Libera Cronaca da Italia bene comune 1359 dell’8 e 9 agosto 2014

Libera Cronaca da Italia bene comune 1359 dell’8 e 9 agosto 2014

giuseppevezzoni@mail.com

Ultim’ora Libera Cronaca 1359 del 9 agosto 2014

Flash MulinaP1070607

Caro Giuseppe, ti invio gli allegati. Noi pensiamo che l’anno prossimi la serata A veglio possa essere organizzata meglio: Duccio si dichiara disponibile per qualcosa di importante. Ha visto su I Pad le foto riprodotte forse da un nipote di Bruno seduto in seconda fila a dx e ritiene che siano di grande interesse. E’ un peccato che il ragazzo non sia intervenuto: è dotato dei più moderni mezzi per integrare la retrospettiva con l’ausilio delle nuove tecnologie. Bisognerebbe far presente da subito all’Amministrazione comunale che c’ è una chiara volontà nella comunità di sviluppare questa iniziativa e di organizzare una serata per presentare ufficialmente e degnamente il grande lavoro di Bruno Matana. Cordialmente ALBA

La donazione del mio libro per le riparazioni alla Chiesa mi sono state suggerite dalla generosità di Giuseppe Vezzoni che ha messo in vendita il suo libro destinando una parte del ricavato al fondo per questo restauro . Ho allora pensato di imitarlo offrendo gratuitamente al pubblico 10 copie del mio ultimo libro La Saga dei Simi : chi acquista un volume a un prezzo ridotto (30 euro al posto di 45) sa che destina i suoi soldi ad un’opera benefica per il paese. Il mio libro, tipograficamente bellissimo, con documenti inediti e moltissime riproduzioni a colori, è un volume prezioso: racconta la storia non della Banca che ha la Collezione di 60 opere di Filadelfo e di Nera Simi tutte rintracciate da me e neppure di Seravezza dove al Palazzo Mediceo giace l’Archivio di Filadelfo Simi (che io spero un giorno verrà ordinato ed esposto al pubblico, come era nei patti della donazione), ma è la mia storia: racconto come è nato il rapporto fra me e il Pittore, oramai dimenticato e quasi sconosciuto anche in patria, di come mi sia sentita in certo senso guidata nella ricerca delle sue opere e nello scrivere ben otto pubblicazioni più il testo di un filmato che oggi si proietta nelle scuole della Versilia. Naturalmente il personaggio Simi, la figlia Nera, il paese di Stazzema, i suoi abitanti dell’epoca, i suoi amici fra cui i Giorgini, i suoi allievi, soprattutto, di cui attualmente è in atto una Mostra al Palazzo del Cardoso, che dovreste andare a vedere, sono parte integrante del libro e della mia esperienza che io ho vissuto come una bella favola. Il rapporto fra me e lo spirito del Pittore, di cui ho capito subito la grandezza e l’importanza, è raccontato con una vena di sottile autoironia che rende (così mi dicono) facile e piacevole la lettura del testo, una favola appunto. Grazie per quello che farete in questa piacevole serata, in questo storico paese dove fra poco sarà ricordata la tragica fine di Don Fiore e della sua famiglia che lo storico compaesano Giuseppe Vezzoni ha rievocato in un libro di imminente distribuzione. Grazie per quello che farete e per la cortese attenzione.

Alba Tiberto Beluffi-addì 8.8.2014

A veglio a MulinaDSCN7653

Buongiorno, Giuseppe, prima di tutto volevo ringraziarti per la serata di ieri sera, che ritengo sia stata una riuscita per l’interesse che i partecipanti hanno dimostrato alla proposta di fare una mostra con la foto di Bruno Matana e di prestare le loro foto, se fosse necessario.Io rimango a tua disposizione per il progetto della mostra per l’anno prossimo. Ti segnalo che ho un indirizzo skype (marzia.beluffi) quindi potrei partecipare alle vostre riunioni anche da lontano, se qualcuno di voi ha la possibilità di portare alla riunione un computer con il programma skype.In attesa di tue nuove, cordialmente ti saluto

E’ con grande emozione che prendo la parola davanti a questa assemblea e in questa chiesa, chiesa in cui si sono intrecciati tanti ricordi della mia vita personale e familiare.

