Libera Cronaca dalla Gola del Rondone del 9 e 10 febbraio 2013

Libera Cronaca dalla Gola del Rondone del 9 e 10 febbraio  2013

 

VERITA’ EQUITA’ TOLLERANZA DIALOGO

BENEDETTO XVI LASCERA’ IL PONTIFICATO IL  28 FEBBRAIO, alle ore 20.

Il Pontefice ha comunicato stamani in occasione del Concistoro coi cardinali la sua decisione di lasciare il Pontificato il 28 febbraio prossimo,alle ore 20. Il motivo non si sa ancora ma la decisione clamorosa di dimettersi  sta facendo il giro del mondo. Potrebbe essere a causa di una malattia, ma ciò non si spiegherebbe perché il suo precedessore, Giovanni Paolo II, sia stato accompagnato alla morte nonostante la gravissima malattia. Il Pontefice ha sentito il peso dell’incarico e la sua decisione – è stato spiegato – è stata presa per il bene della Chiesa. Le dimissioni clamorose di un Papa sicuramente vogliono determinare una scossa salutare nella Chiesa. Il cardinal Sodano ha detto che è stato un fulmine a ciel sereno.

Evidentemente il teologo Ratzinger  ha capito che la Chiesa deve trovare un Pastore che imponga agli altri pastori un cambio di  rotta. Non si può servire Dio e Mammona, non si può stare dalla parte di chi si professa cristiano  e si comporta in tutt’altra maniera. Sarà indetto un imminente  conclave per l’elezione del successore con un Papa ancora in vita. Dopo il 28 febbraio la figura del Papa tornerà ad essere una pastore-pecorella debole e smarrita, così come le pecorelle del suo gregge. Benedetto XVI, dalla sua alta cultura  di teologo è voluto scendere fra il popolo e  si è voluto fare umile. E’ un chiaro insegnamento-esempio che ha voluto impartire ai suoi pastori e ha rimesso la Chiesa nelle mani dello Spirito Santo affinché  la guidi alla scelta del nuovo Pontefice. Per la prima volta in 2000 anni che un Papa si dimette razionalmente e impone il cambiamento attraverso un atto clamoroso che è unico in duecento secoli di storia. Ovviamente le motivazioni che la Santa Sede dà a queste  dimissioni di portata storica posso essere condivise o meno, ma è chiaro che Benedetto XVI ha assunto la sua decisione con una motivazione che difficilmente potremmo conoscere nella sua interezza e profondità di azione. Il Papa  dà anche l’esempio che quando un essere umano avverte la responsabilità di un agire che non trova la risposta necessaria è giusto e umano farsi da parte e lasciare in maniera serena che questo ponte tra terra e cielo si posi sulla spalla più energica del successore.

Giuseppe Vezzoni-addì 11.2.2013

STA NEVICANDO FINO A BASSA QUOTA IN VERSILIA- addì 11.2.2013

Nevica a Carbonaia di Mulina 11.2.2013

Alle 8,35 è stato mandato l’avviso che le scuole a Stazzema sarebbero state chiuse per neve.  Gli scuolabus non sono  partiti per il servizio trasporto alunni ma le scuole stamani erano state regolarmente aperte. Poiché la nevicata era prevista dalle previsioni meteo, appare singolare che si sia provveduto alla chiusura delle scuole ad evento nevoso in corso senza considerare che molti operatori scolastici e docenti – in assenza di comunicazioni specifiche- si sarebbero recati ai rispettivi plessi scolastici: di Pontestazzemese, di Mulina, di Ruosina e di Levigliani.

Ricordiamo che per l’atteso evento neve il Ministero della Pubblica  Istruzione aveva rinviato il concorsone per la scuola.

Due modi di procedere dell’Italia che siamo diventati. 

Ultim’ora della Libera Cronaca dalla Gola del Rondone del 10 febbraio 2013Libro Mai Più -seconda edizione

Nel Giorno del Ricordo: impariamo dalla Germania il concetto della democrazia, della responsabilità politica e della trasparenza rappresentativa.

