Libera Cronaca da Italia bene comune 1472 del 23 e 24 gennaio 2015

Libera Cronaca da Italia bene comune 1472 del 23 e 24 gennaio 2015

Je suis Charlie

giuseppevezzoni@gmail.com

Ultim’ora Azzurro Versilia & Cultura del 25 gennaio 2015 n. 12

giuseppevezzoni@gmail.com

Stasera Seravezza rende omaggio alla grande poesia di Alda Merini con il recital di Dario Marconcini e Giovanna Daddimarconcini daddi_2

Seravezza_ Un recital nel nome della poetessa Alda Merini, parole e versi per raccontare la vita di una scrittrice considerata uno dei massimi esponenti della poesia italiana. E’ questo lo spettacolo di Dario Marconcini e Giovanna Daddi dal titolo “Oh mia poesia salvami” che andrà in scena domani domenica 25 gennaio alle ore 21.15 sul palco del Teatro delle Scuderie Granducali di Seravezza (Lu), viale L. Amadei 230, nell’ambito del cartellone teatrale “Piacevoli tocchi” diretto da Elisabetta Salvatori e organizzato dal Comune di Seravezza e dalla Fondazione Terre Medicee. Dario Marconcini, direttore del Teatro di Buti e l’attrice e autrice Giovanna Daddi, hanno dedicato la vita al teatro. Il recital sarà un percorso che accompagnerà lo spettatore in un viaggio all’interno della vita e della sensibilità poetica della scrittrice milanese, una specie d’atto di fede nella parola recitata, nell’emozione del sipario che si apre e insieme si apre il cuore di chi ascolta. Saranno oltre 30 le poesie e due le prose che saranno lette sul palco dai due attori, accompagnati in alcuni brani dal piano di Riccardo Gargiulo. “Scegliere le poesie di Alda Merini per lo spettacolo è stato molto difficile – ha spiegato Dario Marconcini – per la vasta produzione e la bellezza delle poesie che ha scritto dal 1953 al 2009, anno della sua scomparsa. Ma questo l’abbiamo fatto confrontandoci e secondo la nostra sensibilità cercando di ripercorrere la sua vita e i suoi stati d’animo. Una vita a tratti difficile, dove ha alternato gli anni in manicomio con altri periodi più sereni con la famiglia. Le sue poesie raccontano la Milano dei Navigli, la sua vita in manicomio, ma anche l’amore e il suo rapporto tormentato con la religione. Lei si considerava una religiosa laica ma nelle sue poesie troviamo gli angeli e Gesù e aveva comunque un grande rispetto per la fede. Invece della sua follia non scriveva nulla non quando era chiusa in manicomio ma dopo a casa, con lucidità. Abbiamo poi deciso di leggere le poesie e non recitarle – ha concluso l’attore – perché abbiamo voluto mantenere il rapporto con il testo e la scrittura il più fedele possibile”.

Per il pubblico quindi una splendida occasione per ascoltare dal loro lavoro, dal suono, dall’intensità di ogni parola e silenzio la poesia di Alda Merini capace di esprimere forza e sentimenti in un modo così intenso da far tremare i polsi.

I biglietti dello spettacolo possono essere acquistati presso i punti vendita del circuito Bookingshow o direttamente sul sito http://www.bookingshow.it

Rivenditori autorizzati: Versilia Vacanze Lido di Camaiore, Fantasy World Viaggi, Querceta, piazza Alessandrini, (davanti Stazione), oppure presso la segreteria della Fondazione Terre Medicee, Palazzo Mediceo viale L. Amadei 230 Seravezza, dal martedì al venerdì dalle ore 10.00 alle 12.00. Info tel. 0584.757443 – 0584.756046, segreteria@terremedicee.ithttp://www.terremedicee.it

Seravezza 24 gennaio 2015

Ufficio stampa Fondazione Terre Medicee, agenzia ILogo Fabrizio Lucarini,

Presentati ieri alla Croce Bianca i libri su Don Fiore Menguzzo e don Giuseppe VangelistiDSCN9322

Querceta di Seravezza_ Buon pubblico ieri alla Croce Bianca di Querceta per la presentazione dei libri All’alba di Sant’Anna (ed. Il Margine) e Un prete indifeso in una storia a metà (Pezzini editore) nonostante che in orario concomitante si tenesse un rito funebre a Sant’Anna di Stazzema per la morte del 67enne Adriano Pieri e a Pontestazzemese gli alpini della Versilia e l’amministrazione comunale commemorassero presso il tempietto alpino il 72° anniversario delle battaglie di Nikolajeska e Waluiki.DSCN9325

