Libera Cronaca da Italia bene comune 1569 del 10 e 11 giugno 2015

Libera Cronaca da Italia bene comune 1569 del 10 e 11 giugno 2015

# Je suis Charlie

# No al facismo”

# Se togliendo i diritti agli operai si incentiva l’Occupazione, perché non togliere i diritti -privilegi ai politici italiani per incentivare la Democrazia?

Dal numero 1536 qualunque e-mail che sarà pubblicata sul blog liberacronacachenonce sarà anticipata da nome, cognome del soggetto che l’ha inviata e da questa SPECIFICAZIONE: il blog non si assume nessuna responsabilità in ordine alla veridicità delle comunicazioni. Ciò non ci esime eventualmente dall’ intervenire su quanto riteniamo pregiudizievole. E’ assicurato il diritto di replicare.

Blogger Giuseppe Vezzoni

Produzione debole in aprile -0,3% rispetto a marzo

Nonostante il boom dell’auto, l’Istat ha reso noto che nella produzione industriale del mese di aprile è ritornato il segno meno rispetto a marzo: – 0,3% . Bene invece il dato annuale: +3,8%. L’arretramento di aprile dimostra che la ripresa è debole e che ancora non coinvolge tutte le produzioni.

Il pittore Antonio Ciccone espone sabato a Cardosoautoritratto

Dal 13 giugno al 31 agosto al Palazzo della Cultura in Cardoso la mostra di Antonio Ciccone in omaggio a Nerina Simi. Inaugurazione il 13 giugno 2015 al Palazzo della Cultura in Cardoso. Il Sindaco di Stazzema Maurizio Verona e l’assessore alla cultura Serena Vincenti: ‘Un appuntamento straordinario e un omaggio al nostro territorio’

Da Michele Morabito, funzionario Ufficio Cultura del Comune di Stazzema,addì 10.6.2015INVITO MOSTRA ANTONIO CICCONE

Stazzema_ Pochi giorni ancora prima dell’attesa inaugurazione della mostra di Antonio Ciccone al Palazzo della Cultura in Cardoso di sabato 13 giugno alle ore 17,30 e che proseguirà per i mesi di giugno, luglio e sino al 30 agosto. Antonio Ciccone è uno dei più importanti pittori viventi e vive e lavora a Firenze, dove si è trasferito dal 1954 per frequentare gli studi darte di Pietro Annigoni e di Nerina Simi e la Scuola Libera del Nudo allAccademia delle Belle Arti. Ciccone ha vissuto tra lItalia e gli Stati Uniti per molti anni, tenendo più di 175 mostre personali e le sue opere si trovano in musei e collezioni private. È famoso per i suoi ritratti, le composizioni e i paesaggi, con varie tecniche: carboncino, china, olio, acrilico e affresco. Molti di essi, compresi alcuni autoritratti come quello che è l’immagine simbolo della mostra, saranno in esposizione a Cardoso durante questo appuntamento che è davvero una perla nel panorama dell’offerta culturale versiliese di questa estate 2015. Antonio Ciccone ha un rapporto privilegiato con Stazzema in quanto è forse il più famoso degli allievi di Nerina Simi figlia di Filadelfo, di cui frequentò la scuola d’arte agli inizi della sua carriera. Già lo scorso anno Ciccone fu presente con due opere alla fortunata mostra degli allievi di Nerina Simi: quest’anno l’Amministrazione Comunale ha fortemente voluto questa mostra antologica e personale che ospiterà circa 40 opere di Antonio Ciccone con i suoi ritratti di personaggi celebri, ritratti di famiglia, uomini e donne comuni, soggetti religiosi, gatti che sembrano guardare negli occhi chi li osserva, animali che pascolano, colti nel loro quieto vivere, atleti impegnati in un elegante danza e paesaggi.immagine manifesto

