Libera Cronaca da Italia bene comune di pochi e palude per molti 1254 del 23 e 24 marzo 2014

Libera Cronaca da Italia Bene Comune di pochi e palude per molti 1254 del  23 e 24  marzo  2014

giuseppevezzoni@gmail.com

I corrotti sono in mezzo a noi ma non sono con noi

La globalizzazione dell’indifferenza ci rende tutti Innominati

Le leggi inique contro i meno abbienti sono immediatamente costituzionali

Le leggi che toccano la casta necessitano sempre di approfondimenti costituzionali

I sacrifici vanno fatti tutti insieme

1254

 

Sull’ing. Mauro Moretti la misura è colma

Viareggio_ L’Amministratore delegato delle ferrovie, cav. Mauro Moretti, ha dichiarato che se viene ‘ritoccato’ il suo stipendio (873.000 €, quello che percepisce solo dalle ferrovie), se ne va. Si è, come suo solito, messo alla testa di quei manager pagati centinaia e centinaia di migliaia di € con la ‘singolarità’ che, quando si trovano di fronte a “spiacevoli episodi” (definita così, dal Moretti, la strage ferroviaria di Viareggio) non hanno più alcuna responsabilità.

Il coraggio non è proprio il loro forte … senza dimenticare la loro incoscienza, amoralità e disumanità.

In queste ore, molti sono rimasti sbigottiti e increduli dalla ‘rivendicazione’ di Moretti, ma nessuno ha ricordato che Moretti, tanto coccolato dai poteri forti, è rinviato a giudizio per la strage del 29 giugno ‘09.

A 24 ore dall’immane tragedia, quando ancora il fuoco “bruciava” la vita di 32 persone, si permise di affermare che nessuna responsabilità era di ferrovie, che non c’entravano niente con un treno esploso in casa loro, sulle loro infrastrutture, sui loro binari!

Alle 13.15 del 30 giugno ‘09, di fronte all’assile marcio, disse ad un suo collaboratore: “D’ora in avanti, dobbiamo controllare tutto quanto viene dall’estero”. Come dire, fino ad oggi ce ne siamo fregati.

Insolita ed arrogante fu la sua “sicurezza” (non certo quella ferroviaria) nell’anticipare gli esiti di un’inchiesta che va avanti da anni e che lo vede tra i massimi imputati con accuse pesantissime. Tra l’altro, all’inizio del processo (novembre ’13), i capi d’accusa nei suoi confronti sono stati appesantiti.

Il suo avvocato, sig. D’Apote, viene a dire che il suo cliente non si occupa di treni e binari?! E di cosa si occupa allora, di biciclette o di balocchi? Inoltre, in aula questo stesso avvocato ha tuonato che: – non chiederà il rito abbreviato, – vuole il processo subito (per poi far di tutto per rallentare l’iter),  – lo vuole vincere a Lucca.

Con le pesanti accuse a Moretti, questa eccessiva e tracotante ‘sicurezza’ fa pensare male e a pensar male troppo spesso ci si azzecca. Che il cav. Moretti riceva protezione sconfinata è assodato. Nominato cavaliere e rinominato Ad delle ferrovie ad un anno dalla strage, ancora rinominato Ad il 9 agosto 2013 (20 giorni dopo il rinvio a giudizio). Senza dimenticare le esternazioni provocatorie, offensive e ricattatorie, nei confronti delle Vittime, dei familiari e di ferrovieri.

E dulcis in fundo, il governo precedente all’inizio del processo (13 novembre 2013) ha rinunciato a costituirsi parte civile. Più subalterni di così!? Questi atti inauditi rappresentano l’assoluzione di Moretti, ancor prima della sentenza del Tribunale!

Un amministratore delegato rinviato a giudizio per la morte di 32 vite umane non può e non deve rimanere al suo posto, è un’offesa per tutti. Moretti deve essere immediatamente dimesso per la politica di abbandono sulla sicurezza, per le 32 Vittime di Viareggio, per i 43 lavoratori morti sui binari in questi anni, per la devastazione del trasporto pubblico e pendolare.

Questo Moretti, dovunque vada è : inutile, costoso e dannoso.

Auspichiamo coraggio e responsabilità da parte di chi può e deve rimuoverlo dal suo incarico.

Non è mai troppo tardi … ma adesso la misura della nostra pazienza è colma.

