Libera Cronaca da Italia bene comune 1565 del 4 e 5 giugno 2015

Libera Cronaca da Italia bene comune 1565 del 4 e 5 giugno 2015

# Je suis Charlie

# No al facismo”

# Se togliendo i diritti agli operai si incentiva l’Occupazione, perché non togliere i diritti –privilegi ai politici italiani per incentivare la Democrazia?

Dal numero 1536 qualunque e-mail che sarà pubblicata sul blog liberacronacachenonce sarà anticipata da nome, cognome del soggetto che l’ha inviata e da questa SPECIFICAZIONE: il blog non si assume nessuna responsabilità in ordine alla veridicità delle comunicazioni. Ciò non ci esime eventualmente dall’ intervenire su quanto riteniamo pregiudizievole. E’ assicurato il diritto di replicare.

Il blogger Giuseppe Vezzoni

Crisi edilizia e blocco estivo dei cantieri a Forte dei Marmi

Da Vezzoni Claudio, FilleaCgil Provincia di Lucca,addì 4.6.2015

Forte dei Marmi e Versilia_ La crisi ha colpito duramente il settore edile anche in Versilia, alcune aziende non hanno retto al contraccolpo economico ed hanno dovuto soccombere alla crisi, anche finanziaria. Numerose sono le chiusure, i concordati ed i fallimenti, tantissimi sono i ricorsi ad ammortizzatori sociali che oramai sono quasi terminati. In pochi anni in provincia di Lucca abbiamo perso il 40% di forza lavoro in edilizia ed ancora non siamo in fondo alla discesa. La situazione rischia di aggravarsi ulteriormente per il periodo estivo che sarebbe propizio per le condizioni meteorologiche e invece diventa critico in zona a causa della chiusura dei Cantieri imposta nel Comune di Forte dei marmi per i mesi di Luglio ed Agosto.

Se è pur vero che una parte consistente dell’economia della zona si basa sul turismo, che chiede tranquillità, non bisogna comunque dimenticare che l’edilizia e tutto il suo indotto sono una parte considerevole del tessuto economico che subisce un danno da questa serrata estiva, questo si ripercuote maggiormente sui lavoratori dipendenti e gli autonomi/artigiani che si ritrovano senza reddito in questo periodo.

Nel comune di Forte dei Marmi attualmente sono attivi molti cantieri, in molti casi legati anche all’evento catastrofico abbattutosi in zona il 5 marzo scorso, e quindi è il polmone di lavoro, per il comparto edile, che può portare l’ossigeno necessario a non far morire questo tessuto produttivo, staccare la spina per due mesi, che poi a causa di ritardi alla ripresa ed ai permessi spesso diventano più di tre, può significare il collasso delle aziende ancora attive.

Gli interventi messi in campo dal governo per lo sviluppo e l’occupazione nel settore delle costruzioni sono sicuramente insufficienti e non hanno stimolato l’avvio di investimenti nell’edilizia privata, sono necessari inoltre investimenti nel settore pubblico concentrandosi sulle infrastrutture utili e diffuse sul territorio. L’emergenza scolastica, il dissesto idrogeologico, l’emergenza abitativa, la rigenerazione delle aree degradate e la riqualificazione edilizia, sono le priorità strategiche per la sicurezza delle nostre comunità e per la crescita economica, su questi dovrebbe puntare chi ci governa per far risorgere l’edilizia e riavviare il paese.

L’edilizia è da sempre volano di crescita per l’economia anche perché si trascina dietro un indotto, una filiera, formata da artigiani e piccole aziende di zona che hanno le capacità ed il saper fare necessarie a costruire, con elevati standard di sicurezza e qualità, le Case e le Ville Extra-lusso che danno risalto a Forte dei marmi e che attraggono turisti.

Chiediamo quindi al Sindaco di Forte dei Marmi di fermarsi a riflettere sulla questione, anche alla luce di quanto accaduto il 5 marzo, ed a modificare l’ordinanza di chiusura in maniera di permettere il lavoro edile, seppur con gli orari di rispetto del silenzio, anche nei mesi di Luglio ed Agosto.

