Libera Cronaca da Italia bene comune 1467 del 16 e 17 gennaio 2015

Libera Cronaca da Italia bene comune 1467 del 16 e 17 gennaio 2015

Je suis Charlie

Pagare un riscatto si salva una vita

ma anche avere sulla coscienza altre vite

giuseppevezzoni@gmail.com

 

Ultim’ora Azzurro Versilia & Cultura del 18 e 19 gennaio 2015 n. 11

giuseppevezzoni@gmail.com

Dal rifugio “E. Rossi” alla Pania al rifugio “Giuseppe Del Freo” alla Foce di Mosceta

La terza tappa dell’Alta Via delle Apuane, con direzione sud-nord, è quella che richiede tra le sette tappe complessive un tempo di percorrenza minore, 3 ore e mezza ed un dislivello da sud a nord di 310 m., ma è un itinerario così ricco di travolgenti cambiamenti paesaggistici e di ambienti montani da meritare la segnalazione di rappresentare l’escursione della meditazione nel santuario delle Apuane. Lasciato il Rifugio Rossi (m.1609), dal sentiero col segno 7, si ritorna alla Foce del Puntone (m.1611), dominato dal Vallone dell’Inferno che racchiude la “ Buca della neve” e s’impenna verso il callare di Pania. Dal callare diparte la via normale (E) alla vetta della Pania della Croce (m.1858) e via normale per escursionisti esperti (EE) al Pizzo delle Saette (m.1711). Si abbandona sulla sinistra questo itinerario, che sale verso la dorsale di Pania, per imboccare le tracce di sentiero n. 139, che in costante discesa, percorrono la spettacolare Borra di Canala, incastonata tra le rocce magicamente scolpite dalle acque telluriche della Pianizza e la tormentata costiera della Vetricia. Raggiunta la Porta di Borra di Canala, scalino panoramico che, tra il pizzo delle Saette e la elegante Punta Oliva, si apre sulla glaciale parete sud del Monte Sumbra, siamo ormai al termine della lunga petrosa discesa, in prossimità del sentiero n. 127 che giunge dal Piglionico, (versante garfagnino). Si percorre, volgendo a sinistra, questo tratto di sentiero sino ad incontrare nel canale delle Verghe la mulattiera segnata col n. 9 che collega Levigliani all’Isola Santa. All’innesto della mulattiera n. 9 il percorso piega a sinistra e risale per faggete e selve di castagni la sponda destra del Canale delle Verghe sino alla marginetta della Foce di Mosceta (m. 1170), luogo molto frequentato sia come punto di arrivo che come nodo di transito per le innumerevoli escursioni al Monte Corchia, nel gruppo delle Panie e al m. Forato. Alla “marginetta” inizia il sentiero segnato n.126 che sale alla Pania della Croce, e quello che porta al vicino Rifugio “Giuseppe Del Freo” (m.1180). All’innesto della mulattiera n.9 sono possibili alcune variazioni di itinerario della terza tappa dell’Alta Via della Apuane ma che meritano di essere compiute. Seguendo il braccio destro dell’antica mulattiera si scende a Colle di Favilla, romantico paese abbandonato che può essere considerato la diciottesima frazione di Stazzema e il nido del tempo che fu, con personaggi mitici come don Cosimo Silicani ed il dottor Francesco Biagotti, il primo medico della Mutua che nel 1932 si prese cura della salute dei “Collettorini”. Oltre il Colle di Favilla, “paese ai confini del mito” nato su un luogo di alpeggio, così lo ha definito il dott. Oriente Angeli, il sentiero prosegue in falsopiano e conduce agli ampi prati di Puntato, dove attorno alla singolare chiesetta della “Trinità”, tra innumerevoli costruzioni in pietra, molte in abbandono alcune amorevolmente restaurate sono ancora evidenti le tracce di antiche transumanze e di una eroica attività agricola d’alpeggio. In Puntato i “rifugi la Quiete e il Robbio”, appassionatamente gestiti, offrono ospitalità e ristoro. ( Gli articoli si avvalgono del fattivo contributo fornitoci dal dott. Augusto Guidugli)

