Libera Cronaca da Italia bene comune 1334 del 4, 5 e 6 luglio 2014

 

Libera Cronaca da Italia bene comune 1334 del 4, 5 e 6 luglio 2014

giuseppevezzoni@gmail.com

Ultim’ora Libera Cronaca 1334 del 6 luglio 2014

Se non  trovano lavoro i giovani, l’Italia è finita!

La frase del presidente Napolitano è lapidaria ma è molto in ritardo. Sono anni che si assiste alla drammatica condizione in cui versa l’occupazione giovanile, che prima è stata nascosta dalla negazione della crisi e che poi è stata lenita col fatto che l’Italia usciva dal tunnel quando invece era dentro il tunnel e non si vedeva nessuna luce dell’uscita. La vedevano Monti e Letta ( chissà cosa stavano guardando) e la sta vedendo il governo Renzi, Non sappiamo se la frase del presidente deriva dal fatto che è a conoscenza della drammatica situazione occupazionale giovanile nonostante il bla bla, oppure è stata  detta come ovvietà: se non lavorano i giovani, la nazione è finita. A questa conclusione ci arrivano tutti, meno il magna magna della politica, della corruzione e dell’evasione che proseguono come nulla fosse.

Giuseppe Vezzoni-addì 6.7.2014

 

Perorare il voto per membri del CSM  è sintomo che qualche interesse si voglia continuare a privilegiarlo

Il sottosegretario del governo Renzi, Cosimo Ferri, messaggia e perora il voto per il giudice  Lorenzo Pontecorvo e il PM Luca Forteleoni  per il rinnovo  del CSM. La commistione tra politica e magistratura è dura da debellare, anche per il Governo Renzi., che si appresta  a fare la riforma della Giustizia e questa ingerenza non depone certo a favore che si voglia farla super partes, eliminando le correnti.

Giuseppe Vezzoni-addì 6.7.2014

I settanta anni del Cenacolo stazzemese, da Filadelfo Simi al Pittorino passando da Renzo, Nera e i suoi allievi.Mostra allievi di Nera Simi a Cardoso 001

Stazzema_ La mostra Il Cenacolo stazzemese che sabato mattina, 12 luglio, si inaugurerà alla Casa del Berlingaio è uno di quegli eventi in cui l’arte della pittura e della scrittura dà la cifra di una stagione culturale che fece di Stazzema un indiscusso punto di riferimento di artisti che attraverso il rapporto d’arteavviato con Filadelfo e poi affermatosi conRenzo e Nera Simi fecero conoscere nel mondo l’allora “perla delle Apuane”, eden di ispirazione ma anche di godimento di una qualità vita che trovava nei caffè in piazza e nello storico albergo “Il Procinto” non solo la vacanza ritemprante e godereccia ma soprattutto l‘impellenza del cavalletto per immortalare en plein air personaggi e scorci paesistici che oggi sono veri documenti di un epoca. La rinascenza di Stazzema non fu solo arte a se stante ma integrazione vera con il vivere di una comunità che aveva sì un orizzonte di movimento confinato in pochi chilometri (differentemente dagli artisti che la innervarono venendo ben al di là di quelle “porte d’Ercole” che per la maggioranza dei residenti allora poteva rappresentare Pietrasanta e già luogo ignoto considerare Viareggio) ma straordinariamente ricco di intelligenze e di laureati nonché di bellezze naturali dentro cui si era plasmato un vivere comunitario che iniziava ad aprirsi ad un turismo che oggi si definirebbe di conoscenza e di inclusione,ben diverso da quello di massa, che è sopratutto di esclusione, pertanto avulso di quei momenti che sa cogliere l’ispirazione artistica.In questa felice stagione si staglia anche la figura del Vescovo Ercole Attuoni, l’Ercolino “fungiaio” bramoso che rischiava di perdersi nei boschi ma anche il bimbo che passava dalle case di Stazzema per racimolare il “ben dei morti”, quel poco di farina che aiutava la sua povera famiglia a campare. Diventerà sacerdote, conseguirà quattro lauree e sarà ordinato vescovo, prima come ausiliare a Pisa del Cardinal Pietro Maffi e poi Arcivescovo a Fermo. A testimoniare quanto gli artisti erano integrati con la comunità, il catalogo della mostra Il cenacolo stazzemese riporta una lettera, sottoscritta da diversi parrocchiani di Stazzema, che il 25 settembre 1930 inviarono a S.E. Attuoni per far rimuovere l’allora Proposto (Romeo Borghi?). Tra i firmatari anche Pietro Annigoni e Mario Parri.

