Libera Cronaca da Italia bene comune di pochi e palude per molti 1274 del 16 e 17 aprile 2014

Libera Cronaca da Italia Bene Comune di pochi e palude per molti 1274 del 16 e 17  aprile  2014

giuseppevezzoni@gmail.com

I corrotti sono in mezzo a noi ma non sono con noi

La globalizzazione dell’indifferenza ci rende tutti Innominati

Le leggi inique contro i meno abbienti sono immediatamente costituzionali

Le leggi che toccano la casta necessitano sempre di approfondimenti costituzionali

I sacrifici vanno fatti tutti insieme

1274

Unione dei Comuni della Versilia

Approvato il rendiconto , il bilancio il piano mobilità della Versilia , la convenzione con Dipartimento Università Scienze della Terra di Pisa

Da presidente 16.4.2014-ore 21,11

Voto si scambio: si allarga la cerchia dei reati ma si diminuisce la pena

 

Con l’aggiunta all’erogazione di denaro delle parole altra utilità si allargano i possibili reati sul voto di scambio ma si sono abbassate le pene. Per ora l’utilità l’hanno ottenuta coloro che praticano il voto di scambio, che sono molti di più di coloro che ogni tanto emergono.

Giuseppe Vezzoni-addì 16.4.2014

 

Facebook non è zona franca, si può incorrere nel reato di diffamazione

 

La Cassazione ha stabilito che gli insulti anche ad anonimi destinatari che tuttavia potrebbero essere individuati sono passibili del reato di diffamazione, figurarsi quando viene usato il nome e il cognome . Con la sentenza emerge anche il fatto  che ciò che si scrive  su facebook fa testo eccome.

Giuseppe Vezzoni-addì 16.4.2014

 

La staffetta della memoria 2014 In bicicletta sulla Linea Gotica

Manifesto-Staffetta_2014

 

Paoletti: ho difeso la tua opera  di verità su Mulina ma liberati dai condizionamenti ambientali

 

Caro Giuseppe, quando leggerai il libro ti accorgerai che ho difeso la tua opera di verità su Mulina ma invece di ammettere che, nel caso del ferito visto dalla Pardini, ti sei adeguato alla vulgata, continui a negare. Hai risposto come un politico consumato: non rispondi nel merito ma dici solo che non sei come gli altri. Io non metto in dubbio la tua peculiarità di uomo libero (altrimenti non scambierei e-mail con te) ma tu avevi capito che quel ferito era un fascista, che quel riconoscimento avrebbe cambiato la storia della strage e ti sei tirato indietro. E continui a farlo: se Beckerth non era passato di lì ed Eggert era sceso a valle sulle sue gambe, chi poteva essere quel ferito se non il primo fascista colpito da partigiani ? Finché non sciogli questo nodo non ti sarai liberato dai condizionamenti ambientali

Non mi metto a cercare tra le vecchie e-mail ma ti avevo detto che cercavo il manoscritto di …… di cui al Museo mi dissero di non averlo e di non saperne niente. Mi dispiace anche che tu non mi abbia detto di aver avuto gli appunti di Angiolo Berretti sebbene tu sapessi che per me era un testimone chiave. Non credi che il Dossier avrebbe fatto più comodo a me che al Comune di Domodossola o altri ancora? Siccome mi sono preso ancora una settimana per il libro su carta e siccome il pregio dell’e-book è quello che tu autore lo puoi modificare in qualunque momento, ti sarei molto grato se mi facessi avere al più presto la testimonianza di …….Non è necessario che tu metta sul Web tutto quello che scrivo a te.

Paolo Paoletti-addì 16.4.2014

Re: Caro Paolo, è necessario invece che tutto passi sul Web, ti concedo solo di non specificare il documento che chiedi.