Giuseppe Vezzoni, dal Corriere della Versilia dell’8.9.2006

Incontri bisettimanali del Circolo Sirio Giannini

Coversazioni a tema

Venerdì 23: Riflessioni sulla modernità di pensiero di Giacomo Leopardi

Il Circolo ha deciso di organizzare degli incontri culturali a tema con cadenza periodica bisettimanale per i prossimi mesi. Gli incontri vogliono essere dei momenti di conversazione di breve durata sui temi più disparati che chi vuole può trattare con un pubblico di appassionati in forma colloquiale e non cattedratica. Per ora vi comunico in allegato il volantino del primo incontro, gli altri saranno comunicati di volta in volta non appena concordati con gli interessati. Gli incontri si terranno nella sede del Circolo, a Querceta di Seravezza

Beppe Tartarini,addì 17.1.2015

Achille Catellani e signora ringraziano per la vicinanza ricevuta in occasione del 65° anniversario di matrimonio20150111_183037_resized

Giuseppe, a nome della mamma e dei nonni invio questa foto e queste due righe di ringraziamento: ” Catelani Achille e Neri Leonilda intendono ringraziare tutti coloro che sono stati loro vicini in occasione del 65° anniversario di nozze (08-01-2015). Domenica pomeriggio 11 gennaio u.s.hanno festeggiato, attorniati da parenti ed amici questo fausto traguardo”.Grazie

Saluti, Alessandra,addì 18.1.2015

La cantata dei miseri beati di Sant’AnnaUltima pagina della cantata Imiseri beati di S.Anna 001

di Maddalena Battistini, superstite della strage nazifascista

Pubblichiamo una parte di questo documento di cui ieri ci è stata donata una copia. Premettiamo che questa poesia o cantata che si voglia definirla fu pubblicata negli anni ’60 del secolo scorso sul mensile Versilia Oggi. Veniva proposta nelle serate in cui si andava a veglio nelle case, che in questo caso assumeva il connotato di una preghiera della memoria. L’ha scritta e ripetuta tantissime volte la superstite nonché autrice Maddalena Battistini, vulgo Lena, nata il 12 agosto 1873. Due concetti appaiono chiari nella cantata di una superstite che al tempo dell’eccidio aveva 71 anni: vendetta e mancato aiuto.

Riportiamo letteralmente quanto è scritto sul documento, mentre evitiamo accuratamente di introdurre parole (come invece è stato fatto) che l’autrice non ha scritto e che renderebbero il testo più scorrevole, più comprensibile e più aggiustato. Questa prima parte di documento la proponiamo dopo aver pubblicato la lettera con cui il consigliere Baldino Stagi si è opposto al fatto che possa nascere una comunione di intenti tra il Parco o Fondazione di Collodi e il Parco della Pace di Sant’Anna di Stazzema.

Ci sfugge anche a noi quale nesso culturale e storico possa mai esserci tra la storia del burattino Pinocchio e quella degli oltre centoquindici bambini e ragazzi che il 12 agosto 1944 furono sterminati da nazifascisti. Il target dei visitatori dei due parchi ci appare troppo diverso, così come le motivazioni che muovono i due distinti flussi di visita. Per avvicinare la storia di Sant’Anna alla sensibilità di chi insegue attraverso Pinocchio ancora il mondo dei balocchi servirebbe un amputante “restyling della barbarie avvenuta”.

Non abbiamo assolutamente la formazione pedagogica per capire il trait-d’union con cui si vuole avvicinare Collodi a Sant’Anna e pertanto restiamo perplessi.

Per par condicio ricordiamo che, nel nostro annoso muoverci “donchisciottesco” contro i mulini a vento, non apprezzammo il fumetto 12 Agosto 1944 S. Anna di Stazzema (aprile del 1995), nonostante il discorsone (che riportiamo) piazzato ad ammutolire qualsiasi velleità critica sul fatto che l’eccidio di Sant’Anna di Stazzema potesse essere fatto conoscere ai ragazzi delle scuole attraverso le tavole di un fumetto:

“(…) il binomio immagine– parola specifico del fumetto consente un utilizzo del messaggio iconico a più livelli di percezione e soprattutto, al pari di ogni prodotto che si affida alla carta, garantisce la rivisitazione del già visto, del già detto. E’ insomma lontano dalla passivazione che induce la fruizione superficiale del prodotto televisivo ed è più accattivante di una pagina scritta perché utilizza la forza suggestiva delle immagini(…)”.

