Libera Cronaca da Italia bene comune 1346 del 22 e 23 luglio 2014

 

Libera Cronaca da Italia bene comune 1346 del 22 e 23 luglio 2014

giuseppevezzoni@gmail.com

Le sofferenze bancarie raggiungono a maggio i 168,6 miliardi di euro

La rischiosità del recupero dei prestiti bancari a maggio ha toccato il nuovo massimo storico di 168,6 miliardi, 2 miliardi ed oltre in più rispetto al mese di aprile e 33 miliardi in più rispetto al maggio 2013.Un aumento che fissa la percentuale annua al + 24%. Questo quadro di rischio rientro prestiti bancari in Italia emerge dal rapporto mensile dell’ABI. Nel dettaglio: il rapporto sofferenze lorde su impieghi nel mese di maggio è dell’8,9%, il top da ottobre 1998. Il valore ha raggiunto un picco del 15,1% per i piccoli operatori economici, il 14,5% per le imprese e il 6,6% per le famiglie.

Giuseppe Vezzoni-addì 22.7.2014

Presentazione del volume Un prete indifeso in una storia a metà. Don Giuseppe Vangelisti e il suo memoriale, di Giuseppe VezzoniLibro  Un prete indifeso in una storia a metàPaolo PezzinoDSCN7458

(Chiesa di Sant’Anna di Stazzema, 20 luglio 2014)

Abbiamo saputo che alla presentazione del libro era presente il consigliere di maggioranza del comune di Stazzema, Emanuela Olobardi. Ce ne scusiamo di non averla citata e fatta intervenire, ma , seppure in ritardo, apprezziamo la sua presenza così come quella dei consiglieri Poli e Lorenzoni. La registrazione della presentazione del libro è stata postata su You Tube da Graziano Lazzeri. ( L’autore del libro, Giuseppe Vezzoni)

Ogni volta che vengo a Sant’Anna provo una forte emozione. Potete dunque immaginare quanto sia ancor più intensa oggi che mi trovo a parlare nella chiesa di questo paese che fu teatro settanta anni fa di uno dei più barbari eccidi perpetrati dai nazifascisti nell’ultima guerra mondiale. La furia dei soldati non si fermò neppure all’interno di questo luogo sacro: le SS scaricarono i mitra sull’antico organo, spezzarono con una granata il fonte battesimale in marmo e trascinarono fuori, sul piazzale antistante, le panche di legno della chiesa come combustibile per bruciare i cadaveri delle vittime, soprattutto anziani, donne e bambini. Il ricordo di quel massacro rimarrà perennemente impresso negli animi di tutti gli uomini. Ritengo pertanto che non si poteva trovare, per la presentazione del libro di Giuseppe Vezzoni, un luogo più adatto.

Venendo a trattare del volume, desidero innanzitutto ringraziare l’autore, che ha voluto che partecipassi a questo evento. Mi sono sentito molto onorato, ma anche un po’ imbarazzato, di essere chiamato a prendere la parola in un consesso di illustri storici e di personalità religiose e laiche molto più autorevoli di me.

Il libro è una seconda edizione aggiornata, riveduta e notevolmente ampliata della prima edizione, pubblicata in proprio con il medesimo titolo nel novembre 2006. In veste di curatore di questa seconda edizione, voglio rivolgere il mio più sincero grazie anche a tutto il personale di Pezzini Editore di Viareggio, che ci è stato di prezioso aiuto affinché il volume uscisse tipograficamente corretto e con una veste accattivante.

