Libera Cronaca dalla Gola del Rondone del 20 e 21 marzo 2013

Libera Cronaca dalla Gola del Rondone del  20 e 21 marzo  2013

 

VERITA’ EQUITA’ TOLLERANZA DIALOGO

Qualcosa sta per accadere nel bengodi della politica itagliana?

Le dichiarazioni di ieri sera dei neo presidenti della Camera, Laura Boldrini, e del Senato, Piero Grasso, sulla riduzione del 30% dei loro compensi per la carica che ricoprono e l’impegno di ridurre gli attuali costi  dei due rami del  Parlamento del  30-50%  sono fatti concreti e parole non nuove ma che stavolta danno fiducia che la strada sarà percorsa. Le dichiarazioni seguono il discorso di ieri mattina con cui Papa Francesco ha iniziato il suo ministero petrino ma anche quanto i cittadini italiani hanno espresso con il voto. Non vorremmo però che dietro questi impegni precisi, che seguono un inqualificabile e intollerabile ritardo di anni  e per l’acqua giunta al collo della  politica  itagliana, ci fossero due PERCHE’ da spendere a breve. Non li esplicitiamo per rispetto che vogliamo portare a questi fatti concreti e alle parole chiare dette agli italiani e non agli itagliani dalle due facce nuove e credibili che sono state elette a presiedere le istituzioni della Camera e del Senato.  Confidiamo veramente, anche a seguito dei provvedimenti assunti dalla Regione Sicilia in merito alla soppressione delle province e all’accorpamento dei piccoli comuni, che oggi cessi l’inverno itagliano e  che da domani inizi la PRIMAVERA ITALIANA.  Ma stiamo mangiandoci le  labbra e paralizzandoci le dita sulla tastiera per le  priorità, meglio le partite che si stanno giocando sulla pelle di milioni di cittadini.

NB: Sembrerebbe che la primavera inizi oggi, dato che il 2013 è un anno bisestile, cioè  quando il mese di febbraio  ha 29 giorni, e  che  il taglio del 30% dei compensi dei presidenti di Camera e Senato  inciderà  sul totale complessivo percepito, stipendio di parlamentare e indennità aggiuntiva di carica.

Giuseppe Vezzoni-addì 20.3.2013  

Perplessità  di democrazia sul Movimento 5 Stelle

Ho letto il programma del movimento 5 Stelle. E’ diviso in 7 parti: STATO E CITTADINI, ENERGIA, INFORMAZIONE, ECONOMIA, TRASPORTI, SALUTE, ISTRUZIONE. Il Pd per cercare un accordo per la formazione di un nuovo governo ha proposto ai 5 Stelle 8 punti che mi sembrano ragionevoli e che comunque possono rappresentare una base valida per un programma concordato. In questi punti del resto si trovano molte delle proposte contenute nel programma del Movimento 5 Stelle. Degli 8 punti del Pd ne ho scelti 4 che potrete leggere alla fine di questa mia riflessione. Sono quelli che maggiormente corrispondono ad alcune parti del programma del Movimento 5 Stelle.

(Questo è il link per chi lo vuol consultare: http://www.beppegrillo.it/movimento/programma/)

Mi viene spontanea una domanda. Il Movimento vuole realizzare veramente alcuni dei contenuti di quel programma o è interessato  solamente a mandare a casa i partiti esistenti? Qual è la sua strategia? Tornare  alle elezioni per ottenere la maggioranza assoluta? Penso sia questo l’unico obiettivo,  altrimenti non capisco perché non accettare almeno una parte degli otto punti propostigli da Bersani.  E cosa pensano i guru del movimento che sia più importante mandare a casa Bersani e C. o iniziare rapidamente ad affrontare i problemi del lavoro e della disoccupazione?  Ma i 5 Stelle non discutono, hanno un concetto ben strano di democrazia. Per loro sarà democrazia solo quando avranno il 100% dei consensi, gli eletti delle altre formazioni politiche non sono degni a priori di conferire con loro, addirittura a volte neppure di un saluto. E’ un atteggiamento elitario che poco ha a che fare con il concetto di democrazia. Affermare, come si fa nello statuto del Movimento 5 Stelle, che la Rete Internet è lo strumento capace di assicurare un modello di consultazione e partecipazione effettivamente democratico alla vita politica del Paese” è una conferma di questo atteggiamento elitario. Se non si usa la rete siamo  “out” secondo questi rivoluzionari del 2000.

Ho militato da giovane, parlo della seconda metà degli anni 60 , in formazioni della sinistra extraparlamentare. Le ho conosciute un po’ tutte queste formazioni. Nel movimento 5 Stelle rivedo il settarismo e lo schematismo semplicistico di quelle formazioni.