Da Maurizio Bertellotti riceviamo e pubblichiamo alcuni ragguagli sulle due mostre che avranno le rispettive vernici nella giornata di sabato: la mattina, alle11,00, sarà la volta della mostra Il Cenacolo Stazzemese presso la Casa del Berlingaio a Stazzema capoluogo dopo l’intitolazione di una piazzetta-parcheggio a Nera Simi che alle 10,30 precederà il taglio del nastro; nel pomeriggio, alle 17,00  si terrà l’ inaugurazione dell’esposizione Gli allievi di Nera Simi, allestita nel Palazzetto del Cardoso. Ambedue le mostre sono curate doviziosamente dai rispettivi cataloghi e concluderanno i vernissage con un aperitivo al pubblico.(Giuseppe Vezzoni)immagine 40

Quadro di David Abrham Bueno De Mesquita, Il Pottorino (campanile di Stazzema)

<< Gli allievi di Nerina” si terrà’ al Palazzetto della Cultura di Cardoso e ” il Cenacolo Stazzemese”– ci scrive il dott. Maurizio Bertellotti – sono due mostre complementari che hanno come tema comune la famiglia Simi e la scuola di pittura che seppero creare. Semplificando un po’ si potrebbe dire che a Stazzema troviamo la storia e le opere degli artisti più’ indietro nel tempo, mentre a Cardoso troviamo gli artisti più’ vicini a noi, quelli che frequentarono la scuola di Nerina a Firenze e che sono le certezze dell’arte contemporanea. La rassegna Stazzemese abbraccia gli anni dall’inizio secolo fino agli anni ’60. Ogni mostra ha un suo catalogo.

Mi sono occupato del catalogo e della mostra Stazzemese, unitamente al Prof. Barberi e ad Ezio Marcucci, per cui sono portato a riferire di questa mostra. Nel catalogo abbiamo inserito una prima parte descrittiva dove si è’ cercato di ricostruire l’ambiente paesano che accolse tanti artisti allora giovani ma che poi si riveleranno essere dei grandi maestri.

Scrivo in un trafiletto introduttivo: “i pittori Filadelfo, Nera e Renzo Simi sono stati gli iniziatori di una catena di contatti artistici che hanno lasciato il segno nella storia dell’arte italiana e mondiale. Il crocevia culturale e artistico che si realizzò a Stazzema nel secolo scorso grazie a loro, merita di essere raccontato prima che il passare del tempo cancelli la memoria che può’ essere ancora raccolta nelle testimonianze di chi ha vissuto quei momenti.”

E’ questo il filo conduttore della prima parte del catalogo, dove con testo e immagine si cerca di ricostruire l’atmosfera di quei primi decenni. La definizione “cenacolo” ossia un ambiente dove si riuniscono amici, letterati, artisti, calza a pennello per l’ambiente Stazzemese, e da questo deriva il titolo. In mostra abbiamo una rappresentanza di opere di Filadelfo, Nera, Renzo Simi, accanto a opere di Bertellotti Ugo, Mario Parri, Pietro Annigoni, Leone Tommasi, Bueno de Mesquita. Saranno esposte ottantacinque opere, molte delle quali assolutamente inedite . Sarà esposto anche il ritratto di Pietro Annigoni, scultura in bronzo, che l’artista pietrasantino Romano Cosci, suo allievo recentemente scomparso, realizzò’ anni fa per il Maestro. Ci sembra di aver fatto un buon lavoro, tanto per il catalogo, che può rappresentare nella sua parte descrittiva un punto di partenza per ulteriori approfondimenti storici e critici, quanto per la parte espositiva che ha privilegiato opere di ispirazione locale? Le due mostre resteranno aperte dal 12 luglio al 18 agosto. La mostra e il catalogo della rassegna di Cardoso sono stati curati dal circolo Soroptimist di Viareggio. Sabato 12 luglio, al mattino, come atto introduttivo a queste iniziative, sarà’ intitolata a Stazzema, una piazza a Nera Simi. Seguirà’ l’apertura della Mostra Stazzemese, con i vari interventi di circostanza. Nel pomeriggio tutta l’attenzione sarà per la Mostra di Cardoso, che alle 17 aprirà i battenti. Spero che vorrai esserne referente obbiettivo e benevolo dalle colonne del tuo blog.

Maurizio Bertellotti-addì 5.7.2014

Re: Non buttiamo mai via il bambino con l’acqua sporca. Stai certo e l’attenzione riservata al giornale che non c’è non la incasseremo senza provare a meritarcela e plaudiamo per le sinergie profuse per valorizzare il territorio di Stazzema e ridare lustro ad una storia culturale, quella dei Simi a Stazzema, che ha rischiato di essere dimenticata ma che a partire dagli anni novanta, dopo l’abbrivio dato dalla professoressa Alba Tiberto Beluffi e la Banca della Versilia Lunigiana e Garfagnana, sta ritornando ad essere patrimonio prezioso dell’intero territorio di Stazzema. Non dimentichiamo certo la mostra retrospettiva di Filadelfo Simi che si tenne a Palazzo Mediceo di Seravezza  nel 1985.

Giuseppe Vezzoni-addì 6.7.2014

Gli allievi di Nerina Simi, un tripudio internazionale di affetto e di riconoscenza alla “signorina”Stella Ehrich e Fred x Brownstein, monumento caduti Stazzema 004

Due dei tanti allievi di Nera Simi: Stella Ehrich e Fred x Brownstein (2004)

Stazzema_ Gentile signor Vezzoni, sono Rita Ciampi, socia del Soroptimist International d’Italia, Club Viareggio-Versilia.

Forse non ricorderà, ma ci siamo incontrati, ed io mi sono presentata, in occasione della presentazione che la signora Beluffi ha fatto del suo libro alla Villa Medicea di Seravezza. Proprio in quel momento le parlai della nostra di Cardoso invitandola personalmente. Lei nel suo articolo chiede lumi sulla suddetta mostra, io sono qui per fornirglieli.

