Libera Cronaca da Italia bene comune 1552 del 20 e 21 maggio 2015

Libera Cronaca da Italia bene comune 1552 del 20 e 21 maggio 2015

# Je suis Charlie

# No al facismo”

# Se togliendo i diritti agli operai si incentiva l’Occupazione, perché non togliere i diritti –privilegi ai politici italiani per incentivare la Democrazia?

Dal numero 1536 qualunque e-mail che sarà pubblicata sul blog liberacronacachenonce sarà anticipata da nome, cognome del soggetto che l’ha inviata e da questa SPECIFICAZIONE: il blog non si assume nessuna responsabilità in ordine alla veridicità delle comunicazioni. Ciò non ci esime eventualmente dall’ intervenire su quanto riteniamo pregiudizievole. E’ assicurato il diritto di replicare.

Il blogger Giuseppe Vezzoni

giuseppevezzoni@gmail.com

Whirlpool: dopo un mese di trattative aumenta l’esubero del personale di altri 500 unità

Da Giuseppe Vezzoni,addì 20.5.2015

Doccia fredda al tavolo delle trattative tra la Whirlpool (ex Indesit), i sindacati e il Ministero dello Sviluppo Economico: gli esuberi salgono a 2060, una cifra che rappresenta un terzo degli occupati in Italia nel settore degli elettrodomestici. La multinazionale statunitense si impegna a non licenziare unilateralmente fino al 2018 ma chiede incentivi, il sindacato e il Ministero dello Sviluppo Economico chiedono invece un nuovo piano industriale che escluda la chiusura degli stabilimenti,fra i quali quello di Caserta, e i licenziamenti.

Sfiorano i 61 milioni i residenti in Italia, di cui 5 milioni sono cittadini stranieri

Da Giuseppe Vezzoni,addì 20.5.2015

Dal Rapporto Annuale Istat si apprende che i residenti in Italia sfiorano i 61 milioni,di cui l’8,3% sono cittadini stranieri. Le comunità maggiori sono quelle dei romeni,albanesi,marocchini e cinesi. Il 40% degli stranieri vive nel centro-nord. Il 50% dei quattordicenni dichiara di trovarsi bene e più di 1/3 molto bene. I cinesi sono quelli che denunciano la condizione peggiore. Rispetto ai cinesi i filippini hanno una possibilità quattro volte maggiore di trovarsi bene in Italia, gli ucraini e i romeni il triplo, gli albanesi, i polacchi, i moldavi, gli indiani, i tunisini e i marocchini poco piu’ del doppio.

Democrazia Diretta denuncia le più alte cariche dello Stato per aver ceduto la sovranità nazionale in violazione dell’art.241 del c.p. L’esposto è stato depositato da Gabriele Chiurli questa mattina presso la Procura di FirenzeGabriele in ufficio 3

Da Ufficio Stampa Elettorale – Democrazia Diretta Paola Baroni,addì 20.5.2015Foto Esposto con timbro Procura

Firenze_ La denuncia del candidato governatore della Toscana per Democrazia Diretta, Gabriele Chiurli, contro le più alte cariche è stata depositata questa mattina dallo stesso Chiurli, poco prima della conferenza stampa, presso la Procura della Repubblica di Firenze. E’ partita dalla Toscana ma si estenderà a tutte le Procure della Repubblica toscane e a quella di Roma, l’azione di Democrazia Diretta che nella persona del suo candidato a presidente delle prossime regionali in Toscana, ha denunciato le più alte cariche dello Stato dal 1992 in poi.

Nell’esposto figurano, solo per citarne alcuni, i nomi di Giorgio Napolitano, Mario Monti, Enrico Letta, Matteo Renzi ma anche dell’attuale Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Il 1992 perché è l’anno di Maastricht, l’anno del “grande inganno” che prepara la creazione dell’Unione monetaria europea, e “da Maastricht in poi”, scrive nella sua denuncia Chiurli, “non sarà più la moneta ad adeguarsi all’economia ma l’economia a doversi adeguare alla moneta”. Per Democrazia Diretta il 1992 è soprattutto l’anno in cui i politici con la cessione della sovranità dell’Italia, danno il via deliberatamente alla crisi economica, utilizzandola come leva per cancellare diritti e democrazia in favore della finanza.

