Libera Cronaca dalla Gola del Rondone del 12 e 13 gennaio 2013

presidente Vizzoni ( terzo da sn.)i e volontari Fly Club 90;e vicesndaco di Seravezza Valter Bacci (1 da sn)Fecondazione ittica artificiale trota fairo 10.1.2013 031Libera Cronaca dalla Gola del Rondone del 12 e 13  gennaio  2013

 

VERITA’ EQUITA’ TOLLERANZA DIALOGO

Un anno fa la tragedia della Costa Concordia: 32 le vittime, di cui due dispersi

Stamani all’isola del Giglio la cerimonia commemorativa del naufragio della nave da crociera Concordia, il gioiello della società armatrice Costa. E’  quasi terminata l’inchiesta per risalire alle responsabilità per le quali il comandante  della nave da crociera ,Francesco Schettino, è l’imputato principale. Il relitto del natante è ancora appoggiato sui fondali presso l’isola del Giglio e pare vi resterà fino a settembre, mese in cui la nave sarà rimorchiata nel porto di Piombino per essere rottamata. Il giornale che non c’è esprime vicinanza alle famiglie delle vittime e si aspetta che la giustizia faccia chiarezza in tutti gli aspetti della tragica vicenda , poiché il passaggio vicino costa, l’inchino, così  pericoloso e temerario, era un comportamento fuorilegge conosciuto e tollerato.

Giuseppe Vezzoni-addì 13.1.2013

Simboli clonati, Berlusconi presidente ed eventuali indagati fra i candidati

Scriviamo che neppure in un momento così difficile per l’Italia che siamo diventati la politica dà un esempio pessimo di quale considerazione ha dei cittadini elettori. Non bastava il porcellum a inficiare la democraticità del voto ma si è pure approntata la presentazione di simboli clonati per trarre in inganno i cittadini. Speriamo che i tecnici del Viminale spazzino via questa ennesima vergogna dietro la quale sta inequivocabilmente qualche sepolcro imbiancato che tenta in tutte le maniere di confondere gli elettori, specialmente quelli anziani, e di inficiare in maniera truffaldina il risultato della formazione politica alla quale ha clonato il simbolo.

Per quanto concerne il nome di Berlusconi presidente posto sul simbolo del Popolo della Verità lo troviamo molto ambiguo se si dà per veritiero che Berlusconi non sarà il premier nel caso in cui la coalizione del centrodestra prevalesse. È una pubblicità politica infedele, che andrebbe sanzionata con la cancellazione del riferimento poiché non indica che Berlusconi è candidato alla carica di presidente del Consiglio ma solo presidente di partito. Chi tiene mano a simili inganni ha già scordato che Ruby è stata riconosciuta con un voto a maggioranza del Parlamento come nipote di Mubarak e si appresta a riprovarci con l’assenso delle tre simpatiche scimmiette dell’Italia che non cambia: Nonvedo ( Mizanu), Nonsento (Kikazaru), Nonparlo (Iwazaru)

Corre voce che saranno candidati anche dei politici indagati, tanto per confermare la geremiade del giornale che non c’è.

Ci strapazza lo stomaco l’avvertimento che l’ex sindaco di Milano e parlamentare europeo Albertini ha rivolto all’ex governatore della Lombardia Formigoni: Posso fare dichiarazioni che lo metterebbero a terra”.

Il parlamentare europeo nonché candidato montiano dovrebbe sapere che Formigoni ha un seggio sicuro nel prossimo Parlamento e che pertanto dovrebbe rivelare in forma riservata ciò che sa alla magistratura acciocché siano fatte le doverose verifiche, mentre, se non sussistessero valenze penali, dovrebbe rendere noti ai cittadini elettori gli eventuali aspetti negativi concernenti la sfera politica.

Giuseppe Vezzoni-addì 13.1.2013

Giovedì 10 presso l’Incubatoio Ittico delle Mulina nel Comune di Stazzema si è tenuta la fecondazione artificiale “a secco” di trote fario  fornite dalla Provincia di Lucca.

