Libera Cronaca da Italia bene comune di pochi e palude per molti 1247 del 13 e 14 marzo 2014

Libera Cronaca da Italia Bene Comune di pochi e palude per molti 1247 del 13 e 14 marzo  2014

giuseppevezzoni@gmail.com

I corrotti sono in mezzo a noi ma non sono con noi

La globalizzazione dell’indifferenza ci rende tutti Innominati

Le leggi inique contro i meno abbienti sono immediatamente costituzionali

Le leggi che toccano la casta necessitano sempre di approfondimenti costituzionali

I sacrifici vanno fatti tutti insieme

1247

Attenzione: Libera Cronaca 1248 potrebbe essere postata domani. 14.3.2014-ore 15,45

 “Moretti dimettiti ”, presentata mozione di sfiducia per l’ad del gruppo ferrovie

Mozione dimissioni Moretti

Gabriele Chiurli (Democrazia Diretta), “Negli ultimi 20 anni le Fs hanno prodotto debito pubblico per 388 miliardi di euro. Con una gestione caratterizzata da tagli continui al servizio, a partire dalla Regione Toscana”

Toscana_Da quando le Ferrovie dello Stato sono diventate una Spa hanno prodotto debito pubblico per 388 miliardi di euro. Con una gestione caratterizzata da continui tagli al servizio, a partire dalla Regione Toscana. Per questo e altri motivi chiediamo oggi che l’amministratore delegato del Gruppo lasci l’incarico”. Con queste parole il consigliere regionale Gabriele Chiurli (Democrazia Diretta)presenta una mozione per chiedere le dimissioni di Mauro Moretti dal vertice di Fs.

“Apprendiamo da uno studio condotto dall’Università di Milano Bicocca e riportato nei giorni scorsi dal Sole 24 Ore che le Ferrovie dello Stato hanno contribuito non poco (circa per il 20%) all’indebitamento italiano – sottolinea Chiurli – per un (dis)servizio segnato da ritardi, cancellazioni di treni e disagi quotidiani per i pendolari”.

“Se non bastasse – aggiunge il consigliere – l’ingegner Moretti siede anche al banco degli imputati per la strage di Viareggio, che in audizione al Senato ebbe il coraggio di definire ‘uno spiacevolissimo episodio’, e non perde occasione di trattare con disprezzo i propri clienti, ovvero chi di Trenitalia si serve ogni giorno con notevoli difficoltà”.

“E’ ora che Moretti lasci la poltrona – attacca Chiurli – che gli è stata gentilmente servita dal Pd prima e dalle larghissime intese poi (Moretti è al terzo mandato). D’altra parte non resterà sicuramente senza uno scranno dove sedersi: forse non molti lo sanno, ma in quanto a numero di incarichi l’ad del Gruppo Fs potrebbe far concorrenza al tanto vituperato Mastrapasqua. Un pugnello di cariche a livello internazionale, una dozzina in ambito nazionale (è anche sindaco di un Comune in provincia di Rieti), qualche poltrona prestigiosa nel settore culturale (dove siede accanto a Gianni Letta, per par condicio)”.

“Auspico che la Regione Toscana – conclude Chiurli – che ha già preannunciato di non voler rinnovare il contratto di servizio con Trenitalia per il trasporto regionale su ferro, mandi un altro segnale forte al Gruppo, chiedendo le dimissioni dell’amministratore delegato”.

 Firenze, 13 marzo ’14

Inviato Francesca Puliti, Segreteria Gruppo Misto Consiglio Regione Toscana

Viareggio: post con insulti alla città, scoppia la rivolta sul web. E Alessandro Santini si rivolge alla polizia postale

Viareggio_ Quando ha scritto frasi ingiuriose nei confronti delle vittime della strage di Viareggio, dell’intera città e della polizia, probabilmente non si rendeva conto di quello che stava postando su Facebook. Parole irricevibili che gli sono costate comunque una denuncia alla polizia postale presentata attraverso il commissariato dall’ex presidente della Fondazione Carnevale, Alessandro Santini, ora capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale. Il sindaco Leonardo Betti, inoltre, attraverso la sua pagina Facebook, ha scritto di aver provveduto ad informare la Procura della Repubblica di Lucca del commento messo in rete dall’utente.

