Libera Cronaca da Italia Bene Comune di pochi 1045 del 3 e 4 luglio 2013

Libera Cronaca da Italia Bene Comune di pochi 1045 del 3 e 4 luglio  2013

I corrotti sono in mezzo a noi ma non sono con noi

1045

L’Egitto sul precipizio della guerra civile: sospesa la costituzione e destituito il presidente  Mohamed Morsi. Eletto democraticamente un anno fa, Morsi si è poi attribuito poteri assoluti che hanno scatenato l’opposizione del popolo egiziano che ha chiesto la destituzione. E’ un colpo di stato anomalo, un “golpe” voluto dal popolo ed eseguito dall’esercito. Presidente ad interim è stato nominato Adli Mansour, giudice della Corte Costituzionale.

Corte Costituzionale:

E’ incostituzionale la riduzione delle provincie attraverso un decreto legge. Serve una legge costituzionale per ridurle. L’illuminato Governo Tecnico non lo sapeva o ha invece fatto finta? Ora come la mettiamo con il ripromesso taglio ai costi della Politica? Campa cavallo che l’erba cresce.

Solo tagliare le pensioni alla povera gente,bloccare gli stipendi, precarizzare il lavoro e divaricare iniquamente la forbice della disuguaglianza sociale ed economica a tutto svantaggio dei meno abbienti è costituzionale.

E’ illegittimo l’articolo 19 dello Statuto dei lavoratori che limita la rappresentanza (Rsa) ai soli sindacati firmatari dell’accordo. La Consulta ha ritenuto fondato il rilievo di incostituzionalità sollevato dalla Fiom, estromessa dalle Rsa dei vari stabilimenti Fiat. 

Ma  perché le altre sigle sindacali hanno accettato che contro la Fiom si perpetrasse l’ inaccettabile illegittimità di estromissione dalle fabbriche Fiat ? Dopo questa pronuncia della Consulta, ai segretari nazionali  delle sigle che sono state passive sovvenirà  il senso morale che l’illegittimità non coinvolge solo la Fiat ma anche loro?

Addì 3.7.2013

Allarme per la lunetta della Chiesa di Sant’Agostino di Pietrasanta Pietrasanta- Mostra Botero 30.7.2012 004

 

On. Achille Totaro (FdI): “Ho presentato un’interrogazione parlamentare affinché la Chiesa sia preservata da possibili danneggiamenti”

Pietrasanta- “La Chiesa di Sant’Agostino di Pietrasanta – si legge in una nota dell’ On. Totaro (FdI) – è considerata uno dei simboli più rappresentativi della città e ad oggi è adibita a spazio espositivo per mostre d’arte contemporanea.  L’artista polacco Igor Mitoraj ha donato al Comune di Pietrasanta un’opera destinata ad essere installata proprio sulla facciata della Chiesa di Sant’Agostino. Il peso dell’altorilievo in bronzo, di 450 chili circa, metterebbe a rischio la tenuta della facciata stessa, la stabilità dell’edificio, ma anche la sicurezza di cittadini e dei turisti.  Ho presentato un’interrogazione parlamentare al Ministro per i Beni e le Attività Culturali per sapere quali provvedimenti intenda adottare, nell’ambito delle proprie competenze, al fine di tutelare la struttura in oggetto e al fine di individuare una soluzione alternativa che permetta al tempo stesso di valorizzare l’opera donata dal grande artista Igor Mitoraj alla città di Pietrasanta e di tutelare il patrimonio cittadino stesso” .

CON VIVA PREGHIERA DI PUBBLICAZIONE E/O DIFFUSIONE

Sen. Achille Totaro
V.le dei Mille, 135- 50131 Firenze- tel e fax. 055/578124
Cell. 335/5489908 e 335/7761769
info@achilletotaro.it www.achilletotaro.it

Intervento del consigliere nazionale di Italia Nostra sul tema delle attività estrattive nel Parco delle Alpi Apuane

Pubblichiamo l’intervento di Franca Leverotti, consigliere nazionale di Italia Nostra, tenuto ieri  durante l’audizione delle associazioni ambientaliste voluta dall’ente Parco  delle Alpi Apuane  in merito  al Piano Estrattivo in via di approvazione

Alpi Apuane– Prendo la parola come consigliere nazionale di Italia Nostra e ringrazio il presidente Putamorsi per aver voluto sentire la voce, forse è più esatto dire le voci, delle associazioni ambientaliste, convocate IN TEMPI un po’ STRETTI sul tema attività estrattive, nella fase in cui si sta approvando il Piano per il Parco.