Fabio Maccari-addì 19.3.2013

Ecco alcuni degli 8 punti proposti dal Pd che Fabio Maccari ha preso in esame

Punto 2 Misure urgenti sul fronte sociale e del lavoro

Piano straordinario di piccole opere di Regioni, Province e Comuni per mettere in sicurezza scuole e ospedali, recupero ambientale e mobilità. E dare occupazione. Dare priorità alla riduzione fiscale per redditi bassi, lavoro e investimenti produttivi. Un’ora di lavoro stabile sia più conveniente di un’ora di lavoro precario. Programma per l’Agenda digitale, la banda larga e lo sviluppo dell’ICT. Pagamento dei debiti della Pa nei confronti delle piccole e medie imprese: 10 miliardi l’anno per cinque anni, da finanziare con l’emissione di titoli di Stato. Meno contanti e più moneta elettronica per favorire la fedeltà fiscale. No a condoni. Rivedere le procedure di Equitalia per evitare di aggravare condizioni dei contribuenti onesti. Salario minimo per chi è escluso dai contratti collettivi nazionali di lavoro. Eliminare l’Imu fino a 400-500 euro di imposta sulle prime case. Esentato l’80 per cento delle prime case. Immobili delle piccole e medie imprese equiparati alle prime case. Favorire il credito alle imprese, anche potenziando il ruolo della Cassa depositi e prestiti. Salvaguardia degli esodati. Incentivi per l’occupazione femminile, a cominciare da detrazioni fiscali per il lavoro delle donne con figli minori.

Punto 3 Democrazia e moralità: trasparenza e riforma della vita pubblica

Superamento del finanziamento pubblico prevedendo un sistema di piccole contribuzioni private assistite da parziali detrazioni fiscali. Stipendio dei parlamentari e degli amministratori regionali equiparato a quello di un Sindaco di capoluogo di Provincia. Riforma dei partiti che applichi l’articolo 49 della Costituzione e che ne regoli la vita interna, la formazione degli organismi dirigenti, i codici etici, la trasparenza per l’accesso alle candidature. Abolire le provincie eliminandole dalla Costituzione e promuovere unioni e consorzi tra Comuni. Riduzione del numero dei parlamentari: da 630 a 300 deputati, da 315 a 150 senatori. Il Senato diventa Senato delle Regioni. Ridurre il numero dei comuni. Tetto all’indennità dei dirigenti pubblici e delle società pubbliche. Meno burocrazia più semplicità. Revisione e semplificazione dei centri di competenza tra Stato e Regioni anche in considerazione della trasformazione del Senato delle Regioni. Regole per la produzione normativa del Governo in modo da garantire la qualità la comprensione e la semplicità dei testi. Semplificazione delle leggi regionali. Forme di consultazione pubblica sui più importanti disegni di legge di iniziativa governativa. Responsabilità e trasparenza dei pubblici poteri. Obbligo di pubblicità totale per i titolari di funzioni apicali presso i ministeri e per tutti coloro che nelle diverse amministrazioni pubbliche abbiano funzione rilevante. Severe sanzioni per i dirigenti responsabili che omettono di pubblicare le informazioni previste dalla legge. L’obbligo di pubblicità riguarda sia l’attività svolta sia l’uso delle risorse finanziarie di cui devono essere presentati i dati con modalità semplificate ed effettivamente intellegibili. Ciascuna amministrazione centrale o periferica deve rendere effettivamente intellegibile l’utilizzo delle risorse pubbliche.

Punto 5 Legge su conflitti d’interesse, sull’incandidabilità, l’ineleggibilità e sui doppi incarichi

Punto 6 Economia verde e sviluppo sostenibile

Favorire la produzione di energia più pulita. Rendere permanenti le detrazioni del 55% per riqualificazione edilizia ed efficienza energetica. Acqua: Stop agli sprechi. Migliorare le infrastrutture di distribuzione e depurative. Ridurre i consumi

Uscire dalla crisi con innovazione, tecnologia e ricerca. Creare circuito virtuoso tra sistema formativo, università e imprese. Lotta a ogni forma di condono edilizio ambientale. Sistema tariffario più equo per riconoscere il diritto all’acqua per tutti e garantire gli investimenti. Lotta senza quartiere contro le ecomafie. Pene più severe per i reati contro l’ambiente. Far leva su risorse pubbliche e private per progetti Paese su agenda digitale, green economy, nuove tecnologie per il made in Italy, tecnologie della salute, bioeconomia. Vantaggi fiscali per recupero aree dismesse e stop al consumo di aree agricole. Piano straordinario per riduzione, raccolta, riutilizzo e recupero dei rifiuti. Ridurre il più possibile il ricorso alla discarica e agli inceneritori. Credito di imposta strutturale per sostenere le imprese che fanno ricerca. Favorire il recupero dei siti industriali inquinati