Erano presenti come amministratori di Stazzema i consiglieri Lorenzoni e Stagi, mentre per Seravezza il consigliere Riccardo Cavirani. Tra il pubblico in sala anche il presidente della Croce Bianca Roberto Roni, l’ex sindaco di Forte dei Marmi Cardini, che è intervenuto ricordando i martiri della Sassaia, e gli impresari lapidei Barsi, Bacci e Bandelloni. Dell’Istituto storico Lucchese, sezione Versilia Storica, era presente Giulio Galleni, il quale ci ha inviato alcune foto sulla presentazione. Del Circolo culturale Sirio Giannini era in sala Paolo Capovani.  In sala anche i titolari  della casa editrice Pezzini di Viareggio, Cristine e Lamberto. Come c’era stato pregato di fare, è stata pubblicamente giustificata l’assenza del sindaco di Stazzema, Maurizio Verona, impegnato istituzionalmente in Germania e che domani incontrerà Procuratore Generale di Amburgo, Sign. Lutz von Selle, in merito all’iter della possibile incriminazione in Germania dell’ex sottotenente delle SS Gerhard Sommer.DSCN9337

Interpretando indubitabilmente la soddisfazione dei relatori delle due pubblicazioni, la giovane dottoressa in Scienze della comunicazione Elisa Bandelloni e il prof. Paolo Verona, e quella del moderatore Ezio Marcucci doveroso esprimere un ringraziamento sentito a tutto il pubblico che ieri era presente alla Croce Bianca.

Con ieri si è chiuso un intenso periodo caratterizzato dalle presentazioni dei libri di Giuseppe Vezzoni e che era iniziato il 24 giugno scorso nella chiesa di Sant’Anna. In attesa di pubblicare gli interventi scritti di Paolo Verona e di Elisa Bandelloni, ci piace ricordare le parole che mons. Danilo D’Angiolo ha detto sul clero versiliese a riguardo del tragico periodo dell’estate del 1944 e per quanto i sacerdoti hanno fatto nella ricostruzione materiale e morale del dopoguerra.

Il Clero, sia con i suoi martiri sia con chi non ha subito il martirio, permette di levarci il cappello di fronte a persone che hanno scritto pagine belle e in cui è stato concretato lo spirito evangelico, che è nel Dna della cultura versiliese” .

Mons. D’Angiolo ha ricordato il martire dei lager Padre Massimiliano Kolbe, la cui reliquia è nel sepolcreto dell’altare della Chiesa del SS. Sacramento da lui costruita e chee fu consacrata nel 1983, in cui ha svolto fino al 2013 l’ultima parte del suo ministero sacerdotale. Come era stato annunciato, poiché la presentazione di ieri doveva onorare il Giorno della Memoria che in tutta Europa si celebrerà martedì prossimo 27 gennaio, è stato ricordato il sacrificio degli Internati militari Italiani nei lager nazisti leggendo una pagina del Rapporto della Commissione storica italo-tedesca. Riportiamo la crudezza dei numeri: 

600/650.000 uomini furono deportati. Di questi un numero che va dai 186.000 ai 197.000 decisero fino al marzo 1944 di continuare la guerra a fianco di Hitler e Mussolini. Nel 1 febbraio 1944, secondo le stime dell’Alto Comando della Wermacht, si toccò il picco degli internati: 24.400 ufficiali; 23.002 sottufficiali e 546.000 soldati. A questi numeri vanno aggiunti 8.500 internati militari impiegati come forza lavoro sul fronte orientale. Dopo l’8 settembre 1943 persero la vita 50.000 tra ufficiali e soldati e più di 10.000 furono i dispersi. Per il brutale modo di procedere della Wermacht durante le operazioni del disarmo morirono tra i 25.000 e i 26.000 soldati italiani. Di questi 6.500 persero la vita in battaglia, 6.000/6500 furono”uccisi perché cercarono di opporre resistenza e 13.000 annegarono su navi colate a picco a causa dei bombardamenti o del sovraffolamento”; 5.200 furono i dispersi. Nei lager nazisti morirono 25.000 internati militari italiani a causa delle disumane condizioni di prigionia a cui furono sottoposti. Resta sconosciuto il destino di ulteriori 5.000 internati militari, “le cui tracce si perdono nei lager “.

Bene gli abbracci e baci tra Germania e Italia ma alla tragica questione degli internati militari italiani manca ancora il risarcimento morale, storico e materiale per i patimenti subiti, ricordando che senza il viaggio nei luoghi della memoria del presidente emerito Carlo Azeglio Ciampi, il quale il 2 marzo 2001 andò a Cefalonia e riabilitò i militari italiani e l’Italia finalmente si accorse che furono il primo fuoco con cui dopo l’8 settembre 1943 si accese la Resistenza italiana, questi 14 anni trascorsi avrebbero continuato ad incrementare quella sorta di oblio in cui gli IMI sono stati ibernati nella storia resistenziale italiana.

