chiesa e i tedeschi diedero fuoco alla canonica dove morirono bruciati il babbo, la sorella, la cognata e due nipotine. Medaglia d’oro, già Tenente Cappellano in Grecia e in Albania e deportato in Germania martire della Chiesa, ricordato l’anno scorso unitamente all’altra Medaglia d’oro da Papa Francesco con il telegramma che fece pervenire in occasione della commemorazione dei 70 anni della strage di Sant’Anna. Per il martirio dell’intera famiglia Menguzzo mi sento di aver fatto atto di giustizia nei confronti della storia, essendomi personalmente impegnato con altri al disseppellimento della memoria avviato per Don Fiore solo a partire dal 1991.

Chi domani parteciperà alla Ciclopedalata, apposto sulla parete esterna della Chiesa, vedrà un monumento di dimensioni modeste in onore di Don Fiore. E’ un busto bronzeo raffigurante il sacerdote, realizzato dal grande mio amico scultore versiliese Romano Cosci. Il monumento fu inaugurato l’8 Luglio 2000, nel giorno in cui il Prefetto di Lucca consegnò la Medaglia d’oro a Maria Augusta Baldassari, nipote di Don Fiore.

Ho finito.

Vi assicuro che ho cercato di essere contenuto. Non sono assolutamente entrato, per esempio, nel ruolo fondamentale di tanti esponenti di tutto il Clero, non solo di chi nell’atto massimo di carità ha dato la vita.

Di nuovo complimenti per tutti gli organizzatori del Ciclo-Pellegrinaggio, ve li faccio anche come Responsabile Diocesano dei pellegrinaggi. ( Mons. Danilo D’Angiolo, Sabato 8 Agosto 2015 Seravezza, Piazza Carducci, ore 21)

Settantunesimo anniversario della Strage della Sassaia

Programma tratto dal web

Lunedì 10 agosto il Comune di Massarosa e quello di Forte dei Marmi, l’ANPI di Massarosa e l’ISREC Lucca ricordano il 71° anniversario della strage dei martiri della loc. Sassaia di Piano di Mommio, nel comune di Massarosa, avvenuta l’11 agosto 1944, quando 38 delle 69 persone che tra il 6 e il 7 agosto sono rastrellate alla Romagna e trattenute presso la scuola di Nozzano, vengono fucilate da soldati tedeschi della 65° Divisione.

Programma

Ore 8.30, Raduno dei partecipanti presso il piazzale della Chiesa di Piano di Mommio

Ore 9.00 Messa officiata dal Parroco di Piano di Mommio e saluto dei Presidenti dei Consigli Comunali di Massarosa e Forte dei Marmi

Ore 9.45 Partenza corteo per giungere al cippo commemorativo dei Martiri della Sassaia sulla via Sarzanese a Piano di Mommio

Ore 10.00 Commemorazione dei caduti e benedizione da parte del Parroco di Piano di Mommio

Ore 10.15 Deposizione di una corona d’alloro nel luogo dove avvenne l’eccidio

Ore 11.15 Convegno “L’estate del ’44 e l’eccidio dei martiri della Sassaia: ricostruzione storica di quel tragico giorno” – Villa Gori a Stiava a cura dell’ANPI sezione Massarosa nel 70^ anniversario della Liberazione. Intervento del Prof. Gianluca Fulvetti dell’Istituto Storico della Resistenza di Lucca, a seguire video testimonianza della sig.ra Celsa Pardini, presente in sala. Coordina Gabriella Paolini, Presidente ANPI Massarosa