Dal 13 giugno al 30 agosto al Palazzo della Cultura in Cardoso la mostra di Antonio Ciccone in omaggio a Nerina SimiInvito_AC

Il Sindaco di Stazzema Maurizio Verona e l’assessore alla cultura Serena Vincenti: ‘Un appuntamento straordinario e un omaggio al nostro territorio’

Da Serena Vincenti, Assessore alla Cultura del Comune di Stazzema,addì 3.6.2015

Stazzema_ Sarà la mostra di Antonio Ciccone, l’evento di punta dell’estate stazzemese che verrà inaugurato sabato 13 giugno alle ore 17,30 e che proseguirà per i mesi di giugno, luglio e sino al 30 agosto. Antonio Ciccone è uno dei più importanti pittori viventi e vive e lavora a Firenze, dove si è trasferito dal 1954 per frequentare gli studi d’arte di Pietro Annigoni e di Nerina Simi e la Scuola Libera del Nudo all’Accademia delle Belle Arti. Ciccone ha vissuto tra l’Italia e gli Stati Uniti per molti anni, tenendo più di 175 mostre personali e le sue opere si trovano in musei e collezioni private. È famoso per i suoi ritratti, le composizioni e i paesaggi, con varie tecniche: carboncino, china, olio, acrilico e affresco. Viene considerato oggi tra i principali ritrattisti mondiali, Ciccone è rinomato per i suoi maestosi ritratti in carboncino e in acrilico. Le sue opere si trovano nei più importanti musei e collezioni private. La mostra di Stazzema vuole essere un omaggio a Nerina Simi, figlia di Filadelfo, di cui frequentò la scuola d’arte agli inizi della sua carriera. Dopo il grande evento dello scorso anno con la mostra degli allievi di Nerina Simi, dopo la mostra dedicata al maestro Giorgio Michetti, il Palazzo della Cultura in Cardoso si consacra con questo evento come uno dei più importanti luoghi espositivi della Versilia con un appuntamento che ha una dimensione nazionale. La mostra ospiterà circa 40 opere di Antonio Ciccone con una selezione fatta dallo stesso artista.
‘Attendiamo con impazienza questo appuntamento’, hanno commentato il Sindaco di Stazzema, Maurizio Verona e l’assessore alla cultura Setena Vincenti, ‘Lo scorso anno il maestro Ciccone ci annunciò la sua intenzione di esporre nel nostro spazio e fu per noi un onore perché si rafforza a quel filo conduttore di eventi che hanno per tema la valorizzazione del nostro territorio. Il maestro Ciccone infatti opera stabilmente nella nostra Regione a Firenze, dove fu allievo di Annigoni negli anni della giovinezza, ma è legato a Stazzema dalla sua frequentazione della scuola di Nerina Simi che ne fece uno dei suoi allievi prediletti, trasferendogli quella dolcezza che trova riscontro nella sua personalità introversa e nella estrema delicatezza del tratto. Idealmente quindi, proseguiamo un percorso culturale iniziato lo scorso anno che vuole mettere al centro dello sviluppo di questa comunità il valore dell’arte e dell’espressione artistica, sempre alla riscoperta di quell’humus culturale che si formò nei nostri borghi attorno alla famiglia Simi e che ha lasciato tracce ovunque ed allievi in tutte le parti del mondo. Questa mostra straordinaria, è un occasione per conoscere meglio l’arte di Antonio Ciccone, e per l’amministrazione l’occasione per proseguire un cammino di valorizzazione culturale del e nel nostro territorio cominciato lo scorso anno. Una mostra creata ad hoc e presentata per la prima volta a e per Stazzema grazie alla cura della figlia, Tiana Ciccone e alla presentazione critica della Dr.ssa Cristina Acidini alle quali va il nostro più sentito ringraziamento. Siamo molto grati al Maestro per aver desiderato esporre le proprie creazioni, al Palazzo della Cultura di Cardoso condividendo con i cittadini versiliesi la preziosità delle sue opere. Stazzema oggi è tornata ad essere luogo di cultura e arte e di tutto ciò che si può riassumere nel concetto di “Bello”’. Stazzema, 28 maggio 2015

Il percorso espositivo potrà essere visitato nei seguenti orari:

