Libera Cronaca da Italia bene comune 1553 del 21 e 22 maggio 2015

Libera Cronaca da Italia bene comune 1553 del 21 e 22 maggio 2015

# Je suis Charlie

# No al facismo”

# Se togliendo i diritti agli operai si incentiva l’Occupazione, perché non togliere i diritti –privilegi ai politici italiani per incentivare la Democrazia?

Dal numero 1536 qualunque e-mail che sarà pubblicata sul blog liberacronacachenonce sarà anticipata da nome, cognome del soggetto che l’ha inviata e da questa SPECIFICAZIONE: il blog non si assume nessuna responsabilità in ordine alla veridicità delle comunicazioni. Ciò non ci esime eventualmente dall’ intervenire su quanto riteniamo pregiudizievole. E’ assicurato il diritto di replicare.

Il blogger Giuseppe Vezzoni

giuseppevezzoni@gmail.com

Emergenza profughi in Toscana

Marcheschi: “Soldi in cambio di profughi. Pressioni ai Sindaci e ai privati”.L’invito di Marcheschi a non accettare soldi e a denunciare la situazione.

Da Ufficio stampa Fdi, 20 Maggio 2015

Toscana_ E’ una denuncia quella del consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Paolo Marcheschi, in merito alle pressioni che la Regione Toscana e il Governo nazionale stanno facendo sulla collocazione dei profughi nella nostra regione, ma anche un appello a tutti i cittadini a denunciare eventuali pressioni sui privati sull’obbligo di accogliere in piccoli alberghi, pensioni, agriturismi e case sfitte i tanti profughi che stanno per arrivare sul territorio toscano.

Mi risulta che molti piccoli albergatori, pensioni e anche privati con case sfitte sul territorio siano stati contattati e gli sia stato proposto in cambio di soldi di mettere a disposizione le loro proprietà. Inoltre, cosa ben più grave, molti di loro si ritengono obbligati a farlo, ma è bene chiarire che nessuno può obbligarli e che se accetteranno quei soldi, prenderemo una strada del non ritorno: perché da soluzione temporanea diventerà, con il tempo, una soluzione definitiva e sarà un’invasione. Anche gli stessi Sindaci non sono obbligati a ospitarli e se non non hanno strutture pubbliche, non possono obbligare nessuno ad occupare case sfitte o strutture private.

Scriverò una lettera al prefetto perché si faccia chiarezza sulla questione ed invito le persone a denunciare eventuali intimidazioni e pressioni sul tema”.

Sabato 8° consegna catalogata dei documenti dell’Archivio Giuseppe Vezzoni

Da Giuseppe Vezzoni,addì 21.5.2015

Con la consegna di sabato ammonteranno a 1631 i documenti che finora Giuseppe Vezzoni ha consegnato all’archivio presso il Dipartimento di Storia Contemporanea dell’ateneo di Pisa. La prima consegna è avvenuta il 26 luglio 2010 e allora la cura era del prof. Paolo Pezzino. Adesso, dopo la sua andata in pensione, la cura è passata al ricercatore Gianluca Fulvetti. Al termine del lavoro di catalogazione, il file completo della documentazione consegnata, comprendente la data, l’oggetto e l’eventuale numero di protocollo, sarà messo a conoscenza sul sito dell’Università e su Libera Cronaca. Ancora da decidere dove saranno collocati i documenti informatici curati da Giuseppe Vezzoni durante l’ultra ventennale ricerca sul 12 agosto 1944, fra cui il Dossier Martiri di Mulina di Stazzema (1999-2010) e La Memoria nel segno della Fondazione del Parco della Pace ( 2011 in poi).

Lasciamo da parte le quisquilie e parliamo dei punti sinodaliLibro Paoletti 001

Da Paolo Paoletti, addì 21.5.2015

Questa volta non replico alla tua accusa di mia “illogicità morale e politica”. Semplicemente non ho capito che cosa tu voglia dire.

