Libera Cronaca da Italia bene comune di pochi e palude per molti 1268 del 9 e 10 aprile 2014

Libera Cronaca da Italia Bene Comune di pochi e palude per molti 1268 del 9 e 10 aprile  2014

giuseppevezzoni@gmail.com

I corrotti sono in mezzo a noi ma non sono con noi

La globalizzazione dell’indifferenza ci rende tutti Innominati

Le leggi inique contro i meno abbienti sono immediatamente costituzionali

Le leggi che toccano la casta necessitano sempre di approfondimenti costituzionali

I sacrifici vanno fatti tutti insieme

1268

 

Che razza d’Italia e di Pd abbiamo!

 

Ve lo ricordate le quote rivalutate di Bankitalia a favore delle banche partecipanti? Con il presidente Letta questo provvedimento non era un aiuto di Stato alle banche, più brutalmente soldi o regalo fatto, mentre per il Governo Renzi quel provvedimento di rivalutazione quote ha beneficiato le banche e proprio per questo, col DEF, è stato deciso di innalzare dal 12% al 26% il prelievo della rivalutazione per finanziare il taglio del cuneo fiscale e consentire a 10 milioni di operai di trovare nella busta paga di maggio 80 euro in più.

Chi dei due è bugiardo: Letta o Renzi?

E come mai il Pd prima ha sostenuto e difeso il provvedimento e il presidente Letta e poi sostiene il presidente Renzi e sbugiarda Letta ma anche se stesso?

Noi avevamo scritto che era un intervento a favore delle banche e adesso il presidente Renzi l’ha confermato senza mezzi termini.

Anche se è un provvedimento retroattivo lo riteniamo giusto, ricordando quanti provvedimenti retroattivi hanno dovuto subire in questi anni i cittadini italiani.

Giuseppe Vezzoni –addì 9.4.2014

 

La Consulta cancella il divieto sulla fecondazione eterologa

 

La Consulta ha cancellato la legge che vietava la fecondazione eterologa che estrometteva il Paese Italia dal consesso delle nazioni in cui questa pratica era consentita. La Consulta ha definito incostituzionale la legge su questo specifico punto, anche se altri andrebbero riconsiderati. Il Parlamento aveva approvato questa legge nel 2004 e il Capo dello Stato l’aveva promulgata senza eccepire alcuna incostituzionalità.

Così come è accaduto con la legge elettorale del porcellum, viene da chiederci perché siano assenti modalità preventive che impediscano a certi provvedimenti di diventare leggi di stato e di danneggiare i cittadini, soprattutto coloro che hanno minori mezzi?

Possibile che con la sentenza di incostituzionalità nessuno senti almeno un pelino di inadeguatezza se non proprio di responsabilità per non aver impedito l’incostituzionalità?

Giuseppe Vezzoni-9.4.2014   

 

Le imprese lapidee impugnano al Tar la proposta della Giunta Regionale di Pit con valenza di Piano paesaggisticoScorci dalla Via d'Arni 18.3.2014 006

 

Le imprese Henraux spa, Cecconi Pietro e C. snc di Cecconi Anna Maria,Peranto srl , DA. VI.srl, Società cooperativa fra i condomini lavoratori dei beni sociali di Levigliani a.r.l., MI. GRA. Srl, TRE ELLE srl, Italmarble Pocai srl, IN. GR. A srl, Miglioni e Bertacchi srl; TRE EMME import export srl, Società escavazione Pietra del Cardoso srl, Giorgina Marmi srl, Barsi Marmi srl, Comunione Beni Comuni di Levigliani, Landi group srl, Luana marmi sas, Rossi Celso srl, Savema spa,Inerti Minucciano srl unipersonale,  Walton Carrara successori srl, Acqua Bianca marmi srl, C. M. srl ave marmi import/export, cave Focolaccia srl, Bianco Royal srl, Cooperativa Apuana marmi srl, Ezio Ronchieri spa, GMC spa, Ideat marmi srl, Marmi Ducale srl, Angeloni Giuliano, Turba cava Romana srl, Sermattei srl. hanno impugnato presso il Tar la proposta  approvata dalla Giunta regionale toscana di Pit con valenza di Piano Paesaggistico.

