Libera Cronaca da Italia Bene comune di pochi 1064 del 25 e 26 luglio 2013

Libera Cronaca da Italia Bene Comune di pochi 1064 del 24 e 25  luglio  2013

I corrotti sono in mezzo a noi ma non sono con noi

La globalizzazione dell’indifferenza ci rende tutti Innominati

1064

Caso kazako: una spada di Damocle sul paese che siamo diventati

Il rischio è notevole  che l’Italia con la più bella Costituzione del mondo possa  essere accusata per colpa delle sue autorità istituzionali  di aver compiuto gravi violazioni dei diritti umani, in particolare con riferimento al rispetto della vita privata e familiare, del diritto alla libertà e alla sicurezza».  Nel rischio delle accuse anche quella di aver violato  le Convenzioni internazionali che tutelano i fanciulli.

Bisogna attendere, perché la vicenda non potrebbe essere finita, nonostante i febbrili contatti diplomatici nel tentativo di rimediare ad una situazione che mette il paese che siamo diventati in una posizione che potrebbe rilevarsi indifendibile, ossia che non siamo di fronte ad un errore ma ad una decisione che ha impedito alla Shalabayeva e a sua figlia Alua di esporre le proprie ragioni e lasciare ai magistrati italiani la decisione di espellere o no le due donne  rispettando leggi e convenzioni che regolano i diritti umani  e i perseguitati politici.

Giuseppe Vezzoni-addì 25.7.2013  

Cavalier Moretti, è ora di scendere da cavallo!

Il presidente Napolitano nominò Moretti cavaliere del lavoro a poche ore dal 1° anniversario della strage (giugno 2010); le 10.000 firme raccolte a Viareggio per le dimissioni consegnate ai presidenti delle Camere e al ministro delle Infrastrutture (Schifani, Fini, Matteoli) cestinate.

Viareggio– Il 18 luglio il Tribunale di Lucca ha rinviato a giudizio l’Ad delle Ferrovie dello Stato italiane (FSi) assieme agli altri Ad e dirigenti delle società Fs (Elia, Soprano, Galloni, Castaldo, Di Marco, Costa, Marzilli, Margarita, Pezzati, Di Venuta, Rossi, Testa, Favo, Fumi, Andronico, Maestrini, Farneti).

Per la strage ferroviaria di Viareggio del 29 giugno 2009, Moretti, assieme a questi, è stato prima indagato, poi imputato e adesso rinviato a giudizio.

Nell’udienza preliminare, iniziata il 25 marzo scorso e conclusasi il 18 luglio, da parte degli avvocati di Moretti & soci, ne abbiamo viste e sentite di tutti i colori: che Moretti non c’entra niente … (ed allora chi c’entra? gli altri Ad e dirigenti Fs? i subalterni a Moretti saranno disposti ad accollarsi la responsabilità delle 32 Vittime?), o addirittura: a ciascuno il suo … (come dire: io difendo i miei, degli altri chi se ne frega …), che i treni-bomba come quello di Viareggio se viaggiano ad una velocità ridotta sono più pericolosi (nella sola tratta della stazione di Viareggio non possono superare i 50 km/h, quindi a Viareggio la situazione è ancora più pericolosa?), che il dispositivo anti-svio è un barattolo con un sasso dentro…quindi, se installato, aumenta la pericolosità (e i treni dell’Alta velocità dotati dell’anti-svio in quanto strumento di prevenzione e protezione?!), che gli vien da ridere a pensare al picchetto (la madre di una Vittima ha risposto: “a me viene da piangere tutte le volte che penso a mio figlio”), che lo “spiacevole episodio” (come lo definì Moretti nell’audizione al Senato) non è un incidente sul lavoro, perché i due macchinisti sono ancora vivi (e i macchinisti in cura per mesi che non sono più potuti salire su un locomotore per le conseguenze di quella maledetta notte!).

