Libera Cronaca da Italia bene comune 1338 del 10 e 11 luglio 2014

Libera Cronaca da Italia bene comune 1338 del 10 e 11 luglio 2014

giuseppevezzoni@gmail.com

Produzione industriale  in diminuzione a maggio: – 1,2%

Pallido sole e grigio macigno è il clima economico del paese che siamo diventati. Ad aprile la produzione industriale aveva mostrato un timido rialzo ma a maggio di nuovo le nubi con il segno meno. L’Istat ha reso noto che la produzione industriale è calata a maggio dell’1,2% per cento rispetto ad aprile (il risultato peggiore da novembre 2012) mentre la diminuzione su base annua è ancora più accentuata:- 1,8%.

Giuseppe Vezzoni-addì 11.7.2014-ore 5,50

L’italia che si inchinaInchino della Madonna

La sera del 9 luglio 2014, senza che il conduttore della trasmissione che  seguivo, “l’Emigrante”, ossia il giornalista Luigi Necco, potesse saperlo, gli sono stata passo passo vicina con il pensiero. Con il pensiero, con la nausea che entrambi provavamo, mentre il mio assenso silenzioso confortava le sue forti emozioni di uomo concreto, che porta in campo fatti e misfatti del territorio napoletano, ma, ovviamente anche della società italiana che li consente e determina. L’inchino fatto “dalla Madonna” (che ci perdoni dall’alto), a Oppido Mametina (oggi fulcro di una indagine), al momento che la processione si è fermata davanti all’abitazione del boss della ‘ndrangheta di cui non riporto il nome per non dargli ulteriore pubblicità, ci ha condotti entrambi a forti e tristissime meditazioni.  Il procuratore di Reggio Calabria ritiene:“sia un fatto grave che dimostra come la ‘ndrangheta controlli il territorio. Persino una manifestazione religiosa è piegata in ossequio di un boss. È un fatto sintomatico della sudditanza di un territorio nei confronti della criminalità”.Ha ragione, ma non si tratta di una novità da relegare ad un determinato territorio, ad una determinata popolazione. Qualcosa di cui l’Italia  (l’altra Italia, quella per bene e pulita), non sia responsabile.

Già. Sembriamo dimenticare che gli inchini, invece, in Italia, siano cosa nota, affermata e comune. Basti pensare all’”inchino” effettuato dalla nave Costa Concordia vicino (troppo vicino, purtroppo), all’Isola del Giglio. Altro che Madonna di legno e processione! Il Costa Concordia, 114.500 tonnellate di stazza e 1.500 cabine in grado di accogliere sino a 3.780 passeggeri, si scontra con uno scoglio perché deve fare l’inchino ad un personaggio dell’isola! Riportiamo: “C’era in atto una ‘gara’ fra comandanti” per dimostrare chi fosse più abile a passare più vicino possibile all’isola del Giglio: “Prima Palombo, poi Garbarino e poi Schettino sono passati come tutti sanno, praticamente nello stesso punto del naufragio del 2013”. Lo ha detto Massimiliano Gabrielli, del pool Giustizia per la Concordia, in una pausa dell’udienza dopo che le parti hanno consegnato al tribunale un documento della compagnia assicurativa Lloyd’s in cui si vedono le rotte della Costa Concordia accanto al Giglio quasi coincidenti. I passaggi precedenti, continua il legale, “hanno preparato la bravata di Schettino”. “Come mai la compagnia assicurativa Lloyd’s ha catalogato come ‘mancato incidente’ il passaggio del 14 agosto 2011, con comandante Garbarino – conclude Gabrielli -, mentre la compagnia Costa Crociere no? L’inchino era una consuetudine”.