Bambini dell'Infanzia e scolari della Primaria del Comprensivo Martiri di S. Anna di StazzemauFecondazione ittica artificiale trota fairo 10.1.2013 026

Stazzema- Hanno partecipato alla manifestazione, alcune scolaresche della scuola Elementare di Ponte Stazzemese, della scuola d’infanzia delle Mulina ed il Vice Sindaco ed assessore all’Ambiente del Comune di Seravezza Valter Bacci. L’intervento è stato effettuato dall’associazione Fly’90 Versilia, un folto gruppo di pescatori a mosca, presenziato dal presidente Mario Vizzoni, che operano sul territorio sviluppando e realizzando progetti volti al recupero e la valorizzazione  dei vari corsi d’acqua e dell’ambiente. L’utilità  della fecondazione artificiale, ovviamente, garantisce una maggiore quantità di uova fecondate e quindi, anche, di avere a disposizione un cospicuo numero di avannotti da rimettere nei vari corsi d’acqua del comprensorio Versiliese, rendendo nuova linfa vitale. Le varie fasi della fecondazione sono semplici e facilmente intuibili, e sintetizzando potremmo descriverle, nella ricerca di materiale maturo, cioè pronto per la riproduzione, femmine con uova e maschi pronti alla fecondazione. Interno incubatoioFecondazione ittica artificiale trota fairo 10.1.2013 009Una volta recuperate le trote fario, tramite intervento con elettro storditore o trasportate in loco da allevamenti specializzati e controllati dalla supervisione della Provincia, verranno alloggiate in una grossa vasca alimentata dalle acque del vicino torrente. A questo punto  selezionando i vari riproduttori a seconda del sesso  procederemo  alla fase denominata di “spremitura”, iniziando dalle fario femmina opereremo  un leggero massaggio sull’addome  inducendo così la naturale fuoriuscita di uova,  successivamente  premendo sulle ghiandole seminali  del maschio stimoleremo la fuoriuscita del liquido seminale, a questo punto con l’ausilio di una piuma mescoleremo il tutto in modo da permettere a quest’ultimo di raggiungere agevolmente ogni singolo uovo per fecondarlo. Ovviamente le trote, dopo aver assolto al loro “lavoro”,  verranno liberate nel loro ambiente naturale.  Le uova embrionale a questo punto verranno mantenute in apposite vasche, dei veri e propri incubatoi per diverse decine di giorni, fino a che non vi è la schiusa, a seconda della temperatura dell’acqua, circa 40-45 giorni. I piccoli avannotti verranno poi immessi nei vari corsi d’acqua una volta che avranno assorbito il sacco vitellino (circa 15 giorni). L’attività sopra descritta viene effettuato dal lodevole lavoro di volontariato dell’associazione Fly Club ’90. Ci auguriamo che tutto questo possa servire a sensibilizzare le giovani menti delle scolaresche che hanno assistito, creando una sorta di coscienza civico-ambientale che li porti ad aver un maggior rispetto verso gli animali e l’ambiente che li circonda.Lezione didattica fecondazione ittica artificiale trota fairo 10.1.2013 013

Stefano Lucacchini per il Fly Club ’90-addì 11.1.2013

L’86% degli italiani non crede che nel 2013 si uscirà dalla crisi

 

L’’86% degli italiani non crede assolutamente che si inizierà ad uscire dalla crisi nel 2013, nonostante le affermazioni ottimistiche di Monti. La Cgil ha reso noto il dato che 520mila lavoratori italiani sono in cassa integrazione (Gig), con una perdita secca di 8.000,00 euro per ogni lavoratore. La legge di Stabilità sta a mettendo a rischio il reddito di 20mila professionisti che operano nella Sanità e i servizi essenziali, come il Pronto Soccorso, la Maternità, e  il livello qualitativo di quando serve per assicurare  adeguate risposte all’emergenza e all’urgenza. Inizia a serpeggiare il timore che si introduca un sistema assicurativo sanitario di eccellenza per coloro che hanno le risorse mentre per i meno abbienti si potrebbe predisporre un sistema sanitario di basso livello, diremmo caritatevole e poco qualitativo. La situazione potrebbe essere peggiore di quanto si intende far conoscere. Non scordiamo che milioni e milioni di pensionati che hanno un assegno pensionistico sopra i 1.2017 ,00 euro lordi mensili  dovranno fronteggiare l’incremento fiscale con le pensioni che non hanno ricevuto l’adeguamento Istat. Questo sarà un fattore che determinerà il calo dei consumi, con conseguenze  riduttive per l’occupazione. Ma proprio a nessuno tremano le mani quando si arraffano migliaia e migliaia di euro? Ma proprio a nessuno trema la lingua per l’indecenza di parlare di sacrifici, di equità e di democrazia? Il paese che siamo diventati è sempre più nelle mani della casta che con vergognosa perseveranza  continua a prendere più che può con l’oppressione fiscale,che sta portanto al tracollo manifatturiero ed economico il paese che siamo diventati.

