Libera Cronaca da Italia bene comune di pochi 1231 del 21,22 e 23 febbraio 2014

Libera Cronaca da Italia Bene Comune di pochi e precluso ai giocondi 1231 del  21, 22 e 23 febbraio  2014

giuseppevezzoni@gmail.com

I corrotti sono in mezzo a noi ma non sono con noi

La globalizzazione dell’indifferenza ci rende tutti Innominati

Le leggi inique contro i meno abbienti sono immediatamente costituzionali

Le leggi che toccano la casta necessitano sempre di approfondimenti costituzionali

I sacrifici vanno fatti tutti insieme

1231

Comunicazione di Libera Cronaca addì 23.2.2014

 

La Libera Cronaca 1232 sarà postata domani sera, dopo la presentazione della seconda edizione del libro Mai Più. Dal Don a Sant’Anna di Stazzema che si terrà domani, lunedì 24 febbraio alle 17,30 a Villa Bertelli. La presentazione è patrocinata dal Comune di Forte dei Marmi e dal Circolo culturale Il Magazzino.Invito Presentazione Mai Più  a  Villa Bertelli 24 febbraio 2014

Questa nota ci serve per annunciare il pezzo “Canterà il gracchio o il cigno” con cui domani apriremo Libera Cronaca. Lo scritto. di  Oriente  Angeli, è una riflessione che consegue alle problematiche  sorte a seguito del Piano Paesaggistico regionale.

Abbiamo deciso di non postare stasera Libera Cronaca n. 1232  anche perché crediamo che la n. 1231 abbia ancora necessità di essere compiutamente letta visto e considerato che il lunedì è il giorno settimanale in cui si verifica  il maggior  numero di contatti.

Non certo secondario il fatto  di aver sentito il bisogno di tirare il fiato dopo mesi e mesi in cui anche le domeniche erano occupate a stendere i testi di due libri.

Proprio per questo non potremmo essere stati  attenti a puntinare qualche passaggio che poteva essere o era offensivo. Se ciò è avvenuto,  sicuramente è dipeso per stanchezza. Tuttavia ce ne assumiamo completa responsabilità ma vogliamo ricordare che si può replicare o chiedere di puntinare un passaggio offensivo.

L’abbiamo scritto e riscritto che Libera Cronaca non è pretestuosamente contro qualcuno ma non intende fare sconti né modificare  la linea di porsi tendenzialmente critica contro chi governa e amministra.

Chi scrive non può stare dalla parte di chi comanda, altrimenti fa il velinista. Detto ciò, non può  però offendere  né consentire di farlo per interposta persona.

Il blog non è facebook ed è bene ricordare che il responsabile è colui che è titolare del blog e posta i pezzi.

Tuttavia qualcosa può sfuggire e la richiesta di rimuovere eventuali passaggi è lecita e non troverà certo la nostra insensibilità ad ottemperare, qualora sussistono i rilievi,  a quanto eventualmente ci venisse o verrà richiesto

Ma oggi siamo andati a verificare il tratto dell’Aurelia, dal Centoquindicici al semaforo per Pozzi,  quei quasi quattro chilometri di manto asfaltato  disastrato su cui è intervenuto il signor Roberto Roni. (Vedere Libera Cronaca n. 1231). Effettivamente la situazione presenta molte buche e avvallamenti. I punti peggiori nel tratto che va dal bivio per il Cimitero e Vittoria Apuana fino al semaforo per Pozzi. Le lamentele dei cittadini sono più che fondate  così come la denuncia della possibilità di danneggiamento mezzi e aumento  del rischio di cadute per mezzi a due ruote .Aurelia DSCN6164

Ripristino sentiero Madonnina 23.2.2014 001

Nel pomeriggio siamo andati  a fare una passeggiata nel tratto  di sentiero in via di sistemazione per il Santuario della Madonnina che l’Unione dei Comuni  ha finanziato. Un sentiero che dal Martinetto riporterà nel cuore dell’agro marmifero delle Buche del Piastraio, a contatto di un luogo che fa parte della storia del marmo. Ripristino sentiero Madonnina 23.2.2014 006Se l’obbiettivo principale è il recupero dell’antica via dei pellegrinaggi al Santuario della Madonna del Bell’Amore (Santuario del Piastraio o della Madonnina), quello subordinato, portare i visitatori nel cuore della breccia Medicea, non è certo secondario. Con questo ripristino si apre nella valle del Torrente Mulina un anello sentieristico di grande rilievo.Scorcio Torrente Mulina Ripristino sentiero Madonnina 23.2.2014 005 Il problema è la manutenzione che si potrà assicurare a questi percorsi per tenerli percorribili e se per essa si troveranno le risorse pubbliche adeguate e manodopera acciocché l’intervento di recupero non perda col tempo tutto quanto è stato compiuto.

Giuseppe Vezzoni-addì 23.2.2014       

Ultim’ora 23.2.2014

Piano di prevenzione rischio idrogeologico.Benissimo!, ma dove, come e perché?

