Libera Cronaca da Italia bene comune 1399 del 7 e 8 ottobre 2014

Libera Cronaca da Italia bene comune 1399 del 7 e 8 ottobre 2014

giuseppevezzoni@gmail.com

La FilleaCGIL proclama scioperi contro l’attacco del Governo Renzi alla libertà e dignità dei lavoratori

Versilia_ Dopo l’esito dell’incontro tra Governo e Sindacati preceduto dalla decisione di mettere la fiducia sulla Delega sul Lavoro, un atto che non ha precedenti nella storia democratica di questo Paese in quanto si vuole :

Modificare l’art.18 dello Statuto dei Lavoratori senza svolgere neanche la discussione parlamentare, liberalizzando i licenziamenti.

Allungare di fatto il periodo di PROVA,fino a sei anni con il contratto a tutele crescenti

Liberalizzare l’utilizzo della videosorveglianza per il controllo a distanza dei lavoratori sul posto di lavoro

Possibilita di demansionare i lavoratori

E’ in corso un attacco senza precedenti alla Libertà ed alla Dignità dei lavoratori con anche il tentativo di Cancellare la Contrattazione Nazionale.

Per questi motivi le RSU delle maggiori aziende del Settore Lapideo della Versilia (HENRAUX, SAVEMA, CAMPOLONGHI, ecc.) hanno proclamato scioperi spontanei di 2 ore da effettuarsi domani o nei prossimi giorni.

La Fillea CGIL della Provincia di Lucca Condivide e Sostiene queste iniziative a difesa dei Diritti della Dgnita’ e Liberta’ dei lavoratori contro un Sistema padronale che cerca di opprimere e schiacciare i Lavoratori riducendoli in semi schiavitu’

Seravezza, 07/10/14

Comunicato Stampa, con preghiera di pubblicazione integrale

Segr. della FILLEA CGIL Lucca, Claudio Vezzoni

La riunione di  ieri sera a Valdicastello per il tallio nell’acqua dell’acquedotto_Foto di Nunzio Ciurca MG_7955

Pietrasanta_ Ieri sera abbiamo partecipato alla riunione pubblica che si è tenuta presso il Circolo locale della frazione pietrasantese di Valdicastello che aveva come tema la “bollente” questione dell’elemento tallio, un veleno, rilevato nell’acqua dell’acquedotto pubblico e che ha determinato il sindaco di Pietrasanta, Domenico Lombardi, ad emettere il 3 ottobre scorso l’ordinanza della non potabilità. Una decisione che ha avuto la conseguenza di mettere in emergenza l’intera frazione, circa 900 famiglie che devono fare rifornimento dell’acqua per uso alimentare presso due autobotti dislocate in località Regnalia e presso la Chiesa parrocchiale._Foto di nunzio Ciurca MG_7942

Alla riunione di ieri sera indetta dal Circolo 12 Agosto c’erano tutti i soggetti interessati: Comune, con il sindaco Lombardi,il vice Morii e l’assessore Viti, il gestore Gaia, con il direttore De Martino, una dottoressa del Dipartimento prevenzione dell’Usl12 e stavolta anche l’Università di Pisa attraverso il Dipartimento di Scienze della terra con i professori D’Orazio, Petrini e Giannecchini. C’era soprattutto tantissima gente, allarmata e che voleva essere informata, denunciando la responsabilità di un ritardo informativo che l’Asl, Gaia e il Comune hanno rigettato ma non convinto assolutamente le persone, alcune delle quali, attraverso una documentazione, hanno affermato che dal 2011 si sapesse della presenza del tallio. Dopo aver assistito alla riunione di ieri sera, siamo oltremodo convinti che la verità piena sui tempi e le politiche attuate non ci sia stata ma che dovrebbe essere fatta affinché i cittadini in futuro si sentano sicuri . Il sindaco ha detto che l’ordinanza di non potabilità è stata assunta con il principio della precauzione a tutela della salute pubblica e che stamani avrebbe informato il Prefetto per mettere in moto così tutte le azioni e il sostegno tecnico scientifico e di Protezione Civile che richiede la situazione venutasi a creare a Valdicastello e ha rassicurato tutti, come medico, che non c’è stato nessun rischio per la salute pubblica per l’acqua erogata con la concentrazione di tallio riscontrata prima del picco. Tuttavia, attraverso l’Usl12, sarà effettuato uno screening epidemiologico a campione per verificare un eventuale accumulo di tallio ed eventuali potenziali implicazioni sanitarie da prevenire._Foto di Nunzio Circa MG_7974

