Libera Cronaca da Italia bene comune 1584 del 30 giugno 2015

Libera Cronaca da Italia bene comune 1584 del 30 giugno 2015

# Je suis Charlie

# No al facismo”

# Se togliendo i diritti agli operai si incentiva l’Occupazione, perché non togliere i diritti -privilegi ai politici italiani per incentivare la Democrazia?

Dal numero 1536 qualunque e-mail che sarà pubblicata sul blog liberacronacachenonce sarà anticipata da nome, cognome del soggetto che l’ha inviata e da questa SPECIFICAZIONE: il blog non si assume nessuna responsabilità in ordine alla veridicità delle comunicazioni. Ciò non ci esime eventualmente dall’ intervenire su quanto riteniamo pregiudizievole. E’ assicurato il diritto di replicare.

Blogger Giuseppe Vezzoni

Disoccupazione a maggio ferma al 12,4%, come ad aprile

Da Giuseppe Vezzoni,addì 30.6.2015

La disoccupazione a maggio è rimasta invariata rispetto al mese di aprile: 12,4 %. Cala dello 0,1% ( 41,5%) la disoccupazione giovanile e dello 0,2% quella femminile. Aumentano però coloro che cercano lavoro e calano gli occupati dello 0,3%, ossia 63.000 unità occupate in meno. Un dato che è in controtendenza rispetto ad aprile, dove gli occupati erano cresciuti del + o,6%.

Prendono il via i centri estivi sul mare e alle Mulina del Comune di Stazzema

L’assessore alla Pubblica Istruzione Marco Viviani: “Una opportunità per le famiglie e per i bambini per crescere”

Da Michele Morabito, addì 30.6.2015

Stazzema_ Prendono il via con il mese di luglio le attività estive del Comune di Stazzema, la Colonia estiva al mare e il Centro Estivo Gufo Timothy presso la Scuola dell’Infanzia delle Mulina di Stazzema. Anche quest’anno si è confermata la grande partecipazione di ragazzi da 6 a 14 anni alla Colonia marina che durerà sino al 31 luglio con lo scopo di offrire ai ragazzi la possibilità di una prolungata permanenza al mare oltre a quello di allargare la cerchia di familiare alla quale il bambino/ragazzo è abituato, mantenendo nel contempo un clima di familiarità. Il progetto realizzato anche in passato ha previsto non solamente giochi liberi in spiaggia e frequenti bagni in mare ma anche giochi in pineta, momenti di canti e danze e laboratori manipolativi, grafico, pittorici, oltre che piccole escursioni per i ragazzi nel territorio della Versilia alla scoperta di luoghi e tesori, anche meno conosciuti, che vale la pena di conoscere. Per coloro che non hanno scelto la colonia estiva è attivo su iniziativa della Associazione La Filiera della Castagna il Centro Estivo alle Mulina “Gufo Timothy” che offre un laboratorio ludico didattico in cui si fanno escursioni, si impara giocando, si dipinge, si sta insieme tutto il giorno per tutta l’estate. Le attività sono organizzate dall’Ufficio Sociale in collaborazione con l’ufficio Pubblica Istruzione.

L’aspetto prevalente di queste attività”, commenta l’assessore Marco Viviani, “è quello dello stare insieme e di poter godere per i ragazzi e bambini che vivono nei nostri Paesi del mare che ha benefici influssi sulla loro salute. Queste attività consentono a quei genitori che magari lavorano o svolgono attività stagionali di mandare i loro figli al mare o comunque, fare in modo che i ragazzi svolgano delle attività che aiutano la loro crescita in modo divertente ed in compagnia dei loro amici. La colonia estiva ha anche quest’anno oltre quaranta iscritti segno che vi è stato un buon riscontro nel gradimento da parte dei nostri cittadini. Vi è un aspetto anche sociale che non si può non sottolineare, dato atto che da anni manteniamo invariati i costi per le famiglie che sono i più bassi della Versilia e prevediamo alcune gratuità, gestite dall’Ufficio Sociale, per coloro che non hanno la possibilità di compartecipare alla spesa. La Associazione La Filiera della Castagna da alcuni anni ha chiesto la disponibilità dello spazio della Scuola dell’Infanzia delle Mulina per svolgere questa attività complementare sul territorio che completa l’offerta ludico formativa del nostro Comune. Ringraziamo la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca che ha reso possibile il progetto con un contributo che ci aiuta notevolmente nel poter garantire questo servizio primario per le famiglie e i bambini e ragazzi del nostro Comune”.