Nei programmi del Soroptimist International d’Italia c’è un progetto, “Toponomastica al Femminile”: le donne sono poco rappresentate nella toponomastica nazionale, ergo, proporre alle amministrazioni nomi femminili

di prestigio per nuove intitolazioni.

Noi abbiamo già ottenuto questo dal comune di Viareggio negli anni passati. Nel 2012-2013 abbiamo fatto proposte in tal senso ai sette comuni della Versilia. A Stazzema, chi se non Nera Simi?!?

Questo è stato il punto di partenza già col Sindaco Silicani: l’accettazione della nostra proposta. Il progetto poi è stato posticipato al 2014. Essendo io molto amica di Stella Ehrich, ci è venuto in mente di proporre al comune, in concomitanza di questa intitolazione, una mostra degli allievi di Nera, progetto nuovo e mai ideato fin’ora, e che, tra l’altro, rientra anche in un alto service nazionale del Soroptimist, “La leadership al Femminile”: che più leader di questa donnina alta un metro e….. un coriandolo ma un gigante per il lavoro da lei svolto per decenni a Firenze e ADORATA da tutti i suoi allievi?

L’amministrazione ha accolto con molto entusiasmo questo progetto e se ne è fatto promotore. E sabato vedremo i frutti della nostra fatica.

Vedremo soprattutto l’affetto commovente di questi artisti che hanno aderito immediatamente e con enorme entusiasmo al nostro invito, che si sono pagati

il biglietto aereo (una dovrebbe venire dalla Nuova Zelanda!!), che si pagano il soggiorno nel territorio per dipingere i nostri monti, i monti di Nera, tutti insieme,come nello studio di Via Tripoli incontrandosi dai quattro punti cardinali dopo decenni, vite diverse, esperienze diverse, successi diversi, ma….. Nera li unisce indissolubilmente. Questo è un aspetto emozionale fantastico, sembra che in mezzo a queste aride polemiche stazzemesi, lo colga solo io, che faccio la dentista e che non sono mischiata in nulla!!!!

Spero che in questa settimana internazionale, Stazzema riviva un po’ dell’atmosfera del Cenacolo, e a questo proposito ringrazio per la calorosa collaborazione il Cenacolo di Stazzema e La Casa del Berlingaio. Due mostre prestigiose a Stazzema! Non è roba da poco! Voglio peccare un po’ di presunzione: noi socie del Soroptimist abbiamo gettato un seme, sono curiosa di vedere se gli stazzemesi, popolo e amministrazione, saranno capaci poi di farlo germogliare. E’ veramente un bel dubbio!!!! Spero di aver soddisfatto la sua richiesta. Sperando di incontrarlo il 12 a Stazzema, la saluto cordialmente

Rita Ciampi Federighi-addì 5.7.2014

Re: Saremo a Stazzema e a Cardoso e porteremo conoscenza informativa e la nostra attenzione allo straordinario impegno profuso per allestire due mostre che mettono al centro il territorio di Stazzema  e quella rinascenza culturale che coi Simi si sprigionò a Stazzema alla fine dell’800 e si protrasse fino agli anni ’60 del secolo successivo.

Giuseppe Vezzoni-addì 5.7.2014

Un danno da 60mila fatto lievitare a 449mila euro: tanto c’è chi paga!

Lucca- Forte dei Marmi: SONO INORRIDITO !!! Ieri l’altro ero presente al Consiglio provinciale e quando ho sentito la Dirigente amministrativa parlare di questa cosa e sono rimasto di sasso . In pratica a seguito di un lavoro ordinato dalla Provincia di Lucca nel 1995 un proprietario di una casa di Forte dei Marmi chiese i danni alla stessa Amministrazione in quanto i lavori avevano arrecato danni alla sua abitazione . La Ditta costruttrice successivamente falli. Nel 2005 il Tribunale di Viareggio intimò alla Provincia di dare 60.000 euro ai proprietari ma questa ricorse in Appello .Risultato La Corte D’Appello, alcuni giorni fa , ha emesso la sentenza in cui si obbliga L’Amministrazione provinciale di Lucca a versarne 449.000 euro?!? In diciannove anni politici e dirigenti hanno fatto marcire la cosa ma ora i nodi sono venuti al pettine. Ma come è possibile una cosa cosi ??? L’abnorme ed incontrollato sperpero di denaro pubblico è diventato ormai una cosa NORMALE nelle Amministrazioni pubbliche . Che questi vadano a raccontarlo ai pensionati a 500 Euro al mese, ai precari e ai disoccupati e poi vediamo cosa succede . NON SE NE PUO’ PIU DI QUESTO ASSALTO ALLA DILIGENZA !!

Gabriele Martinelli Socialista, di Lucca-addì 4.7.2014

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 Cresce la spesa delle famiglie ma cala il potere d’acquisto

Dopo due anni risale la spesa delle famiglie dello +0,2% nel primo trimestre 2014 rispetto all’ultimo trimestre 2013 ma cala il potere d’acquisto del – 0,1% su base trimestrale e del 0,2% su base annua. Anche il rapporto deficit-PIL nel primo trimestre del 2014 è risultato pari al 6,6%, in miglioramento di 0,7 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2013 (era al 7,3%). Questi dati che dimostrano la difficoltà dell’Italia a ripartire ma ognuno può leggerli liberamente come bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. Tuttavia se aumenta la pesa e cala il potere di acquisto è facile pensare che il consumo non aumenti e che pertanto si spende di più per comprare di meno. E ciò non è certo un indicatore di buon auspicio, né per la produzione né per l’occupazione. La spallata alla crisi è ancora tutta da dare!