Mulina era la casa della nonna Mina, la villa Antonia, dove i due rami della famiglia, quello milanese e quello stazzemese, si ritrovavano per le feste di Natale. Ma per me Mulina era soprattutto il luogo dove potevo coltivare la mia passione, la storia, perché Villa Antonia era una miniera inesauribile di testimonianze della memoria famigliare e collettiva, che prendevano forma davanti al mio sguardo interiore grazie alla magia evocativa di quell’accento toscano cosi’ affettuosamente suggestivo.

I miei primi ricordi, nitidi anche se non sempre precisi, risalgono alla fine degli anni Cinquanta, quando con la Topolino si affrontava la faticosa avventura del passo della Cisa.

A Massa, ci salutavano i putti della fontana sull’Aurelia e noi si sapeva che finalmente eravamo vicini alla meta. Poi la strada in salita fra i boschi resi incombenti dalle prime ombre del tramonto, dove il rumore delle segherie e le frenate improvvise degli ultimi camion che portavano a valle agghiaccianti blocchi di marmo mi sgomentavano. Solo la luce fioca dei lampioni mi rinfrancava mentre ci accompagnava su, fino al cancello in ferro battuto, che dietro l’ultima curva si materializzava, improvviso, davanti ai fari. Era il segnale, per me e mio fratello Graziano, di scivolare fuori dalla macchina per correre ad aprirlo ed essere cosi’ i primi ad abbracciare la nonna. E poi la cena. Ma io aspettavo sopratutto il momento di coricarmi per potermi crogiolare nel tepore inconsueto del letto scaldato dalle braci del fratino.

E la mattina, la corsa a Calcaferro per riempire la brocca di quell’acqua dal sapore cosi’ inconfondibile, che dissetava fin dal primo sorso e che serviva alla nonna per fare il caffé. Poi il giro per il paese, dove il papà ritrovava, come diceva lui, i suoi « concittadini » e io mi chiedevo perché mai i suoi concittadini stessero a Mulina invece che a Milano : l’Irlanda, la Caro’, il Vince’ e via via, mentre si scendeva verso l’appalto dove si comprava il pane, l’affettato, il sale e gli odori per fare il soffritto. Era un continuo fermarsi per dare e avere notizie, mentre noi si aveva solo voglia di correre su e giù per il ponte a scrutare la corsa affascinante di quel ruscello canterino.

Nel pomeriggio ci si avventurava verso l’antro misterioso delle Molinette che portava al miccificio. Ricordo ancora la risata di mio padre, cosi’ contagiosa, quando gli dissi che non sapevo che ci fossero fabbriche per fare gatti. Ogni tanto, uscendo di casa, incontravamo il Bruno, con il quale il papà si intratteneva a lungo, parlando di foto, apparecchi, filtri e altre parole sconcertanti come lastre. Ed io pensavo che bisognava essere grandi e grossi come il papà per poter sfogliare un album di fotografie stampate su lastre di marmo.

Dieci anni più tardi, le nostre corse scatenate si erano trasformate in tranquille passeggiate su e giù per il paese, dove ci si fermava ogni due passi, per permettere al papà di far conoscere ai compaesani Duccio, il fratellino di cui si andava tanto orgogliosi, il quale si sporgeva impaziente dal passeggino perché come noi aveva solo una voglia, quella appunto di correre su e giù per il ponte.

Mondo affascinante, quello di Mulina, che mi permetteva di immaginare storie che nella metropoli in corsa verso un nuovo, eletrizzante ma effimero benessere non avevano più spazio per vivere. A Mulina, invece, ad ogni arrivo ritrovavo visioni, sensazioni, suggestioni che tuttora, ad una vita di distanza, ancora hanno la forza di rincuorarmi nei momenti di nostalgia, offrendomi il conforto di immagini al di là del tempo.

Nel frattempo le abitudini famigliari si adattavano ai cambiamenti, ma sempre, se si poteva, il 16 agosto si partecipava alla festa di San Rocco, patrono del paese. Durante una di questa feste, mentre la processione si allontanava, mio padre si era attardato sul sagrato, per ascoltare il silenzio animarsi di memorie. Più tardi egli avrebbe trasfuso questa esperienza in una poesia e io lascio la parola a mia cognata Beatrice, perché ce la leggerà senz’altro meglio di me.