Antonio Ciccone”, commentano l’assessore alla cultura Serena Vincenti e il Sindaco di Stazzema, “è un esploratore della natura e dell’anima, un maestro nel cogliere gli attimi dell’esistenza e di fronte alla delicatezza delle sue opere non si può che trattenere il respiro, avvicinandosi con una certa sacralità ad ognuna di esse per scoprire la maestria di questo grande artista, un vero artista. Questa mostra straordinaria, è un occasione per conoscere meglio l’arte di Antonio Ciccone, e per l’Amministrazione l’occasione per proseguire un cammino di valorizzazione culturale del e nel nostro territorio cominciato lo scorso anno con cui vogliamo far tornare l’arte a Stazzema e portare la nostra cultura fuori dai confini della Versilia. Stazzema è stata nel ‘900 un luogo del dibattito culturale a livello nazionale ed internazionale con la presenza di numerosi artisti che si riunirono attorno alla figura di Filadelfo Simi e alla sua scuola ma non solo. Oggi portiamo a Stazzema una mostra creata ad hoc e presentata per la prima volta a e per Stazzema grazie alla cura della figlia, Tiana Ciccone e alla presentazione critica della Dott.ssa Cristina Acidini alle quali va il nostro più sentito ringraziamento. Siamo molto grati al Maestro per aver desiderato esporre le proprie creazioni al Palazzo della Cultura di Cardoso condividendo con i cittadini versiliesi la preziosità delle sue opere che fanno di questo evento uno degli appuntamenti estivi più importanti della Versilia”.

Sono contento che la centralina di Cardoso rientrerà in funzione sabatoIMAG0234_1

Da Alvaro Avenante, addì 10,6,2015

Stazzema_ Caro Giuseppe, ho provato un vero piacere nell’apprendere che la centrale idroelettrica tornerà a funzionare, forse già da sabato.

Sono veramente contento. Finalmente ripassando vedrò e sentirò l’acqua scorrere, affluire all’invaso. Come cittadino contribuente, non del comune di Stazzema, ma dell’Italia del magna magna, proverò soddisfatto nel vedere qualcosa funzionare.

Personalmente, tu lo sai, i miei interventi sono a pelle. E’ vero, non mi documento, e, sempre, mi dimentico dei tempi biblici che ha la burocrazia. Sono un estemporaneo che manifesta, se manifesta, l’immediato. Sempre senza alcun interesse di parte ma da cittadino. Sto polemizzando. Mi spiace. Basta. Nella brevità dell’intervento ho chiuso con quella frase, che nell’occasione era un appello a rimettere in moto la centrale del Cardoso, ma soprattutto un aperto, accorato NO contro la realizzazione delle centraline idroelettriche nel Serra e nel Vezza.

Re: Ci vorrebbero tanti Avenante. Forse la maggioranza dei cittadini è documentata e per questo nessuno solleva le molte questioni. Non sei polemico, sei solo un CITTADINO, ovviamente non di parte. Siamo onorati di ospitarti ancora, siamo con chi scrive ciò che pensa e ciò che vede. Ma ti rendi conto di quali templi biblici servirebbero se dovessimo informarci sul perché di tante buche nelle strade, tanto per sottolineare una problematica terra terra. La maggioranza dei cittadini evidentemente è informata, conosce il motivo, lo condivide e per questo tace in eterno.  Noi, se vediamo una buca, lo scriviamo. Non ci andiamo a informare sul perché della buca. Non ci interessa. Ci interessa la buca che non dovrebbe esserci. In questo paese chi è disinformato informa, chi è informato disinforma. Non sapevamo che da settembre la centralina era chiusa e che a così poco tempo dell’inaugurazione avesse necessità di un intervento per risolvere la perdita d’acqua dai tubi. Non sappiamo quanto costerà questo intervento manutentivo ma sono occorsi più di otto mesi per concretarlo.

