Libera Cronaca da Italia bene comune 1562 del 1 e 2 giugno 2015

Libera Cronaca da Italia bene comune 1562 del 1 e 2 giugno 2015

# Je suis Charlie

# No al facismo”

# Se togliendo i diritti agli operai si incentiva l’Occupazione, perché non togliere i diritti –privilegi ai politici italiani per incentivare la Democrazia?

Dal numero 1536 qualunque e-mail che sarà pubblicata sul blog liberacronacachenonce sarà anticipata da nome, cognome del soggetto che l’ha inviata e da questa SPECIFICAZIONE: il blog non si assume nessuna responsabilità in ordine alla veridicità delle comunicazioni. Ciò non ci esime eventualmente dall’ intervenire su quanto riteniamo pregiudizievole. E’ assicurato il diritto di replicare.

Il blogger Giuseppe Vezzoni

L’astensione è il primo partito ma nessuno gli dà credito

Partiti con il 25/30% effettivo dei suffragi del corpo elettorale hanno la maggioranza del paese che siamo diventati. I quasi 10 milioni di cittadini che non hanno votato, su 20 chiamati alle urne, non hanno mitigato i trionfalismi per le vittorie elettorali. Chi non partecipa non esiste,anche se è la metà del paese che siamo diventati.

Silicani ha escluso Neri nell’esclusione che li accomuna

La Versilia ancora senza un suo rappresentante in Regione

Da Giuseppe Vezzoni,addì 1.6.2015

Stazzema-Seravezza_ Intanto emerge un dato che fa riflettere: sia a Stazzema che a Seravezza la partecipazione al voto regionale è stata inferiore al dato nazionale nonostante che nei due comuni ci fossero come candidati a consigliere regionale nella lista del Pd rispettivamente l’ex sindaco di Stazzema, Michele Silicani, e l’attuale sindaco di Seravezza, Ettore Neri.

Perchè?

Questa constatazione è la classica toccata di mano di una situazione che non depone certo a favore dei due candidati, anche se a Stazzema c’è stato un abisso tra il dato nazionale dell’affluenza (52,2%) e quello comunale (37,51%), inferiore di quasi 14,5 punti percentuale. A Seravezza (47,3%) il dato è marcato ma assai più contenuto: quasi 5 punti in meno di percentuale.

La mancata elezione di Ettore Neri è dipesa soprattutto dalla candidatura di Silicani, senza la quale quasi sicuramente sarebbe stato eletto, con buona pace per quel 63% e 53% di elettorato stazzemmese-seravezzino che è rimasto a casa.

Da sottolineare che Ettore Neri ha raccolto a Stazzema più preferenze dell’ex sindaco Silicani: 274 contro 269. La frazione di Levigliani ha votato Neri (69 preferenze) e ha tradito Silicani (7 preferenze), nonostante che Silicani, come sindaco di Stazzema, sia stato al fianco della comunità in molte questioni che come cittadini di Stazzema avremmo invece voluto vederlo muoversi super partes. Silicani era ben cosciente che in certe frazioni le galline ovaiole devono fare due uova e che quando la gallina non rende più, il passato si spazza via e si passa a quella che sembra più redditizia. Un altro paese che ha penalizzato Silicani è stato Retignano: 51 a Neri e 33 a Silicani. Stessa cosa a Pruno, dove la prevalenza data a Neri è più contenuta: 30 contro 26. Ma il Teleriscaldamento doveva determinare un plebiscito per Silicani, la cui famiglia è tra l’altro originaria di Pruno. Queste tre frazioni hanno appoggiato Neri e schiaffeggiato Silicani costringendolo ad ingoiare il rospo di perdere il confronto nel Comune che Silicani ha amministrato come sindaco per dieci anni e ne è stato amministratore per 24, dal 1990 al 2014. Senza questo tradimento, il centravanti della grande squadra 2004-2014 avrebbe salvato la faccia, e, almeno a Stazzema, avrebbe prevalso sul suo compagno di lista Neri.

Levigliani, Retignano e Pruno l’hanno invece costretto all’umiliazione della riserva, non più titolare. Davvero una gran bella dimostrazione di riconoscenza verso un sindaco che ha fatto o lasciato fare molto in queste tre frazioni rispetto ad altre.