Inviato da Carlo Berretti, membro del Mondo che Vorrei-addì 13.3.2014

Ieri sera si è riunito Direttivo del Circolo Pd di Querceta                                                                                                            

Querceta di Seravezza_ “Il coordinatore del Circolo del PD di Querceta,   Giannaccini Renato, comunica che ieri sera (12 c.m.) presso la Sala Cope di Querceta si è riunito il Direttivo del Circolo per dare il via ai “ lavori di pertinenza del territorio” , con la presenza del Sindaco Ettore Neri ed alcuni amministratori del Comune.

Fra le varie tematiche affrontate l’argomento  su cui si è prevalentemente discusso  è la questione ”chiusura  cave” ventilata dalla  Regione Toscana,  che non poco preoccupa la nostra collettività  per i risvolti negativi  che potrebbe innescare,  coinvolgendo  l’economia del nostro territorio che come ben sappiamo ruota in gran parte attraverso il  settore lapideo. La questione è delicata ma ci sono buone speranze per trovare una soluzione che rispetti l’ambiente ma che principalmente salvaguardi le aziende del nostro comprensorio e dei posti di lavoro. Inoltre il Sindaco ci ha illustrato un progetto di “arredo urbano” riguardante la Via Federigi dove  l’Amministrazione vorrebbe i  realizzare una “pista ciclabile” con un primo intervento che va dalla “rotonda” al ponte di Tavole. Su questa tematica il circolo si attiverà  per organizzare  una “tavola rotonda”  con i cittadini.”

Inviato da Renato Giannaccini, CIRCOLO  PD QUERCETA – Comune di Seravezza-addì 13.3.2014

 

Lavorare in loco il marmo delle Apuane deve divenire indirizzo tassativo

Stazzema_ Condivido, sostengo e sottoscrivo quanto affermato dal dott. Avenante sulla Libera Cronaca di ieri a riguardo della distribuzione e lavorazione in loco del marmo. Mi permetto di aggiungere una considerazione sul “patrimonio paesaggio”,  quindi sulle montagne e ciò che contengono, che è da considerarsi “bene pubblico” ed è tutelato dalla Costituzione, tanto invocata ma poco rispettata. E’ dovere di ogni cittadino adoperarsi affinché questo bene venga mantenuto, anzi, migliorato e tramandato alle future generazioni. Se a qualcuno è dato il privilegio di utilizzare questo bene, esso non può prescindere dal fatto che sta utilizzando una cosa che appartiene alla comunità e se ne potrà trarre un vantaggio, questo deve essere ridistribuito. Incollo a seguire un pensiero di Salvatore Settis:

“Riconoscere la priorità del bene comune vuol dire subordinare ad esso ogni interesse del singolo, quando col bene comune sia in contrasto. Su questa visione si imperniò il grande (e ancora irrealizzato) progetto della Costituzione del 1948 per un’Italia giusta, libera e democratica. Quel progetto si esprime al meglio nell’art. 9 della Costituzione, secondo cui «La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione». Il paesaggio è lo specchio più fedele della società che lo produce, che se ne alimenta, che può trarne forza, ma può anche distruggerlo, annientando sé stessa in uno spasimo suicida. Perciò il paesaggio è un banco di prova.”

(Salvatore Settis: archeologo, storico dell’arte e intellettuale impegnato, ha insegnato Archeologia greca e romana all’università di Pisa fino al 1985, e Archeologia classica alla Scuola Normale di Pisa dove ha ricoperto l’incarico di direttore dal 1999 al 2010. Dal 1994 al 1999 ha diretto il Getty Research Institute di Los Angeles. Dal 2007 al 2009 è stato presidente del Consiglio superiore dei Beni Culturali.)

 Aggiungo per il dott. Avenante che anch’io mi sono fatto dei nemici, ma non per questo sono disposto a cambiare idea. Visto che siamo in tema di citazioni, aggiungo una riflessione di Ezra Pound che recita “se un uomo non è disposto a lottare per le proprie idee, o le sue idee non valgono niente o non vale niente lui” .  Quindi teniamo duro.

Baldino Stagi-addì 13.3.2014

Re: Avenante non è un dottore ma dice e scrive cose come un dottore di vita: il marmo è bene comune e come tale deve riversare i suoi benefici sull’intero contesto socio-economico in cui viene estratto. Più che salvare la filiera che non c’è (o ce n’è assai poca) costruiamo la filiera che non c’è.