Abbiamo saputo dalla stampa che c’è e non scorretta come Libera Cronaca (siamo corretti anche in questo frangente) che è stato presentato nei giorni scorsi un Piano di prevenzione rischio idrogeologico al responsabile della Protezione Civile, dott. Gabrielli,  al quale nel marzo prossimo sarà conferita la cittadinanza onoraria del Comune di Stazzema. Non sappiamo di cosa si tratti, quale aree del territorio di Stazzema siano  interessate, quale le frazioni di riferimento e quali saranno le azioni che dovranno essere assunte a livello del governo centrale ma anche a livello locale.  Non sappiamo se  il Piano ha bisogno di una infrastruttura di servizio e quale bacino idraulico metterà in sicurezza. Un Piano di prevenzione rischio idrogeologico così importante e basilare per il territorio di Stazzema dovrebbe essere preventivamente conosciuto dalla comunità stazzemese …,e magari  diffuso anche da Libera Cronaca. 

Giuseppe Vezzoni addì 23.2.2014

Ultim’ora del 22.2.2014

 

Sul Piano Paesaggistico  regionale interviene

la Fillea Cgil provinciale

 

 

LA FILLEA CGIL  della Provincia di Lucca in merito alla proposta della Regione Toscana sui vincoli all’estrazione del nuovo piano paesaggistico regionale vole esprimere forte preoccupazione per quanto al momento ivi definito. Anche perchè specialmente e in particolar modo penalizzante per il nostro territorio Versiliese e della Garfagnana.

La crisi che sta continuando a perdurare nel paese impone secondo noi un obbiettivo e una priorità assoluta, il lavoro. Creare nuovo lavoro e difendere il lavoro che c’è.  Abbiamo il timore che i vincoli proposti nel piano paesaggistico vadano nella direzione opposta a questa priorità.

La critica in primo luogo e per il metodo. Noi crediamo che intervenire su questioni così delicate che riguardano il complesso mondo del marmo che sono la vita di dipendenti e imprese non possa prescindere prima di tutto da un confronto diretto con il nostro territorio. Altrimenti si rischia di vedersi proporre dall’alto vincoli incomprensibili ed iniqui alimentando la rabbia da parte della gente.

Nei mesi scorsi a proposito della modifica della legge regionale n.78 del 3/11/1998 sull’estrazione abbiamo partecipato al tavolo del marmo promosso dai sindaci del territorio a Seravezza coordinato dal sindaco Ettore Neri. A questo tavolo hanno potuto predisporre posizioni e proposte tutte le parti sociali e anche le associazioni ambientaliste. Credo questo sia il metodo giusto di lavorare e invito l’Assessore Marson a leggersi quel Dossier inviato alla Regione Toscana dove troverà spunti interessanti per lavorare positivamente.

Colgo anche l’occasione però per dire ad alcuni imprenditori delle cave che la situazione piano piano diventerà indifendibile se non si agisce concretamente  al fine di creare più posti di lavoro nella trasformazione e nella filiera del marmo. La nostra proposta di rendere trasparente attraverso la tracciabilità del marmo prodotto va realizzata e colta come l’assoluta necessità di far lavorare o almeno semilavorare i blocchi sul territorio. Queste, e altre nostre proposte, tutte documentate e illustrate sia in sede di ormai ex Distretto Lapideo regionale e poi nelle osservazioni al piano del parco non possono essere licenziate come utopie vetero comuniste.

Bisogna decidere che una % X di estratto deve essere lavorata in loco con marchio di prodotto territoriale ed incentivare agevolando fiscalmente da parte delle istituzioni le cave che vendono ad aziende di trasformazione del territorio. Necessita inoltre fare trasparenza sull’effettiva vera fatturazione del costo dei blocchi di marmo per evitare che qualcuno possa dimostrare che sia una materia prima che arricchisce pochi, magari anche in maniera poco trasparente a discapito dei cittadini e imprese oneste tartassati da tasse e gabelle.

O tutto il territorio con Istituzioni e Parti Sociali, fanno un patto e vanno in questa direzione o altrimenti future proposte di legge per chiudere e/o contingentare ai minimi termini l’estrazione diventeranno concrete.

Pertanto bisogna difendere il lavoro e creare più lavoro regolare nella legalità e nella sostenibilità ambientale per arricchire tutto il territorio. Solo così potremmo continuare a difendere l’estrazione del marmo.

Seravezza, 22 febbraio 2014

 Il segretario generale della Fillea\CGIL della Prov. Di Lucca

Leonardo Quadrelli 

 

Lista del Primo Governo Renzi con parità di genere:

16 ministri di cui 8 donne

Matteo Renzi non ha nominato Moretti ministro

 

Economia – Pier Carlo Padoan- Interno – Angelino Alfano (Ncd)- Affari esteri – Federica Mogherini (Pd)- Giustizia – Andrea Orlando (Pd)- Difesa – Roberta Pinotti (Pd)- Sviluppo economico – Federica Guidi- Infrastrutture e trasporti – Maurizio Lupi (Ncd)- Salute – Beatrice Lorenzin (Ncd)- Politiche agricole – Maurizio Martina (Pd)- Ambiente – Gianluca Galletti (Udc)- Lavoro e politiche sociali – Giuliano Poletti- Istruzione, università e ricerca – Stefania Giannini (Sc)- Beni e attività culturali – Dario Franceschini (Pd)- Riforme e rapporti col Parlamento – Maria Elena Boschi (Pd)- Semplificazione e P.a. – Marianna Madia (Pd)- Affari regionali – Maria Carmela Lanzetta (Pd).