Stazzema, 30 giugno 2015

Il botta e risposta tra Paolo Paoletti e Giuseppe Vezzoni proseguito

Paoletti (email 27 giugno 2015) : ” Io ho un documento,un articolo di giornale, in cui Angiolo Berretti rivela che il segretario del fascio di Stazzema andò incontro ai tedeschi e fu ucciso”. Io non ho quell’ “articolo di giornale”, ho solo la deposizione fatta a La Spezia e per me Rinaldo Bertelli era segretario del fascio di Sant’Anna e non di Stazzema. Ti ripeto, scrivo solo quando posso contare su una fonte in mio possesso”. Se vuoi ti mando l’articolo di giornale pubblicato a pagina uno a pagina 730, così finalmente pubblicherai quello che hanno scritto i superstiti nel 1945. Se te lo mando, lo pubblichi ? Non ci credo, tu non lo pubblicherai mai perché vivi nel mito della resistenza pulita. Invece si facevano la guerra tra loro, lo sai o no ? Via Rasella fu fatta per eliminare tutti i nemici del PCI: leggi di Massimo Caprara. Alle fosse Ardeatine morirono tanti militari, ebrei, liberali e troskisti. Lo sai che in via Rasella morirono due di Bandiera Rossa perché il capo degli attentatori, la medaglia d’argento, gli dette appuntamento trappola proprio lì? Ha mai sentito parlare di Porzus o del comandante partigiano versiliese Cesare Palmieri ? (In corsivo le dichiarazioni di Vezzoni nell’e-mail di Paoletti)

Vezzoni, email 28 giugno 2015: Mandami la deposizione in cui Beretti depone in aula che Rinaldo Bertelli fu ucciso dai fascisti ed io la pubblico unitamente a questa richiesta. Ti ricordo che Angiolo Berretti è deceduto, pertanto non so quanto sia corretto tirarlo continuamente in ballo visto che ciò che affermi è già stato pubblicato e non è stato rettificato ciò che il giornale ha pubblicato. Nel documento che nel mese di agosto protocollerò e ufficializzerò c’è quanto hai scritto tu e quanto è stato pubblicato dal giornale. Il documento lo potrai richiedere, se non diverrà una pubblicazione verso la fine dell’anno. Su Palmieri ho tutto e non era una comandante versiliese. Non aprire un nuovo capitolo. Non vivo nella Resistenza pulita ma non voglio nemmeno infangare gratuitamente chi ha scelto idealmente e concretamente di opporsi al nazifascismo, ha pagato per questa scelta e l’ha fatta pagare ai suoi famigliari.

Pubblichiamo una parte della testimonianza integrale di Angiolo Berretti che ci ha inviato Paolo Paoletti. Lo storico fiorentino, previa sua richiesta, ha ricevuto il documento direttamente dal Museo Storico della Resistenza di Sant’Anna di Stazzema. La deposizione nell’Aula del Tribunale di La Spezia avvenne l’11 novembre 2004

“(….)”

P.M. – Che elementi ha per dire che la persona in testa era un italiano ?

TESTE BERRETTI – Glielo dico perché una certa Mancini Marietta gli disse il suo marito a un uomo “E come, anche te stamani sei qui ?” e quello si levò il fucile e lo mitragliò subito per non farsi riconoscere, però .. Questa signora si chiamava Mancini Marietta, era la moglie di Mancini Daniele ..

P.M. – Cosa le ha riferito questa signora ?

TESTE BERRETTI – Questo Mancini Daniele nel gruppo di militari, e questo si è verificato alla località Le Case, gli disse a un signore “Come, anche te stamani sei qui ?” ma pensava sempre ad un rastrellamento e questo al posto di rispondergli si levò il fucile dalla spalla e lo ammazzò subito perché vide che era riconosciuto.

PRESIDENTE – Quindi dice che era stato riconosciuto il militare in divisa ?

TESTE BERRETTI – Esatto.

PRESIDENTE – Questo è successo però in un’altra località ?

TESTE BERRETTI – Sì, quello non era a Sennari ..

P.M – Lei ha elementi per ritenere che quella persona che si rivolse in italiano al suo conoscente fosse la stessa che arrivò a Sennari quella mattina ?

TESTE BERRETTI – Quello di Sennari aveva una retina in faccia..

P.M. – Quindi lei non lo ha riconosciuto, lo ha sentito parlare in italiano ?

TESTE BERRETTI – No, no, erano furbi, quelli lì non parlavano, dicevano soltanto “Val di Castè, Val di Castè..”

P.M. – Allora passiamo oltre, quando sono arrivati questi 15-20 militari che divisa indossavano ? Avevano la divisa ?

TESTE BERRETTI – Avevano una tuta mimetica uguale a quello che era sul cumulo di cadaveri sulla piazza di chiesa..