Il ministro dell’Istruzione della Repubblica Federale di Germania, Annette Schavan, accusata di aver copiato la tesi di dottorato  si è dimessa. E’ il secondo  caso in un anno: nel febbraio 2012 si dimetteva il presidente federale tedesco, Christian Wulff, a seguito di indagini della magistratura. Così è avvenuto in Inghilterra con il ministro dell’Energia, il liberaldemocratico Chris Huhne,  accusato di aver cercato di evitare  il taglio dei punti sulla patente per eccesso di velocità. In Italia ci vuole la ” man di Dio” per lasciare la carica pubblica e molto spesso chi esce dalla porta rientra dalla finestra.  In Italia servono riunioni e riunioni e un voto parlamentare per sfiduciare rappresentanti dei cittadini che in altri paesi lasciano di loro spontanea volontà o per pressioni politiche o di opinione pubblica. Il nostro Parlamento ha votato e a maggioranza ha riconosciuto che Ruby era nipote di Mubarak. Una cosa che resterà a vergogna della Repubblica Italiana. Tanti parlamentari che il 5 aprile 2011  votarono l’enormità di Ruby nipote di Mubarak saranno di nuovo nel prossimo Parlamento. Un Parlamento di un paese democratico non avrebbe  mai potuto votare questa farsa mentre un paese che tenesse sul serio la più bella Costituzione del Mondo  non  avrebbe permesso una mistificazione istituzionale come quella avvenuta con  Ruby.

Abbiamo volutamente lasciato ad oggi, 10 febbraio, Giornata del Ricordo 2013, questa riflessione per ricordare a tutti noi che la Repubblica Italiana ha tentato di insabbiare verità e giustizia ( riuscendovi in gran parte) da fare sulle stragi nazifasciste e sui crimini delle foibe. Siamo davvero populisti e qualunquisti a scrivere questa riflessione? Siamo  davvero populisti e qualunquisti se scriviamo che i tanti solenni richiami contro il Fascismo e Nazismo sono la facciata di una mancata attenzione che invece c’è stata e  che ci disorienta facendoci scrivere l’Itaglia che siamo diventati: quella che consente la celebrazione dei 90 anni della Marcia su Roma a Predappio dispiegando tutto l’armamentario fascista e che con soldi pubblici potrebbe aver fatto erigere, ad Affile, il mausoleo in memoria del gerarca fascista,  il generale Rodolfo Graziani. Una costruzione ad un tiro di “stioppo” dai palazzi delle Istituzioni nazionali della Repubblica Italiana o Itagliana.  Proprio per questo vogliamo rendere oggi parzialmente pubblica una lettera che fa parte della documentazione raccolta da Giuseppe Vezzoni e che sta depositando presso l’archivio del Dipartimento di Storia dell’Università di Pisa. La lettera è data 14 febbraio 2005 e fu indirizzata all’allora Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, al Ministro delle Telecomunicazioni e  all’Ambasciata Giamahiria Araba Libica-Via Nomentana 365-Roma. Parla degli eccidi degli italiani in Libia e prende spunto con il “risveglio della memoria sulle foibe e sulle sue vittime”. Poiché abbiamo avuto in via riservata la lettera, manteniamo nell’anonimato il mittente.

“(…) “Sentii parlare di Omar Muchatar e degli eccidi perpetrati dagli italiani in Libia  la prima volta a Tobruk  poco più di trent’anni fa, dove ero andato con un gruppo di colleghi per avviare (…). (…)Da poco Gheddafi  aveva espulso gli italiani. Ma in Tobruk, al di là della dolorosa memoria fascista dalle efferatezze prodotte dalla nostra colonizzazione.(.)  (…) In compagnia di amici libici passavo i fine settimana nella Marmarica tra Trobuk e Cirene, sulle piste desertiche di Ain Ghazala, di Forte Pilastrino, di Bihr el Gobi a tentare di leggere  i segni dei reperti lasciati trent’anni prima dai tragici scontri tra gli inglesi e gli italo-tedeschi. Su una collinetta di fronte a Tobruk si ergeva l’austero mausoleo tedesco in ricordo di migliaia di morti. Nella pianura, a qualche chilometro di distanza,si stendeva il ridente cimitero inglese,ricco di aiole e di fiori, a memoria di altrettante vittime. Più sotto,i resti di un cimitero italiano diroccato,in mezzo a sterpaglie e rocce,a testimoniarne altre migliaia. (…) Un vecchio arabo,superstite dei campi di concentramento allestiti da Graziani, mi narrò in un italiano stentato e senza apparenti rancori, la sua storia e quella di Muchtar. L’uomo aveva fatto parte di una famiglia che era stata trasferita assieme a interi villaggi in uno dei campi. Il disegno  di Graziani, allora comandante del corpo di repressione italiani,era di fare terra bruciata attorno ai ribelli libici, guidati dal leggendario Muchtar. Nei campi di concentramento morirono di fame e di stenti forse 100.000 civili(La popolazione libica  all’epoca era meno di due milioni). I ribelli,quando catturati,venivano impiccati per le strade,assieme ai propri famigliari, con grande costernazione di fronte alla popolazione. Muchtar, il Garibaldi libico, combatté contro le truppe di invasione italiane per quasi venti anni con imboscate, colpi di mano e attacchi repentini,spaziando sul vasto territorio. Vecchio, di settant’anni, fu infine catturato per una spiata. Condannato a morte,fu incatenato e impiccato sulla piazza. Nell’ interrogatorio pronunciò le sue ultime parole: Da Dio veniamo,a Dio torniamo.  Delle vicende e la storia di Muchtar  non esistono sui libri italiani. Già in passato ho tentato farne menzione ad autorità e alla stampa. Di nostra foiba si tratta: dunque, Signor Presidente e sig. Ministro, desidererei invitarVi a procedere per aprire anche questa dolorosa memoria”