Giuseppe Vezzoni-addì4.7.2014

SEL c’è e rilancia: “Pronti ad accettare la sfida del cambiamento”

Il coordinatore regionale Brogi, la senatrice Petraglia, la deputata Marisa Nicchi le iniziative di SEL nella nostra regione

SEL c’è e rilancia. Lo fa accettando la sfida di ricostruire una sinistra ferma nei valori, ma capace di misurarsi con la sfida del governo. Le recenti discussioni interne, anche aspre, hanno rappresentato un punto di passaggio per un progetto ancora attuale e valido, che parla a tutto il campo del centrosinistra e che vogliamo rilanciare”.

Lo affermano il coordinatore regionale di SEL Giuseppe Brogi e le parlamentari toscani on. Marisa Nicchi e sen. Alessia Petraglia.

Ci misuriamo con due dati reali – proseguono – il primo è strettamente politico e parla di un PD che ha scelto di uscire dal centrosinistra e optare per le larghe intese. Il secondo sono le condizioni di vita delle persone che un Governo che vive di spot e pratica l’arte dell’illusionismo mentre tutti i duri e reali indicatori socio-economici dicono che il Paese va male, non può in nessun modo contribuire a migliorare. E’ il Paese reale che ha bisogno di un’alternativa”.

Con questa determinazione e questa consapevolezza – dice ancora – la seconda parte del 2014 vedrà SEL protagonista nei territori per rilanciare la buona politica e gettare un seme di cambiamento. Da luglio a settembre lanceremo SEL in festa, incontri e feste diffuse per riaprire un confronto a tutto campo e stare insieme, sulla scorta dell’esperienza positiva de La festa giusta del 2013. Nelle prossime due settimane saremo a Piombino, con gli operai della Lucchini, per raccontare le loro storie con un docu-film, e sui treni della Pistoia-Lucca, On the railway, per chiedere il raddoppio della linea al fianco dei pendolari”.

W Berlinguer è il nome della campagna che ci vedrà, già dalla prossima settimana, impegnati a chiedere ai Comuni della nostra regione di dedicare una via, una piazza, un bene comune ad Enrico Berlinguer. E saremo nelle piazze per raccogliere le firme necessarie al referendum contro il fiscal compact e il pareggio di bilancio”.

Entro il mese di luglio metteremo a disposizione un dossier sull’ultimo anno di lavori parlamentari – aggiungono Brogi, Nicchi e Petraglia – per far conoscere la nostra attività e il ruolo svolto da SEL in molti frangenti di questa legislatura che ci ha visto troppo spesso ignorati dai media e penalizzati dalle semplificazioni di un confronto politico polarizzato. Eppure, la sinistra in Parlamento c’è, e si vede”.

Rilanciare il nostro ruolo come partito – precisano – significa però anche promuovere il tesseramento e far crescere la nostra comunità. Login, entra e cambia, la campagna nazionale per il tesseramento, sarà il nostro volano per crescere e far crescere il numero dei nostri iscritti. Per rendere ancora più efficace la nostra presenza nelle Istituzioni, sabato 19 luglio convocheremo e istituiremo il Forum permanente degli amministratori di SEL, un luogo di coordinamento, valorizzazione, ascolto per i nostri consiglieri comunali e regionali. E sarà la nostra regione la sede che proporremo per la conferenza programmatica nazionale. Non un rito partitico, ma un momento di approfondimento per proiettarci nelle sfide del futuro”.

Il calendario aggiornato delle iniziative sarà pubblicato su http://www.seltoscana.it.

Firenze, 4 luglio 2014

Comunicato Ufficio stampa SEL Toscana

Blitz antiabusivi, Donzelli e Staccioli (Fdi): “Piena solidarietà alla Capitaneria, fatti strumentalizzati”Donzelli Staccioli Zucconi

I consiglieri di Fratelli d’Italia oggi sono andati a portare personalmente la loro solidarietà al Comandante Iacono.

“Inaccettabile, incondivisibile e strumentale” così i consiglieri regionali di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli e Marina Staccioli definiscono la polemica montata sul blitz anti abusivismo di mercoledì mattina, effettuato dalla Capitaneria di Porto di Viareggio sulla spiaggia di Motrone. “Quella che si pretende di raccontare è una storia non vera, in cui si cerca di far passare i militari intenti a svolgere il loro lavoro con degli esaltati violenti, invertendo i ruoli del buono e del cattivo, del legale e dell’illegale – proseguono i consiglieri – da parte nostra invece non c’è alcun dubbio, il nostro sostegno va alla Capitaneria di Porto e al duro lavoro che è chiamata a svolgere quotidianamente in difesa della collettività”.