P.M. – Aspetti un attimo, bisogna che lei risponda alle mie domande e proceda con ordine senza anticipare o fare riferimento ad altre circostanze se no non la capiamo, quindi che cosa indossavano questi 15-20 militari che sono arrivati a Sennari ?

TESTE BERRETTI – Io li ho visti tutti uguali con una tuta mimetica.

P.M. – Che cosa hanno fatto, che cosa vi hanno detto o che cosa .. ?

TESTE BERRETTI – Ci hanno incolonnato tutti quanti dicendoci .. la parola che loro dicevano era “Val di Castè” che rimane giù sotto e quando siamo arrivati nella selve ..

P.M. – Quindi vi hanno avviato verso Val di Castello..

TESTE BERRETTI – Esatto.

P.M. – A quel punto voi che cosa avete fatto ?

TESTE BERRETTI – Quando siamo arrivati nel bosco visto che si andava direttamente verso Val di Castello dove loro ci avevano indicato, ci hanno abbandonato e si sono rigirati indietro, sono ritornati a Sennari e lì hanno bruciato le case.

P.M. – Voi che cosa avete fatto ?

TESTE BERRETTI – Lì nel bosco ognuno ha preso la sua destinazione che meglio ha creduto: alcuni hanno proseguito verso Val di Castello mentre altri come me e la mia mamma e altre persone ci siamo nascosti nel bosco e siamo rimasti lì in attesa che questi spari calmassero. Eravamo di fronte alla chiesa e siamo riarrivati a casa circa alle tre del pomeriggio, mentre due sorelle che hanno proseguito per Val di Castello le hanno uccise a Molini di Sant’Anna.

P.M. – Quando siete tornati a casa che cosa avete visto ?

TESTE BERRETTI – Abbiamo visto la casa che stava bruciando, c’era tutta gente che gli bruciava la casa, una disperazione per tutti, ognuno faceva per conto proprio, qualcuno spengeva la casa e poi la mia mamma stava nello spasimo per le due figlie che erano andate in direzione Val di Castello e circa alle tre e mezzo del giorno è arrivato il babbo e siamo venuti a conoscenza della tragedia che era successa alla chiesa, allora il babbo e la mamma si sono spasimati un po’ e il babbo ha deciso di iniziare a cercare le sorelle; siamo andati alla località Colle e c’erano 17 persone morte, poi siamo arrivati alla località Le Case, bruciavano le case e c’erano delle persone morte. Abbiamo fatto tre o quattro volte in qua e in là per cercare le sorelle, poi la sera alle sei e mezzo circa è venuta la notizia che le figliole .. gli ha detto una donna alla mamma “Non le chiamare più che sono a Molini di Sant’Anna, sono state uccise.” Allora lì c’è stato un finimondo, si sono abbracciati, piangevano ..

P.M. – Quindi le sue due sorelle sono state uccise a Molini di Sant’Anna.

TESTE BERRETTI- Esatto.

P.M. – Lei non sa in particolare in quali circostanze nel senso non avete avuto testimonianza al riguardo ? Non sa se insieme ad altre persone, perché .. ?

TESTE BERRETTI – Sì, quando sono state a Molini si sono fermate e gli hanno detto “Dove andate ?” Dice “Ci hanno incolonnato per mandarci in Val di Castello” e loro gli hanno detto “I tedeschi sono passati di qua, sono andati a Sant’Anna e non hanno fatto niente e di conseguenza se vi volete fermare anche voialtre tanto aspettate la vostra mamma..” che loro gli avevano detto che io e la mamma eravamo indietro. Si sono fermate lì e quando poi sono ritornati che discendevano da Sant’Anna hanno ammazzato il mugnaio, la mugnaia e le due sorelle che probabilmente .. (inc.)

P.M. – Quindi erano rimaste in quella località e al loro ritorno i tedeschi le hanno uccise.

TESTE BERRETTI – Esatto.

P.M. – Senta, lei è stato anche quel giorno sulla piazza della chiesa di Sant’Anna ?

TESTE BERRETTI – Alla chiesa di Sant’Anna io sono arrivato insieme al babbo e alla mamma la sera verso le nove; lì c’era un cumulo di cadaveri che il fuoco lentamente li stava consumando, è tanto tempo che mi batto per mettere una fiaccola a memoria, la fiamma su quei corpi ..

P.M. – Quante persone erano quelle .. ?

TESTE BERRETTI – Lì io c’ho una testimonianza di Giuseppe Caniparoli della Culla ..

P.M. – Ma erano tante persone ?