Fino al 10 agosto 2004 i Martiri della Sassaia non erano ricordati

Dal Dossier Martiri di Mulina di Stazzema di Giuseppe Vezzoni

12/3/2004 – Il Corriere della Versilia pubblica un articolo scritto da Giuseppe Vezzoni a seguito della notizia che un cittadino di Forte dei Marmi, il signor Guerrino Viti, aveva scritto ai sindaci dei comuni di Forte dei Marmi e Massarosa per perorare una cerimonia della strage dei 38 civili della Sassaia in occasione del 60esimo anniversario che cadrà il prossimo 10 agosto. “Tra due settimane – scrive Vezzoni- i membri della Commissione parlamentare d’inchiesta dovrebbero visitare Sant’Anna di Stazzema, il villaggio in cui il 12 agosto 1944 i nazifascisti commisero una strage di centinaia di civili, per lo più bimbi, donne e vecchi. L’opinione pubblica attende che dal lavoro della Commissione e dal processo che il 20 aprile prossimo inizierà presso il Tribunale militare di La Spezia contro tre militari tedeschi ex SS, ritenuti presunti partecipanti a quel massacro, arrivi una parola decisiva sulla verità dei fatti e la conseguente giustizia. Ma altre stragi in Versilia attendono chiarezza. Per esempio quella della Sassaia. Nell’agosto dell’anno scorso il Corriere della Versilia denunciò pubblicamente che la strage della Sassaia “non è ricordata con nessuna cerimonia specifica, come invece andrebbe doverosamente fatto. Nessuna corona d’alloro ricorda queste vittime. In concerto con il comune di Massarosa – perorava il Corriere – potrebbe essere il comune di Forte dei Marmi a raccogliere questo vuoto spazio della memoria”. Infatti, tra le 38 vittime, sette erano residenti di Forte dei Marmi: Pietro Bertoni (30 anni), Edoardo Cope (20 anni), Angelo Leonardi (45 anni), Giancarlo Polacci (30 anni), Roberto Ricci (48 anni), Italo Tognocchi (44 anni) e Vivaldo Tonini (41 anni). Solo Edilio Dazzi uscì miracolosamente vivo dalle raffiche di mitra. Il signor Guerrino Viti, residente a Forte dei Marmi e nipote della vittima Pietro Bertoni, ha scritto una lettera raccomandata ai sindaci di Massarosa e di Forte dei Marmi affinché in occasione del 60° anniversario della strage, che l’atto di morte del suo parente fa risalire al 10 agosto 1944 e non all’11, come è invece riportato sui libri e sulla lapide posta nel luogo, si commemori “l’Eccidio compiuto a danno di poveri innocenti, immolati a rivalsa di atti illeciti che altri, i soliti ignoti, commisero, perché non credo – scrive Viti- che in tanti anni vi sia stata una pur modesta cerimonia alla memoria”. Il signor Viti chiede che sia il 10 agosto il giorno della commemorazione, “come si evince dal registro di trascrizione degli Atti di Morte dei rispettivi Uffici Anagrafici di codesti Comuni”. Il nipote della vittima Bertoni affonda il pensiero anche su un aspetto che negli ultimi anni si è evidenziato sempre più marcatamente in Versilia. “ Strano come il tempo faccia dimenticare ciò che non interessa– scrive il cittadino ai sindaci Larini e Bertola – o meglio che, episodi tragicamente vissuti, interessino solo quando ci sono i tornaconti. E non trovo giusto che – continua – dei tragici fatti di sangue che spesso macchiarono la Versilia durante quel tristemente noto periodo bellico 1943745, debbano esserci ricorrenze di serie A e serie B, rispetto a visioni politiche”.

Drammi e Rimembranze, tra storia e narrazione domani al Caffè La VersilianaDSCN1515Programma incontri al Caffè La Versiliana -3-9 agosto 001

Da Giuseppe Vezzoni,addì 8.8.2015

Marina di Pietrasanta_ Domani pomeriggio, al Caffè La Versiliana, alle ore 18,30, il sindaco di Stazzema Maurizio Verona, Antonio Giannelli, ideatore e curatore della mostra I colori della Pace, e gli scrittori Giuseppe Vezzoni ed Elena Torre interverranno per declinare il tema che sarà oggetto dell’incontro “Drammi e Rimembranze, tra storia e narrazione”. Si parlerà della mostra I colori della Pace, delle vicende belliche dell’estate del 1944 attraverso le figure di Don Fiore Menguzzo e don Giuseppe Vangelisti raccolte sui libri che Giuseppe Vezzoni ha scritto sui due sacerdoti, e sulla  Via Francigena attraverso il libro di Elena Torre.

