Libera Cronaca da Italia bene comune 1363 del 18 e 19 agosto 2014

Libera Cronaca da Italia bene comune 1363 del 18 e 19 agosto 2014

giuseppevezzoni@mail.com

Un milione e 850 mila cittadini in difficoltà per pagare le tasse o i debiti contratti

La crisi morde più che mai. A luglio c’è stato il record di richieste di rateizzazioni con il Fisco: 156 mila, con una media settimanale che è stata pari “a circa il doppio di quella dei primi sei mesi dell’anno”. La situazione è stata resa pubblica da Equitalia. Sono attive 2,4 milioni di rateizzazioni per un controvalore di 26,6 miliardi.

Il governo italiano ha assicurato che rispetterà i vincoli di bilancio e il limite del 3% nel rapporto deficit/Pil, che non c’è alcuna trattativa in corso con la Ue per avere sconti e sforare dagli impegni presi ed infine che non ci sarà nessuna manovra con conseguente inasprimento fiscale. Intanto tornano nel mirino le pensioni per fare l’ennesima cassa laddove la cassa è stata ripetutamente depredata. Renzi si rivelerà come l’ennesimo asino che vola a cui gli itagliani sono abituati da anni? Settembre e ottobre ce lo diranno. Intanto anche il ministro dell’economia, Pier Carlo Padoan, annuncia che la crescita dell’Italia in questo 2014 sarà ridotta, molto ridotta, inferiore alle attese.

É proprio una profezia campata in aria il fatto che l’Europa potrebbe metterci una pezza? Congetture dei gufi o verità nascosta di chi si accorge di aver parlato tanto ma concretizzato poco? Presto lo sapremo.

Giuseppe Vezzoni-addì 18.8.2014

Il Comune di Stazzema domani alle manifestazioni in ricordo delle vittime di San Terenzo a 70 anni di distanza

Stazzema_ Il Comune di Stazzema sarà presente alle manifestazioni in ricordo delle vittime della strage di Bardine di San Terenzo. Le 53 vittime erano state rastrellate il 12 agosto 1944 a Valdicastello dalle formazioni di ritorno dalla strage di Sant’Anna di Stazzema e facevano parte dei circa 400 rastrellati quella mattina a Valdicastello e condotti alle scuole di Nozzano, trasformate in carcere e luogo di tortura. Tra questi vi era anche il parroco Don Libero Raglianti ucciso a Filettole nei giorni successivi. I condannati vennero fatti scendere dove una lunga rete metallica sostenuta da pali divide due poderi presso i quali alcuni giorni prima i partigiani avevano attaccato con successo un convoglio tedesco, furono legati per il collo con filo spinato ai pali di una vigna, dopo atroci sofferenze furono finiti a colpi di pistola. Nel pomeriggio, nella vicina località di Valla, le SS massacrarono 106 persone catturate nei dintorni di San Terenzo. Il Labaro del Comune di Stazzema sarà presente sia al Cimitero di Pietrasanta dove si svolgerà un breve ricordo sia a San Terenzo dove si terranno le celebrazioni ufficiali.

Vogliamo in questo modo”, commentano il Sindaco Maurizio Verona ed il Vice Sindaco Egidio Pelagatti che rappresenterà il Comune di Stazzema, “ricordare le vittime di questa violenza che 70 anni fa ha colpito prima a Sant’Anna poi in altre località della Versilia, Capezzano Monte, Valdicastello e quindi anche a San Terenzo. Queste stragi fanno parte di un unico disegno che lega le stragi nazifasciste in Toscana ed in Italia. In questo 70° anniversario crediamo necessaria la nostra presenza a testimoniare l’impegno per la memoria e soprattutto perché simili eventi non si ripetano”.

Stazzema, 18 agosto 2014

Da Michele Morabito, Responsabile Area culturale del Comune di Stazzema

Conflitto di interesse nella delibera n.40 del 26 giugno 2014?