TESTE BERRETTI – Erano 136, sono state riscontrate però potevano essere anche di più perché le teste dei bimbi piccoli potevano essere distrutte dal fuoco, loro hanno contato col badile 136 teste e c’era sopra un militare tedesco ..

P.M. – Quindi questi corpi erano consumati dalle fiamme ..

TESTE BERRETTI – Ma scherza ?! C’era un fuoco roba da matti. A turno quando è arrivato il mio babbo si sono abbracciati che c’erano degli uomini che cercavano di vedere se riconoscevano qualcuno dei suoi famigliari e hanno detto “Guarda qua, le case bruciano tutte, qui c’è un cumulo di cadaveri, i miei non li trovo più senz’altro in questo cumulo.”

P.M. – Lei quindi ha anticipato di aver visto qualcosa di particolare cioè ha visto un corpo che si distingueva dagli altri per gli indumenti che indossava ..

TESTE BERRETTI – Sì, c’era un cumulo di proiettili dalle scuole per andare al museo che non ne ha un’idea perché lì c’avevano piazzato la mitraglia, poi dopo c’era un militare tedesco sopra, in cima, ce l’avevano tirato per ultimo così bocconi ed era sempre .. nella schiena e giù le gambe le scarpe tutte intatte.

P.M. – Lei dice un militare tedesco, io le chiedo perché lo indica come un militare tedesco ? Che segni .. ? Da cosa lo riconobbe come tale ?

TESTE BERRETTI – Dal senso della divisa che era una divisa mimetica come quelli che erano arrivati a senari.

P.M. – Che parte della divisa si vedeva ?

TESTE BERRETTI – Si vedeva la schiena, giù il sedere e le gambe per dietro e le scarpe e poi quegli uomini che erano lì gli dissero al mio babbo “Si guarda di portarlo fuori che ancora è salvabile ?” Provarono però il fuoco e il fumo non ce la fecero perché il fuoco avvinceva.

P.M. – Quindi il calore non consentì di levarlo da quella catasta.

TESTE BERRETTI – Era un calore immenso.

P.M. – Vide delle insegne militari ?

TESTE BERRETTI – No, no ..

P.M. – Quindi solo la mimetica vide lei.

TESTE BERRETTI – Io ho visto solo che la tuta mimetica; il babbo e altre persone dicevano che era un militare tedesco, poi si conosceva un certo Bartolucci Adolfo e il parroco don Innocenzo Lazzeri che era sulla parte del nord anche lui in terra ..

P.M. – Queste erano altre due vittime presenti ..

TESTE BERRETTI – Sì, c’era Bartolucci Adolfo che era un cittadino lì di Sant’Anna che abitava sulla piazza della chiesa e c’era il parroco don Innocenzo Lazzeri, medaglia d’oro, che prima di morire dicevano che aveva cosparso la benedizione per tutti e poi noi abbiamo proseguito. Arrivati al campanile lì c’era un cumulo di cadaveri anche lì però erano in forma di girotondo, ce n’erano sette o otto e uno era seduto sopra una sedia con una coperta in collo. Eravamo io, il babbo e la mamma e il babbo gli disse alla mamma “Guarda, quello lì lo hanno bendato prima di morire, vedi brucia dai piedi, a quest’ora brucia dai piedi ?” le altre persone erano un po’ distanti, dice “Aspetta, voglio contarli ..” però ogni tanto gli diceva che mi allontanasse me, ma io sortivo di qui e andavo di là perché anch’io ero curioso di vedere, sicchè provò a contarli e poi disse “Sono sette o otto, anche qui non ci si può andare, è come sulla piazza, troppo fumo e troppo calore.” Poi noi abbiamo proseguito il nostro cammino giù in direzione Val di Castello.

P.M. – Senta, tornando un attimo indietro le chiedo questo: nei giorni che precedettero appunto il 12 agosto lei vide dei partigiani in Sant’Anna di Stazzema, a Sennari o nei dintorni ?

TESTE BERRETTI – Io ne vidi anche il giorno dopo. I giorni avanti era normale vederli, i giorni avanti.

P.M. – Frequentavano le vostre case ? Scendevano alle vostre case ?

TESTE BERRETTI – Qualcuno sì, c’era dei mongoli, qualche tedesco anche insieme a loro, io ero sempre tra i partigiani perché noi avevamo a quel tempo ..

P.M. – Le vorrei chiedere una precisazione: dei mongoli, qualche tedesco intende dire che si erano uniti ai partigiani italiani ?

TESTE BERRETTI – Sì, un mongolo l’ho visto anch’io.

P.M. – Un mongolo quindi una persona che aveva dei tratti somatici di quel tipo che lei ritiene che appartenesse all’esercito tedesco o che combattesse .. ?