Il giornalista Luigi Necco certamente ha “rivisto” questo ed altro, nella prorpia mente, sentendo parlare di “inchini” e di rispetto, di onore, di legalità, di colpe, di religione, di Chiesa, di potere. Ben altre cose sono tornate alla sua mente, in un lampo. Altro che: La processione della Madonna delle Grazie  nella frazione Tresilico del paese si ferma davanti all’abitazione del presunto boss…”– Presunto. Cose di cui si è reso conto anche il nostro grande Papa Francesco, dal momento che, alcuni giorni fa, nel corso della messa nella spiana di Sibari, ha sentenziato: “Quando non si adora il Signore  si diventa adoratori del male, come lo sono coloro che vivono di malaffare, di violenza, la vostra terra, tanto bella, conosce le conseguenze di questo peccato. La ’ndrangheta è questo: adorazione del male e disprezzo del bene comune. Questo male va combattuto, va allontanato, bisogna dirgli di no. La Chiesa che so tanto impegnata nell’educare le coscienze, deve sempre più spendersi perché il bene possa prevalere. Ce lo chiedono i nostri ragazzi. Quelli che non sono in questa strada di bene, come i mafiosi, questi non sono in comunione con Dio, sono scomunicati”.  Figlio, questo nostro Jorge Mario Bergoglio, di quel Gesù che scacciò i mercanti dal tempio e gridò contro l’ipocrisia:=(Mr 12:40; Lu 11:38-52) 27 Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, perché siete simili a sepolcri imbiancati, che appaiono belli di fuori, ma dentro sono pieni d’ossa di morti e d’ogni immondizia. 28 Così anche voi, di fuori sembrate giusti alla gente; ma dentro siete pieni d’ipocrisia e d’iniquità.

Certamente non stupisce che  il collega  Luigi Necco sia andato indietro nel passato al ricordo di ben altri inchini. A ben altri scribi e farisei del nostro tempo. Ricordiamo che il 27 aprile del 1981, a pochi mesi dal terremoto dell’80 che lasciò dietro di sé distruzione e morte, le brigate rosse rapirono nel garage del suo palazzo, in Torre del Greco, il democristiano Ciro Cirillo, vicinissimo, all’epoca, ad Antonio Gava. Morirono nell’agguato il poliziotto Luigi Carbone e l’autista Mario Cancelli, mentre il segretario dell’assessore, Ciro Fiorillo, fu gravemente ferito. Il rapimento dell’assessore portò ad un seguito di strane ripercussioni in cui furono chiamati in causa camorristi, servizi segreti brigate rosse e vertici del partito democristiano.Il presidente Giorgio Napolitano definì quel periodo come “una delle pagine più nere dell’esercizio del potere nell’Italia democratica”. Tre anni prima lo Stato, per il rapimento Moro “non si era inchinato” alle BR, lasciando morire Aldo Moro, uomo di prestigio, uomo onesto, politico corretto e non corrotto. Uomo destinato alla morte, conducendo nella fossa con sé i molti segreti di cui era a conoscenza. Alle spalle delle BR vi erano persone colte e convinte delle proprie ragioni, come il leader Giovanni Senzani, che aveva conoscenze precise in materia delinquenziale: criminologo, ex consulente del ministero di Grazie e Giustizia, in qualche modo già vicino alle BR al tempo del rapimento Moro. Senza ripresentare l’intera storia occorre dire, però che al tempo l’inchino alla camorra non fu fatto da una Madonna di legno in sosta davanti ad un portone, ma dai servizi segreti i quali si rivolsero ad un camorrista ben più pesante del boss in discussione, ossia Raffaele Cutolo, ben sapendo che egli avrebbe potuto fornire notizie precise in merito al rapimento. E lo fece. Per maggiori chiarimenti rimandiamo al processo Cutolo, del 1989 e alla deposizione fatta dal funzionario del SISME Giorgio Criscuolo in merito ai primi approcci con Don Raffele ed ai fatti seguenti. Intanto, diversamente da quanto aveva fatto Aldo Moro, Cirillo “parlò”. Le BR chiesero la pubblicazione in veste integrale dell’interrogatorio subito da Ciro Cirillo da parte delle BR. Il documento fu pubblicato dal giornale “Lotta Continua” e nelle pagine “Il pentito”, non della mafia, ma della politica, raccontò trent’anni di potere democristiano su Napoli, senza nascondere nomi, fatti e persone. Le BR lo condannarono a morte. Le ossa di Aldo Moro erano al tempo, già polvere nella tomba. Ma qualcuno tornò ad inchinarsi a Cutolo, al potere che gestiva, alla sua possibilità di far parlare i suoi giannizzeri con i detenuti politici. La condanna non venne eseguita. Non ne” uscirono” moralmente pulite neanche le BR, già con le mani sporche del sangue di Aldo Moro e al tempo anche disposte a svendersi per denaro. Si giunse, difatti alla richiesta, da parte delle BR, di un riscatto e, dopo lunghe trattative, questo venne pagato: dai tre miliardi richiesti la cifra fu dimezzata. Concludendo in breve, il gran parlatore Ciro Cirillo visse ed il silenzioso Aldo Moro morì. Troppe cose “il pentito” avrebbe potuto dire ancora, se lasciato nelle mani delle BR? Fatto sta che l’inchino fatto a Cutolo, alle BR ed al potere occulto della politica italiano fu, al tempo ben più grave dell’inchino della “Madonna” al Boss vecchio e malato, di un paesino. Chi mise i soldi del riscatto? Chi fece muovere i servizi segreti? Chi partecipò alla trattativa? Ma la domanda più grave resta: Perché Lo Stato Italiano, diversamente da quanto fece con Aldo Moro, trattò con le Brigate Rosse ed usò persino la delinquenza per raggiungere la libertà di Ciro Cirillo?