Non sappiamo se il mittente abbia ricevuto risposta e se il suo desiderio sia stato soddisfatto. Crediamo di no.  Nei giorni  passati abbiamo pensato molto a lungo se divulgare o no alcune parti della lettera mantenendo riservate altre per impedire di risalire alle generalità di chi l’ha scritta. Abbiamo alla fine deciso di procedere in questa forma perché siamo stufi di ascoltare l’ipocrisia di personaggi politici e storici che mettono in risalto le assenze della  giustizia e della verità degli altri Stati e  tacciono  su quelle della propria nazione l’Italia.  Mancata azione di conoscenza avvenuta e consentita dopo che il paese è passato dalla monarchia dei Savoia e  conseguente dittatura fascista alla democrazia della Repubblica Italiana. L’Italia ha cercato di non fare i conti giusti con la propria responsabilità politica e storica e  pertanto non può ergersi a giudice né tanto meno come esempio morale nei confronti di altri Stati. Il silenzio sui crimini delle foibe e sulla questione degli esuli italiani angariati e depredati dal regime comunista jugoslavo di Tito è molto simile al silenzio sulle stragi nazifasciste e sulle stragi compiute dei criminali italiani. Non scordiamo mai questa ambiguità italiana e non scambiamola come democrazia, che come senso compiuto è ancora da tutta da venire, checché se ne dica e nonostante il vanto di avere la Costituzione più bella del mondo ma anche la più disattesa da una politica che si professa cattolica cristiana, democratica e post comunista. Infatti la storia di questa Italia,divenuta Itaglia, lo dimostra più di quanto un giornale che non c’è si ostina  a denunciare con negativo  intento  populista e qualunquista.

La Libera Cronaca ha voluto oggi onorare (speriamo di esserci riusciti) il Giorno del Ricordo dei martiri delle foibe e l’infamia storica e morale subita dagli esuli italiani e conseguentemente inviare dalla terra del Parco nazionale della Pace di Sant’Anna di Stazzema questa riflessione, che è anche di monito alle lingue facili e facilone di trattenersi perché la VERITA’, la GIUSTIZA e la DEMOCRAZIA avrebbero necessità di ben altro contesto dell’Itaglia che siamo diventati: paese tra i più corrotti Ocse, oppressione fiscale che non ha eguali, esortazione al voto utile per scegliere il meno peggio del peggio che è stato insieme per 13 mesi, sistema bancario con scarsi controlli e commisto con la politica, prevaricazione e precarizzazione dei cittadini.

Giuseppe Vezzoni-addì 10.2.2013  

Un escursionista precipita in un canalone della Pania e muore

 

Stazzema- Un escursionista, Piero Brunetti, 51enne in servizio presso la Guardia di Finanza di Pisa, è morto ieri precipitando da un canalone durante l’ascesa del monte Pania della Croce. Negli ultimi tre anni è l’ottavo caduto sulle Apuane. Il corpo dell’escursionista è stato recuperato oggi dagli uomini del Soccorso Alpino a seguito di una segnalazione fatta stamani da altri escursionisti che salivano un versante stazzemese della regina delle Apuane: la Pania della Croce. In giornate fredde come quella di ieri e di oggi le Apuane diventano insidiosissime, anche per provetti escursionisti e scalatori. Per salire in queste condizioni meteorologiche occorre molta attenzione, equipaggiamento adeguato,conoscenza dei propri mezzi fisici e tecnici e soprattutto la capacità di capire quando è il momento di desistere dall’ascesa.