Chi è causa del suo mal pianga se stesso, soprattutto quando la coerenza è stata avversata con tutte le forme e quella coerenza, alla fin fine, non si è abbassata, per ripagarsi, a partecipare al giochino messo in atto nelle frazioni di Levigliani, Retignano e Pruno.

A Seravezza, invece, i suffragi per Neri confermano che non c’è stata storia fra i due: 2084 preferenze a fronte delle 283 di Silicani. E questo solo nei due comuni, ma poi la forbice si è dilatata ulteriormente e Neri ha sfiorato l’elezione con 8057 preferenze, mentre Silicani si è fermato a 3038. Il sindaco di Seravezza si è piazzato al terzo posto dopo il presidente della Provincia Stefano Baccelli (12.239) e loutsider Ilaria Giovannetti (9277). Gli sono mancati poco più di mille voti e il posto in Regione sarebbe stato conquistato.

Cavalierato al merito per il vigile del fuoco Giuseppe Bonuccelli

Questo riconoscimento lo dedico alle 32 vittime della strage”

Da Carlo Berretti,ass. Il Mondo che vorrei, addì 1.6.2015

Viareggio_ Dopo venticinque anni di servizio credevo di aver visto e fatto di tutto, ma la strage ferroviaria del 29 giugno mi ha fatto vedere e vivere momenti incredibili”. Giuseppe Bonuccelli è uno di quei vigili del fuoco che pochi minuti prima della mezzanotte del 29 giugno 2009 arrivò in via Ponchielli, era di turno quando l’esplosione della cisterna gonfia di gpl del treno merci partito da Trecate e deragliato alla stazione di Viareggio fece tremare la città e i vetri della vicina caserma. Aprendo una ferita insanabile.

Sabato, nell’ambito della celebrazione del 69° anniversario della fondazione della Repubblica, nel Cortile degli Svizzeri del Palazzo Ducale di Lucca, il prefetto Giovanna Cagliostro conferirà a Giuseppe il Cavalierato al merito della Repubblica. E lui ha deciso di dedicare questo riconoscimento alle 32 vittime della strage, quella che ancora gli passa davanti agli occhi e gli stringe il cuore. “Per onorare la loro memoria – spiega Giuseppe – come uomo e come  soccorritore professionista. E per contribuire, con questo semplice, ma sentito gesto,  ad attirare l’attenzione su una causa ancora lunga che chiede solo giustizia”. Accanto a lui ha voluto Daniela Rombi e Marco Piagentini, che quella notte, in quell’inferno, hanno perso il mondo. I loro figli. “Perché sono ormai da tempo fra gli amici più cari, perché li ammiro e li stimo per la determinazione con cui continuano a chiedere giustizia e verità”. Per condividere con loro questo momento importante della sua vita, “per dare – dice – un valore aggiunto a questo riconoscimento”. Poi Giuseppe andrà alla cappella del cimitero della Misericordia, e lì lascerà un mazzo di fiori.

Daniela e Marco ci saranno, saranno accanto a Giuseppe insieme a tutti gli altri familiari delle vittime riuniti nell’associazione ‘Il mondo che vorrei’. Come Giuseppe, e gli altri vigili del fuoco sono stati sempre acconto a loro. Pubblicando un libro, di foto e testimonianze, per non dimenticare. Partecipando ogni anno alla manifestazione del ricordo, facendo scivolare la bandiera italiana della caserma a mezz’asta ogni 29 giugno. Partecipando al dolore, ma sostenendoli anche in una battaglia di civiltà per la verità, per la giustizia, e per la sicurezza in ferrovia.

Campo sportivo di Retignano, il consigliere Stagi chiede a che punto sia la messa in sicurezza

Att.ne Ing. Arianna Corfini, Geom. Simone Lorenzi, Sig.Sindaco, Sigg. Assessori e Consiglieri,Sig. Comandante Polizia Municipale, Sig. Segretario Comunale e pc Sigg. Lombardi e Cadoni

Protocollo Comune n. 4306 del 29.05.2015- protocollo ASL 12 n. 12959 del 01.06.2015

