Libera Cronaca da Italia bene comune 1554 del 22 e 23 maggio 2015

Libera Cronaca da Italia bene comune 1554 del 22 e 23 maggio 2015

# Je suis Charlie

# No al facismo”

# Se togliendo i diritti agli operai si incentiva l’Occupazione, perché non togliere i diritti –privilegi ai politici italiani per incentivare la Democrazia?

Dal numero 1536 qualunque e-mail che sarà pubblicata sul blog liberacronacachenonce sarà anticipata da nome, cognome del soggetto che l’ha inviata e da questa SPECIFICAZIONE: il blog non si assume nessuna responsabilità in ordine alla veridicità delle comunicazioni. Ciò non ci esime eventualmente dall’ intervenire su quanto riteniamo pregiudizievole. E’ assicurato il diritto di replicare.

Il blogger Giuseppe Vezzoni

giuseppevezzoni@gmail.com

Si legga la lettera aperta dell’ Avv. Giovanni Bottone di Giugliano e si valuti se Libera Cronaca è un foglio “sciabigotto” o il giornale che non c’è

Ripristinare i diritti soppressi da provvedimenti iniqui o occhio di riguardo al bilancio dello Stato?

Da Giusppe Vezzoni,addì 22.5.2015

Il blocco della indicizzazione delle pensioni e la conseguente sentenza della Consulta aprono un tema importante e molto inquietante su come si dovrebbe ragionare in un paese in cui ci si dimentica che i privilegi, gli sprechi, gli indennizzi e i vitalizi confezionano la succulenta torta che si spartiscono politici,funzionari, istituzioni e imprese.

La domanda:

Quando il ripristino del diritto leso dall’incostituzionalità di un provvedimento implica un impatto economico, la Consulta dovrebbe valutarlo e il giudizio dovrebbe completarsi con la valutazione anche dei principi dell’equità?

Istanza condivisibile se l’Italia non fosse il paese della iniquità e se chi s’appella al principio dell’equità non ne fosse esente e, addirittura, non si adoperasse concretamente per rimuovere la vergognosa disparità di opportunità, di accumulo della ricchezza attraverso un trattamento di favore che non tiene per nulla di conto il profondo disagio che esiste nel paese che siamo diventati.

Ma il ministro Padoan ha riflettuto se davvero nel paese dell’iniquità si possa invocare il principio dell’equità? Non sarebbe meglio spendersi per rimuovere l’iniquità invece di invocare l’equità che non c’è ?

La crisi ha creato povertà ed è stata più aggressiva per il ceto più povero della popolazione italiana, ma soprattutto per i bambini e i giovani

Da Giuseppe Vezzoni, addì 22.5.2015

L’Ocse ha rivelato che la crisi ha accentuato la disuguaglianza in Italia. Dal 2007 al 2011 la perdita di reddito disponibile è stata del 4% per il 10% più povero della popolazione e dell’ 1% per quello più ricco. L’1% della popolazione italiana detiene il 14,3% della ricchezza, rispetto al 40% più povero, che detiene il 4,9%. Se con la crisi il fenomeno del divario della forbice della ricchezza tra ricchi e poveri è cresciuto in tutti i paese Ocse, in Italia l’ingiustizia sociale però è stata superiore alla media. Il depauperamento è cresciuto soprattutto tra i bambini con un tasso del 17% mentre la media Ocse è del 13%. Anche per la fascia d’età che va dai 18 ai 25 anni la percentuale di poveri è superiore alla media Ocse: 14,7% contro il 13,8% Invece tra le persone oltre i 65 anni, i poveri sono solo il 9,3% rispetto al 12,6% della media Ocse.

Il quadro è drammatico e dimostra che l’Italia democratica e cattolica è antropofaga ed emula il Conte Ugolino: divora i propri figli!