Giuseppe Vezzoni-addì 13.3.2014

 

Livorno, città delle Nazioni. Evento di chiusura della campagna elettorale di Roberto Idà

Domani, venerdì 14 marzo 2014- Sede SEL Livorno, via Gori 14

Partecipano: Roberto Idà, candidato di Sinistra Ecologia e Libertà alle primarie del centrosinistra di Livorno: On. Nicola Fratoianni, deputato e coordinatore nazionale SEL: On. Martina Nardi, deputata SEL.A partire dalle 20,30 seguirà apericena multietnico. I colleghi giornalisti sono invitati ad intervenire.

Livorno, 13 marzo 2014

Comunicato  Ufficio stampa SEL Toscana-addì 13.3.2014

Seravezza Fotografia: domani al via la mostra “Immagini lucide” di Vincenza De Nigris

Seravezza_ Si inaugura domani venerdì 14 marzo alle ore 18, presso le Scuderie Granducali di Seravezza (Lu), viale Leonetto Amadei 230, la mostra fotografica di Vincenza De Nigris dal titolo “Immagini lucide” che rientra nel programma dell’undicesima edizione di Seravezza Fotografia.  Una rassegna ormai  consolidata a livello nazionale con la direzione artistica di Ivo Balderi, che porta avanti con successo un progetto che coniuga i grandi nomi della fotografia internazionale ( quest’anno è il turno di Frank Horvat, uno dei maestri indiscussi della fotografia contemporanea),  con i giovani fotografi e il vasto mondo amatoriale. La mostra di Vincenza De Nigris rientra nella serie di eventi espositivi tutti al femminile – novità di questa edizione –  dedicati ad artiste emergenti ma che hanno dato già prova del loro talento. Nata ad Andria nel 1985 ha conseguito una laurea specialistica in fotografia presso l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano Nel corso degli ultimi anni ha partecipato a diverse mostre collettive e premi tra cui “Affordable Art Fair” a Milano, nella sezione “Young Talent”, “Planète Femmes” presso Alliance Française di Bari, “Accademia” presso la galleria Metronom di Modena, “I volti di Milano” presso il Teatro Franco Parenti di Milano. Nel Febbraio del 2013 ha realizzato una sua mostra personale “Narrative Photography” presso il Castello Svevo di Bari, curata da Carlo Garzia. La mostra raccoglie 20 scatti dell’artista, quasi sempre soggetti femminili, ritratti con uno stile molto europeo, donne dove non si vede mai il volto.  “La narrativa – spiega Vincenza De Nigris –  è il punto di partenza del mio lavoro, è il mezzo con il quale riesco a descrivere ciò che vedo; il processo che mi porta a realizzare le immagini è complesso e metodico: quando trovo un ambiente o una persona che mi colpiscono comincio ad immaginare una scena e la traduco in una sequenza fotografica. Sono piccole storie – prosegue – che vedono le donne come attrici, ma rappresentano in modo universale il genere umano”.  La mostra “Immagini lucide” di Vincenza De Nigris, ad ingresso libero, rimarrà aperta fino al 23 marzo dal giovedì al sabato ore 15 – 19, domenica e festivi dalle 10 alle 19.  Sta proseguendo con grande successo di pubblico anche l’evento di punta di Seravezza Fotografia: la mostra del grande maestro della fotografia contemporanea Frank Horvat dal titolo “House with Fifteen Keys” esposta nel vicino Palazzo Mediceo di Seravezza (Patrimonio Mondiale dell’Unesco). La mostra è aperta dal giovedì al sabato 15 alle 19 e domenica e festivi 10 -19. Il biglietto d’ingresso è di 6 euro (intero) e 4 euro (ridotto).Seravezza Fotografia è organizzata dalla Fondazione Terre Medicee, dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Seravezza con il patrocinio della FIAF (Federazione Italiana Associazioni Fotografiche) e  la collaborazione di UNA Hotels & Resorts.  Media partner la rivista “Foto Cult” e Deaphoto di Firenze. Info: tel. 0584757443, www.seravezzafotografia.it

Ufficio Stampa agenzia ILogo-addì 13.3.2014

L’elmetto tedesco con la scritta Pio Gosci    II kamp o kompP3120230

 
Stazzema_ “Era nel palazzo delle Mulina, rimasto lì anche dopo lo sfollamento. Lo raccontava la nonna Ada che era stato trovato sopra un armadio, in una camera in cui dormìva zio Adone. Forse era di qualche soldato ferito, portato lì dai commilitoni”. Infatti, nella casa di campagna della Famiglia Beluffi,  al tempo del passaggio del fronte, svolgeva  l’attività di medico il dott. Luigi Beluffi,  poi divenuto uno degli storici medici della Mutua  dello Stazzemese. Figure che nell’ immediato dopoguerra si contraddistinsero per l’abnegazione che profusero alla cura dei malati con cui vollero fortemente significare la loro professione di medico.P3120233