TESTE BERRETTI – No, era insieme ai partigiani.

P.M. – Ma ritiene che fosse un disertore ?

TESTE BERRETTI – Penso di sì.

P.M. – Quindi un mongolo e anche altre persone ?

TESTE BERRETTI – Un tedesco.

P.M. – Lei ebbe modo di vederle queste persone ?

TESTE BERRETTI – Io l’ho sempre vedute perché le ho detto tra i partigiani c’ero tutti i giorni, finita la scuola oppure quando non c’era più la scuola noi avevamo un pezzetto di terra, lì portavo le pecore al pascolo e il comandante diceva “Se sentite dei tiri allontanatevi subito, andate in zona bianca.”

P.M. – Senta, questi disertori chiamiamoli così, parlavano italiano ?

TESTE BERRETTI – Quel mongolo lì si, capiva anche poco.

P.M. – Qualche parola ..

TESTE BERRETTI – Eh, ben poco.

P.M. – Era un po’ di tempo che stavano con i partigiani questi due ?

TESTE BERRETTI – Ora non ricordo ma come minimo erano venti giorni.

P.M. – I partigiani venivano da voi anche per chiedere cibo, qualcosa da mangiare, da bere ?

TESTE BERRETTI – Io ai partigiani avevo l’incarico di dargli mezzo latte di queste otto pecore che c’erano e poi a volte gli dava un po’ di roba, tant’è vero che il comandante partigiano Bandelloni al mio babbo aveva fatto un foglio che gli aveva fornito tre o quattro agnelli, un po’ di legna e un po’ di fieno. Io questo foglio l’ho consegnato ad un certo Antonini di Viareggio, un comandante che era anche sul Monte Gioia ..

P.M. – Comunque ha avuto dai partigiani questo foglio che testimoniava questo contributo ..

TESTE BERRETTI – Sì però non è stato eseguito nel tempo giusto di conseguenza non è stato avuto niente.

P.M. – Chiederei ancora una precisazione: lei ha detto che in un primo momento presso le vostre case arrivarono tre tedeschi e ha detto che uno era il capo ..

TESTE BERRETTI – Sì, erano in fila indiana.

P.M. – Dava degli ordini, ha potuto capire questo ?

TESTE BERRETTI – Niente, io ho capito solo la risposta che dava alle signore, gli diceva “Niente sapere.” Era lui che ha chiesto bere per tutti, insisteva “Bere, bere ..”

P.M. – Ma guidava gli altri due ?

TESTE BERRETTI – Guidava gli altri due lui.

P.M. – Anche quando arrivarono gli altri 15-20, in questo numero li ha indicati, lei vide se c’era una persona che li guidava, che li comandava ?

TESTE BERRETTI – Io vidi quello di testa che aveva una retina qui in faccia, era lui e poi anche quegli altri dietro che dicevano “Val di Castè..” A qualcuno diedero anche delle spinte, a me non mi dettero nulla, io camminavo da me e ci avevano incolonnato verso Val di Castello.

P.M. – Che armamento avevano i militari tedeschi che ha visto quel giorno ?

TESTE BERRETTI – Io ho visto delle bombe a mano perché mi garbavano vederle ma non è che possa distinguere..

P.M. – Avevano dei fucili mitragliatori ?

TESTE BERRETTI – Questo non lo posso confermare perché sa, quando siamo ragazzi non si giudica ..

P.M. – Portavano delle armi pesanti cioè trainavano qualcosa, qualche mortaio o delle casse .. ?

TESTE BERRETTI – Io delle armi pesanti le ho viste alla foce di Compito in casa mia ai partigiani, avevano come una mitraglia.

P.M. – I tedeschi quel giorno non .. ?

TESTE BERRETTI – Li ho visti ripeto così poi ..

P.M. – Non li ricorda trasportare nulla di ingombrante, di pesante ?

TESTE BERRETTI – Io no.

P.M. – Non ho altre domande.