Il picco della concentrazione di tallio è avvenuto, ha spiegato il Direttore di Gaia De Martino, dopo aver escluso la sorgente incriminata dei Mulini di Sant’Anna e pompato l’acqua dal basso della sorgente Moresco, questa immune dalla concentrazione elevata di tallio, verso l’alto, direzione Valdicastello. L’operazione di spingere l’acqua verso l’alto deve avere mosso la sedimentazione presente nelle tubature dell’acquedotto determinando l’effetto inverso che la scelta operativa di abbattimento della concentrazione di tallio si proponeva di ottenere. L’ing. De Martino ha assicurato che Gaia sta operando per riattivare nel giro di qualche giorno il ripristino dell’erogazione dell’acqua, ma i cittadini non ne sono usciti convinti.

( continuazione articolo la cui prima parte è stata postata stamani, Libera Cronaca 1398)

I cittadini hanno individuato nel gestore Gaia la responsabilità di non aver attenzionato come si doveva l’acqua e sono stati riconoscenti ai professori e ricercatori dell’Università di Pisa per aver scoperto responsabilmente il concentramento del tallio nell’acqua dell’acquedotto, problematica non prevista nel progetto di ricerca geologica di nuovi minerali. Dopo che le loro ricerche avevano evidenziato la presenza dell’elemento tallio con una concentrazione tale che fa di Valdicastello e delle altre aree indagate, Canale della Radice e Fornovolasco siti di estremo interesse se non unici, per la ricerca e per studiare perché questo elemento così raro nonché velenoso si concentri in misura abnorme e inusitata in una area complessiva territoriale che si spande per circa 10 kmq e per cercare le soluzioni per abbatterlo.

Il tutto è iniziato dalle ricerche avviate da due o tre giovani ricercatori, fra cui il dott. Dini del CRN di Pisa, i quali, dopo aver notato il contatto dell’acqua con minerale contenente tallio, hanno sensibilizzato una indagine e conseguenti analisi per appurarne l’eventuale presenza. A questo punto sono stati coinvolti in maniera congiunta i professori D’Orazio, Petrini, Giannechini del Dipartimento Scienze della Terra dell’Unversità di Pisa. Man mano che l’approfondimento dell’indagine avanzava e trovava preoccupanti riscontri, si sono affiancati anche biologi e studiosi di altre discipline. Tutti insieme hanno permesso di scoprire prima la presenza in forte concentrazione dell’elemento tallio, un elemento raro, nei minerali di barite e pirite delle miniere delle aree studiate e poi, attraverso i rilevamenti nel torrente Baccatoio e alle cinque fonti pubbliche della frazione la presenza di livelli allarmanti di tallio, un elemento che sfugge all’abbattimento naturale che esercita il ferro sugli altri elementi che sono presenti nei minerali, la cui azione di abbattimento è visibile nell’acqua rossiccia del torrente.

Il tallio sfugge a questa azione di filtro che esiste in natura . L’elemento viene scambiato per potassio dalla vita vegetale lungo il canale o chiaramente laddove si eseguano irrigazioni di coltivazioni in cui il tallio è presente nell’acqua. Questa scoperta e gli studi di ricerca portati avanti sono stati possibili ricorrendo a risorse dell’Università o a fondi gestiti dai professori senza che finora gli enti interessati, Gaia, Comune e Asl 12 , abbiano sopportato questa ricerca. Ieri sera, l’assessore Viti, ha dato la notizia che la Regione Toscana ha stanziato 191mila euro a favore di un’indagine scientifica finalizzata ad avere un quadro conoscitivo scientificamente informato della situazione tallio a Valdicastello. Evidentemente è servita l’emergenza per finanziare uno studio che inizi a ricercare una soluzione, sia per evitare che il tallio entri con quei valori nel circolo vitale dell’acqua sia per il suo abbattimento e/o sfruttamento.