Abbiamo capito, incrociando le testimonianze di Adolf Beckerth e di Cesira Pardini , che quel ferito trasportato da Beckerth non  può essere quello che ha visto Cesira Pardini e che pertanto  una delle testimonianze non dice  il vero oppure sono due i feriti. Se è pur vero che le perdite  tedesche denunciano l’ufficiale Herbst ferito dal fuoco amico, non abbiamo però elementi per affermare che il ferito  che ha visto la Pardini è un fascista. Nella seconda edizione del libro Un prete indifeso in una storia a metà-Don Giuseppe Vangelisti e il suo memoriale  in merito al ferito porteremo nuovi elementi, a dimostrazione che le dichiarazioni rilasciate da Beckerth nell’aula del Tribunale di La Spezia sono state omissive e che tale comportamento non è stato incalzato come invece era necessario fare. Di più non riveliamo.

Per quanto concerne il superstite Berretti, la correzione del nome Angiolo te l’abbiamo data noi  poiché Berretti si è sempre firmato Angelo, mentre Angelo Berretti era suo zio ed è  stato  quel superstite-testimone che ha fornito una  delle testimonianze più agghiaccianti. Le lettere e le testimonianze  di Angiolo Berretti  sono tantissime e le sue due sorelle, Maria Giovanna e Mirelia, uccise in località Mulini, sono state fra le prime persone a lanciare l’allarme del sopraggiungere di sconosciuti e di aver sentito parlare italiano quella mattina del 12 agosto 1944 presso la Foce di Compito. Una delle  tante prove che gli italiani erano presenti quel giorno a Sant’Anna ma dei quali non c’è traccia negli interrogatori delle SS  che sono state sentite in questi anni. Neppure in quella di Eggert.

Sul  Dossier Martiri di Mulina di Stazzema  abbiamo scritto in lungo e in largo. Fino al 25 aprile 2000 è stato anche stampato in un’unica copia che abbiamo consegnato ad un funzionario del Quirinale il  25 aprile 2000, giorno in cui il presidente Ciampi salì a Sant’Anna. Da quella data è in formato digitale. Il documento cartaceo che abbiamo noi e che è stato stampato in una ventina di copie  è datato fino al maggio 1999. 112 pagine A4 più una pagina di bibliografia e  sette pagine di altrettanti documenti fotocopiati. La raccolta dei dati è continuata fino al 31 dicembre 2010 dopo che  il Consiglio Comunale di Stazzema, riunitosi il 20 dicembre 2010, con voto a maggioranza non ha riconosciuto il Gruppo Labaro Martiri di Mulina di Stazzema tra i fondatori morali della Fondazione Parco nazionale della Pace ( Art. 4 dello Statuto) Sono 2.282 pagine di computer, carattere arial dimensione 12 (8,54 MB, ossia 8.962.048 byte). Dal 1 gennaio 2001 abbiamo iniziato il documento La memoria  nel segno della Fondazione del Parco della Pace,

Il documento che ci chiedi  deve essere tra la documentazione che si custodisce nel Museo di Sant’Anna. Evidentemente è un documento che scotta e che pertanto non può essere messo a disposizione tanto facilmente, meno che mai a uno che si chiama Paolo Paoletti. Ultimamente ci siamo sobbarcati l’onere di ribatterlo perché il cartaceo scritto che avevamo stava svanendo, tanto che non siamo riusciti a decifrare alcune parole, peraltro non basilari. La testimonianza è un durissimo j’accuse ai fascisti locali, dei quali il superstite riporta i nomi e li accusa di essere stati responsabili dell’uccisione dei suoi famigliari.

Come ti abbiamo già detto devi attendere l’uscita delle due pubblicazioni, che non saranno – te lo ripeto- nel solco della vulgata di cui ci accusi ma che saranno assolutamente rispettose di alcune soglie che ci siamo dati, come quelle di non coinvolgere eventuali famigliari. Il documento devi richiederlo ufficialmente al Comune di Stazzema, precisamente al sindaco Michele Silicani. Noi te lo possiamo inviare, ma senza i nomi.

Giuseppe Vezzoni-addì 16.4.2014

 

Newsletter n.22 del consigliere Marina Staccioli del 10 aprile 2014

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Miscuglio di musical il 24 aprile al Comunale di Pietrasantalocandina_2014_all_name

 

 

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