Signori, il 41% delle famiglie italiane non arriva al fine mese: vi dice nulla questo dato al vostro spirito di servizio di continuare a prendere il bengodi e di impoverire la gente?

Giuseppe Vezzoni-addì 12.1.2013

 

Figli a coppie gay: sentenza favorevole della Corte di Cassazione ma la Cei è contraria

 

Neanche i Vescovi si smentiscono quando una sentenza del massimo organo giurisdizionale italiano, la  Corte di Cassazione, non piace. La presa di posizione è stata determinata dal fatto che  la Cassazione non ha accolto il ricorso di un padre che denunciava  lo squilibrato sviluppo del figlio, restato con la madre e la sua convivente. La Cassazione ha riconosciuto che anche le coppie omosessuali possono attendere allo sviluppo equilibrato di un bambino e che è mero pregiudizio  pensare che l’educazione possa essere dannosa.

Purtroppo i Vescovi non hanno dato l’esempio di rispettare le sentenze e poi  commentarle dopo la deposizione delle motivazioni. In questo caso i vescovi hanno alzato la voce, forte e immediata, mentre sull’iniquità a cui sono sottoposti i cittadini meno abbienti la voce a volte è parsa un bisbiglio, soverchiata dall’alto apprezzamento per il Goveno Monti. Precisato ciò, non abbiamo nessuna difficoltà ad esprimerci: prima di lasciare i bambini negli orfanatrofi o abbandonati in situazioni difficili, siamo favorevoli che l’educazione possa essere anche assolta, su decisione dei giudici e verifiche delle istituzioni preposte, da coppie gay, precisando che a parità di valutazione debba comunque prevalere l’assegnazione dell’affidabilità alle coppie  formate da un uomo e da una donna. I bambini non devono mai essere merce o fonte di interesse ma solo creature da tutelare, educare e da amare. Toglierli dagli orfanotrofi e consentire loro una vita di relazione fuori da ogni costrizione è il bene massimo a cui tutti dovrebbero attendere, non dimenticando che pure le coppie uomo-donna  possono squilibrare lo sviluppo dei bambini.

Giuseppe Vezzoni-addì 12.1.2013

Sono in disaccordo

quindi?..cosa vuol dire?….se purtroppo per loro hanno avuto genitori non degni di meritarsi una creatura che possiamo consentire una sentenza-obrobrio del genere?….io spesso son contrario ai pensieri della chiesa…massimo rispetto per la corte che ragiona in termini prettamente giuridici, ma poi non esiste solo la carta Giuseppe..

Michele Pierini-addì 13.1.2013

Michele, questa è una sentenza che ha valutato che quel bambino,peraltro figlio di una delle due donne che convivono, non corre il rischio di uno sviluppo squilibrato. Quei bambini che “purtroppo per loro hanno avuto genitori non degni di meritarsi una creatura”  devono subire uno sviluppo squilibrato perché nati da una coppia formata dal maschio e la femmina  e pertanto non avere possibilità di affrancarli dalla loro sfortuna perché nati all’interno di una unione naturale? Ribadiamo che la coppia è formata da un uomo e una donna ma non possiamo farci condizionare dal pregiudizio che coloro che  sono costretti a vivere la sessualità al di fuori di questo ordine naturale   non abbiano la capacità di provvedere ad uno sviluppo equilibrato di un bambino. Insomma, con tutte le attenzioni e competenze di controllo, una convivenza gay può provvedere allo sviluppo di un bambino e gli può rendere la vita migliore che lasciarlo relegato in un orfanatrofio. Ovviamente il tema è delicato, ma dare sostanza al pregiudizio senza valutare caso per caso squilibra la nostra umanità e quella di coloro con cui interagiamo e ci rivolgiamo, soprattutto coloro che esercitano la scrittura, anche chi come noi è uno scribacchino da due soldi. E ciò non possiamo pretenderlo perché siamo nel giusto a considerare che una coppia è formata da un uomo e una donna e pertanto possiamo ergersi giudici prevenuti a prescindere di come una coppia gay viva nella società e si comporti nell’educazione di un essere eventualmente affidatole da un giudice minorile. Non possiamo accettare la discriminazione a prescindere, né che una sentenza, stavolta favorevole ad una coppia gay, possa essere presa tout court per aprire ad altre situazioni. Le sentenze non si contestano ma si impugnano per le motivazioni addotte che le determinano. Educare al rispetto della legge, che può essere perfettibile, fa parte dello sviluppo equilibrato dei cittadini, soprattutto dei più giovani. Noi lo vogliamo ricordare e ribadire perché chi scrive deve tentare sempre di essere educatore; anche noi, che indegnamente  battiamo stamani sulla tastiera della Libera Cronaca e cerchiamo di stare sempre dalla parte di chi non ha voce e che è condannato a subire sempre.

