Libera Cronaca da Italia Bene Comune di pochi e precluso ai giocondi 1229 del 19 e 20 febbraio 2014

Libera Cronaca da Italia Bene Comune di pochi e precluso ai giocondi 1229 del 19 e 20 febbraio  2014

giuseppevezzoni@gmail.com

I corrotti sono in mezzo a noi ma non sono con noi

La globalizzazione dell’indifferenza ci rende tutti Innominati

Le leggi inique contro i meno abbienti sono immediatamente costituzionali

Le leggi che toccano la casta necessitano sempre di approfondimenti costituzionali

I sacrifici vanno fatti tutti insieme

1229

 

Renzi – Grillo

un momento di democrazia vera

ma anche surreale

 

Oggi abbiamo assistito all’ incontro Renzi – Grillo un momento di democrazia vera ma anche surreale considerato il silenzio degli altri protagonisti. Chi ha vinto no lo sappiamo , ma siamo sicuri che i perdenti non erano rappresentati  in quel contesto e che lì non è certo il luogo del dolore. L’efficacia della comunicazione va bene ma non fino a stroppiare il senso delle verità. Non tocchiamo il tasto Berlusconi, ma dobbiamo osservare che va tutto bene ed è lecito tutto solo quando è il Pd  ad avere l’autorità  di riconoscere la legittimità di fare accordi su riforme costituzionali  con un politico condannato in via definitiva. E l’esercito di mummie guerriere tace  quando certe deviazioni fanno loro comodo.  Agnellini pronti a diventare fameliche bestie se certi comportamenti osassero tenerli coloro che duri e puri non sono.

Intanto la Corte dei Conti avverte  che sono a rischio 13, 7 miliardi di entrate   per le norme della legge di stabilità che ha lasciato il 2014  in una fase di tregua fiscale (elezioni europee, semestre europeo italiano?) ma  che a seguito della bassa crescita prevista potrebbe imporre nei restanti anni un incrudimento fiscale. La Corte dei Conti prevede  un credito con il contagocce ( da presente che le sofferenze degli istituti di credito crescono e che rientrare dai prestiti è sempre più difficile) e che la Spending Rewiev  offre pochi spazi.

Letta ha lasciato questa situazione di incertezza e fra pochi giorni l’Ue potrebbe contestarci anche lo sforamento del 3%  del deficit/Pil e previsioni di crescita più basse di quelle del Governo Letta ma, consoliamoci con Saccomanni, ma più alte di quelle che prevedeva l’Ue . Fra pochi giorni sapremo se l’ex presidente Letta è stato il pinocchio di turno.

Giuseppe Vezzoni-addì 19.2.2014

 Col Piano Paesaggistico regionale a rischio molte cave

Corriere della Sera – chiusura cave

 

Stazzema_ Il consigliere Gian Piero Lorenzoni ha scritto oggi al Sindaco di Stazzema, all’assessore alle Aree Estrattive, al presidente del Consiglio Comunale e ai  Capigruppo Consiliari perché nel prossimo consiglio comunale utile si metta nell’ordine del giorno la questione  delle aree estrattive nel Parco delle Alpi Apuane.

La cronaca giornalistica di questi giorni ha portato prepotentemente alla ribalta la questione delle aree estrattive nel Parco delle Alpi Apuane.Cava Cervaiole i 6.2.2014 010

Tutto ha avuto inizio con le dichiarazioni del Presidente del Parco delle Alpi Apuane, Alberto Putamorsi, che, il 15 febbraio dalle pagine de Il Tirreno, annunciava l’approvazione, da parte della Giunta Regionale, del piano paesaggistico che prevede una progressiva chiusura delle cave in area parco e tra queste molte ricadono nel nostro territorio. E’ di tutta evidenza l’importanza di siffatto tema, la sua complessità, la delicatezza e la strategica importanza ci impongono una seria, attenta e trasparente riflessione sulle azioni possibile che l’Amministrazione è sicuramente chiamata a perseguire in questi giorni e nel prossimo futuro.

Il piano varato dalla Giunta per il territorio toscano nello specifico prevede che nelle aree contigue intercluse nel territorio del Parco delle Apuane, la Regione promuova la progressiva riduzione delle attività estrattive.

Il tutto accompagnato, come sottolineano le dichiarazioni dell’assessore all’urbanistica Anna Marson,  da un  progetto integrato di sviluppo per l’area Apuana, che la Giunta si è impegnata a promuovere in occasione della delibera di approvazione del piano, tenuto conto che la valorizzazione paesaggistica e ambientale del sistema territoriale apuano costituisca, proprio per la peculiarità di esso, una leva strategica per lo sviluppo economico, produttivo, occupazionale e il benessere sociale delle popolazioni interessate.