TESTE BERRETTI – Volevo dire che io a quei tempi ero un balilla e andavo a scuola, c’era un segretario del Fascio a Sant’Anna come in tutte le altre parti e questo segretario del Fascio che abitava alle Case dove parlavo prima di quella Mancini Marietta .. ecco come si svolgono queste cose, è misterioso questo eccidio, gli diceva ha sempre detto questa Marietta “Voialtri se vengono qui i tedeschi o i fascisti non abbiate paura, anche gli uomini che sono qui nella borgata che rimangano pure che dove sono io non c’è pericolo” e in effetti in quella borgata gli uomini sono rimasti quasi tutti. Un’altra signora che io c’ho una testimonianza che era rimasta sola e l’aveva presa il maestro Palagi che aveva fatto anche il libro di Chiesa Nuova e si chiamava Lazzeri Giuseppa se non erro e i raccontò che questo Bertelli Rinaldo che era segretario del Fascio quando sono riscesi i tedeschi giù dalla borgata dei Franchi, lui è andato incontro ai tedeschi con un pacco di fogli e l’ha offerti al tedesco in testa. Questo tedesco in testa se li è messi qua sopra la mano, ha cominciato a sfogliarli, ne ha letti un po’ poi li ha presi e li ha tirati via; si è levato il fucile dalla spalla e lo ha mitragliato quindi quello vuol dire che c’erano dei collegamenti, non si può dire .. perché l’eccidio di Sant’Anna è un grosso mistero, il mio babbo aveva giudicato che era l’eccidio più sporco d’Italia e infatti è vero.

“(…)”

Operazione del 12 agosto 1944. Interrogatorio di Angiolo Berretti da parte del’avv. Amati (Legale nominato da Gerhard Sommer, ex sottotenente SS).

Dall’interrogatorio emerge la convinzione del testimone che l’operazione del 12 agosto 1944 fosse programmata per un saldamento di conti tra fascisti e partigiani.

“(…)”

AVV. AMATIDifesa Sommer. Una precisazione veramente brevissima: lei al mio collega ha detto che i tedeschi quando sono saliti a Sant’Anna sono saliti facendo delle strade che neanche voi conoscevate, vuole dire che erano sentieri impervi o sentieri nascosti .. può precisarmi questo aspetto ?

TESTE BERRETTI – L’eccidio di Sant’Anna sono passati in zone che neanche noi del posto .. avevano delle guide caro lei, perché lì c’era un principio di far prendere i partigiani.

AVV. AMATI- Quindi lei ritiene che per il fatto che questi sentieri, queste stradicciole erano poco conosciute per farli avrebbero avuto bisogno di guide del posto.

TESTE BERRETTI- Ma certo, c’erano delle guide del posto perché c’era del rancore fra fascisti e partigiani, i fascisti volevano far pigliare i partigiani e poi c’hanno lasciato la pelle.

AVV. AMATI La ringrazio.

(…)

La questione partigiana nell‘interrogatorio di Angiolo Berretti da parte dell’avv. Buondonno ( Legale nominato d’ufficio per l’ex sottoufficiale Ss Karl Gropler)

AVV. BUONDONNO – Lei a proposito dei partigiani ci ha detto che bene o male frequentavano Sant’Anna e in qualche modo .. lei addirittura aveva il compito come dire, continuativo, di fornire loro del latte ?

TESTE BERRETTI – Ma sarà stato un litro di latte, non era mica dei fiaschi, c’erano otto pecore e mezzo lo davo a loro.

AVV. BUONDONNO – Lei quanti anni aveva ?

TESTE BERRETTI – Undici e mezzo.

AVV. BUONDONNO – Chi le aveva dato questo compito ?

TESTE BERRETTI – Il babbo me l’ha dato, perché glielo avevano ordinato i partigiani, si vede anche a loro un goccino di latte gli faceva comodo perché purtroppo anche quelli ..

AVV. BUONDONNO – Quindi su ordine dei partigiani ?

TESTE BERRETTI – Sì, ordine dei partigiani. Veniva uno lo pigliava in una tazza, in una catinella, glielo davo ed eravamo tutti contenti.

AVV. BUONDONNO – Avrebbe potuto suo padre dire di no ?

TESTE BERRETTI – E va beh, erano tutti uomini, giovanotti .. i momenti che si correva tutti avevamo fame, io sentivo sempre che diceva la mia mamma “Che vuoi che sia un goccio di latte anche a quei giovanotti ?!”

AVV. BUONDONNO – Suo padre era partigiano ?

TESTE BERRETTI – No, mio babbo era un uomo .. (inc.) non era né partigiano né fascista.

AVV. BUONDONNO – Senta, lei poi ha detto “Vidi i partigiani anche il giorno dopo la strage.”

TESTE BERRETTI – Ora glielo segnalo, posso parlare ?

AVV. BUONDONNO – Certo.

TESTE BERRETTI – Io sono stato nel ’59-’60 consigliere nel comune di Stazzema e mi fu dato un documento che ora gli spiego: io il 15 o il 18, in quei giorni lì, ho incontrato un certo Maselli Rocco, chi lo chiamava Rocco e chi lo chiamava Maselli Renato..

AVV. BUONDONNO – Mi scusi, il 15 0 il 16 di che mese e di che anno ?