I professori dell’Università di Pisa si sono resi disponibili a divulgare le loro conoscenze acquisite attraverso un incontro con la popolazione e a illustrare con slide la situazione geologica in essere, come è stato fatto nell’agosto dell’anno scorso a Mulina di Stazzema.

La riunione di ieri sera, che è stata aggiornata alla prossima settimana con data da stabilirsi, ha tuttavia evidenziato che i cittadini non hanno preso per oro colato quanto è stato detto loro ed hanno perfino minacciato, rispondendo all’eventuale querela che l’USL12 potrebbe presentare a seguito di notizie false uscite sui giornali ( l’ha annunciato la dottoressa del dipartimento di emergenza, la quale è stata in alcuni momenti contestata e ma soprattutto confutata scientificamente per quanto concerne la rilevante pericolosità del tallio) una possibile class action per risalire alla responsabilità che secondo loro c’è stata per quanto concerne il ritardo dell’informazione. Molte persone presenti hanno denunciato che i vecchi del paese sono stati lasciati soli con la loro difficoltà di rifornirsi dell’acqua dalle autobotti, difficoltà che è stata mitigata dalla solidarietà degli abitanti. Hanno inoltre chiesto, poiché il servizio dell’erogazione dell’acqua è stato interrotto, di non pagare la bolletta fino a quando l’emergenza non rientrerà. Durante la serata è venuta fuori anche l’emergenza eternit che determinano gli abbandonati immobili dell’attività mineraria. Una emergenza che dura anni e che l’assessore Viti ha assicurato che nel giro di due o tre mesi sarà provveduto allo smaltimento dell’eternit.

La serata ha avuto due momenti molto importanti quando un ex minatore del luogo ha detto che la situazione del torrente Baccatoio, per il quale è dal 2009 in vigore un’ordinanza che vieta l’utilizzo dell’acqua, si è deteriorata negli ultimi 15-20 anni. Quanto erano attive le miniere il torrente aveva l’acqua trasparente, tanto che, quando era piccolo, veniva bevuta.

Un ex operaio del Comune di Pietrasanta ha ricordato che quando la gestione dell’acquedotto era comunale veniva mandato spesso a fare manutenzione e a sigillare con il cemento eventuali crepe nell’opera di captazione che si trova sopra Valdicastello nel canale (sorgente dei Mulini di Sant’Anna?)

(Invitiamo ad intervenire e integrare il più possibile l’informazione che stiamo portando avanti sull’emergenza tallio, che è una questione di conoscenza e di indagine che interessa anche le acque della Radice e il paese di Fornovolasco )

Foto gentilmente concesse dal fotografo Nunzio Curcia

Giuseppe Vezzoni-addì 7.10.2014

Il ministro dell’Interno nonché vicepresidente del Consiglio Alfano mette la sbarra all’ingresso in Italia dei matrimoni gay

Matrimoni gay, sen. Petraglia (SEL): “Inaccettabile la decisione di Alfano. Renzi sostenga iniziativa dei sindaci”

“Siamo colpiti dalla solerzia mostrata dal ministro Alfano nel disporre la cancellazione delle trascrizioni dei matrimoni gay contratti all’estero. Siamo colpiti perché non non pensavamo che le strane intese che sostengono questo governo includessero anche le Sentinelle in piedi né potevamo immaginare che una questione delicata come quella dei diritti civili potesse essere ridotta, da questo governo rivoluzionario, ad una mera questione formale, ad un errore da cancellare in fretta”.

Lo afferma la senatrice di Sinistra Ecologia Libertà Alessia Petraglia.