Giuseppe Vezzoni-addì 13.1.2013

LETTERA APERTA AI SOCIALISTI E AGLI ITALIANI CHE CI SONO VICINI

venerdì 11 gennaio 2013

Carissime compagne, cari compagni,

quando una storia è al punto di svolta conviene fermarsi a riflettere. Mai decisioni affrettate. Coinvolgere chi è stato con te per poi assumersi tutte le responsabilità pensando al futuro della comunità. Questo si deve fare. Per questo motivo c’è stato ritardo nelle comunicazioni. E me ne scuso. ‘Chi è stato con te’ ha vestito diversi cappotti: quelli che hanno costruito la memoria di un secolo, noti ed ignoti, dai ‘morti di Bava’ – così li chiamavano gli avi – al Nenni che legge l’Avanti nel poster gigante incorniciato sopra la mia scrivania, alla foto di Bettino con un pugno di garofani in mano in non so quale congresso fino a chi, ieri mattina, ti ha salutato per strada dicendo: ‘Ci sono’ oppure ti ha criticato ma c’è e c’è stato. E’ a loro che dobbiamo una risposta. Compreso chi ti offende, chi si dichiara socialista ma vota stabilmente a destra, chi impartisce lezioni faticando in rete ma avendo smarrito anche l’indirizzo della sezione. E infine a quanti hanno dimenticato che il 1992 non è stata un’annata da conservare e che il 2008 è un fantasma che ancora ci insegue.

Vent’anni buttati.

Abbiamo vissuto anni difficili. E’ tramontata la repubblica dei partiti e si è affermata la repubblica del populismo e degli uomini soli al comando. Un’Italia trafitta da crisi profonde, ai margini dell’Europa che decide, fragile e senza la certezza di una missione condivisa è la nazione che ci è stata consegnata. Un nuovo inizio è possibile purchè prevalga il bene comune e il quadrilatero chiamato a presidiare la Terza Repubblica venga costruito attorno a inclusione, libertà, etica della responsabilità, coraggio. Sono questi i temi cari alla cultura e alle azioni che hanno consentito al socialismo italiano di rendere il nostro Paese più civile e più libero. Roba vecchia, leggo dietro ad alcune affermazioni del professor Monti. Sarà! ma nel mondo, ovunque nell’universo mondo, il confine tra destra e sinistra passa proprio lungo quella linea. Celebrando i centoventi anni dalla nostra nascita, anche agli avversari è apparso evidente il contributo scritto dai socialisti nella trasformazione dello stato e nel progresso italiano. Nessuna rilevante riforma del XX secolo è diventata legge senza di noi. Le tutele nel lavoro, l’allargamento dell’istruzione, le fondamenta del welfare e la valorizzazione dei diritti individuali sono alla testa di un processo di rinnovamento che senza l’attività politica e la caparbietà parlamentare del PSI non si sarebbe affermato. Vale per noi quanto Voltaire scrisse per sé: ‘Ho fatto un po’ di bene. E’ la mia opera migliore’. La fine del ciclo berlusconiano e la dura lezione imposta dalla globalizzazione hanno creato le condizioni per voltare pagina anche in Italia. Era l’ora! Ogni fine coincide con un inizio. A condizione che un orgoglio smisurato non ti faccia compiere errori irreparabili. Siamo stati assenti per un’intera legislatura dalle due Camere. E’ lì che dobbiamo tornare. In omaggio alla buona storia d’Italia che abbiamo fatto e soprattutto per dare corpo a proposte che potrebbero renderla migliore.

Cinque anni fa, il PSI rischiava di morire.