Un Parco davvero anomalo dal momento che all’interno di quest’area ritenuta meritevole di protezione vi sono attività estrattive , ambiguamente indicate come “area contigua di cava”.

Ci si appiglia, per giustificarle, allo Statuto, laddove nel paragrafo 2 comma 1 si indica come finalità del Parco, cito testualmente, << il miglioramento delle condizioni di vita delle comunità locali>> (senza considerare peraltro che esistono anche altre, diverse attività: agricole, di allevamento, e soprattutto turistiche che si potrebbero sviluppare).

Ci si appiglia a questa frase nonostante il comma prosegua con <<la tutela dei valori naturalistici, paesaggistici e ambientali, il restauro dell’ambiente naturale e storico, il recupero degli assetti alterati in funzione del loro uso sociale, la realizzazione di un equilibrato rapporto tra attività economica ed ecosistemi>>.

E, invero, il comma 2 dello Statuto esplicita: << Tali finalità sono perseguite attraverso una gestione unitaria , particolare e continua PER GARANTIRE la conservazione , la valorizzazione e lo sviluppo dei beni protetti>>.

Ed è proprio sulla identificazione delle aree estrattive che voglio segnalare la prima ILLEGITTIMITA’:

Infatti la cartografia allegata al piano istitutivo del Parco, relativamente all’individuazione delle aree estrattive, è una cartografia errata, volutamente costruita senza nessun criterio scientifico. Per chiarire, siamo cartograficamente al livello di conoscenze dell’età romana e medievale.

Scrive in proposito in una denuncia fatta all’Unione Europea Teresa Isenburg, ordinaria di Geografia all’università Statale di Milano: <<Stupisce che in un’amministrazione competente come quella della regione Toscana ci si possa trovare in presenza di un caso di fatto di “doppia cartografia”, situazione che non può che portare a contenziosi , competizioni per l’uso del suolo tra soggetti con diversa progettualità, e poca chiarezza per chi, in ambito amministrativo, deve assumere decisioni sulle destinazioni di utilizzo e gestione del territorio>-

La docente auspica la redazione di una NUOVA carta che contenga anche : << una ricognizione idro-geologica del sottosuolo per rispettare l’andamento verticale e orizzontale degli acquiferi, coinvolti anch’essi , e non poco, nella minerazione>>.

La Regione, pur avendo a disposizione la cartografia scientifica redatta in occasione del progetto Ertag –Marmi, ha preferito adottare questa dove i confini degli agri marmiferi non sono indicati come nella realtà, nè riportati indicando le curve di livello.

Porto, in proposito, queste immagini relativa all’area della Tambura (FOTO I e II).

Questa è una grave mancanza, recepita solo recentemente, anche per l’intervento del Ministero dell’ambiente, da un assessorato regionale. Devo precisare però che l’architetto Puccini, funzionario del Parco, aveva sollevato il problema in Regione fin dal 1999: dunque non sono solo gli ambientalisti a notare le criticità della cartografia.

Italia Nostra chiede di sostituire questa cartografia PRIMA dell’adozione del piano estrattivo. Non è una cosa impossibile: la Regione possiede le carte ERTAG marmi, il Parco possiede le carte redatte per i siti protetti SIC SIR ZPS, ed esiste per quanto parziale il catasto delle grotte redatto dagli speleologi .

L’adozione di una nuova carta si configura come un gesto di civiltà.

Riguardo ai siti SIC SIR ZPS voglio richiamare invece la violazione di una legge europea.

La collocazione delle cave all’interno del Parco ha fatto sì che le zone individuate dalla normativa Europea Rete Natura 2000, create al fine di tutelare la flora e la fauna, siano interrotte dalla presenza delle cave che spesso invadono queste aree, con il risultato che la protezione di una specie endemica cessa improvvisamente laddove c’è una cava per riprendere subito al di là del sito estrattivo….questo vale per la flora e anche per la fauna.