Dobbiamo ricordare che Villa Antonia fu, dopo il 31 luglio 1944, sede di un comando tedesco. L’elmetto abbandonato al cui interno è riportata la scritta Pio Gosci II Kamp o Komp, che starebbe per kompanie (compagnia). Manca  ogni altro riferimento  per risalire al reparto a cui apparteneva il militare. Abbiamo attivato alcune conoscenze, ma al momento non ci sono risposte. Rimane l’interrogativo se l’elmetto sia appartenuto ad uno dei soldati tedeschi che furono uccisi o feriti nel mese di luglio del ’44 o sia stato dimenticato da un militare che era allogato nella casa Beluffi di Mulina. Poiché nonna Ada  ha raccontato che l’elmetto è restato nella casa dopo lo sfollamento, ciò fa pensare che sia appartenuto a qualche militare tedesco che è ricorso alle cure del dottor Beluffi prima del 31 luglio 1944. L’elmetto potrebbe essere appartenuto al soldato tedesco ucciso a Stazzema il 24 luglio 1944 o sia stato dimenticato (?) nella casa da uno dei due militari tedeschi che pernottarono nell’abitazione il 24 luglio del ’44.P3120234E’ possibile pure che l’elmetto nell’abitazione potrebbe essere stato  portato come un trofeo dai partigiani, i quali frequentavano la casa, o più semplicemente trovato da gente del posto e consegnato al dottor Beluffi.  Sappiamo dalla testimonianza di Angelo Farnocchi, raccolta sul libro Mai più. Dal Don a Sant’Anna di Stazzema,  che i militari della pattuglia tedesca attaccata dai partigiani il 31 luglio 1944 non portavano l’elmetto ma il cappello. Stiamo  tuttavia attendendo eventuali precisazioni inerenti al reparto in cui era inquadrato Pio Gosci, generalità scritta  col lapis sul coprinuca della calotta dell’elmetto.

Giuseppe Vezzoni-addì 13.3.2014 

Dal signor C riceviamo questa e-mail da facebook

 

Non avendo ricevuto risposta cosa fare di quanto ci ha inviato, pubblichiamo tutto, seppur con forti perplessità sul significato, a parte il finale che comprendiamo benissimo.

LIBERTA’ 1 Condizione di chi può agire senza costrizioni di qualsiasi genere: vivere in piena l.; prigionieri rimessi in l. || dir. l. vigilata, misura di sicurezza comminata a un imputato o a un condannato che, pur essendo libero, è sorvegliato dagli organi di polizia | l. provvisoria, concessa all’imputato prima della sentenza
2 Stato di un popolo non soggetto al dominio straniero o a una dittatura
3 Autonomia nel pensiero e nell’azione: l. di parola; l. religiosa
4 estens. Assenza di impedimenti, obblighi, impegni ecc.: non avere un momento di l.  mettersi in l., nel l. fam., indossare gli abiti di casa
5 Mancanza di controllo, arbitrio, licenza: parlare con troppa l. || prendersi troppe l., comportarsi in modo poco rispettoso
6 Con la prep. da, liberazione da uno stato negativo, doloroso: l. dal bisogno, dalla fame

Occorre autorizzazione in ogni caso e comunicazione al Garante se la pubblicazione può risultare lesiva (legge 633/41), oppure se fornisce indicazioni sullo stato di salute, sull’orientamento politico, sul credo religioso o sulla vita sessuale (dlgs 196/2003).
In particolare, il trattamento di alcuni dati chiamati sensibili (come idee politiche, religiose, vita sessuale, salute, aspetti economici, etc) sono subordinati a un esplicito assenso da parte dell’interessato, e da controlli molto severi su coloro che raccolgono ed organizzano questi dati.

EDUCAZIONE Capacità di comportarsi correttamente con le altre persone SIN creanza, cortesia: tace per e.

RISPETTO Sentimento e comportamento informati alla consapevolezza dei diritti e dei meriti altrui, dell’importanza e del valore morale, culturale di qlco. SIN deferenza, riguardo: r. per, verso gli anziani; r. delle opinioni; r. della natura; meritare r.; godere del r. di tutti; (al pl.) formula di deferente saluto: i miei r. a Lei e alla Signora || persona di r., autorevole, importante | mancare di r., trattare con poco riguardo | con r. parlando, con tutto il r., formule di scusa che si premettono a espressioni ritenute poco decenti o poco garbate | di tutto r., che merita considerazione | urban. zona di r., di interesse artistico o paesaggistico nella quale le costruzioni sono vietate o sono soggette a particolari vincoli.