GIUGNO Giovedì 16:00 – 19:00

Venerdì 16:00 – 19:00

Sabato 16:00 – 23:00

Domenica 16:00 – 19:00

LUGLIO Giovedì 16:00 – 19:00

Venerdì 16:00 – 23:00

Sabato 16:00 – 23:00

Domenica 16:00 – 19:00

AGOSTO Giovedì 16:00 – 23:00

Venerdì 16:00 – 23:00

Sabato 16:00 – 23:00

Domenica 16:00 – 23:00

Sono trascorsi tre mesi dall’evento vento ma i fossi sono ancora pieni di alberiArticolo de La Nazione del 22 marzo 2015 001

Da Giuseppe Vezzoni,addì 4.6.2015

Stazzema_ Domani saranno trascorsi tre mesi esatti dall’evento di vento fortissimo che colpì la Versilia facendo danni per centinaia di milioni di euro. Su la Nazione del 23 marzo, pertanto dopo 18 giorni dalla tempesta meteorologica, si annunciava che era iniziata la pulizia dei fossi saturi di alberi stramazzati negli alvei a causa del vento. Si censivano come fossi sorvegliati speciali il Fosso di Pomezzana ( Calcaferro -Mulina), Canale della Radice (Calcaferro- Mulina) della Capriola (Cardoso). Nessuna menzione del Canale delle Rave (Carbonaia- Mulina), sicuramente il canale che versa nella situazione più critica per quanto concerne la saturazione arborea dell’alveo a cui si deve aggiunge una relazione geologica di rischio idrogeologico redatta nell’ormai lontano 1997 dalla geologa Alessia Amorfini, tecnico dell’ente Parco delle Alpi Apuane. Un documento restato lettera morta in quanto all’effettuazione di interventi atti a ridurre le criticità segnalate.

Stante il titolo dell’articolo de La Nazione dello scorso 23 marzo non sappiamo a chi deve competere la pulizia dei fossi, tuttavia resta il fatto concreto che sono trascorsi tre mesi e che ancora non c’è stato alcun intervento per rimuovere l’alto rischio di un potenziale “effetto castoro” (dighe) che un evento notevole di pioggia potrebbe innescare lungo l’asta del Canale delle Rave e di altri fossi. Né dal Consorzio Bonifica, né dalla Provincia,né dal Comune di Stazzema sono venute azioni concrete dai sopralluoghi fatti. Sicuramente saranno stati richiesti fondi e si sarà fatto il cosiddetto viottolo per velocizzare la necessaria bonifica dei corsi d’acqua e pertanto conteniamo ogni altro commento, soprattutto sul disinteresse che riscontriamo da parte di coloro che invece dovrebbero attivarsi per questa vera e propria spada di Damocle che è l’alveo pieno di alberi del Canale delle Rave. Non avremo peli sulla lingua nel caso in cui la situazione degenerasse. Per concludere vogliamo altresì ricordare che volontari di Mulina hanno operato sui versanti del canale per aiutare due famiglie a togliersi quanto prima dal forte disagio creato dalla tempesta di vento: dall’isolamento quella residente nella casa di Logo Milani, dal crollo di innumerevoli piante sulla casa e nelle pertinenze quella proprietaria dell’abitazione in località Bacco.. Sul Canale delle Rave non abbiamo visto operatori della Protezione Civile e l’appello rivolto al presidente delle Anpas della Toscana è caduto nel completo silenzio. Come Libera Cronaca avremmo visto volentieri premiare questi volenterosi abitanti di Mulina, così come il 25 Aprile e il 2 Giugno sono stati premiati giustamente i volontari e le forze dell’ordine  che hanno operato a Sant’Anna e in altre parti del territorio. Li premiamo con questo articolo e diciamo loro grazie.

Fratelli d’Italia dopo il voto: “Ripartiamo dal 4% con fiducia”

Da Marina Staccioli,addì 4.6.2015

Buon pomeriggio, qui di seguito il comunicato stampa del commissario provinciale di Lucca di Fratelli d’Italia in merito alle elezioni regionali appena svoltesi. Vi ringrazio anticipatamente dello spazio che vorrete concedermi, cordialmente vi saluto.

