Libera Cronaca da Italia Bene Comune di pochi e precluso ai giocondi 1125 del 16 e 17 ottobre 2013

Libera Cronaca da Italia Bene Comune di pochi e precluso ai giocondi 1125  del     16 e 17 ottobre 2013

I corrotti sono in mezzo a noi ma non sono con noi

La globalizzazione dell’indifferenza ci rende tutti Innominati

Le leggi inique contro i meno abbienti sono immediatamente costituzionali

Le leggi che toccano la casta necessitano sempre di approfondimenti costituzionali

1125

Settantesimo anniversario della deportazione

degli ebrei di Roma

 

Perché questa “resistenza” solo contro Priebke e non con i governi che attuano la fiscalità razziale sociale?

Non ci capacitiamo dell’energia civica con cui la popolazione di Marino Laziale ha impedito ieri i funerali del criminale nazista Priebke e dell’inerzia del popolo contro una vergognosa politica che attua la fiscalità razziale sociale contro gli indifesi. Sarebbe dimostrazione di resistenza impegnarci tutti contro questa ingiustizia, che per certe fasce è infame e si connota come una vera e propria legge razziale.

Gli operai si troveranno in busta paga nel 2014 l’elemosina di poco più di 60 euro netti l’anno e va considerato che gli operai inquilini dovranno o potrebbero pagare in parte la Trise.  Non si capisce bene se il pagamento avverrà secondo scaglioni di reddito, ma forse sarebbe giusto tenere di conto anche dell’entità dell’affitto, che nelle case popolari è molto basso.  Per i pensionati ancora non si sa quanto dell’adeguamento che avranno le pensioni lorde fino a 3mila euro resterà loro dopo le addizionali regionali e comunali. Alla fine con la manovra Pd e Pdl calerà la pressione fiscale complessiva di un punto ma sicuramente le fasce sulla soglia tra i 1300/2000 euro saranno quelle sacrificate a pagare di più del 43,4% previsto dalla Legge di stabilità,  considerando anche che è stata bloccata la contrattazione nel Pubblico Impiego.  Le organizzazioni della Cgil e della Cisl  non escludono un possibile sciopero e bocciano la manovra; la Uil ritiene il provvedimento una inversione di condotta governativa, seppur molto limitata.

Tuttavia il governo si vanta di  non aver  aumentato le tasse ma ha bloccato gli stipendi del pubblico impiego e concede ai lavoratori delle imprese private lo sgravio di tre pizze a fronte del mantenimento  degli sprechi e  dei privilegi, così come il foraggiamento dei partiti. Anche il presidente di Confindustria, Squinzi,  afferma che questa manovra non inciderà sulla ripresa.

Come sempre i pareri sono contrastanti  se questa Legge di Stabilità innesterà o no la marcia della ripresa dell’occupazione e quella del consumo interno.  È auspicabile che il Parlamento, entro il 31 dicembre, inserisca ottani nel carburante Italia e non acqua con il giochetto delle tre carte. Una diminuzione fiscale annua pari a tre o quattro pizze non è certo la spallata attesa, ma al momento i temi che contano sono la decadenza di Berlusconi, l’indulto e l’amnistia per dare civiltà alla carcerazione che è stata implementata dalle leggi di questa Repubblica  e che  volutamente non hanno tenuto conto della capacità ricettiva delle carceri italiane. Tanto ci sono sempre l’indulto e l’amnistia a ripulire le responsabilità e ad affossare il diritto di giustizia degli offesi. Inoltre la minaccia di staccare la spina ci riporta ai primi di ottobre, mentre gli operai della Luchini salgono a protestare  sulla Torre di Piombino.

Ma oggi il momento di memoria va agli ebrei di Roma. Settant’anni anni fa furono deportati  nei campi di concentramento 1021/1024 cittadini romani  di religione ebraica dopo  averli depredati dei loro diritti  civili con le leggi razziali promulgate nel 1938.