Non solo, la Regione nel 2009 ha violato queste aree protette, già in parte – come ho detto – invase dalle cave (con una percentuale che oscilla dal 9% di area estrattiva in sito ZPS 23 fino al 25% nel SIC 8), creando una nuova area estrattiva all’interno del SIC /SIR 20. Ha modificato nel giro di un mese la perimetrazione del Parco. Allora si poteva! Oggi sembra sia impossibile fare variazioni. Che cosa è cambiato? Perchè quando dei Comuni (mi riferisco a Massa e Casola) chiedono di togliere cave dall’area estrattiva il procedimento non va avanti? Perché si mettono davanti gli interessi degli imprenditori e non si tiene conto dell’interesse riconosciuto della collettività?

Non mi sembra inutile portare alla vostra attenzione una sentenza (2005/ 108) della Corte Costituzionale che, condannando la Regione Umbra per aver anteposto gli interessi economici del territorio alla tutela dell’ambiente, ricorda la violazione dell’articolo 177 comma 2 lettera S della Costituzione , laddove si esprime l’esigenza UNITARIA (come sta scritto anche nello statuto del Parco) della tutela dell’ambiente. E nell’art. 9 della Costituzione il paesaggio è considerato un bene primario.

Anche i ns codici proteggono l’ambiente , basta ricordare nel codice di procedura penale l’art. 635 che colpisce l’uso illecito di un bene culturale e l’art. 733 relativo alla distruzione di habitat e deterioramento in sito naturale protetto.

Un terzo elemento importante da evidenziare, soprattutto nel momento in cui si parla di piano estrattivo, è il ruolo ambiguo che hanno gli uffici del Parco nel momento in cui rilasciano i pareri di loro competenza sui piani di coltivazione (è necessaria una precisazione: ad oggi sono i Comuni che hanno l’ultima parola sulla apertura e chiusura delle cave).

Ambiguo perché non entra , come dovrebbe fare a mio avviso, nel merito dell’opportunità di un’area di escavazione, ma si pone come organo burocratico che convoca i diversi enti per i pareri di loro competenza e cerca di concludere entro i termini previsti dalla legge regionale la procedura, rilasciando positivamente la Pronuncia di compatibilità ambientale, quella di valutazione d’incidenza (obbligatoria per i SIC SIR ZPS) e il nulla osta per il vincolo idrogeologico, anche se gli altri organi (cioè Comune, Provincia, Arpat, ASL e Soprintendenza) non hanno dato il nulla osta. E si limita ad aggiungere che la Ditta si deve procurare questi pareri, oppure richiama il fatto che la Ditta deve osservare le prescrizioni indicate dagli enti.

Ma non spetterebbe invece al Parco, in quanto organo di tutela e valorizzazione , entrare nel merito delle richieste sia per l’impatto paesaggistico, sia per la salvaguardia della flora e della fauna, sia per la tutela del mondo carsico e delle acque?

Ricordiamo che non esiste nessuna forma di controllo a concessioni avvenute che le prescrizioni siano osservate, e addirittura capita che si lavori in una cava non autorizzata (basta ricordare il caso del Padulello che ha scavato indisturbato per due anni). Questo perché le cave sono una settantina, perché il territorio è vasto e i guardiaparco sono solo 4. Aggiungo che il Parco si limita ad elevare multe e a denunciare i reati in Procura , talvolta a due mesi di distanza dal rilevamento del reato, ma – come nel caso del Padulello – NON HA MAI CHIESTO IL FERMO DELLA CAVA.

Sul Parco come semplice coordinatore-burocrate porto questi tre esempi:

Recentemente il Padulello ha rinunciato a scavare una parte a cielo aperto, per aumentare l’estrazione in galleria, presentando un nuovo piano di coltivazione che ha avuto l’autorizzazione del Parco pur essendoci il parere paesaggistico contrario del Comune. Il Comune di Massa infatti ha negato l’autorizzazione perché la Ditta non ha ottemperato alla costruzione dei muri di massi ciclopici di contenimento dei detriti.

Mi domando, ma il Parco “burocrate” che deve chiudere nei termini per evitare denunce, non avrebbe dovuto mandare i guardiaparco a verificare se il muro era stato fatto e soprattutto come era stato fatto?

Come mai il Parco accetta un piano di coltivazione che riduce di 13.000 mc l’estrazione all’aperto, ma li aumenta di 31.000 in galleria? Forse perché valuta di minor impatto ambientale lo scavo in galleria? Certamente dal punto di vista del paesaggio, ma NON per la salvaguardia delle acque!

