Libera Cronaca da Italia bene comune di pochi e precluso ai giocondi 1211 del 29 e 30 gennaio 2014

Libera Cronaca da Italia Bene Comune di pochi e precluso ai giocondi 1211 del 29 e 30  gennaio 2014

giuseppevezzoni@gmail.com

I corrotti sono in mezzo a noi ma non sono con noi

La globalizzazione dell’indifferenza ci rende tutti Innominati

Le leggi inique contro i meno abbienti sono immediatamente costituzionali

Le leggi che toccano la casta necessitano sempre di approfondimenti costituzionali

I sacrifici vanno fatti tutti insieme

1211

Stipendi: negli States salgono, in Itaglia scendono

In America si aumenta il salario minimo dei dipendenti pubblici, nell’Itaglia bene comune  si taglia il salario che è già minimo agli operai  o  si tiene bloccato quello misero dei dipendenti pubblici e delle pensioni. Ma nessuno sente la vergogna scorrergli addosso, la ripugnanza di godere di una diseguaglianza senza pari, che rende le persone sempre più prone sotto la mensa del ricco Epulone, dove i Lazzaro più sfruttati e senza briciole sono il 41% dei giovani.

Ma  di che Italia  stiamo blaterando! Sul serio è il paese bene comune? Non è invece vilipendio al cittadino sovrano questa situazione che sforna milioni di poveri e accentra e beneficia la casta dei ricchi?

Giuseppe Vezzoni-addì 29.1.2014   

Fiat- Electrolux: Italia bene comune di pochi

Centoquindici anni fa  nasceva la Fiat in  Italia, oggi si è chiusa una storia e un marchio che ha dato molto agli italiani ma che  ha anche richiesto e ricevuto il sangue degli itagliani negli ultimi dieci anni.  Dopo quel vergognoso referendum che obbligò le maestranze ad accettare il diktat di Marchionne pena la chiusura della fabbrica, per noi la Fiat,  quali piccoli  storici acquirenti dell’ 850 Special, della 127, della Uno  e della Grande Punto, era divenuto un marchio definitivamente morto. Speriamo che le maestranze italiane conservino l’occupazione, ma noi non acquisteremo più una macchina di una casa che costrinse ad un simile referendum anche se da  oggi si chiama FCA (Fiat-Chrisler-Automobiles), la cui sede sociale sarà in Olanda e quella fiscale  in Inghilterra.

Stare sul mercato attraverso il taglio degli stipendi è inumano, tenendo conto dell’oppressione fiscale che le classi operaie e meno abbienti subiscono in questo  paese bene comune di pochi. La scelta di Electrolux va respinta, a meno che lo Stato  riequilibri il taglio stipendi con il taglio tasse e permetta all’azienda di restare in Italia ed essere competitiva. Occorre che lo Stato tagli il bengodi di cui gode il suo apparato,  le indennità, i vitalizi, gli stipendi e le pensioni d’oro, condizioni privilegiate che sono immorali come le leggi che le giustificano. L’anatema di Papa Francesco contro gli usurai  andava indirizzato anche verso la politica italiana, perché anch’essa costringe le famiglie più disagiate economicamente  a non mangiare per pagare le tasse.

Giuseppe Vezzoni-addì 29.1.2014

Seves, sen. Petraglia (SEL): Solidarietà ai lavoratori della Seves. Indispensabile definire una nuova politica industriale”

“Esprimo la mia completa solidarietà ai lavoratori della SEVES che hanno deciso di riunirsi a partire da oggi in assemblea permanente. Saremo presenti alle iniziative che verranno promosse per sensibilizzare la cittadinanza ed i media rispetto ad una vicenda che va avanti dal 2008 e che non vorremmo si trasformasse nell’ennesimo fallimento della politica”.

Lo dichiara la senatrice di Sinistra Ecologia e Libertà Alessia Petraglia.

“Siamo convinti – prosegue – che possano esserci ancora spazi commerciali per le produzioni di altissima qualità realizzate nello stabilimento fiorentino, come testimonia anche il sostegno ricevuto da Renzo Piano che ha utilizzato mattoni in vetro della Seves di Firenze per alcune sue prestigiose opere. La crisi della Seves è la crisi di un’azienda leader nel suo settore, la cui sparizione non solo rischierebbe di compromettere parte del tessuto produttivo del nostro territorio, ma sancirebbe per l’ennesima volta l’inadeguatezza del nostro Paese nella valorizzazione dell’eccellenza e nella tutela la qualità dei propri prodotti”.

“Ad inizio gennaio – dice ancora Petraglia – abbiamo presentato un’interrogazione per chiedere quali misure il Governo intenda intraprendere per garantire e salvaguardare gli attuali livelli occupazionali del sito Seves di Firenze anche al fine di conservare e rilanciare un prodotto di altissima qualità della manifattura fiorentina, nonché al fine di evitare un’ulteriore contrazione del tessuto imprenditoriale e produttivo del territorio interessato. Ma, come dimostra l’analoga vicenda dell’Electrolux, non abbiamo riscontrato nell’esecutivo e nel ministro Zanonato né la volontà né la capacità di trovare soluzioni concrete o pianificare una strategia. Ed è inaccettabile assistere inermi ad altri posti di lavoro spazzati via dalla mancanza di una seria politica industriale per il nostro Paese”.