Ora auguri al Governo Renzi, ma soprattutto si sciolgano in concreto i nodi che Matteo Renzi ha più volte sciolto con pronta lingua. I giovani,gli operai e i pensionati attendono misure di equità e lo sparecchiamento della mensa del ricco Epulone. Sarebbe importante che la faccia di Renzi resti intatta e che gli itagliati mille euro siano  costretti per l’ennesima volta a scoprire l’altra faccia dei politici al governo del paese: quella diversa dalla faccia con cui hanno raccolto i suffragi per candidarsi a governare.

Vezzoni Giuseppe-addì22.2,2014 ore 09,05 

Il grande Frank Horvat apre domani l’11ª edizione della manifestazione Seravezza Fotografia0001

 

Dal reportage alla moda, dai grani d’argento ai pixel:Frank Horvat, un grande maestro a Seravezza Fotografia

Palazzo Mediceo: da sabato 22 febbraio al 21 aprile 2014

Seravezza_ Si apre domani sabato 22 febbraio alle ore 15 e rimarrà aperta fino al 21 aprile a Seravezza in Versilia (Lu), l’undicesima edizione di “Seravezza Fotografia”, una manifestazione di respiro nazionale e internazionale con la direzione artistica di Ivo Balderi, che ogni anno coniuga con successo i grandi nomi della fotografia – nelle passate edizioni ha ospitato nomi come Rosemblum, Berengo Gardin, Witkin, Olaf, Nachtwey, e Cagnoni – con un vasto pubblico e il mondo amatoriale della fotografia.0002

Anche l’edizione di quest’anno sarà nel segno di uno dei più grandi fotografi contemporanei, Frank Horvat che presenta una retrospettiva dove si raccontano i 70 anni della sua attività fotografica in ogni parte del mondo. La mostra, dal titolo “House with Fifteen Keys”, è la più importante e completa mai realizzata in Italia dal grande maestro e sarà esposta nelle sale del Palazzo Mediceo, viale  L. Amadei 230, dal 22 febbraio per tutta la durata della manifestazione. Comprende oltre 290 scatti che raccontano l’eccezionale lavoro realizzato da Horvat dal 1945 fino ad oggi: dal reportage sociale, ai personalissimi scatti di moda fino ai suoi ultimi lavori con la fotografia digitale e l’ipad, diviso secondo “15 chiavi di lettura” come ad esempio “luce”, “condizione umana”, “voyeur”, “tempo sospeso”, “metafore”. Stamani si è svolta la presentazione a Firenze in una conferenza stampa nella sede del Consiglio Regionale a cui hanno partecipato l’artista, il consigliere Eugenio Giani, il sindaco di Seravezza Ettore Neri, il direttore artistico della rassegna Ivo Balderi e il critico Roberto Mutti.

“Ho voluto realizzare questa mostra – ha spiegato Frank Horvat – per conoscere quello che è stato il mio percorso in tutti questi anni, capire quello che ho fatto e in questo modo farmi un regalo. Credo di essere uno dei rari fotografi che hanno vissuto e fotografato nell’era della fotografia in bianco e nero ma poi anche in quella della fotografia digitale. E forse, o almeno a mia conoscenza, l’unico ad avere, in un’era come nell’altra, realizzato progetti che sono stati pubblicati ed esposti. Con Fifteen Keys, la mia principale intenzione è di mostrare che questa diversità di tecniche, di periodi, di soggetti e di punti di vista non ha impedito una fondamentale unità di occhio e di spirito”.anni 50 polesine (7)

 Horvat, nato nel 1928 ad Abbazia, Italia (oggi Opatija, Croazia), da  genitori medici, ha iniziato giovanissimo a fotografare. Prima in Svizzera, poi a Milano e Parigi dove ha incontrato Robert Capa e Henri Cartier-Bresson che hanno influenzato per sempre il suo modo di lavorare. Diventa uno dei fotografi di moda più richiesti ma nello stesso tempo porta avanti una intensa attività di reportage in giro per il mondo documentando la vita è spesso la miseria e lo stato di disagio nelle grandi metropoli. Non mancano all’interno della raccolta anche estrapolazioni da progetti fotografici personali realizzati dagli anni Ottanta ad oggi e che vedono questo artista sempre alla ricerca di nuovi stimoli creativi sfruttando anche le nuove tecnologie. Tanti motivi che confermano Frank Horvat come uno dei più importanti fotografi del nostro tempo e che si può permettere tranquillamente di affermare che: “La fotografia è l’arte di non premere il pulsante”.

