Libera Cronaca da Italia bene comune di pochi e precluso ai giocondi 1171 del 13 e 14 dicembre 2013

Libera Cronaca da Italia Bene Comune di pochi e precluso ai giocondi 1171 del 13 e 14  dicembre 2013

giuseppevezzoni@gmail.com

I corrotti sono in mezzo a noi ma non sono con noi

La globalizzazione dell’indifferenza ci rende tutti Innominati

Le leggi inique contro i meno abbienti sono immediatamente costituzionali

Le leggi che toccano la casta necessitano sempre di approfondimenti costituzionali

1171

LA STAMPA CHE C’E’ SULLE CONCESSIONI CIMITERIALI

Stamani, sul bollettino de la Nazione campeggiava questo scritta: Napolitano, pagate i canoni cimiteriali.

(La locandina dovrebbe essere inviata al Capo dello Stato)

Alla conferenza di ieri non era presente nessun corrispondente de La Nazione, pertanto  l’articolo firmato di Fra. Na. è stato scritto dopo che il sindaco Silicani o il vicesindaco Verona hanno contattato o sono stati contattati dalla giornalista o dalla redazione. Infatti l’articolo non riporta le dichiarazioni virgolettare che sono state rilasciate nella conferenza di ieri . Forse la giornalista non sa o non le è stato detto che al Tar della Toscana la questione è già stata affrontata, come non conosce il motivo di quella prima inammissibilità. Inoltre le forze di opposizione, fra cui Rifondazione Comunista di Stazzema, si sono defilate con le  comunali del 2009 dopo che Rifondazione Comunista è stata riassorbita nella seconda amministrazione Silicani e al segretario di allora, Patrizio Mattei, gli fu assicurato un posto in Giunta nel caso fosse stato eletto (e così è stato, seppur ingloriosamente  estromesso non tanto tempo fa dalla stessa maggioranza di Silicani) e la debacle elettorale del centrodestra. Dal quel momento queste forze politiche si sono fatte uccel di bosco a differenza del Comitato Civico che ha continuato a sostenere che era indispensabile giungere ad una pronuncia che sancisse in maniera inequivocabile che il rinnovo oneroso doveva essere pagato e che su quelle migliaia di euro che venivano tolte a centinaia e centinaia di famiglie stazzemesi  non ci fosse dubbio alcuno che dovevano essere pagate.

Ai nostri lettori offriamo l’opportunità di leggere quanto oggi riportano Il Tirreno e La Nazione e lo confrontino con quanto sulla questione ha scritto ieri e oggi il giornale che non c’è.Articolo de Il Tirreno del 13.12.2013Articolo de La Nazione del 13.12.2013

Giuseppe Vezzoni-addì 13.12.2013-postato ore 13

No alla revoca delle concessioni cimiteriali perpetue – Consiglio di Stato 8 febbraio 2011 n°842

Da Giuseppe Rossi riceviamo queste ulteriori precisazioni che tuttavia non cambiano i termini della questione: il ricorso straordinario al Capo dello Stato sul rinnovo oneroso delle concessioni perpetue ante 1975 è stato dichiarato inammissibile. La controversia dei canoni di concessione non è di competenza della giurisdizione amministrativa. I rilievi esposti nel ricorso pertanto non sono stati giudicati nel merito.  L’inammissibilità sta nella trasmissione dell’oggetto e non negli specifici punti evidenziati dello stesso.

C’è delusione e anche forte amarezza perché alla fine di questo percorso di quasi sette anni ci sono state due pronunce di inammissibilità,  quelle del Tar della Toscana (4 maggio 2011) basata sul  fatto che Comune di Stazzema non ha mai trasmesso il ricorso corredato dall’atto impugnato all’Amministrazione centrale onde consentire al Consiglio di Stato di esprimere il parere previsto dall’art. 11 del d.P.R. n. 1199/1971 e per mancata  notifica a quattro ricorrenti, del  Consiglio di Stato, che  il 20 maggio 2013 si è detto incompetente “proprio per le controversie relative ai canoni di concessione,  ma anche la perpetrazione del reato di non aver ottemperato al dispositivo di legge che consente ai cittadini di ricorrere al Capo dello Stato. Reato che è stato archiviato perché non sono stati trovati i responsabili.