Libera Cronaca dalla Gola del Rondone-addì 10.2.2013

Attenzione: Giungono vari commenti in lingua straniera al blog liberacronacachenonce ma noi approviamo solo i commenti in lingua italiana. Pertanto si prega di commentare in italiano.

Domani Giorno del Ricordo dei martiri delle foibe

 

Domani è la Giornata del Ricordo 2013 dedicata alla reverente memoria delle vittime delle foibe e degli esuli della Venezia Giulia, dell’Istria e Dalmazia. Migliaia di italiani furono uccisi o scaraventati ancora in vita in cavità carsiche chiamate appunto foibe. Dal 2004 il Parlamento Italiano ha istituito la Giornata del Ricordo ed ha con una legge n.92/30 marzo 2004  stabilito che il 10 febbraio è la ricorrenza annuale per ricordare gli eccidi e la pulizia etnica messa in atto dai partigiani jugoslavi di Tito. Le foibe sono un crimine contro l’umanità. Il Parco nazionale della Pace, che fu ideato nel 1986 dall’amministrazione di Stazzema guidata dall’allora sindaco socialista Giuseppe Conti, prevedeva uno spazio da dedicare alle foibe, ma quel Parco non fu mai realizzato. Il motivo ufficiale fu il costo economico, infatti il progetto prevedeva la realizzazione della strada Farnocchia – Sant’Anna. Ma dietro la facciata ci fu anche  un ostacolo ideologico dei partiti maggiori:  sia da parte del Partito Comunista, che non vedeva  di buon occhio ricordare le foibe, e da parte della Democrazia Cristiana che non voleva che le vittime di Hiroshima  fossero considerate martiri di un crimine contro l’umanità. A tutt’oggi – se non cadiamo in un grossolano svarione – nel Parco nazionale della Pace di Sant’Anna di Stazzema non c’è un’iniziativa che ricordi adeguatamente i martiri delle foibe. Ci siamo adoperati spesso in tal senso e anche ultimamente perché il libro Mai Più. Dal Don a Sant’Anna di Stazzema potesse rappresentare l’occasione per significare sia il Giorno della Memoria sia la Giornata del Ricordo. Non ci siamo riusciti. La  motivazione è  stata la  legge che regola le partecipazioni dei candidati ad eventi durante questa campagna elettorale che vede il sindaco di Stazzema, Michele Silicani, candidato al Senato. Peccato.

Giuseppe Vezzoni-addì 9.2.2013

 

Mps, “stop commistione banche e partiti”

 

Donzelli, Marcheschi, Staccioli, “Basta con le nomine politiche nella Fondazione”

 

Toscana“Fare chiarezza fino in fondo sui rapporti tra Monte dei Paschi e politica”. A chiederlo sono i consiglieri regionali Giovanni Donzelli, Paolo Marcheschi (Fratelli d’Italia) e Marina Staccioli (Gruppo Misto).

“Se il Monte dei Paschi è ridotto in queste condizioni – dichiarano – è a causa della degenerazione della relazione tra partiti e finanza. Ma se qualcuno ha tramato alle spalle dei risparmiatori, sguazzando nel ‘groviglio armonioso’, deve assumersi le proprie responsabilità e pagarne le conseguenze”.

“Per questo in Aula avevamo presentato una mozione per mettere fine alla pratica delle nomine dei partiti nella Fondazione Mps (14 poltrone su 16). Ma sia Pd che Pdl hanno respinto questa iniziativa”, sottolineano i consiglieri.

“Le colpe del Pd in questa vicenda sono gravissime. Hanno tradito il nostro territorio e le risorse  presenti per incapacità e ingordigia. Se il centrodestra vuole essere alternativa credibile – aggiungono – deve però liberarsi dalla tentazione del consociativismo”.

“A noi non interessano né le briciole avanzate da questo sistema né le pacche sulle spalle. Noi vogliamo liberare la Toscana da chi ha speculato politicamente e finanziariamente alle spalle dei cittadini. Se emergeranno singole responsabilità di esponenti del centrodestra – chiariscono i consiglieri – non giustificheremo nessuno”.

“E’ ora di mettere fine alla commistione tra banche e politica”, concludono Donzelli, Marcheschi e Staccioli.