Il Comune di Stazzema rinegozia i mutui con la Cassa Depositi e Prestiti

L’assessore al Bilancio Marco Viviani: “Un immediato risparmio economico per le casse del Comune senza ulteriori costi per i cittadini”

Da Michele Morabito, funzionario del Comune di Stazzema,addì 22.5.2015

Stazzema_ Approvata nel Consiglio Comunale la rinegoziazione dei mutui concessi al Comune di Stazzema dalla Cassa Depositi e prestiti. Anche se non è ancora stato approvato il Bilancio di Previsione 2015, il Comune di Stazzema, ha potuto aderire alla rinegoziazione in quanto dal 2014, insieme ad altri 374 Comuni d’Italia, ha aderito alla sperimentazione della nuova Contabilità Armonizzata. E’ un beneficio di non poca importanza, tenuto conto delle innumerevoli difficoltà economiche alle quali gli enti pubblici così come le famiglie e le aziende devono fare fronte. La rinegoziazione porta infatti un immediato risparmio economico annullando di fatto il pagamento delle rate dei mutui in scadenza al 30 giugno prossimo per la quota capitale e riducendo quelle in scadenza al 31 dicembre e le rate semestrali per gli anni successivi.

La sperimentazione della nuova contabilità”, commenta l’assessore Viviani, “ha portato importanti cambiamenti e benefici per la gestione economica del nostro Comune e l’Ufficio Ragioneria, benché risenta dell’attuale situazione di carenza di personale, dovuta alla vigente legislazione che non consente ai Comuni di poter assumere, si sta’ impegnando molto per garantire una gestione equilibrata del bilancio Comunale. Le somme che verranno recuperate da questa manovra economica saranno tutte accantonate nel fondo di riserva in attesa dell’approvazione del redigendo bilancio di previsione 2015 – 2017. In virtù del principio dell’Equivalenza Finanziaria, mediante il quale vengono ricalcolate le rate che andranno a comporre il nuovo piano di ammortamento, la rinegoziazione dei mutui allungherà il pagamento delle rate mantenendone però il valore senza ulteriori costi per la comunità di Stazzema: equivalenza finanziaria vuol dire infatti che attualizzando le vecchie rate di ammortamento e quelle nuove il risultato è uguale.

L’autobus dei F.lli Verona può circolare perché è in regola con la revisione, valida a tutti gli effetti.Riccardo_Verona

La Prefettura di Lucca accoglie il ricorso della società e dispone l’annullamento dello stop imposto dalla polizia municipale di Camaiore

Accoglimento ricorso

Da Ufficio Stampa | Stefano Roni (Scatizzi De Prà & Partners), addì 22.5.2015

Camaiore_ Multa da cancellare e piena libertà di circolazione sulle strade italiane, comprese quelle del Comune di Camaiore. La Società Fratelli Verona di Pietrasanta ha vinto il ricorso contro il fermo di un proprio bus operato lo scorso mese di marzo dalla Polizia Municipale del Comune di Camaiore. Il mezzo risulta infatti regolarmente revisionato e, quindi, abilitato alla circolazione. Lo chiariscono due diversi pareri dell’Ufficio Motorizzazione Civile di Lucca e lo stabilisce la Prefettura di Lucca che, accogliendo in data 20 maggio 2015 le ragioni dei Fratelli Verona, dispone “l’archiviazione del verbale di accertamento sanzionatorio e l’annullamento della relativa annotazione sulla carta di circolazione”. Il bus può quindi tornare subito in servizio, per assicurare ai cittadini della Versilia collegamenti pubblici di linea importanti quanto necessari.

I fatti –

Il 25 marzo scorso agenti della Polizia Municipale di Camaiore fermano per un controllo l’autobus dei Fratelli Verona – in quel momento operativo sulla tratta Viareggio-Casoli per conto del Consorzio C.lu.b. e con a bordo numerosi passeggeri – in via Italica a Lido di Camaiore. Basandosi sui dati forniti dall’apparecchiatura “Targa System” gli agenti contestano al conducente la mancata revisione del mezzo, comminando una multa di 236,60 euro ed annotando sul libretto del veicolo il divieto di circolazione. In realtà il mezzo è in regola perché, essendo stato immatricolato nell’ottobre 2014 per il servizio pubblico di linea, ha superato tutti i test della cosiddetta “visita e prova” (art. 75 CdS) che assolvono il mezzo dall’obbligo di revisione annuale come indicato all’art. 80 comma 4 CdS. Tutti i tentativi di chiarimento da parte della società proprietaria del mezzo risultano vani, così come vana è l’istanza di annullamento del verbale in autotutela presentata due giorni dopo al Sindaco del Comune di Camaiore. Anzi, poche ore prima del pronunciamento da parte del Prefetto di Lucca sul ricorso presentato dai Fratelli Verona, agenti della Polizia Municipale di Camaiore fermano nuovamente il mezzo elevando una multa di 1.940 euro, disponendo il fermo per 90 giorni e ritirando il libretto. Il pronunciamento del Prefetto di Lucca chiude ora la vicenda in maniera chiara e del tutto favorevole all’azienda.