Udienza per udienza hanno offeso onestà intellettuale e competenza tecnico-scientifica, oltre alla memoria delle Vittime ed al dolore dei familiari. Solo ascoltarli è stato un calvario. Hanno difeso l’indifendibile! Le loro ‘argomentazioni’ hanno contrastato la realtà ed i fatti. Ma come si dice: tanto peggio … per realtà e fatti. Disgraziati coloro che continuamente hanno parlato di disgrazia.

Il presidente Napolitano nominò Moretti cavaliere del lavoro a poche ore dal 1° anniversario della strage (giugno 2010); le 10.000 firme raccolte a Viareggio per le dimissioni consegnate ai presidenti delle Camere e al ministro delle Infrastrutture (Schifani, Fini, Matteoli) cestinate.

Oggi a rivendicare le dimissioni di Moretti sono il Codacons (Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori), l’Associazione utenti del trasporto aereo, marittimo e ferroviario, senatori e deputati (di tre giorni fa l’interrogazione a risposta immediata della sen. Granaiola), la Cgil e la Filt-Cgil della regione Calabria, consigli comunali dei Comuni della Versilia, familiari di altre stragi simili a Viareggio.

Moretti ha praticato la politica dell’abbandono dei treni pendolari e viaggiatori (si è preoccupato solo a treni ad “Alta velocità”) e della sicurezza, senza MAI dimenticare che dal 2007 sui binari sono morti 40 lavoratori (una statistica impressionante: 1 ogni due mesi). E Moretti continua a dichiarare che in ferrovia il problema sicurezza non esiste

Moretti deve ritirare tutti i provvedimenti disciplinari (licenziamenti e sospensioni) nei confronti dei ferrovieri impegnati su sicurezza e salute, dimettersi da Ad ed affrontare il processo senza alcun tentativo di fuga. Questo è l’unico atto responsabile di fronte alla strage ferroviaria di Viareggio, alle rappresaglie attuate contro i ferrovieri (o come ha detto l’avvocato del Comune di Viareggio e di alcuni familiari nell’udienza preliminare: “il ferroviere Riccardo Antonini è stato oggetto di un ostracismo vigliacco”), alle frasi offensive esternate in questi 4 anni. Chi lo nominò a dirigere le ferrovie deve fare una profonda autocritica e destituirlo immediatamente!

Le dimissioni di Moretti e degli altri Ad rinviati a giudizio sono un atto liberatorio ed una scelta moralmente obbligata!

25 luglio 2013

Comunicato congiunto Associazione “Il Mondo che vorrei” (familiari delle Vittime) Assemblea 29 giugno    assemblea29giugno@gmail.com

 

Centenario dell’innalzamento della Croce sul Monte Forato (agosto 1913)

Conferenza Papanti

 

Ore 18 di Sabato 27 Luglio 2013: Le Mulina di Stazzema, Chiesa di San Rocco.  La conferenza sarà preceduta dalla Santa Messa prefestiva, ore 17

Stazzema- L’Istituto Storico Lucchese Sezione Versilia Storica in collaborazione con Gruppo Noialtri di Cardoso, Gruppo  Labaro Martiri delle Mulina,  Movimento Le Donne della Fontana, l’associazione la  Filiera della Castagna », «Unità Pastorale » n. 2 della Versilia invitano alla conferenza di Paolo Papanti – Pelletier  “Centenario dell’innalzamento della Croce sul Monte Forato (agosto 1913) che si terrà alle ore 18 di  sabato 27 luglio 2013 a Le Mulina di Stazzema, nella Chiesa di San Rocco. La conferenza è stata preceduta dalla Santa Messa prefestiva, alle ore 17