“La presenza di manganelli, senza prova alcuna del loro uso, non vuol dire niente – continuano Donzelli e Staccioli – riteniamo sia normale che forze dell’ordine e corpi militari girino armati nell’espletare le loro funzioni, quantomeno a scopo cautelativo visto che comunque, nella fattispecie, non sono rare le reazioni violente ai controlli da parte degli abusivi. Ridicolo poi aggrapparsi ad un video che, concretamente, non mostra alcun comportamento illecito o abuso di potere“. “Proprio per questo oggi, accompagnati dal portavoce provinciale Riccardo Zucconi, ci siamo recati direttamente in Capitaneria a Viareggio per esprimere in prima persona al comandante Marco Alberto Iacono la nostra solidarietà e appoggio a lui e ai suoi uomini e donne per quelle che sono le loro attività di difesa e tutela dei cittadini e dei loro diritti”.

Da Pardini Alberto, Segreteria regionale toscana-addì 4.7.2014

Fondazione Parco nazionale della Pace: che fine ha fatto?

Stazzema_ A dicembre saranno trascorsi quattro anni da quando il comune di Stazzema licenziò lo Statuto Fondazione Parco nazionale della Pace. Infatti il 20 dicembre 2010 il consiglio comunale di Stazzema approvò all’unanimità lo Statuto che a detta del sindaco Silicani non sarebbe stato emendabile. Invece il testo fu emendato dalla Regione Toscana, tanto che il 14 giugno 2011 ritornò in consiglio comunale di Stazzema per essere nuovamente approvato. In questa occasione non ci fu unanimità: due consiglieri votarono contro ed uno si astenne. Il 23 luglio 2013 lo Statuto sarà definitivamente approvato dopo il passaggio avvenuto nel consiglio provinciale. É trascorso un anno, ma ancora non non sono state assegnate le cariche del Presidente né del Direttore generale, tanto che inizia ad insinuarsi il dubbio che non ci sia neppure la Fondazione, che tutto sia finito in alto mare senza che nessuno urli aiuto o che lanci l’allarme di profughi in mare. Il motivo che ci determina a pensare che la Fondazione sia in balia delle onde è questo silenzio eloquente. Nessuno chiede, nessuno ha interesse ad informare sul motivo di questo inaccettabile ritardo. Nell’anno del settantesimo dell’eccidio di Sant’Anna di Stazzema la Fondazione ancora non c’è, ma nessuno pare strapparsi i capelli, quasi che in questi quattro anni trascorsi, considerando l’incarico dato a Carlo Carli per redigere il testo statutario, si sia parlato tanto e perso tempo il doppio. La classica tela di Penelope. Non sappiamo se questa situazione in balia delle onde in cui pare beccheggiare la costituenda Fondazione dipenda dalle mancate nomine del Presidente e del Direttore generale, per le quali finora non si potrebbe esser riusciti a trovare la combinazione giusta, oppure c’è dell’altro, come un eventuale inghippo normativo che è sfuggito e che blocca tutto.

Giuseppe Vezzoni-addì 4.7.2014

Accoglienza migranti in Toscana: per Fdi la regione è satura

Donzelli e Staccioli (FdI) “700 migranti in Toscana. Non c’è più posto. Vadano altrove.”

“Renzi al Governo è un pessimo affare per la Toscana. Esporta la Concordia a Genova e importa ulteriori 700 clandestini. Si fermi. Per questi 700 clandestini qui non c’è posto, vadano altrove o ancora meglio siano riaccompagnati nella loro terra di origine”. Questo il duro attacco di Giovanni Donzelli, capogruppo di Fratelli d’Italia in Toscana e della collega di partito Marina Staccioli a seguito dell’allarme lanciato dalla vicepresidente della Regione Saccardi. “Surreale che a lanciare questo allarme sia la più stretta collaboratrice di Renzi in Toscana. Non si parlano nemmeno tra loro? Le nostre città sono sature. Non c’è realmente più posto e i vari clandestini si distribuiscono tra baraccopoli, occupazione abusive, accampamenti in parchi e sotto i ponti. La crisi economica morde sempre di più. Adesso la priorità per servizi e assistenza deve essere per i Toscani” concludono Donzelli e Staccioli di Fratelli d’Italia.

Da Campisi Giovannni, della Segreteria regionale toscana-addì 4.7.2014

Nuovo rappresentante Socialista nel Consiglio Provinciale di Lucca

Lucca_ Stefano Francesconi, ex consigliere di Forza Italia e attualmente nel Gruppo misto, ha aderito al Partito Socialista Italiano e sarà Capogruppo rappresentante dei socialisti nel Consiglio della Provincia di Lucca. Camaiorese, o meglio Lidese, è stato per cinque anni Presidente della Circoscrizione di Lido di Camaiore durante la giunta Bertola, distinguendosi per i rapporti con i cittadini e con le iniziative prese sopratutto a carattere turistico. Stefano Francesconi ha maturato la sua difficile scelta politica negli ultimi tempi,ma un vecchio e mai superato ideale e la vicinanza di amici e compagni lo hanno convintamente sostenuto ed oggi a pieno titolo potrà portare avanti le proposte dei socialisti della Versilia e della Lucchesia.

Dai banchi dell’ opposizione svolgerà un ruolo autonomo, critico e costruttivo, potrà partecipare alle scelte che l’Amministrazione Provinciale porterà avanti negli interessi dei cittadini e del territorio,oppure presentare proposte, interrogazioni, ordini del giorno importanti, anche in sinergia con gli organi del PSI.