La presidente dell’Associazione dei familiari   Daniela Rombi –addì 23.3.2014

L’ignoranza attivaAltissimo e le Cervaiole da Capriglia 004

Dario Antiseri, intellettuale di spicco e filosofo della scienza, ha pubblicato recentemente sul Corriere della Sera un articolo in difesa dell’insegnamento umanistico e, in specie, della filosofia nelle scuole e nelle Università, quale antidoto al diffondersi della così detta Ignoranza Attiva.

L’ignoranza attiva che Goethe bolla come un fenomeno funesto, si diffonde purtroppo a macchia d’olio in tutti gli ingranaggi della società civile.

Va da sé che l’ignoranza come tale non risparmia nessun essere umano per quanto colto e intelligente possa essere: chi può definirsi onnisciente?  Finché c’è vita vi sono cose da imparare e gli esami non finiscono mai.

Ma esiste un’ignoranza, quella attiva appunto, che signoreggia dai centri di potere con l’arroganza e la presunzione che le sono proprie credendo e facendo credere che la medicina universale garante della salute e del progresso sociale sia rappresentata dalla scienza, dalla tecnologia, dalla logica del profitto, dalla cancellazione di quell’umanesimo culturale che non batte moneta.

Corollari questi che gemmano in buona parte da un dissennato liberismo economico che ha come esclusivo obbiettivo il profitto e conseguentemente il potere.

Il fenomeno della globalizzazione recita anch’esso la propria parte ed è causa della perdita della identità individuale che, in termini concreti, significa disumanizzazione cioè distruzione della idea dell’uomo, della sua umanità e della sua emancipazione.

Ecco allora che i valori trasmessi dalla conoscenza filosofica e umanistica che dovrebbero restare il perno della formazione scolastica e che potremmo definire sapienza attiva, consentono di aprire un varco nella coscienza individuale di ciascuno e obbligano ad interrogarci relativamente allo scempio che l’ignoranza attiva perpetra nei confronti dell’uomo e della natura. rovesciando il negativo in positivo e il valore morale e civile in disvalore.

Il male esempio viene dall’alto e quasi quotidianamente si scoprono scandali che coinvolgono la nostra classe politica e la macchina burocratica degli apparati pubblici.

Esempi che dal basso vengono tosto assorbiti e metabolizzati come la nuova frontiera del giusto agire

Si agisce così perché così fan tutti e perché così conviene. E’ questa la riflessione profonda che macera il pensiero contemporaneo!

L’elenco delle perversioni del costume sono anche troppo evidenti: si irride la Magistratura considerata una mannaia scomoda contro le cui sentenze tutti si dichiarano innocenti se non perseguitati, la frode fiscale è diventata scienza dell’evasione con uno stuolo infinito di professori, studenti e un flusso dilagante di matricole. Non è detto che tra qualche anno la scienza dell’evasione figuri come materia di insegnamento nelle nostre Università!.

Inquinare? Se conviene si può. Lo sfruttamento dissennato delle risorse naturali è all’ordine del giorno senza darsi pensiero né dei danni recati all’ambiente né dell’eccessivo depauperamento delle risorse stesse a danno delle future generazioni.

L’ignoranza attiva, si alimenta da una operante furbizia che si organizza in caste, lobby e, a livello meno scolarizzato, in autentiche mute secondo l’espressione di un noto sociologo.

Giri pure il povero Pantalone alla scoperta di un dentista a buon prezzo, o di un avvocato, o di uno specialista medico, o di un oculista ecc. ecc.

Troverà più o meno tariffe di cartello e, in virtù del libero mercato e anzi della democrazia, un oculista qualsiasi ( tanto per fare un esempio) che ti misura i gradi della vista e ti prescrive un collirio antiallergico e che ha in agenda una decina di visite al giorno a cento euro l’una ( tariffa già considerata bassa!) si pappa in un giorno assai più della pensione mensile di molti cittadini sovrani della Repubblica e così i dentisti che non ti restituiscono i denti di latte e tali gli avvocati che potrebbero non vincere la causa ma la parcella giungerà profumata a prescindere.

Come si diceva, a livello più basso, mancando l’abilità del sofisma impegnato a mostrare lucciole per lanterne, si difende il privilegio derivante da certe favorevoli condizioni domestiche in modo irrazionale secondo appunto la sindrome della muta sragionando più o meno così: La ragione sta sempre e comunque dalla nostra parte e mordiamo chiunque si avvicini per dimostrare il contrario.

Eppure teoricamente sovrano è il popolo ma praticamente è lui che lo piglia sempre in quel posto là perché fare dei MOLTI un UNO è equazione difficile.