Stamani, per preparami a questa riunione, ho voluto documentarmi sulla storia di Mulina, scoprendo quanto questo paese cosi’ legato alla mia memoria personale, abbia in realtà una storia che affonda nei millenni. Fondata dai Romani intorno al primo secolo dopo Cristo, é uno dei più antichi borghi dell’Alta Versilia. Nell’antichità era già un importante centro per il commercio del ferro e nel Rinascimento, con il diffondersi delle armi da fuoco, della pirite. La ricchezza portata da questi commerci permise alla comunità di costruire una chiesa prestigiosa per le sue dimensioni già intorno all’anno Mille. Essa é esempio unico nel suo genere di struttura a croce latina con copertura non a volte ma ancora a capriate, testimonianza straordinaria nella storia dell’architettura di passaggio dallo stile protoromanico a quello pienamente romanico.

Ed é per ritrovare quel mondo, per invitare l’oblio a sciogliere i lacci con cui tiene prigionieri i ricordi di ciascuno di noi, che accolgo con grande piacere l’invito di Giuseppe Vezzoni di visionare il materiale dell’archivio di Bruno Matana per valutare la possibilità per l’anno prossimo di organizzare una mostra che raccolga immagini di questi luoghi in quegli anni. E’ un omaggio che possiamo fare a chi c’era, un invito a conoscersi a chi c’é e un dono a chi ci sarà, per affermare quella continuità che ci permette di scoprire da dove veniamo, per capire chi siamo, per sapere dove vogliamo andare con la coscienza che solo la memoria puo’ regalare. Grazie.

Marzia Beluffi addì 8.8.2014

Report Molinette: percorso tirato a lucido, Canale della Radice no!DSCN7648

Stazzema- Stamani abbiamo scelto di camminare al posto del quotidiano pedalare. Dopo una settimana impegnativa avevamo necessità di qualche ora da trascorrere nel silenzio delle Molinette, di sentire le solo voci del Canale della Radice e delle sue sorgenti, smaltire la soddisfazione che ci ha lasciato l’iniziativa A veglio nel villaggio che grazie a Dio non ha nulla di intellettualmente concomitante con altre iniziative che senza rampogne di sorta pregiano la memoria agostana del Comune di Stazzema. Superata la piccola galleria, già consci della notizia che ieri sera avevamo appreso in chiesa, ci chiedevamo di cosa effettivamente avessimo parlato pochi giorni fa, appunto lunedì sera 4 agosto, a proposito delle Molinette e del suo percorso pervaso dalla vegetazione. É mai possibile che mentre si denunciava un abbandono gli amministratori non sapessero che il percorso era pulito e stava per esserlo? Perché questa mancata informazione e la conseguente lezione educativa, che ha addirittura portato i presenti perfino a ipotizzare addirittura di una costituzione di una cooperativa quando invece un intervento pubblico o finanziato con i soldi pubblici aveva ridato o stava ridando al percorso dell’area delle Molinette l’agibilità per le visite al sito archeominerario?DSCN7678

Niente da dire: il percorso che stamani abbiamo fatto per lungo e per largo non ha criticità per le escursioni al luogo ambito da tantissimi visitatori. Le ha invece il Canale della Radice, alcune anche gravi, tanto da farci scrivere che il canale, nei presi del piccolo piazzale davanti al manufatto della stazione della fu teleferica mineraria della SCIA, è completamente nascosto dallo stramazzo nel canale di un grosso castagno e che quel groviglio di rami, nel punto in cui l’acqua scorre schiumando in una stretta fessura, si presta a creare una barriera al deflusso e determinare quell’effetto castoro, che, nella terminologia idraulica, è sovente richiamato come potenziale causa di eventuali tracimazioni. Ma è tutta l’asta fluviale del Canale della Radice che richiederebbe quell’azione di prevenzione idrogeologica che spesso si invoca attraverso un intervento di taglio della vegetazione e dei tronchi intraversati nell’alveo.

Poiché lunedì sera nessun amministratore presente, sia il sindaco Verona e sia l’assessore Viviani ( la consigliere Olobardi crediamo che fosse all’ oscuro come i cittadini) sapeva della pulizia del percorso delle Molinette, ci domandiamo da chi sia stato fatto l’intervento, quale cooperativa o personale di ente pubblico abbia operato per ridare possibilità di visita al sito, ma soprattutto chi ha avuto santi in paradiso per riuscire a far effettuare la pulizia del sentiero nel mese di agosto e quale lo scopo. Una visita imminente o una ripresa dei lavori per prolungare il percorso fino alla miniera del Berillo?