“Nell’agosto 1913 l’allora Arcivescovo di Pisa Cardinale Pietro Maffi eresse sul Monte Forato la Croce tuttora visibile dalla Versilia e dalla Garfagnana. A cento anni di distanza ricordiamo questo evento, che fu determinato dalla volontà di celebrare il XVI centenario dell’Editto di Milano, con il quale l’Imperatore Costantino concesse libertà di culto ai Cristiani. Lo stesso Imperatore edificò successivamente a Roma le Basiliche costantiniane di San Giovanni in Laterano (omnium urbis et orbis ecclesiarum mater et caput), San Pietro in Vaticano, Santa Maria Maggiore, San Paolo Fuori le Mura. Il ricordo di questo evento si inscrive nell’anno della fede, che il Papa Benedetto XVI ha voluto indire proprio per sottolineare il legame ininterrotto della professione della fede cristiana dall’anno 313 all’anno in corso. Per celebrare il centenario della installazione della Croce, il 10 agosto salirà sul Monte Forato l’Arcivescovo di Pisa Monsignore Giovanni Paolo Benotto e vi celebrerà la Santa Messa con la partecipazione di popolazione della Versilia e della Garfagnana.

Al termine della conferenza, il brindisi di saluto è offerto dal Gruppo «Noialtri» di Cardoso”.

Comunicato stampa Istituto Storico Lucchese-sez.Versilia Storica- addì 21.7.2013

 

Pietrasanta in ConcertoAccardo e Guttman Pietrasanta in Concerto

Domani sera il via alla grande kermesse di musica da camera diretta di Michael Guttman

Da domani, venerdì 26 luglio,  per 9 grandi serate di concerto saranno protagonisti nel Chiostro di Sant’Agostino a Pietrasanta i più grandi musicisti del mondo. Special guest, la dama del pianoforte Martha Argerich, il 31 luglio per il grande concerto gratuito al Campo della Rocca con il Timbre Russian Accordion Quintet.PIetrasanta in Concerto

Sergio Tiempo e Karin Lechner i primi protagonisti della rassegna.

Pietrasanta (LU) _ Prendono il via domani sera (ven. 26 luglio) le grandi serate in musica di Pietrasanta in Concerto. Alle 21.30 nel Chiostro di Sant’Agostino sarà protagonista il duo pianistico dei fratelli argentini Sergio Tiempo e Karin Lechner. I due solisti di fama internazionale saranno accompagnati da una delle compagini cameristiche italiane più importanti, i Cameristi del Maggio Musicale Fiorentino che per l’occasione saranno diretti da Toby Hoffman.

Mozart in famiglia” è il titolo della prima serata: a Pietrasanta si potrà ascoltare infatti il Concerto per due pianoforti e il Concerto per tre pianoforti di Mozart per eseguire il quale ai due solisti, si unirà anche la figlia di Karin Lechner,  Natasha Binder, un fenomeno di soli dodici anni. In programma anche l’ouverture de “La Clemenza di Tito”, ultimo lavoro del genio di Salisburgo.

Cresciuti nella musica fin dalla loro prima infanzia, Sergio Tempo Karin Lechner  hanno iniziato a suonare insieme da bambini e, già in maniera professionale, nei primi anni dell’adolescenza. Eredi di una tradizione familiare che risale al due pianistico dei nonni materni e che è stata loro trasmessa dalla madre, Lyl Tiempo, la quale suonò il concerto per tre pianoforti di Mozart, da bambina con i suoi genitori e da adulta con i propri figli, Karin e Sergio. Oggi girano il mondo con un repertorio eclettico che va da Mozart a Lutoslawski, da Bizet a Piazzolla, ai tanghi della nativa argentina. La loro assidua collaborazione li ha portati in alcune delle più prestigiose sale da concerto del mondo, tra cui il Concertgebouw di Amsterdam, il Kennedy Center di Washington, la Suntory Hall di Tokyo e il Teatro Colòn di Buenos Aires.Hanno registrato diversi CD per RCA ed EMI, tra i quali due registrazioni di tango arrangiati per loro da Pablo Ziegler, pianista del leggendario quintetto di Astor Piazzolla. La loro fraterna e musicale complicità costituisce un valore aggiunto delle loro già coinvolgenti esibizioni. Tra le loro più recenti performance riveste un rilievo particolare il concerto al Festival di Salisburgo dell’Agosto 2007, con l’Orchestra del Mozarteum diretta da Ivan Bolton.