Il commento della società Fratelli Verona –

«Ci aspettiamo adesso dal Comune, oltre a pubbliche scuse, la restituzione del mezzo e del libretto perché vogliamo rimettere subito il bus in servizio», dichiara Riccardo Verona, contitolare della società. «Purtroppo dovremo intentare anche una causa al Comune per il risarcimento dei danni materiali e di immagine patiti. E i relativi costi ricadranno sulla collettività. Peccato, perché sarebbe bastato un po’ di buonsenso, di disponibilità e, soprattutto, di umiltà per chiudere subito e senza troppi strascichi la questione. Del resto nessun altro comando di Polizia Municipale della Versilia ha mai contestato la regolarità delle revisioni di questo nostro bus”.

Resta adesso un aspetto non secondario da chiarire, visto che la vicenda ha fatto emergere la vulnerabilità del “Targa System”, apparecchiatura che è costata alle casse del Comune ma che sta costando anche alle tasche di tanti automobilisti multati. Il “Targa System” ha fornito informazioni errate – e quindi non è così infallibile come si pensa – oppure c’è stata una cattiva interpretazione o una mancata verifica dei dati da parte degli agenti e del Comando della Polizia Municipale di Camaiore?

Domani al Buon Riposo partita di calcio per la sensibilizzazione contro l’uso degli alcolici

Dalla Consulta del Volontariato di Seravezza,addì 20.5.2015

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Seravezza_ Domani alle 16, presso lo stadio Buon Riposo in Pozzi di Seravezza si disputerà una partita di calcio tra una rappresentativa dei Cat (Club Analcolici territoriali toscani) contro una formazione formata da amministratori pubblici, personaggi dello sport e dello spettacolo, fra i quali i cantanti Franco Giacobbe e Paolo Vallesi. Il fine della partita è la sensibilizzazione contro l’uso degli alcolici e fare informazione sui rischi correlati al loro consumo.

6° Memorial Elena e Federico Battistini il 7 giugno al Benelli di Lido di Camaioreimg054

Da Carlo Beretti, Ass.Il Mondo che Vorrei,addì 22.5.2015

Camaiore_ Domenica 7 giugno si disputerà al campo sportivo Benelli di Lido di Camaiore il 6° Memorial in memoria di Elena e Federico Battistini, vittime della strage ferroviaria di Viareggio del 29 giugno 2015. Un quadrangolare di calcio fra le rappresentative del Cral-Clap/Vai Bus / Ctt, Forze dell’Ordine, Vigili del Fuoco e Pubblica Assistenza Croce Bianca di Querceta.

Il 31 maggio non voterò

Lettera aperta al signor Presidente della Repubblica on. Prof. Sergio Mattarella- Palazzo del Quirinale- Roma

Da Accademia dei Parmenidei,addì 22.5.2015

Signor Presidente,

animato da profonda stima e fiducia nella Sua persona, supremo arbitro delle Istituzioni e garante dei diritti dei cittadini, mi permetta di comunicarLe che il prossimo 31 maggio non voterò.

È la prima volta nella mia vita, ho 72 anni, che deliberatamente e in anticipo ho deciso, per dignità e protesta, di non votare e intendo rendere nota e pubblica questa decisione che non avrebbe invece nessun significato se praticata in silenzio e soltanto per indolenza o disinteresse civico.

Non ricordo se ciò, per il passato, sia già avvenuto; ma se fosse accaduto sarà stato determinato da un oggettivo impedimento come il trovarmi all’estero da i miei fratelli emigrati in Argentina e in Francia, oppure per malattia.

I motivi per cui non voterò sono molteplici e tutti gravi, ma intendo indicarne soltanto uno che è, per cosi dire, il principale e incorpora in sé tutti gli altri, riducendone, ove ciò fosse possibile, la tenebrosa gravità.