Dagli 8 punti del piano di un eventuale governo a guida del candidato premier della coalizione del Centrosinistra, on.  Pier Luigi Bersani

 

Senato. Riccardo Nencini: nasce il gruppo parlamentare “per le autonomie e Psi”

Soddisfazione in tutto il partito

E’ nato il gruppo ‘Per le Autonomie e PSI’ al Senato”. Ad annunciarlo Riccardo Nencini, Senatore del Partito Socialista Italiano e Segretario nazionale del Partito. “E’ una conquista della nostra autonomia. I socialisti avranno la propria indipendenza e la propria organizzazione “ – conclude Nencini. L’annuncio della costituzione al Senato del gruppo parlamentare Autonomie e Psi ha suscitato il plauso e la soddisfazione di dirigenti e militanti del PSI. Dal Trentino Alto Adige alla Sicilia continuano a giungere diffusi consensi per l’iniziativa parlamentare che consentirà ai socialisti di  operare in piena ed assoluta AUTONOMIA POLITICA ED ORGANIZZATIVA. Anche i socialisti della Provincia di Lucca sono fieramente orgogliosi e contenti di questa iniziativa che riporta i propri rappresentanti nel Senato della Repubblica dopo cinque anni di dolorosa assenza.

Comunicato stampa in buona parte ripreso da news su www.partitosocialista.it  dal sottoscritto che fa parte della Segreteria della Federazione provinciale PSI di Lucca. Caro Giuseppe, spero che cosi vada bene. Fraterni saluti

Gabriele Martinelli-addì 19.3.2013

Re: Benissimo, fai sempre così. Grazie

 

MASSA CARRARA, “SULL’EROSIONE NECESSARIO CAMBIARE STRATEGIA”

 

Staccioli, “Lavori a rilento e fallimenti a ripetizione: affidiamoci ad altri esperti”

 

Massa Carrara“Sull’erosione costiera è necessario cambiare strategia: continuare ad affidarci ai soliti esperti, responsabili fin qui di fallimenti a ripetizione, è controproducente”. E’ quanto dichiara Marina Staccioli, consigliere regionale del Gruppo Misto, in merito alla situazione delle spiagge di Massa Carrara. “Non possiamo più permetterci di rinviare i lavori – aggiunge Staccioli – o di continuare a correggere il tiro su progetti che fin qui si sono rivelati disastrosi. Prima ci sono state le scogliere, poi i geotubi, poi il ritorno alle scogliere: e nel frattempo 14 milioni di euro buttati letteralmente a mare dalla Regione Toscana”. “E’ necessario studiare soluzioni diverse – continua – cominciando a coinvolgere docenti e università fin qui rimaste inascoltate”.

Altro problema, quello del legname depositato sull’arenile dalle mareggiate. “Anche ieri la spiaggia di Marina di Carrara si presentava come una distesa di tronchi e rami – afferma la consigliera – proprio alle porte dell’apertura della stagione”. “Non possiamo continuare a scaricare il problema e i costi sui Comuni e sui balneari – conclude Staccioli – la Regione coinvolga Autorità di bacino e Consorzi di bonifica”.

Firenze, 20 febbraio 2013

Comunicato Ufficio Stampa Francesca Puliti per il consigliere regionale Marina Staccioli (Gruppo Misto)

 

VERSILIA, “LEGNAME IN SPIAGGIA, NON LASCIAMO SOLI I COMUNI”

Staccioli, “Autorità di bacino da coinvolgere, serve subito un progetto”

 

Versilia– “Coinvolgere le Autorità di bacino e i consorzi di bonifica: la questione del legname depositato in spiaggia non può essere delegata esclusivamente ai Comuni e agli stabilimenti balneari”. E’ quanto dichiara la consigliera regionale Marina Staccioli (Gruppo Misto), in seguito all’ennesima mareggiata che ha ricoperto le spiagge con il cosiddetto “lavarone”. “Il problema nasce a monte – spiega Staccioli – sulle sponde dei fiumi, dove non viene fatta sufficiente manutenzione. Ed è qui che è necessario intervenire, coinvolgendo gli Enti competenti. Non possiamo più permetterci di scaricare soluzioni e costi sui Comuni della costa e in ultima istanza sui balneari, che nella pratica si trovano costretti a intervenire”. La questione costi non è affatto secondaria all’aspetto turistico e attrattivo delle spiagge. “Il conto della pulizia dei rifiuti scaricati in spiaggia dalla mareggiata dello scorso novembre è arrivato a 150mila euro solo per il Comune di Forte dei Marmi”. “Oltre 200 euro a tonnellata di materiale raccolto e trasportato in discarica”, specifica Staccioli. “Eppure – aggiunge – il modo per far fruttare questa attività e recuperare almeno in parte le spese ci sarebbe: già a luglio 2010 depositai una mozione in merito alla necessità di avviare un progetto pilota per utilizzare il lavarone al fine di produrre compost oppure energia da biomasse”. All’epoca la mozione venne rinviata in Commissione, ma la discussione non è mai stata riaperta. “Basterebbe dividere i rifiuti organici dagli altri materiali – continua Staccioli – anziché classificarli tutti come rifiuti speciali e portarli in discarica in maniera indifferenziata. La procedura – conclude – è già stata sperimentata in altre parti d’Italia: è ora che anche la Toscana si attivi”.