Partito socialista italiano, federazione provinciale di Lucca-addì 3.7.2014

Nella chiesa di Sant’Anna la prima presentazione della 2ªed. del libro Un prete indifeso in una storia a metà. Don Giuseppe Vangelisti e il suo memoriale – 20 luglio 2014, ore 16Libro  Un prete indifeso in una storia a metà

Stazzema– Stamani Giuseppe Vezzoni ha scritto una lettera di comunicazione al Sindaco di Stazzema Dott. Maurizio Verona e al Consiglio comunale di Stazzema e per conoscenza al Sindaco di Camaiore Alessandro Del Dotto e al responsabile diocesano alla cultura per la Versilia Mons. Danilo D’Angiolo avente oggetto “Presentazione della seconda edizione del libro Un prete indifeso in una storia a metà. Don Giuseppe Vangelisti e il suo memoriale di Giuseppe Vezzoni- Domenica 20 luglio,ore 16, Chiesa di Sant’Anna di Stazzema”.

Egregio signor Sindaco di Stazzema e Spettabile Consiglio comunale, e per conoscenza Egregio Signor sindaco di Camaiore e Rev.do Mons. D’Angiolo, dopo l’autorizzazione ricevuta dal titolare della chiesa di Sant’Anna di Stazzema Don Marco Marchetti per presentarvi il libro in oggetto, porto a conoscenza ai referenti in indirizzo delle due amministrazioni comunali, quelle di Stazzema e di Camaiore, comune, quest’ultimo, che ha intitolato a Don Giuseppe Vangelisti la via che dalla località Balza Fiorita porta a La Culla, e del responsabile diocesano, Mons. D’Angiolo, che domenica 20 luglio, alle ore 16, nella chiesa di Sant’Anna di Stazzema i professori Paolo Pezzino e Paolo Verona, unitamente a Mons. Danilo D’Angiolo, presenteranno la pubblicazione Un prete indifeso in una storia a metà. Don Giuseppe Vangelisti e il suo memoriale, edita pochi giorni or sono per i tipi Pezzini Editore di Viareggio.

Poiché stiamo predisponendo la locandina dell’evento e cartoncini invito, quale autore del libro chiedo che le due amministrazione e il responsabile diocesano per la cultura in Versilia , così strettamente interessati alla figura di Don Giuseppe Vangelisti e alla strage del 12 agosto 1944, valutino l’opportunità che sulla locandina e sugli inviti possano essere riportati i patrocini e gli stemmi civici e quello diocesano di Pisa.

Qualora fosse deciso di patrocinare la presentazione, poiché i tempi sono contingentati, chiedo cortesemente di comunicare nel più breve tempo possibile l’autorizzazione e la trasmissione dei rispettivi loghi alla casa editrice Pezzini Editore. Lunedì, 7 luglio, saranno stampati le locandine e gli inviti. Questi i riferimenti per la casa editrice Pezzini Editore:…….

Giuseppe Vezzoni, Gruppo Labaro Martiri di Mulina di Stazzema. (NB: La lettera è stata trasmessa per via telematica e poi protocollata presso il Comune di Stazzema. Prot.  4 lug. 2014 nr. 5170)

Re: Riferimento corretto per Mons. Danilo D’Angiolo:  Canonico del Duomo di Pisa e storico della Versilia.

  Strada comunale Farnocchia-Pomezzana, a giorni partirà un intervento di oltre 200mila euro f.12.06.2014 GM 50 Progetto in linea tecnica Farnocchia loc.Tà Pera Det.219 del 26.06.2014 Consolidamento frana strada Farnocchia Progetto esecutivo Det.214 del 26.06.2014 Consolidamento frana strada Farnocchia Affidamento ontegrazione det.120.121

Stazzema_ A seguito dell’articolo di ieri, siamo stati informati che a giorni partirà o sarà approvato( non ricordiamo esattamente) un intervento di oltre 200mila euro per la sistemazione strutturale della via comunale Farnocchia-Pomezzana. Abbiamo chiesto maggiori dettagli, ma al momento possiamo scrivere solo queste poche righe.

    Domani anteprima per la stampa della mostra “”Le vie del sole. La scuola di Staggia e il paesaggio in Toscana fra Barbizon e la “macchia” lettera assessore nocentini invito_bassa

Seravezza_Si svolgerà domani sabato 5 luglio alle ore 12 l’anteprima riservata alla stampa della mostra “Le vie del sole. La scuola di Staggia e il paesaggio in Toscana fra Barbizon e la “macchia”, Palazzo Mediceo, via L. Amadei 230 Seravezza, Versilia (Lu) che sarà inaugurata sempre domani alle ore 18. Qui potete scaricare cartella stampa file video mpg e foto per gallery. Partecipano: Ettore Neri, sindaco di Seravezza, Nadia Marchioni, curatrice, Riccardo Biagi, assessore alla cultura, Franco Carli, direttore Fondazione Terre Medicee

Le vie del sole

La “scuola di Staggia” ed il paesaggio in Toscana fra Barbizon e la “macchia”Il Castello di Staggia, 1863 - Alessandro La Volpe rid

Palazzo Mediceo di Seravezza- Patrimonio Mondiale Unesco- 5 luglio – 7 settembre 2014- Mostra a cura di Nadia Marchioni

La metà degli anni Cinquanta dell’Ottocento rappresenta un momento cruciale nel rinnovamento della pittura di paesaggio in Toscana.