Il popolo italiano è un popolo, specie in Campania, che nasce soggetto agli inchini verso il potente, dalla culla alla morte. Soggetto per la sanità che prospetta ipotesi diverse di morte o di vita, a seconda dell’Ospedale, della Clinica privata, del denaro che si può pagare. Soggetto anche nel posto al cimitero, laddove si giunge a ritrovare nel loculo di proprietà familiare il corpo di individui sconosciuti, o si trova la tomba di famiglia sfondata per misteriose ragioni. Un popolo soggetto per la scuola, che varia a seconda della possibilità economica anche a livello universitario. Soggetto per il posto di lavoro ed anche per una qualsiasi delle cose più ovvie, documenti compresi. Perché fingiamo, all’improvviso di scoprire questa triste verità? Non c’è una chiaro limite tra bene e male, tra onesti e disonesti, tra illegalità e legalità e viviamo una società in cui ci sentiamo molti come Manzoni descrive:- “Don Abbondio era come un vaso di terracotta, costretto a viaggiare con molti vasi di ferro”. Per cui l’inchino, non più quello che gli uomini facevano alle donne togliendosi il cappello, è divenuto tristemente di prammatica. (Bianca Fasano)

Inviato da Accademia dei Parmenidei-addì 10.7.2014

Re:  Concordiamo. Purtroppo gli inchini non si fanno solo nel Sud d’Italia ma dappertutto.

Risorse e azioni concrete per fermare il femminicidionicchi_petraglia

 

Femminicidio, sen. Petraglia (SEL): “Subito risorse e azioni concrete a sostegno dei centri antiviolenza” “Paradossale destinare solo 3000 euro per ogni struttura. La politica crei le condizioni per una grande svolta culturale”

 

“Il Governo metta subito in atto azioni concrete per affrontare e prevenire la violenza di genere. Occorre dare attuazione alle linee guida contenute nella Convenzione di Istanbul, varare il Piano Nazionale Antiviolenza e soprattutto individuare risorse adeguate per i centri e le realtà associative che offrono sostegno alle vittime”.