Se sul bello e suggestivo percorso delle Molinette ritornato agibile possiamo solo esprimere l’apprezzamento completo e senza riserve, anche se il taglio di grosse piante che mettono a rischio alcuni manufatti, sopratutto il Ponticello di Zinebra e l’acquedotto stile romano presso le strutture dell’ex mulino Bottari, poi divenuto struttura della polveriera Pocai. Il nostro apprezzamento non possiamo invece farlo per le condizioni che abbiamo trovato il Canale della Radice, un corso d’acqua che è uno scrigno di bellezze naturali, come le sorgenti di acqua buonissima, e della storia antropica della industrializzazione della polvere nera e dell’emancipazione femminile attraverso una occupazione prettamente specifica alla donna. Tuttavia è un corso d’acqua che rappresenta la spada di Damocle in quanto a sicurezza idrogeologica che incombe sul sobborgo di Calcaferro.

Non vorremmo che la pulizia del percorso avesse prevalso sulla pulizia dell’alveo dalla vegetazione. La sicurezza per noi ha la priorità assoluta, anche a costo di rinunciare alle sensazioni che abbiamo provato stamani percorrendo il percorso.

Domanda: così come è stato per le reti paramassi collocate ai lavatoi di Calcaferro, anche l’autore di questo intervento di pulizia resterà sconosciuto?

Lunedì sera si è parlato a vanvera e a lungo su un problema, il percorso delle Molinette invaso dalla vegetazione, che era esistito ma che magicamente non esisteva più ed era risolto. Meglio così, ma una comunicazione più chiara sarebbe auspicabile.

Giuseppe Vezzoni-addì 9.8.2014

L’eccidio di Sant’Anna e la giustizia”, il tema della conferenza di domani a Sant’Anna di Stazzema

Stazzema – Domani, 10 agosto, al Museo Storico della Resistenza, ore 16:00, si terrà la conferenza “L’eccidio di Sant’Anna e la giustizia”. Intervengono avv. Gabriele Heinecke, il Procuratore Militare Marco De Paolis. Introduce prof. Stefano Bucciarelli dell’ISRE Lucca. A cura dall’Associazione Organo della pace di Sant’Anna di Stazzema, in collaborazione con Friedrich- Ebert -Stiftung FES, Roma

Da Informazioni turistiche di Seravezza-addì 9.8.2014

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al libro che difende Mons. Giuseppe VangelistiLibro  Un prete indifeso in una storia a metà

Il giornale che non c’è dal 30 luglio 2014 e per i giorni a venire aprirà in questa maniera fintanto che il libro non sarà inserito nel bookshop del Museo della Resistenza di Sant’Anna di Stazzema

Nel dicembre 2008 la prima edizione del libro fu classificata terza, sezione saggi, dalla Giuria del Premio nazionale Genny Marsili, premio patrocinato anche del Comune di Stazzema.

NB: Con la Libera Cronaca 1359 termineremo di proporre questo occhiello. La difesa di Don Vangelisti l’abbiamo posta all’attenzione di personalità istituzionali e religiose. Consideriamo terminata la nostra difesa, così come l’interesse che il libro Un prete indifeso in una storia a metà. Don Giuseppe Vangelisti e il suo memoriale possa essere inserito nel bookshop di Sant’Anna di Stazzema. Martedì 12 agosto pubblicheremo ciò a cui ieri abbiamo adempiuto. Fu un Giusto o un Falso mito nonché propugnatore della memoria antipartigiana? A questa domanda dovranno rispondere altri. Giuseppe Vezzoni ha scritto due libri e il suo giudizio l’ha espresso ampiamente e pubblicamente:

è una Vergogna ciò che è stato compiuto e lasciato compiere a danno della memoria del sacerdote;

è una Vergogna che il libro in sua difesa non abbia trovato accesso al Museo di Sant’Anna di Stazzema diversamente da quanto è stato invece concesso alle pubblicazioni che l’hanno denigrato.

Giuseppe Vezzoni -addì 9.8.2014

Il Senato sarà dei nominati del partito che vince?

La prima lettura è andata, ma restano altre due letture e poi il referendum. Ovviamente questa riforma modifica una Costituzione condivisa con una Costituzione che è nata al Nazareno e per la quale Forza Italia è stata determinante per il primo via libera di ieri. Solo dieci voti in più della maggioranza che contava il Governo Renzi. Parlare di condivisione sembrerebbe azzardato, considerato che SEL, il partito che ha fatto scattare il premio di maggioranza con cui il PD governa, non ha partecipato alla votazione.