Firenze, 8 febbraio 2013

Comunicato Ufficio Stampa Francesca Puliti per i consiglieri regionali Marina Staccioli (Gruppo Misto) e Giovanni Donzelli, Paolo Marcheschi (Fratelli d’Italia)

Al paese di LeviglianiScorci Apuane 7 febbraio 2013 Terrinca-Levigliani 002

Stazzema- Il mio pensiero a bocca aperta. Comunque io non mi arrendo mai per raggiungere gli obbiettivi. Avrei piacere avere vostre riflessioni per migliorarmi!!! Rossi Giuseppe

CHI DI SPADA VOLEVA ESSER SALVATO… DI SPADA HA AMMAZZATO

Dopo aver letto il pensiero di Baldino e a malincuore averlo condiviso mi sento in dovere di scrivere queste poche parole. Finalmente…pensavo…le due Comunità hanno raggiunto un punto d’incontro, e con una gomma bianca di nome Marmo riusciremo a cancellare il passato!!!  La parola chiave era ….NON UMILIARE NESSUNO!!! La mia prima parola d’ordine e quella di Baldino in ogni incontro da buoni coordinatori era… MI RACCOMANDO NESSUNA UMILIAZIONE DA AMBO LE PARTI”. Vorrei ricordare, che sono stato l’unico a Terrinca, che credeva in un accordo e ho lottato perché la cosa venisse recepita anche dagli altri proprietari, e c’ero riuscito. Naturalmente anche grazie a Roberto, Alberto e Emanuele….non so se altri. Nei vari incontri, mi sono sempre prodigato nel dire ad ambo le parti che avevamo fatto un passo avanti…cercando di dare positività all’evento. Ho sempre cercato di giustificare entrambe le parti, su discorsi un po’ fuori dalle righe. Il risultato finale qual è stato? Che l’unica persona UMILIATA SONO STATO IO: a Terrinca dicendomi “Te l’avevo detto”; a Levigliani dicendovi “Ve l’avevo detto”.

Non sarete puniti per la vostra collera/,sarete puniti dalla vostra collera/. Abbandonarsi all’ira è come bere un veleno/. E aspettarsi che un’altra persona muoia. (Buddha).Scorci Apuane 7 febbraio 2013 Terrinca-Levigliani 001

Rossi Giuseppe-addì 8.2.2013

Re: Per i nostri lettori: Sapevano che erano in corso degli incontri tra cittadini  che rappresentavano gli interessi  di proprietà della Comunità di  Terrinca e quelli che rappresentavano gli interessi di lavoro e di proprietà della Comunità di Levigliani inerenti ad alcune particelle di aree estrattive sul Monte Corchia. Un tentativo che doveva superare il contenzioso legale che ormai va avanti da anni. Non avevamo voluto darne notizia per non introdurre nessun elemento di disturbo data la delicatezza della questione. Evidentemente l’accordo è saltato e sarà dunque il giudice a dirimere la querelle.

Giuseppe Vezzoni-addì 9.2.2013

L’ingegnere Assi, dell’Ufficio Cave di Stazzema, non risponde alle istanze del consigliere StagiScorci Apuane 7 febbraio 2013 002 

 

StazzemaDall’ Ing. Luigi Assi,  responsabile Ufficio Cave del Comune di Stazzema, attendo risposte da 3 mesi su argomenti riguardanti le sue specifiche competenze ma non riesco ad ottenere nemmeno una telefonata di scuse o un qualunque segnale o anche solo una balla che mi faccia capire che sta cercando di guadagnare tempo.  Insomma, anche gli ultimi arrivati hanno già cominciato a seguire le orme dei vecchi marpioni, la regola è: “meglio non dare risposte piuttosto che andarsi a cacciare nei guai”. Il nostro Municipio è in preda a questo modo di pensare, e il sindaco pretenderebbe di dimostrare che siamo io e Lorenzoni ad inviare troppe lettere che quindi non possono essere evase. Siamo all’assurdo per cui la colpa è di chi chiede, non di chi non risponde. Al dott. Silicani dà molto fastidio che qualcuno vada a controllare che tutto cammini nei binari della correttezza, purtroppo per lui non abbiamo proprio nessuna voglia di smettere. Consigliere Baldino Stagi

La Lettera (protocollo n. 1248 del 08.02.13) Oggetto: assoluta mancanza di risposte – Comportamento contestabile