Per quanto riguarda Angiolo Berretti

Da Paolo Paoletti,addì 10.6.2015

A mio avviso sei il solito incorreggibile: ammetti che Angiolo Berretti aveva raccontato l’episodio come t’avevo detto (uomo di poca fede) ma lì ti fermi. Nascondi le cose fondamentali:

uno) non dici da chi fu ucciso. Dai tedeschi o dai fascisti ? È evidente che non volle prendere posizione.

due) taci il suo nominativo: Rinaldo Bertelli aveva 26 anni e faceva il contadino. Non si fa storia e neppure cronaca tacendo questi dati fondamentali. Ti ricordi che sono passati settant’anni

RE: Ciò che abbiamo scoperto è stato pubblicato su un un quotidiano, che non riporta il nome del segretario del fascio e, tra l’altro, lo identifica come di Stazzema. Pertanto il nome l’hai fatto tu. L’ affermazione rilasciata alla stampa è a tutti gli effetti una testimonianza pubblica e quindi ufficiale del superstite Berretti, da poco scomparso. L’allora sindaco di Stazzema Silicani ha subito cercato di diminuirne la portata. Il giornale riporta che a uccidere il segretario del fascio furono i tedeschi. Quella di Sant’Anna è la strage più sporca d’Italia” , dice Berretti, che ha voluto così riportare il pensiero di suo padre. È una testimonianza che si differenzia dalle molte raccolte perché senza mezzi termini dice di aver visto il foglio tedesco che intimava lo sfollamento e che le donne lo leggevano. << Poi fu tolto dichiara Berretti- e al suo posto comparve un manifestino firmato dal Comando partigiano. C’era scritto*: se i tedeschi vi attaccano, vi difendiamo noi. Non andate via…

Poi Berretti tira in ballo anche i fascisti locali. << Il segretario del Fascio, a Stazzema, rassicurava tutti. Finché ci sono io non succederà niente. Quando arrivarono i tedeschi gli andò incontro con un mazzo di fogli. Le Ss glieli buttarono via e gli spararono…”. Berretti racconta l’arrivo dei tedeschi a Sennari: prima tre e poi una decina. Fra questi ultimi ci dovevano essere anche degli italiani, “perché Daniele Mancini – rivela Berretti- ne riconobbe uno. Gli disse: Sei qui anche tu ? E lui si tolse il fucile dalla spalla e l’ammazzò perché era stato riconosciuto”.

* Ovviamente il superstite ha riassunto con le sue parole il senso del bollettino partigiano

Pedalata di stamani: Mulina, Ruosina, Zingola, Basati, Minazzana, Azzano, Minazzana, Basati Zingola, Ruosina Mulina.DSCN0625

Da Giuseppe Vezzoni,addì 10.6.2015DSCN0628

Trentadue km abbastanza tosti quelli della pedalata di stamani che ci ha portato ad Azzano e ritorno passando dalla località Zingola. E’ un percorso lungo il quale di incontrano poche macchine e si possono ammirare scorci delle Apuane e della Marina estremamente suggestivi e quando l’aria è pulita sicuramente memorabili. Forse stimolati dal racconto che ieri ha fatto l’amico Alberto Bitossi, abbiamo deciso di fare il percorso in bici per ritrovare lungo la via quelle sensazioni già raccontate. Le fioriture primaverili stanno scomparendo dai poggi mentre il silenzio si sta impregnando di un filo di malinconia per l’approssimarsi del momento in cui le giornate torneranno a calare, sia come luce sia come numero.DSCN0630 Chi va in bici in solitudine e in compagnia dei 66 anni come siamo soliti fare percepisce questo momento di svolta dell’anno, si sente trattenuto nel liberare le emozioni . Sa che nella clessidra della vita la sabbia della salute e della forza sta per finire, che tanto abbiamo avuto e che tanto non si può più pretendere né aspettare. Saliamo ogni giorno a questa gioia della salute e, a volte, pedalare con nella testa e nel cuore la riconoscenza fa bene, anche se dobbiamo avanzare in una patina di malinconia. Come stamani.

