Libera Cronaca dalla Gola del Rondone del 3 e 4 gennaio 2013

Libera Cronaca dalla Gola del Rondone del 3 e 4 gennaio  2013

 

VERITA’ EQUITA’ TOLLERANZA DIALOGO

 

Alberto Putamorsi nuovo presidente del Parco delle Apuane66463_10151405833481532_1517364545_n

Alpi Apuane – Al candidato Federico Binaglia, ex sindaco di Montignoso, la maggioranza seppur leggera raccolta delle quote elettive degli enti  presenti nel Parco delle Alpi Apuane (a suo favore hanno votato anche i comuni di Stazzema, di Seravezza, di Camaiore e l’Unione dei Comuni della Versilia) non è  valsa per essere nominato presidente delle Alpi Apuane. Il governatore della Regione Toscana,  Enrico Rossi,  non ha tenuto di conto del risultato scaturito dalla votazione dell’organismo della Comunità di Parco ed ha deciso diversamente, nominando presidente Alberto Putamorsi, il vice uscente.  Rossi ha  inteso confermare quella continuità di scelta che finora ha voluto che i vicepresidenti del Parco succedessero ai loro presidenti. E’stato così anche stavolta. Alberto Putamorsi, lunigianese, ha immediatamente reso pubblico il suo obbiettivo di  non consentire l’escavazione selvaggia sulle Alpi Apuane. Sicuramente la nomina ha  causato qualche mal di pancia, perché ha vanificato l’attivismo che c’era stato a sostegno di Federico Binaglia. La dichiarazione  rilasciata del neo presidente Putamorsi è stata  chiara e lapidaria. Si è posto subito contro l’escavazione incontrollata ed  ha annunciato una draconiana riduzione delle escavazioni nei prossimi quattro anni. Il neo presidente del Parco vuole caratterizzare il suo mandato programmatico con il favorire un’attività corretta, rispettosa della risorsa marmo e della montagna. Ha avvertito che non subirà nessuna pressione che lo possa far derogare da questo primario obbiettivo, che tra l’altro permette di vigilare sul mantenimento del riconoscimento a geoparco, conferito dall’Unesco nel settembre 2011 al Parco delle Alpi Apuane. Un’affermazione d’intento che sarà messa sicuramente alla prova da parte delle associazioni ambientaliste che stanno impegnandosi per salvare dalla distruzione delle Apuane.

Giuseppe Vezzoni-addì 3.1.2013

Maggior impulso all’ escavazione è la replica dell’Esecuitivo provinciale F.L.I di Lucca

Alpi Apuane Le dichiarazioni del Presidente – nominato del Parco delle Apuane si annunciano foriere di sconvolgimenti dannosi ed inutili in un settore, quello dell’escavazione, che invece avrebbe bisogno di maggior impulso ed attenzione. Esse sono discutibili sotto molti aspetti, tra cui se ne segnalano i due principali. Da una parte, il riferimento all’escavazione di inerti, estesa a tutto il comprensorio apuo-versiliese, mescola due realtà che sono, ahimè, profondamente diverse, sia dal punto di vista dei volumi, sia da quello della stessa estensione del regime di parco. Infatti, la gran parte del comprensorio di Carrara, dove il fenomeno delle c.d. scaglie raggiunge macro-volumi, è al di fuori del perimetro del Parco, in seguito ad un colpo di mano di cui, all’epoca, fu fautrice la parte politica cui Putamorsi appartiene. D’altra parte, il modo apodittico con cui il Presidente-nominato si esprime su un tema tanto delicato, dal quale in principio non sono assenti profili di compatibilità ambientale oltre che di lavoro e crescita, sa di pregiudizio e di chiusura, più che di motivata scelta programmatica – e questo non depone certo a favore delle future iniziative dell’ente. La forza politica cui appartengo ha molto a cuore lo sviluppo del nostro comprensorio, e della sua sostenibilità dal punto di vista ambientale; vigileremo pertanto con molta attenzione su ogni presa di posizione del Parco, e non mancheremo di stigmatizzare quelle, che purtroppo rischiano di essere numerose, che saranno basate su atteggiamenti acritici e preconcetti, invece che su motivi fondati e condivisi, in vista di opportunità concretamente positive per la collettività. Grazie dell’attenzione e saluti

Piercarlo dal Torrione- Esecutivo Provinciale F.L.I. – Lucca addì 3.1.2013

Tagliare le tasse e fare le riforme: il refrain di ogni festival della canzone elettorale

Ormai gli itagliani hanno imparato il refrain della canzone popolare elettorale che ogni volta è scopiazzata dagli imperturbabili soliti autori, che si propongono ogni volta addirittura come originali. Un plagio vero e proprio è il refrain di tagliare le tasse e di fare le riforme. Un ritornello che promette tanto ma che poi, alla fine del festival, i privilegi restano ben saldi nelle mani dei cantautori della politica itagliana. Un brivido abbiamo avuto stamani leggendo un’e-mail riservata da cui traspariva una sorta di arresa e una voglia di lasciarsi andare nella corrente della rassegnazione, senza più tentare di afferrarsi da qualche parte. Molte volte noi abbiamo avuto voglia di piantar tutto, di smetterla di scrivere che la politica è tutta uguale, sorvolando volutamente di sottolineare le differenze con cui si prendono per il culo gli sprovveduti. Ma come si fa ad abbandonare quando gli amici che hanno fatto merenda con le classi più indifese iniziano a disputarsi i favori con il cincilecca delle merendine fatte passare sotto il naso degli affamati. Merendine che alla fine non mangeranno mai coloro che sono stati il companatico della bella merenda fatta dal Governo Monti insieme al Pdl, al Pd e dal Terzo Polo.