 “Seravezza Fotografia è ormai una realtà affermata – ha aggiunto il sindaco di Seravezza Ettore Neri – e con la mostra di Horvat facciamo un ulteriore passo in avanti perché  la sua mostra è un capolavoro dove si racconta uno spaccato della civiltà contemporanea.  I suoi scatti ci rendono partecipi  e testimoni di come il mondo sta cambiando”.   Seravezza Fotografia presenta per tre mesi anche workshop, portfolio, incontri di cultura fotografica e mostre di fotografi emergenti che hanno dato dimostrazione del loro talento e che saranno esposte nelle Scuderie Granducali. Le giovani proposte, quest’anno tutte al femminile sono: Marian Vanzetto con la mostra “Paesaggio rivelato” dal 28 febbraio al 9 marzo, Vincenza de Nigris con “Immagini lucide” dal 14 al 23 marzo e Alejandra Mendez ( vincitrice del premio migliore portfolio fotografico Seravezza Fotografia 2013), con la mostra “Linfa vitale” esposta dal 28 marzo al 6 aprile.1958 Givenchy (10)

A conferma dell’esperienza positiva dell’edizione precedente del Seravezza Fotografia verrà dedicata una mostra anche ai giovanissimi fotografi che hanno partecipato al corso di fotografia tenuto da Giacomo Donati all’interno dell’ Istituto Comprensivo di Seravezza. Il circolo fotografico “Altissimo” da anni attivo su tutto il territorio regionale, porterà invece in mostra un lavoro di gruppo a tema, come già accaduto in maniera egregia nell’edizione precedente con la mostra intitolata “Displacement“. In collaborazione con LABottega di Marina di Pietrasanta ed esposta nei suoi locali, ci sarà la mostra/evento dei fotografi Silvia Amodio e Ugo Panella dal titolo: “Ritratti di donna”. Un’altra mostra, con le fotografie di Bart Herreman della collezione permanente di Seravezza Fotografia, sarà esposta dal 27 febbraio alla fine della rassegna nei locali dell’UNA Hotel Versilia a Lido di Camaiore con il titolo “UNA certa idea di sogno e di viaggio”. Grazie alla Federazione Italiana Associazioni Fotografiche (Fiaf), a conclusione delle attività formative e seminariali, Seravezza Fotografia propone ai partecipanti dei vari corsi e workshop e anche ad un più vasto pubblico di fotografi, l’iscrizione alla lettura dei portfolio fotografici, che sarà effettuata da esperti del settore nominati dalla Fiaf (Marcello Ricci e Carlo Ciappi) e l’autore che avrà esibito il miglior portfolio fotografico avrà diritto ad esporre nell’edizione successiva di Seravezza Fotografia, il tutto regolamentato e pubblicato sul sito ufficiale della rassegna. La rassegna è organizzata dalla Fondazione Terre Medicee, dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Seravezza con il patrocinio della FIAF (Federazione Italiana Associazioni Fotografiche) e  la collaborazione di UNA Hotels & Resorts.1959 - Monique Dutto uscita metrò (11)

La mostra “House with Fifteen Keys” di Frank Horvat e le altre mostre presso le Scuderie Granducali, saranno aperte dal 22 febbraio al 21 aprile 2014 con orario dal giovedì al sabato 15 alle 19 e la domenica e festivi 10 -19.

Il biglietto d’ingresso è di 6 euro (intero) e 4 euro (ridotto). Media partner la rivista “Foto Cult. Tecnica e cultura della fotografia” e Deaphoto di Firenze. Info: tel. 0584757443,www.seravezzafotografia.it  Twitter: @SeravezzaPhoto e Facebook.

 Comunicato Ufficio Stampa agenzia ILogo per Fondazione Terre Medicee -addì 21.2.2014

Teleriscandamento: un servizio vantaggioso perché paga la comunità?

Stazzema_ Vorrei dare una notizia che posso ritenere molto affidabile: pare che gli utenti allacciati al famoso teleriscaldamento spendano circa 180,00 euro all’anno per il servizio. Questa cifra è stata rivelata da un residente ad una persona che io conosco molto bene e la quale mi ha dato rassicurazioni sulla veridicità. Se questa, come si presume, è la media degli importi, appare fin troppo chiaro che il Comune incassa cifre irrisorie, assolutamente insufficienti a coprire le spese. C’è poi da considerare che questo pervicace ed omertoso silenzio degli  abitanti che godono del servizio è quantomeno sospetto, trova giustificazione solo nei forti vantaggi tratti da una situazione che, evidentemente, comporta dall’altra parte pesanti delle ricadute sulla comunità.  Resta da capire come vengono coperte le spese, dove si trovano i fondi necessari; potremmo azzardare l’ipotesi che vengano in qualche modo distratti da voci diverse, oppure che il gestore sia talmente legato alla amministrazione da “doversi accontentare” di un rimborso simbolico su questa situazione avendo poi possibilità di ottenere altri incarichi che vanno ampiamente a risarcire le perdite del caso specifico. Insomma, la mancanza di risposte da parte della amministrazione e il silenzio dei teleriscaldamentati ci consente di fare ipotesi che possono essere ritenute fondate, il tutto a conferma che in Municipio vige il caos, con buona pace di chi decide che pare goda della totale impunità.