Rischiando dopo 20 anni un’ennesima collisione con un altro prevedibile discorsone sulla educazione dei bambini alla pace e su come tramandare la memoria attraverso la loro percezione, siamo propensi tuttavia a considerare l’avvicinamento della Fondazione Collodi a Stazzema e al Parco della Pace come la riaffermazione di un legame ormai consolidato tra gli amministratori stazzemesi e il sindaco di Pescia Giurlani e un tentativo di promuovere un flusso turistico-economico che porti il segmento di pubblico rappresentato dai bambini e dalle famiglie che visitano il Parco di Collodi a conoscere Sant’Anna e le bellezze naturali di Stazzema.. Se poi a prevalere saranno le tematiche della pace e della memoria affidata ai bambini, meglio ancora. Tuttavia saremmo stati curiosi di vedere come si sarebbe reagito se la comunione di intenti con il Parco di Collodi fosse stata avanzata da un’amministrazione di centrodestra, anche se oggi etichettare di destra o di sinistra assomiglia molto ad una masturbazione mentale.

Bertinotti docet, peccato che l’abbia fatto fuori tempo massimo, allorquando la sconfitta fa annebbiare quella verità di cui è amaramente consapevole la maggioranza del popolo italiano , eterno perdente, anche quando vince le sfide.

Giuseppe Vezzoni,addì 18.1.2015

La ballata dei miseri beati di Sant’Anna (Titolo dato da Libera Cronaca)

Il paese di Sant’Anna

è stato onesto e buono,

guardate che disgrazia

a cui si è ritrovo. (a quel che s’è ritrovo)

Del fatto di Sant’Anna

chi lo vuol ? (Non interpretrabile, forse ascoltà)

il 12 d’agosto,

sul far della mattina

il nemico aveva disposto

la morte repentina.

Arrivonno a Sant’Anna

le squadre di tedeschi

per voler far vendetta crudele:

malidetti,

e disserò così

assedion tutto il paese

per voler fagli morì.

E fu in cima al paese

che comincionno a fare

le più tremende offese.

Arrunan tutte le genti

e poi le rinserrano

quelle belve feroci

e vivi li bruciano.

Quand’erin nel foco,

quei poveri cristiani

accoppiavino le mani,

dicevino non si può più,

voltavino gli occhi al Cielo

e chiamavino il Buon Gesù.

Il buon Gesù sentiva

ma i tedeschi infami,

troppi disumani,

li fecero morì.

Gesù col suo bel viso

li chiama a dargli ? (non comprensibile)

così verrete in cielo

a godervi il paradiso.

Piangevino i poverini,

la gente, che sentia,

facevano inbrividire.

E in tutto quel contorno

gridavino disperati

perché li presero tutti

poi dopo li ammazzonno.

Gridavino i meschini

che la gente li aiutasse,

ma non c’era nussuno

che loro li salvasse.

Ancora in fondo al paese

sulla piazza della chiesa

furono arrunati tutti

con una tremenda offesa.

Bambini e giovanetti

chiamavano la mamma,

il cuore si gli infiamma

a vederli morì.

I tedeschi disumani

ammazzavino l’innocenza,

e pur ci vuol pazienza

se a noi si fanno così.

Avevino piazzato

le mitragliatrici,

quei poveri infelici

sapevino di morì.

Ma prima di morire

si fecero sentire.

Gridaron tutti

ad una voce:

ora non si può più

a noi questo soffrire,

non si finisce più,

perché fu di ritardo

quella gran morte atroce.

Gridan tutti

a una voce:

ora non si può più.

Pensando a quel momento

tremavino di spavento

il cuore si svenì.

Comincino a far fuoco

con quell’arme feroci,

un grido così atroce

che l’aria intrementì.