Solo la fame potrebbe allertare il popolo spingendolo a risolversi ad una ribellione contro le palesi ingiustizie sociali ma l’Apparato si guarda bene dal fargli mancare le briciole che cadono dalla tavola dei suoi lauti pasti e, anzi, per scongiurare l’unione che farebbe la forza, si distribuiscono bricioline e briciolone e così il popolo si acquieta e bene o male si satolla

Quale scenario futuro allora dovremmo aspettarci? La crisi morale e politica che decretò la fine dell’Impero Romano era forse più allegra della situazione presente.

Allora, come contro altare, sopravanzavano le popolazioni così dette barbare che nonostante la loro rozzezza, conservavano la schietta sobrietà di un popolo unito e fiero.

Oggi, il creduto miracolo della globalizzazione plagia tutti i cervelli indirizzandoli sulla stessa lunghezza d’onda, che è poi quella della ignoranza attiva, sicché chiunque si alternasse al potere da Oriente o da Occidente, nulla cambierebbe.

Proviamo allora a scherzare ipotizzando che un esercito di extraterrestri un giorno si calerà dal cielo e, a bordo di piroettanti dischi volanti muniti di armi micidiali, faranno piazza pulita inaugurando una nuova era.

Scherzando assai meno, se nulla muterà, sarà l’umanità stessa a intonare il proprio De Profundis e ciò accadrà quando mancheranno le condizioni di vita negate dall’inquinamento globale, dalla mancanza di risorse, dalle grandi devastazioni naturali che avranno buon gioco in un ambiente sempre più degradato.

Altra tragica e possibilissima eventualità, sempre in agguato, è il deflagrare di una guerra catastrofica capace di cancellare uomini e cose dalla faccia della terra.

Eppure un intellettuale come Giovanni Papini ebbe il coraggio di esaltare la guerra definendola la sola igiene del mondo*.

A quali conclusioni aberranti possono giungere perfino gli intellettuali permeati dall’ignoranza attiva.

Perché tali si può benissimo essere con tanto di laurea in tasca!

Oriente Angeli-addì 23.3.2014

* La definizione è di Marinetti e non di Papini

 

In Versilia nessuna cava verra’ chiusaScorci dalla Via d'Arni 18.3.2014 009

Alvaro Avenante interviene dopo che sabato, 22 marzo, sulla stampa è apparso un articolo in cui sembrerebbe che le aziende che lavoreranno per buona parte in loco il marmo estratto sulle Apuane non avranno nulla da temere dal Piano Paesaggistico regionale. Ovviamente quella buona parte non quantificata può essere una semplificazione giornalistica ma anche un punto interrogativo sulla non quantificazione dell’estratto da riservare obbligatoriamente per la trasformazione alla filiera corta

E’ questa la bella notizia della cronaca della stampa che c’è. Sono deluso, profondamente deluso. Non per il dietrofront della regione, che sembra ricusare il suo Piano paesaggistico, apparentemente per salvaguardare l’economia locale. Ma non è cosi, altrimenti fra le condizioni a continuare a scavare, depredare un bene naturale, dovevano e devono mettere che l’estratto va lavorato tutto in loco. Purtroppo ancora una volta si parla di un’imprecisata, equivocabile: BUONA PARTE. Che significa “buona parte”, se non una larvata autorizzazione ad esportare in nero?  NO, NON CI SIAMO, non si può continuare a difendere pochi che depauperano un bene collettivo. Mi esimo dall’aggettivare il mio stato d’animo(tanto verrebbe puntinato)

Ciao, Giuseppe è sempre la solita storia: non si rinuncia a far mangiare i soliti noti. Cambierà mai?

Alvaro Avenante-22.3.2014

Martedì Maurizio Verona presenterà la sua candidatura a sindaco di StazzemaScorci dalla Via di Stazzema 19.3.2014 004

Stazzema- Martedì, alle 16, Maurizio Verona presenterà  ufficialmente alla stampa la sua candidatura a sindaco di Stazzema nella sala dell’Albergo La Pania di Pontestazzemese. Alle 17, presso il Palazzetto del Cardoso, seguirà il consiglio comunale straordinario in seduta congiunta con tutti i consigli comunali della Versilia  avente per oggetto: Proposta di deliberazione al Consiglio Regionale n.1 del 17-01-2014 da parte della Giunta Regionale Toscana di adozione del P.I.T. con valenza di Piano Paesaggistico. Implicazioni sulle attività estrattive in area del Parco Regionale delle Alpi Apuane. Valutazioni.