Senza un manipolo di parlamentari, senza finanziamento pubblico, senza linea politica dopo la sconfitta della ‘Costituente Socialista’, senza un organo di stampa, senza alleanze. Abbiamo trovato il deserto. Abbandonati pressochè dall’intero gruppo dirigente, il tesseramento non ancora avviato, un bilancio economico che ci dava ossigeno soltanto per quattro mesi. Una vita intera impressa sull’etichetta di uno yogurt. A scadenza. Restare in piedi non è stato facile, eppure siamo vivi. Tesseramento in regola (Nenni ricordava spesso che ‘chi non è iscritto non è socialista‘) e bilancio trasparente, il primo ad essere stato certificato da una società esterna; Mondoperaio e l’Avanti della Domenica pubblicano, l’Avanti on line sta crescendo con il suo salvadanaio di lettori; la linea politica che ci siamo dati nei Congressi di Montecatini, di Perugia e di Fiuggi è risultata vincente per l’intera sinistra riformista: fuori dalla coalizione Di Pietro e la sinistra radicale, apertura ai moderati; un accordo a tre siglato con la ‘Carta d’Intenti’ attorno a cui nascerà il governo dell’Italia.

Ragione e passione nei momenti decisivi.

So bene che la strada maestra si identificava con la presentazione di una lista socialista. Era già stata imboccata con decisione. L’arrivo di Monti e la tendenza della variegata area cattolica di centro a mantenere le mani libere hanno modificato d’un tratto il quadro politico. Ho sempre pensato che per i partiti piccoli il rischio possa nascondersi nell’ultimo miglio. Temibile. Per una ragione: se cambiano le regole del gioco oppure se a cambiare è il gioco, non hanno la forza necessaria ad opporvisi. E’ già successo. Poche settimane prima delle elezioni europee 2009 la legge elettorale è stata modificata. In un colpo i partiti medio-piccoli sono stati privati della possibilità di eleggere e, assenti dalle due Camere com’erano, non hanno potuto organizzare nessuna difesa. Noi non abbiamo santi né in paradiso né altrove. Siamo noi e basta. Con i calli di un secolo. La nostra valutazione l’hanno fatta anche altri. Rifondazione, Comunisti Italiani, Verdi, Italia dei Valori, Api, Mpa non si presenteranno con le loro insegne ma saranno ospiti di partiti nuovi o, peggio, ospitati da singoli protagonisti alla ribalta. Non me lo auguro ma potremmo essere gli unici tra tutti questi ad eleggere. Abbiamo iniziato a percorrere il nostro ultimo miglio una ventina di giorni fa quando, formatasi la lista ‘Centro Democratico’ (Tabacci, API, Mpa, ex Idv, alcune liste civiche) apparentata al PD, ci siamo posti la domanda: lista socialista o alleanza elettorale col PD. Centro Democratico, nei sondaggi, ha una forza simile alla nostra. La legge elettorale prevede che solo una delle due possa avere accesso al parlamento.

Hic Rodhus, hic salta.

Tutti gli organi di partito chiamati a decidere, compagni che sono stati ministro, direttore dell’Avanti, dirigenti del vecchio partito con cui mi sono confrontato, a larghissima maggioranza hanno valutato il rischio troppo alto e si sono espressi per un accordo elettorale. Perchè fallire la prova avrebbe significato chiudere il libro iniziato a Genova in un mese d’agosto di fine ottocento. E’ il libro che io non intendo chiudere. Troppe pagine ancora da leggere, troppe pagine ancora da scrivere.

Il futuro è in una missione.

Capisco chi ha cuore e non si piega all’Italia che cambia. Ma non possiamo comportarci come i reduci di Salò, naufraghi in un mare di cui avevano smarrito la bussola. La maggioranza dei nostri militanti ha vissuto gli anni che, ragazzo, ho vissuto anch’io. Autonomismo socialista, riformismo di Craxi capo del governo e di Pertini capo dello stato, meriti e bisogni, una sinistra moderna, europea. Ci siamo innamorati di una storia bella. Bella perché eravamo dalla parte giusta. Non tolleriamo che l’aver avuto ragione sia oggi testimoniato da un piccolo partito. Giudichiamo inaccettabile questa verità, un torto della storia che abbiamo sempre servito dalla parte giusta. La presentazione di una lista comune è il timbro su una alleanza. Punto e basta.

Alleati col PD ma con la nostra libertà politica.