Firenze, 20 marzo 2013

Comunicato Ufficio Stampa Francesca Puliti per il consigliere regionale Marina Staccioli  (Gruppo Misto)

 

Decima edizione di Seravezza Fotografia

Seravezza– Si svolgerà sabato 23 marzo alle ore 12, nel Palazzo Mediceo, via L. Amedei ( già via del Palazzo), n.358, Seravezza (Lu), la presentazione e l’anteprima per la stampa della mostra “Esefossevero” del fotografo Bart Herreman, l’evento di punta della decina edizione di Seravezza Fotografia. Saranno presenti: Ettore Neri, sindaco del Comune di Seravezza e presidente della Fondazione Terre Medicee; Ivo Balderi, direttore artistico; Riccardo Biagi, assessore alla cultura del Comune di Seravezza; Bart Herreman, fotografo. I colleghi sono invitati

Seravezza, 20 marzo 2013

Comunicato Ufficio Stampa ILogo, Fabrizio Lucarini 3407612178, email: press@ilogo.it Chiara Mercatanti 3479778005

Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari  del Comune di Stazzema per l’anno 2013

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Stazzema- Il Consiglio Comunale di Stazzema in data 7 marzo 2013  ha approvato il Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari per l’anno 2013. Il piano  è stato approvato con 11 voti favorevoli e uno contrario su 12 consiglieri presenti su 17 che compongono il Consiglio Comunale di Stazzema. Il voto contrario è stato espresso dal consigliere  del Gruppo Luce a Stazzema,Gian Piero Lorenzoni. Nell’allegato 2, nell’elenco delle valorizzazioni immobiliari manca il lavatoio in località Orti di Carbonaia in frazione di Mulina.Presa degli Orti,una immagine che non c'è più

Questo lavatoio pubblico, ancora provvisto delle vasche e del piano di lavaggio in  pietra del Cardoso, fu danneggiato durante l’alluvione del 19 giugno 1996. Lasciato in stato di abbandono, tra l’altro  dalla roccia in cui  è inglobato il manufatto sgorgava una sorgente di buonissima  e freschissima acqua a cui d’estate i  residenti del sobborgo di Carbonaia andavano a rifornirsi d’acqua, il lavatoio ha subito l’asportazione di parte della copertura in legno. Andrebbe recuperato, così come, tolta la risulta di frana, riattivata la sorgente naturale. Il manufatto si  trova sull’argine del Torrente Mulina, sponda sinistra rispetto alla  distrutta Presa degli Orti che  il progettista della risagomazione postalluvione dell’asta fluviale, ing.  Enio Paris, non ha previsto alcun ripristino. La presa rappresentava uno dei più begli scorci fluviali  del Mulina e l’acqua captata da una gora movimentava i macchinari della Ferriera detta degli Orti o del Distendino. Per la sua ricostruzione Giuseppe Vezzoni ha scritto e battagliato molto, senza alcun risultato.

Libera Cronaca dalla Gola del Rondone-addì 20.3.2013  

 

Giuseppe Vezzoni è una risorsaPalazzo Panciatichi- presentazione libro Mai Più 28.2.2013 006

Caro Giuseppe, riflettevo un attimo sulla piccola polemica della mancata presentazione del tuo libro Mai Più. Dal Don a S.Anna di Stazzema  a Terrinca, e avevo letto anche che nessuno degli amministratori di Seravezza e di Stazzema aveva partecipato alle tue presentazioni a Firenze e al Mediceo.

Sinceramente rimango un po’ allibito dalla mancanza di interesse verso un’iniziativa che coinvolge tutti i paesi versiliesi e non solo. Il tuo libro, che spero presto di leggere, dovrebbe essere la testimonianza delle raccapriccianti gesta di persone prive di scrupoli, e proprio per non far cadere nel dimenticatoio quello che quasi settanta anni fa fu concepito a S.Anna le amministrazioni dello stazzemese hanno fortemente voluto il Parco della Pace. Tu chiedi di essere ospitato nei vari circoli o sedi istituzionali per presentare il tuo libro……FAI MALE!!!… PERCHE DOVRESTI ESSERE INVITATO!!!! MI PARE IL MINIMO!!! …. E CON GRANDE  ORGOGLIO!!! PERCHE’ SEI UN CITTADINO DI STAZZEMA E SEI UNO SCRITTORE CHE PORTA IN GIRO PER L’ITALIA ( E SONO CONVINTO ANCHE OLTRE) LA TESTIMONIANZA INDELEBILE DELLE ATROCITA’ UMANE.