Il viaggio a Parigi di Saverio Altamura e Serafino De Tivoli, nella tarda estate del 1855, avviò, al loro ritorno a Firenze, un serrato dibattito, nelle sale del Caffè Michelangelo, sulla natura ritratta all’aria aperta dai pittori di Barbizon e sull’utilizzo dello specchio scuro, per ottenere il così detto ton gris, che esasperava i contrasti cromatici colti sul vero.

Queste discussioni furono appena precedute dalle sperimentazioni dei due artisti a fianco dei fratelli Carlo jr. e Andrea Markò nelle campagne di Staggia dove, a partire dal 1853, assieme anche a Carlo Ademollo, Emilio Donnini, Lorenzo Gelati, Alessandro La Volpe, Curio Nuti e Michele Rapisardi, inaugurarono la pratica della pittura dal vero in Toscana.

Di questo gruppo di pittori, che secondo i ricordi raccolti da Telemaco Signorini, tentò “Le vie del sole” nelle campagne senesi, ancora oggi risulta sfuggente la produzione eseguita proprio in quei luoghi, ove ritrassero scene quotidiane e motivi dal vero, come si evince dai titoli delle opere esposte alle Promotrici a partire proprio dal 1853.

Questa circostanza ha finora scoraggiato gli studi, che non hanno potuto appoggiarsi a sicuri documenti iconografici nel valutare il ruolo svolto da questo gruppo di artisti nel passaggio dal paesaggio istoriato, di matrice romantica o classicheggiante, alle visioni più intime e quotidiane segnalate dai titoli dei dipinti rintracciati in occasione di questa mostra nei cataloghi delle Promotrici e sulla stampa coeva.

L’esposizione, dove la ricerca si mette al servizio della conoscenza di uno snodo cruciale del panorama storico artistico dell’Ottocento italiano, s’impegna al contempo a seguire, nelle diverse sezioni, il percorso che, grazie al contributo di alcuni precoci conoscitori dell’opera dei pittori di Barbizon ed alle sperimentazioni del gruppo di Staggia, portò alcuni artisti al progressivo abbandono dell’artificioso approccio “accademico” al paesaggio, seguendo spinte culturali che invitavano ad una più immediata e personale adesione alla natura, i cui esiti estremi si colgono nelle modernissime analogie formali della “macchia”.

La prima sezione della mostra si propone di tratteggiare lo scenario del paesaggio romantico a Firenze fra gli anni Trenta e Cinquanta dell’Ottocento, affiancando alle imponenti tele di Bezzuoli (La morte di Zerbino e il pianto di Isabella, proveniente dalla Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti), Antonio Morghen (Veduta di Firenze con la tomba di Giuseppe Sabatelli), Giovanni Signorini (L’inondazione del Serchio, Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti, Veduta di Firenze dal Monte alle Croci), un gruppo di disegni dello stesso Bezzuoli (provenienti dal Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi), dove l’artista si mostra instancabile studioso della natura dal vero, ritratta in fogli e taccuini durante le sue appassionate escursioni nei dintorni di Firenze e sugli Appennini.

Carlo Markò senior, presente in mostra con due grandi opere (Cristo in Emmaus, dall’Accademia di Belle Arti di Brera e La mietitura, dalla Pinacoteca di Brera) è una figura chiave dell’esposizione; l’artista, di origine ungherese, coltivò dagli anni Quaranta, nel proprio atelier fiorentino, una vera e propria scuola di paesaggio dove si formarono, sull’esempio del suo composto naturalismo nordico, i figli Carlo jr. ed Andrea, Emilio Donnini e Serafino de Tivoli, artisti che per primi cercheranno nelle campagne di Staggia un più immediato rapporto con la natura.

La seconda sezione, grazie al generoso prestito di un collezionista privato, presenta una scelta di inediti dipinti dei pittori della scuola di Barbizon che, a partire dalla fine degli anni Venti dell’Ottocento, si recarono nella foresta di Fontainebleau, nei pressi di Parigi, dove, immersi nella natura riuscirono, ritraendola dal vero, a rivoluzionare la pittura di paesaggio grazie ad una completa comunione con il suo più profondo mistero.

I protagonisti di questa “scuola”, fra cui Charles-Françios Daubigny, Narcisse-Virgile Diaz de la Peña, Jules Dupré, Constant Troyon, sono presenti in mostra sia per rimarcare la distanza che separava questa pionieristica interpretazione del paesaggio dalla contemporanea pittura romantica toscana, sia per indicare l’esempio al quale molti degli artisti innovatori gravitanti intorno a Firenze seppero guardare, alla metà del diciannovesimo secolo, per fondare la loro nuova visione del paesaggio.

Notizie della nuova pittura barbizonnier circolavano nel Granducato già dagli anni Quaranta ed una figura centrale nella diffusione di questa moderna interpretazione del paesaggio nella penisola fu Filippo Palizzi, il cui fratello Giuseppe, a Parigi dal 1844, si era precocemente aggiornato sul moderno paesaggismo di Fontainebleau.

Tronchi di querce, Una discesa fra i pioppi, Fondo di vallone con alberi (Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma) sono dipinti realizzati da Filippo nel 1854 a Cava, dove l’artista eseguì, nel corso degli anni, decine di opere di straordinaria freschezza compositiva e cromatica, in cui l’attenzione al dettaglio naturale si coniuga felicemente con la spontaneità delle figure, colte dal vero nelle loro quotidiane occupazioni.