Testo della denuncia

Pietrasanta, 8 aprile 2014. Il Coordinamento delle Imprese Lapidee dell’Apuo-Versiliese dopo aver domandato più volte un tavolo di confronto con l’Assessore Marson e alla Regione Toscana, e dopo aver chiesto a più riprese di far tacere le false voci sulle attività produttive che già stanno gravemente ledendo le aziende sul piano economico, finanziario e, non da ultimo, di immagine, ha promosso l’impugnativa della proposta della Giunta Regionale di PIT avente valenza di piano paesaggistico, con un ricorso collettivo delle imprese lapidee al TAR della Toscana.
L’impugnazione, rivolta alla Regione Toscana nella persona del Presidente pro tempore e al Ministro pro tempore del Ministero dei Beni Culturali e del Paesaggio, è stata presentata per richiedere l’annullamento della delibera della Giunta Regionale della Regione Toscana avente ad oggetto “Proposta di deliberazione al C.R. “Adozione dell’integrazione del PIT con valenza di piano paesaggistico”, nonché di tutti i suoi contenuti e per il riconoscimento dei debiti danni risarcitori. Le imprese comunicano fin da ora che saranno impugnati tutti gli atti successivi.
Negli ultimi mesi le imprese dell’agro-marmifero delle Apuane hanno dovuto assistere loro malgrado ad una serie di attacchi violenti sulle loro attività. E continuano, in maniera ingiustificata e fra mille equivoci, gli attacchi di Legambiente e di Italia Nostra, associazioni no profit e senza alcun potere legislativo, responsabili di un numero spropositato di menzogne che si poggiano sull’unica base di false ideologie, che non hanno nulla a che vedere con la realtà, che sono portate avanti solo ed esclusivamente per la voglia di mettersi in mostra e di trovare spazio nei media dai vari rappresentanti locali, e con l’intento di far valere ragioni che non esistono cavalcando l’onda dei social network che, come ben si sa, si poggiano su consensi fasulli e superficiali. Anche nei confronti delle associazioni, qualora queste non interrompessero le loro azioni delatorie, le imprese prenderanno le debite misure legali e cautelari e domanderanno in sede giudiziaria risarcimenti per il danno economico e di immagine.

Il dato più sconcertante dell’intera vicenda è riferibile all’Assessore Regionale Anna Maria Marson, responsabile di un’azione violenta, illegittima, fortemente difettata sotto l’aspetto giuridico-legislativo, istruttorio e procedurale e che è volta unicamente a ledere l’identità del territorio, della sua attuale realtà produttiva e del suo futuro. Le aziende tutte, e i lavoratori, chiedono le dimissioni dell’Assessore Marson per i gravi danni che già sta provocando ad una realtà territoriale salda e solida da centinaia di anni e comunicano, inoltre, che non si faranno piegare da un disegno paesaggistico che ha il solo sapore di un disegno politico completamente avulso dalla realtà e che non tiene conto dei diritti e delle procedure nazionali e costituzionali, prima ancora che territoriali o regionali.

Le aziende e i lavoratori, chiedono la condanna della Regione Toscana e il risarcimento dei danni, diretti e indiretti, derivanti alle imprese dall’azione illegittima degli atti già allo stadio attuale.

L’Assessore Regionale Marson dica quali somme ha investito per la redazione di un PIT pieno zeppo di errori procedurali, istruttori e legislativi: il primo grave errore consiste nell’affidare ad un atto amministrativo di incerta natura e sconosciuti contenuti l’obiettivo de “la progressiva riduzione di dette attività (escavazioni n.d.r.) a favore di funzioni coerenti con i valori e le potenzialità del sistema territoriale interessato, mediante un Progetto integrato di sviluppo, da definire con successivo atto, che individui anche le diverse misure attivabili allo scopo”. Nel piano redatto, il non meglio precisato “Progetto integrato di sviluppo”, è ancora da avviare ed è di assai dubbia legittimità, poiché non risultano individuate ne’ le responsabilità (istituzionali o private), ne’ le fonti, ne’ i tempi di attuazione.

Il PIT, avente valenza di Piano Paesaggistico, incide pesantemente su valori costituzionalmente tutelati quali la proprietà privata e l’impresa, e determina, altresì, l’illegittima sostituzione delle fonti del diritto cui spetta di dettare la normativa sul paesaggio.
La Regione Toscana ha omesso il necessario bilanciamento tra la salvaguardia del paesaggio e gli altri interessi di rilevanza costituzionale, introducendo una disciplina che comporta l’integrale sacrificio sia del diritto di proprietà che della libera iniziativa economica privata, con conseguente violazione dei principi – di rilevanza costituzionale e comunitaria – di proporzionalità ed adeguatezza.