Terrinca 29.05.2015

Oggetto: campo sportivo Ricci e Macchiarini 1996 – Lavori di messa in sicurezza

Gent.le dot.sa Corfini, signori amministratori e funzionari,

sto ancora attendendo una risposta alla mia protocollata al n. 9165 del 18.11.2014 con la quale chiedevo una serie di informazioni relative ai lavori da eseguirsi sulla struttura in oggetto a seguito del sopralluogo dei sig. Lombardi e Cadoni della USL12. Torno comunque a formulare le richieste che già feci con la mia sopra citata:

  1. se il cronoprogramma è stato rispettato

  2. a chi sono stati affidati gli incarichi per i rilievi degli impianti tecnologici e con quali provvedimenti

  3. se sono state portate a termine le opere di adeguamento degli impianti tecnologici, chi ha eseguito tali lavori e con quali provvedimenti le ditte sono state incaricate.

  4. se gli impegni assunti dal comune possono essere dichiarati conclusi e con quali esiti e se la documentazione ottenuta potrà così essere fornita per l’approvazione da parte della C.C.V.L.P.S. e dei V.V. F. entro la data prefissata del 31.12.14

  5. con quali capitoli di spesa sono state coperte le spese.

  6. copia delle fatture rilasciate dai professionisti e dalle ditte che hanno eseguito i lavori

Trattandosi di struttura ad uso pubblico e stante la gravità delle mancanze rilevate dagli ispettori della USL annotate nel protocollo interno n. 31275 del 5.12.13, stante la mancanza di agibilità e di conformità degli impianti, voglio sperare che il problema sia stato affrontato, finalmente, con la giusta attenzione.

Con la speranza di poter ottenere con ragionevole rapidità quanto sopra elencato, invio i miei più cordiali saluti.

Il consigliere comunale Baldino Stagi

I SUDATORI”

Da Gabriele Olobardì,addì 30.5,2015

Finalmente arriva la primavera. Sbocciano i fiori, rinascono le foglie alle piante, i contadini “fortunatamente” ricoltivano le nostre terre, arriva il bel tempo. Ma purtroppo il bel tempo porta anche brutte realtà.

Premetto che amo lo sport vero. Educativo. Sociale. Emozionante. Serio. Puro. Sicuro. Pertanto, detto questo, non mi piace il calcio italiano e qualsiasi cosa giri intorno ad esso, e, da un po’ di tempo, inizio ad odiare anche le “mandrie” di “sudatori” (perché chiamarli ciclisti sarebbe un elogio) che ogni domenica mattina, e non solo, si riversano come padri/padroni sulla nostra dissestata, tortuosa e stretta strada: la via di Arni.

Chi di voi lettori non ha mai incontrato un gruppo di “ciclisti” sulla Sp 10 che da Iacco si dirige verso la galleria del Cipollaio? Chi di voi non è stato gentilmente mandato a quel paese (a voce o a gesti) appena suoniamo il clacson per paura di urtarlo durante il sorpasso e provocare un incidente con ovvi danni? Sapete benissimo che non parlo del singolo ciclista o due (i veri Ciclisti si vedono!), ma di quel branco di maleducati, arroganti, sudici pedalatori che la domenica mattina si inerpicano sul tratto di strada che vi ho detto, fregandosene altamente degli automobilisti, di chiunque abbia un veicolo a motore o di chi, semplicemente, vada a fare una passeggiata con la propria famiglia.

I meno allenati (non voglio dire meno dopati, perché mi sforzo di credere nell’onestà della salute propria, anche se, come tutti sanno, negli sport dilettantistici chi vuole trova di tutto) si fermano per un breve rifornimento di acqua alla fontanina che si trova lungo la strada in località Bendiloni. Una borraccia di acqua, si beve, si piscia ad un metro dalla fontana (con ovvi odori durante il periodo estivo), si butta in terra il pocket di carboidrati che aiutano a pedalare meglio (anche se a meno di un metro c’è il cestino della spazzatura) e via.