Un rapporto immediato con la realtà era, in quegli stessi anni, suggerito anche da artisti come Antonio Puccinelli, la cui Passeggiata al Muro Torto (1852) è stata ripetutamente interpretata come un antefatto della pittura macchiaiola, e Stanislao Pointeau, i cui disegni (provenienti dal Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi) lo confermano fra i più raffinati interpreti della nuova poetica.

La sezione finale è dedicata agli artisti legati a quella che Signorini definì “la scuola di Staggia”, dominata dalle figure dei Markò. Altamura, De Tivoli, i fratelli Carlo e Andrea Markò, Gelati, La Volpe, Donnini, Nuti, innamorati della natura ed alla ricerca di una sua più diretta e flagrante rappresentazione, sono presenti in mostra con opere che permettono di cogliere, nel suo momento aurorale, la nascita di una nuova sensibilità: il paesaggio non è più l’ideale natura composta in studio secondo codificate leggi accademiche, né la ricerca di sublimi effetti romantici; l’emozione dell’artista di fronte alla natura si raccoglie in abbreviate visioni di ruderi o cascinali nella campagna, sul greto di un torrente, presso un abbeveratoio, una strada polverosa che scompare nel fitto del bosco, sciogliendosi di fronte ai quotidiani “motivi” agresti e condensandosi in dipinti dove la realtà viva e pulsante viene evocata con inedita libertà dai pittori più arditi.

Accanto alle più precoci espressioni degli “artisti di Staggia” (una vera e propria riscoperta è stato Il castello di Staggia, di Alessandro La Volpe, dal Museo di Capodimonte) si è ritenuto opportuno seguire, ove possibile, il procedere degli artisti maggiori del gruppo fino ai primi anni del settimo decennio del secolo, lungo un percorso che, oltre allo sviluppo delle diverse personalità, conferma anche l’assiduità della mutua frequentazione di alcuni dei componenti del gruppo disegnando, al contempo, una geografia del paesaggio toscano tracciabile seguendo i loro spostamenti, stagione dopo stagione, dalla campagna senese (Paesaggio con castello e figure, di De Tivoli e Carlo Markò jr.), ai dintorni di Firenze (Portico di villa Toscana, di Altamura e De Tivoli), alla Valle del Serchio ed alle maestose Alpi Apuane, ai cui piedi Seravezza, sovrastata dalle cave di marmo e dall’arco naturale del Monte forato, fu tappa prediletta, in diversi momenti, di De Tivoli, Gelati, Donnini e dei Markò, che strinsero con la cittadina un vincolo speciale.

Seravezza intende, con questa mostra, rendere omaggio proprio a questi artisti, intimamente legati al suo scenario naturale, anche grazie ad un vero e proprio coup de théâtre: il primo ambiente del Palazzo mediceo ospiterà, infatti, l’enorme tela realizzata da Andrea Markò come fondale scenico del locale teatro. L’opera, che rappresenta un episodio della Disfida di Barletta di Massimo d’Azeglio, personaggio anch’egli legato alla cittadina, è rimasta per più di un secolo protetta, ma invisibile, e quasi dimenticata, nelle sedi dell’amministrazione cittadina e sarà, in occasione della mostra, nuovamente accessibile allo sguardo dei visitatori e restituita così, si auspica definitivamente, alla popolazione di Seravezza, cui l’artista volle donarla, come si legge in calce alla tela.

Conclude l’esposizione una tela parimenti monumentale: l’eccezionale prestito, ottenuto dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, de I funerali di Buondelmonte di Francesco Saverio Altamura illustra come, all’inizio del settimo decennio dell’Ottocento, la prassi di inserire l’episodio storico in un paesaggio ed una luce studiati sul vero, fosse ormai consolidata presso i pittori più moderni anche in dipinti di vaste dimensioni, azzerando implicitamente l’antica superiorità gerarchica fra pittura di storia e pittura di paese.

Comitato scientifico: Carlo Sisi, presidente; Silvio Balloni, Nadia Marchioni, Elisabetta Palminteri, Francesca Panconi.

Inaugurazione sabato 5 luglio 2014, ore 18.00.

Orario: dal lunedì al venerdì: 17.00-24.00 |sabato e domenica: 10.30-12.30 – 17.00-24.00

Ingresso: 6.00 euor intero | 4.00 euro ridotto

INFO: Fondazione Terre Medicee | 0584-757443 | info@terremedicee.it | www.terremedicee.it

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Nel numero 1333 di ieri abbiamo dato notizia della mostra Prospettiva vegetale di Massimo Penone che si aprirà domani a Forte Belvedere, a Firenze. Esposizione che vede in primo piano, oltre l’artista, la Fonderia Massimo del Chiaro di Pietrasanta. Della mostra si è interessato il Tg3 di stasera. Se non avessimo trovato un artista che legge Libera Cronaca, il giornale che non c’è sarebbe invece restato tagliato fuori,volutamente, dal fornire notizie sulle mostre stazzemesi Il cenacolo Stazzemese e Gli allievi di Nerina Simi. GrazieMostra allievi di Nera Simi a Cardoso 001

Giuseppe Vezzoni-addì 4.7.2014

 

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