I biglietti per il concerto sono disponibili su Ticketone. Info 0584 265757 Prezzi da 25,00 e 40,00 Euro + prevendita con la possibilità di avere una riduzione del 50% a ogni residente del Comune di Pietrasanta.

Gli eventi di Pietrasanta in Concerto proseguiranno fino al 4 agosto e nel Chiostro di Sant’Agostino si alterneranno nelle serate successive: Giovanni Sollima, accompagnato  dall’ensemble dei Turchini diretti da Antonio Florio (sabato 27 luglio); il violinista e direttore d’orchestra, vincitore di 2 Grammy Award Pinchas Zukerman (il 28 e il 29 luglio); il grande Salvatore Accardo (30 luglio) insieme all’Orchestra da Camera Italiana, Mario Brunello il 2 agosto, il Maisky Trio sabato 3 agosto. Il gran finale della rassegna il 4 agosto, sarà affidato al pianista russo Boris Berezovsky, ospite fisso di Pietrasanta in Concerto, insieme a sua figlia Evelyne Berezovsky.

Il 31 luglio, il Festival si sposterà dal Chiostro al Campo  della Rocca di Sala per lo speciale concerto a ingresso libero del Timbre Russian Accordion Quintet, al quale si aggiungerà la dama del pianoforte Martha Argerich

Ufficio Stampa Pietrasanta in Concerto tel. 0584 265777 – mob. +39 349 8613496press@pietrasantainconcerto.com

 

Comunicato Fondazione la Versiliana-addì 25.7.2013

 

Arte e design: alle Scuderie Granducali di Seravezza si apre domani  la mostra “Le forme dei marmi”

Un evento espositivo organizzato per celebrare i 500 anni della Versilia medicea.

Seravezza– Da domani venerdì 26 luglio – vernissage alle ore 18.30 –  fino al 1 settembre 2013 le Scuderie Granducali del Palazzo Mediceo di Seravezza in Versilia (Lu), viale A. Amadei 358, ospitano la mostra “Le Forme dei Marmi” La Versilia Medicea 500 anni dopo. Sacro e Profano nella contemporaneità”. Un evento espositivo organizzato dalla Cna in collaborazione con la Fondazione Terre Medicee, Musa ( Museo Virtuale della scultura e architettura di Pietrasanta), la Fondazione Henraux e gli architetti Elisa Guidi, Attilio La Pietra e Tiziana Burrini di Artex Centro per l’Artigianato Artistico e Tradizionale della Toscana, per celebrare il 500° anniversario del Lodo di Leone X; una data simbolo il 1513, in cui la Versilia diventò definitivamente medicea. La mostra presenta a testimonianza opere, recuperate dai laboratori artigiani del territorio e dalle gallerie d’arte, che dialogheranno con recenti produzioni artigianali e artistiche, caratterizzate da elementi di design e realizzazioni ad alta innovazione tecnologica. Un percorso espositivo per raccontare come il marmo, nelle sue inclinazioni più ardite e coraggiose per esaltare l’impiego e la duttilità nel quotidiano. La mostra è aperta fino al 1 settembre tutti i giorni ad ingresso libero dalle 18.30 alle 23.30. Nelle sale del Palazzo Mediceo, da poco diventato sito dell’Unesco, prosegue invece la grande mostra dedicata al grande disegnatore e pittore Mino Maccari dal titolo “La commedia nell’arte. Maccari. Inediti e rari. 1920-1978″. Un artista graffiante e irreverente che soggiornò spesso in Versilia e che questa mostra omaggia dopo 24 anni dalla scomparsa. La mostra di Maccari è aperta fino all’ 8 settembre 2013 dal lunedì al venerdì  dalle ore 17 alle 24; sabato e domenica 10 /12  e 17/24. Biglietto d’ingresso: intero euro 6 ridotto  euro 4