Differentemente da quanto è successo ieri  a Marino Laziale, il popolo non scese in strada a prendere a calci  e pugni gli aguzzini come invece ha fatto con il feretro di Priebke. Ma allora il fascismo e il nazismo erano vivi e pochi si azzardarono a contrastarli. Ma quando furono moribondi o morti, così come è successo ieri, la resistenza e la liberazione divennero di popolo, anche e soprattutto di coloro che misero in atto le leggi razziali, che avevano collaborato con il nazifascismo e che poi ebbero i funerali nelle loro chiese e parole confortevoli che richiamavano la Misericordia Infinita di Dio e non porte sbarrate e calci e pugni.

Forti con i morti, Deboli con i vivi. Questo siamo e questo restiamo.

Un pensiero deferente al popolo ebraico e un ammonimento al popolo delle formiche governato dai Giganti: non rinunciate alla resistenza, perché dare calci e pugni sui morti è magra consolazione se si considera che Priebke è vissuto in libertà per mezzo secolo e che questi Giganti da decenni gozzovigliano e sprecano, nonostante la deindustrializzazione (vedere Alitalia, Ilva, Telecom, Luchini, De Tommaso e via dicendo) e l’assottigliamento del cibo e della qualità della vita degli italiani, soprattutto dei giovani e dei vecchi.

In questa Repubblica ci sono milioni di vecchi che vanno a dormire con pane e latte, che vanno a cercare cibo a fine mercato perché non hanno soldi e tentano di mangiare con le svendite, e vecchi che se la spassano alla grande con indennizzi e pensioni d’oro, ma che soprattutto non hanno la decenza di tenere la bocca chiusa e non  dimostrano né vergogna né remore alcune a parlare  di libertà, democrazia, uguaglianza e solidarietà. Tanto il popolo morto reagisce solo quando la crudeltà e l’ingiustizia sono morte con esso.

Giuseppe Vezzoni- addì 16.10.2013

 

Il Consiglio regionale della Toscana ricorre alla Corte Costituzionale

 

Contenzioso  con la Corte dei Conti, che vuole la resa conto sulle spese  dei gruppi consiliari

Il Consiglio regionale della Toscana, attraverso l’ufficio di presidenza della Giunta guidata da Enrico Rossi, è ricorso presso la Corte costituzionale nei confronti della Corte dei conti per conflitto di attribuzione sulle spese dei gruppi consiliari.

Dal Tg3 regionale del 16.10.2013

 

Stazzema: Fratelli d’Italia “Progetti di risanamento abbandonati a favore di altri più costosi”

Il gruppo Fratelli d’Italia presenta una interrogazione per sapere come mai si è passati da un progetto di 500milioni delle vecchie lire ad un progetto di oltre 2 milioni di euro per sanare una situazione creata da un’attività privata

Stazzema_ Da circa quindici anni gli abitanti della località Tre Fiumi, in provincia di Lucca, aspettano che si risolva il problema dell’allagamento della sede stradale causato dal torrente Turrita Secca o, per meglio dire, da chi ha occupato abusivamente l’alveo del torrente.

“Già, – ci spiega la consigliera Staccioli – perché il letto del Turrita Secca è occupato in parte dalla sede stradale ed in parte da materiale di scarto di cava e ciò provoca periodici e puntuali allagamenti.”

Il Gruppo Fratelli d’Italia ha presentato in Regione un’interrogazione in merito allo strano caso del torrente Turrita Secca. “Strano due volte –incalzano i consiglieri – perché già nel ’99 fu presentato un progetto e la Regione Toscana, a copertura di tale progetto, stanziò 500 milioni di lire”.

Il sollecito del Comune di Stazzema nel 2002 non portò ad alcun risultato e si arriva così al 2013 quando a marzo, con la determinazione n. 1265, la Provincia di Lucca approva un secondo progetto dal costo di 2 milioni e 100 mila euro finanziati per l’ottanta per cento dalla Regione Toscana.