TESTE BERRETTI – Si parla sempre dell’agosto ’44; questo partigiano l’avevo visto tantissime volte a Sant’Anna perché era una persona .. i partigiani a Sant’Anna facevano gli spostamenti, una volta comandava il tenente Villa, un’altra volta il comandante Tillona .. lui però rimaneva sempre nella zona, non so quale fosse il motivo, non si spostava, stava per lì. Una volta gli disse al mio babbo “Mi dai un paio di pantaloni borghesi e una giacchetta e io ti do un bel giubbetto americano e un paio di pantaloni.” Allora quello lì fu processato insieme ad altri cinque e a Ponte Stazzemese c’è un documento che c’erano cinque partigiani processati per ladri perché quelli lì ..

AVV. BUONDONNO – Cioè per aver compiuto dei furti ?

TESTE BERRETTI – Perché anche i partigiani c’erano di diverse specie e quelli lì così .. L’ho incontrato in quei giorni lì e la mia mamma gli ha detto “Ma come avete fatto a lasciarci soli, indifesi ? Hanno ammazzato anche le mie figliole ..” e lui ha detto “Lo so che l’hanno ammazzate”, gli ha dato mille lire di quelle americane alla mia mamma, ero lì anch’io, e gli ha detto “Fategli dire tante messe.” Poi lui ha proseguito verso Farnocchia e noi abbiamo proseguito verso il centro del paese. Penso che ci sarà sempre quel documento lì a Stazzema, io lo detti a uno di Sant’Anna.

AVV. BUONDONNO – E questo episodio è avvenuto qualche giorno dopo la strage ?

TESTE BERRETTI – Sì, dopo la strage, cinque o sei giorni .. lui girava sempre perché Sant’Anna la conosceva bene.

AVV. BUONDONNO – Mi scusi, cerchiamo di capire, lei ha riferito questo episodio in cui alcuni partigiani qualche giorno dopo la strage avrebbero avvicinato la sua famiglia .. ?

TESTE BERRETTI – No, non ci capiamo, io ho visto solamente quel partigiano, Maselli Renato o Rocco, che i giorni dopo il 12 agosto frequentava ancora Sant’Anna, ha incontrato la mia mamma e gli ha detto la mia mamma “Ma come avete fatto a lasciarci soli, indifesi ?!” Lui non ha dato risposta a quello, la mia mamma ha detto “Mi hanno ammazzato anche le mie due figliole che una aveva diciannove anni e una ventidue..” e lui gli ha detto “Lo so.” Si è levato mille lire dal portafoglio, quelle mille lire americane strette e lunghe e gliel’ha date e gli ha detto “Fategli dire tante messe.” Poi lui ha preso a levante e noi abbiamo preso a ponente perché si andava al cimitero dove erano già seppellite le mie sorelle, quindi erano già dei giorni dopo il 12 agosto che lui frequentava sempre Sant’Anna per qualche motivo. Quello lì presumo che fosse un ladro perché sono stati cinque partigiani processati per ladri perché a Ponte Stazzemese c’era un documento nel ’59-’60 di quelle persone là.

AVV. BUONDONNO – Un’ultima cosa: lei riferì nell’occasione in cui è stato ascoltato alla stazione carabinieri di Pietrasanta il 14 marzo 2003 a proposito delle cause dell’eccidio il parere di suo padre, ce lo può riferire ? Cosa pensava suo padre ? Perché è successo questo ?

TESTE BERRETTI – Mio babbo ha sempre detto che era l’eccidio più sporco d’Italia.

AVV. BUONDONNO – Per quale motivo ?

TESTE BERRETTI – Perché le autorità italiane se lo avevano fatto subito quello che state facendo voialtri ora, se lo avessero fatto subito nel ’48 la verità era già fuori da quel tempo perché in questo eccidio ci sono delle responsabilità di persone italiane, non c’è nessuno pulito: i partigiani hanno le loro colpe, i fascisti hanno le loro colpe, i tedeschi hanno le loro colpe e c’è un discorso .. si cerca sempre tutto di chiudere, finisce che la colpa è di quei tedeschi lì e basta, gli italiani non li cerca nessuno. Io ho sentito tante volte, non li faccio , ma da gente di Sant’Anna che facevano i nomi di persone: ce n’erano di Camaiore, di Pietrasanta, di Seravezza, di Stazzema e di Querceta però non li cerca nessuno, nessuno. Hanno fatto delle strade che anche per noi del posto erano sconosciute eppure le hanno fatte.

AVV. BUONDONNO – Senta, a questo proposito lei ebbe a dire “Il fatto che sia stato tolto ..”

PRESIDENTE – No, facciamo la domanda.