Ritengo che Giuseppe Vezzoni per la comunità stazzemese e versiliese sia una risorsa e come tale va rispettata e mantenuta.

Guglielmo Vincenti-addì 20.3.2013

Re: Guglielmo,  hai esagerato a considerare Giuseppe Vezzoni uno scrittore e  una risorsa. Basterebbe solo non concepirlo un discapito. Ti ringrazio.

Giuseppe Vezzoni-addì 20.3.2013

C’è pervenuto  un sms con cui siamo stati invitati ad essere corretti e spiegare il commento di Guglielmo per quanto concerne l’assenza degli amministratori di Stazzema alle presentazioni del libro Mai Più, Ecco il testo: Leggi il commento di Vincenti e se sei corretto devi giustificare l’assenza degli amministratori di  Stazzema perché abbiamo sbagliato giorno e eravamo in due a partecipare. Poi il giorno dell’evento sai bene perché non potevamo essere presenti”

Mettiamo i motivi della mancata presenza: 

a) A Firenze era stato sbagliato giorno e il 28 febbraio c’era un incontro a Sant’Anna di Stazzema con il sindacato Spi-Cgil e la presentazione del libro Un treno per dimenticare.  E’ stato scelto questo evento: il giorno prima in due, il giorno dopo neanche uno.  

b) Il 2 marzo, al  Mediceo  Seravezza,  alle 16,30, non c’era nessuno. Forse perché la mattina a Pruno c’era il ricordo  anniversario del poeta Mario Luzi?  In questo caso non sappiamo come motivare: forse la stanchezza. 

Se con queste spiegazioni si pensa di essere stati correttamente giustificati, ciò  significa  accontentarsi veramente di  un  salvagente bucato. 