Giuseppe Vezzoni-addì 23.3.2014

 

Attacarono i fogli: si doveva sfollà! Tesi di laurea di Federico Bertozzi domani  a Villa BertelliP3120230

Ore 17,30  nell’ambito degli Incontri settimanali del Circolo Il Magazzino di Forte dei Marmi. Moderatore Ezio Marcucci

Forte dei Marmi_ Gentile Sig. Vezzoni, Buongiorno! Mi scusi se La contatto solamente adesso, ma proprio questa settimana mi sono trasferito a Pisa ed ho alcuni problemi di connessione internet. Le scrivo riguardo alla presentazione della mia tesi di laurea “Attaccarono i fogli: si doveva sfollà!”, indagine storico-antropologica sull’esperienza dello sfollamento in Versilia durante la Seconda Guerra Mondiale.

La conferenza, moderata da Ezio Marcucci, si terrà lunedì 24 marzo alle ore 17:30 presso Villa Bertelli a Forte dei Marmi (Lu).

Il lavoro fa luce su un aspetto fondamentale dell’esperienza dei civili versiliesi (e non solo) nel corso dell’ultimo conflitto, quello dello sfollamento, dell’abbandono delle proprie case e delle proprie contrade di fronte ai mille pericoli della guerra, che alcune famiglie decisero volontariamente già nella primavera del 1944. Nell’estate del 1944, tuttavia, sui paesi della Versilia piombò l’incubo delle ordinanze di evacuazione
naziste, che, spesso nel giro di poche ore, costrinsero l’intera popolazione civile a lasciare le proprie abitazioni con la minaccia della morte, senz’alcuna possibilità di sfuggire.
La ricerca, tuttavia, si sforza di descrivere l’intera esperienza bellica dei versiliesi, a partire da quel fatidico 10 giugno 1940, alternando puntualizzazioni sulla “Grande Storia” a riferimenti alla situazione locale, sempre rispettivamente interconnessi.
Vere protagoniste del lavoro, però, vogliono essere le fonti orali, le testimonianze di coloro che vissero in prima persona le angosce e gli orrori della guerra sulla propria pelle: alla base dell’indagine, oltre ad una vasta scelta di materiale d’archivio e bibliografico, si trovano infatti 24 interviste tenute dall’autore con altrettanti testimoni diretti versiliesi, integralmente trascritte ed analizzate.

Il lavoro riflette infine sul ruolo delle donne e sulla quotidianità dello sfollamento, sulla convivenza con le truppe alleate, sulla fine della guerra, sul rientro a casa, lo sminamento e la Ricostruzione.

Promosso anche dalle autorità locali, il testo verrà presto pubblicato, corredato da un vasto apparato fotografico, dell’editore Pezzini di Viareggio, in modo da poter anche andare incontro al grande interesse che il pubblico ha già dimostrato per l’argomento affrontato.
Naturalmente, come Le avevo già anche anticipato a voce in occasione del nostro recente incontro, sarei davvero onorato se volesse partecipare anche Lei alla presentazione, arricchendo così l’incontro con la Sua grande conoscenza delle vicende belliche locali ed internazionali degli anni 1939-1945.

Sarei davvero felice se volesse mettere un riferimento all’occasione sul Suo sito, in modo che il pubblico interessato possa accorrere ancora più numeroso. RingraziandoLa, Le porgo i miei più distinti saluti.

Federico Bertozzi-addì 23.3.2014

Presentazione libri Biblioteca delle Oblate

 

Firenze_ Cliente, paziente, persona Il senso delle parole in sanità – Il pensiero scientifico editore, 2012 di Marco Geddes da Filicaia- La Comunicazione Diseguale Ricordi di ospedale e riflessioni linguistiche Il pensiero scientifico editore, 2011 di Lucia Fontanella

Mercoledì 26 marzo 2014 ore 17.30 Biblioteca delle Oblate – Via dell’Oriuolo 26 Firenze  Introduce: Stefano GRIFONI

 www.leggerepernondimenticare.it

Dal circolo Fratelli Rosselli di Firenze-addì 23.3.2014

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Una risposta a Libera Cronaca da Italia bene comune di pochi e palude per molti 1254 del 23 e 24 marzo 2014

  1. Lascia un commento ha detto:

    La definizione “guerra igiene del mondo non è certo di Giovanni Papini ma di Marinetti
    (correzione al bel testo di Oriente Angeli)

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