Protagonista dell’opera è don Giuseppe Vangelisti, parroco di La Culla dal 1935 e due anni più tardi rettore del Benefizio Coadiutoriale di Sant’Anna fino al 1995. La condotta di questo sacerdote è stata al centro di accese polemiche e di aspre controversie. In un primo momento la sorte fu benigna con lui, che riuscì a sopravvivere alla terribile estate del 1944, a differenza di altri religiosi versiliesi, che caddero vittime della ferocia nazista. Basti pensare a don Innocenzo Lazzeri, parroco di Farnocchia, e a don Fiore Menguzzo, parroco di Mulina, entrambi trucidati il 12 agosto 1944, ed entrambi insigniti post mortem della medaglia d’oro al merito civile. Don Vangelisti dalla sua parrocchia di La Culla, il giorno successivo all’eccidio, si recò a Sant’Anna, dove provvide a seppellire, con l’aiuto di 32 volontari, i 132 cadaveri trovati bruciati e accatastati sulla piazza della chiesa, come lui stesso ci racconta in uno dei suoi memoriali. Don Vangelisti, finché visse, fu ricordato come «testimone oculare» della strage, come «mito» del Parco della Pace e portato come luminoso esempio di volontariato e di misericordia. Tuttavia, dopo la sua scomparsa, avvenuta nel 1995, la sorte non fu altrettanto benevola nei suoi confronti ed ebbe inizio la progressiva svalutazione della sua figura, soprattutto in seguito alla pubblicazione postuma del suo ultimo memoriale nel 1997. Solo due voci si levarono a difendere l’onorabilità della memoria del parroco di La Culla, entrambe del clero, quelle di Monsignor Danilo D’Angiolo e di don Aldo Armani. Ma il culmine di questa azione denigratoria fu raggiunto nel 2006 con l’uscita del libro Vite bruciate, i cui autori bollarono don Vangelisti come un «falso mito» del Parco della Pace di Sant’Anna e lo schedarono come uno dei principali rappresentanti della memoria antipartigiana, contrapponendolo al sacrificio pagato dai confratelli uccisi in Versilia nell’estate del 1944. Va notato, tra parentesi, che il volume fu pubblicato con il patrocinio del Comune di Stazzema, della Provincia di Lucca e della Regione Toscana. Tale giudizio degli autori di Vite bruciate fu estremamente disonesto, poiché il sacerdote, ormai defunto, non aveva più alcuna possibilità di difendersi. Le accuse furono accolte nel silenzio generale, sia da parte dei lettori che delle istituzioni. A quel punto Giuseppe Vezzoni decise di intervenire in prima persona e scrisse un libro in difesa di don Vangelisti. In esso, ribatté tutte le accuse rivolte al sacerdote, dimostrandone l’infondatezza. Neppure il lavoro di Vezzoni servì a riabilitare la figura del parroco di La Culla, che rimase anche questa volta sepolta sotto l’indifferenza di tutti. Pertanto l’autore, a distanza di otto anni, torna a pubblicare una seconda edizione di quel libro sempre nell’intento di riparare le offese rivolte alla memoria del sacerdote e di chiedere nuovamente su di lui un giudizio corrispondente a verità.

Questa seconda edizione non si ferma qui, anzi, si potrebbe dire che da qui comincia. Accanto alla figura del protagonista l’autore esamina con altrettanta meticolosità anche le stragi di Sant’Anna e di Mulina di Stazzema e tutti gli altri eventi bellici dell’estate del 1944, alla luce, soprattutto, di recenti acquisizioni. Vezzoni è convinto che sull’eccidio di Sant’Anna non sia stata detta tutta la verità, come egli stesso sottolinea nel titolo del volume, «una storia a metà». Pertanto, citando le parole di Vezzoni, l’opera «è una vera e propria rassegna di tutti gli eventi che permettano di arrivare senza reticenze e senza veli alla verità sulla strage di Sant’Anna: un compito in cui mi sono avvalso dell’aiuto di documenti, libri, lavori inediti e dichiarazioni apparse sui quotidiani. Lo scopo è giungere a una ricostruzione fedele e quanto più imparziale possibile […], indispensabile affinché oggi e in avvenire si possano avere più elementi a disposizione per giudicare i fatti inerenti la tragica vicenda di Sant’Anna».