Lo Stelvio o il Ghiacciaio Solden sono inarrivabili

Da Licio Corfini, addì 10.6.2015

Carissimo Giuseppe, sarebbe bene se qualche volta riuscissimo a fare una pedalata insieme con Roberto e Alberto. Ho letto la poetica relazione del Bitossi sull’allenamento svolto nelle Apuane in preparazione dell’Abetone, e del suo tentativo di farmi appassionare alla camminata. Indubbiamente mi piace camminare con i bastoncini in Montagna, soprattutto sull’Appennino, tanto che spesso organizziamo gite insieme, ma difficilmente un ciclista che da oltre 40 anni pratica con passione questo sport, sognato fino da bambino, potrà rinunciare alla bicicletta. Ricordo sempre con nostalgia che i miei genitori non mi potevano comprare la bicicletta da corsa e, alla mia ingenua richiesta di una Legnano o Bianchi o Atala, mi rispondevano se la volevo “gialloaspettalo” o verdestallà”. Non appena, a vent’anni, ho potuto, con un lavoro da studente, mettere da parte una somma sufficiente all’acquisto, mi sono comprato una bicicletta Anquetil che non era proprio giusta come misura, e allora me l’ha aggiustata Giacomo Fini, che per me era un mito.

Da allora ho fatto tanti chilometri, scalando salite di ogni tipo e bellezza, e posso replicare ad Alberto che nessuna corsa o passeggiata in montagna mai potrà eguagliare l’ emozione della scalata dello Stelvio o quella al Ghiacciaio Solden in Austria a 2.800 metri di altezza. Ho poco tempo per scrivere, ma mi piacerebbe far capire a persone come Olobardi che una cosa è la maleducazione purtroppo di tanti ciclisti, un’altra è la passione di quelli veri. A presto,saluti.

Retrospettiva di Marta Gierut “Poesie e opere”.La scultrice, poetessa e pittrice Marta Gierut (foto di Daniele Bertoni)

Marina di Pietrasanta (Lucca) “La Versiliana” – Viale Morin n°16 – c/o Green House.

A cura di Lodovico Gierut. Dal 2 al 12 luglio 2015. Inaugurazione 2 luglio 2015, ore 18,00. Orario 16,30-22,30. Ingresso libero.

In mostra: sculture, disegni, dipinti, poesie.

Nel tutto è compreso un ‘Omaggio a Marta Gierut’, con fotografie di Daniele e di Emanuele Bertoni che furono scattate qualche tempo prima della tragica scomparsa della versatile creativa (Pietrasanta1977-Massarosa 2005).

Documentazioni: Volume “Il volto e la maschera, poesie e opere”, Editoriale Giorgio Mondadori, Milano 2012, con scritti di Manlio Cancogni, Giovanni Faccenda, Rosangela Mura, Roberto Valcamonici.

Vari gli interventi ufficiali programmati nel corso dell’inaugurazione.

Sono previsti – nello spazio temporale dell’esposizione – incontri dedicati sia alle liriche ed alle opere d’arte di Marta Gierut, sia momenti di approfondimento connessi alle tematiche della sua espressività assieme a medici, letterati, giornalisti, fotografi, artisti e via dicendo.

Notizie su Marta Gierut.

Marta Gierut è nata a Pietrasanta (Lucca) l’11 settembre 1977 ed è deceduta per propria volontà a Massarosa il 30 agosto 2005.

Allieva del pittore e scultore Franco Miozzo (1909-1996), ha frequentato dapprima l’Istituto Statale d’Arte “Stagio Stagi” di Pietrasanta, quindi l’Accademia di Belle Arti di Carrara (discutendo nel 2000 una tesi proprio su Franco Miozzo), studiando altresì per un paio d’anni in ambito universitario a Firenze onde approfondire interessi etici e letterari.Marta Gierut, 'Omaggio a Piero Bigongiari', scultura in resina patinata con ossidi, h cm 28,5, 1995

Conoscitrice dell’opera dei vari Majakovskij, Van Gogh, Hesse, Giovanni Paolo II, Piero Bigongiari (al quale ha fatto nel 1995 una scultura-ritratto), sue opere sono state acquisite – tra l’altro – da: Museo dei Bozzetti di Pietrasanta (ove è stabilmente conservato il gesso originale della scultura del 2004 “Omaggio a Marco Pantani”); il Museo della Resistenza del Comune di Stazzema; il Museo della Carta di Pescia; il Telesiamuseum di San Roberto; il Museo Marco Pantani di Cesenatico; il Museo Ugo Guidi di Forte dei Marmi; i Comuni di Forte dei Marmi e di Cascina; la Parrocchia di S. Antonio di Padova a Marina di Pietrasanta e la Collezione d’Arte dell’Associazione “Renesans” di Zamosc (Polonia) dedicata al poeta Boleslaw Lesmian.