Il provvedimento di riduzione delle attività, pur avendo ad oggetto un piano paesaggistico esteso a tutto il territorio regionale, si occupa di attività estrattive nel solo comprensorio delle Alpi Apuane, senza disciplinare quelle espletate in altre località, con conseguente discriminazione e penalizzazione delle società del Coordinamento che vedono, quindi, compromessa la loro quota di mercato.
Da questi dati si evince come nella delibera vi siano sussistenti e consistenti profili di immediata lesività delle imprese lapidee. Sicuramente un ambito legislativo nel quale il Piano della Marson non può muovere i suoi passi.

Gli atti impugnati dalle Imprese del Coordinamento appaiono illegittimi e meritevoli di annullamento per violazione dei principi generali in tema di gerarchia delle fonti; violazione e falsa applicazione della normativa nazionale contenuta nel codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (decreto legislativo 42/2004); violazione dei principi comunitari di adeguatezza e proporzionalità dell’attività della pubblica amministrazione; violazione dei principi generali sul giusto procedimento della costituzione; violazione dei principi ex art. 41, 42 e 43 della costituzione.

Lo strumento del Piano Paesaggistico, così come disciplinato sia dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio sia dalla LRT 1/2005, non può legittimamente incidere, sino a sopprimerlo, un diritto di coltivazione che è parte integrante ed essenziale del diritto di proprietà, costituzionalmente tutelato. E non può “espropriare”, se non in presenza di motivi d’interesse generale – e qui non ce ne sono – la proprietà privata, salvo indennizzo, ai sensi dell’art. 42 della Costituzione. Lo stesso pregiudizio è valido per le aziende munite di autorizzazione all’escavazione in quanto concessionarie degli agri marmiferi ai sensi di legge, e anche per le forme di proprietà collettiva degli agri marmiferi per le comunità territoriali

L’atto della Regione Toscana omette di valorizzare “il territorio espressivo di identità, il cui carattere deriva dall’azione di fattori naturali, umani e dalle loro interrelazioni”, disconosce l’identità e la storia del territorio delle Alpi Apuane, mentre la tutela del paesaggio è volta a riconoscere, salvaguardare e, ove necessario, recuperare i valori culturali che esso esprime; lo Stato, le Regioni e gli altri enti pubblici territoriali, qualora intervengano sul paesaggio, devono assicurare la conservazione dei suoi aspetti e caratteri peculiari e informare l’attività ai principi di uso consapevole del territorio e di salvaguardia delle caratteristiche paesaggistiche.
La Regione Toscana non può determinarsi in materia con l’autonomia che l’amministrazione regionale si è auto-attribuita. La Marson non ha compiuto una adeguata ricognizione dei vincoli, non ha osservato l’obbligo di un preventivo confronto e concerto con il Ministero, con gli Enti Locali, con il Parco Regionale delle Alpi Apuane, con gli imprenditori del marmo e i sindacati dei lavoratori del marmo: nessuno di tali soggetti ha avuto notizia dei documenti predisposti dalla Regione se non dopo la pubblicazione, sulla banca dati regionale, della delibera oggi impugnata.

Testo della denuncia inviato da Giuseppe Rossi-addì 9.4.2014 

Strage Moby Prince, SEL: “Verità per i familiari delle vittime. Si istituisca subito la commissione d’inchiesta”

“Ventitré anni dopo ancora nessuna verità per i familiari delle 140 vittime della strage del Moby Prince. Una tragedia con ancora troppi punti oscuri da chiarire, troppe responsabilità da accertare, una ferita aperta nella storia del nostro Paese che esige da parte delle Istituzioni il massimo impegno nella ricerca della verità. Si istituisca quanto prima una commissione parlamentare d’inchiesta, dando seguito al ddl depositato da SEL alla Camera, e si faccia luce sulle cause che, nella notte del 10 aprile 1991, determinarono la collisione del traghetto, spezzando per sempre 140 vite e gettando nell’angoscia i familiari, da allora incessantemente alla ricerca di una verità negata anno dopo anno”.