Il consigliere comunale Gian Piero Lorenzoni ha posto al protocollo e all’attenzione del Sindaco,del Segretario Comunale, del Revisore dei Conti e dei Capigruppo Consiliari se con l’approvazione della delibera n.40 del 23 giugno si è incorsi in un conflitto di interesse da parte dell’assessore Caterima Lorenzoni. La lettera è stata inviata p.c. anche Prefetto di Lucca.

Stazzema_ Con la deliberazione nr. 40 del 26 giugno 2014 la Giunta Municipale ha inteso approvare in linea tecnica il progetto definitivo-esecutivo relativo alla ristrutturazione e spostamento uffici del Palazzo Municipale.

Tra gli intervenuti alla discussione e all’approvazione dell’atto risulta essere presente anche l’assessore Caterina Lorenzoni.

Come certamente saprà lo stesso assessore svolge la sua attività lavorativa e collaborativa presso la Croce Verde di Arni.

Allora non può sfuggire che nella relazione tecnica di accompagnamento al progetto citato è possibile leggere (pag.1) che “ il 2° piano (Casa Sigali) verrà sgombrato di tutti gli arredi del’0ufficio Anagrafe e degli uffici della Polizia Municipale, in modo tale da poter ospitare la Croce Verde di Arni e gli Uffici della Protezione Civile”.

Mi chiedo e le chiedo se l’assessore in questione, al fine di garantire la trasparenza e l’imparzialità dell’azione amministrativa, avrebbe dovuto astenersi dalla discussione e ancor di più dalla votazione, dato che è possibile ipotizzare l’evidente interesse dalla stessa nutrito, come appare evidente il contrasto della situazione personale e non di meno la specifica utilità che dall’assunzione dell’atto può discendere a favore dell’Associazione di Volontariato citata.

E’ ormai consolidato il principio che il conflitto di interessi e allontanamento dalla seduta dell’organo deliberante in posizione di conflitto, prescinde da un vantaggio concreto, bastando a determinarlo anche la semplice ipotesi in astratto di un interesse proprio ancorchè indiretto.

In ragione di ciò sono a chiedere se l’assessore Caterina Lorenzoni poteva partecipare e votare la delibera giuntale nr.40_2014, come approvata e pubblicata.

Al tempo stesso chiedo se, a seguito della presente segnalazione, l’amministrazione intende assumere una specifica decisione.

In attesa di ricevere urgente comunicazione scritta, saluto

Consigliere Comunale Gian Piero Lorenzoni,addì 18.8.2014

Menzione e onore di sfilata per il labaro dei Martiri di Mulina di Stazzema a Sant’Anna di Stazzema nel 70° anniversario della stragefoto 1

Il Gruppo Labaro Martiri di Mulina di Stazzema ha protocollato stamani una lettera per il Sindaco di Stazzema e i consiglieri comunali avente per oggetto la Menzione e onore di sfilata per il labaro dei Martiri di Mulina di Stazzema a Sant’Anna di Stazzema nel 70° anniversario della strage. Prot. nr. 6333

Stazzema_ Egregio signor Sindaco di Stazzema, signori consiglieri comunali, il Gruppo Labaro Martiri di Mulina di Stazzema intende rivolgere un pubblico apprezzamento per la considerazione con cui martedì 12 agosto 2014, a Sant’Anna di Stazzema, è stato fatto segno il labaro simbolo della strage di Mulina di Stazzema.

Considerazione che invece è totalmente mancata il giorno prima a Mulina di Stazzema, la cui 24esima cerimonia commemorativa del 70esimo anniversario della strage non ha avuto neppure un rigo sui quotidiani nonostante la presenza dell’arcivescovo di Pisa, S.E. Mons. Benotto, del sottosegretario all’Interno, On. Manzione, e di S.E. Il Prefetto di Lucca, Dott.ssa Cagliostro.

Per la cerimonia dell’11 agosto a Mulina e gli aspetti concernenti tralasciamo di elencare ulteriori dettagli di insoddisfazione per il massimo appagamento provato di vedere il nome di don Fiore Menguzzo affiancato a quello di don Innocenzo Lazzeri nel telegramma che Papa Francesco ha inviato per il 70° anniversario della strage del 12 agosto 1944. Con osservanza.