Info: Fondazione Terre Medicee, ufficio mostre: tel.  0584/757443 www.terremedicee.it , e- mail: info@terremedicee.it

Comunicato Ufficio stampa ILogo per Fondazione Terre Medicee-addì 25.7.2013

 Che bella sorpresa rivedere Solidea Paoli a Seravezza , dopo 68 anni dall’ ultima volta che la vidi a Pietrasanta

ll 25 aprile 2013,  nel salone Granducale di Seravezza è stata festeggiata la ricorrenza del 68° anniversario della liberazione dal nazifascismo  e, nel contempo;  é avvenuta la presentazione del libro  ” La guerra di Claudio” voluto dalla Guardia di finanza  per onorare la memoria del finanziere scelto Claudio Sacchelli, morto di stenti e per le atroci sofferenze patite nel campo di sterminio nazista di Mauthausen il 5 aprile 1945.
In particolare, puntualizzo, per i lettori che non conoscessero bene i fatti che  portarono alla cattura da parte dei nazisti ed all’imprigionamento di Claudio Sacchelli nel famigerato lager già innanzi citato,  che avvenne dopo  l’armistizio dell’ 8 settembre 1943, quando lui era in forza alla brigata di frontiera  di Villa di Tirano –  distaccamento di Luchina -, dove aiutò ad espatriare in Svizzera trecento  cittadini di origine ebraica, ristretti  nella zona dell’Aprica che se non fossero espatriati sarebbero stati sterminati  nelle camere a gas o nei forni crematori impiantati dai nazisti nei loro famigerati lager.

Anche durante il 1944 favori l’ espatrio di tanti altri  perseguitati di origine ebraica,  inoltre collaborò con la formazione partigiana operante  nell’alta Valtellina denominata Fiamme Verdi.

Per il suo eroismo il finanziere scelto Claudio Sacchelli il 24 aprile 2012 è stato decorato dal Presidente della Repubblica  Giorgio Napolitano della medaglia d’oro al merito civile alla memoria.

Nell’articolo che ho scritto su queste due commoventi cerimonie devo dire che  non ho parlato della sorpresa che ho avuto  quando sullo schermo della sala Granducale è stato proiettato il video riguardante la lotta partigiana combattuta dalle donne versiliesi durante la resistenza, nel quale è apparsa l’immagine della signora Solidea Paoli , sorella di Amos, medaglia d’oro  al valor militare, trucidato dai tedeschi a Compignano del comune di Massarosa, nella tragica estate del 1944, per essersi rifiutato di fare i nomi dei partigiani seravezzini  e della zone viciniore, operanti sui nostri monti.  Confesso di avere avuto molta difficoltà a riconoscere la Solidea,  presente anche lei a  queste due cerimonie;  infatti l’ ho vista seduta in una fila un po’ più avanti della mia. Negli anni della mia infanzia ed adolescenza, non ho mai parlato con la bimba Solidea che spesso transitava nelle vie  del Ponticello, le cui case erano vicine  a quella occupata dalla sua  famiglia a Riomagno, aldilà del fiume, sotto il monte Canala. Tutti gli edifici  a partire appunto da Riomagno, fino alla Fucina compresi i  paesi di Corvaia e  di Ripa furono fatti saltare in aria dagli operai della Todt  che utilizzarono proiettili di artiglieria  attaccati con  fili ad un detonatore.
La prima volta che scambiai con lei alcune parole fu quando, a guerra finita,  insieme ai miei compagni  Enrico Cioletti, e coi fratelli Mariani, nati nella Corvaia che non esisteva più, si andò a bere qualcosa di fresco nel  bar gestito dalla famiglia Paoli a Pietrasanta in via di Mezzo. Non ricordo se con noi ci fosse anche Vincenzo Cinquini. Si era nel tempo in cui mio padre fu riassunto dall’ingegnere Attilio Cerpelli per recuperare, insieme ad altri operai,  quei materiali che potevano essere ancora utilizzati nonostante siano  stati  per tanto tempo  sotto le macerie della sua officina, situata alla Centrale,  saltata in aria insieme al deposito dei mezzi della tranvia dell’alta Versilia, sempre ad opera degli operai della Todt che fortificarono l’estremo limite della Linea Gotica.