A questa sua dichiarazione d’intenti Vezzoni si mantiene rigorosamente fedele. Utilizzando i criteri propri del lavoro storico, l’autore esamina, da vero archeologo della memoria e del territorio, decine e decine di testimonianze, volumi, articoli di giornali, riviste, documenti editi e inediti, una vera e propria miniera di informazioni, confrontandole con una pazienza da certosino e al tempo stesso con un intuito da abile investigatore, mostrando al tempo stesso il coraggio di smontare anche le tesi più accreditate, qualora da lui scoperte non veritiere. Il libro riesce così a fornire una ricostruzione completa e accurata, anche se certamente non definitiva, della strage di Sant’Anna, da cui dovranno partire tutti coloro, storici e non, che si occuperanno d’ora in avanti del massacro del 12 agosto 1944.

Ad arricchire la preziosità di quest’opera, vi è anche in esclusiva la relazione inedita tenuta a Esslingen, in Germania, il 27 gennaio di quest’anno dalla signora Gabriele Heinecke, avvocato di parte civile del superstite Enrico Pieri, avente per oggetto il lungo e tormentato iter percorso per aprire un procedimento penale in terra tedesca sull’eccidio di Sant’Anna.

Insomma, un libro che consiglio a tutti di leggere, perché strumento insostituibile per chiunque voglia arrivare, attraverso vie mai prima percorse e non sempre agevoli, il più possibile vicino alla verità riguardo alla strage di Sant’Anna nella ricorrenza del settantesimo anniversario dell’evento.

Paolo Verona

Parcheggio mezzi sociali ospedale Versiliaimage002

Riorganizzazione parcheggi Ospedale Unico, Fratelli d’Italia: “Il solito pasticcio”image001

Camaiore_ I comitati versiliesi di Fratelli d’Italia puntano il dito contro la riorganizzazione dei parcheggi destinati alle Associazioni di Volontariato all’ospedale Versilia, situati proprio di fronte all’ingresso, e che negli scorsi anni aveva già suscitato polemiche. “Il problema del parcheggio dei veicoli delle associazioni di volontariato esiste da anni, con i mezzi sociali spesso in difficoltà nel trovare il giusto spazio per poter far scendere i trasportati, spesso anziani o persone con difficoltà deambulatorie, e accompagnarli in ospedale senza poi dover spostare il veicolo, questo sia a causa del poco spazio, sia per la presenza di auto private – spiegano – per risolvere gran parte del problema sarebbe semplicemente bastato regolamentarne l’accesso, evitando che chiunque ne potesse usufruire, e invece si è fatto il solito pasticcio”.

Oggi infatti abbiamo finalmente la sbarra che regolamenta l’accesso, ma anziché dedicare l’area ai trasporti sociali/sanitari si è pensato bene di diminuire gli stalli per i mezzi del volontariato e destinarli ai motoveicoli, rendendo così inefficace l’iniziativa commentano i rappresentanti di Fratelli d’Italia riteniamo sia opportuno che l’area antistante l’ingresso venga rivista in un’ottica di fruibilità in funzione dei tanti mezzi delle associazioni che ogni giorno portano decine e decine di pazienti, trovando soluzioni alternative per i motocicli”.

Da Alberto Pardini, Segreteria regionale toscana-addì 22.7.2014

Ricordo di don Giuseppe Vangelisti, che vive in eterno nella luce splendida della casa del nostro Padre Celeste