2 metr. Componimento poetico a carattere popolare in cui si rende omaggio alla donna; risale al tardo Medioevo ed è affine o coincidente con lo strambotto
3 tip. foglio di r., nei libri, foglio interposto tra la copertina o il foglio di risguardo e il frontespizio
4 Osservanza puntuale di una norma, adempimento scrupoloso di un obbligo: r. della legge; esigere il r. dell’orario
5 Considerazione, attenzione per qlco. || r. umano, eccessiva soggezione nei confronti delle opinioni altrui
6 non com. Punto di vista, aspetto sotto cui si presenta qlco. SIN riguardo: l’affare appare buono sotto ogni r. • loc. prep. rispetto a, in confronto a, in rapporto a

LEALTA’ Qualità di chi o di ciò che è leale; fedeltà a un patto e agli impegni presi; assenza di sotterfugi: l. d’animo; agire con l.

Penalizzati dalle riforme previdenziali sono i giovani, ai quali verranno versate pensioni minime con calcolo contributivo mentre oggi pagano quelle ben più generose liquidate con il metodo retributivo.

La riforma delle pensioni interesserà tutti: lavoratori pubblici e privati, atipici e precari, liberi professionisti e imprenditori, artigiani e commercianti. I più penalizzati saranno comunque i giovani, che vanno incontro a pensioni pari al 50-70% del loro ultimo salario nella migliore delle ipotesi. Walter Passerini e Ignazio Marino, nel loro recente libro “Senza pensioni”, fanno il punto della situazione.

Le preoccupazioni legate al calcolo della pensione sono motivate: a causa di ogni riforma delle pensioni che ha interessato l’Italia, i giovani si ritrovano oggi a pagare per pensioni di cui loro non godranno e che in passato, invece, erano persino superiori ai contributi versati.

Il libro “Senza pensioni” di Passerini e Marino ripercorre le varie riforme previdenziali che si sono avvicendate nel corso degli anni: in particolare analizzano la riforma Amato del 1992 e la riforma Dini del 1995, che hanno portato all’introduzione del meccanismo del calcolo contributivo, in sostituzione a quello retributivo mantenuto da chi nel ’95 aveva alle spalle più di 18 anni di contributi.

Un tempo «bastava che un soggetto versasse per 30 anni 10 euro al mese di contributi e che negli ultimi 5 anni ne versasse mille al mese per prendere una pensione pari al 70% di mille euro (ovvero 700)». Però allo stato attuale esiste ancora un 93,4% delle pensioni che vengono liquidate con il metodo retributivo, pagate da chi versa i contributi oggi, gli stessi che avranno domani una pensione proporzionale ai contributi versati nel corso della propria vita lavorativa.

Un paradosso che rischia di sfociare in uno scontro generazionale e sociale, ammoniscono gli autori del libro, per evitarlo è necessario che lo Stato investa sui giovani, agevolando il loro ingresso anticipato nel mondo del lavoro ed eliminando le differenze che esistono tra i lavoratori dipendenti e alcuni lavoratori autonomi.

I giovani dovrebbero inoltre entrare nell’ottica di pensare ad una propria previdenza integrativa, scelta finora solo dal 23% dei lavoratori.

Una prospettiva niente affatto rosea, che si va ad aggiungere ad un quadro attuale non migliore, fatto di disoccupazione giovanile al 27,9% e di occupazioni precarie, oltre che sottopagate.

Con questo NON voglio dire che lei NON si merita la sua pensione ma la MIA battuta era solo un dato di fatto. Saluti.

Re:  Su facebook  a Giuseppe Vezzoni è stato dato del vigliacco, di un pensionato che non ha nulla da fare, che addirittura non frequenta o che  non conoscono a Pruno,  un giornalista che non fa servizi sul posto ma virgoletta ciò che si scrive su f/b, che gli viene pagata la pensione dai giovani ed altre cosette come quella di aver detto il falso quando invece da facebook gli viene questa scritta: “Rispondi a questa e-mail per inviare un messaggio a……

Coerenza vorrebbe che chi infama debba essere cancellato e non  debba invece cancellare le amicizie che non ha chiesto ma  gli sono state chieste.

Giuseppe Vezzoni-addì 13.3.2014

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