Consigliere Baldino Stagi-addì 21.2.2014

RE: Non può restare  senza risposta quanto denuncia il consigliere di Stazzema Stagi. Si risponda sulla stampa libera e non su quella  imbrogliapopoloallariscossa  di Libera Cronaca, ma si risponda.

Giuseppe Vezzoni-addì 21.2.2014

 

Aurelia, strada dissestata, specie  nell’attraversare Querceta

Querceta  di Seravezza – E’ possibile avere un po’ di manutenzione dell’Aurelia ? Lo chiedono i numerosi residenti e gli automobilisti che percorrono   il tratto versiliese, in particolare l’attraversamento di Querceta.

Toni fortemente critici sottolineano le condizioni dell’asfalto reso  particolarmente pericoloso dalle tante, troppe buche presenti nelle due direzioni. Da Montiscendi a Ponterosso (2,5 km) passando dal  centro di Querceta è un vero percorso “di guerra” caratterizzato da tantissime buche, anche di particolare profondità, che mettono a dura   prova le balestre degli automezzi e a rischio la stabilità degli stessi. L’asfalto in precarie condizioni è estremamente pericoloso,  in particolare per i ciclomotori e le bici, soprattutto nei giorni di  pioggia. Il rischio di incidenti è concreto. Le lamentele e le segnalazioni si sprecano, C’è qualcuno che riesca a provocare un intervento riparatore dell’Anas?

Querceta 21-2-2014 Da  Roberto Roni

Ancora sul Teleriscaldamento

Caro Giuseppe, ormai è evidente che dietro il “Bruciatore di Pruno” c’è del non chiaro. Sono mesi che chiedo chiarimenti e sono mesi che si fanno promesse e non succede niente. Troppe connessioni tra bruciatore, punteruolo rosso, Consorzio Forestale e Terra, Uomini e Ambiente. Si fa finta di tagliare piante sopra la frana della Pollaccia e sotto, sulla strada provinciale in quella direzione non c’è nessun movimento. Metto le foto ,manca il cartello,e dopo poco si ferma il taglio. Le vere piante sopra la frana sono sempre “ritte”. In compenso vado al Col del Cavallo e che trovo parte delle piante tagliate sopra la  frana che io  non vedo

Giordano Bruno da Terrinca, alias Rossi Giuseppe. 21.2.2014

Re: Il corsivo è stato messo da Libera cronaca

 

La Gola del Rondone non può essere spazio di (momentanea?) discarica autorizzata di materialeGola del Rondone 21.2.2014 001

 

Stazzema_ La Gola del Rondone  è uno dei siti della storia del marmo  che ci  riconduce all’abbellimento di Firenze al tempo del Granduca Cosimo I. Autorizzando  depositi momentanei di materiale si disconosce ulteriormente il valore di un luogo già di per sé sottostimato. Ricordiamo l’autorizzazione di anni addietro per realizzare ciclopiche con  massi  provenienti delle cave della pietra del Cardoso. Una contaminazione di un agro marmifero, le Buche del Piastraio che non doveva essere consentita. Luogo per eccellenza della breccia medicea e soprattutto di quella tipologia di breccia, l’antico  mischio denominato Filone Bandito, particolare tipologia di breccia che era di esclusivo utilizzo per le opere del Granduca di Toscana.Gola del Ronsone 21.2.2014 003

Come già sensibilizzato in passato, ed ora più che mai, considerato che si sta recuperando l’antico sentiero che dal Martinetto portava ad attraversare  gli agri marmiferi del Piastraio  e poi, passando dal Santuario del Piastraio  o della Madonnina, raggiungeva il Saldone e la Pieve romanica di S. M. Assunta di Stazzema, vorremmo che l’area fosse sistemata e riqualificata da una cartellonistica di spiegazione storica e tipologica dei marmi presenti nella Gola del Rondone, magari togliendo dai bastioni realizzati col marmo  la patina nera accumulatisi nel tempo e  realizzare una sorta di Shop Room all’ aperto per far vedere le molte varietà di colore del marmo presenti nella Gola del Rondone.