Giuseppe Vezzoni-addì 9.8.2014

Canale del Giardino, tutto cambia perché nulla cambiWP_20140528_003

Seravezza_Stazzema- Salve Giuseppe, poiché tutto cambia perché nulla cambi, ti invio per il giornale che che non c’è, ma che c’è. E se c’è ! l’allegata sentenza, che dimostra da sola come va il mondo. Puoi farne l’uso che ritieni opportuno. Se ognuno, come anche tu fai, difendesse la propria dignità sarebbe difesa la dignità di tutti e le troppe onorabilità dimostrerebbero di essere poco onorevoli. ( in riferimento a quanto pubblicato sul Canale del Giardino ).

sentenza emilio leonardi

Buon lavoro Emilio Leonardi-addì 8.8.2014

Domani commemorazione in onore dei Martiri della “Sassaia”

( 10 agosto 1944 – 10 agosto 2014)

Forte dei Marmi_Massarosa_ Le Amministrazioni Comunali di Massarosa e Forte dei Marmi invitano la Cittadinanza alla cerimonia che si terrà domani, 10 agosto, in ricordo dei 38 civili che il 10 agosto 1944 furono vittime della barbarie nazista in località “La Sassaia” a Piano di Mommio.

Programma: Ore 8.30 Raduno dei partecipanti presso il piazzale della Chiesa di Piano di Mommio; Ore 9.00 Messa officiata dal Parroco di Piano di Mommio e saluto dei Presidenti dei Consigli Comunali di Massarosa e Forte dei Marmi; Ore 9.45 Partenza corteo per giungere al cippo commemorativo dei Martiri della Sassaia sulla via Sarzanese a Piano di Mommio; Ore 10.00 Commemorazione dei caduti e benedizione da parte del Parroco di Piano di Mommio; Ore10.15 Deposizione di una corona d’alloro nel luogo dove avvenne l’eccidio; Ore 11.15 Convegno “L’estate del ’44 e l’eccidio dei martiri della Sassaia: ricostruzione storica di quel tragico giorno” – Villa Gori a Stiava a cura dell’ANPI sezione Massarosa nel 70^ anniversario della Liberazione. Intervento del Prof. Gianluca Fulvetti dell’Istituto Storico della Resistenza di Lucca, a seguire video testimonianza della sig.ra Celsa Pardini, presente in sala. Coordina Gabriella Paolini, Presidente ANPI Massarosa

Il Presidente del C.C. di Massarosa Il Presidente del C.C. di Forte dei Marmi

Adolfo Del Soldato Simone Tonini

Dall’Anpi di Massarosa-addì 28.7.2014, aggiornato al 9.8.2014

Strana polemica quella di Marco Viviani di PomezzanaDSCN7621

Stazzema_ Appare molto strana la polemica che l’assessore Viviani rende pubblica sulla Libera Cronaca a proposito del titolo di studio che non deve apparire. Se non fosse chiaro il motivo di questo malumore, potremmo pensare che fare il geometra sia un disonore, visti i toni utilizzati, in effetti la cagione di tanto risentimento va ricercata altrove. Ricordo che durante un consiglio comunale dell’era Silicani, proprio il Viviani, allora semplice consigliere con l’incarico di capogruppo, si dilungò in una disquisizione cercando di dimostrare che l’avere uno studio professionale non costituisce un vantaggio per un consigliere, anzi, l’attività amministrativa comporta un aggravio degli impegni che distolgono il professionista dalla attività privata arrecandogli un danno sia sotto il profilo economico che sotto quello del tempo disponibile. Questo è talmente vero che oggi la stessa persona si è caricata di maggiori impegni essendo addirittura assessore. Ora, che il Viviani abbia uno studio professionale, nello stazzemese, lo sanno più o meno tutti, quale danno possa avergli arrecato leggere la parola “geometra” sull’articolo del Vezzoni lo sa solo lui, certo è che anche in questo frangente non ha fatto certo una bella figura, vale sempre la regola che tacere è sempre meglio che dire fesserie. La reazione del Viviani porta poi chi legge a pensare il contrario di quel che vuol dimostrare. Tanto impegno nel cercare di inculcare alla gente l’idea che un geometra affronta gli incarichi comunali come un sacrificio, caro assessore, dà l’idea netta che invece stando nella giunta, forse, qualche vantaggio lo si ottiene, si astenga quindi dal volerci far credere che gli asini volano.