E se per caso un ciclista buca? Ovvio! La “pesantissima” camera d’aria bucata (che amarezza se pensiamo alle foto epiche di Bartali e Coppi) viene gettata via nella scarpata, sperando nella fortunosa e famosissima crescita della “PIANTA DEL FASCIONE!!!” Il sogno di ogni “sudatore”. Se non credete a quello che vi dico, andate e guardate con i vostri occhi dietro le barriere di Guard Rail che si trovano all’uscita della galleria del Cipollaio, lato mare. Oppure lungo la strada…

Già che ci sono vorrei suggerirvi una cosa molto importante: il 99% delle biciclette dei “sudatori” che circolano sulle strade non sono omologate per la circolazione stradale. Pertanto in un mio/vostro incidente con questi esemplari, vi raccomando di verificare immediatamente se dispone di luci, campanello, e bande riflettenti, fate pure le foto col cellulare e salvatele. Perché appena arriveranno i vigili, se fosse veramente successo l’irreparabile, vi faranno ogni tipo di test e andranno a spulciare tutti i documenti della vostra autovettura. Ma di certo la bicicletta non verrà nemmeno osservata!!

Già immagino il titolo di giornale: “Automobilista impazzito schiaccia ciclista” (sudatore)! Queste biciclette NON POSSONO circolare su strada senza opportune modifiche. Vi rammento che sul ponte a Ruosina c’è un cartello che indica esattamente cosa necessita una bicicletta per circolare su strada. Ecco la foto:DSCN0552

E allora sorge la domanda: e i controlli?

I-ne-si-sten-ti!

Né polizia, né carabinieri, nè vigili urbani. Vi immaginate? Un addetto alla pubblica sicurezza che ferma un ciclista e gli chiede come mai non ha i dispostivi richiesti dalla legge! Già immagino un altro strillo del medesimo giornale: “Fermato ciclista senza dispositivi per la circolazione. Le forze dell’ordine richiamate alla moderazione!”. Se questa legge è uguale per tutti, da domani circolo sulla strada con una moto da corsa. Sono sicuro che farò pochissimi chilometri.

E qui risuona nella mia testa il vostro campanello di lettori attenti (quello di cui dovrebbero munirsi i “sudatori”): non bisogna fare di ogni erba un fascio(ne), ma io vi rispondo che di erba libera ne è rimasta veramente poca. (Perché i Ciclisti tedeschi, svizzeri o stranieri hanno biciclette con tutti i dispositivi necessari per la circolazione?). Non ce l’ho con il ciclismo, sport eccezionale che comporta una capacità alla resistenza enorme, ma con questi “sudatori”, che con lo sport hanno davvero poco a che fare. L’educazione e il rispetto è tutto. Soprattutto nello sport.

RE:  La foto non siamo riusciti a postarla. Chiediamo che ci sia inviata disgiunta dal testo.

Premesso ciò, concordiamo con Gabriele Olobardi: andare in bici esige il rispetto del codice della strada e degli altri utenti che usufruiscono delle viabilità. Ma esige anche il rispetto di non essere sfiorati criminalmente, spesso in curva, dai mezzi che superano il ciclista che sta procedendo più che correttamente sulla linea bianca, alla sua destra. Per quanto invece riguarda i controlli, che non ci sono, non ci fermiamo certo ad invocarli unicamente per i ciclisti. Ben altri controlli servirebbero a Stazzema e non solo. Si rispetta forse il codice della strada ma soprattutto i cittadini utenti tenendo i manti di asfalto nella condizione in cui sono o la vegetazione che picchia sul muso? E’ segno di rispetto veder circolare scooteristi senza casco soprattutto lungo viabilità interne delle frazioni, il fregarsene bellamente dei cartelli stradali, il parcheggio di mezzi sui marciappiedi, le soste in ogni dove, i suoli pubblici trasformati in spazi per uso privato o per ammassamento di materiali? E’ segno di rispetto il transito dei mezzi pesanti la mattina presto, le velocità che non si rispetta, come quella di quegli ipocriti segnali dei 30 km orari di cui non si tiene conto alcuno. E che dire delle spericolate velocità dei motociclisti lungo la via d’Arni, le discariche abusive nelle scarpate o addirittura davanti ad aree dove la videosorveglianza è solo l’esposizione fotografica di una telecamera, di cui l’abusivo scaricatore se ne fotte altamente. I controlli sono doverosi e vanno fatti a 360 gradi, controllando quelle carrette di auto che circolano sulle strade, spesso senza assicurazione, senza revisione, con i pneumatici consumati.DSCN0548

I ciclisti spesso e volentieri sono scorretti e irrispettosi ma i controlli vanno invocati non solo per i velocipedi.DSCN0547DSCN0545

Stamani salivamo svogliatamente verso il Cipollaio e ci eravamo tolti il casco. Caso raro, ma a volte cadiamo in questa imprudenza quando ci prende un po’ di stanca in salita. Siamo stati affiancati da due ciclisti che ci hanno fatto notare che il casco non serve se tenuto sul manubrio e che anche in salita possiamo cadere o essere investiti da un mezzo e picchiare la testa. Abbiamo convenuto sulla giusta osservazione e ci siamo riprotetti con il casco, salendo con loro fino al Cipollaio. In cima alla salita eravamo arrivati in cinque.  Li ringraziamo e li salutiamo.