“Abbiamo presentato un’interrogazione perché vorremmo sapere – spiega Staccioli – cosa ha spinto l’Amministrazione  di Lucca e la Regione a non considerare il vecchio progetto, elaborato tra l’altro su indicazione del Genio Civile, per ben 15 anni nonostante la situazione di pericolo, e ad approvarne uno più costoso.

Poco chiare anche le ragioni per le quali debba essere la Regione (e quindi il cittadino con le tasse), a pagare per danni provocati da un privato e dall’Amministrazione.

Comunicato da Daniela Cattani-Segreteria Consigliere Regionale Marina Staccioli Consiglio Regionale della Toscana-Gruppo Consiliare Fratelli d’Italia- addì 16.10.2013

Una lettera di Italia Nostra sull’autorizzazione  della Cava del Rondone

Stazzema_ Gentile dottssa. Lapi Ballerini,ricevo questa notizia sull’apertura di una cava storica molto particolare e importante per le opere che con essa sono state costruite. Qui sotto potrà avere notizie dettagliate¹. Volevo semplicemente sapere, data la delicatezza del luogo, e considerando l’inaffidabilità della Ditta, se le due Soprintendenze interessate avevano rilasciato parere favorevole, perché ciò non è chiaro dall’autorizzazione rilasciata dal Parco e che trova nel link qui sotto postato.

Scrivo per conoscenza anche all’ass. Bramerini.Cordiali saluti

Franca Leverotti

Consigliere nazionale di Italia Nostra

1) L’esponente  di Italia Nostra fa riferimento all’articolo di Libera Cronaca  n.1123 del 14-15 ottobre  e al Pdf  dell’atto di autorizzazione dell’ente Parco delle Apuane, da cui il giornale che non c’è ha tratto la notizia.

 

 

NEWSLETTER N°15 DEL 16.10.2013 del consigliere regionale Marina Staccioliimage002

 

 

OSPEDALE UNICO DELLA GARFAGNANA: LA MAGGIORANZA SI SPACCA, ADESSO SI RISPETTI IL PROTOCOLLO D’INTESA-  Sulla questione dell’ospedale unico della Valle del Serchio la maggioranza in consiglio regionale si è spaccata, permettendo così l’approvazione della mozione di cui sono la prima firmataria, sottoscritta anche dai colleghi Giuseppe Del Carlo (Udc) e Giovanni Santini (PdL), e finalizzata a far rispettare alla Giunta regionale gli accordi sottoscritti con i sindaci della Garfagnana per la realizzazione del nuovo ospedale unico, impegnando altresì il Presidente e l’Assessore competente a rispettare la volontà degli stessi sindaci, e vigilando al fine che non venga apportata ad essi alcuna pressione atta a modificare una decisione democraticamente, legittimamente e legalmente presa. L’accoglimento della mozione in Consiglio è un risultato – politicamente e non – importante, soprattutto perché la sua legittimità è stata riconosciuta anche da molti membri della maggioranza che l’hanno sostenuta, come i consiglieri Pellegrinotti (Pd) e Gazzarri (IdV).  A questo punto, con questo impegno assunto dal Consiglio, auspichiamo che il progetto dell’ospedale unico della Valle del Serchio venga finalmente portato avanti dalla Giunta, e che si possa presto parlare di una concreta realizzazione. Sull’ospedale quindi verrà seguita la volontà dei sindaci, senza pressioni o ricatti che possano modificarne la libertà decisionale.