Giuseppe Vezzoni-addì 21.2.2014

 

COME CAMBIA UNA CITTA’ COME CAMBIA UN TERRITORIO di Bianca Fasanocompro oro

Una città qualsiasi, come ad esempio Napoli, un territorio qualsiasi, ad esempio la Campania.  Ricordo che, bambina, mia madre mi raccontava la vita difficile dopo la seconda guerra mondiale. Ricordo una foto di mio padre per Via Roma già dirigente di Banca ma emaciato, coi panni che gli cadevano addosso. Mia madre coi miei quattro fratelli (non ero nata), magra ma giovane e speranzosa. Sì: alla fine della guerra, malgrado “I ladri di biciclette”, si sperava: si sperava nel futuro, nella ricostruzione, nell’America, nel lavoro, nel domani. Qualche catenella d’oro finiva, assieme ad altri gioielli di famiglia, al banco dei pegni, opportunamente ritirata a fine mese, con lo stipendio, per poi riportarla il mese successivo. Non è certamente stato facile il periodo  che dal 1945 al ’63 portò fuori dalle sofferenze e dalla miseria il nostro Paese fino all’Italia del boom economico: già nel ’58 qualche spiraglio di luce e poi nel tempo il passaggio da un paese con forza lavoro dal settore agricolo a quello industriale; alle prime esperienze di una economia legata alle dinamiche dei mercati europei; all’espandersi complesso e non sempre omogeneo di un’industria italiana, divenuto settore trainante .Cifre conosciute: nel 1961 gli occupati dell’industria erano il 38%, quelli del terziario il 32%. La decadenza del settore agricolo, pur se evidente (dal 42% dal 1951 al 30% della forza lavoro nel 1961), non era però divenuta lo strazio odierno regalatoci dalla “terra dei fuochi” “quell’aerea geografica compresa tra le province di Napoli e Caserta, dove i rifiuti vengono ‘smaltiti’ illegalmente. In che modo? Bruciandoli o interrandoli.”[1] Uno degli aspetti della “città che cambia”. Si viveva ancora il tempo in cui c’era l’illusione sull’aiuto alle regioni del Sud tramite la “Cassa del Mezzogiorno”, sull’edilizia popolare, poi sfociata anche nell’emarginazione di Scampia. Il vento dell’industrializzazione condusse, a Bagnoli ( dimenticando il litorale marittimo affacciato sul golfo di Pozzuoli, la spiaggia meravigliosa, la purezza dell’aria e “alla faccia dell’inquinamento ambientale” ), l’industria siderurgica, destinata a trasformare anche il meridione d’Italia in un “parco industriale”, invece che in un “parco archeologico/naturale”. Trascurando che il futuro dei nostri giovani avrebbe dovuto essere (ieri come oggi, laddove sta scomparendo la storia dell’arte nelle scuole), nelle nostre opere d’arte, Accadde dunque che nei nostri territori incontaminati, nella nostra storia, tra Nisida  e Capo Miseno già cantata prima da Omero e poi da Virgilio, piombasse, ad un passo dal mare l’Ilva, poi Italsider, poi di nuovo Ilva. Portò la ricchezza, occorre dirlo, assieme all’Eternit , vi lavoravano più o meno 14/15.000 persone ma condusse anche le vittime dell’Eternit, i cui familiari, pochi giorni or sono si sono costituiti  parte civile nel processo di Bagnoli. “La mancata bonifica  –  rende noto l’associazione “Mai più amianto”, nata per assistere legalmente i familiari delle vittime  –  ha provocato danni al territorio e all’ambiente ma anche alla salute dei cittadini“.[2]

Poi giunse la deindustrializzazione, che ci lascio di nuovo “cadaveri eccellenti”, spoglie contaminate, rovine non più belliche, ma di una società in frantumi. Cambiava di nuovo il volto della città, nasceva “Città della Scienza”. Poco importa che si sussurrasse presenti su di essa meccanismi micidiali tra investimenti senza ritorno, impegni di affaristi, di opportunisti, strani giochi nascosti e più o meno evidenti e conosciuti, poi andati a fuoco assieme alla Città:

-” Del  museo interattivo più famoso in Europa è rimasto un pugno di cenere e umori di legno abbrustolito. Degli altri tre padiglioni si intravede lo scheletro ancora fumante e poco altro.“[3]???????????????????????????????

Tanto da far ricordare la poesia di Ungaretti: “Di queste case/ non è rimasto/ che qualche/ brandello di muro/ Di tanti che mi corrispondevano/ non è rimasto/neppure tanto”-[4]scommesse piccolo

Un muro di silenzio e “la ricostruzione”. La città che cambia non fa che costruire o ricostruire modelli. Alcune modifiche ci ricordano tristemente il passato, come le resse a Napoli (ad esempio) al Banco dei Pegni (specialmente nel periodo in cui l’oro ha avuto quotazioni da sballo), ma anche i silenziosi, vergognosi, tristi  ingressi a faccia bianca nei “Compro oro”, che si sono distribuiti per le città, con opportuni cartelli stradali indicatori e nei vari uffici “di pegni”. Altre ci mostrano come i  cittadini possano  giocarsi lo stipendio in vari modi: un recente rapporto dell’Eurispes racconta che il 34,5% degli italiani gioca d’azzardo soltanto per divertirsi, prediligendo Gratta e Vinci e Lotto.  Ma il 12,1% degli italiani pensa per esempio che il gambling sia uno dei modi per “vivere un momento emozionante”, il 32,7% gioca sperando in una improbabile svolta economica e il 15,6% è alla ricerca di soldi “facili. Dimenticando che “Il banco vince sempre”. I negozi cambiano padrone e grandi esposizioni di vendita vedono sulla facciata “le lanterne rosse” della nuova e proliferante forza economica cinese. Cambiano le città, cambiano i territori, ma non sembra si possa dire “in meglio”, laddove, ad ogni angolo di strada, si ritrova qualcuno che chiede l’elemosina. Dall’immigrato che “ha fame”, ma parla al cellulare e non si sa come faccia a trovarsi “sul posto di lavoro” al mattino e chi lo venga a prendere la sera, al distinto signore con il cappello, probabilmente pensionato. Ma anche ad un numero elevato di zingari che giungono in metrò al mattino (intere famiglie) e si dividono le zone. Si assiste allibii all’episodio del mendicante cui giunge il ragazzo del bar a portare (in strada), cappuccino e cornetto. Si diviene sordi, si diviene cechi, di fronte a questa marea di bisognosi e ci si sente (magari), bisognosi anche noi, con il lavoro che sfugge, il figlio disoccupato, malpagato, emigrato o studente svogliato e senza futuro. Non sembra proprio felice questa città, questa civiltà che cambia. ( Bianca Fasano)