I firmatari e il Comitato Civico pertanto non hanno ricevuto un giudizio in merito ai rilievi esposti nel ricorso ma sono  stati anche vittime del reato di aver visto trattenuto l’atto del ricorso per 32 mesi, dopo essersi  dovuti impegnare  perché il ricorso fosse finalmente  trasmesso alla sede straordinaria. Fa  assai più male della pronuncia di inammissibilità del ricorso il fatto di non aver visto perseguire l’illegalità commessa ai loro danni ma soprattutto  quella di non aver rispettato una legge della Repubblica Italiana.

Il Comitato Civico non ha pertanto illuso o “truffato” i firmatari, basterebbe un semplice esame dei ricorrenti per capire che ciò che si è sparso in giro è una diffamazione per la quale svergognarsi, e può guardare in faccia le persone perché l’inammissibilità è stata per incuria e colpa del comune di Stazzema (quella del Tar della Toscana)  e per incompetenza  del Consiglio di Stato in merito alla controversia sul canone delle concessioni cimiteriali perpetue, ma soprattutto   il Comitato e i ricorrenti non hanno commesso nessun reato.

Anche il giornale che non c’è, che ha seguito ogni passaggio di questo travagliato percorso, può significativamente affermare di aver prodotto una informazione corretta e non ha mai sobillato o illuso nessuno.

Ciò che decideranno di fare il Comitato Civico e i firmatari  o alcuni di essi ancora non lo sappiamo, ma è chiaro che tutto avverrà attraverso una assemblea pubblica e alla luce del sole, come sempre. Ricordiamo a tutti i cittadini titolari di concessioni perpetue ante 1975, che finora non  hanno ottemperato alle rispettive notifiche di rinnovo canone cimiteriale, di leggere il giornale odierno, Il Tirreno sicuramente, poiché il corrispondente era alla conferenza stampa di ieri, o La Libera Cronaca n.1170 dell’11 e 12 dicembre, dove in merito alla questione sono riportate le dichiarazioni del sindaco di Stazzema Michele Silicani  e quelle del vicesindaco Maurizio Verona.

Abbiamo cassato alcuni termini con cui  Giuseppe Rossi ci ha fatto pervenire  queste pronunce del Consiglio di Stato , che pubblichiamo ma che non hanno nessun valore. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile.

Giuseppe Vezzoni-addì 13.12.2013

Così il Consiglio di Stato, V^ Sezione, con sentenza 8 febbraio 2011 n°842 in punto di revoca della concessioni cimiteriali perpetue:

A) il regolamento cimiteriale comunale “laddove dà rilevo anche ad una mera situazione di fatto di concessione perpetua delle cosiddette tombe di famiglia in relazione alla sola circostanza della loro localizzazione, ne autorizza come tale la tutela. In altri termini, esso stesso trasforma l’eventuale, detta situazione di mero fatto in una propriamente di diritto, così riconoscendone la sussistenza nell’ordinamento locale. Conseguentemente, deve ritenersi, per un verso, l’attuale esistenza del diritto nascente dalla concessione perpetua e, per altro verso, che ai fini del rispettivo esercizio sui discendenti del ricorrente non gravi l’onere di produrre alcun documento circa il rilascio della concessione perpetua, né tanto meno di dimostrare l’avvenuta intavolazione del corrispondente diritto reale. D’altra parte, la revoca della concessione (e la sottostante mutazione del titolo da perpetua a tempo determinato per 99 anni) per non uso ultracinquantennale presuppone appunto che si trattasse proprio di concessione “ritenuta” perpetua”.