(Continua)

NB: Postata la scannerizzazione dell’ultima pagina della cantata

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Ultim’ora Libera Cronaca 1467 del 17.1.2014

Piano paesaggistico regionale evoca la ripetizione dello scontro che nel 1985 avvenne per il Monte CorchiaL'eden di Filadelfo Simi Procinto,Nona,Matanna 004

Toscana_ Dai giornali si evince che contro il Piano Paesaggistico Regionale le imprese e i sindaci dei territori su cui avvengono le attività estrattive fanno quadrato e contestano le scelte della Regione. Uno scontro che potrebbe anche determinare l’assunzione di posizioni estreme per quanto riguarda l’occupazione qualora la Regione non recederà dalle scelte fatte in merito all’escavazione in alta quota e in generale perché il PIT riporta errori cartografici e non ha considerato l’escavazione marmifera una specificità identitaria del paesaggio.DSCN8855

Insomma, se con il Piano paesaggistico si vuole governare lo sviluppo in maniera sostenibile e controllare che i vari processi si armonizzino e non ledano il bene comune che è il paesaggio, esso non può disconoscere – a parere di chi si oppone alle norme del Piano che sono state adottare a luglio- che l’attività marmifera non sia recepita nell’immagine del divenire del paesaggio ed conseguentemente imporre divieti in merito all’apertura di nuove cave, all’ulteriore sviluppo di quelle in attività ed impedire la riapertura di quelle dismesse.DSCN8861

Gli articoli dei giornali ci evocano fortemente quanto accadde nel luglio 1985 per il Monte Corchia, dopo che il presidente del Club Alpino Italiano (Cai), dottor Alberto Bargagna, inviò una lettera di denuncia al Sig. Pretore di Pietrasanta, al Dipartimento Assetto del territorio-Regione Toscana, alla Soprintendenza dei monumenti e gallerie (Pisa), all’assessore ai Parchi, all’associazione Intercomunale Versilia (Lido di Camaiore) e al Sindaco di Stazzema, allora il socialista Giuseppe Conti.

Per i lettori di Libera Cronaca riportiamo integralmente la lettera datata 11 luglio 1985

Il sottoscritto dr. Alberto Bargagna, residente a Pisa in via di Parigi, nr, 55, nella sua qualità di Presidente della Commissione P.N.A. Toscana del CAI facendo seguito a precedenti denunce sullo stato di degrado del Monte Corchia(Alpi Apuane) ed in relazione a recenti segnalazioni al sottoscritto da parte dei soci del gruppo speleologico lucchese,espone quanto segue:

Dal Passo di Fociomboli (m.1270), in Comune di Stazzema, parte una strada marmifera che raggiunge alcuni saggi di cava, di cui non è dato conoscere la reale consistenza economica. Altri saggi di cava, non ancora raggiunti da strade, sono stati aperti più in alto, l’uno nel 1985 sotto la cresta (in corrispondenza per l’opposto versante alla cava alta dei Tavolini) e l’altro nel 198 (? non si legge) in posizione intermedia. Nella primavera scorsa si è dato inizio ai lavori, tuttora in corso, per la prosecuzione della strada marmifera, attualmente già allungata di alcune centinaia di metri, al fine di raggiungere i due saggi di cava sopra-indicati. Risulta a questa Commissione che una richiesta di autorizzazione ai lavori sia stata presentata al Comune di Stazzema, ma che il Sindaco non abbia dato ancora risposta, essendo in attesa del parere della competente C.B.A.