Io dico all’amico Vezzoni che dopo la sentenza del 2005, dove si legge “i lembi delle divise viste sulla catasta di cadaveri appartenessero a qualche italiano che indossava l’uniforme tedesca “ non hai mai parlato di vittime fasciste. In tre o quattro libri pubblicati dopo il 2005 non hai mai commentato la sentenza dove si parla di morti fascisti. Siccome i partigiani non avevano avuto alcuna perdita, io nel e-book dell’aprile 2014 e nel libro cartaceo del marzo 2015 ho logicamente concluso che i cadaveri erano fascisti in un numero minimo di sei. Tu nei tuoi sei libri hai sposato come tutti la versione data dai partigiani sciacalli di due cadaveri di soldati tedeschi fucilati dai camerati e bruciati sulla piazza, anche se la logica e i testimoni con cui anche tu avevi parlato (Angelo Berretti ne vide uno il 12 agosto e Avio Pieri ne vide due il 13 agosto) escludevano che i tedeschi potessero aver fucilato metà del plotone d’esecuzione. Dopo che Pezzino nel 2004 in tribunale e poi nel suo libro del 2008 e del 2013 aveva escluso che il comandante tedesco potesse aver fatto fucilare seduta stante i propri soldati, nei tuoi libri successivi al 2008 non hai riflettuto sul piastrino di riconoscimento di un ex se internato italiano ritrovata sulla piazza. Ti sei sempre ostinato e ti ostini a non voler mai parlare di quei cadaveri italiani bruciati sulla piazza. Illogicamente io ho concluso che, siccome i tedeschi non potevano aver fucilato alcuni soldati fascisti, quei cadaveri non erano volati sulla piazza ma vi erano stati portati nel pomeriggio del 12 e nel 13 agosto. E se sulla piazza c’erano dei cadaveri non fucilati sul posto, ho illogicamente concluso che erano stati uccisi da qualche altra parte. Poi, siccome il ferito tedesco Eggert aveva raccontato di essere stato ferito “in cima alla collina”, ovvero sul crinale, ed era passato per Bambini e la Vaccareccia, ho illogicamente concluso che qualcuno ve li aveva portati successivamente. E chi poteva aver portato sei cadaveri dal crinale fin sulla piazza se non chi li voleva far vedere alla popolazione ? Solo i gappisti avevano l’abitudine di lasciare i caduti nemici in bella mostra, a Sant’Anna erano così orgogliosi di avere scatenato una rappresaglia che li portarono sulla piazza per esibirli come trofei.

Io nell’ e-book dell’aprile 2014 e nel libro cartaceo del marzo 2015 ho parlato di “vendetta fascista” e di “fascisti assassini”, il 25 aprile 2015 la ministra Boschi ha parlato di “un fascista assassino”. Quest’espressione manca in tutti i tuoi libri. Perfino dopo l’uscita della ministra Boschi ti sei limitato a dire che “c’erano i fascisti in mezzo ai tedeschi”.

Mi hai accusato di essere caduto in un ossimoro quando l’anno scorso ho scritto “partigiani sciacalli”. Ora che hai sotto gli occhi la confessione di uno di questi delinquenti, ti rifiuti di affrontare questo un argomento.

Questi sono i temi da cui continui a tenerti lontano. Perché non hai mai detto quello che ti aveva raccontato Angiolo Berretti cioè che il padre di ….. era stato un volontario fascista? Se avessi indagato avresti scoperto che era stato un ufficiale della Milizia Volontaria Sicurezza Nazionale. Capisco che …. abbia taciuto in tribunale e taccia ancora oggi ma tu perché non dici che la strage ai Franchi fu un eccidio dei brigatisti neri contro i fascisti santannini che vivevano da “separati in casa” con i partigiani ? È da settant’anni che si tralasciano i nodi fondamentali e ci si accapiglia se i due soldati tedeschi erano stati feriti da fuoco amico o nemico. Neppure con i documenti sotto gli occhi le istituzioni si rifiutano di aprirli. Per adesso tutti, eccetto noi, si sono fatti superare a sinistra dalla ministra del governo Renzi. Aspettiamo che qualcuno cominci a contestare le nostre affermazioni sui gappisti, sulle vittime fasciste e sulla vendetta fascista.ALL'ALBA-DI-SANT'ANNA_lineLibro  Un prete indifeso in una storia a metà

Re: Paoletti, nei libri di Giuseppe Vezzoni è stato messo tutto ciò che non poteva essere contestato. Ti ripetiamo, Angiolo Berretti non ci ha mai parlato del segretario fascista ucciso né del padre sul cui nome del figlio abbiamo posto i puntini. Negli scritti di Berretti che abbiamo ricevuto non c’è nulla tutto ciò, ma se ci fossero state queste testimonianze, il nome del segretario ucciso l’avremmo messo ma non il nome del figlio del volontario fascista. La storia si può fare senza tirare nel fango della cronaca e dell’editoria chi non ha colpe per il passato dei genitori. Per l’atto di sciacallaggio avvenuto a Mulina ci siamo comportati così: abbiamo ricostruito il fatto ma tralasciato di fare deliberatamente i nomi.