Un’opera scultorea si trova pure nella Collezione di Pietrasanta della BCC/Banca Versilia Lunigiana e Garfagnana.

Tra le pubblicazioni di Marta Gierut i volumi editi dal Comitato che la ricorda “Camminando in un’Anima” e “In Franco Miozzo”, nonché l’E-book “La valigia. Trentacinque poesie” visibile su you tube.

Di gran rilevanza il suo libro “Il volto e la maschera, poesie e opere” (Editoriale Giorgio Mondadori, Milano, 2012) avente interventi di Manlio Cancogni, Giovanni Faccenda, Rosangela Mura e Roberto Valcamonici, che è reperibile sul sito http://www.cairoeditore.it/libri (libri illustrati).

Per ricordarne convenientemente la figura è stata creato il Comitato Archivio artistico-documentario Gierut che dal 2006 svolge attività artistica e culturale, fattivamente impegnato in ambito socio-umanitario, per cui organizza a Pietrasanta sia il “Premio Marta Gierut” consegnando sia borse di studio, o altri aiuti economici ad Associazioni non finalizzate al lucro, sia riconoscimenti a persone che si sono distinte in ambito socio-culturale e del lavoro in genere, sia il Premio “La memoria è carta viva”.

E’ del febbraio/marzo 2013 la retrospettiva organizzatale dal Comune di Pietrasanta di concerto col Comitato Archivio artistico-documentario Gierut, a cura di Giovanni Faccenda, presso Palazzo Panichi, nel corso della quale sono state esposti oltre 150 suoi lavori grafici, scultorei e pittorici, quasi tutti fino ad allora inediti.

Notevole, come riconoscimento postumo, l’unanime conferimento, da parte della Commissione giudicatrice del Premio Carducci 2013 – presieduta da Alberto Bellocchio – della menzione d’onore alla memoria per il suo libro “Il volto e la maschera, poesie e opere” motivata “per le notevoli tracce con cui il suo talento di poetessa e d’artista versiliese ha segnato il suo breve e prezioso cammino”.

Il suo “Omaggio a Marco Pantani” (scultura/ritratto) è stato esposto nel settembre 2013 a Firenze, presso lo Storico Caffè “Giubbe Rosse”, in occasione dei Campionati del mondo di ciclismo su strada, con stampa di una cartolina commemorativa.

Suo è il monumento marmoreo intitolato “Il volto e la maschera” posizionato nel febbraio 2006 in Marina di Pietrasanta (Lucca), lato via E. Pea, inserito nel “Parco della Scultura” che ha tra l’altro lavori di Fernando Botero, Pietro Cascella, Novello Finotti, Jean Michel Folon, Franco Miozzo, Igor Mitoraj, Junkyu Muto, Viliano Tarabella, Marcello Tommasi, Kan Yasuda http://www.museodeibozzetti.com).

Su di lei ha scritto – all’inizio del 2013 – Eugenio Borgna del quale si riportano alcuni stralci di una lettera (inviata a Roberto Valcamonici, stante il dono del libro Il volto e la maschera, poesie e opere): “(…) Ho letto le poesie di Marta Gierut con intensa commozione, e con arcana stupefazione. Sono davvero bellissime e strazianti, e l’ombra inespressa, una frase qua e là serpeggia, della morte volontaria le rende ancora più affascinanti. Si resta quasi storditi dai bagliori delle immagini, e delle metafore; e feriti dal fiume di dolore, e di speranze recise, che le inonda. Sì, le analogie tematiche fra queste poesie e quelle di Antonia Pozzi sono struggenti: nel loro comune destino di solitudine, e di dolore. (…) Queste sono le mie prime impressioni; ma sono poesie che è necessario rileggere, come farò, perché in esse mi sembrano stratificarsi emozioni complesse, e talora insondabili nel loro mistero. L’edizione è splendida: come sa fare l’editoriale Giorgio Mondadori. (…) Amo, come lei, la poesia, e quella di Marta Gierut non mi sarà possibile dimenticarla (…). In fotografia rivela, direi, un volto screziato da uno sguardo, e da una intensità espressiva, folgoranti, e lancinanti. (…)”.