“E’ vergognoso come il nostro Paese si ostini a non riconoscere i più elementari diritti a quelle coppie omosessuali che scelgono di formare una famiglia prosegue la senatrice – Dal canto suo, il ministro non ha perso l’occasione per ritagliarsi un ruolo di primo piano in una vicenda che ci lascia ben piantati nel Medioevo. E’ significativo che la meravigliosa rincorsa ai diritti sia partita dai territori, dai sindaci, da chi vive la quotidianità e la vita vera. Questa sorta di editto pronunciato da Alfano sancisce per l’ennesima volta la drammatica distanza che separa il Governo dalla realtà. Comprendiamo la grande difficoltà politica in cui versa il leader di NCD, scavalcato a destra da Renzi e marginalizzato dalla scena pubblica, ma troviamo inaccettabile che giochi sulla pelle delle persone per ritagliarsi un po’ di visibilità”.

“Matteo Renzi ha sempre fatto dei diritti civili e della centralità del ruolo dei sindaci due dei suoi argomenti prediletti. Faccia seguire i fatti alle parole: imponga al suo ministro il ritiro della circolare e dia forza ad una iniziativa di grande valore simbolico, partita dal basso grazie all’impegno di tanti suoi ex colleghi sindaci. E’ troppo facile trincerarsi dietro il vuoto legislativo in tema di unioni omosessuali per inseguire il consenso intollerante e settario della destra. La soluzione esiste, giace in Parlamento dall’inizio della legislatura: è il nostro ddl sulle unioni civili. Al premier chiediamo di impiegare al riguardo un decimo della determinazione e della volontà politica che ha messo in questi giorni per distruggere i diritti dei lavoratori: tanto basterebbe per approvare finalmente la legge e far uscire l’Italia dal Medioevo dei diritti”.

Roma, 7 ottobre 2014

Comunicato Uffico stampa SEL Toscana

Ruosina: lavori al cimitero, ma fatti dai cittadinil.06.10.2014 Ruosina Lavori al cimitero ma  a carico dei cittadini3

Dignità e memoria per il cimitero di Ruosina è la scritta che campeggia all’ingresso.l.06.10.2014 Ruosina Lavori al cimitero ma  a carico dei cittadini1

Stazzema_ Un gruppo di cittadini di Ruosina ferri del mestiere alla mano si sono decisi ad intervenire all’interno del locale cimitero risolvendo, almeno il parte, il degrado in cui versa la struttura.

E il comune non sborserà nulla, pagano tutto i cittadini attraverso la raccolta di offerte elargite da benefattori paesani.

Come si può leggere su un foglio esposto all’ingresso del cimitero alcuni lavori sono già stati fatti e tra questi la pulizia del muro esterno, la ricalibratura della scala interna, la messa in opera di ringhiere e la pulizia delle canale.

Lo stesso foglio annuncia che si vuole realizzare anche la demolizione della testa del muro interno, da rivestire con una copertina in pietra, saranno sistemata la scala interna, posizionata una nuova fontana e acquistata una scaletta per salire fino ai loculi delle file più alte.

Questo nuovo intervento avrà un costo di circa 2500 euro, solo per l’acquisto dei materiali, dato che la manodopera è prestata gratuitamente dai ruosinesi.

E come se tutto ciò fosse una cosa normale la giunta municipale il 16 settembre ha deliberato l’autorizzazione all’esecuzione dei lavori sottolineando che per effettuare i lavori l’amministrazione non sosterrà nessuna spesa, addirittura chiarisce che chi realizzerà le opere nulla potrà pretendere dal comune, anzi gli esecutori dei lavori saranno considerati responsabili per ogni danno che dovesse verificarsi, e questa dovrà essere pure eseguita a regola d’arte con l’utilizzo di maestranze qualificate.

Se tutto questo non fosse messo nero su bianco sarebbe difficile da credere.

Ed invece è proprio così: se vuoi il tuo cimitero in ordine armati di santa pazienza, chiedi l’autorizzazione al comune, tira fuori i soldi di tasca e poi vai anche a lavorare gratis.

Per quanto ci riguarda ringraziamo questi “eroi”, che dimostrano quanto alto sia il loro senso civico.

Però ci permettiamo di dare un piccolo consiglio a questi “valorosi”: a lavori finiti si informino quanto la giunta municipale, che oggi autorizza i lavori senza costi, incasserà dal rinnovo delle concessioni cimiteriali perpetue per il cimitero di Ruosina e quanto ha già incassato.