Sono ormai trascorsi 2 anni che l’Amministrazione Comunale di Giugliano è stata sciolta per infiltrazione della camorra.

Questo è  un gravissimo vulnus che ricade oggettivamente, lo si pensi o meno, non soltanto sul Sindaco e i Consiglieri comunali del tempo, ma su tutti i cittadini elettori e rappresentati da quel Sindaco e da quei Consiglieri comunali.
Ora già da diversi mesi, in vista della tornata elettorale del 31 maggio, gli aspiranti alle cariche comunali fanno un gran parlare, come sempre, dei progetti, in alcuni casi faraonici ed utopistici, che si impegnano a realizzare per il bene comune e per una rinnovata e civile vivibilità di Giugliano in Campania. E fin qui nulla di male, tanto attiene ad una consolidata dialettica civile e politica di cui è preferibile sempre individuare e scorgere i valori positivi e concretamente propositivi, prima di quelli demagogici, determinati da pressapochismo e incompetenza, per mancanza di qualsivoglia pregressa esperienza di impegno sociale.

È comunque un segno di speranza la candidatura di tanti giovani e in particolare di tante donne motivate dall’istanza di un reale superamento delle persistenti discriminazioni di genere e dalla volontà di perseguire la realizzazione dei valori proclamati dalla Costituzione della Repubblica Italiana, la più bella del mondo, come ci viene riconosciuto, che attendono ancora piena attuazione nel nostro territorio.
Comunque, nell’enunciazione di programmi e iniziative, non una sola voce si è levata, finora, dall’estrema destra all’estrema sinistra, se questi riferimenti di collocazione politica hanno ancora oggi un residuo significato, per chiedere con coraggio e determinazione la risposta ad un interrogativo che pesa come un’oscura e irrisolta cappa di piombo sulla Città: il volere e dovere conoscere, in modo chiaro e circostanziato, prima e non dopo del 31 maggio, fatti e responsabilità che hanno determinato lo scioglimento dell’Amministrazione Comunale di Giugliano in Campania.

Quella Giugliano che spesso viene indicata dai politici, per sottolinearne in modo enfatico la rilevanza che dovrebbe avere e che invece non ha, come terza città della Campania dopo Napoli e Salerno, ed è vero, ma è altresì vero, e tanto sfugge o è ignorato, che Giugliano, per numero di abitanti, è la prima città d’Italia non capoluogo, e tra i circa 9000 Comuni d’Italia si colloca al quarantesimo posto, mentre è arduo stabilirne la collocazione per efficienza dell’Amministrazione e per i servizi ai cittadini.

Si va dunque incontro alle elezioni del 31 maggio come se nulla fosse accaduto e l’accaduto, anzi, risulta oggettivamente rimosso e dimenticato , come un fatto irrilevante di un passato remoto.

Nel ruolo, desidero precisarlo, di quisque de populo che può e deve esprimere liberamente il proprio pensiero, ritengo che il diritto-dovere di adoperarsi per conoscere le cause dello scioglimento dell’Amministrazione Comunale incomba su tutti i cittadini di Giugliano in Campania, compresi i signori Commissari che, in questi 2 anni, hanno amministrato la Città, nominati dallo Stato ma rappresentanti del Popolo. Personalmente, come ex presidente degli ex-alunni, ho manifestato questo mio malessere e l’istanza di conoscenza in un’assemblea, presieduta dal Vescovo di Aversa, v. Presidente della CEI, tenutasi nell’Istituto dei Fratelli Maristi, nell’autunno scorso.

Il non conoscere ancora, dopo 2 anni, fatti e responsabilità, non mi consente di esercitare con libertà, responsabilità, consapevolezza il diritto-dovere di voto.

Adempiere un diritto-dovere in queste condizioni stride con l’irrinunciabile dignità personale.
Non meno grave si presenta il quadro delle elezioni regionali in Campania, come quotidianamente denunciato dalla stampa e da autorevoli opinionisti, per la presenza nelle liste di candidati indagati e anche già condannati.