Lo afferma la senatrice toscana di Sinistra Ecologia e Libertà Alessia Petraglia che oggi, insieme alla deputata Marisa Nicchi e a tutte le parlamentare di SEL, ha preso parte, a Montecitorio, all’incontro con le associazioni e i centri antiviolenza tenutosi in occasione della Conferenza Stato-Regioni sul riparto dei finanziamenti a sostegno della loro attività.

“Siamo di fronte ad una situazione paradossale – commenta Petraglia – perché, proprio per effetto del tanto sbandierato decreto sul femminicidio, alle strutture che si occupano del sostegno alle vittime andranno appena due milioni di euro. Circa tremila euro per ogni centro individuato sulla base di criteri non trasparenti da parte del Governo: un dato che si commenta da sé”.

“E’ tempo di agire e di farlo subito. Il contrasto alla violenza di genere entri in maniera chiara nell’agenda di governo – prosegue la senatrice – Solo superando la logica emergenziale e dando piena attuazione agli strumenti giuridici che già ci sono, ma che sono rimasti fino ad oggi lettera morta, possiamo avviare una seria politica di contrasto della violenza e di sostegno delle vittime. E’ necessaria una grande svolta culturale, ma tocca alla buona politica compiere il primo passo e trovare le risorse affinché essa possa realizzarsi”.

Firenze, 10 luglio 2014

Comunicato Ufficio stampa SEL Toscana

 

Sport: Piano regionale, ferme il 70% delle risorse

 

Toscana_ Marcheschi, Donzelli, Staccioli: “Piano regionale dello Sport, ferme il il 70% delle risorse disponibili.” La denuncia di Fratelli d’Italia e l’appello a Gianluca Parrini, neo presidente della 5° commissione consiliare, per discutere la proposta di legge sullo sport

Una denuncia, questa di Fratelli d’Italia in regione, che prende spunto dalle osservazioni mosse dalla Corte dei Conti sul rendiconto della Regione Toscana in merito alla mancata attuazione del Piano dello Sport, soprattutto in materia di impiantistica, ma che già un anno fa era stata portata all’attenzione del Consiglio Regionale con la presentazione di una Proposta di legge di revisione del settore sportivo e martedì prossimo sarà all’attenzione dell’aula consiliare con un QUESTION TIME ad hoc sulla questione.

“Sullo sport e sulla promozione dell’attività sportiva Rossi è indiscutibilmente bocciato. Dei miseri 6,4 milioni di euro che aveva previsto per il Piano regionale allo Sport, la Giunta è riuscita a spenderne solo 1,7 milioni, praticamente il 29% delle risorse totali –  dichiarano i consiglieri regionali Marcheschi, Donzelli e Staccioli .

“Come rilevato anche dal Coni, non ci possiamo stupire se, al contrario degli altri paesi – continua Paolo Marcheschi primo firmatario della proposta di legge presentata un anno fa in materia di sport e pratica motoria – i nostri bambini e ragazzi non praticano e si appassionano allo sport. In Italia, ma anche in Toscana la carenza impiantistica, ma soprattutto l’assenza di politiche e azioni serie nel settore sportivo contribuiscono a far sì che lo Sport sia percepito come un hobby, un passatempo non come uno  elemento indispensabile per migliorare la qualità della nostra vita, per prevenire costi sanitari importanti. Lancio oggi un appello al  neo Presidente della Commissione competente, la quinta, il presidente Gianluca Parrini – conclude Marcheschi –  perché a breve possa riportare il tema in agenda, discutendo anche la nostra proposta di legge, che vuole essere l’ espediente da cui partire per dare l’occasione alla Politica di fare la sua parte in maniera concreta”.

Da Fratelli d’Italia, Gruppo regionale della Toscana-addì 10.7.2014

 

Weekend di tiro al bersaglio a LeviglianiIMG_8921

 

Buongiorno, in allegato un’iniziativa promossa dalla nostra Associazione in merito ad una gara di tiro in targa per il weekend di sabato e domenica 12 e 13 Luglio p.v.