Spett.le Comune  di Stazzema: Att.ne Ufficio cave Ing. Luigi Assi e P.c. Sig. Sindaco

Egregio Ingegnare, sono costretto a sollecitare nuovamente una risposta alle mie lettere di cui ai seguenti protocolli: N. 8280 del 19.11.12  –   N. 8542 del 30.11.12   –   N. 35 del 03.01.13   –   N. 36 del 03.01.13 N. 37 del 03.01.13

A questo aggiungo che l’ho chiamata giorni or sono per avere chiarimenti sulla mancanza di risposte ma, essendo lei occupato in quel momento, si fece lasciare il mio numero di telefono con l’intesa che mi avrebbe richiamato entro la mattinata. Dopo quell’episodio non sono stato mai ricontattato. Stamani l’ho chiamata diverse volte nel suo ufficio senza che mai si degnasse di rispondere.   Meglio precisare che ho fatto verificare a qualcuno che lei fosse presente e, dopo averne ricevuto assicurazione, ho chiamato ancora diverse volte ma inutilmente. A quel punto ho preso carta e penna inviandole poche righe sollecitandola a chiamarmi con urgenza. Non ho ricevuto nessuna chiamata. Egregio Ingegnere, avevo molto sperato di poter avere con lei un rapporto sereno e collaborativo ma comincio a credere che abbia imparato troppo presto i comportamenti di chi pensa che non dare risposte ai componenti della opposizione dia una specie di “titolo di merito” in quel Municipio. Vediamo se adesso posso sperare di cambiare opinione, le  invio intanto i miei saluti.

Terrinca 07.02.13

Il Consigliere Comunale Baldino Stagi

 

ASL rimborsa 25 euro per i disservizi

 

Invitiamo i nostri lettori a leggere Il Tirreno di oggi, pag.3, per conoscere  ciò che pochi sanno: è previsto un indennizzo pari a € 25,00 per attese di visite ed  esami superiori rispettivamente a 15 o a 30 giorni. Sono esclusi gli esami di Tac e Risonanza.  I cittadini dovrebbero documentarsi sulla questione per conoscere correttamente quando hanno diritto all’indennizzo e come fare per ottenerlo. Una domanda: queste norme non dovrebbero essere esposte al Cup  e presso gli ambulatori dei medici di base e quelli specialistici?67898_503255586393006_2094923255_n

Foto:Sala Cope di Querceta-  Incontro elettorale del Pd sul tema della sanità.

Libera Cronaca dalla Gola del Rondone –addì 9.2.2012

 

Il Presidente del Parlamento Europeo Martin Schulz ha incontrato a Milano Pia Locatelli

Il Presidente del Parlamento Europeo, il socialista Martin Schulz, ha incontrato al Circolo della Stampa di Milano Pia Locatelli Presidente Onoraria dell’Internazionale Socialista donne, e candidata alla Camera dei Deputati in Lombardia1 che era accompagnata da Santo Consonni Segretario regionale del PSI Lombardia. Nell’occasione Martin Schulz ha rivolto al Partito Socialista locale un sentito augurio per la campagna elettorale in corso, dove il Partito Socialista corre con il proprio simbolo a sostegno di Umberto Ambrosoli.

Martin Schulz ha dichiarato che: “L’Italia ha bisogno di una forte coalizione di Centrosinistra: occorre cambiare radicalmente rispetto al passato ed è necessaria una netta vittoria dei progressisti guidati da Pier Luigi Bersani. L’Italia, di sicuro, non ha bisogno né di gente che fa cabaret né di professori”.

Comunicato inviato da Gabriele Martinelli, Federazione Psi di Lucca-addì 9.2.2013    

 

“Se devi dire una bugia dilla ancora piu’ grossa” domani sera al Teatro dell’Olivo di Camaiore bugia_14

Una novità in due atti di RAY COONEY

 

Camaiore Tra amanti e bugie di Ministri e Onorevoli prosegue la stagione di prosa al Teatro dell’Olivo di Camaiore con uno spettacolo tutto da ridere: domenica 10 febbraio alle 21.15, per il quarto appuntamento della stagione teatrale promossa e organizzata grazie alla collaborazione tra la Fondazione La Versiliana e il Comune di Camaiore,  sarà in scena  “Se devi dire una bugia, dilla ancora più grossa”,  la nuova e divertente commedia di Ray Cooney, nella versione italiana di Luca Barcellona, per la regia di Gianluca Guidi.Pisu - Catania - Ramazzotti