La Costituzione viene tradita – dichiara il candidato a governatore, Gabriele Chiurli – e nostro dovere è quello di denunciare tutti coloro che collaborano affinché l’Italia perda definitivamente indipendenza e sovranità in favore della finanza. La nostra classe politica – incalza Chiurli – ha lavorato per anni e lavora oggi per interessi contrari a quelli nazionali. I reati che andiamo a denunciare sono quelli che puniscono i delitti contro la personalità dello Stato. Dal punto di vista costituzionale, l’art.11 della nostra Costituzione è il primo ad essere stato violato, mentre il duplice attacco alla sovranità e all’indipendenza nazionale, mette in gioco valori che l’ordinamento penale protegge con gli art.241 e 243 del codice penale. Democrazia Diretta non si fermerà fino a che non si aprirà un giusto processo contro tutti i responsabili di questa oscena dittatura finanziaria”.

Il substrato giuridico da cui prende il via la denuncia è semplice: la cessione della sovranità, è un atto ostile contro la personalità dello Stato e, quindi, un reato.

Il codice penale – sostiene in conferenza stampa l’avvocato Marco Mori che ha redatto l’atto di denuncia e che è anche candidato consigliere per Democrazia Diretta – punisce le menomazioni dell’indipendenza della sovranità nazionale, considerandola fra gli atti ostili contro la nazione. Una volta queste situazioni avvenivano con le forze armate che entravano in uno Stato e lo Stato perdeva la propria sovranità sul territorio. Oggi questo avviene con le normative dei Trattati europei che hanno imposto cessioni di sovranità e menomato l’indipendenza nazionale in violazione di legge, così sottraendo al popolo la sua sovranità”.

I giovani di Moers (Germania) a Sant’Anna di Stazzema

Prosegue il progetto del Comune di Stazzema con i ragazzi tedeschi

Comunicato a cura di 2muv, Parco Nazionale della Pace, Museo Storico della Resistenza Sant’Anna di Stazzema,addì 20.5.2015

Sant’Anna di Stazzema- Sono arrivati la mattina di lunedì 18 maggio da Moers, località tedesca vicino a colonia, i sei giovani che per una settimana lavoreranno a Sant’Anna di Stazzema, per sistemare i sentieri con interventi di piccola manutenzione, riparare la staccionata lungo la via crucis danneggiata dal vento del 5 marzo (staccionata realizzata alcuni anni fa da altri giovani tedeschi) e altri interventi ai franchi, presso l’abitazione di Enrico Pieri, uno dei luoghi della strage del 12 agosto 1944.

Lo SCI di Moers, diretto da Frank Liebert, è l’ente con cui il Comune di Stazzema da anni ha avviato un progetto, coordinato dalla LVR- Confederazione Generale della Renania, volto al coinvolgimento dei giovani tedeschi per svolgere lavori ed interventi a Sant’Anna di Stazzema, con lo scopo di far conoscere loro la storia della strage e rendere omaggio alle vittime. I ragazzi incontreranno i giovani studenti dell’Istituto d’arte Stagio Stagi, dove lavoreranno insieme ai coetanei per realizzare un’installazione artistica, come oramai accade da diversi anni, sotto la guida del prof. Claudio Marchetti. Durante la settimana incontreranno Enrico Pieri, superstite della strage e Presidente dell’Associazione Martiri di Sant’Anna e visiteranno il Museo e il Parco Nazionale della Pace. Attraverso Sant’Anna di Stazzema l’istituto di Moers ha avviato una collaborazione con la città di Deinze dove, in località Vinkt, avvenne un massacro di civili nel 1940 durante l’occupazione tedesca del Belgio. Infatti lo scorso anno la LVR ha inserito Deinze nella rete di località in cui sviluppare progetti sulla memoria insieme ad altre realtà europee, come Sant’Anna e paesi della Grecia, Francia, Ucraina. “Il rapporto con la LVR è consolidato ed intendiamo lavorare per sviluppare sempre di più una progettualità ad ampio respiro, che consenta il coinvolgimento di giovani italiani ed europei per incentivar il senso di appartenenza all’Unione Europea, fondato sui valori portanti della nostra Costituzione ed in primis sulla conoscenza dei fatti di Sant’Anna: sulle macerie e gli orrori della Seconda Guerra Mondiale è sorta l’Unione Europea. La consapevolezza nasce dalla conoscenza ed è fondamentale coinvolgere i giovani in questi progetti”– spiega il Sindaco di Stazzema, Maurizio Verona.