Approfitto ancora dello spazio che la redazione vorrà concedermi segnalando che l’assessore Viviani ha trattenuto il giorno 31 luglio scorso della documentazione richiesta dai consiglieri di opposizione ed approntata dagli uffici e non intende consegnarla ai richiedenti. Come si può notare, stando al comando si può pensare anche di manovrare ciò che non è consentito manovrare. L’importante è non credere che coloro che stanno dall’altra parte siano disposti a farsi prendere per il sedere perché così non è, e se ne accorgeranno presto i signori dell’80%, che vale quel che vale.

Baldino Stagi, Consigliere di minoranza con il 20%, addì 8.8.2014

Nuovo consiglio direttivo per il quinquennio 2014-2019 della Sezione “Versilia Storica” dell’ Istituto Storico Lucchese (Protocollo n.° 33 del 6 agosto 2014)

Versilia_ Domenica 13 Luglio, «Versilia Storica», sezione dell’Istituto Storico Lucchese, ha convocato i suoi 214 soci per procedere tramite votazioni al rinnovo delle cariche sociali per il quinquennio 2014 – 2019.Il Consiglio Direttivo appena eletto si compone di tredici consiglieri: Francesco Angelini, Enrico Baldi, Fausto Bedini, Renata Biagi, Annalaura Carducci, Giovanni Cipollini, Manuela Coppedè, Giulio Galleni, Anna Guidi, Melania Spampinato, Mario Taiuti ed Olga Tartarelli.Per acclamazione, nella riunione insediativa del 30 luglio, i nuovi eletti hanno confermato nella carica di direttore della sezione Luigi Santini, a quella di vicedirettore Melania Spampinato ed a quella di segretario Giulio Galleni; il direttore della sezione ha conferito quindi al consigliere Enrico Baldi l’incarico speciale di primo dirigente della rivista «Studi Versiliesi». Attraverso studi, manifestazioni, visite guidate e pubblicazioni anche in collaborazione con altri enti, istituzioni ed associazioni, «Versilia Storica» promuove iniziative per incrementare e diffondere la conoscenza della storia dell’antica Versilia Medicea, sorta come Capitanato di Pietrasanta (gli attuali quattro Comuni di Pietrasanta, Seravezza, Forte dei Marmi e Stazzema) ed aggregata a Firenze per effetto del Lodo di Leone X del 1513.Principale attività editoriale della Sezione» è la rivista «Studi Versiliesi» (in distribuzione gratuita nel corso degli appuntamenti culturali) della quale è imminente l’uscita del XVII e XVIII numero. Gli ultimi numeri usciti della rivista risalgono al 2009 e furono dedicati alle due importanti località versiliesi dell’Argentiera e di Calcaferro, quest’ultimo divenuto oggi sito archeo-minerario delle Molinette.

Da Luigi Santini, Direttore generale Istituto Storico Lucchese sez. Versilia Storica-addì 8.8.2014

A Veglio nel villaggio

Ringraziamo dell´invito! Purtroppo causa di impegni privati non ci sará possibile di venire. Ci sarebbe piaciuto molto di rivedere e risentire Duccio, ti preghiamo di portargli i nostri cari saluti. Cordialmente

Maren e Horst Westermann-addì 8.8.2014

Mostra Il Cenacolo Stazzemese alla Casa del Berlingaio in StazzemaDSCN7335

Ti inoltro volentieri la mail e l’indirizzo del Blog del Dr. Pautasso. Quando e se lo riterrai opportuno, mi farebbe piacere ne facessi riferimento su Liberacronaca. M.B.