Proprio il 4 novembre 2000, durante la commemorazione dei caduti di Mulina di Stazzema promossa dal Gruppo labaro, nel testo di saluto alle autorità e alle associazioni presenti, enumerando il sacrificio italiano furono accomunate nel cammino di stragi insabbiate Cefalonia e Sant’Anna di Stazzema.DSCN9332

Giuseppe Vezzoni 15 anni fa scriveva: “Cefalonia fu, come dichiara il senatore a vita Taviani, la “coda di una guerra” ma, aggiungo, anche l’inizio della barbarie e della vergogna, il primo incartamento che va ad ingombrare moralmente, più che materialmente, l’armadio dei fascicoli insabbiati sulle stragi nazifasciste trovato a Palazzo Cesi. Quei 6.500 militari italiani, assieme alle migliaia di vittime civili di ben 695 stragi impunite, ai famigliari e ai superstiti degli eccidi che attendono da oltre mezzo secolo la verità e la giustizia, sono il sacrificio purissimo di una scelta scaturita allo sbandamento dell’8 settembre ’43, momento in cui furono vergognosamente abbandonati al loro destino i soldati italiani, sul quale è sorta la Repubblica Italiana. Non doveva essere macchiato dalla ragion di Stato. Ragion di Stato, si potrebbe ora ipotizzare che abbia esercitato anche per nascondere la verità e la giustizia che reclamano le vittime delle foibe e i loro famigliari, chi patì oltre la dignità umana in certi campi di concentramento, come quello di Coltano. Il senatore Paolo Emilio Taviani* avrebbe fatto bene a parlare il 25 Aprile scorso a Sant’Anna di Stazzema, davanti al presidente della Repubblica Ciampi, alle associazioni e ai famigliari delle vittime anche di quella sigla che pose il 20 ottobre 1956 in calce alla lettera che gli era stata inviata dal ministro Martino e che gli “proponeva in sostanza l’affossamento di ogni percorso di giustizia” sull’eccidio di Cefalonia: << Concordo pienamente con il ministro Martino >>. All’Ossario di Sant’Anna di Stazzema, davanti all’Italia intera e in una ricorrenza così solenne per la Repubblica Italiana, avremmo costatato se la ragion di Stato poteva reggere e giustificarsi moralmente in un luogo dove fu perpetrato un crimine contro l’umanità, come fu fatto a Cefalonia per 6.500 soldati italiani. Ma la cosa più grave è che uno Stato abbia ritenuto di non fare giustizia per un massacro subito dai suoi uomini che aveva inviato in guerra, che aveva lasciato allo sbando e che, quegli uomini, avevano scelto di combattere per la sovranità dello Stato e di loro. Quale ragion di Stato ha operato per non dare giustizia ai primi resistenti? La guerra fredda può davvero giustificarla?

NB:Il 25 aprile 2000, a Sant’Anna di Stazzema, il senatore Paolo Emilio Taviani ribadì che “non fu una guerra civile ma una guerra di Liberazione”. Come mai, nel 1956, da ministro della Difesa, accettò supinamente di affossare il cammino della giustizia sull’eccidio di Cefalonia quando invece poteva fare giustizia sul nemico che compì lo sterminio di 6.500 militari italiani a seguito dell’ordine criminale impartito da Adolf Hitler medesimo?

Libera Cronaca,addì 25.1.2014

Domani sera si riunisce il direttivo dell’ Istituto Storico Lucchese-sez. Versilia Storica

Il giorno 26 Gennaio p.v., Lunedì, alle ore 21, avrà luogo in Casa Santini, Via Annunziata, 44 – Seravezza (338-6387257) la riunione del Consiglio Direttivo per discutere il seguente Ordine del Giorno

1 – Nomina del dr. Paolo Pelù quale referente della «Deputazione di Storia Patria per le Antiche Provincie Modenesi» in seno a «Versilia Storica»;

2 – Progetto «Foedus Versilia»;

3 – Programma delle attività per l’anno 2015, come da precedente riunione del Consiglio dell’Ottobre u.s.:

3a – Organizzazione di tre conferenze:

a) Centenario dell’ingresso dell’Italia nella Prima Guerra Mondiale (proponente: Giovanni Cipollini);

b) Il lodo di Leone X (1513) ed il lodo di Pio V (1570); Pietrasanta in Versilia ed il Monte di Gragno in Garfagnana: due storie parallele (proponente: Luigi Santini);

c) Rivalutazione della figura di Angelo Vegni, per oltre 10 anni direttore delle miniere argentifere del Bottino, abitante in Seravezza e mecenate di Filadelfo Simi (proponente: Alba T. Beluffi);

3b – Prossime gite o visite guidate

a) Pontito in Valleriana (Pistoia), per presentazione di un libro;

b) Gallicano, per conferenza;

c) Certaldo, per visita al borgo medievale (Museo d’Arte Sacra, Palazzo Pretorio, casa natale del Boccaccio)

3c – Uscita del XVIII e XIX numero di «Studi Versiliesi».