Giuseppe Vezzoni-addì 20.3.2013 

Onore e gloria all’eroico finanziere scelto Claudio Sacchelli

Il libro intitolato La guerra di Claudio, voluto dalla Guardia di Finanza, non solo onora la memoria dell’ eroico finanziere Claudio Sacchelli, morto di stenti nel campo di sterminio nazista di Mauthausen nei primi del mese di maggio 1945, ma anche tutti i finanzieri italiani da sempre sentinelle inflessibili di ogni confine, sia in tempo di pace che di guerra, e in grado di scrivere , in duecentotrentotto anni di storia, pagine di fulgido valore. Sui finanzieri la nostra Patria potrà sempre contare anche nell’avvvenire . In questo contesto il libro onora altamente le Fiamme Gialle cadute nell’adempimento del proprio dovere. E’ quindi un’opera letteraria commovente , tutta da leggere e piena di fotografie , molte delle quali scattate dallo stesso Claudio che amava la fotografia. Bella da vedere è la foto scattata il giorno del matrimonio di Claudio con Mafalda Testa , celebrato a Fiorenzuola d’Arda il 5 settembre 1943, e molto interessanti anche le due fotografie che ci mostrano i particolari delle camere a gas e dei forni crematori. Il volto di Claudio, visibile in numerosi scatti che lo ritraggono, e, in particolare nella foto che gli fu fatta quando era allievo finanziere , sembra quella di un angelo. Traspare dal suo sguardo l’amore cristiano che l’ha portato a morire in un lager nazista per avere salvato la vita a centinaia e centinaia di perseguitati di origine ebraica , che senza il suo aiuto per espatriare in Svizzera sarebbero stati uccisi nella camere a gas o bruciati vivi nei forni crematori. Il 18 aprile 2012 il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha insignito alla memoria del finanziere scelto Claudio Sacchelli la medaglia d’oro al Valore Civile. Nel libro c’è la storia della bella e antica terra di Versilia, come si vede da molte fotografie riprodotte in cartolina. E si accenna anche all’emigrazione, che vide milioni e milioni di italiani partire per il nuovo Continente alla fine del 1800 e nei primi decenni del 1900, alla ricerca di migliori condizioni di vita. In America trovarono la “porta d’oro” aperta. Erano liberi di scegliere. Tra loro c’era anche Garibaldo Sacchelli, il padre di Claudio, che venne alla luce quando il suo genitore iniziò a lavorare in America come lucidatore di marmi. Sui monti di Cerreta S.Nicola e del Cerro Grossso dove Claudio e la sua mamma tornarono dopo qualche anno trascorso in America, Claudio crebbe cullato dall’affetto dei nonni. Nello sfogliare le pagine del libro mi sono apparse davanti agli occhi le immagini di tanti luoghi dove Claudio si fece fotografare quando era giovane finanziere. Osservandole mi sono rivisto in quelle località dove anch’io prestai servizio, in primis a Roma, dove Claudio frequentò il corso allievi finanzieri nell’anno 1933 presso la caserma intitolata a Vittorio Emanuele III, che nel dopoguerra, fu chiamata Caserma Piave, nella quale, sedici anni dopo Claudio anch’io frequentai lo stesso corso di allievo finanziere. Traspare dal sguardo di Claudio e dal suo volto, dolce e mite, l’amore cristiano che l’ha portato a morire in lager nazista per avere salvato la vita a tante creature innocenti. Nel libro ho rivisto Porlezza e Buggiolo. In queste ultime località come in altre località del confine italo – svizzero, fui impiegato come marconista. A causa delle avarie che talvolta si verificavano a Buggiolo quando al gruppo elettrogeno, quando all’apparato ricetrasmittente nei periodi in cui gli apparecchi venivano riparati al laboratorio esistente al comando della legione di Como,il comandante della brigata, brigadiere Lai, era solito impiegarmi nell’esecuzione dei servizi per la repressione del contrabbando. A passo Foscagno (2.250 m), sede del distaccamenbto della brigata di Semogo, conobbi don Alessandro Parenti, parroco di Trepalle , che era la più alta parrocchia d’Europa, dove si rifugiarono molti militari sbandati dopo l’otto settembre 1943. Ricordo che la brigata di Buggiolo aveva due distaccamenti, uno chiamato S.Lucio e l’altro Garzirola. Durante un servizio anticontrabbando prestato poco sotto il distaccamento di S. Lucio, vidi un croce di marmo posta dove un fulmine aveva ucciso, in anni remoti, due giovanissimi finanzieri che erano lì appostati mentre espletavano un servizio anticontrabbando. A pochi metri di distanza dalla caserma del distaccamento di Garzirola vidi diverse croci di marmo bianco collocate lungo il poggio del monte, a ricordo dei finanzieri morti a causa della tormenta, mentre ritornavano al distaccamento al termine di servizi anticontrabbando. Erano arrivati vicinissimi a salvarsi, gli rimanevano soltanto pochi metri da percorrere, per arrivare ad aprire l’uscio della caserma ma non ce la facevano più a muovere i passi. La morte crudele li stese, senza vita, sull’alta coltre di neve. La descrizione delle modalità con le quali venivano espletati i servizi per la repressione del contrabbando, mi ha fatto tornare alla mente quella volta in cui la mia pattuglia si appostò dietro alcune rocce dell’alpe Riccola, località posta vicina al confine al territorio posto sotto la giurisdizione della brigata di Dasio Valsolda, dove nei pressi si congiungevano alcuni sentieri che scendevano a valle. Udimmo il rumore di passi veloci prodotti dalla corsa di un uomo che scendeva a valle. C’era un buio assoluto, senza la luna: non si potevano muovere i piedi su quel terreno pieno di rocce e di sassi. Comunque eravamo rimasti lì col fiato sospeso, pronti certamente all’ attacco se fosse passato il gruppo dei contrabbandieri, perché non solo la neve cadente, come dice la nostra bella canzone, ma neanche il terreno accidentato avrebbe fermato il nostro passo. Guardai il quadrante dell’orologio che segnava le ore 18,30. Pensavamo che quell’uomo agisse da staffetta per vedere se lungo il sentiero vi fossero dei finanzieri appostati. Attendavamo che dopo di lui, arrivasse il grosso degli spalloni, con le sigarette e quant’altro di contrabbando, ma non passò più nesssuno. A Buggiolo prestò servizio anche Guido Angelini, versiliese come me, insieme al quale nel 1949 frequentai a Roma il corso allievi finanzieri. . Con noi c’era anche un altro versiliese, Primo Giorgi, scomparso qualche anno fa. Sento il dovere di ringraziare gli autori di questo bellissimo libro, il generale di Corpo d’Armata in congedo Luciano Luciani, che è anche presidente del museo Storico e del Comitato di Studi Storici della Guardia di Finanza, e il capitano Gerardo Severino, direttore del Museo Storico e capo di due Sezioni dell’Ufficio Storico della Guardia di Finanza. La lettura del loro libro spronerà ancora di più i finanzieri in servizio e, quelli che verranno dalle generazioni future, ad espletare nel migliore dei modi i servizi che eseguiranno a beneficio della nostra collettività nazionale e per la imperitura gloria del nostro Corpo.