Con una frontiera comune in Europa, quella del socialismo e della socialdemocrazia. Con un leader socialista condiviso da eleggere, nel 2014, ai vertici dell’Unione. Ci sarà una nutrita delegazione socialista alle Camere. Altre energie le utilizzeremo al governo e al partito fino dalla prossima primavera. Autonomia organizzativa nell’attività parlamentare e indipendenza nelle iniziative politiche. Un ‘patto di consultazione’ a significare la piena libertà dei due partiti. La richiesta di battezzare il gruppo ‘Democratici e Socialisti’ come al Parlamento Europeo. In alcuni collegi senatoriali, liste socialiste per aiutare la sinistra a battere la destra. Liste socialiste anche nelle regioni al voto (Lazio, Lombardia, Molise). L’intesa elettorale con il PD nasce dalla spinta del PSE ed è favorita dal cammino intrapreso da Bersani. Dal partito a vocazione maggioritaria con il pantheon ambiguo di Veltroni a un rapporto stretto con la casa socialista europea nel rispetto reciproco.

 La presenza in Parlamento è l’ultimo mattone nella ricostruzione del partito.

Qualcuno ha scritto che abbiamo fatto un accordo per le seggiole. Già, ma senza ‘seggiole’ le idee non diventano leggi. E abbiamo preteso quanto ci spettava, nulla di meno. Il giudizio si dà alla fine. Sul lavoro che verrà fatto. Sui risultati. Nel 2008 dissi ‘no’ alla proposta di fare il capolista in Toscana. La proposta veniva dal PD. Ho fatto il candidato nella nostra lista. Sconfitto. Bene così. In ogni altra elezione ho sostenuto candidati socialisti imposti dalla Segreteria Nazionale. Il parlamento l’ho conosciuto solo con i miei voti di preferenza, in Italia e in Europa. So bene quanto contino i numeri ma il valore più grande consiste nell’opportunità che la nostra delegazione avrà di far conoscere ai cittadini idee per anni avvolte dal silenzio. Dunque, un patto con i socialisti e un patto con gli italiani. Pronto a spiegare a chi sostiene la tesi dell’ammainabandiera. Come e quando vorrà. Mai temuto il confronto con chi si impegna, con chi è mosso da una passione. Mi spaventano invece il velleitarismo e i chiacchieroni di mestiere, quelli dell’ “armiamoci e partite”, quelli che cinque anni fa inneggiavano alla lista socialista e poi non la votarono ( in alcuni comuni, più alto il numero degli iscritti rispetto ai votanti!). Rappresenteremo la cultura laica, altrimenti assente, e legheremo il nostro nome a leggi che valorizzino i diritti della persona. Ci impegneremo a riformare il finanziamento ai partiti vincolandolo al rispetto dell’art. 49 della Carta: chi è in regola sì, chi non è in regola no. Presenteremo come primo atto una proposta di legge che istituisca una ‘patrimoniale’ sulle grandi ricchezze tale da abbattere la pressione fiscale sui redditi medio bassi e da abrogare l’Imu sulla prima casa. Queste le priorità. Le altre ci sono state indicate dalle nostre ‘Primarie delle idee’ di sabato scorso.

Dopo le elezioni si terrà il congresso. All’insegna di un profondo rinnovamento locale e nazionale.

Solo una condizione. La ricordo a ciascuno di noi citando una frase scritta da Anna Kuliscioff nel 1926, un commento alla crisi socialista dei quattro anni precedenti: ‘ Vi voglio confidare un segreto. Sapete perché le folle non ci hanno più seguito? Non date retta a tante spiegazioni storiche o economiche. C’è una sola ragione. Abbiamo sofferto troppo poco. Un partito non può vivere di usufrutto su qualche anno di prigionia accantonato prima del 1900’. Analisi fredda, spietata e in larga parte giusta. Valida anche per noi. Riposare sul passato fa inaugurare i musei. E basta.

RICCARDO NENCINI

Il testo della lettera aperta ci è stato inviato da Gabriele Martinelli, della Federazione del Psi di Lucca-addì 11.1.2013 

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2 risposte a Libera Cronaca dalla Gola del Rondone del 12 e 13 gennaio 2013

  1. michele ha detto:

    quindi?..cosa vuol dire?….se purtroppo per loro hanno avuto genitori non degni di meritarsi una creatura che possiamo consentire una sentenza-obrobrio del genere?….io spesso son contrario ai pensieri della chiesa…massimo rispetto per la corte che ragiona in termini prettamente giuridici, ma poi non esiste solo la carta giuseppe..

  2. get off dialysis ha detto:

    Very useful details. Hope to discover more blogposts soon!

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