AVV. BUONDONNO – Era quella di prima sulle cause dell’eccidio.

PRESIDENTE – Ma è una contestazione ?

AVV. BUONDONNO – Sì.

PRESIDENTE – Perché ha detto qualcosa di diverso ?

AVV. BUONDONNO – Perlomeno di non preciso. Sempre in merito alle cause che secondo il vostro parere hanno portato alla strage lei ha espresso nel solito interrogatorio un suo punto di vista, se ci può riferire secondo lei il motivo per il quale .. il vero motivo per il quale i tedeschi si sono scatenati in questo modo.

TESTE BERRETTI – Io questo non lo so.

AVV. BUONDONNO – Allora le faccio la contestazione, non stiamo parlando ovviamente di giustificazione signor Berretti, stiamo parlando soltanto della causa scatenante “Il fatto che sia stato tolto il manifesto e messo quello dei partigiani secondo me ha fatto ritenere ai tedeschi che tutta la popolazione fosse d’accordo con i partigiani.”

TESTE BERRETTI – Quello è chiaro, si va per logica, la gente diceva così.

AVV. BUONDONNO – Non ho altre domande.

“(…)”

E’ davvero sorprendente che la deposizione di Angiolo Berretti sia stata commentata sul quotidiano Il Tirreno dall’allora sindaco di Stazzema, Michele Silicani, come una testimonianza di cose risapute.

« La storia non è affatto nuova – dice il sindaco – ed in effetti dell’ordine tedesco di lasciare le abitazioni si è parlato tante volte. Ma occorre precisare che si trattava di un ordine assai generico, nel senso che si rivolgeva a tutta la popolazione della costa versiliese. Anche il presunto manifesto del Comando partigiano, privo di qualsiasi timbro, si rivolgeva “a tutti i versiliesi”. A Sant’Anna dunque non c’erano, fino al 12 agosto, motivi per ritenere di essere in pericolo più di altrove, che un attacco delle Ss fosse imminente proprio in quel paese».

Da osservare che nessuna memoria del superstite è raccolta nel libro Sant’Anna di Stazzema 12 agosto 1944 I bambini ricordano di Oliviero Toscani, edito per Feltrinelli nel luglio 2003, come nessun riferimento ad Angiolo Berretti si riscontra nel libro Vite bruciate di Claudia Buratti e Giovanni Cipollini, edito nel 2006. Angiolo Berretti è stato una voce fuori dal coro, così come ha ricordato la nipote Romina al ministro Maria Elena Boschi

(Giuseppe Vezzoni,addì 30.6.2015)

Venticinquesimo di attività di Panacea

Buongiorno, si invia in allegato il nostro augurio per 25 anni di attività di Panacea, centro estetico di Seravezza. Vi saremmo grati se poteste inserirlo nella nostra cronaca locale. Cordiali saluti

Associazione Turistica Pro Loco Seravezza, Il Presidente Stefano Forno

Seravezza_ L’Associazione Pro Loco Seravezza augura a Catia Agostini, titolare del centro estetico Panacea di Piazza Carducci che quest’anno festeggia 25 anni di attività, di proseguire con la stessa passione e dedizione per altrettanti anni. Coglie l’occasione per ringraziare pubblicamente la signora Catia, che da sempre si rende disponibile ad aiutare la Pro Loco nelle manifestazioni che organizza. Tantissimi auguri, cara amica nostra!!!

Oggi tutta pianura: Ripa, Vallecchia, Pietrasanta, Valdicastello, Cicli Aliverti (due volte), Mulina di Stazzema

Da Giuseppe Vezzoni, addì 30.6.2015

Stamani abbiamo pedalato per la Versilia o peringiù, come ci ha detto un amico trovato la seconda volta che siamo passati da Cicli Aliverti, sull’Aurelia, presso la Conad di Pietrasanta. Infatti, siamo dovuti ritornare mezzora dopo da Fiorenzo per il primo problemino che ha avuto il cambio della bici nuova: la leva non riusciva più a scalare sulla moltiplica piccola. Dopo 1300 km percorsi, il cambio doveva essere lubrificato per rispondere al comando. Siamo rientrati fino a Pontestazzemese (dovevamo fermarci per acquistare il pane) insieme ad un amico che come noi pedala ogni giorno. Ci ha esortato a scrivere che le strade vanno pulite, perché fanno veramente schifo e costringono ad un maggiore scostamento dal lato destro a causa della vegetazione che supera di molto la linea bianca di margine. Gli abbiamo risposto daverlo scritto anche ieri . Ovviamente non riportiamo il nome per evitargli eventuali ” rimbrotti”. Pedalare con Vezzoni non depone bene a Stazzema.

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