P.S. – In questo libro non avrei voluto parlare di me, ma aver visto in fotografia i luoghi nei quali prestò servizio Claudio Sacchelli, e dove anch’io sono stato, non potevo starmene zitto.

Renato Sacchelli- addì 19.3.2013

Re: Sacchelli, hai fatto benissimo. Abbiamo bisogno di conoscere comportamenti esemplari come quello della Medaglia d’Oro Claudio Sacchelli. Come Libera Cronaca ti ringraziamo.

Giuseppe Vezzoni-addì 20.3.2013

Domenica 7 aprile si inaugura il Cippo a Veglia,  partigiana medaglia d’Oro di Castello TesinoInvito cippo Veglia

 

Castello Tesino- Stazzema-  Domenica, 7 aprile, sarà inaugurato il Cippo a Veglia, nome di battaglia di Clorinda Menguzzato, la giovane partigiana di Castello Tesino uccisa dai nazisti e alla cui memoria è stata conferita la Medaglia d’Oro.  L’iniziativa di un cippo alla sua memoria ha il patrocinio della Provincia autonoma di Trento, Anpi del Trentino e dell’Associazione nazionale partigiani d’Italia. Aderisco all’iniziativa: Anpi del Veneto; Comunità di Valle Valsugana- Tesino e i Comuni di Pieve, Castello e Cinte Tesino. Interverranno Alberto Parcher, Presidente della Giunta Provinciale; Alberto Basso, Presidente Anpi nazionale, e Sandro Schmid, presidente Anpi del Trentino.

Comunicato di Sandro Schmid- addì 18.3.2013

 

RICORDO DI CLORINDA MENGUZZATO VEGLIA                     

a cura di Sandro Schmid

 

“ Una cosa sola non passa mai: la voce della nostra coscienza la quale ci dice che abbiamo fatto il nostro dovere e questa voce che non conosce tramonto è la nostra vera gloria.”

Don Francesco Sordo Corvo – cappellano del Gherlenda

Clorinda Menguzzato è una giovane e bella ragazza di Castello Tesino che lavora come tante altre la campagna e il bestiame di famiglia. All’Albergo Italia conosce il proprietario Riccardo Fattore Lina e un altro sottoufficiale degli alpini Leda, entrambi punti di riferimento del CLN. Con l’arrivo dalle vette feltrine del gruppo partigiano Giorgio Gherlenda[1] Clorinda passa con la Resistenza. Partecipa a numerose azioni fino al clamoroso assalto alla caserma del CST di Castello Tesino (14 settembre1944) dove catturano l’intera guarnigione (60 militi) con il loro comandante tedesco. L’impresa sarà trasmessa da Radio Londra.

I partigiani s’impadroniscono delle armi e liberano tutti gli ostaggi. La reazione nazista è immediata. Alcune centinaia di tedeschi e militi del CST rastrellano la montagna verso la base del Gherlenda alla diga di Costabrunella. Come scudo umano si fanno precedere da Pronto e Mosca due partigiani catturati e poi crivellati di colpi.

Lo scontro, favorito da una nebbia fittissima, comporta la morte sul campo del mitico comandante Fumo Isidoro Giacomin. Il battaglione Gherlenda riesce comunque a sfuggire alla morsa. I tedeschi si ritirano. I partigiani recuperano il corpo del loro comandante e in cima a Costabrunella, con il parroco di Pieve Tesino Lino Tamanini celebrano la Messa e danno l’ultimo saluto. Testimoniata dalle foto, con fucile in spalla è presente anche Veglia, non a caso chiamata dai tedeschi la leonessa dei partigiani e la sua giovane compagna Ora Ancilla Marighetto con il fratello Celestino Renata, e fra gli altri il nostro Corrado Pontalti Prua[2].

L’8 ottobre una colonna militare corazzata tedesca circonda e mette in stato d’assedio Castello Tesino. Il parroco don Cristofolini con tutti i paesani fa voto alla Madonna per risparmiare la Comunità dalla rappresaglia. Un gruppetto di partigiani si nasconde verso Celado. Solo Veglia non lascia al suo destino il suo amato Nazzari ancora indebolito dalle ferite. Una scelta fatale a entrambi. S’incamminano sul sentiero che porta verso Zuna, dove Veglia voleva trovare rifugio in una malga. Sull’imbrunire sono sorpresi da due militi del CST di Castello che li avrebbero anche lasciati scappare se non fossero sopraggiunti altri due militi fanatici[3] che, dopo alcune prime sevizie, li consegnano ai tedeschi insediati nel maso più vicino di proprietà della famiglia Buffa, a due chilometri da Castello Tesino verso Grigno. La notte cala presto il suo nero mantello. Nazzari è scaraventato a terra con il calcio del mitra e subito picchiato senza misericordia per farlo parlare. Di lui i tedeschi non sanno il nome e non immaginano che è il nuovo capo di stato maggiore del Gherlenda.