Ancora più incomprensibile il comportamento da burocrate seguito per la cava Colubraia, cava dove esistono un ingresso carsico (la buca dei Francesi) e sorgenti captate per uso potabile. Il Parco infatti non ha ritenuto di tenere in considerazione il parere negativo della Soprintendenza che giudicava non ammissibile un’attività di escavazione in una zona integra dal punto di vista paesaggistico. Perché ? Perché la Soprintendenza aveva mandato il suo parere al solo Comune di Vagli, il quale si era ben guardato di comunicarlo al Parco o citarlo nelle successive conferenze di servizio, e il Parco, messo a conoscenza del parere alcuni mesi dopo, non poteva riconvocarne un’altra….perchè erano scaduti i termini entro i quali il Parco burocrate deve compiere i suoi atti.

Non solo, quando il Parco rileva che ci sono disattenzioni, violazioni RIPETUTE delle prescrizioni, non mi sembra che eserciti i poteri indicati nella pronuncia di compatibilità ambientale , cioè limitare , sospendere, revocare le autorizzazioni.

Rinnova perciò la concessione a Carcaraia B, sanzionata per difformità e soprattutto per lo scarico dei detriti non autorizzato e ripetuto ( e continuato anche dopo la multa dei guardiaparco) , scarico effettuato lungo i versanti , laddove ci sono DOLINE, cioè emergenze geologiche di grande valore segnalate anche per avere la qualifica di Geoparco. Ebbene, la prescrizione successiva di rimuovere i massi ciclopici e le piante stroncate viene parzialmente soddisfatta perché rimuovere i massi risulta-dice la Ditta- pericoloso per gli operai. Nell’area esiste l’ingresso a una cavità carsica , la buca Frigo : le prescrizioni del Parco sono “limitare le attività nei pressi della buca”

C’è un solo caso, a mia conoscenza, in cui il Parco non ha rilasciato Pronuncia di compatibilità ambientale (ma la cava è stata poi riaperta) ed è il caso di cava Borelle nel comune di Vagli. Il diniego era legato al fatto che la resa del materiale in blocchi era inferiore al 25% stabilito per legge, che il sito era completamente ri-naturalizzato dal momento che nella cava per diversi anni si erano tenuti spettacoli teatrali; infatti, grazie ai finanziamenti europei, il sito era stato adattato a teatro. Il Parco, a mio avviso, invece di negare la pronuncia avrebbe dovuto mandare la pratica alla Procura, alla Corte dei Conti e agli uffici europei che avevano concesso il finanziamento.

Quanto alle cave attigue alle aree di particolare pregio ambientale , il Parco è obbligato alla valutazione di incidenza , concessa in genere con PRESCRIZIONI che, al di là del fatto che possono essere NON osservate, sono al limite del ridicolo cito : <<Al fine di ridurre il disturbo alla fauna legato al rumore prodotto dalle attività di coltivazione, si prescrive di effettuare regolare manutenzione sui mezzi meccanici utilizzati durante le attività di coltivazione e di trasporto dei materiali>>. Aggiungo che, nell’area del Pizzo d’Uccello dove nidificano le aquile, l’attività escursionistica è limitata per non spaventare i volatili, ma si permette l’uso di esplosivi nelle cave come mostrano i cartelli apposti alla sentieristica.

Sempre il Parco-burocrate è a mio avviso passibile di denuncia per omissione di atti d’ufficio perché NON ha mai obbligato i concessionari a –cito- “rimuovere tutti i materiali residui e a realizzare aree idonee all’insediamento di microfauna invertebrata , anfibi e rettili” (prescrizione peraltro regolarmente presente nella documentazione).

Non solo, non mi risulta che abbia inviato comunicazione in proposito alle Ditte che cessano di lavorare e al Comune perché quest’ultimo possa prendere gli opportuni provvedimenti contro queste inadempienze.

L’Ente è passibile di denuncia anche per omissione del principio di precauzione , [principio introdotto nel Dlgsl 2008 n. 4 art. 3.ter (principio previsto dal Trattato comunitario art. 174)] (dunque ancora una violazione di una legge comunitaria) nel momento in cui si prescrive cito: di “effettuare un monitoraggio permanente sul sistema carsico presente nell’area, eseguendo con cadenza annuale il rilievo dei sistemi di fratturazione e delle cavità presenti e trasmettendo gli elaborati all’ente Parco. Nel caso poi in cui le attività di coltivazione dovessero intercettare cavità collegate a sistemi carsici profondi, dovrà esserne data immediata comunicazione al Parco”.