“Da mesi, SEL denuncia invano la necessità di riaprire con urgenza assoluta un dibattito serio sulla situazione del lavoro in Italia, a partire dalla creazione di un tavolo nazionale per la definizione di una politica industriale. Analogamente a quello che avviene in altri paesi europei, rilanciare al politica industriale nazionale è un elemento indispensabile per coordinare le aziende tra loro, sostenere le realtà in crisi, favorire la messa in rete, orientare le scelte produttive in un’ottica di sistema”.

Firenze, 29 gennaio 2014

Comunicato Ufficio stampa SEL Toscana

 

Versiliesi dalla  penna facile

 

Prima di incominciare a scrivere  dovrei dire : scusatemi, ma credetemi, la mia non è presunzione ma è una constatazione , una realtà : abbiamo su questo fazzoletto di terra, molti versiliesi dalla penna facile che hanno la voglia di comunicare attraverso i loro libri, i loro racconti, le loro proteste.

Non mi addentro nel libro di Giuseppe, anche perché non l’ho ancora letto. Sicuramente avranno detto tanto con professionalità e sapiente critica. Dicevo che sono molti i versiliesi dalla penna facile .

Vi dico questo perché, oggi, mentre sistemavo i libri della mia povera libreria tanto per dargli un certo ordine, mi sono detto:  I volumi che parlano della  Versilia li devo mettere tutti insieme. E qui mi sono soffermato a lungo, autore per autore, ho riempito uno scaffale; devo riconoscere che mi sono sentito circondato da tanti amici; ognuno col proprio bagaglio culturale, con il proprio pennello pregno di colori, pronto a dipingere la nostra Terra  sotto molteplici aspetti .

Mi dimenticherò certamente qualcuno, vado a memoria :

Giuseppe Vezzoni, Ezio Marcucci, Giuseppe Giannarelli, Mario Salvatori, Giorgio Salvatori, Fabrizio Federigi, Franco Tarabella, Lorenzo Marcuccetti, Ettore Neri, Oriente Angeli, Costantino Paolicchi, Emilio Tarabella, Valiano Viviani, Aldo Bertozzi, Sandra Burroni, Ezio Omar, Elisabetta Salvatori, Silvana Arata e… lungo sarebbe ancora l’elenco.

Il grande sociologo Monsignor Silvano Brurgalassi in una bella lettera che conservo gelosamente annotava: “ Voi versiliesi avete nella penna la macchina fotografica”. Ogni commento è inutile; infatti prima dicevo che “ognuno ha il suo pennello pregno di colori”. Ho fatto questo cappello, secondo me doveroso, per arrivare alle pubblicazioni di Giuseppe Vezzoni. Lui, da quando lo conosco, e sono tanti anni, si è bene imposto con la sua penna fotografica, fino a tuffare il naso nella storia  riportata sapientemente nelle sue ultime preziose  pubblicazioni.

Ne parlo volentieri di Giuseppe, perché ci siamo trovati spesso sullo stesso sentiero: primo quello della contestazione, pacifica ma incisiva, poi un breve percorso musicale. Poi i primi successi che lo vedono sempre ai primi posti al Concorso Dialettale Silvano Alessandrini, le prime pubblicazioni. Dice una canzone di Celentano :  Ma quel ragazzo ne ha fatta di strada.

 E visto che fra poco ci troveremo a Forte dei Marmi, voglio citare il suo libro “ I fuochi di Sant’Ermete”. del ‘ 97, che vi invito a leggere, perché troverete un Giuseppe completamente diverso e fagocitato dall’amore per Nadia.

 “ Una botta senza colori, dava l’inizio dei fuochi, un secondo colpo avvezzò il cielo, il terzo  salì altissimo …poi si aprì in cielo come una benna scaricante una miriade di frammenti argentei nel mare.”

Ecco ! Questo è un Giuseppe diverso come dicevo, ma era il giovane con gli occhi offuscati dall’amore. Oggi abbiamo un uomo che ci regala pagine che erano ingiallite, illeggibili. Frammenti di un mosaico che ha saputo ricompattare di una Storia per certi versi volutamente dimenticata.

Io, come spesso mi presento sulle pagine della Liberacronaca, dal mio balcone ti dico : Grazie,  amico, per quello che ci hai donato.

Giulio Salvatori di Basati- 29 gennaio 2014

RE: Caro Giulio, ti ringrazio delle belle parole, simili alla musica che spandi con il  tuo sax. Sarebbe davvero una bella rimpatriata mettere insieme per una serata le penne della Versilia, aggiungendo ai tuoi nomi il poeta cavatore Sauro Mattei, lo storico di Terrinca Marino Bazzichi, il narratore Carlo Santini, lo storico Luigi Santini, la scrittrice Augusta Bianchi ma anche il giovane  Tra i nomi non può mancare Giuseppe Bertelli, anche se è deceduto come alcuni autori presenti nel tuo elenco.

Perché non inventare un itinerante “ Appalto letterario estivo che porti gli autori locali nelle frazioni della montagna stazzemese e seravezzina? Oltre un anno fa  si era iniziato un tentativo a Terrinca ma poi si è tutto fermato. Peccato.

Giuseppe Vezzoni-addì 29.1.2014

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