Una sua scultura è stata donata nell’aprile 2014 al tenore Andrea Bocelli nel corso dell’evento benefico “Arte per la Ricerca” organizzato a Forte dei Marmi (presso “La Capannina”) dall’Associazione per la Ricerca Neurologica (ARNo) e la medesima cosa ad agosto, stesso anno, al regista Dario Argento, sempre per l’evento con i medesimi fini “Arte per la Ricerca. La nostra Versiliana” a Marina di Pietrasanta (a “La Versiliana”).

Documentazioni sull’attività di Marta Gierut si trovano presso le massime Biblioteche e in vari Archivi specializzati, inserite – tra l’altro – nel Catalogo d’Arte Mondadori n°49 e n°50 rispettivamente del 2013 e del 2014, e nell’Enciclopedia d’Arte Italiana/Catalogo Generale Artisti dal Novecento ad oggi 2014 e 2015.

Da ricordare che nel luglio 2014 il G. E. Cinquemarzo le ha dedicato una sala nel corso della mostra di gruppo “Battito Creativo” organizzata presso Villa Paolina Bonaparte per l’evento “Viareggio, la città del cuore di Shelley”, con esposizione di vari dipinti.

Presente in mostre di gruppo, quali – nel 2014 – “Artisti x Forte 100”, nel Fortino di Forte dei Marmi, come a Pietrasanta a Palazzo Panichi “30 anni. Museo dei Bozzetti”, mentre nell’aprile 2015 è da citare sia una sua scultura bronzea, “Maschera”, esposta nella Galleria “Exlibris” della Biblioteca Pubblica di Zamosc (Polonia) attinente la “Collezione d’Arte dedicata a Lesmian”, organizzata dall’Associazione “Renesans”, sia una incisione su marmo inserita nella Collettiva “La memoria dell’olivo” (Palazzo Mediceo e Fondazione Arkad, Seravezza di Lucca).

La retrospettiva dedicatale a Marina di Pietrasanta (2-12- luglio 2015, presso lo spazio “Green House” intitolata “Poesie e opere”) consiste in suoi lavori grafici, sculture, dipinti e liriche, come varie foto che la ritraggono eseguite da Daniele e da Emanuele Bertoni.

‘Innovation, Institutions, Economy’

Da Accademia dei Parmnidei,9.6.2015

unnamed (1)

Il 25 giugno 2015 alle ore 11.00, presso il Palazzo Edison in Foro Buonaparte 31 a Milano, si terrà il terzo convegno del ciclo di conferenze ‘Innovation, Institutions, Economy’ organizzato in occasione di Expo da Fondazione Edison e Edison.

L’incontro dal titolo ‘Anything new on governance and growth of firms in a context of innovation and eco-innovation? Issues and results’ vedrà la partecipazione della prof.ssa Jackie Krafft del Centre national de la recherche scientifique – CNRS.

La filosofia di questo progetto di conferenze e l’elenco dei relatori è disponibile sul sito: http://www.fondazioneedison.it Ingresso libero dalle ore 10.30 fino ad esaurimento posti. Per accedere alla sala è necessario inviare la propria adesione all’indirizzo

info@fondazioneedison.it

Si allega l’invito.

Segreteria Fondazione Edison

Accademia dei Parmenidei

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

Una risposta a Libera Cronaca da Italia bene comune 1569 del 10 e 11 giugno 2015

  1. ABUSIVISTA DI CAMPANILE E NON DI PATIO ha detto:

    Confermo che tutto quello che hai scritto sul Berretti sono sue dichiarazioni.
    Centinaia di volte le ha raccontate anche a me.
    Abbiamo lavorato insieme per diversi anni e ogni volta la storia era identica senza sgarrare una virgola, ma venivano sempre imboscate dai poteri politici.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...