Con cortese preghiera di pubblicazione e diffusione

Stazzema_ La squadra di caccia al cinghiale di Levigliani in collaborazione con F.I.D.C., la Federazione Italiana della Caccia, organizza due gare su tiro in targa mobile  al cinghiale e al piccione.

Nel paese di Levigliani, in località Le Pianelle, a partire dalle ore 14:00 di Sabato 12 Luglio, apriranno le iscrizioni e a seguire la gara che si protrarrà fino a sera e riprenderà per tutta la giornata di Domenica 13.

I partecipanti alle gare devono essere in possesso del porto d’armi e le batterie di sparo saranno di tre colpi ma potranno essere ripetitive. Si prevedono ricchi premi fino al quinto classificato.

Non avete il porto d’armi? Venite a passare insieme alle vostre famiglie e ai vostri amici un pomeriggio immersi nella natura, a stretto contatto con il verde che la splendida cornice di Levigliani offre a tutti i visitatori. Per l’occasione i cacciatori hanno recuperato un’area boschiva abbandonata ripristinando sentieri, fontane e vecchie mulattiere.

E se il verde non è il vostro colore preferito tuffatevi nelle profondità della terra: a Levigliani infatti potrete visitare la grotta più grande d’Italia, l’Antro del Corchia, e non solo. Infatti il Sistema Turistico-Culturale Corchia Underground è composto, oltre che dalla grotta turistica, dalle antiche Miniere dell’Argento Vivo; dal Museo della Pietra Piegata che racconta la creatività degli uomini nell’utilizzo del marmo e dal Museo di comunità e d’impresa Lavorare Liberi che narra l’epopea della comunità di Levigliani, tra desiderio d’impresa e sacrificio al lavoro.

A tutti i partecipanti alla gara di tiro sarà offerto un coupon di sconto per visitare il Sistema Corchia Underground!!

Levigliani si trova nel comune di Stazzema in Versilia, a pochi chilometri dal mare. Per maggiori informazioni: www.antrocorchia.it oppure 0584/778405, numero attivo tutti i giorni.

Comunicato stampa Squadra di caccia al cinghiale di Levigliani; F.i.d.c. sez. Querceta e Associazione turistica Apuane da vivere

Da Gianni Minetti, addetto Stampa per Associazione Turistica Apuane da Vivere-addì10.7.2014

 

La battaglia di Monte Ornato: domenica 27 luglio cerimonia del settantesimo anniversariomarginetta uoei

 

Pietrasanta_ In quest’anno denso di ricorrenze, dal congresso di Vienna all’inizio del Primo conflitto mondiale, la Uoei di Pietrasanta, la Misericordia di Capezzano Monte e gli amici dello Zuffone vogliono commemorare un fatto avvenuto il 29 luglio 1944, settanta anni fa: il conflitto a fuoco presso le case di Monte Ornato tra reparti tedeschi e gruppi partigiani. Quell’attacco, in cui morirono 4 partigiani e tre civili, conserva un significato particolare per gli uomini e le donne della Versilia: fu l’inizio della stagione delle stragi, una spirale di violenze culminata nell’eccidio di Sant’Anna il 12 agosto dello stesso anno.

La commemorazione avrà luogo domenica 27 luglio presso la marginetta di case Monte Ornato, lungo il sentiero 3, l’antica mulattiera che tra boschi di pini, lecci e castagni unisce Capriglia a Sant’Anna. Anche questa scelta non è casuale. Grazie al recente restauro, condotto dalla Uoei di Pietrasanta con l’aiuto degli Amici del coro Versilia di Capezzano Monte, la marginetta è ora un luogo della memoria. Un luogo particolare: nessuna lapide a ricordare il passato, solo l’incanto del bosco e un bel bassorilievo della scultrice Maria Gamundi .