Il Comune di Stazzema sta lavorando per rendere il Parco Nazionale della Pace un punto di riferimento a livello europeo per promuovere progetti legati alla pace e ai diritti dell’uomo, partendo dal ricordo della strage: la memoria diventa motore per la cittadinanza attiva, consapevole, indispensabile per costruire una coscienza collettiva basata su valori comuni e condivisi”.

Il Comune di Stazzema aderisce alla VII Giornata nazionale delle MiniereLeviglianiMiniera1

I consiglieri delegati Olobardi e Tovani: “Si valorizza la storia del nostro territorio”

Da Michele Morabito, funzionario del Comune di Stazzema, addì 19.5.2015

Stazzema_Il Comune di Stazzema ha aderito alla VII Giornata Nazionale delle Miniere, promossa dall’Istituto Superiore per la Ricerca Ambientale, dall’Associazione italiana per il patrimonio archeologico industriale, dall’Associazione nazionale ingegneri minerari, dall’Associazione Mineraria Italiana e dall’Associazione Italiana di Geologia e Turismo per diffondere il valore ed il significato culturale del turismo geologico che sta riscontrando un crescente interesse sull’intero territorio nazionale. Per il 30 e 31 maggio il Comune di Stazzema ha predisposto diverse iniziative tra cui la visita ad alcuni siti minerari dismessi, la predisposizione di una mostra mineralogica con i minerali rari ed unici presenti nel territorio e che secoli sono stati fonte di economia nei secoli, un convegno sul patrimonio arche minerario in Versilia ed altre iniziative con il contributo delle attività economiche del Comune che predisporranno menù tematici.

Il Comune di Stazzema ha una lunga tradizione di estrazione mineraria”, commentano i consiglieri Emanuela Olobardi ed Alessio Tovani che hanno seguito il progetto, “ed era noto in antichità per le sue attività manifatturiere ed era importante aderire a questo tipo di iniziative che ci consentono di mantenere l’attenzione sulle ricchezze presenti in Versilia e valorizzarle, coinvolgendo tutte le forze del territorio, istituzioni, cittadini ed i turisti. Abbiamo bisogno di una riscoperta di questa tradizione che si è perduta con il tempo per non perdere il legame con le nostre radici, ma anche come una occasione di promozione di una Versilia poco conosciuta e che merita la massima attenzione, compatibile con la salvaguardia della storia e dell’ambiente. In questi due giorni riscopriremo molti luoghi, numerosi manufatti, vecchie gallerie, vecchie infrastrutture, antiche ferriere che sono parte di un unico percorso che offriamo a tutti coloro che vorranno partecipare questo appuntamento”.

Il programma completo delle iniziative è visualizzabile sul sito del Comune di Stazzema e sulla pagina Facebook e Twitter del Comune.