Il principio di precauzione obbliga le autorità competenti ad adottare provvedimenti appropriati per prevenire rischi potenziali per la sanità pubblica, la sicurezza e l’ambiente “ facendo prevalere-cito- esigenze connesse alla protezione di tali interessi sugli interessi economici”.

Ebbene qui, nella presenza di fratturazioni , è in gioco l’inquinamento di un bene primario come è l’acqua, eppure anche nella recente concessione al Padulello , dove indagini effettuate dalla ditta nel 2003 hanno confermato il collegamento tra il sito di cava e la sorgente del Frigido a Forno ( che è la sorgente più importante della Toscana), si prescrive un controllo SOLO annuale anche con la ricerca di grassi e olii vegetali.

Quanto alle fratture queste foto mostrano chiaramente la loro intercettazione e sfido gli uffici a mostrarmi le comunicazioni della Ditta in merito e la presentazione degli elaborati richiesti. FOTO III

Quanto alla presenza di grotte e inghiottitoi registrati nel catasto regionale delle grotte, il Parco, l’ente che dovrebbe tutelare e valorizzare l’ambiente , prescrive di tenere una distanza di 10/20 metri dall’ingresso. Il risultato è anche questo: v. FOTO IV

In sintesi si deve rivedere l’iter adottato finora nelle concessioni e soprattutto si deve decidere se il Parco ha una pura funzione di raccordo o di reale tutela, se si limita a fare il passacarte e a precisare le prescrizioni degli enti , o PUO’ e VUOLE avere la funzione che gli spetta cioè la valutazione di un possibile danno ambientale.

A questo fine sarebbe opportuno che la Regione restituisse l’autorizzazione paesaggistica al Parco, togliendola ai Comuni.

Per il Piano estrattivo:

Premesso che la Legislazione dei Beni culturali protegge le montagne sopra i 1.200 , e i circhi glaciali (quello di Equi è il più basso del Mediterraneo)

Premesso che una delibera della Giunta regionale del 1997 prevede che , cito, << le modifiche morfologiche della coltivazione non devono alterare le linee di crinale e di vetta>> di cui porto alcuni ESEMPI e vieta anche l’apertura di nuove cave in ZPS (FOTO V)

Premesso che redarre un piano estrattivo è una contraddizione per un Parco,

Il nostro Parco appare un organo senza potere, in balia della politica, anche e soprattutto a proposito del piano estrattivo, e non funzionerà mai secondo le finalità istitutive ricordate sopra finchè i membri dei diversi organi sono scelti dai politici, con conflitti di interesse di non poco conto.

Alcune domande in chiusura:

Perché il piano estrattivo del 2002 NON è mai entrato in funzione? Mi rispondo: perché è stato fermato dal sindaco di Massa Neri, lo stesso che ha tenuto nel cassetto il regolamento degli agri marmiferi fatto dall’avv. Piccioli e il Comune di Massa usa ancora la legge estense del 1846, dichiarata nel 1995 incostituzionale.

Perché il Piano estrattivo del 2002 prevedeva la chiusura di una cava del Pizzo d’Uccello e delle cave Padulello e Focolaccia e queste cave , dopo un sintetico contradditorio, sono state invece lo scorso anno ri-aperte? Erano forse cessate le ragioni ambientali che avevano spinto il Parco nel 2002 a chiederne la chiusura?

Ma soprattutto PERCHE’ il Parco, che normalmente si nasconde dietro la volontà dei Sindaci, nel sintetico contradditorio per le cave della Tambura e del Pizzo d’Uccello ha deciso di ergersi sovrano e di andare contro la volontà dei Sindaci di Massa e di Casola che avevano chiesto la chiusura delle cave oggetto del contradditorio?

Il Ministro Orlando ha detto sabato che il suo Ministero è quello che ha il maggior numero di denunce per infrazione alle leggi comunitarie, ben 34: se il Parco non cambia prospettiva è probabile che la 35 esima sia la nostra, attualmente in lavorazione a Bruxelles.