Il programma della giornata prevede partenza alle 9 da Capriglia, un percorso di circa 45 minuti per raggiungere la marginetta dove, alle 10, sono previsti interventi delle autorità e la celebrazione della messa in suffragio dei defunti. Seguirà, lungo il sentiero del ritorno, una piccola cerimonia alla marginetta del Cardino e poi, in località I Pianacci, una grigliata organizzata dalla Misericordia di Capezzano Monte.

3 luglio 2014- U.O.E.I. Sezione di Pietrasanta

Dr. Lamberto Tosi: tosilamberto@yahoo.it

Comunicato stampa da Dr. Lamberto Tosi, Responsabile Comunicazione – UOEI Pietrasanta-addì10.7.2014

Attaccarono i fogli: si doveva sfollà!”, il libro di Federico Bertozzi è prontoLibro di Federico Bertozzi (Tesi di laurea) 001

 

Gentile Sig. Vezzoni, Buongiorno! Sono Federico Bertozzi, l’autore di “Attaccarono i fogli: si doveva sfollà!”. La volevo aggiornare sull’avanzamento dei lavori alla pubblicazione. Il libro è finalmente pronto e in questi giorni vengono stampate le copie presso l’Editore Pezzini. Qualche giorno fa, mi sono recato a Viareggio per alcuni dettagli, e l’Editore mi ha gentilmente consegnato una copia del Suo nuovo lavoro “Un prete indifeso in una storia a metà”, che, avendo passato ieri un importante esame all’università, avrò finalmente il tempo di leggere nei prossimi giorni. Il tema cui è dedicato il libro è davvero interessantissimo, e molto dibattuto: non vedo l’ora di leggerlo! Naturalmente, ho lasciato detto all’Editore di darLe una copia del mio lavoro quando l’avrebbero vista di nuovo a Viareggio: spero che il libro Le piaccia!

Per le prossime settimane, stiamo già pensando a delle presentazioni con alcuni enti ed istituzioni locali: la manifestazione più bella si terrà la sera dell’8 agosto p.v. presso la Chiesa dei SS. Ippolito e Cassiano di Strettoia, con la partecipazione di Ezio Marcucci e di altre importanti personalità.

Ovviamente, Le farò sapere i dettagli di tutte le iniziative per tempo, non appena li conoscerò, così, se vorrà, potrà darne notizia ai cittadini versiliesi attraverso il Suo blog: gliene sarei molto grato!

Riservandomi di scriverLe ancora non appena avrò novità, Le porgo distinti saluti, facendoLe i miei complimenti per la sua recente fatica e confidando in un Suo gradimento del mio libro.

A presto, Federico Bertozzi-addì 10.7.2014

Re: Caro Federico, abbiamo ritirato il libro stamani e ti   ringraziamo per l’attenzione che hai avuto. Sei giovane, e  ci permettiamo di darti del tu. Per quanto ci riguarda sappi che da Libera Cronaca  avrai lo spazio che vorrai per  le presentazioni del tuo libro. Non sappiamo se sei già conoscenza  ma domenica 20 luglio, alle ore 16, presenteremo il libro nella chiesa di Sant’Anna di Stazzema.  Saremmo onorati della tua presenza. Grazie.

invitopreteindifeso

Giuseppe Vezzoni-addì 10.7.2014

Buonasera! La ringrazio per le cortesi parole: naturalmente, mi dia del tu! Spero che il libro Le piaccia e lo trovi sufficientemente esaustivo e obiettivo. Riguardo alla Sua presentazione, sarò sicuramente presente.

Grazie davvero anche per la gentilezza con cui si offre di comunicare le notizie delle presentazioni: il pubblico del suo blog è attento e interessato al territorio, quindi penso che gradirà sapere dei vari appuntamenti cui tutti saranno liberamente invitati.