Da Accademia dei Parmenidei- 21.2.2014

Re: Ringraziamo la poliedrica scrittrice Bianca Fasano, che non conosciamo  ma che ci auguriamo  legga Libera Cronaca. Il suo bellissimo pezzo su come si distrugge una città, un litorale e un popolo lo consideriamo voce che viene da lontano e penetra il silenzio di Stazzema e delle Apuane, montagne che spariscono ai nostri occhi, così come il mare, il bellissimo litorale versiliese che ci viene nascosto da una barriera edilizia che ha antropizzato perfino il diritto di ammirare un dono del Creato. Dalla  salita della Resistenza 21.2.2014 004Se è vero che il marmo è l’economia più importante del territorio da secoli, è altrettanto vero che negli ultimi decenni l’utilizzo del territorio in maniera discriminata e senza controllo, in aggiunta alla capacità della tecnologia di asportazione, rappresentano la devastazione del paesaggio e delle comunità che vivono a contatto con le attività estrattive. Essa diviene l’elemento della desertificazione, del disamore dell’appartenenza e del rispetto che poi si ripercuote a cascata fino all’ isolamento  del cittadino, confinandolo in quella specie di limbo che lo fa sembrare persona senza arte né parte, che deve stare zitto e solo ascoltare chi invece dovrebbe ben guardarsi dal parlare e farsi paladino del paravento occupazionale per non guardare ciò che  spesso avviene dietro esso:  non rispetto delle prescrizioni, sfruttamento, perdita di diritti, lavoro nero ed altro ancora.Cava 025

In un certo senso Bianca Fasano ha risposto ad una nostra lettrice e ai nostri articoli contro la “ inseminazione ossessiva del gioco d’azzardo e del compro oro”, spazi che anche in Versilia hanno un loro “rilievo” per completare, istradando i deboli ad inseguire un sogno, l’impoverimento dei meno abbienti che hanno scientemente perseguito i diversi governi della Seconda Repubblica a cui hanno partecipato le varie sigle seguite a quella del PCI dopo la svolta della Bolognina. C’è un’indubbia e non certo insignificante percentuale di responsabilità della sinistra e dei duri e puri che non hanno esitato a contaminarsi e a dimenticare i giovani, la classe operaia e i pensionati mille euro.

Giuseppe Vezzoni – addì 21.2.2014    

 

Morto Francesc0 Di Giacomo, uno dei grandi del rock italiano

Il rock italiano perde una delle voci più caratteristiche e riconoscibili: è morto in un incidente stradale Francesco Di Giacomo, la voce solista del gruppo Banco del Mutuo Soccorso, storica band del progressive italiano. Aveva 67 anni: era nato a Siniscola . L’incidente è avvenuto a Zagarolo, in via Valle del Formale, all’altezza del centro sportivo. Tutto è successo intorno alle 18. Di Giacomo era alla guida della sua auto e secondo una prima avrebbe perso il controllo del veicolo andando a invadere l’altra corsia fino a schiantarsi contro una Rover che proveniva in senso contrario. E’ possibile che Di Giacomo abbia avuto un malore, ma per ora le ipotesi sono ancora tutte da vagliare. Alla guida dell’altra auto un uomo che miracolosamente non ha riportato gravi ferite. Di Giacomo, che viaggiava da solo, è morto durante il trasporto all’ospedale di Palestrina.

 E’ STATO UNO DEI MIEI IDOLI DI GIOVENTU’. HO VISTO DIVERSE VOLTE IL BANCO E SONO STATE EMOZIONI INDIMENTICABILI, ANCHE PER LA BRAVURA DI FRANCESCO. PER ME RIMANE UNA ICONA DEL ROCK ITALIANO.

BALDINO Stagi- addì 21.2.2014

Questi pezzi sono stati postati stamani, Libera Cronaca 1230 del 20 e 21 febbraio 2014

Matteo Renzi non l’ha fatto: Moretti non è stato nominato ministro!