Dall’Istituto Storico Lucchese-sez. Versilia Storica, addì 25.1.2015

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Oggi pomeriggio, sabato 24 gennaio,

ore 16,

Croce Bianca di Quercetafoto2412Presentazione libri Vezzoni  24 gennaio 2015 001

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IMU agricola: bene per Seravezza e Stazzema ma qualcuno pagherà il previsto mancato introito complessivo dell’IMU agricola che esenta i comuni montaniMinazzana 8.5.2014 004

Seravezza- Stazzema_ Sì. E’ una buona notizia per Seravezza e Stazzema: gli appezzamenti montani dei due comuni dell’entroterra ritornano esenti dall’IMU agricola.

Il Governo, con un Consiglio dei Ministri straordinario, ha infatti risolto il problema, fissando un nuovo criterio basato su classificazioni montane distinte. Nel dettaglio il nuovo elenco elaborato dall’Istat distingue i comuni per sigle.

I comuni classificati con “T” (totalmente montani), saranno esenti dal pagamento dell’Imu, indipendentemente dall’altitudine. Seravezza e Stazzema sono classificati con T e quindi tirare un respiro di sollievo, dopo due mesi di caos normativo e proroghe al fotofinish. Tuttavia a livello generale rimane aperta la domanda: il nuovo criterio garantirà lo stesso gettito che era previsto col vecchio e contestato metodo dell’altitudine? Ad una prima occhiata sembra di no. E questo fa pensare che verrà spennato qualcun’altro. Vedremo.

L’elaborato Istat poi indica anche i comuni “parzialmente montani” classificandoli con una P. Per fare un quadro d’insieme nei paraggi, solo Massa e Montignoso hanno la P.

Di questi pagheranno solo chi non è coltivatore diretto o imprenditore agricolo professionale;

Infine i comuni classificati NM (da intendersi non montano). Questi pagheranno integralmente.

La scadenza, è stata spostata al 10 febbraio. Ma non per Seravezza e Stazzema.

NB: L’elaborato ISTAT cui far riferimento è al seguente indirizzo web:

http://www.ilsole24ore.com/pdf2010/Editrice/ILSOLE24ORE/ILSOLE24ORE/Online/_Oggetti_Correlati/Documenti/Norme%20e%20Tributi/2015/01/elenco-comuni-italiani.pdf

Da Massimo Tarabella, addì 23.1.2015, postato 24.1.2015, ore 7,35

Imu terreni montani. Il Governo corregge norma. Si torna ai criteri di montagna legaleFarnocchia 001

Stazzema_ Il sindaco Maurizio Verona commenta dopo che il Governo ha corretto la norma dell’IMU sui terreni montani:

Crediamo che sia un provvedimento di giustizia che corregge un errore evidente che penalizzava territori come quello di Stazzema che sono montani nei fatti. I nostri cittadini dunque non dovranno pagare per i loro terreni coltivati che favoriscono anzi la tutela di un territorio che ha bisogno di essere curato per prevenire i dissesti e l’abbandono. Ringraziamo l’onorevole Borghi ed il gruppo interparlamentare che ci ha convocato a Roma per discutere con il Governo, l Uncem che ha condotto questa battaglia, l’onorevole Raffaella Mariani che ci ha sostenuto. Siamo soddisfatti perché anche i comuni montani sono stati ascoltati”.

Stazzema 23 gennaio 2015

Da Michele Morabito, funzionario del Comune di Stazzema

Il Sindaco di Stazzema Maurizio Verona dal Procuratore Generale di Amburgo

Il Sindaco: “Chiederemo verità e che i colpevoli siano consegnati alla storia per le loro colpe”