Dal Consigliere comunale Gian Piero Lorenzoni,addì 6.10.2014

Convegno Federico Bartolani e il Forte dei Marmi venerdì a Villa Bertelli

Manifesto

comunicato Barbolani (1)

Forte dei Marmi_ Venerdì, a Villa Bertelli, si terrà il convegno dal titolo Federico Bartolani e il Forte dei Marmi

Festival del cinema d’Indonesia- Firenze-Pietrasanta: giovedì il film The raid 2: Berandal

Locandina film Indonesia

Trasmetto come invito la locandina pervenutami. Aggiungo che è una prima assoluta e sarà presente l’ambasciatore di Indonesia presso la Santa Sede. Saluti, Beppe

Eventi in programma in Alta Versilia

ott.’14

Attente donne: ne uccide più il compagno che l’estraneo. La violenza (non solo sessuale), avviene troppo spesso in famiglia. Se accade occorre parlarne, prima che si trasformi in tragedia.134 casi di omicidio

Che piaccia o meno accettarlo, le donne sono da sempre ed anche in modo più o meno nascosto, soggette a violenza. E’ un dato in alcuni casi non visibile (da insegnante in qualche caso ne sono venuta a conoscenza per “confessione” più o meno esplicita di allieve), questo perché l’effetto più frequente della violenza è la vergogna e la perdita di autostima, e tanto conduce chi ne è vittima a tacere. La violenza é, più spesso di quanto piacerebbe credere, di tipo “domestico”, ovvero si verifica in famiglia da parte di parenti o di amici intimi e accompagna la vittima a effetti che vanno molto al di là del danno fisico, quando non conducono alla morte. Tuttavia non dobbiamo immaginarla soltanto come un evento fisico, perché esistono differenti tipi di violenza:

La violenza fisica va dal picchiare con o senza l’uso di oggetti, spintonare, tirare per i capelli, prendere a schiaffi, a pugni, prendere a calci, strangolare, con le mani o con altri mezzi, ustionare, sfregiare con l’acido, ferire con un coltello o con altre armi (anche improvvisate) ed altresì torturare o uccidere.

Deve essere considerata violenza anche quella psicologica, il minacciare, lo stalking e gli atti persecutori anche a mezzo web (che troppo spesso si traducono poi in violenza fisica), l’insultare, l’umiliare, l’attaccare l’identità e l’autostima, l’isolare la malcapitata impedendole o controllandone le relazioni con gli altri, il cacciarla fuori casa o metterla in condizione di andarsene, rendendone impossibile la permanenza, o al contrario, il segregarla in casa (casi di rapimento, segregazione e violenza perpetuati anche per anni sono “comuni”, non in Italia; quelli scoperti hanno indignato il mondo). Nondimeno è recente (3 ottobre del ‘14) ed avvenuta in Italia, a Pavia (non da parte di un italiano), la vicenda di una ragazza diciottenne di origini marocchine, segregata in casa dal fratello di 26 anni, assieme alla cognata di 22, perché non voleva “spacciare”, liberata poi per mezzo dei carabinieri di Vigevano.autore vittima

Occorre considerare anche la violenza economica: il sottrarre alla donna il suo stipendio, l’impedirle qualsiasi scelta nei confronti della gestione nell’economia familiare, l’obbligarla a lasciare il lavoro o l’impedirle di trovarsene uno, ma anche il costringerla a firmare documenti, a contrarre debiti, ad avviare progetti economici (a volte truffe), con l’ansia e la paura per la propria condizione e per quella dei propri figli unite all’auto colpevolizzazione, ad un intimo senso di inettitudine, alla depressione. Quanto esposto si accomuna a traumi dagli esiti più o meno reversibili cui in molti casi fanno seguito problemi psico-somatici, impedimenti del sonno, danni durevoli alle articolazioni, cicatrici, ed inoltre perdita parziale dell’udito e/o della vista. La violenza sulle donne è in moltissimi casi custodita tra le mura di casa e accettata come un dovere. E’ anche a causa di tale silenzio se all’improvviso lo scoppio della violenza si traduce in omicidio, laddove la donna decida –infine- di liberarsi, informando il compagno o coniuge, della sua volontà di lasciarlo. Seppure la storia insegna che la richiesta di aiuto, anche ai parenti o alle forze dell’ordine, non sempre salva la vittima dall’omicidio, dalla brutalità che conduce all’ospedale o dall’essere sfigurate a vita (emblematico il caso dell’aggressione con l’acido subita dall’avvocatessa Lucia Annibali, a Pesaro, da parte dell’ex fidanzato Luca Varani). La violenza, se non fa perdere la vita o non lascia sfigurati nel corpo o nell’animo, può condurre alla perdita del lavoro, della casa e di eventuali altre proprietà, e non difficilmente a quella del proprio tenore di vita, qual ora si decida che la libertà dal coniuge/compagno valga di più della sicurezza economica. La sopportazione di qualsiasi tipo di aggressività conduce all’isolamento, all’assenza di partecipazione nel sociale e nelle relazioni con l’esterno, alla perdita di relazioni amicali.autori tentate violenze.