Si svuota sul tavolo lo zaino di Veglia. La ragazza tenta con un gesto disperato di recuperare la pistola lasciata sul fondo. Non ci riesce. La schiaffeggiano con violenza. La legano mani e piedi a una sedia. La riconoscono subito anche i tedeschi per averla vista spesso all’Albergo Italia. Nazzari durante la notte, a forza di percosse viene ridotto ad un grumo di sangue. All’alba i due partigiani sono portati alla sede delle SS a Castello Tesino e non si vedranno più[4]. Un attimo prima di essere strappata via dalla casa, Veglia riesce a sussurrare alla sua compagna di scuola Ida: “Mi uccideranno. Sarò la morte della mia mamma. Non me ne importa di me. Mi spiace solo per lui che è innocente”. Poi fu interrotta bruscamente[5].

Ad occuparsi direttamente di Veglia è il comandante Hegenbart. Le torture di ogni genere durano per tre giorni. Il comandante tedesco la fa azzannare persino dal suo cane lupo.

A nulla vale il tentativo di don Narciso Sordo di aiutarla e sostenerla spiritualmente. A sua volta don Narciso, da sempre antifascista, è arrestato, poi liberato e ancora arrestato un mese dopo, questa volta con destinazione Mauthausen dove morirà tragicamente.

Veglia non parla, dalla sua bocca non esce nemmeno un nome. Ai suoi carnefici dice sprezzante: “È inutile, quando non ne potrò più dal dolore, mi mozzerò la lingua con i denti”.

La sera dell’11 è portata fuori dal paese. Su un tornante della strada, vicino a una scarpata, a non molti metri da Villa Daziaro, Veglia è freddata con un colpo di arma da fuoco a bruciapelo. Lo sparo rimbomba nella notte e si sente chiaramente in Villa Daziaro[6]. Gli ultimi militi che lasciano il luogo sono gli stessi due che l’avevano arrestata. Non contenti la spogliano, la violano per l’ultima volta, la calpestano e la buttano nella scarpata dove rimane intrappolata da alcuni rami degli alberi. Il giorno dopo nessuno osa passare da quelle parti[7].

Sarà la pietà cristiana di don Narciso Sordo e del parroco Silvio Cristofolini, a recuperarla e rivestirla con il variopinto vestito tradizionale del Tesino. La troverà così, sul bordo della strada, il medico condotto di Castello Tommasini autorizzato a riconoscerla. Il corpo sarà poi tumulato nella fossa comune fuori il cimitero.

Quattro giorni dopo Veglia avrebbe festeggiato i suoi 20 anni.


[1] Giorgio Gherlenda Piuma , 24 anni,  alpino reduce dalla campagna di Russia entra nella Resistenza con la Gramsci. Con Alvaro Bari Cristalloi, Gastone Velo Nazzari – a Primiero tenta la liberazione della moglie di un generale tedesco che ha partecipato all’attentato a Hitler del 20 luglio. L’azione non riesce e sono catturati, torturati e fucilati. Solo Nazzari, in pessime condizioni, riesce ad evadere e fuggire per poi partecipare al Gherlenda a fianco di Veglia che diventa la sua compagna.

[2] In questo periodo cappellano del Gherlenda è il partigiano don Francesco Sordo Corvo già ufficiale degli alpini.

[3] L’episodio è tratto dal racconto riportato su La Vita per l’Italia edito nel settembre 1945 da parte dell’ANPI. Riguardo i nomi dei due militi fanatici si conoscevano i nomi, ma qui sono  indicati con le soli iniziali S.V. e F.G.

[4] Anche Nazzari sarà fucilato lo stesso giorno dell’esecuzione di Veglia.

[5]Dalla memoria di Ida Lucca Buffa raccolta nel libro  Un Castèlo de ricordi, .a cura di G. Menato Podestà, G.Zotta Bailo, P. Zotta Bailoto, I. Braus Brochéta – Litodelta sas, 2012.

[6] Dalla testimonianza della Signora Gaudenzi riportata dal figlio.

[7] Dalla testimonianza della fidanzata di uno dei due militi alla Polizia Partigiana di Trento e che consegnerà alla Questura anche alcune foto di quello scempio.

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Una risposta a Libera Cronaca dalla Gola del Rondone del 20 e 21 marzo 2013

  1. paolo ha detto:

    Behh io ho appena lasciato un commento sul mio Blog con link a questo post… anche per ringranziare pubblicamente i visitatori del blog… grazie ragazzi!

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