Mi chiedo inoltre che fine farebbe il Geoparco se gli uffici competenti ricevessero la documentazione fotografica di quello che noi definiamo scempio ambientale, scempio che non hanno potuto visionare nelle foto allegate al dossier; e soprattutto che cosa ne penserebbero dell’incremento dell’attività estrattiva , quando nello stesso dossier si parlava di “stagnazione” e “poca estrazione” ? Ricordo anche che l’Unesco non ha inserito tra i suoi siti le cave di Carrara per l’attività di scavo giudicata eccessiva e incontrollata.

Non è da escludere infine che la stessa popolazione, che ha fortemente voluto il Parco, ne chieda l’abolizione dal momento che, concepito in questo modo, si configura un organismo che non preserva l’ambiente e grava nelle tasche dei cittadini.

Intervento di Franca Leverotti- addì 2.7.2013

 “Twenty!” Special Guest Luciana SavignanoLuciana Savignano in Le Marriage di Roland Petit 1990 Milano

Domenica 7 luglio alle 21,30 il Teatro La Versiliana accende i riflettori sulla danza con “TWENTY!” Special Guest LUCIANA SAVIGNANOimage013

Pietrasanta- Una serata speciale, anteprima del cartellone teatrale 2013, in occasione del ventennale di Versiliadanza, la compagnia diretta da Angela Torriani Evangelisti, nata proprio alla Versiliana nel 1993 grazie all’intuizione dell’allora direttore artistico Franco Martini.  Special guest della serata sarà Luciana Savignano, la signora della danza, che sarà interprete della coreografia Lettera di Calipso, creata da Angela Torriani Evangelisti con testi di Antonio Tabucchi.

Versiliadanza compie nel 2013 vent’anni di attività.savignano

Una storia nata nel 1993 grazie al Festival La Versiliana. “A questo luogo ci lega una storia profonda e particolare – dichiara Angela Torriani Evangelisti -. Lo abbiamo visitato fin da piccoli quando assistevamo agli spettacoli, ha dato inizio ai nostri primi passi, ci ha fatto conoscere e crescere a tal punto che tra le collaborazioni d’eccellenza di questi vent’anni vantiamo nomi come Susanne Linke, Urs Dietrich, Antonio Tabucchi, Luciana Savignano, Igor Mitoraj, Bob Wilson, il Centre Chorégraphique International de Bagnolet Seine – Saint Denis, l’Istituto Internazionale Andrej Tarkovskij. Per questo sono molto grata a Franco Martini che ricordo con grande affetto oltre che alla Fondazione La Versiliana e al direttore artistico Luca Lazzareschi che ci ha appoggiato in questo progetto”.

La serata, avrà come fil rouge il tema del mare e del porto come luogo di passaggio, sarà l’occasione per ripercorrere il lavoro coreografico di Angela Torriani Evangelisti, direttrice della compagnia dalla sua fondazione e dei collaboratori a lei più vicini negli anni come Caterina Figaia, Mariangela Ghilarducci. Nel percorso di questi 20 anni spicca la collaborazione con il regista armeno (con cui Versiliadanza collabora dal 2006) Vahan Badalyan e del suo attore-danzatore principale, Arsen Khachatryan, insieme al lavoro coreografico del giovane autore emergente Leonardo Diana, che debuttò nel 2003 proprio sul palco de La Versiliana, e del collettivo CLAK/ Teatro Contagi. Ospite d’eccellenza come Luciana Savignano per la quale Angela Torriani Evangelisti creò una coreografia nel 1997.

Lo spettacolo comprenderà una serie di coreografie tratte dal repertorio della Compagnia (estratti da LSD – Lighting Shakespeare Desires, Canto nuziale, Goodbye Mr Nightingale, La Porta del Mare, Ofelia o dell’irrealtà, 7th Sense, ecc.) oltre ad altri lavori dal 1993 a oggi, firmati da Angela Torriani Evangelisti, Caterina Figaia, Leonardo Diana, CLAK/ Teatro Contagi e Vahan Badalyan.