Fu per questo motivo che la mia famiglia abbandonò il rifugio di  Capezzano Pianore, per andare ad abitare a Pietrasanta dove si adattò  a vivere, col consenso del proprietario, che era l’ingegner Cerpelli, nel  suo locale adibito a deposito sito in via dei Piastroni, vicino alla cantina vinicola della famiglia Palla. Ricordo quanto tribolò la mia cara mamma quando metteva il paiolo su un fornello traballante, sopra il fuoco acceso con della legna secca, per prepararci qualcosa da mangiare ed era costretta quando pioveva a dirotto, ad aprire l’ombrello per ripararsi dalla pioggia che entrava dal tetto scoperchiato dalle cannonate tedesche.

Mi pare che fu Enrico che  propose di entrare nel  bar dei Paoli, quel giorno che  ci incontrammo nelle vicinanze del Duomo di Pietrasanta.

Quando entrammo nel locale la Solidea, ci accolse col suo bellissimo sorriso. Vidi che era molto bella .  Qualcuno dei miei compagni scambiò con lei alcune parole. Io, molto timido,  la guardai  in silenzio.  Bevvi una spuma o una gazzosa e da  quel lontano giorno non l’ho più rivista, ecco perché non sono riuscito a riconoscerla. a Seravezza il 25 aprile scorso.

Alcune parole le voglio dire sul nonno Raffaello, padre di Gino,  il babbo di Amos , della Solidea e di altri due figli maschi. Entrambi furono noti antifascisti. Su  Versilia Oggi di tanti anni fa, il seravezzino William Speroni con il quale ebbi sempre cordiali rapporti fin dai tempi in  la sua  famiglia abitò al Ponticello di Seravezza prima di trasferirsi nella nuova casa che fece costruire nelle vicinanze dell’ allora esistente  cinema dei Costanti,  ha raccontato che in una notte  del settembre 1924 la loro casa fu  attaccata  da 250 squadristi di Massa e di Carrara, I Paoli,  risposero al fuoco sparando sugli attaccanti molti   pallettoni, Non  si vollero arrendere. Dopo  qualche ora in piena notte i fascisti ripresero l’attacco scatenando una vera guerra, in cui i Paoli furono costretti a darsi alla fuga  sul monte sopra il Pelliccino ed il Colle, dove si nascosero per diversi giorni.

Concludo questo mio scritto col dire che al termine dei festeggiamenti svoltisi nella sala Granducale di Seravezza ho voluto salutare la Solidea,.  Avvicinatomi al posto dove  si era seduta, mi sono presentato, dopodiché le ho ricordato gli anni dell’infanzia e della nostra adolescenza vissuta quando eravamo vicini di casa, Ho pensato che anche lei abbia avuto molte difficoltà a riconoscermi  per il carico dei tanti anni che abbiamo entrambi sulle  spalle. Forse siamo della stessa età. Mi ha fatto molto piacere constatare  che ella è ancora una donna energica e con una mente molto lucida ed attenta.  Voglio pensare  che ciò sia dipeso dal fatto che nonostante l’età e le atroci sofferenze patite a causa dello sfollamento e della  barbara uccisione di suo fratello Amos, il suo cuore  è rimasto giovane. Auguri, Solidea!
Caro Giuseppe, ti invio questo mio articolo per la eventuale pubblicazione sulla Cronaca libera. Cari saluti,

Renato Sacchelli –addì 24.7.2013

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