Voglio ricordare anch’io, con questo mio breve scritto, la santa figura di don Giuseppe Vangelisti il parroco della Culla, che fu il primo a raggiungere, con alcuni suoi parrocchiani, il “Golgota” di S. Anna di Stazzema, dove il giorno prima, 12 agosto 1944, fu commessa dai nazifasciti l’orrenda carneficina di centinaia e centinaia di creature innocenti, tra le quali 120 bambini, la più piccina, una neonata, aveva appena 20 giorni. Questa strage iniziò a Mulina di Stazzema dove fu ucciso il parroco don Fiore Menguzzo ed i suoi cari che avevano trovato rifugio nella chiesa dove lui esercitava il suo magistero sacerdotale. Penso al dolore che patì mentre contava i teschi delle vittime bruciate vive, immagini devastanti che gli rimasero impresse nei suoi occhi finché ha vissuto.Ritengo che abbia anche agito per aiutare tanti sfollati a sottrarsi alla cattura dei nazifascisti, salvando così ad essi la loro vita. Condivido la difesa della memoria di questo grande sacerdote da parte di Giuseppe Vezzoni, autore di un bellissimo e commovente libro che parla della vita di don Giuseppe Vangelisti durante i giorni tragici dello sfollamento del 1944. Fu questo sacerdote che ottenne dal comando germanico operante in Versilia l’ autorizzazione a seppellire i resti delle persone uccise durante la famigerata strage, del 12 agosto 1944.

Renato Sacchelli-addì 22.7.2014

Settantesimo della battaglia di Monte Ornatomarginetta uoei

Domenica 27 luglio avrà luogo la commemorazione delle vittime del conflitto a fuoco che, 70 anni fa, coinvolse reparti tedeschi e gruppi partigiani nei pressi delle case di Monte Ornato. L’organizzazione è a cura della Uoei di Pietrasanta, della Misericordia di Capezzano Monte e degli amici dello Zuffone. Il programma prevede partenza alle 9 da Capriglia, un breve percorso fino alla marginetta di Monte Ornato dove, alle 10, sono previsti interventi delle autorità e la celebrazione della messa. Seguirà una piccola cerimonia alla marginetta del Cardino e poi, in località I Pianacci, una grigliata organizzata dalla Misericordia di Capezzano Monte.

U.O.E.I. Sezione di Pietrasanta, Dr. Lamberto Tosi-addì 22.7.2014

Rita Olobardi, cento anni di storia e di chiara testimonianza antifascista

Terrinca_ Domani mercoledì 23 luglio compie cento anni Rita Olobardi, nata a Terrinca nel 1914. Figlia di Nicodemo e Giuseppina Bertoni, dopo aver frequentato le elementari nel paese natale, fu mandata dai genitori a Lucca nel Collegio delle Suore di Santa Zita, dove completò i suoi studi conseguendo il diploma magistrale. Di famiglia antifascista, visse con apprensione il periodo della dittatura temendo per l’incolumità del padre, perseguitato dal regime. Anche il periodo bellico fu da lei trascorso in continua ansia soprattutto per la sorte del fratello Umberto, a cui era molto legata, del quale non si avevano più notizie dopo che era stato fatto prigioniero dai nazisti e deportato in vari campi di concentramento in Polonia e Germania. Finita la guerra, Umberto riuscì a far ritorno, ma la sua salute era ormai gravemente minata dalle sofferenze patite e morì qualche anno dopo. Rita si sposò nel 1941 con Marino Verona, di Forte dei Marmi, da cui ebbe due figli, Paolo e Ilaria. Nel 1946 si trasferì col marito a Firenze, dove ebbe inizio la sua lunga carriera di insegnante elementare, continuando così la tradizione della madre Giuseppina, che era stata maestra a Terrinca. Tanto è vero che in paese la casa dove Rita risiede è comunemente conosciuta come la “casa delle maestre”. Ha insegnato in numerosi centri dei dintorni di Firenze, finché non ha avuto un posto nel capoluogo stesso. Ha esercitato la sua professione con un amore e una dedizione assoluti e anche con una intelligenza e capacità didattiche non comuni: tutti i suoi ex alunni le sono rimasti affezionati e la ricordano tuttora. Dopo il pensionamento, ha lasciato Firenze ed è tornata a vivere nel suo paese d’origine. Sta trascorrendo una vecchiaia serena, rattristata solo dalla morte del marito nel 2000, piena di interessi e fortunatamente in buona salute fisica e mentale. Volevamo tributarle questo meritato omaggio in occasione del suo centenario, una meta che solo pochi riescono a raggiungere, in ciò aiutata senza dubbio dalla sua forte tempra versiliese. Concludiamo ringraziando di cuore l’amico Giuseppe Vezzoni, che gentilmente ha voluto pubblicare queste righe.