Mulina di Stazzema 18 agosto 2014

Giuseppe Vezzoni, per il Gruppo Labaro Martiri di Mulina di Stazzema

Il 31 agosto terminerà la stagione concertistica all’organo della Pace di Sant’Anna di Stazzema

Stazzema_ Domenica 31 agosto, alle 18, si chiuderà la stagione concertistica 2014 promossa dagli Amici dell’organo della Pace di Sant’Anna di Stazzema. La conclusione della stagione è affidata all`organista friulano Lorenzo Marzona che eseguirà un concerto in memoriam di suo zio Giancarlo Marzona -”Piero” della Brigata Partigiana “Osoppo-Friuli”, ucciso nella lotta per la libertà a Reana del Rojale (Ud) il 15 agosto 1944.

Mio fratello Gian Carlo “Piero” (Appunti della breve e intensa sua stagione)

Non ho mai scritto niente per ricordare mio fratello (Valvasone 03.03.1922 – Reana del Roiale 15.08.1944), forse mi ha trattenuto una specie di pudore fraterno, evitare la rivelazione di qualcosa di intimo, di esclusivo, di ciò che era custodito gelosamente da entrambi.

La vita di ognuno può paragonarsi ad una qualche figura geometrica perfetta così che se manca un solo punto anche se ritenuto insignificante quella figura si trasforma in uno sgorbio.

Il momento della sua morte è stato il punto che mancava al perfezionamento della fine della vita che egli aveva liberamente scelto di vivere.

Non è certo pensabile che Gian Carlo desiderasse l’arrivo di quel punto, ma la pericolosità che assieme all’inseparabile Bologna aveva scelto riduceva l’imprevisto, escludeva la sorpresa, quasi si trattasse dell’arrivo ad un porto.

C’erano due anni di differenza fra me e lui eppure mai si è manifestata una superiorità da parte sua ed una corrispondente soggezzione da parte mia, la parità era assoluta.

Devo tuttavia ricordare una differenza: la poca di voglia di studiare di Gian Carlo, la noia che gli procuravano i compiti da fare a casa.

La sua ansia di muoversi, di agire, era assolutamente prevalente, quel tipo di impegno era per lui una perdita di tempo.

Quando in bicicletta abbiamo scalato i passi dolomitici, era lui che portava, e che quindi doveva utilizzare, i sostegni e i picchetti per erigere la tenda, perché se fossero stati affidati a me quella tenda sarebbe miseramente crollata prima dell’uso.

L’8 settembre mio fratello era alla scuola allievi ufficiali di cavalleria a Pinerolo, località ad una distanza da Treppo, dove allora abitavamo, della larghezza pari a quella della pianura padana.

Non c’erano treni, né corriere, né altri mezzi di trasporto eppure “Piero” il giorno dopo era già a casa.

Anche in quell’occasione, più che di fortuna, si è trattato di una incredibile abilità.

La scelta dell’Osoppo per lui, uomo di azione e di purezza d’intenti, è stata una scelta naturale, non qualcosa di costretto, di inevitabile per condizionamenti esterni, era una spontanea adesione ai principi che erano gli stessi per lui e per l’Osoppo.

Dopo aver ottenuto il nulla-osta da parte del C.L.N. Alta Italia, comunicatoci a mezzo Sandro Cicogna, era libera la via per l’apertura di un nuovo “fronte” nella Val di Arzino.

Gian Carlo assieme al tenente degli alpini Beppino Specogna aveva esaminato sul posto l’idoneità dei luoghi anche sotto l’aspetto dell’ambiente umano.

La scelta era caduta nella zona del monte Rossa, esattamente a malga Palamajor.

Ai primi di marzo, 6 uomini (i due fratelli Tacoli, Cesar e Rico di Farla di Maiano, il Goi e Giovanin Ferant) sono partiti da casa nostra per raggiungere la malga.

Subito dopo Gian Carlo con Aurelio (don Ascanio De Luca) ed un gruppo di ragazzi di Treppo si univano ai pionieri e così iniziava l’avventura dell’Osoppo detta “della Val d’Arzino”.