Il costo dei  biglietti da 13 a 25 euro  su www.laversilianafestival.it

Info : 0584 265757- mob 349.8613496 – mob 349.4445332

ufficio.stampa@laversilianafestival.it

 TWENTY! Vent’anni di Versiliadanza

 Con la partecipazione straordinaria di Luciana Savignano

Leonardo Diana, CLAK/ Teatro Contagi, Caterina Figaia, Mariangela Ghilarducci, Angela Torriani Evangelisti. Collaborazione artistica: Vahan Badalyan. Interpreti: Chiara Cinquini, Leonardo Diana, Eugenio Dura, Caterina Figaia, Katia Frese, Mariangela Ghilarducci, Arsen Khachatryan, Chiara Innocenti, Andrea Serrapiglio, Luca Serrapiglio, Angela Torriani Evangelisti. Testi Antonio Tabucchimusiche: AAVV. La musica dal vivo è composta ed eseguita da Andrea Serrapiglio, Luca Serrapiglio. Video: Leonardo FilastòDisegno/luci: Mario Bacciottini, Andrea Margarolo, Luca Telleschi- Costumi: Lucia Castellana, Tony Musa, Versiliadanza 1993 – 2013- Produzione: Versiliadanza 2013 con il sostegno di Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Toscana

Comunicato stampa Fondazione La Versiliana-addì 3.7.2013 

Seravezza: torna l’appuntamento estivo con il gusto grazie all’Aperitivo MediceoDilaiuti e Bigazzi

Seravezza– A Seravezza (Lu), nei giardini del Palazzo Mediceo, fresco di riconoscimento come Patrimonio dell’Umanità da parte dell’Unesco, dopo due anni di straordinari successi si rinnova “Aperitivo Mediceo. Assaggi di Toscana”. La terza edizione prevede in tutto sette appuntamenti, da martedì 9 luglio ore 18.30, a giovedì 20 agosto, con il gusto, la tradizione e la storia dei prodotti e dei piatti tipici locali raccontati da Fabrizio Diolaiuti e cucinati da grandi chef. I prodotti della terra e del mare di Toscana, con particolare riferimento a quelli della Provincia di Lucca, saranno i protagonisti di questa originale manifestazione. Il format vincente consiste nel presentare i prodotti ed i produttori degli ingredienti che fanno parte di un piatto. Poi il cuoco eseguirà la ricetta in diretta davanti alla gente, il pubblico potrà porre domande, chiedendo spiegazioni. Alla fine dalle parole si passerà ai fatti con una degustazione gratuita di quello che è stato cucinato. Non mancheranno ospiti importanti come Beppe Bigazzi, e presentazioni di libri legati alla cucina. Saranno trattati temi come l’Orto Spontaneo a cura del naturopata Marco Pardini. Si parlerà di piatti di recupero, del quinto quarto della bestia con una puntata dedicata al fegato con il nobile beccaio Michelangelo Masoni e poi i peperoni, i peperoncini, le torte di verdura.  Insomma sette appuntamenti da non perdere per tutti gli amanti del buon cibo e per trascorrere una serata in un luogo come il Palazzo Mediceo di Seravezza ricco di storia e fascino.Fabrizio Diolaiuti

Informazioni: Fondazione Terre Medicee – tel. 0584/757443 sito web: www.terremedicee.it

Comunicato Ufficio stampa ILogo  Fabrizio Lucarini, mobile 3407612178 / Chiara Mercatanti, mobile 3479778005 E-mail:press@ilogo.it

Bilancio e prospettive delle iniziative per l’anniversario dei cinquecento anni della costituzione della Versilia MediceaLodo2 (1)

Firenze: Entrano nel vivo le celebrazioni dedicate all’anniversario dei cinquecento anni della costituzione della Versilia medicea. A partire da luglio, fino a dicembre, il calendario delle manifestazioni in programma si fa particolarmente fitto. Per presentarle, e per operare un primo bilancio delle attività già svolte, si è tenuta questa mattina a Firenze una conferenza stampa presso la sede del Consiglio Regionale della Toscana. Sono intervenuti: Eugenio Giani, consigliere regionale; Cristina Acidini, Soprintendente al Polo Museale Fiorentino; Domenico Lombardi, sindaco del Comune di Pietrasanta; Umberto Buratti, sindaco del Comune di Forte dei Marmi; Ettore Neri, sindaco del Comune di Seravezza; Michele Silicani, sindaco del Comune di Stazzema; Riccardo Tarabella, presidente del Comitato promotore delle celebrazioni; Luigi Santini, presidente dell’Istituto Storico Lucchese, sezione Versilia Storica.

Versilia, 3 luglio 2013

Comunicato stampa inviato da Stefano Roni

Attenzione:

Domani pubblicheremo il Comunicato Stampa del Consiglio Regionale della Toscana sui contenuti della conferenza stampa di questa mattina
e il Comunicato Stampa con il programma dettagliato delle celebrazioni relative al periodo luglio-dicembre 2013

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