APPROVATA LA MOZIONE PER LA RIORGANIZZAZIONE DELLA PROTEZIONE CIVILE SUL TERRITORIO TOSCANO-  In sede di aula di consiglio all’ordine del giorno, tra i numerosi atti da vagliare, anche la mozione in merito alla razionalizzazione dei servizi di primo soccorso per i territori terremotati, che poi è stata approvata all’unanimità. Gli eventi sismici del 21 giugno 2013 che colpirono la Lunigiana e la Garfagnana, e lo sciame sismico che ne seguì evidenziarono le carenze della macchina dei soccorsi; la Protezione Civile ad esempio ha il deposito più vicino, per tutti i territori della Toscana, a Barberino del Mugello e questo causa notevoli ritardi e disagi nelle operazioni di primo soccorso.  Il trasporto di materiale e personale dalla provincia di Firenze a quelle di Lucca e Massa Carrara, così come in altre provincie, oltre a non essere logisticamente efficace, comporta anche una spesa non indifferente di natura economica. La mozione intendeva sensibilizzare la Regione su queste problematiche e siamo soddisfatti che il consiglio nella sua totalità abbia acconsentito di rivedere l’organizzazione della Protezione Civile sul territorio, in particolare per quanto riguarda l’ubicazione dei depositi e a stanziare le prime risorse necessarie a favore di comuni e di privati.

INCARICHI DIRIGENZIALI, FINALMENTE LA TRASPARENZA NEI COMPENSI- E’ finalmente approdata in aula e approvata all’unanimità la nostra mozione in merito alla trasparenza dei dati concernenti i titolari di incarichi dirigenziali, di collaborazione o consulenza. Una mozione, quella mia e dei colleghi Donzelli e Marcheschi, mirata al recepimento del Dlgs n°33/2013 del Presidente della Repubblica riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni. In pratica, in base al decreto le pubbliche amministrazioni sono tenute a pubblicare l’atto di nomina, la durata dell’incarico, il curriculum, i compensi e gli importi di viaggi e missioni di servizio pagati con fondi pubblici, ma anche le dichiarazioni dei redditi, dei coniugi e dei figli, nonché parenti entro il secondo grado di parentela di tutti i propri componenti. Abbiamo richiesto che gli obblighi di pubblicazione riservati ai componenti degli organi politici siano applicati anche ai titolari di organi dirigenziali e di collaborazione o consulenza e ai direttori generali di nomina diretta della Giunta. In fin dei conti riteniamo che la trasparenza sia una forma di tutela a doppio senso.

“MAI PIÙ UN’ALTRA TRAGEDIA COME QUELLA DI VIAREGGIO”,  APPROVATA UNA MOZIONE DI FRATELLI D’ITALIA CHE IMPEGNA LA REGIONE A CHIEDERE MAGGIOR SICUREZZA SUI TRENI MERCI-

La Regione Toscana chieda al Governo nazionale una vigilanza sempre più attenta non solo sull’applicazione delle migliori tecnologie in ambito di sicurezza della circolazione dei treni merci, in particolar modo per quanto riguarda il dispositivo antisvio e la manutenzione dei veicoli e delle linee ferroviarie, ma anche sull’osservanza dei limiti di velocità. E’ quanto abbiamo chiesto in una mozione presentata dal Gruppo regionale di Fratelli d’Italia e di cui sono prima firmataria, che è stata approvata all’unanimità dal Consiglio regionale.
Una tragedia immensa come quella avvenuta a Viareggio a fine giugno del 2009 non deve più ripetersi, è stato pagato un tributo fin troppo alto in termini di vite umane perché venisse alla luce tutta una serie di difetti del ‘sistema’. Altri disastri ferroviari erano stati sfiorati in precedenza con dinamiche simili a quello di Viareggio ed in varie circostanze solo la casualità ed un pizzico di buona sorte hanno evitato conseguenze ben più gravi. La superficialità ed il cinismo con i quali l’Amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, indagato nel procedimento penale del disastro di Viareggio che egli ha liquidato definendolo come uno spiacevole episodio, vanno stigmatizzati e contrastati con azioni chiare, tempestive ed efficaci. Si è detto, infatti, che tra le possibili cause dell’incidente ci possa essere stato un cedimento strutturale di un asse del carrello del primo carro-cisterna deragliato, ma il convoglio viaggiava comunque senza i cosiddetti carri scudo e cuscinetto, carri vuoti che in caso di collisione o deragliamento impediscono conseguenze peggiori. Nell’incidente di Viareggio il carro che ha innescato l’incendio era il primo dopo il locomotore. Inoltre, al di fuori della stazione di Viareggio non erano posizionati i rilevatori di temperatura delle boccole che avrebbero potuto bloccare il treno surriscaldato: l’ultimo rilevatore funzionante che il treno ha incontrato era posizionato ben 120 km prima”. Come se non bastasse sembra che il treno viaggiasse ad una velocità superiore a quella consentita durante il transito nelle stazioni e che non fosse dotato di dispositivo antisvio, meccanismo antideragliamento che arresta in pochissimo spazio il treno stesso. Ora, tale dispositivo è applicato sui treni ad Alta Velocità ma non su quelli merci nonostante che una previsione normativa del codice civile, contenuta nell’art. 2087, preveda ‘l’obbligo del datore di lavoro di attenersi al principio della massima sicurezza tecnologicamente fattibile’”. Insomma, ce n’è abbastanza per reclamare una vigilanza sempre più accorta e funzionante, non dimentichiamo che la Regione Toscana versa circa 200 milioni di euro l’anno al Gruppo Ferrovie dello Stato per garantire il servizio ferroviario regionale.