Il progetto, spiega ancora Marson, accompagnerà la progressiva dismissione delle attività di cava incompatibili con il mantenimento del patrimonio ambientale e paesaggistico delle Apuane, con misure atte a promuovere nuova occupazione basata sulla valorizzazione d’insieme delle risorse locali.

Il piano regionale ha come obiettivo la tutela e promozione del patrimonio paesaggistico toscano come fattore di crescita economica e sociale, una scommessa che, sempre secondo l’assessore, richiede la capacità di superare la settorialità delle attuali politiche di sviluppo economico a favore di una maggiore contaminazione e integrazione reciproca fra politiche di sviluppo e politiche per il paesaggio.

Le dichiarazioni rese aprono significative incertezze e sconcertanti perplessità sulle decisioni adottate dalla giunta regionale con l’approvazione del piano in questione, che secondo le indicazioni raccolte dovrebbe concludersi con l’approvazione da parte del consiglio regionale entro la fine della legislatura (2015).

Pertanto, con viva preoccupazione, nell’ottica del buon andamento, la trasparenza dell’azione amministrativa e la reale e fattiva partecipazione sono a chiedere di iscrivere, con l’urgenza che il caso merita,  l’argomento al prossimo consiglio comunale per esaminare a fondo la questione sollevata e per dare un doveroso contributo ad un problema di particolare ed estrema importanza per il futuro del settore estrattivo e della lavorazione del marmo in generale e per un necessario e reale sviluppo sociale ed economico della nostra comunità.

Certo nel favorevole accoglimento della presente istanza, si saluta

 Consigliere ComunaleGian Piero Lorenzoni-addì 19.2.2014

Scarsa attenzione al rispetto ambientale nelle cave in attivitàDSCN4047

 

Caro Giuseppe,  in merito alle polemiche sulla legge regionale, che vuole la chiusura delle cave nell’aree protette del Parco delle Apuane, volevo fare alcune riflessioni. Come sempre scatta l’allarme per il rischio di perdita economica e occupazionale come denunciano le imprese del settore. E’ l’ennesimo atto del conflitto tra natura ed economia, tra la difesa dell’ambiente e le ragioni del lavoro. Io penso sia doveroso regolamentare l’estrazione del marmo in modo più severo se non vietarla nelle aree protette. Non c’è rapporto tra il danno ambientale  e ricaduta dei benefici sulla collettività. DSCN4050L’argomento potrebbe e dovrebbe essere  affrontato in modo più approfondito, ma in questo momento io volevo segnalarti in particolare la scarsa attenzione al rispetto ambientale di quelle cave che attualmente vengono  gestite. Credo che quanto visto stamattina non sia un caso isolato di una sola cava ma piuttosto la scarsa consapevolezza degli addetti che ci operano e dei danni che con la loro attività possono arrecare all’ambiente; ma anche l’assenza o scarsa vigilanza da parte delle autorità preposte. Ti allego tre sole foto come esempio: in una un bidone completamente pieno di olio minerale abbandonato e a rischio di rompersi per varate di materiale, nell’altra un bidone che è stato ormai schiacciato e che ha versato in modo evidente il contenuto sul terreno, in un’altra ci sono contenitori di oli minerali, ma senza contenimento secondario e senza protezione dagli agenti atmosferici. Ne basta poco di olio minerale per inquinare le falde acquifere. Tra l’altro cosa già successa tempo fa anche nella zona di Massa. Per me questo sarebbe già sufficiente per far chiudere le cave inottemperanti. E poi sarei curioso di sapere quale azienda del settore ha ottenuto le certificazioni ambientali tipo ISO 14001 o EMAS! Ciao e buon lavoro con Libera Cronaca.DSCN4053

Aldo Verona-addì 19.2.2014

Governo. Renzi istituisca il Ministero delle Pari Opportunità

 

Nell’ambizioso ruolino di marcia di Renzi, manca tutta una parte dedicata alle pari opportunità e ai diritti civili”. Lo afferma Pia Locatelli, Presidente onoraria dell’Internazionale socialista donne e Deputata del Partito Socialista Italiano.

“Con il governo Letta si sono raggiunti alcuni risultati come l’approvazione della convenzione di Istanbul e della legge contro il femminicidio e la violenza sulle donne, ora questo cammino deve proseguire attraverso il rafforzamento delle azioni positive, il riequilibrio di genere nella riforma elettorale in discussione, e azioni per promuovere l’occupazione femminile, il cui tasso ci rende fanalino di coda in Europa. Le esperienze precedenti hanno dimostrato che senza un dicastero dedicato viene inevitabilmente a mancare quell’attenzione necessaria a portare avanti continuative e efficaci politiche di genere”. 