Accentua poi questa amarezza non tanto il fatto che il Governo della Repubblica disattenda una sentenza della Corte Costituzionale, quanto le motivazioni addotte che si fondano sul presupposto che tutti i cittadini italiani siano stupidi; mentre sarebbe semplice e vero comunicare che i “conti” non consentono, nell’immediato l’esecuzione integrale della sentenza della Corte Costituzionale e si parla con incompetenza e stupefacente faciloneria di un “bonus” per i pensionati.
Nell’ esprimere questa mia decisione di non votare, non mi sento affatto confortato che essa sarà adottata, come la stampa già prevede, da un numero di cittadini che si avvia a raggiungere la maggioranza assoluta, essendo già ora ampia maggioranza relativa.
Un libro pubblicato pochi anni fa e che ha ottenuto un notevole successo internazionale termina con questa frase :”maledetti bastardi, sono ancora vivo !”
Quella conclusione mi deluse e mi amareggió, non perché non condividessi quel “maledetti” che invece condivido pienamente, rivolto contro il male e la camorra, ma perché con quel finale è proclamata la salvezza di un singolo.
Qui, a Giugliano in Campania, il problema è la salvezza di tutti e in particolare dei giovani.

Il diritto alla vita, il diritto alla salute è il primo e fondamentale diritto che continua, con infamia, ad essere oltraggiato.

I necrologi che quotidianamente vengono affissi in città rendono amaramente nota a tutti l’età dei defunti, spessissimo compresa tra i 40 e i 60 anni.

Non mi sembra che questa sia un’età in cui sia normale e naturale morire; mentre fino a poco tempo fa e, in parte, tutt’ora si continua a negare dai responsabili della sanità qualsiasi rapporto tra avvelenamento del territorio e mortalità.
Con il diritto alla vita e alla salute oltraggiato e compromesso che significato ha parlare degli altri diritti ? Che significato ha votare ? La dignità residua non lo consente.

Presso l’ONU, la Banca Mondiale di New York, la BCE di Francoforte, l’Università di Cleveland negli USA, e in tante altre città d’Italia e d’Europa, numerosi sono i giovani e le giovani di Giugliano che ricoprono incarichi di prestigiosa responsabilità, e nella stessa Giugliano va ampliandosi la schiera di docenti universitari, fino a qualche decennio fa inesistente, e di prestigiosi operatori al servizio dello Stato, nelle professioni, nella narrativa, nel giornalismo. Questi giovani, in particolare, non meritavano l’onta di scoprirsi cittadini di un Comune sciolto per camorra.

Le ho scritto, Signor Presidente, con la grande stima e fiducia che mi derivano dalla Sua elevata testimonianza di vita e dalla sua specifica e onorata sensibilità.

La ringrazio infinitamente per l’attenzione e Le porgo i più deferenti saluti
Avv. Giovanni Bottone, 
Giugliano in Campania

20 maggio 2015

Accademia dei Parmenidei. Ufficio stampa.

La Democrazia Cristiana in Trentino (1945-1994)

Da Roberta Zalla, Casa editrice Il Margine srl, addì 22.5.2015

Un partito di popolo, di governo e di potere di Paolo Piccoli e Armando Vadagnini, con la prefazione di Enrico Letta.

Riva del Garda (Tn)_ Giovedì, 28 Maggio 2015 alle ore 20.30 Riva del Garda, presso la Biblioteca Civica di Riva in Piazza Garibaldi 5. Introduce e coordina Graziano Riccadonna. Saranno presenti gli autori. Nel 1994 la Democrazia Cristiana, a cinquant’anni dalla sua nascita, cessava di esistere. Si apriva così la strada alla baldanza mediaticamente esaltata e carica di ambiguità di chi si apprestava a «scendere in campo» per consegnare l’Italia a una lunga stagione di illusioni e di fallimenti. Con questa loro ricca e appassionante ricerca Armando Vadagnini e Paolo Piccoli, storici del movimento cattolico, ricostruiscono dall’interno – a partire da un minuzioso scavo negli archivi del partito – le vicende della Democrazia cristiana in Trentino, consegnandole in modo definitivo alla storia. La vicenda della Democrazia cristiana trentina è così restituita con freschezza non solo ai vecchi militanti, ma anche agli avversari di un tempo e soprattutto ai giovani di oggi che vogliano capire in profondità il loro stesso passato.

European Choral Festival domani a Seravezza

locandina 23 maggio A3

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