FRATELLI D’ITALIA IN AULA DI CONSIGLIO PER L’INTERROGAZIONE SULLE ORE DI SOSTEGNO NELLA SCUOLA – In sede di Consiglio, l’Assessore Regionale alla Scuola, Università e Ricerca Stella Targetti ha risposto all’interrogazione presentata da me e dai colleghi Donzelli e Marcheschi in merito alle ore di sostegno nella scuola. L’assessore Targetti ha fornito alcuni numeri rilevando un rapporto medio di circa 2,06 alunni con disabilità per insegnante di sostegno. Ma proviamo a fare due conti: il totale dei docenti di sostegno assegnati per tutta la Toscana, compresi quelli in deroga, sono 5481, e gli alunni disabili sono un totale di 11295, di questi 4296 sono considerati gravi e necessiterebbero di un insegnante di sostegno a testa. Se la matematica non è un’opinione la media per i restanti disabili non gravi risulterebbe così di 1 docente per più di 6 alunni. Questo naturalmente non avviene perché anche gli alunni portatori di disabilità gravi devono condividere l’insegnante di sostegno con gli altri studenti. I Piani Educativi Individuali (PEI), data la carenza di ore di sostegno, vengono spesso organizzati non in base all’effettivo bisogno del ragazzo quanto piuttosto in base a quante ore la scuola può permettersi di pagare per il docente. Assistiamo così a continui ricorsi ai tribunali da parte di famiglie che invece dovrebbero essere naturalmente tutelate. I cosiddetti PEZ, (Progetti Educativi Zonali), sono sicuramente un progetto lodevole che però non hanno nulla a che fare con il sostegno vero e proprio all’apprendimento per il bambino disabile, tant’è che non sono previsti docenti di sostegno. Il diritto all’istruzione e all’inclusione sociale è di predominante importanza rispetto ai problemi economici dell’amministrazione pubblica, e non può subire alcuna limitazione a causa della riduzione dei posti degli insegnanti di sostegno. Collegata all’interrogazione, è stata presentata e approvata in aula una mozione firmata da esponenti di diversi gruppi politici per appoggiare e sostenere il decreto legge del 12 settembre 2013 emanato dal Ministro dell’Istruzione, che prevede circa 27 mila immissioni in ruolo, nell’insegnamento di sostegno, fino al 2016.

Info: 0552387914-7743 o am.staccioli@consiglio.regione.toscana.it

Newsletter del consigliere regionale Marina Staccioli-addì 16.10.2013 

 

 

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