Lo affermano le parlamentari toscane di SEL, on. Martina Nardi, on. MarisaNicchi e la sen. Alessia Petraglia, che domani prenderanno parte, a Livorno, alla commemorazione della strage.

“Gli elementi emersi negli ultimi mesi, raccolti nel dossier alla base della richiesta di istituzione della commissione da parte di SEL – proseguono – impongono un approfondimento e una risposta forte da parte dello Stato al dolore dei familiari. Chiediamo quindi al Governo e a tutte le forze politiche in Parlamento di sostenere questa iniziativa per arrivare, entro la fine di questa legislatura, a pronunciare, finalmente, una parola di verità”.

Firenze, 9 aprile 2014

Comunicato  Ufficio stampa SEL Toscana

Test accesso università, sen. Petraglia (SEL): “Scelta sbagliata e dannosa. Dal ministro attendiamo segnali di discontinuità”

“Tenere i test di ammissione alle facoltà a numero chiuso in aprile, a due mesi dalla maturità, è una scelta sbagliata e dannosa per gli studenti, chiamati ad un impegno così importante ad anno scolastico in corso, e determina una situazione che lede in maniera sostanziale il diritto allo studio, già profondamente minato dal sistema del numero chiuso”.

Lo afferma la senatrice di SEL Alessia Petraglia, membro della Commissione Istruzione di Palazzo Madama.

“Non è accettabile – prosegue Petraglia – che decine di migliaia di studenti si sottopongano adesso ad un test per un numero limitatissimo di posti, condizionando, talvolta in maniera determinante, il proprio percorso scolastico e di vita. E’ evidente come questo sistema non sia in grado di premiare né la preparazione né le attitudini dei singoli, ma serva soltanto a ridurre il numero di iscritti con una logica che lascia quasi tutto al caso. Tutto, eccetto il fatto che gli studenti privi di grandi mezzi economici, una volta fallito il test, non potranno permettersi il costoso paracadute degli studi in qualche università straniera per rientrare poi in un ateneo italiano”.

“E’ questo il sistema d’istruzione disegnato dal ministro Giannini e da Renzi? – incalza la senatrice – E’ così che vogliamo valorizzare gli studenti, offrire uguali opportunità a tutti, promuovere il diritto allo studio? Dopo anni di tagli, ci aspettavamo un deciso cambio di direzione, ma per adesso non sono arrivati segnali di discontinuità. Al ministro proponiamo di cominciare proprio dal numero chiuso, una scelta sbagliata da abbandonare. Tornare ad investire nell’istruzione significa anche investire nell’orientamento didattico, in un sistema di borse di studio in grado di premiare i capaci e i meritevoli, nella qualità. E’ su questi elementi che si gioca l’eccellenza del nostro sistema di istruzione e non sull’idea che l’università sia una cosa riservata ai pochi che possono permettersela”.

Firenze, 9 aprile 2014

Comunicato ufficio stampa SEL Toscana

“Cena per la ricerca e la Solidarietà”

Forte dei Marmi_ Sabato 12 aprile 2014 – con inizio ad ore 20,30 – si tiene a Forte dei Marmi (Lucca) presso il famoso locale “La Capannina di Franceschi” una serata benefica denominata “Cena per la ricerca e la Solidarietà” organizzata da ARNo (Associazione per la Ricerca Neurologica) di cui al sito www.arnoneurologia.it che verrà condotta da Claudio Sottili e da Lodovico Gierut, con offerta/asta di opere donate da Artisti e dal Comitato Gierut.

“L’intero ricavato della serata” – come scrive Ubaldo Bonuccelli – “… sarà destinato a finanziare un assegno di ricerca per un giovane neurologo che seguirà gli studi clinici dei nuovi farmaci per l’Alzheimer che agiscono rimuovendo dal cervello le proteine anomale che si accumulano nella malattia”, mentre Gianfranco Antognoli sottolinea l’importanza dell’evento benefico “che unisce arte e scienza in un contesto spettacolare come La Capannina perché le neuroscienze e l’arte rappresentano due importanti prospettive della mente”.

Verrà altresì presentato il catalogo/documento “ARNo. Arte per la Ricerca” a cura del critico d’arte Lodovico Gierut (con introduzione di Ubaldo Bonuccelli e intervento di Gianfranco Antognoli) edito senza fini di lucro dal Comitato Archivio artistico-documentario Gierut di cui al sito www.gierut.it.