Inoltre: una moglie picchiata è in molti casi mamma e la violenza produce conseguenze gravissime non solo sulla donna, ma anche sui figli, sempre che ne escano vivi entrambi.

E’documentato che i bambini e le bambine cui tocca in sorte di assistere a scene di violenza domestica (recentissima quella di Cattolica – Rimini – laddove Raffaele Ottaviano, 30 anni, ha ucciso la moglie Ivana Intilla, 27 anni, a coltellate e si è tolto la vita in presenza dei due figli gemelli di tre anni, che erano a casa con loro (fortunatamente senza scaricare anche su di loro la sua rabbia), o che ne sono stati/e vittime in prima persona, mostrano problemi di salute e di comportamento, tra cui disturbi di peso, d’alimentazione o del sonno. Inoltre possono avere difficoltà a scuola, possono cercare di fuggire da casa o anche mostrare tendenze suicide e da adulti non riuscire a sviluppare relazioni intime corrette. Quando non vengono loro stessi uccisi.

Tutto ciò dovrebbe portare l’attenzione della società alla prevenzione di queste violenze, troppo spesso domestiche e ritenute “inattese” dai vicini (e qualche volta dagli stessi parenti). Sappiamo bene, ad indagare a fondo dietro ogni morte, ogni ferimento, ogni omicidio di bambini assieme alle madri o ad entrambi i genitori (omicidio/suicidio), che non è affatto così: Quando le donne non hanno fatto direttamente richiesta di aiuto alle forze dell’ordine, si sono certamente espresse coi familiari, ne sono state consapevoli, hanno intuito che il filo sottile tra la vita e la morte stava per spezzarsi, ma non è stato fatto per loro qualcosa di drastico e conclusivo, che impedisse la tragedia. La storia insegna che l’autore di femminicidio non è uno sconosciuto o quello che può essere definito un “maniaco incontrato per caso“. (fatti salvi i casi quali quelli di Yara). Ad uccidere la donna è un partner, un ex partner o un familiare, quindi un essere umano legato a lei da un rapporto stretto e che in teoria avrebbe dovuto amarla. Annotiamo: solo in 14 casi su 1036 l’assassino risulta essere stato un estraneo; soltanto in 34 casi su 1036 l’assassino è legato al mondo della prostituzione (sfruttatori e clienti della vittima). Soltanto in 82 casi su 1036 l’assassino è collegato alla vittima in modo epidermico e può essere definito un conoscente. In 195 casi su 1036 l’assassino è legato invece alla sfera familiare, comprendendo con essa sia parenti diretti che acquisiti. In 629 casi su 1036 l’assassino è un partner presente (483 casi). Che fine fanno gli assassini? maggiormente emergono (quando viene accertato), due conclusioni più comuni: l’arresto e il suicidio (tentato o riuscito). Su 1036 casi di femminicidio in Italia 553 volte il colpevole è stato assicurato alla giustizia (nella maggior parte dei casi per autodenuncia e spontanea consegna alla polizia) mentre in circa 296 casi l’autore dell’omicidio ha tentato (48 volte) o è riuscito nell’intento del suicidio.1 Ma in ogni caso la donna è morta. (Bianca Fasano)

Da Accademia dei Parmenidei,addì 6.10.2014

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