Era nel frattempo arrivato da Bologna Fortunato Delicato originario di Tolmezzo di temperamento simile a quello di mio fratello e così che essi assieme, quasi fosse inevitabile, già stabilito, hanno creato l’indimenticabile, mitico binomio “Piero e Bologna” intendenti fin dall’inizio della 3° brigata partigiana e, veramente, anche della popolazione che ci ospitava.

Partivano ogni mattina con il loro scassato furgoncino per raggiungere le mete che la sera prima avevano studiato. Ciò avveniva nella trattoria di Giovanni Marin situata nella piazzetta di Pielungo.

In genere i posti prescelti e destinati all’esproprio partigiano erano quelli suggeriti dalla gente del luogo; si trattava dei luoghi dove si trovavano beni di consumo (dai liquori alle maglie e calzetti) nascosti dai borsari neri o dagli speculatori di guerra.

L’esproprio si trasformava quindi in atto di giustizia sociale.

Sono uscito due volte con loro, ma, al rientro dalla seconda volta, ho dovuto dire: “cari Piero e Bologna quello che fate non è pane per i miei denti”. Al che loro mi dicevano: “Allora tu saresti un fifone, vergognati”. La mia replica era pronta: “non credo che la prudenza significhi paura e non potete pretendere che io possieda la vostra spregiudicatezza”. Ogni raccomandazione alla prudenza otteneva l’effetto opposto; così erano fatti, la sfida al nemico era il loro scopo.

Della decina di azioni compiute, una in particolare merita di essere raccontata.

Passando da San Vito al Tagliamento hanno notato nei pressi del campanile parcheggiata in una officina una bellissima macchina. Il desiderio di farla propria è prevalente così essi non esitano ad impadronirsene. Uno riparte con l’amato furgoncino e l’altro sale sul macchinone e parte a tutta birra.

Tutto si svolge così rapidamente che nessuno ha il tempo di reagire.

Arrivano a Pielungo con questo macchinone e chi li vede raffredda subito la loro euforia: “ma dove credete di andare con quel bestione? Sareste riconosciuti immediatamente”.

Allora cosa fanno?

Staccano dal parabrezza del macchinone tutti i vari lasciapassare in bilingue, li applicano sul loro fedele cammioncino e scaraventano la macchina nelle farre dell’Arzino con grande tristezza.

La presenza dei lasciapassare ha tolto a Piero e Bologna anche la più piccola briciola di prudenza; con la loro audacia e con i lasciapassare si ritenevano intoccabili, la sfida al nemico cresceva d’intensità, il rischio non aveva più limite.

Il 15 di agosto, dopo essere passati da Forame per rifornirsi di armi, erano sulla strada del rientro.

A Reana quel giorno c’erano due posti di blocco: uno all’inizio del paese e l’altro all’uscita sul punto d’incontro con la nazionale Udine-Tricesimo.

Avevano superato con assoluta tranquillità il primo blocco ed erano fermi al secondo in rispettosa, ma serena attesa del controllo.

Sembra, ma non siamo riusciti a trovare conferma (testimonianza di un certo Bertossi, passeggero del tram che era stato fermato nel contempo) che sia giunta una staffetta in moto, imprevista e inattesa, con l’ordine di passare immediatamente per le armi le due primule rosse che viaggiavano sull’inafferrabile furgoncino.

Così è stato; una serie di raffiche improvvise ha spento i loro sogni e ha reso inutile il loro coraggio. I due corpi sono stati appoggiati, bene in vista, ad una delle pareti della stazione del tram perché il passante potesse vedere quella che era la sorte riservata ai “Banditen”.

Nella notte un osovano di Reana, Chechin Fadini, costruita in fretta una specie di bara, ha raccolto i due corpi e con un carretto trainato da un asinello li ha portati nella cella mortuaria del cimitero di Tricesimo.