Dottore ecco il testo. Lo legga e lo diffonda. Spero di aver colto nel segno e di aver trasmesso la passione che l’arte mi trasmette. Soprattutto sono onorato e orgoglioso di aver potuto segnalare una mostra importante e un evento speciale per Stazzema”

A presto Guido Andrea Pautasso

Dopo aver riportato alla luce alcuni importanti documenti riguardo le esperienze dei futuristi in Versilia, grazie al Dott. Maurizio Bertellotti, ad Alfredo Barberi ed Ezio Marcucci, curatori della mostra IL CENACOLO STAZZEMESE (Stazzema-Casa del Berlingaio 12 luglio-17 agosto 2014), il blog dedicato alla Cucina futurista propone ai suoi lettori la scoperta di un’altra piccola scheggia di futurismo stavolta presente in Alta Versilia e, per l’appunto, a Stazzema, l’antico paese che ne fu il capoluogo. Qui, in quello che un tempo era un capitanato dei Medici, si costituì a partire dall’inizio dell’Ottocento una colonia di artisti che si riunì attorno a Filadelfo, Renzo e Nera Simi: artisti di ogni provenienza che scelsero come loro base operativa un albergo di Stazzema, chiamato ‘Procinto’ dai suoi proprietari (la famiglia Baldi-Pardini) in omaggio alla montagna che li sovrastava. A frequentare Stazzema e il suo albergo erano artisti di ogni specie e scuola. Ritrattisti, scultori, vedutisti, paesaggisti -dai nomi oggi importanti, come David Abraham Bueno (detto il ‘Pittorino’),Ugo Bertellotti, Piero Annigoni, Mario Parri e Leone Tommasi, ma anche scrittori, come Manlio Cancogni e l’immancabile ‘vagero’ Lorenzo Viani- si incontravano con i Simi in quello che oggi è stato chiamato Il Cenacolo Stazzemese. Non una scuola, quella del Cenacolo, neppure una categorizzazione uniforme e facile di tendenze pittoriche o artistiche omogenee -lo dimostrano i quadri esposti in mostra-, bensì l’incontro di un gruppo di artisti che a Stazzema trovarono l’ispirazione o si fecero soltanto rapire per un istante dalla folgorante bellezza delle Apuane.

L’albergo ‘Procinto’, sin dall’inizio dell’Ottocento, godeva della fama di campo base per gli alpinisti e gli escursionisti che si accingevano ad arrampicare o a risalire le vette delle Apuane, lasciandosi alle spalle il mare della riviera della Versilia. Ezio Bertellotti di quei giorni ormai lontani, scrisse con echi che sanno di futurismo: «Siamo in piena villeggiatura e giungiamo al Ponte di Stazzema con la polverosa tramvia che tanti benefici ha apportato e apporta agli abitanti dell’intero Comune. Qui il forestiero maggiormente vi dovrebbe affluire, perché ci sono tutti i benefici necessari alla vita moderna. Prendiamo i nomi dei villeggianti, e più tardi, con l’aiuto del Sign. Milani, attacchiamo la salita del Martinetto e passiamo fugaci sotto le cave magnifiche e interessanti del Piastraio ove il lavoro ferve per l’attività dei proprietari signori Tonini e fratelli Pocai e svelti attraversiamo il paese delle Molina mentre la macchina rombante sale la strada di Stazzema. Bello spettacolo il piazzale del Saldone, il piazzale dei tigli che porta il nome di un nostro grande figlio, Filadelfo Simi capo della scuola di pittura dell’800».

A Stazzema, l’albergo ‘Procinto’ divenne un avamposto culturale soprattutto negli anni Trenta. Sul quotidiano ‘La Nazione’ frequenti erano le caricature dei personaggi più in vista e alla moda che svernavano in Versilia e a Forte dei Marmi. Nel 1933 i villeggianti stazzemesi ebbero l’onore di essere immortalati in una storica vignetta e furono lo scultore di Valencia Juan Salvator, Manlio Cancogni di Roma, la pittrice danese Cau, il prof. Renzo Simi di Firenze, il sign. Landucci, la sig.na Monza Erminia di Pinzago attendente della Sig.ra Corinna Bruni, definita scherzosamente la «proprietaria del Monte Procinto» in quanto vedova dell’ing. Aldo Bruni, fondatore del CAI di Milano nel 1874 e pioniere dell’escursionismo apuano (a Bruni si deve l’apertura della Via Aristide Bruni, la prima via ferrata realizzata in Italia, e la prima ascensione documentata del Procinto nel 1879). Dei giorni in cui gli artisti si confondevano con gli alpinisti e i forestieri, e spesso assieme -come scrive Ezio Marcucci- si calavano nelle colorite tradizioni locali, l’albergo ‘Procinto’ ha lasciato un quaderno di memorie: un libro di ricordi che raccoglie la traccia del passaggio degli ospiti e soprattutto di quella degli artisti che dettero vita al Cenacolo stazzemese. Tra quegli appunti, tra le le dediche appena abbozzate, i ritratti a china, i versi scherzosi e le prose amare dedicate alla tragedia della prima guerra mondiale, il dott. Maurizio Bertellotti ha individuato e ci ha segnalato la presenza di un piccolo disegno, un bozzetto che ritrae il Monte Procinto in veste cubo-futurista e che noi orgogliosamente riproduciamo perché testimonia come anche sulla cima e sulle vette delle Apuane era giunto lo spirito rivoluzionario e all’avanguardia di Marinetti e del Futurismo. (Guido Andrea Pautasso