Stazzema_ Il Sindaco di Stazzema, Maurizio Verona incontrerà lunedì 26 gennaio il Procuratore Generale di Amburgo Sign. Lutz von Selle per chiedere con forza l’avvio del processo per la strage di Sant’Anna di Stazzema. L’incontro fa seguito alla lettera che il Sindaco Maurizio Verona aveva scritto tre mesi fa per chiedere un incontro e di procedere con l’accusa all’ultima SS , Gerhard Sommer, dei dieci condannati per la strage dal Tribunale Militare della Spezia. Le altre due SS ancora in vita non sono state reputate in grado di sostenere un processo, a differenza di Sommer che vive in una casa di riposo ad Amburgo. Dopo la conclusione in Cassazione del processo italiano, l’incartamento era stato inviato in Germania. I 1° ottobre 2012 arrivò la notizia che la Corte di Stoccarda aveva archiviato in maniera preventiva il procedimento contro le SS accusate partecipato alla strage di Sant’Anna del 12 agosto 1944. Le motivazioni addotte furono a detta anche del Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano “sconcertanti”. Seguì la visita del 24 marzo 2013 del Presidente della Repubblica Federale Tedesca Jochim Gauck a Sant’Anna di Stazzema e del Presidente Italiano Giorgio Napolitano per sancire una amicizia tra Italia e Germania. Il 5 agosto 2014 arrivò la decisione della Corte d’Appello di Karlsruhe di annullare la decisione della Procura e della Procura Generale di Stoccarda e inviare l’incartamento alla Procura di Amburgo dove risiede appunto Gerhard Sommer.

Avevo scritto al Procuratore Von Selle a fine ottobre per metterlo a conoscenza dello sdegno della Comunità, non solo di Stazzema, ma anche della Toscana”, commenta il Sindaco Maurizio Verona, “per una giustizia che ancora non vuole arrivare per le vittime di Sant’Anna di Stazzema e la speranza che seppure molto tardiva essa possa finalmente compiersi. Credo che la giustizia non sia mai una provocazione, ma sia un gesto di pace sempre e comunque, soprattutto se compiuto da un grande Paese come la Germania nei confronti delle vittime di quegli anni terribili dell’occupazione nazista. Un gesto che anche il nostro Paese dovrebbe a tanti Stati vittime del fascismo. I nostri superstiti ed in particolare, il Presidente dell’associazione Martiri di Sant’Anna Enrico Pieri, chiedono di sapere chi ha ucciso i loro padri, le loro madri, i lori fratelli, i loro compagni di giochi, togliendo a quelli che allora erano bambini la spensieratezza che è dovuta alla loro giovane età. Essi hanno perdonato i carnefici scrivendo sul Sacrario che raccoglie le vittime le parole “Amore e perdono” e accogliendo ogni anno centinaia e centinaia di amici tedeschi che rendono omaggio a questo Monumento con un senso profondo della responsabilità storica del loro Paese per quegli avvenimenti. Oggi però ci vuole verità. Sabato, prima di andare ad Amburgo incontrerò un rappresentante dell’Ambasciata Italiano a Berlino e gli consegnerò una lettera per la cancelliera Merkel con cui la invito ufficialmente a Sant’Anna di Stazzema. Il Comune non ha la possibilità di essere parte in causa nel processo a sostegno del sig. Enrico Pieri, ma era necessario un gesto forte per ribadire l’importanza della verità”.

Sant’Anna di Stazzema, 22 gennaio 2014

Da Michele Morabito, funzionario del Comune di Stazzema,addì 23.1.2014

Lettera dello storico Paolo Paoletti al sindaco di Stazzema

La lettera che pubblichiamo è stata inviata per posta elettronica all’attenzione del sindaco di Stazzema, il quale, nei giorni a venire, sarà in Germania per chiedere l’apertura di un procedimento penale contro l’ex sottotenente delle SS Gerhard Sommer. Non sappiamo se la lettera è stata ricevuta e protocollata. Paoletti, che legge Libera Cronaca, ce l’ha inviata stamani, presumibilmente dopo la trasmissione ufficiale della missiva al primo cittadino di Stazzema.

Signor Sindaco,

avendo appreso da una lettera da lei indirizzata al presidente Napolitano (riportata su Libera cronaca del giornale che non c’è N. 1445) che questo mese lei si recherà alla procura di Amburgo e poi a Berlino, immaginiamo per trattare il caso Sommer, vorrei sottoporle una mia rilettura degli atti processuali della Corte di La Spezia inerenti alla persona di cui sopra, una rilettura simile a quella generale sulla sentenza apparsa recentemente sul corriere.it.

Nella sentenza si legge: “A Sennari solo l’intevento di un ufficiale tedesco bloccò l’esecuzione quando era già tutto pronto per lo sterminio degli abitanti “. Dalla testimone oculare Genoveffa Moriconi (teste al processo di La Spezia) si ha una conferma che i tedeschi stavano sgomberando: “….il tedesco.. prese la mitraglia e la mise da una parte, il soldato con la retina sugli occhi la riprese e la rimise di fronte a noi. La seconda volta la prese il tedesco e l’appoggiò al muro”. Dal momento che è difficile immaginare che questa comica del muto possa essere avvenuta tra due tedeschi (avevano avuto ordini opposti ?), visto che è appurato che il soldato con la retina sugli occhi (secondo altri addirittura “mascherato”) era un fascista travestito da tedesco, si può concludere che l’ufficiale tedesco bloccò le intenzioni omicide dei fascisti, probabilmente brigatisti neri (solo un’unità militarizzata poteva disporre di una mitragliatrice leggera). Dunque al rumore dei primi spari provenienti dall’alto (varie testimonianze) fu l’ufficiale tedesco a prendere una decisione immediata: allontanarsi il prima possibile e scortare i civili verso il fondovalle. Chi fu quell’ufficiale coaì pronto a togliersi dal pericolo ? Fin dal 1999 si poteva capire che era il sottotenente Gerhard Sommer.