Opere di: Ernesto Altemura, Maurizio Baccili, Antonio Barberi, Giuseppe Bartolozzi e Clara Tesi, Lino Benedetti, Pierfranco Benesperi, Rossana Biagi, Alberto Bongini, Luciano Bonuccelli, Ethel Bustamante, Giancarlo Cannas, Mauro Capitani, Angela Careggio, Gianni Carretti, Rita Casaroli, Anna Chromy, Girolamo Ciulla, Primo Conti, Ferdinando Coppola, Vittorio Cusatelli, Slava Denčič, Marco Dolfi, Gianni Dova, Alfredo Fabbri, Massimo Facheris, Luigi Falai, Silvana Franco, Gianpiero Frediani, Maria Gamundì, Gian Paolo Giovannetti, Paolo Giusti, Ugo Guidi, Amedeo Lanci, Paolo Lapi, Grazia Leoncini, Fausto Maria Liberatore, Riccardo Luchini, Renzo Maggi, Marco Manzella, Annamaria Maremmi, Roberto Mari, Liliana Marsili, Antonio Giovanni Mellone, Milena Moriani, Mara Moschini, Giacomo Mozzi, Tito Mucci, Bruna Nizzola, Roberto Paglianti, Eugenio Pardini, Pierluigi Paviola (Pigi), Simone Rossi, Gabriele Rovai, Marcello Scarselli, Leopoldo Stefani,  Ernesto Treccani, Giancarlo Vaccarezza, Gabriele Vicari.

Il catalogo cartaceo – a tiratura limitata – arricchito da una poesia di Marta Gierut stampata su un cartoncino-ricordo dell’evento del 12 aprile 2014 può essere richiesto a lodovico@gierut.it Offerta 10 euro destinata a fini socio-umanitari

Comunicato da Lodovico Gierut-addì 9.4.2014

 

Domani sera sarà presentata a Retignano la lista Impegno per Stazzema 2019-Maurizio Verona sindaco

 

Stazzema- Domani sera, a Retignano, il candidato sindaco Maurizio Verona presenterà i candidati della lista Impegno per Stazzema 2019. I nomi dei candidati saranno resi noti solo durante la presentazione di domani.

Giuseppe Vezzoni-addì 9.4.2014

 

“Sant’Anna di Stazzema. Una strage fascista”

Il  nuovo libro “Sant’anna di Stazzema. Una vendetta fascista” di Paolo Paoletti è in distribuzione su Amazon da ieri, 8 aprile. Il libro annunciato molte volte è edito per ora in formato digitale e potrà essere letto con un supporto tecnologico, tablet o un e-reader. Sinossi: La strage di S. Anna: Il complotto istituzionale per salvare i brigatisti neri, i gappisti e i partigiani sciacalli attribuendo ai nazisti anche i crimini che non avevano commesso.

Re: Sicuramente il lavoro di Paolo Paoletti farà discutere e riaprirà scenari che si ritenevano chiusi. Sul libro  All’alba di Sant’Anna – Don Fiore Menguzzo e i suoi famigliari i  primi martiri del 12 agosto 1944, che a giugno o al più tardi luglio sarà edito per la casa editrice trentina “Margine”, c’è un apposito capitolo che riguarda la pubblicazione digitale di Paoletti per quanto concerne la nuova ipotesi che lo storico fiorentino fa in merito alla strage di Mulina di Stazzema. Non c’è niente invece  nella seconda edizione del libro “Un prete indifeso in una storia a metà-Don Giuseppe Vangelisti e il suo memoriale” poiché il testo era già concluso prima che  si venisse a conoscenza dell’ultimo lavoro di Paoletti, che da ieri può essere acquistato e letto unicamente con l’ausilio di un dispositivo tecnologico che  consenta la lettura degli ebook, ossia i libri elettronici. Nel settantesimo della strage di Sant’Anna di Stazzema, oltre a questi tre libri, è atteso anche il lavoro La storia di Pietro, testimone per caso di Marco Piccolino, un libro che potrebbe riservare non poche sorprese.

Insomma, per il 70esimo anniversario ci sono  sulla rampa di lancio altre tre pubblicazioni che consentiranno un ulteriore approfondimento sul massacro del 12 agosto 1944.

Giuseppe Vezzoni- addì 9.4.2014

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