B) l’art. 92 del d.P.R. n. 285 del 1992 non prevede affatto al trasformazione delle concessioni perpetue in concessioni a tempo determinato (limitandosi a stabilire, ovviamente per il futuro, che non possano essere rilasciate che concessioni a tempo determinato e di durata non superiore a 99 anni e, in generale, che le tutte concessioni si estinguono con la soppressione del cimitero, salvo il diritto dei titolari di concessioni non ancora scadute di ottenere nel nuovo un posto corrispondente), ma per quelle di durata eccedente i 99 anni la revoca possa essere disposta unicamente alla contestuale ricorrenza di tre condizioni, ossia: il non uso ultracinquantennale; – il verificarsi di una “grave situazione insufficienza del cimitero rispetto al fabbisogno del Comune”; e, da ultimo l’impossibilità di “provvedere tempestivamente all’ampliamento o alla costruzione di un nuovo cimitero”;

C) il provvedimento di revoca deve essere preceduto anche dalla richiesta di avvio del procedimento.

Sul punto vedi anche Consiglio di Stato, sez. V, 11 ottobre 2002, n. 5505, secondo cui: “La normativa regolamentare comunale di polizia mortuaria e sui cimiteri in tanto è legittima in quanto non viene a porsi in contrasto con la normativa regolamentare adottata dal Governo, in virtù di quanto previsto dall’art. 4 delle disposizioni preliminari al codice civile. La normativa comunale che impone, a pena di decadenza, il rinnovo della concessione cimiteriale perpetua al trascorrere di ogni trentennio è in contrasto con la disposizione di cui all’art. 93 del regolamento governativo approvato con D.P.R. n.803/1975 (il cui contenuto è stato poi ripetuto nell’art. 92 del D.P.R. 10.9.1990 n.285). Detta disposizione statale, dopo aver precisato che le concessioni cimiteriali rilasciate dopo l’entrata in vigore del regolamento, non possono avere una durata superiore ai 99 anni, salvo rinnovo, prevede per quelle anteriori, di durata superiore ai 99 anni, la facoltà di revoca da parte del Comune quando siano trascorsi 50 anni dalla tumulazione dell’ultima salma e si verifichi una grave situazione di insufficienza del cimitero rispetto al fabbisogno e non sia possibile provvedere tempestivamente all’ampliamento o alla costruzione di nuovo cimitero. Consente poi al Comune, con l’atto di concessione, di imporre al concessionario determinati obblighi tra cui quello di costruire la sepoltura entro un tempo determinato, pena la decadenza della concessione. Con la conseguenza che nella normativa statale, per le concessioni di durata superiore ai 99 anni rilasciate anteriormente al D.P.R. n.803/1975, l’esercizio del potere discrezionale di revoca nell’interesse pubblico viene ancorato a due precisi presupposti (superamento di 50 anni dall’ultima tumulazione e grave insufficienza del cimitero), che debbono concorrere entrambi per la legittimità del provvedimento di revoca, mentre la decadenza viene consentita rispetto all’inosservanza di determinati obblighi a carico del concessionario da precisare con l’atto di concessione (o con la convenzione che sovente l’accompagna). Con l’entrata in vigore del D.P.R. n.803/1975, debbono ritenersi abrogate in parte qua le disposizioni regolamentari comunali che imponevano il rinnovo della concessione cimiteriale ogni trentennio.”

Quale democrazia dopo Berlusconi?

Oggi a Firenze un incontro per parlare di riforme e legge elettorale

Appuntamento alle 17 presso la sala Arci di piazza dei Ciompi. Partecipano, tra gli altri, le senatrici Alessia Petraglia (SEL) e Rosa Maria Di Giorgi (PD)

Firenze_ Trovare una via per uscire da venti anni di berlusconismo, proponendo una diversa cultura democratica, la trasparenza delle istituzioni e dei partiti, la discussione pubblica delle scelte politiche fondamentali. Di questo si discuterà oggi, venerdì 13 dicembre, a Firenze (sala Arci, piazza dei Ciompi 11, inizio ore 17), nell’incontro promosso da Sinistra Ecologia e Libertà – Forum Democrazia, Giustizia, Diritti, al quale prenderanno parte Rolando Tarchi, docente di Diritto costituzionale presso l’università di Pisa, Alessia Petraglia, senatrice SEL, e Rosa Maria Di Giorgi, senatrice PD. Insieme a loro, Marcella Bresci (Comitato per la difesa della costituzione), Roberto Passini (Hyperlink.it) e Massimo Torelli (ALBA); introduce e coordina Paolo Solimeno, coordinatore del Forum Democrazia, Giustizia, Diritti.