Tre erano i sentieri che salivano dal versante interno e 4 le compagnie impegnate nell’operazione. Ma la sentenza del 2005 stabilì anche che una compagnia salì dal versante del mare e si fermò sopra Valdicastello senza intervenire nella strage. Nessuno finora si è preoccupato di stabilire quale compagnia era passata per ciascuna delle tre foci. Il tassello iniziale e fondamentale sta nel fascicolo della commissione d’inchiesta americana che io scoprii nel febbraio 1994 a Washington. Lì vi era un lasciapassare rilasciato dal comandante della 5° compagnia ad Alemaro Garibaldi, che volontariamente si era unito ad un gruppo di fascisti travestiti da tedeschi. Siccome il Garibaldi aveva dichiarato di essere sfollato a casa Moriconi (confermato dal padrone di casa), vicino all’Argentiera, significava che la 5° compagnia era transitata per la cosiddetta “Focetta”.

Secondo me l’8° compagnia passò per la foce di Compito per i seguenti motivi:

1) perché i due mortai tedeschi avrebbero potuto battere le altre due foci ai suoi lati da quel passo, che si trova al centro dello spartiacque, tra la Focetta e la foce di Farnocchia, e;

2) perché da lì si poteva vedere la chiesa e il teste Adolf Beckerth dell’8° riferì in aula di essere arrivato in cima e di aver visto la chiesa e il campanile e di aver udito il suono delle campane;

3) perché il comandante dei mortai Horst Eggert, dopo essere rimasto ferito alla nuca e da una scheggia di bomba a mano conficcatasi in un dito, nella sua discesa a valle dichiarò di essere stato assistito e confortato da due donne, una mamma e da sua figlia, in una casa isolata prima di essere arrivato in una borgata dove assisté ad un eccidio in quanto un soldato con un nastro di proiettile al collo sparò con una mitragliatrice leggera dal vano di una stalla. L’unica casa isolata tra il crinale e la Vaccareccia, dove altre superstiti ricordavano di aver visto un soldato con un’arma automatica in mano e un nastro di proiettili al collo è quella di Bambini e . Poi Eggert descrisse più volte di aver visto un soldato, con un nastro di proiettili al collo, sparare con la mitragliatrice dentro una stalla. Quindi si può affermare con sicurezza che l’8° compagnia passò per la foce di Compito e arrivò sulla piazza della chiesa passando per la Vaccareccia.

Dal terzo passo, foce di Farnocchia, sarebbe potuta transitare la 6° o la 7° compagnia. Siccome i reduci della 6° dimostrarono di non avere alcun ricordo della strage di S. Anna (qualunque giovane che ha assistito ad un massacro non potrà dimenticarlo per il resto della vita), siccome la documentazione tedesca relativa alla 6° compagnia dimostra che quell’unità era stata impegnata in rastrellamenti antipartigiani l’8 e l’11 agosto e siccome risulta dai rapporti perdite tedeschi che in quelle due occasioni aveva subito alcuni feriti, è logico concludere che quella tragica mattina venne esonerata dal rastrellamento. E i tre condannati all’ergastolo (Schendel, Sonntag e Goering) non hanno mai descritto un luogo o raccontato un episodio che si potesse collegare con quella mattina a S. Anna. Ulteriore prova che l’unità rimasta ferma sopra Valdicastello, come è ammesso dalle varie sentenze, era la 6°compagnia la si ha dalla testimonianza di Alfred Concina. Questi ammise di ricordare di essere salito su per un sentiero e di essere disceso sulla piazza davanti alla chiesa dove partecipò al massacro (disse in aula che lui di proposito sparò alto). Quindi si può concludere che la 7° compagnia passò per la foce di Farnocchia.

Dal momento che il sentiero che parte dalla foce di Farnocchia e porta alla piazza della chiesa passa per Sennari ne consegue che fu la 7° a passare per la borgata risparmiata. Dal momento che l’Untersturmführer Gerhard Sommer era il comandante della 7° compagnia, bisogna concludere che costui fu l’ufficiale che salvò i civili italiani. In quel momento l’unico che poteva impedire ai fascisti di sparare era sicuramente un ufficiale tedesco.