Qualche fiocco va tolto in merito alla pulizia delle comunali di Pomezzana e Farnocchia.DSCN1558DSCN1559

Da Giuseppe Vezzoni,addì 8.8.2015

Stazzema_ Siamo ritornati stamani a Pomezzana poiché un cittadino de Le Calde ci è venuto ad esprimere la sua non condivisione per il giudizio dato in merito alla pulizia delle strade per Pomezzana e Farnocchia. Ci ha fatto notare che il tratto che mena a Le Calde non è stato pulito e che le cunette dalla curva del Papa fino al Ponte del Forcello sono piene di materiale. Gi abbiamo risposto che l’intervento di pulizia delle cunette deve essere ancora compiuto, così come abbiamo avuto modo di precisare tre giorni fa, ma non sapevamo invece del mancato intervento di pulizia sul tratto di strada che mena a Le Calde ma anche alle strutture degli agriturismi Il Paesaggio e L’Agrifoglio. Pertanto il tratto di via cin una valenza spiccatamente turistica. Effettivamente quel chilometro e mezzo è invaso dalle erbacce, dalla vegetazione e perfino da un canneto. Non sappiamo spiegarci perché non sia stato pulito. In località Le Calde abitamo cittadini che sanno il fatto loro. Per questo non capiamo come possa essere tollerata nel silenzio degli abitanti questa mancata pulizia che si riscontra a pochi giorni dalla fine della stagione estiva.

I martedì dell’Arte e del Pensiero

Dalle 19,30 alle 20,30 Marina di Pietrasanta (Lucca). Viale Morin n°16. “La Versiliana”- 2015 Accanto allo spazio “Green House”. Ingresso libero.

Martedì 11 agosto 2015

Intervengono:

Lodovico Gierut: “Sant’Anna di Stazzema 12 agosto 1944. Le lettere di Pietro Annigoni, Fidia Arata, Raffaello Bertoli, Manlio Cancogni, Bettino Craxi, Franco Miozzo, da Una strage nel tempo”.

Marzio Cialdi: “Vuoti dentro. Arte come messaggio”.

Massimiliano Baroni: “Oscuri dì, Josef Katazovic. Romanzo”.

Alessandro Raspante e Valentina Paoli: “L’importanza della prevenzione cardiaca e la rianimazione cardiopolmonare”.

Maria Rita Vita: “Mio marito ed io abbiamo adottato, anni fa, un figlio: ora lui mi chiede chi…”.

Gli incontri, ideati da Lodovico Gierut, sono curati settimanalmente da Andrea Brandi, Luca Cavana e da Lodovico Gierut. Artisti, poeti e scrittori, medici, fotografi, economisti, giornalisti e altri protagonisti parlano della loro attività, conversando con i frequentatori de “La Versiliana”.

Attenzione:

Nei prossimi giorni il giornale che non c’è non potrà assicurare la tempestività con cui spesso ci contraddistinguiamo.

Domani, 9 agosto: la mattina saremo impegnati con il ciclopellegrinaggio e il pomeriggio al Caffè La Versiliana.

Martedì, 11 agosto: la mattina saremo assorbiti dalla commemorazione della strage di Mulina la mattina, mentre il pomeriggio saremo a Pisa quali oratore ufficiale alla 2ª commemorazione di don Fiore Menguzzo. Cerimonia che si terrà nella Cappella San Giovanni del Cimitero suburbano di Pisa, presso il colombario in cui sono stati raccolti i pochi resti trovati del sacerdote e dei suoi famigliari.

Mercoledì 12 : saremo a Sant’Anna di Stazzema.

Nei giorni della memoria di Stazzema evitiamo, se possibile, di scrivere articoli con problematiche amministrative.

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