Si fa presente che la zona in questione è ricompresa nell’area 3 (cosiddetta delle risorse ed emergenze naturalistiche), di cui alla legge reg. 21/1/85 n.5, istituente il Parco delle Alpi Apuane; Il Parco è anche stato proposto nella sua perimetrazione esterna per il vincolo, di cui al noto decreto Galasso, recentemente tradotto nel DL 27/6/85 n.312 (C.U. n. 152/85), la zona in questione è comunque da anni sottoposta a vincolo paesaggistico. Si chiede pertanto al Sig, Pretore di accertare se la nuova iniziativa costituisca violazione dell’art.17 legge n.10/77 o se comunque integri la contravvenzione, di cui all’art. 734 del CP., intervenendo per impedire l’ulteriore corso dei lavori. Si chiede inoltre alle PP.AA. in indirizzo di intervenire ai sensi di legge. Si allegano per il Pretore di Pietrasanta n.9 fotografie (numerate dal 2 al 10), relative al tratto di strada aperto in questi ultimi mesi ed ai saggi di cava alti; si richiama in particolare l’attenzione sulla fotografia n.7, da cui risulta che la discarica del saggio alto costituisce un pericolo per la incolumità di ch transiti sulla strada marmifera. Il Presidente ( A. Bargagna).

Ricordiamo che dopo questa lettera si scatenò una vera tempesta mediatica e politico-amministrativa che portò all’indizione di un consiglio straordinario tenutosi il 27 luglio 1985, durante il quale fu approvata all’unanimità la relazione del sindaco Giuseppe Conti e annunciata una conferenza dibattito, che si tenne dopo le ferie di agosto, a cui sarebbero state invitate tutte le parti interessate (PP.AA.; Operatori del settore estrattivo, Protezionisti, Ambientalisti, Provincia, Regione e Sindacati) per trovare una condivisione sulle azioni da assumere per permettere l’escavazione lapidea e tutelare il paesaggio .

Dopo 30 anni, il Piano paesaggistico regionale ripropone il solito tema, come se il nodo non fosse mai stato sciolto tra escavazione marmifera e tutela del paesaggio.

Giuseppe Vezzoni, addì 17.1.2015

Il Presidente che verrà

Caro signor Vezzoni, Non c’è dubbio che le sue parole siano oro colato, quando dice che il nuovo presidente della repubblica dovrà fare il bene dei cittadini senza pregiudizi o legami di sorta. Tuttavia, una figura super partes purtroppo non basterebbe, proprio perché il nuovo presidente, se ha a cuore la nostra sorte, dovrà anzi prendere decisamente parte, schierarsi apertamente e con forza dalla parte del popolo – un po’ come fanno i re moderni (e ce ne sono ancora molti che lo fanno).

Inoltre, chi provenisse dalla società civile non avrebbe mai le competenze necessarie a difendersi e contrattaccare nel nostro interesse di cittadini; se anche avesse la conoscenza accademica del sistema costituzionale, non avrebbe esperienza delle mille sottigliezze, delle mosse a sorpresa, delle forzature, che chi ci governa sa sfruttare quando gli fa comodo.

Capisco che sia impopolare in questo momento far leva su un profilo di politico anziché di persona comune; eppure ci sarà pure, ci deve essere ancora dell’onestà e del disinteresse anche nella classe politica.

Senza questa speranza, l’unica alternativa sarebbe la rivoluzione!

Invece dobbiamo ancora sperare che si possa trovare la figura giusta, ossia non solo chi si ponga gli obiettivi che lei correttamente delinea, ma un difensore, un vero e proprio paladino dei diritti del cittadino – e se non arriva presto, il disegno di chi ci governa non troverà ostacoli di sorta.

La maggioranza attualmente al potere sta operando una trasformazione in senso autoritario dell’assetto istituzionale dello stato, nel quale i poteri legislativo ed esecutivo saranno nella mani di una minoranza.

Infatti, il senato verrà abolito, o comunque di fatto marginalizzato all’interno del potere legislativo, e composto di elementi nominati e non eletti dai cittadini.

La camera resterà l’unica sede della politica, sarà formata per il 60% da nominati, e sarà appannaggio di un solo partito il quale, di qualsiasi colore sia, con i nuovi meccanismi rappresenterà nel migliore dei casi il 30% dei cittadini.

Nel frattempo gli arrampicatori sociali, che abbiamo al governo, giornalmente tentano di accecarci ed assordarci con i loro proclami, dietro i quali stanno, ben nascosti da una dialettica sguaiata e arrogante, a volte il nulla assoluto, più spesso la sostanza di provvedimenti, i cui risultati nocivi si vedranno tra mesi od anni, quando sarà troppo tardi per rimediarne i danni.