Versilia_ “In primo luogo, in qualità di commissario provinciale, mi è doveroso un sentito ringraziamento ai quasi 6mila elettori che ci hanno accordato la loro preferenza, dando fiducia alle nostre persone e alla nostra proposta politica, determinata ma al contempo propositiva. Il 4% in provincia di Lucca è un risultato importante ed è frutto di un buon lavoro sul territorio da parte degli iscritti, ai quali va il mio ringraziamento per l’impegno e la passione dimostrate” esordisce così Marina Staccioli, commissario provinciale di Lucca di Fratelli d’Italia, che è risultata la più votata del partito in provincia di Lucca.

Questo risultato non è un punto di arrivo ma il consolidamento della nostra presenza sul territorio che adesso andrà inevitabilmente implementata e migliorata, soprattutto in quelle zone in cui, dopo l’analisi dei numeri, la nostra azione ha dimostrato avere minor forza. Rimane il rammarico di non aver raggiunto i numeri a livello toscano per poter mandare in consiglio regionale un secondo rappresentante” prosegue Staccioli.

Adesso le nostre attenzioni sono rivolte a Viareggio e al processo di chiarezza sulle votazioni che stiamo portando avanti assieme a Massimiliano Baldini e agli altri partiti della coalizione – conclude il commissario di Fratelli d’Italia – proprio a Viareggio rifletteremo sul netto margine di differenza tra i risultati regionali e comunali, perché è evidente che qualcosa non ha funzionato, qualcosa che alla fine ha fatto la differenza”.

A Passo Croce, quando lo scandire dei pedali si aggrappa anche al verso del cuculoDSCN0584DSCN0588

Da Giuseppe Vezzoni,addì 4.6.2015

Stazzema_ Temevamo Passo Croce, ma stamani, dopo due giornate di svogliatezza, abbiamo avvertito la temerarietà che ci ha motivato a fare l’ascesa : 16 km buoni di salita per giungere ai 1100 metri del passo. Come ci eravamo accorti, la bici nuova ha un rapporto più duro da far girare quando la strada sale, soprattutto quando la salita è lunga e si impenna, come quella di Passo Croce, dopo aver già percorso poco più di 9 chilometri della Via per Arni (Sp10). Appena si svolta a destra ci attendono quasi 7 km impegnativi, soprattutto i primi 3, anche per quei rettifili che non finiscono mai e si imbucano nel bosco e nel silenzio. Sono chilometri lungo cui non c’è maniera di rifiatare, neppure nel tratto di Pian di Lago, dove l’ascesa si addolcisce ma la stanchezza non ti fa avvertire granché quei 300 metri di sollievo. Assai prima, in località Le Lame, il punto più duro, lo sforzo si è fatto sentire per quel rapporto ormai non più compensato dal minor peso della bici per i 12 km già percorsi. Andare avanti ci è costato uno sforzo non indifferente e la voglia di tornare indietro ci ha tentati più di una volta, stretti come eravamo tra la consapevolezza dei nostri 66 anni e la fatica non certo congeniale all’età, peraltro sostenuta sotto il sole battente delle 11. Quando siamo giunti nel punto in cui la vegetazione si dirada, non abbiamo difficoltà a confessare di aver messo un piede a terra dopo che le ultime energie le avevamo sprecate pedalando aggrappati al verso del cuculo che da qualche pianta ha scandito per circa un minuto il nostro pedalare. Poi abbiamo ripreso, più per sfida che per forza.DSCN0571DSCN0577 Vedevamo in alto la marginetta di Passo Croce e la strada che pareva non arrivasse mai all’ultima rampa, dove il cielo e i torrioni del Corchia sono lo straordinario striscione del traguardo raggiunto. Sugli ultimi 150 metri della rampa che ci proiettava nell’aria azzurra la fatica è sparita e la pedalata ha trovato l’ebbrezza di essere ritornati a Passo Croce, da dove si domina uno stupendo squarcio della Versilia del mare e siamo circondati dalla bellezza delle montagne Apuane, stamani immerse in quella foschia azzurra che si incanalava per tutta la vallata, fino a confondersi laggiù, sul mare. Della discesa non parliamo, un continuo rischio per lo stato infernale del manto asfaltato. Pochissime macchine, due ciclisti incontrati, ma scendere da Passo Croce è un rischio continuo per le innumerevoli e micidiali buche che devono essere assolutamente schivate per non fare rovinosi capitomboli o spezzare il telaio della bici.

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