Per info e prenotazioni rivolgersi all’Ufficio Cultura

0584/775203 775204

morabito.michele@comune.stazzema.lu.it

Paolo Paoletti replica alla replica di Giuseppe VezzoniLibro Paoletti 001

Da Paolo Paoletti,addì 18.5.2015

1) Vezzoni si ostina a dimenticare che Angiolo Berretti disse il 15 dicembre 2004 che il segretario del fascio Rinaldo Bertelli era stato ucciso. O Vezzoni è uno smemorato oppure da 10 anni Vezzoni scrive sulla strage di Sant’Anna senza aver letto le testimonianze processuali.

2) se Vezzoni avesse ritenuto la notizia dell’uccisione del segretario del fascio importante in due mesi (tra l’aprile e il giugno 2014) avrebbe potuto correggere il testo del suo libro.

3) Vezzoni: “Falso: non tutti i fascisti di Sant’Anna furono uccisi! Capiamo che Paoletti deve fare pubblicità al suo lavoro ma sta rendendosi storicamente poco affidabile”. Se replichiamo a Vezzoni non è per farci pubblicità ma per correggere i suoi evidenti errori. È ovvio che non tutti i fascisti santannini furono uccisi: si salvarono solo quelli che fuggirono come Italo Farnocchi. Furono uccisi tutti quelli che rimasero in casa, come i Pieri de I Franchi.

4) Vezzoni: “i fascisti erano tra i massacratori”. No, i fascisti erano i massacratori confusi tra i tedeschi che sgomberavano.

5) Vezzoni “Per dimostrare l’illogicità morale e storica di cui Paoletti si fa reiterato e cocciuto portatore nei confronti della storia del 12 agosto 1944 e di Giuseppe Vezzoni” riportiamo quanto Vezzoni scriveva a pagina 98 del libro “All’alba di Sant’Anna” edito nel 2014: ribadiva la sua ““certezza che a S. Anna fu pianificato e commesso un crimine contro l’umanità senza che ci siano state cause scatenanti”. Confidenzialmente già nel 2013 gli avevamo anticipato che c’erano stati almeno sei morti fascisti. Se nel 2014 si ostinava a scrivere di una “strage senza cause scatenanti” non credeva alla nostra anticipazione. Chi ha queste certezze può essere definito “di governo” o “di opposizione” ?ALL'ALBA-DI-SANT'ANNA_lineLibro  Un prete indifeso in una storia a metà

Re: Confermiamo l’illogicità morale e storica e l’imprecisione di Paolo Paoletti, il quale riporta la frase estrapolata alla pag. 98 del libro All’Alba di Sant’Anna mentre tale frase si trova a pag. 98 nella seconda edizione integrata e corretta del libro Un prete indifeso in una storia a metà (2014).

Lo storico, inoltre, non rivela che la stessa frase si trova a pag.16 della prima edizione del libro (2006). Nella sua volontà mistificatrice atta a portare acqua al suo mulino di certezze, si guarda bene di rivelare che nella seconda edizione della pubblicazione è stata riportata interamente la prima edizione e che la frase va letta nel contesto della pagina, tanto che, subito dopo, Giuseppe Vezzoni critica il quadro troppo perfetto che gli autori del libro Vite bruciate, Giovanni Cipollini e Claudia Buratti, hanno fatto sulla strage, tralasciando alcuni passaggi della sentenza.

Ma lo storico Paoletti è scorretto nell’affibbiare l’etichetta “di governo” nascondendo soprattutto un fatto a lui ben conosciuto: nonostante la frase evidenziata da Paoletti, quindi concezione “di governo”, la prima edizione di questo libro è stata respinta nei fatti, pur senza una motivazione scritta, dall’essere inserita tra le pubblicazioni presenti nel museo della Resistenza di Sant’Anna, mentre la seconda edizione è dovuta passare al vaglio di una commissione prima di essere accettata.

A tal fine riportiamo la nota 36, posta da Paolo Paoletti a pag. 34 del suo libro S. Anna di Stazzema. Una strage aggiustata, a corredo della seguente asserzione « Così il Museo della Resistenza è stato trasformato in fabbrica multimediale di Consenso: cartoni animati con nazisti armati di lanciafiamme e fanciulli e libri selezionati per adulti » 

Si legge : Mancano dalla biblioteca le prime due edizioni dei libri di Giuseppe Vezzoni “Un prete indifeso in una storia a metà” e “Mai Più”, rispettivamente del 2006 e 2011.