Solo dopo la liberazione si sarebbero svolti i funerali in forma solenne, quello di Gian Carlo il 6 di maggio con direzione il cimitero di Treppo Grande per la sepoltura nella tomba di famiglia dove riposa anche nostra madre. (Cesare Marzona “Piero II”)

Secondo appuntamento dello Yoga sulle Alpi Apuane

30-31 agosto lo yoga in cammino apuantrek

L’associazione Apuantrek, il rifugio Orto di Donna, l’Associazione Garfagnana Guide in collaborazione con l’insegnante di Yoga Pietro Micarelli, sono ad offrirvi un fine settimana legato all’escursionismo non sportivo per conoscere la Natura selvaggia, la pratica Yoga e il buon cibo, il tutto immersi nella splendida conca glaciale della Val Serenaia a 1500 m. di altezza, uno dei luoghi più suggestivi e affascinanti del comprensorio Apuano. Assaporeremo con un punto di vista tutto nuovo, quello delle pratiche orientali, le luci dell’alba e del tramonto, ascolteremo il nostro corpo con maggior consapevolezza alla ricerca di quel movimento interno che si attiva con l’osservazione delle bellezze naturali. Per informazioni e prenotazioni tel. 3492828994.

ATTENZIONE prenotazione obbligatoria entro il 25 agosto 2014 ore 19

Stefano Pucci, Guida Ambientale Escursionistica Parco Regionale Alpi Apuane, scritto all’ Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche. Tel 3381399107

Successo della mostra d’arte con fini socio-umanitari organizzata da ArnoEstate 2014-Mauro Forghieri (progettista di auto Formula 1), Lodovico Gierut (critico d'arte), Gian Paolo Giovannetti (pittore)- foto di G. Mozzi

Tra i visitatori molti vip, tra cui l’ing. Forghieri, progettista della Ferrari

Marina di Pietrasanta_ Si è chiusa il 17 agosto 2014 nella Villa de “La Versiliana” la mostra d’arte – per fini socio-umanitari e scientifici, organizzata da ARNO-Associazione Ricerca Neurologica e dal Comitato Gierut (in memoria di Marta Gierut) – curata da Lodovico Gierut, che in modo diretto e indiretto ha coinvolto vari personaggi pubblici e durante la quale sono state tenute brevi ma significative conferenze dedicate alla Neurologia e a tematiche relative alla salute (relatori Bonuccelli e Palla).

Nella foto (scattata da Giacomo Mozzi) l’ingegnere Mauro Forghieri progettista di auto Formula 1, il critico d’arte e giornalista Lodovico Gierut e il pittore versiliese Gian Paolo Giovannetti.

Da Lodovico Gierut-addì 17.8.2014

Mostra di disegni del maestro Pascquale Ancillottialbero loc

Salve, ci ha dato il suo indirizzo Nicola Antonucci per poterci mettere in contatto diretto riguardo la mostra che stiamo organizzando su Pasquale Ancillotti, la cui inaugurazione si terrà il 30 Agosto al Palazzetto delle Cultura, come avrà già letto nell’invito inoltrato da Nicola. Intanto volevamo ringraziarla per la diffusione del nostro invito alla mostra.

Inoltre vorremmo chiederle se fosse possibile pubblicare un articolo nell’arco di questa settimana, per informare il pubblico in maniera più dettagliata. Nel caso accettasse la nostra richiesta, ci dica lei di quali informazioni necessita e cercheremo di essere il più esaustive possibile. La ringraziamo nuovamente in attesa di un suo gentile riscontro e la aspettiamo all’inaugurazione il 30 Agosto!

Saluti,

lo Staff CREALIZZA-addì 18.8.2014

Re: Intanto fate un comunicato sull’inaugurazione della mostra e poi fatemi avere, se c’è, il catalogo tramite Nicola. Inoltre inviatemi le notizie che avete su Pasquale Ancillotti. Saluti

Giuseppe Vezzoni-addì 18.8.2014

NB: Abbiamo rinviato a fine settimana l’annunciato articolo inerente all’ostracismo che sta subendo anche la seconda edizione del libro Un prete indifeso in una storia a metà. Don Giuseppe Vangelisti e il suo memoriale. Noi ci auguriamo di non pubblicarlo e di vedere riconosciuto alla pubblicazione l’accesso al museo di Sant’Anna.

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