Paolo e Ilaria Verona, Terrinca, 23 luglio 2014

Re: Il giornale che non c’è fa fervidi auguri a Rita Olobardi per il traguardo dei cento anni, segno di tempra vitale e di cammino fiero e libero nella storia che fu abisso delle coscienze, ma soprattutto è testimonianza di dedizione all’insegnamento dei valori ai giovani.

Giuseppe Vezzoni-addì 22.7.2014

Domani Aperitivo mediceo assaggi di Toscana al Palazzo Mediceo (Lu)

Raccontati da Fabrizio Diolaiuti e cucinati da grandi Chefdiolaiuti

(Mercoledi 23 luglio ore 18.30 – Ingresso Libero – Degustazione Gratuita)

Sapori Forti- Peperoncini ed Insaccati

Seravezza_ Dopo aver parlato di semi e di piante officinali, questo terzo appuntamento dell’Aperitivo Mediceo cambia rotta dirigendosi verso sapori forti: peperoncini ed insaccati. Elso Bellandi svelerà i segreti, non proprio tutti, dei prodotti di filiera del “Podere Le Pianacce”. Così, mercoledi 23 luglio ore 18.30 presso i giardini del Palazzo Mediceo di Seravezza, potremo sapere come viene al mondo il mitico Biroldo della Garfagnana presidio Slow Food, la mondiola, il salame podere, la pancetta e la guancia. Conosceremo più da vicino il “Prosciutto Bazzone” anche questo presidio Slow Food. Il pane, usato per la degustazione gratuita che sarà servita a fine incontro, non è un pane qualsiasi: lievito madre, farine biologiche, forno a legna. A produrlo è il Panificio Folini di Azzano Seravezza che spiegherà la storia della straordinaria “Focaccia del Cavatore”. Fabrizio Diolaiuti, ideatore e conduttore dell’aperitivo Mediceo poteva fermarsi anche qui, ma così non è. Nella giornata dei sapori forti non poteva mancare il peperoncino. Massimo Biagi, il più grande collezionista di peperoncini al mondo, illustrerà alcuni particolari esemplari provenienti dalla sua collezione di oltre 1.500 varietà gelosamente custodita presso l’azienda Carmazzi, rappresentata dal suo titolare Marco Carmazzi. All’appuntamento non mancherà Gianluca Domenici Editore: Versilia Gourmet -Paspartu – chicchi di Riso. Il commento o meglio il condimento musicale sarà a cura di Dino Mancino, pianista di Giorgio Panariello e del programma “L’Impallato” condotto da Andrea Buscemi su Canale 50. In caso di maltempo l’incontro si terrà alle Scuderie Medicee (davanti al Palazzo)

La manifestazione rientra tra le iniziative ufficiali dalla Fondazione Terre Medicee. Si ringrazia per la collaborazione la Camera di Commercio di Lucca. L’ingresso è libero e la degustazione è gratuita.

Per essere sempre aggiornati sui nostri eventi, Vi invitiamo ad iscrivervi alla newsletter: http://www.terremedicee.it

Per informazioni 0584 757443 oppure 0584 982279 oppure 348 3318870

La mostra Lurlo dell’immagine al GAMC dal 26 luglio al 28 dicembre 2014

La grafica dell’Espressionismo italiano

Viareggio, GAMC Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea “Lorenzo Viani”. 26 luglio – 28 dicembre 2014. Inaugurazione sabato 26 luglio ore 18.30

Esposte opere di Viani, Martini, Mantelli, Wildt, Boccioni, Casorati, Russolo, Moses Levy e altri. Conferenza e anteprima stampa- giovedì 24 luglio ore 12-. Sale espositive GAMC Piazza Mazzini, Viareggio (Lu). Presenti: Leonardo Betti, sindaco di Viareggio. Glauco Dal Pino, assessore alla cultura, Alessandra Belluomini Pucci, direttore GAMC e curatrice della mostra.