Abbiamo veramente bisogno che qualcuno ci suoni la sveglia, perché non deve bastarci che qualcuno urli che vuol “cambiare verso”, per tributargli consenso elettorale, quando non è un mistero che sta semplicemente facendo l’interesse suo e del suo partito – magari rinnegando proprio le battaglie ed i fondamenti di quel partito medesimo, per strizzare l’occhio ai propri nemici storici.

Eppure è ciò che è successo anche recentemente, sia pure per l’indiretta via del parlamento europeo, senza alcuna giustificazione evidente, se non il clamore di una serie ininterrotta di annunci e grandi dichiarazioni, e si è data un’apertura di credito senza precedenti, che è ancora ben lungi dall’esser messa a frutto a beneficio della nazione.

Grazie e saluti

P. dal Torrione,Generazione Italia Seravezza-Stazzema, addì 16.1.2015

Bankitalia rivede al ribasso la crescita del Pil 2015 dal +1,3% al +0,4% e prevede una lieve deflazione

Non sarà certo un anno straordinario il 2015, sempre ché le previsioni di crescita minima si rivelino azzeccate. Bankitalia prevede per quest’anno una crescita del Pil del +0,4% e una recessione del – 0,2%, ossia una lieve deflazione. Dati che non fanno certo sperare per l’assorbimento di una significativa percentuale della disoccupazione che servirebbe al paese che siamo diventati. Il Pil 2014 si sarebbe chiuso con una diminuzione dello 0,4% a fronte di una previsione governativa fatta nel febbraio 2014 del +0,8%. Bankitalia ha rivisto al ribasso la crescita del Pil 2015 avanzata con la previsione di luglio, che era stata stimata per il 2015 del + 1,3% . Un taglio doloroso del 0,9% che avviene dopo cinque mesi. La produzione industriale nel 2014 ha perso mezzo punto in percentuale. Bankitalia conferma che dai dati disponibili è coerente affermare che l’ indebitamento netto è vicino al 3% del Pil, mentre il rapporto tra il debito e il prodotto dovrebbe essere salito al 132%” dal 128% che era nel 2013.

Giuseppe Vezzoni,addì 16.1.2015

Accostare il Parco di Collodi al Parco della Pace che senso ha?

Lo chiede il consigliere comunale Baldino Stagi

Il consigliere comunale di Stazzema, Baldino Stagi, ha scritto al sindaco di Pescia Oreste Giurlani e per conoscenza al Sig. Sindaco di Stazzema Maurizio Verona e ai Sigg. Consiglieri Comunali in merito a quanto è apparso sulla bacheca di facebook del sindaco di Pescia. Protocollo Stazzema n. 190 del 12.01.15

Oggetto: Non è il caso

Pescia-Stazzema_ Egregio sig. sindaco Giurlani, abbiamo avuto modo di leggere il post pubblicato sulla sua pagina facebook con il quale “minaccia” di voler gemellare il suo comune con il nostro. Che lei ed il sig. Maurizio Verona abbiate argomenti in comune ne abbiamo avute ampie dimostrazioni e ne ricordiamo tristemente gli eventi e le conseguenze, proprio per questo ritengo sarebbe molto meglio se lei si mantenesse “prudentemente” lontano da Stazzema. La sua presenza nel nostro municipio evoca accordi oscuri, improvvidi incarichi per concretizzare i quali il nostro ex sindaco, Michele Silicani, non si è fatto scrupolo di dichiarare il falso sul suo decreto di nomina ad assessore. Lei è stato nostro amministratore senza aver palesato alcun merito e senza aver lasciato nessun segno del suo passaggio, ma ha solo approfittato del rapporto che lei intrattiene col sig. Maurizio Verona, che sarebbe poi diventato il nostro sindaco, al chiaro scopo di preservare il suo posto da presidente dell’UNCEM, ente quest’ultimo che gestisce ingenti quantità di denaro pubblico ma con molte carenze sulla trasparenza dell’utilizzo. Non si comprende, infine, quale attinenza possa intercorrere fra il Parco della Pace ed il parco di Collodi, segno evidente di come si vogliano inventare motivi assurdi per intrattenere rapporti fra comuni che non hanno nessuna correlazione. L’unica cosa corretta che lei dovrebbe fare, consegnare al gruppo Fratelli d’Italia tutte le risposte sugli incarichi che l’UNCEM elargisce a misteriosi collaboratori inghiottendo quantità di denaro pubblico senza darne giustificazione. Io stesso ho provato a capire il perché di certi incarichi che lei affida al nostro sindaco senza addivenire ad alcun risultato. Detto ciò non mi resta che inviarle i miei saluti sperando nell’accoglimento del mio auspicio.