Porta il mio libro al Museo di Sant’Anna di Stazzemaimage (1)Libro Paoletti 001

Da Paolo Paoletti, addì 1.6.2015

Caro Vezzoni, ho letto la tua cronaca sul convegno di ieri 31 maggio e ho visto che riporti i fatti schierandoti di fatto (perché non citi l’altra campana) con chi dibatte sui crimini di guerra fascisti all’estero per non parlare, anzi per non far pensare che il 12 agosto 1944 a Sant’Anna fu commesso un crimine di guerra intestina tra brigatisti neri e fascisti attendisti santannini; siccome hai letto e hai ritenuto opportuno non pubblicare la mia e-mail mandata all’assessore Morabito in cui gli facevo notare che Sant’Anna di Stazzema era una strage che rientrava tra i crimini di guerra fascisti in quanto furono le armi italiane a uccidere tutti gli innocenti; siccome taci e ti schieri con chi si ostina a perpetuare la menzogna di regime, siccome il libro che ti ho mandato non ti ha fatto ravvedere, vorrei che tu lo donassi il 2 giugno al museo della Resistenza di Sant’Anna.

Siccome ti fai complice della vergognosa mistificazione secondo cui Anna Pardini fu vittima delle truppe naziste mentre sai benissimo che le sue sorelle hanno sempre e concordemente riferito in tribunale è fuori dall’aula di La Spezia che Anna fu uccisa da un “italiano”, vorrei che tu consegnassi al ministro del Baden Stoch o alla Schütz la paginetta in tedesco in cui spiego che i soldati tedeschi protestarono quando videro che le mitragliatrici italiane stavano per sparare contro gli innocenti e che Gerhard Sommer fu l’ufficiale che salvò gli abitanti di Sennari. Anche se tu continui a tacere su questi due punti fondamentali e vedo che il mio libro non ti ha insegnato niente, per favore portalo al museo. Per vedere l’effetto che fa.

Re: La tua email non c’è pervenuta e sabato mattina eravamo a Campiglia Marittima al Parco minerario San Silvestro. Siamo rientrati alle 20,30. Abbiamo passato sempre tutto quanto ci hai inviato e pertanto la devi finire di metterci dove non siamo. Noi stiamo al nostro posto. Mandaci l’e-mai che hai inviato al dott. Morabito e falla finita una volta tanto di appioppare complicità gratuite.

Domani non andiamo a Sant’Anna di Stazzema e il tuo libro, che abbiamo pagato € 40,00, non lo portiamo davvero al Museo. Mandacene una copia e noi protocolleremo la consegna della pubblicazione presso il sindaco di Stazzema o l’Ufficio Cultura, a seconda la tua preferenza.

Vezzoni Giuseppe,addì 1.6.2015

L’email che ci ha rinviato Paoletti

Gentile Assessore Morabito,

innanzitutto la ringrazio di avermi trasmesso l’invito a presenziare al convegno del 30 maggio 2015 a Sant’Anna di Stazzema. Vedo che si è opportunamente preso spunto da questa donazione da parte dell’on. Carlo Carli per organizzare un convegno sulla punizione dei crimini fascisti nei Balcani e in Grecia.

Siccome il 25 aprile 2015 la ministra Boschi e incorsa in un clamoroso errore sostenendo che “il fascista assassino Aleramo Garibaldi non fu processato” mentre invece lo fu e venne assolto, io potrei intervenire sui crimini fascisti a Sant’Anna, di cui sono sicuramente l’unico studioso che si è documentato sulla materia. Tutti sanno che nessun criminale fascista venne condannato ma io solo so perché. Perché altrimenti sarebbe emerso l’agguato dei gappisti sul crinale, la relativa vendetta dei brigatisti neri e il trasferimento dei cadaveri fascisti (scambiati per tedeschi in quanto vestiti con divise germaniche) sulla piazza davanti alla chiesa, come dimostrato dal ritrovamento di un piastrino di riconoscimento di un ex si internato italiano in Germania (detto piastrino è conservato nel museo della Resistenza). Insomma i fascisti non vennero puniti perché altrimenti avrebbero parlato.