Con questa nota Paoletti va in contraddizione con la sua etichettatura ” di governo” che dà a Giuseppe Vezzoni.

Costatando che sui fascisti santannini ha corretto il tiro ma non quanto ci saremmo aspettati (ma forse a lui manca davvero qualche nome), per tutti gli altri punti ribadiamo quanto abbiamo già scritto ieri e quanto riportano i nostri libri, così come la limpidezza delle fonti in essi richiamate. Ricordiamo che già nel 2006 contestammo per primi l’audizione di Beckert, la testimonianza di Cesira Pardini rispetto a quelle precedenti, osservammo che le dichiarazioni di Lippert non potevano riferirsi al massacro perpetrato sulla piazza della chiesa di Sant’Anna, che le SS ferite, (sì, le SS, fintanto che non ci sarà una testimonianza che comproverà che tra i feriti c’erano fascisti ma sottolineando che la verità giudiziaria, che vuole un solo ferito fra i nazifascisti, non regge se si confrontano le testimonianze di Beckert, di Cesira Pardini, di Eggert e di Landa Belletti (Pelletti), la quale, nel suo riferire al quotidiano de La Nazione del 12 agosto 2013, rende più fondati i dubbi sia sulla questione dei feriti sia sulla presenza dei partigiani nel paese la mattina del 12 agosto 1944. A tal proposito, a pag. 51 della seconda edizione del libro Un prete indifeso in una storia a metà si legge: “Analizzando le testimonianze di Landa Belletti (Pelletti) e Cesira Pardini, più che un fantasma creato dall’immaginazione o il desiderio di cercare la notizia sensazionalistica a tutti costi, come finora si è ritenuto, si concretizza invece l’eventualità che possa esserci realmente stato anche un secondo ferito e che, a questo punto, potrebbe trattarsi non di un militare tedesco ma di un repubblichino che era fra gli italiani che quella mattina parteciparono con le SS al massacro”.

A conclusione vorremmo ricordare che il libro Un prete indifeso in una storia a metà è stato scritto per una contrapposizione di conoscenza nei confronti del libro Vite bruciate e per difendere la figura di Don Giuseppe Vangelisti, ma soprattutto per ribellione civica, morale e storica di fronte ad un attacco scriteriato, ad una denigrazione di un sacerdote e di un uomo che non poteva più difendersi. In questa difesa abbiamo posto anche la figura dello storico Paolo Paoletti. Solamente questa scelta dimostra che l’etichettatura “di governo” che Paoletti affibbia a Vezzoni è una sconsideratezza bella e buona per portare con ogni mezzo acqua al proprio mulino, ossia all’ attenzione e alla promozione della sua pubblicazione .(Giuseppe Vezzoni,addì 20.5.2015)

Venerdì 22 sarà presentati il progetto Un cimitero per animali a Scandicci

Scandicci_Il presidente del Parco di Spazzavento Srl di Scandicci, Marcello Carrai presenta il progetto di un Cimitero per animali che sarà realizzato a Scandicci all’interno del più ampio progetto del Parco di Spazzavento, un luogo di svago e meditazione, unico nel suo genere in tutta la Toscana, dove sarà possibile tumulare gli animali di affezione. Intervengono alla presentazione: Elisabetta Meucci, Assessore all’Urbanistica e alle Politiche del Territorio del Comune di Firenze, Andrea Giorgi, Vicesindaco e Assessore all’Urbanistica del Comune di Scandicci, Marcello Carrai, presidente del Parco di Spazzavento Srl. E’ stato invitato alla presentazione del progetto anche il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi.

Venerdì 22 Maggio 2015 ore 11 presso Lebbiano Residence, via delle Croci 50 Scandicci

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