 

Matteo Renzi, non lo fare

Caro Matteo Renzi, la notizia di mettere Moretti nella sua squadra di governo ci lascia senza parole.
Quando si perde un figlio vorremmo che il mondo si fermasse, che i responsabili venissero puniti e che ci fosse il rispetto dovuto nei nostri confronti, da parte delle istituzioni.
I nostri figli sono volati in luoghi a noi sconosciuti in pochi attimi, per un errore umano e non per fato.
Se ne sono andati sotto le macerie di scuole fatiscenti o mal costruite, se ne sono andati per un terremoto annunciato, se ne sono andati per incendi che si sono sprigionati in fabbriche mal ridotte e senza sicurezza o protezione, se ne sono andati perchè hanno lavorato per anni a contatto con l’amianto, pur sapendo bene che sarebbe stato letale, se ne sono andati perchè passa un treno pieno di GPL, deraglia e scoppia, distruggendo 32 vite ed un intero quartiere.
Storie diverse ma con un comune denominatore…dopo i primi giorni di commozione e di cerimoniali, inizia il “dopo”
Un “dopo” intriso di dolore e disperazione. Di grande solitudine.
Processi mancati o lunghissimi, omertà, lungaggini, silenzi, risposte che non arrivano e noi, costretti anche a lottare per avere giustizia.
Le istituzioni, spesso complici e staccate dagli interessi dei cittadini, fanno fatica a capire e stare al nostro fianco.
Ecco, le nostre storie che abbiamo riunito in un Coordinamento Nazionale, sono simili e vanno rispettate.
Ci sono tre buoni motivi per non nominare  il cav. Moretti nella sua squadra:

1) E’ indagato, insieme ad altre 32 persone e 9 società,  per la strage di Viareggio. Il processo è appena iniziato e sarà lungo e doloroso. Solo in quella sede si deciderà se gli imputati sono colpevoli o no.

2) Lei è molto giovane, e deve diventare l’esempio per tutti, per ristabilire un giusto principio di legalità e di correttezza nello scegliere persone che guideranno il nostro governo ovvero cureranno finalmente gli interessi dei cittadini. Mai far finta di niente.

3) La politica si migliora solo con grande coraggio e con parole e comportamenti nuovi, faccia un gesto diverso, non pensi soltanto al fatto che  Moretti possa essere  competente in materia
Usi altri parametri, per esempio la sua sensibilità e pensi se Moretti sia la persona giusta a  rappresentare noi tutti, in un team che dovrebbe, spero, restituire moralità alla politica e alle istituzioni.

La maggior parte di noi sembra ormai indifferente alla sofferenza altrui, e spesso ci muoviamo rinunciando a pensare, usando linguaggi e imposizioni dettati dagli altri.
Lei si presenta come una persona nuova, “fuori dagli schemi” ,  Le auguro di cambiare anche le cose che contano veramente.
La più importante è  intraprendere un percorso che da troppi anni abbiamo perso di vista: quello che ci riporta all’uomo, unica strada possibile per un essere umano.

La ringrazio per l’attenzione che vorrà concedermi e mi auguro che la sua scelta sarà opportuna.
Sarei lieta se vorrà concederci un incontro

Gloria Puccetti
presidente Coordinamento Nazionale “Noi non dimentichiamo”
giacomatte@yahoo.it

Vittime ThyseenKrupp- Vittime S.Giuliano di Puglia- Il mondo che vorrei- Comitato Matteo Valenti- Vertenza amianto- Moby Prince- Assoc. Vito Scafidi- Associazione Casalecchio Reno
e tante altre

 Domani a Forte dei Marmi proiezioni di video sulla strage ferroviaria di Viareggio del 29 giugno 2009

Sabato 22 febbraio- ore 16.00 – ore 20.00- presidio in Piazza Garibaldi a Forte dei Marmi (Proiezioni di video sulla strage ferroviaria di Viareggio del 29 giugno 2009)

Per la sicurezza nel trasporto ferroviario che oggi non è assolutamente garantita. Le 32 Vittime che quella maledetta notte hanno perso la vita a causa di un incidente sul lavoro trasformatosi in un disastro ferroviario che ha provocato una strage, erano bambini, ragazze, uomini e donne al sicuro delle proprie abitazioni.

 

Per la verità. Il prossimo 26 febbraio alle ore 09.30 al polo fieristico (ex Bertolli) a Lucca, riprende il processo per accertare le responsabilità su questa immane tragedia.

I 33 imputati (tra cui l’Ad delle ferrovie, Mauro Moretti) e le 9 società rinviate a giudizio stanno facendo di tutto, non tanto e non solo per difendersi nel processo, ma principalmente per difendersi dal processo. Un processo difficile, complicato e doloroso che necessità della partecipazione di tutti/e

Per non dimenticare, perché non rimanga impunita, perché non abbia a ripetersi! Per la memoria, la sicurezza, la verità, la giustizia!

Assemblea 29 giugno- – Associazione “Il Mondo che vorrei” addì 21.2.2014

Questa Libera Cronaca è molto importante e deve restare consultabile fino a domenica sera.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...