Per quanto ci riguarda, invece, non ci sono state remore a mettere nel libro All’alba di Sant‘Anna l’episodio dell’operazione partigiana finalizzata a catturare il fascista e repubblichino Giulio Vezzoni di Pontestazzemese (fratello del mio nonno Antonio e zio di mio padre). Per la prima volta l’episodio è stato riportato su una pubblicazione per fare luce su un’operazione partigiana durante la quale ci scappò il morto e fu ferito il figlio del Vezzoni, vulgo “Il Gobbo.

Non ci piace l’aggettivazione che ripetutamente usi per i partigiani. Noi non lo facciamo perché certi termini rischiano di offendere anche coloro che sono stati un esempio di combattenti per la libertà, dando per essa la vita o hanno sopportato indicibili sofferenze.

Si può fare storia “extra vulgata” senza ricorrere alla pesantezza della terminologia e senza conferire etichette a chicchessia. Ci vuole sempre il rispetto verso gli altri, anche e soprattutto quando non ci viene portato. Comunque il libro Un prete indifeso su una storia a metà è stato scritto per difendere don Vangelisti e per reagire ad una delegittimazione morale e storica portata avanti con il consenso delle istituzioni contro un uomo deceduto, che non poteva difendersi. Non è pertanto un libro espressamente incentrato sulla strage di Sant’Anna. Per concludere, l’orazione del ministro Boschi fatta il 25 Aprile a Sant’Anna, se non era per Libera Cronaca, sarebbe servita solo a far fare lo scoop a Il Tirreno e poi rientrare nel bunker del silenzio. Invece non è stato così. (Giuseppe Vezzoni,addì 21.5.2015)

Il 70° della Liberazione con le iniziative di Linea Gotica-Officina della memoria

Da Linea Gotica.Eu,addì 21.5.2015

Si stanno concludendo le attività con le scuole e già stiamo pensando alle novità didattiche per il prossimo anno. Molte sono le iniziative che vedono coinvolta la nostra associazione per celebrare il 70° anniversario della Liberazione.

Fanano e Sestola 70 anni dopo: Dal 31 maggio al 2 giugno gli eventi per ricordare la fine della 2° guerra mondiale

70° della Liberazione nella Valle del Lavino: Martedì 2 giugno, Trekking col treno 2015 a Monte San Pietro

Il prossimo 21 giugno, alla presenza della 10th Mountain Division Descendants, verrà ufficialmente inaugurato il Centro Tematico dei Monti della Riva di Trignano (Fanano, Mo) che ospita la sezione “Storie di uomini in guerra sulla Linea Gotica dei Monti della Riva”.

Escursione alla Valle Sacra dei Liguri Apuani, la Valle del Cardoso

24 maggio la valle sacra dei Liguri Apuani apuantrek

Da Stefano Pucci,Guida Ambientale Escursionistica Parco Regionale Alpi Apuane. Iscritto all’Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche. Addì 21.5.2015

Stazzema_ Domenica prossima 24 Maggio faremo una escursione storica,fotografica e naturalistica alla scoperta di una tra le più belle vallate delle Alpi Apuane, quella da cui sgorga una piccola sorgente che ha dato il nome a un territorio molto vasto, la Versilia. E’ un percorso ad anello su sentieri CAI e tracce di sentiero. Si andrà in un balcone incredibile come visione panoramica, dove solo poche persone fino ad oggi ci sono state, si potrà ammirare la Pania della Croce, il Forato, il Procinto con i suoi bimbi, il Nona e anche il mare. Si visiterà il luogo sacro di Trogna con le sue incisioni rupestri, tra cui i famosi 43 Pennati in parte Cristianizzati, cioè con croci incise sopra questi simboli. Incidere la roccia è gesto antichissimo e comune a tutte le civiltà, in questo “libro” di pietra che attende ancora di essere letto nella sua completezza, sono raccolte le tracce delle nostre radici fatte di speranze, di richieste, di iniziazione, di ringraziamenti, di cristianizzazione, di proprietà e di giochi, le radici di un popolo che aveva eletto queste montagne a sua dimora.

Per informazioni e prenotazioni tel. 3381399107 entro sabato 23 Maggio ore 19. In allegato la scheda escursione con tutti i dettagli.

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