Sommer ha sempre negato ogni addebito nei confronti della strage di Sant’Anna e ha fatto ricorso in Appello e in Cassazione a Roma. Nel 2010 l’Italia ha vinto contro Sommer nel suo ennesimo davanti alla Corte per i Diritti dell’Uomo di Strasburgo. La giustizia italiana ed europea lo ha condannato ma le testimonianze e la logica lo assolvono. Anzi si può ritenere che Sommer sia stato anche quell’ufficiale che scortò a valle i 22 abitanti di Coletti di Sopra.

Per sostenere questa nostra tesi, abbiamo portato testimonianze, documenti e buon senso, quindi per negare la nostra ricostruzione sono necessari altre testimonianze, documenti e altrettanta logica che ci smentisca. Come vede dalla copertina (qui in allegato) del nostro libro, il nostro metodo di lavoro è quello di basarsi su prove inconfutabili e incontrovertibili che trovano una corrispondenza logica. Due partigiani confessarono il loro sciacallaggio e la descrizione di quel “lavoro sporco” è fatta sull’organo del C.L.N.. Il buon senso ci dice che certi partigiani scesero sulla piazza perché i nazifascisti lasciarono cadaveri intatti. Le foto trovate intorno al rogo dimostrano che che i partigiani sciacalli presero le banconote dai portafogli e gettarono via le foto. Tutto quadra e non può essere smentito.

Siccome pensiamo che sulla strage di S. Anna l’aspirazione dei cittadini di Stazzema sia quello di avvicinarsi il più possibile alla verità storica, non dubitiamo che, democraticamente, accoglierà questa voce “dissonante”. Pertanto, le chiediamo di consegnare, a nostro nome, al procuratore generale di Amburgo anche questa ricostruzione dei movimenti del signor Sommer che abbiamo tradotto in tedesco. In pratica ci appelliamo alla famosa frase di Voltaire: “Disapprovo quel che dite, ma difenderò fino alla morte il vostro diritto di dirlo”.

Nella speranza di un cortese cenno di risposta, le porgiamo auguri di Buon Anno nuovo e distinti saluti

Da Paolo Paoletti, addì 23.1.2015

Il Parco Nazionale della Pace nei prossimi giorni consegnerà al Presidente Napolitano una medaglia

Il Sindaco di Stazzema: Nel suo mandato il Presidente Napolitano ha contribuito alla pace e alla verità”

Stazzema_ Nei giorni scorsi il Sindaco di Stazzema, Maurizio Verona aveva inviato una lettera al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in cui chiedeva di poter essere ricevuto per potergli consegnare un’opera appositamente realizzata dall’artista Marcello Giorgi e dalla Fonderia Artistica Mariani di Pietrasanta per significare la gratitudine di tutto il Parco Nazionale della pace e per la verità per Sant’Anna di Stazzema . Inaspettata è giunta ieri la telefonata di un Consigliere del Presidente della Repubblica uscente, ad un giorno dalle sue dimissioni, con cui veniva comunicato che il Presidente Giorgio Napolitano riceverà una delegazione del Comune di Stazzema presso Palazzo Giustiniani dove si sposterà il suo ufficio dopo le sue dimissioni di questa mattina.

Quando abbiamo appreso la notizia per cui il Presidente Napolitano aveva deciso di interrompere il Suo secondo mandato da Presidente della Repubblica”, commenta il Sindaco di Stazzema, Maurizio Verona, “abbiamo sentito la necessità di esprimere concretamente la nostra gratitudine. Giorgio Napolitano ha saputo guidare il Paese in una fase difficile in cui alla crisi economica si era sovrapposta una empasse istituzionale che è stata risolta grazie alla disponibilità ad accettare l’invito ad un secondo mandato. Dopo nove anni alla guida del Paese è doveroso il ringraziamento di cittadino e di rappresentante della Comunità di Stazzema. L’incontro a Sant’Anna di Stazzema del 24 marzo 2013 doveva essere l’ultima uscita pubblica, poi il Paese chiese al Presidente Napolitano di proseguire il suo impegno. A Sant’Anna di Stazzema si gettarono nuove fondamenta per l’amicizia tra Italia e Germania come è stato più volte ricordato a vari livelli: da lì sono nate nuove iniziative di amicizia. In Germania speriamo presto si possa celebrare il processo sulla strage di Sant’Anna di Stazzema dopo lo smacco della archiviazione di Stoaccarda ed è evidente l’importanza di quell’incontro a Sant’Anna di Stazzema. Abbiamo sentito forte il desiderio di consegnare un piccolo omaggio artistico realizzato dai maestri artigiani della Versilia che ricordasse la nostra gratitudine di semplici cittadini e servitori delle istituzioni per questo Suo impegno per la Pace e per l’Europa. Ringraziamo l’artista Marcello Giorgi che ha realizzato l’opera e la Fonderia Mariani di Pietrasanta che ha contribuito alla relazione della stessa.