Per non sconvolgere il programma e risparmiarmi di venire personalmente a leggere il mio discorso, potrebbe farlo lei a margine del suo intervento.

Capisco che si tratta di mia diversa interpretazione dei fatti ma anche se lei non condivide con me la famosa massima di Voltaire, comunque sicuramente è un democratico, quindi spero che voglia aderire alla mia proposta. Mi dica pure a quante battute devo limitare il mio intervento.

Grazie dell’attenzione

Paolo Paoletti

NB: Il Dott. Michele Morabito non è  assessore ma il responsabile dell’Ufficio Cultura del Comune di Stazzema

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2 risposte a Libera Cronaca da Italia bene comune 1562 del 1 e 2 giugno 2015

  1. ABUSIVISTA DI CAMPANILE E NON DI PATIO ha detto:

    CARO GIUSEPPE TI SEI DIMENTICATO CHE ELISA MONTEMAGNI DELLA LEGA NORD E RESIDENTE NEL COMUNE DI MASSAROSA E’ STATA ELETTA CONSIGLIERE REGIONALE PER LA LEGA NORD.
    PER QUANTO RIGUARDA IL TUO ARTICOLO SUL VOTO, MI SEMBRA CHE TU ABBIA CENTRATO IN PIENO LE FRAZIONI OPPORTUNISTE, E SOPRATUTTO, IL SILICANI DAL PAESE DI LEVIGLIANI NON SI MERITAVA QUESTO TRISTO TRATTAMENTO, ANCHE PERCHE’, RIVISITANDO IL SUO MANDATO, CI RENDIAMO CONTO QUANTE VOLTE HA DIFESO IL PAESE DI LEVIGLIANI ANCHE ANDANDO CONTRO LE LEGGI D’ITALIA

  2. P. dal Torrione ha detto:

    Caro Vezzoni, non approvo l’acrimonia sottesa – da entrambe le parti – alla sua disputa col prof. Paoletti.
    Non entro nel merito delle vostre argomentazioni, perché per farlo bisognerebbe avere una cognizione di causa che solo voi due potete avere, grazie all’encomiabile opera che svolgete da anni.
    Posso dire però che ogni tentativo di arrivare alla verità “vera” deve essere salutato con favore e supportato da tutti coloro che ci tengono e che hanno le competenze per farlo.
    Scambiarsi accuse di vario contenuto serve solo a deviare l’attenzione da un fatto incontestabile: a tutt’oggi è ancora lontana la certezza sui fatti, o per meglio dire sul quadro complessivo, in cui ai fatti si unisca la spiegazione storica e razionale dell’orrore di S. Anna.
    Basta leggere anche la sola sentenza del Tribunale militare di la Spezia per rendersene conto: tutti domandavamo un qualche ammontare di giustizia, nel senso che qualcuno potesse essere finalmente punito; tale risultato, però, è stato realizzato con un quadro fattuale che si presta a più di un’interpretazione, in chiave di crimine o in chiave di straordinari eventi bellici – a tacere dei dubbi sul reale grado di responsabilità degli imputati.
    Ora poi ci si mettono anche i politici a scompaginare i risultati raggiunti: non capisco come lei possa tanto apprezzare il discorso della Boschi, che spigolando qualche nome dagli atti giudiziari, ha tranquillamente rinnegato tutti gli sforzi fatti, da uomini di cultura, da politici, da autorità istituzionali, che per lunghi anni si sono prodigati perché gli animi si placassero, le parti allora in gioco fossero giudicate senza animosità anacronistiche, il giudizio storico e morale si facesse sereno.
    Anche troppo ovvio aggiungere che le grandi diatribe, la propaganda del governo, le minuscole parole mie, si sciolgono come neve al sole di fronte all’orrore di quei momenti, per il quale varrà sempre il suo semplice grido: mai più.

    Grazie e saluti
    P. dal Torrione

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