Stazzema 11.01.2015

Il consigliere comunale di Stazzema Baldino Stagi

Il Comitato delle Vittime di Mulina tra le associazioni che condividono gli ideali degli alpiniDSCN8288Pagina Stella Alpina 001

Il semestrale Stella Alpina, n.2,dicembre 2014 riporta un articolo del prof. Giampietro Bresciani Gatti sulla commemorazione del 42° anniversario del tempietto alpino di Pontestazzemese tenutasi lo scorso 7 settembre. Il tempietto è dedicato ai 675 caduti alpini della Versilia. Tra le partecipazioni citate anche quella del Comitato delle Vittime della Mulina (Gruppo Labaro). Nel ricordare le partecipazioni, l’autore del testo osserva “ che con le quali, evidentemente, c’è una condivisione di ideali al di sopra dei compiti di ogni associazione”.

Libera Cronaca, addì 16.1.2015

Dal passato amministrativo di Stazzema

Anno 1984, 170 ore di straordinario del Segretario comunale liquidate con L 1.290.810

Su un impegno di spesa previsto per l’anno 1984 di L. 1.800.000 in merito alle ore di straordinario che la Giunta Comunale dell’epoca aveva autorizzato il segretario comunale di prestare, con delibera di G.M n.393 del 31.12.1984 veniva liquidata al segretario del tempo, Dott. Guido Rosa, la somma complessiva lorda di L. 1.290.810 per le 170 ore prestate (L.7.593 per ogni ora di straordinario)

Acquisto vestiario invernale per gli operai comunali

Sì, i giovani residenti non lo sanno sicuramente ma il Comune di Stazzema ha avuto alle sue dipendenze operai, fra le cui mansioni quelle di muratore, afffossatore, elettricista e idraulico. Con delibera n.48 del 13.2.1985 la Giunta Comunale deliberò l’acquisto del vestiario invernale che prevedeva una spesa di L. 1572.500 + Iva per l’acquisto di questi capi; pantaloni tipo jeans, giubbotto, camicia, scarponcello, stivali al ginocchio, impermeabile, giaccone, guanti. Per l’affossatore e l’idraulico gli stivali a coscia, per l’elettricista scarpe dielettriche.

Dall’archivio politico-amministrativo di Giuseppe Vezzoni, addì 16.1.2015

Stamani in bici, sfidando la pioggia

Dopo due giorni in cui la pioggia ci ha interrotto la quotidiana pedalata, stamani siamo riusciti a compiere circa 30 km senza allontanarci troppo da casa, visto l’incombere della medesima. Da Mulina siamo scesi a Iacco e poi, passando sempre dal Fontaneto, siamo saliti a Cardoso per scendere di nuovo a Iacco e prendere la strada per Arni fino alla Risvolta. Discesa su Pontestazzemese e poi ascesa fino allo sterrato dell’ex strada Stazzema-Gallicano. Di nuovo discesa fino alla curva del Silvano e poi salita per giungere a piazza Umberto I della frazione capoluogo di Stazzema. Ennesima discesa a Iacco e poi salita all’altezza della Risvolta. Infine discesa su Pontestazzemese e ritorno in salita a Mulina.

Sono le ultime pedalate, poi , a febbraio, la bicicletta dovremo lasciarla per almeno due mesi e mezzo, sempre ché ci si possa ancora risalire per l’inizio del mese maggio.

Giuseppe Vezzoni, addì 16.1.2014

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