Quindi, La ringrazio ancora e La contatto non appena ho notizie interessanti! Buon lavoro per la presentazione e buona serata,

Federico Bertozzi-addì 10.7.2014

 

Tempi troppo stretti per  conferire il patrocinio del Comune di Stazzema al libro che difende Don Giuseppe Vangelisti, per 58 anni parroco a Sant’Anna

Locandina vezzoni

Stazzema_ Gentile sig. Giuseppe Vezzoni, Le comunichiamo che l’Amministrazione Comunale di Stazzema, visti i tempi troppo ristretti per una valutazione, non può ottemperare alla richiesta in oggetto. Cordiali Saluti.

Comunicazione trasmessa dal Parco Nazionale della Pace, Museo Storico della Resistenza Sant’Anna di Stazzema- addì10.7.2014

Re: Non fa niente, sarà  sicuramente per la prossima occasione.  Comunque, grazie per l’attenzione e comprendiamo la difficoltà oggettiva per la valutazione di un libro che difende un prete che non si è potuto difendere. Restiamo  tuttavia  in attesa di  una risposta per quanto concerne l’accettazione della seconda edizione del libro Un prete indifeso in una storia a metà. Don Giuseppe Vangelisti e il suo memoriale presso il bookshop del Museo della Resistenza di Sant’Anna di Stazzema. La richiesta di inserire la seconda edizione del libro fra le pubblicazioni presenti nella libreria del Museo della Resistenza,  lavoro che sarà presentato domenica  20 luglio nella chiesa di Sant’Anna di Stazzema, è stata inoltrata il 26 giugno (prot. Comune di Stazzema  n.4881).  In attesa di conoscere la vostra valutazione, che sarà senz’altro accurata  per giudicare una difesa di un sacerdote definito concordemente falso mito, salvo ovviamente da Giuseppe Vezzoni,  da Mons. D’Angiolo, dal rabbino Toaff e da tanti altri ancora, porgiamo cordiali saluti.

Giuseppe Vezzoni-addì 10.7.2014

 

Presentazione della mostra e lettura delle poesie Marmo in Guerramarmoinguerra_invito12072014

Carrara_ Sabato 12 luglio ore 18.00 presso Fondo di Palazzo Corsi in Piazza Alberica a Carrara si terrà la mostra “Marmo in Guerra”, fotografie e liriche  di Paolo Maggiani. Le Fotografie sono state realizzate sulla Linea Gotica alla ricerca delle tracce dell’ultima guerra mondiale.

Le poesie sono state scritte guardando attentamente, per due giorni di fila, le fotografie, cogliendo in esse un messaggio al contempo ordinario, per quanto riguarda i soggetti, e straordinario, per quanto riguarda la bellezza delle inquadrature e dei dettagli.

Cannoneggiamenti, bombardamenti, mitragliamenti, scontri i cui colpi di schegge e proiettili hanno lasciato la loro impronta su monumenti di commemorazione ai caduti nella prima grande guerra, ma anche su fontane e pievi in marmo. Ferite impresse che sono ancora oggi visibili sulle superfici di un marmo che si è trovato ad essere testimone di una seconda cruenta grande guerra.

Oggi rappresentano un monito, amplificano il messaggio e sottolineano il ricordo che questi monumenti rappresentano.

Il libro ha ottenuto il patrocinio di: A.N.P.I., Comitato Massa-Carrara, Archivi della Resistenza, Circolo E. Bassignani – Fosdinovo (MS), Comune di Carrara Decorato di Medaglia d’Oro al Merito Civile, Comune di Pietrasanta Città d’Arte – Città Nobile dal 1841, Comune di Seravezza Terra Medicea – Città del Marmo. All’interno della mostra è esposta un’opera pittorica di Gian Luca Maggiani  dedicata all’evento.

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Eventi Marble Weeks 2014:

http://www.marbleweeks.it – “Marmo in Guerra” – Mostra foto/poesia

http://www.marbleweeks.it – “Marmo in guerra” – Libro fotografico

Carrara Marble Weeks 2014

App Marble Weeks

Periodo mostra: 27 giugno 03 agosto 2014apertura secondo date ed orari stabiliti da Marble Weeks.

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