“La sentenza della Consulta, la decadenza di Berlusconi e l’elezione di Renzi a segretario del PD hanno di fatto riaperto la partita della riforma costituzionale – spiegano gli organizzatori – Se verrà accantonata la grande riforma che voleva formalizzare, con procedura inedita, lo strapotere dell’esecutivo, verranno modificate competenze e struttura delle Camere? Una nuova legge elettorale è benvenuta, ma sarà conforme alla Costituzione? E a chi giova un sistema maggioritario in una fase di grave crisi politica e sociale? Di questo discuteremo domani, cercando di porre le basi per costruire una via d’uscita dal grande momento di difficoltà che stiamo vivendo, senza cadere nelle tentazioni populiste e senza mettere a rischio i principi su cui si basa la nostra democrazia”.

Firenze, 13 dicembre 2013

Comunicato  Ufficio stampa SEL Toscana

Europa , il PD si spacca sull’aborto sicuro “Non torniamo indietro, non abbassiamo la guardia”

“L’esercizio dell’obiezione di coscienza non deve mettere in discussione la prestazione del servizio dell’IVG, costringendo le donne a mendicare il proprio diritto ad interrompere, in sicurezza e legalità, una gravidanza non voluta, come avviene ancora in molti paesi d’Europa, compresa l’Italia”. 

Lo ha affermato la Deputata socialista  Pia Locatelli, commentando la bocciatura da parte del Parlamento Europeo della risoluzione sulla salute e i diritti sessuali e riproduttivi, presentata dalla socialista portoghese Edite Estrela, in cui si chiedevano tra l’altro “servizi di qualità per l’aborto legali, sicuri e accessibili a tutti”. 
La risoluzione, respinta per sette voti grazie anche a una spaccatura del Pd che ha visto l’astensione degli eurodeputati provenienti dall’area cattolica dell’ex Margheritamirava a uniformare la legislatura europea e voleva essere un monito contro pericolosi ritorni al passato. 

“Per questo – ha affermato Locatelli – l’approvazione della risoluzione era un gesto simbolico importante. Voleva dire: noi siamo qui, non torniamo indietro, non abbassiamo la guardia e ci batteremo sempre perché il diritto alla salute delle donne non venga calpestato”.

www.pialocatelli.it

Da Gabriele Martinelli,del Psi di Lucca- addì 12.12.2013

E’ INIZIATA IERI LA SETTIMANA DI INCONTRI ALLA LIBRERIA LUCCALIBRI

Lucca_ Questo fine settimana alla Libreria LuccaLibri di Cso Garibaldi, 54 una serie di incontri estremamente interessanti e stimolanti sulla realta’ storica e sociale del nostro Paese e per interrogarsi sul senso civico che ancora, se ancora, ci anima come Cittadini.

Si è iniziato ieri, giovedi’ 12, una data scelta non a caso – e’ infatti la ricorrenza della bomba nella Banca dell’Agricoltura di Milano, rimasta senza responsabili a 34 anni dalla strage -. Sara’ presentato alle ore 17,00 da Luciani Luciano e Mario Ciancarella, con l’Autore Vecoli Stefano Carlo, il libro “Crescevano sogni, fiorivano Eschimi” che e’ un affresco su quegli anni 60 e sui sogni di quel periodo, dei giovani ma anche dei non piu’ giovani, coinvolti nella marea di un protagonismo nuovo della Cittadinanza e del Pubblico come categorie di azione sociale e politica, drammaticamente aggrediti da un terrorismo su cui pesa da sempre il sospetto di una genesi di Stato.