Nel 2013 il Presidente Napolitano”, conclude il Sindaco di Stazzema, Maurizio Verona, “voleva simbolicamente concludere il suo mandato a Sant’Anna di Stazzema, adesso Sant’Anna di Stazzema con un piccolo gesto ricambia con gratitudine l’immenso lavoro svolto per la pace e la verità per Sant’Anna di Stazzema”.

Stazzema, 14 gennaio 2015

Da Michele Morabito,funzionario del Comune di Stazzema,addì 23.1.2015

La falla alla condotta del Teleriscaldamento non è stata ancora riparataDSCN9306

Stazzema_ Stamani, salendo in bici a Pruno, abbiamo notato che la falla alla condotta dell’acqua calda del Teleriscaldamento presente in località Casale non è stata ancora riparata. Ci appare strano che una perdita dell’acqua che dura da vari giorni non susciti nessuna reazione da parte delle comunità di Pruno e di Volegno. Nessuno si lamenta né lamenta lo spreco di acqua calda e di energia che comunque la fuoriuscita comporta. Perché?

Giuseppe Vezzoni,addì 23.1.2015

Diritto all’informazione e manipolazione dei media, Ray McGovern e Marcello Foa domani a Firenze

Firenze_ All’indomani del massacro di Parigi, con la crisi ucraina sullo sfondo, l’Europa e il mondo intero si trovano ad affrontare una delle sfide più difficili degli ultimi decenni: quella di una guerra non tradizionale, che si combatte anche e soprattutto attraverso i mass media. Se ne parla domani, sabato 24 gennaio, ore 16-19, a Palazzo Panciatichi, sede del Consiglio Regionale della Toscana, nell’incontro intitolato “La guerra dell’informazione. Il mondo occidentale tra verità e manipolazione”, organizzato dal consigliere Gabriele Chiurli (Democrazia Diretta). Relatori del convegno Ray McGovern, ex analista della Cia diventato attivista politico e fervente contestatore degli ultimi interventi bellici degli Usa, e Marcello Foa, giornalista e docente universitario, allievo di Montanelli, oggi direttore del Corriere del Ticino e autore di uno dei blog politici più seguiti d’Italia. A coordinare i lavori Claudio Celani, giornalista e vicepresidente di Movisol. Ad aprire il dibattito sarà il consigliere regionale Gabriele Chiurli (Democrazia Diretta), alle 16. L’incontro è aperto al pubblico.

Firenze, 23 gennaio 2015

Giornata della Memoria domani alle 16 presso la Croce Bianca di QuercetaPresentazione libri Vezzoni  24 gennaio 2015 001

Querceta di Seravezza_ La presentazione dei libri All’Alba di Sant’Anna (Il Margine) e Un prete indifeso in una storia a metà (Pezzini editore) si terrà domani alle 16 presso la Sala delle conferenze della Croce Bianca di Queceta. L’iniziativa, promossa dal Gruppo Labaro di Mulina e dalla Croce Bianca, vuole onorare il Giorno della Memoria 2015 (martedì 27 gennaio 2015).

Cortesemente si chiede puntualità per dare a Mons. Danilo D’Angiolo l’opportunità di un intervento iniziale inerente alle figure dei sacerdoti don Fiore Menguzzo e don Giuseppe Vangelisti. Poi dovrà lasciare la sala e andare a celebrare la S. Messa prefestiva.

Cureranno la presentazione Ezio Marcucci, come moderatore, la giovane dott.ssa Elisa Bandelloni (blog Posologia letteraria) e il prof. Paolo Verona.

L’autore Giuseppe Vezzoni lascerà lo spazio di intervenire al pubblico e risponderà alle eventuali domande dei presenti.

Nel caso in cui non ci siano interventi, Vezzoni onorerà il giorno della memoria soffermandosi sulle deportazioni dei civili e sulla questione degli IMI .

Libera Cronaca,addì 23.1.2014

Felice 2015 con l’arte monumentale dello Studio Artco di Cinthia Sah e di Nicolas BertouxATT00029

Seravezza_ Cari amici, vorremmo farvi un caloroso augurio per un anno 2015 di notevole salute e felicità! Questi sono alcuni dei nostri progetti realizzati e installati tra 2012 e 2014. Sono stati momenti impegnativi ma stimolanti e ci hanno dato tanta soddisfazione. Speriamo di trovarci con rinnovata energia e simpatia.

Con amicizia,

Cynthia e Nicolas,addì 22.1.2015

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