“Da qui – ha concluso – la richiesta a Renzi di istituire il Ministero delle Pari Opportunità, dimostrando che la sensibilità dichiarata verso le tematiche di genere non è solo un’operazione di facciata. Di premier che fanno marketing ne abbiamo avuti abbastanza”.

Da Gabriele Martinelli, federazione del PSI di Lucca-addì 19.2.2014 www.pialocatelli.it 

 

 

Ora il libro sulla Famiglia Menguzzo è terminato davvero!manoscritto di don Vangelisti

 

L’altra sera, dopo aver annunciato la fine del libro sulla vicenda della Famiglia Menguzzo e postato tutto sul blog, andammo a cliccare  sulla posta e restammo praticamente storditi dalla notizia che era prossimo ed essere messo in rete un libro, per ora digitale,  che attraverso  le nostre pubblicazioni  e i riferimenti ad articoli usciti su Libera Cronaca , che proponeva che la strage di Mulina era di matrice fascista  e che noi si eravamo allineati alla vulgata per farla passare come strage nazista.Dopo libro da riordinare 19.2.2014 003

Poiché con il cervello avevamo staccato dopo mesi e mesi di impegno, di colpo ci siamo trovati senza più energia per  controbattere. Per qualche ora abbiamo pensato di lasciare perdere ma poi, con grande fatica e punta voglia, abbiamo rimesso la testa  a cassetta e scritto un capitolo specifico su questa pubblicazione di cui daremo completa notizia appena sarà ufficialmente messa in rete .

Se in un primo momento abbiamo pensato di fare gli orecchi da mercante perché veramente esausti,  dopo è venuta la risoluzione di portare rispetto ai futuri lettori del libro All’alba di Sant’Anna. Don  Fiore Menguzzo e i suoi famigliari primi martiri del 12 agosto 1944  ed abbiamo scritto uno dei capitoli più significativi del libro. Mai e poi mai avremmo pensato che ciò che avevamo scritto in questi anni potesse essere letto in maniera  diversa  dal fine che ci siamo sempre  ripromessi, ossia quello di  ricercare la verità e non  certo di pilotare la strage di Mulina verso l’alveo della storiografia istituzionalizzata,quella che pone l’intera colpevolezza sui nazisti. Ribadiamo che l’eccidio di Mulina ha la matrice nazifascista, che è l’aggettivazione più consona per il massacro della Famiglia Menguzzo

Il libro si compone di 30 capitoli inerenti alla ricostruzione dell’intera vicenda. Altri due capitoli sono dedicati alle vittime del 12 agosto 1944 e i vari elenchi.  Uno spazio  è dedicato ai ringraziamenti non riferiti al libro ma ai 23 anni di impegno e di ricerca. La prefazione sarà scritta da Sandro Schmid, presidente dell’Anpi del Trentino nonché ex parlamentare al tempo del Governo Prodi. Il libro ospiterà pure  gli scritti dei sei sindaci dei comuni che hanno stretto il Patto di Amicizia lo scorso 11 agosto a Mulina. Tre capitoli sono stati scritti da Graziella Menato, uno da mons. Danilo D’Angiolo ed infine uno da Gian Piero Lorenzoni, sindaco pro tempero in occasione della prima cerimonia  commemorativa dell’11 agosto 1991 e poi  in maniera continuativa fino a quella dell’11 agosto 2003. Sul libro sono riassunte tutte le 23 cerimonie e gli oratori ufficiali i vescovi e i sacerdoti che hanno officiato le sante Messe.  È stata inserita la biografia di Giuseppe Vezzoni aggiornata ai primi mesi del 2014, così come sarà inserita la biografia di Graziella Menato. Anche la bibliografia è piuttosto voluminosa così come i documenti inediti a cui abbiamo fatto riferimento per la ricostruzione. Il libro sarà edito per la casa editrice trentina Il Margine e sarà curato dal professor Anselmo Baroni, docente dell’Università di Trento, e dal responsabile della collana Il Larice, il giornalista Michele Dossi. Il file del lavoro è stato inviato stasera alla casa editrice, al prof. Anselmo Baroni, a Graziella Menato, a Sandro Schmid, al vicesindaco Maurizio Verona e al consigliere Marco Viviani.

Adesso tocca a loro. In bocca al lupo.

Giuseppe Vezzoni-addì 19.2.2014   Presentazione Mai Più  a  Villa Bertelli 24 febbraio 2014

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