Da agenzia ILogo-addì 22.7.2014

Cataloghi mostre a Stazzema

Ho letto della tua richiesta dei cataloghi delle mostre stazzemesi in corso. Sinceramente pensavo che ne avessi avuta una copia il giorno della inaugurazione. Mi scuso della mancanza. Te la farò avere quanto prima.

Per visionare il video mostra Il Cenacolo Stazzemese http://vimeo.com/101400928

Dott. Maurizio Bertellotti-addì 22.7.2014

Eventi a Seravezzaestate 2014-1marmoinguerra invito24072014

Jazz in Laurino 2014Jazz 1Jazz

Un borgo medioevale nell’entroterra cilentano, concerti jazz nel Monastero Benedettino, scuola di musica nel Palazzo Ducale, musica dalla mattina alla notte che risuona nei vicoli ed esce dalle case di Laurino, allievi provenienti da ogni parte d’Italia: questi sono gli ingredienti che hanno reso possibile la realizzazione di JazzinLaurino. Il Festival & Workshop, arrivato alla XII edizione, si è ritagliato un posto importante nel panorama jazzistico nazionale, grazie ad una programmazione di qualità ed una didattica di alto livello, alla bellezza dei luoghi, alla passione degli organizzatori e alla collaborazione di tutto il paese. Dal 2003 ad oggi JazzinLaurino ha ospitato molti musicisti di livello internazionale tra cui Stefano Bollani, Mario Biondi, Gino Paoli, Paolo Fresu, Richard Galliano, Danilo Rea, Tuck and Patti, Roberto Gatto, Maria Pia De Vito, Rita Marcotulli, Vicente Amigo, Uri Caine, i Berliner etc… La caratteristica che contraddistingue JazzinLaurino è il suo workshop, con le aule ricavate nei palazzi medioevali, nella Cappella dell’Annunziata, nell’antico Teatro Comunale, le jam sessions e le tante occasioni di fare musica insieme. artists Le lezioni di pianoforte, sax, chitarra, canto, tromba, contrabbasso e percussioni con Stefano Battaglia, Andy Sheppard, Marco Tindiglia, Diana Torto, Alberto Mandarini, Masa Kamaguchi e Michele Rabbia culminano il 7 agosto (in Piazza A. Magliani con inizio alle 22) con il concerto finale degli allievi e l’assegnazione delle borse di studio dedicate alla memoria di Dennis Irwin, il mitico contrabbassista americano che è stato l’icona di JazzinLaurino per anni prima della scomparsa nel 2008.

I docenti del workshop daranno vita ad un concerto in esclusiva per JazzinLaurino il 6 agosto. Il 5 agosto alle 22 JazzinLaurino ospiterà un vero mito del jazz-rock anni ’60, l’organista hammond Brian Auger e il suo Oblivion Express con Alex Ligertwood voce “ex Santana”, Karma Auger alla batteria, Leslie King al basso e Fred Clark alla chitarra (unico concerto a pagamento a 15 euro). Sul sito internet http://www.jazzinlaurino.it sono disponibili foto, programma e tutte le info necessarie. L’edizione di quest’anno è dedicata alla solidarietà per i bambini ammalati di tumore in collaborazione con l’Associazione Neuroblastoma (www.neuroblastoma.org) con una speciale raccolta fondi durante tutta la settimana del festival.

L’evento è organizzato dall’associazione Liberi Suoni in collaborazione con il Comune di Laurino e il supporto del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano.

http://www.jazzinlaurino.it

jazzinlaurino@gmail.com

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