Protagonista a Camaiore sul palco del Teatro dell’Olivo, sarà il gruppo capitanato da Gianluca Ramazzotti con le prestigiose novità di Antonio Catania e Ninì Salerno, supportati dalla irrefrenabile simpatia di Raffaele Pisu, per la prima versione italiana della nuova esilarante commedia degli equivoci di Ray Cooney, che vanta nientemeno che il prestigioso premio Laurence Olivier come miglior commedia dell’anno a Londra. Rappresentata in tutto il mondo ma con un enorme successo a Parigi con il titolo di “Panique au Plaza” e a Madrid come “Politicamente Incorrecto”, “Se devi dire una bugia dilla ancora più grossa” è il seguito di un’altra importante commedia sempre di Ray Cooney “Se devi dire una bugia dilla Grossa” dove i personaggi principali si ritrovano anni dopo all’Hotel Plaza ingarbugliati in un’altra vorticosa serie di bugie per nascondere addirittura un cadavere che non vuole proprio saperne di passare inosservato…Invece di presenziare al Consiglio dei Ministri, l’On. De Mitri, Ministro di Governo, sta per passare la notte, con la sua amante, la Signora Rolandi, Ufficio stampa dell’opposizione, all’interno della bellissima suite 748 dell’Hotel Plaza. Purtroppo per loro niente andrà come previsto. Un cadavere appare dietro la grande finestra e il personale dell’albergo è troppo impiccione. Venti di panico soffiano sull’ Hotel Plaza e lo scandalo sta per scoppiare. Fortunatamente l’Onorevole De Mitri può contare sul suo fedele portaborse, Mario Girini,  che con tutte le sue forze affronterà le situazioni più incredibili e divertenti mai viste a teatro…per la gioia dello spettatore.

A dar vita alla commedia ci saranno quindi:  Antonio Catania, Gianluca Ramazzotti, Miriam Mesturino, Raffaele Pisu, Ninì Salerno, Lucia Lentini nel ruolo di Arabella,  Antonio Pisu e Domenico De Santi

Biglietteria: prezzi, riduzioni e  orari.

I biglietti per “Se devi dire una bugia dilla ancora più grossa sono in vendita presso il Teatro dell’Olivo di Camaiore   (Camaiore – C.so Vittorio Emanuele, 2 Settore Cultura) nei due giorni precedenti la rappresentazione dalle 17.00 alle 19.00, ed il giorno stesso dello spettacolo dalle 17.00 in poi. Info Tel. 0584 265733 e 0584 986334 -986332 ( Comune di Camaiore – Assessorato alla Cultura). Prenotazione e prevendita anche online su www.ticketone.it e www.laversilianafestival.it). Riduzioni per Soci  Coop e Soci Banca Versilia Lunigiana e Garfagnana,  per i giovani sotto i 25 anni di età,  per persone oltre i 65 anni e portatori di handicap.

Prezzi: Settore A 24,00 (ridotto 21,00); Settore B 18,00 (ridotto 15,00).

Artu’ presenta: Antonio Catania, Gianluca Ramazzotti , Miriam Mesturino e la partecipazione straordinaria di  Raffaele Pisu e con Nini Salerno  in Se devi dire una bugia dilla ancora piu’ grossa. Una novità in due atti di Ray Cooney Versione italiana di Luca Barcellona  e con Licinia Lentini nel ruolo di Arabella e Antonio Pisu, Domenico De Santi. Scene Alessandro ChitiCostumi  Graziella Pera. Regia Gianluca Guidi

Comunicato Fondazione La Versiliana-addì  8.2.2013

tel. +39 349 8613496 ufficio.stampa@laversilianafestival.it

La cena: tordelli riposati al canto del camino e pollo e tacchino fritto come ‘na voltaCena

Caro Giuseppe, ti ho visto questa mattina ( l’altro ieri per chi legge) al Ponte ed ho pensato: sono proprio un ignorante! Cerco di rimediare e ti ringrazio adesso della cena e dell’ospitalità affettuosa. E vorrei ringraziare in particolar modo tua moglie che ci ha fornito un saggio esemplare delle sue capacità culinarie e che, al di là di ciò, è una persona di piacevolissima compagnia. Grazie di nuovo.- Cena 005

Fabio Maccari-addì 7.2.2013

Re: Ho visto che andavi di fretta e non c’era alcun bisogno di rimediare. La cena è stato un momento gratificante.

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