Oggi, venerdi’ 13 dicembre, sempre alle 17,00 sara’ la volta di “Indifferenti mai” un libro di Alberto Belletti edito da Pezzini Editore, presentato da Don Luigi Sonnenfeld – storico prete operaio di Viareggio – e Stefano Bucciarelli – Presidente dell’Istituto Storico della Resistenza e dell’eta’ contemporanea.

Si tratta di rivivere e rivisitare, l’esperienza dell’ARCA di Viareggio, un’esperienza di solidarietà concreta con gli ultimi, avviata negli anni 60 da Don Sirio Politi e da don Beppe Socci, due poderosi testimoni di un Vangelo incarnato e reso vivo e concretamente efficace accanto agli ultimi ed ai diseredati, qui sul nostro territorio.

Si chiude, domani, al mattino, sabato 14, alle ore 11 con un incontro con i familiari delle vittime della strage di Viareggio: era il 29 Giugno del 2009. “Per dare voce al silenzio degli Innocenti” un’iniziativa durante la quale ci interrogheremo, con tutti coloro che vorranno intervenire, su questa ennesima strage, ad oggi impunita. Ci aiuteranno i contributi di Maffei Gianfranco – autore del volume “Viareggio una strage annunciata” edito da Becco Giallo-, di Daniela Rombi – Presidente de “Il mondo che vorrei”, l’Associazione dei familiari delle vittime della strage – e di Riccardo Antonini – Ferroviere licenziato per essersi fatto “troppo familiare” delle vittime, senza timori reverenziali verso la propria azienda -.

Cercheremo di interrogarci per capire anche i motivi reconditi per i quali il nostro Governo abbia ritenuto di non costituirsi parte civile nel processo che vede imputati, tra gli altri, alti vertici delle FS, che inizialmente negarono recisamente ogni responsabilita’ dell’azienda nelle dinamiche della strage.

Riteniamo che il nostro sia un atto ed un tributo dovuto quantomeno, mentre nuove udienze del processo stanno per celebrarsi qui a Lucca, ai familiari di quei 32 Cittadini/e vittime inermi ed ignare perché possano sentirsi un po’ meno soli e meno esposti all’indifferenza.

Notizie inviate da Carlo Beretti, dell’Associazione Il mondo che vorrei- add’ 12.12.2015

Ada Rossi (1899-1993): una donna coraggiosa. Dall’antifascismo alle battaglie federaliste e radicali

Roma_ Fondazione Ernesto Rossi e Gaetano Salvemini in collaborazione con Fondazione Critica Liberale – Partito Radicale – Movimento Federalista Europeo indicono il Convegno in ricordo di Ada Rossi nel ventennale della morte: Ada Rossi (1899-1993): una donna coraggiosa. Dall’antifascismo alle battaglie federaliste e radicali. Sabato 14 dicembre 2013, dalle ore 14.00 alle 20.00. Casa della Memoria e della Storia, Via S. Francesco di Sales, 5 – ROMA

Notizia dal Circolo Fratelli Rosselli di Firenze-12.12.2013

Nota Bene: Ci scusiamo di non aver partecipato ieri sera  all’incontro sulla presentazione delle due centraline idroelettriche che si vorrebbero realizzare sui fiumi Vezza e Serra, ma ieri è stata una giornata molto particolare, che potrebbe aver chiuso un impegno durato quasi sette anni. Siamo stati demotivati dalla delusione  patita dopo la dichiarazione di inammissibilità del ricorso sulle concessioni cimiteriali perpetue. Molto meglio sarebbe stata la bocciatura nel merito dei quesiti posti che una pronuncia di inammissibilità, la cui sostanza ci è apparsa quella di lasciare i cittadini soli e nell’ incertezza che- a parer nostro-  non è stata rimossa.

Giuseppe Vezzoni-addì13.13.2013  

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