(Il Cenacolo stazzemese)

Stazzema-Casa del Berlingaio 12 luglio-17 agosto 2014

Mostra e catalogo a cura di Alfredo Barberi – Ezio Marcucci – Maurizio Bertellotti

Pubblicato da CUCINA FUTURISTA

‘Stordellata sul fiume’, da stasera

Seravezza_ Buonasera, l’Associazione Turistica Pro Loco Seravezza comunica che anche per quest’anno è confermato l’appuntamento con la oramai tradizionale ‘Stordellata sul fiume’, la sagra dell’Agosto Seravezzino all’insegna della buona cucina, della tranquillità e del fresco che caratterizzano l’estate dell’Alta Versilia. Al momento sono in programma le seguenti date: 9 e 10 Agosto, in concomitanza con i festeggiamenti e la la fiera patronale di San Lorenzo, poi il 16, 17, 23 e 24 Agosto. Oltre ai famosi tordelli si possono gustare salumi, formaggi, grigliate di carne ,contorni ed ottimi dolci.Il tutto accompagnato da vini locali. Le cucine sono aperte dalle ore 19.00.

Da Associazione turistica Pro Loco di Seravezza-8.8.2014

A veglio nel villaggio di Mulina: poca gente ma vero momento di memoria e di culturaP1070605

Oggi, con una ultim’ora, daremo notizia  sull’evento A veglio nel villaggio che si è tenuto ieri sera nella chiesa di San Rocco e a cui hanno partecipato una trentina di persone. Poche per un evento  che avrebbe meritato maggiore partecipazione. Attendiamo di ricevere gli interventi della professoressa Alba Tiberto Beluffi e di Marzia Beluffi. Con la vendita del libro La saga dei Simi sono stati raccolti 270 euro, che saranno destinati al rifacimento del tetto della chiesa. Il progetto di allestire per il prossimo anno una mostra fotografica in onore a Bruno Matana ha riscosso il consenso dei presenti, così come l’annuncio che il prossimo anno si tornerà a portare in processione il simulacro di San Rocco. Duccio Beluffi ha eseguito magistralmente la suite n 1 il sol minore per viola di  Max Reger e grande emozione ha suscitato nei presenti la poesia San Rocco 1944 di Max Beluffi. Per quanto concerne il progetto della mostra, c’è stata la disponibilità del fotografo  Nicola Antonucci , titolare dello Studio D’Iorio a Querceta, a curarla nella sua parte tecnica e tematica unitamente a Marzia Beluffi e il paese. L’iniziativa A veglio nel villaggio promossa dal Gruppo Labaro e dalla Comunità è stata apprezzata e sarà riproposta il prossimo anno. Era presente il consigliere comunale Gian Piero Lorenzoni.

In previsione della commemorazione dell’eccidio  che si terrà  lunedì 11 agosto, la chiesa e il campo della rimembranza sono stati oggetto  di una cura che non si riscontrava da tempo. Merito delle donne di Mulina che hanno dato il là, sia come determinazione per uscire dal letargo sociale sia come esempio fattivo che ha coinvolto anche gli uomini. Particolarmente grati a Daniela, Renata, Luciana, Erika, Nadia e Rossella. Una citazione particolare va fatta per Paolo Manfredi, Roberto Lombardi, Renzo Antonucci e Gionata Cipollini e per  quel giovane, di cui non conosciamo le generalità, che ha potato e piante e la siepe del Campo della Rimembranza. Pur  fra risentimenti che ogni tanto  riaffiorano e posizioni non sempre  omogenee rispetto terzi , il tentativo di ridare una vita sociale alla frazione va avanti.

Giuseppe Vezzoni-addì 9.8.2014

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