Noi continueremo a scrivere sull’ignobile situazione in cui versa il paese che siamo diventati, sul Tg1, che prima era tutto Berlusconi e che ora pende dalle dichiarazioni dell’oracolo Monti, o sul Tg3, che attraverso arrampicate ardite sui vetri riesce a spostare la responsabilità dalla sponda del Pd alla sponda Pdl, facendo finta di non sapere che lungo le due sponde è potuto scorrere il fiume tecnico, la corrente che ha travolto con equità iniqua i deboli invasi dei diritti degli itagliati mille euro lasciando intatte, a monte, le possenti dighe del bengodi della casta. Invasi del benestare risparmiati dal (ir) ridente flusso riformista del professore bocconiano, placido ispiratore di una spirituale elevazione del senso vero della politica, fatta di equità e di attenzione per quei poveri cristi, tra l’altro grandi dispensatori di carità e di testimonianza cristiana, che con migliaia e migliaia di euro hanno dovuto ricorrere anche alle spese facili, attingendo ai soldi che i cittadini sovrani della più bella Costituzione del mondo avevano invano tolto con un referendum plebiscitario. Decisione di popolo subito aggirata dai veri sovrani: la casta della politica itagliana!

Giuseppe Vezzoni-addì 3.1.2012

Eternit a Terrinca: vediamoci e parliamone

Stazzema– Non potendo farlo con altri mezzi, vorrei dare risposta al sig. Fabio Maccari che per due volte mi ha menzionato sulle pagine della Cronaca a riguardo della presenza di eternit nella frazione di Terrinca.  Faccio  presente intanto che non esiste obbligo di rimozione di questo materiale se le sue condizioni fisiche non lo richiedono. Nel caso in cui, invece, il prodotto sia in condizioni per cui può rilasciare nell’ambiente le fibre che lo compongono, deve essere trattato con una particolare vernice (incapsulamento) che lo rende innocuo oppure si può scegliere di farlo rimuovere da aziende specializzate che provvederanno a smaltirlo secondo legge. Ovviamente l’eternit rappresenta comunque un problema e chi intende disfarsene deve affrontare delle spese, a volte anche consistenti, per risolverlo. Detto questo vorrei far presente al sig. Maccari, che non ho il piacere di conoscere, che io vengo raramente, purtroppo, a Terrinca e che non sono a conoscenza dei luoghi da lui descritti. Mi farebbe piacere però incontrarlo e magari fare una passeggiata per vedere dove si “ annida il problema”.  E’ pur vero che ogni cittadino che sia a conoscenza di questo tipo di anomalie può personalmente farlo presente al Comune o all’ASL. Altra possibilità avvisare i consiglieri di maggioranza, il Consigliere Tovani o l’Assessore Mattei, che risiedono a Terrinca e sono quindi più facilmente reperibili ed hanno certamente un peso maggiore in Municipio. Il Consigliere Tovani si occupa oltretutto dell’ambiente ed è certamente la persona giusta ad affrontare l’argomento.   Mi faccia sapere come vuol fare, personalmente sono a sue disposizione e mi farà molto piacere incontrarla, Giuseppe ha il mio numero di telefono, mi chiami quando vuole.

Baldino Stagi-addì 3.1.2013

 

Seconda edizione Presepe Vivente  domenica a Pozzi di SeravezzaDanilo D'Angiolo, Lorella Lorenzoni e Lodovico Gierut, 2012

Grato per l’attenzione, invio notizia sull’attività dell’associazione “Fata Miele”, con la quale collabora il Comitato Archivio artistico-documentario Gierut.

Pozzi di SeravezzaIl 6 gennaio 2013, a Pozzi di Seravezza, presso la P.za Quiriconi alle ore 17.00,  si terrà la seconda edizione del “Presepe Vivente” ispirato alla “Natività” dell’artista rinascimentale Lorenzo Lotto e interamente interpretato da bambini. La prima edizione del Presepe si è svolta a Pietrasanta in Via Marella 29, presso l’impresa agricola didattica e sociale “Fata Miele”, impresa che opera sia nel settore educativo-didattico, sia nel settore dell’agricoltura sociale e che da gennaio 2013 –grazie a contributi regionali – inserirà nell’occupazione professionale ragazzi disabili. L’edizione ha avuto la presenza di un numeroso pubblico e di notevoli ospiti (presente parte della Giunta Comunale di Pietrasanta nelle persone di P. Lazzerini, I. Viti, P. Bacci): il progetto educativo, interamente ideato e curato dall’Impresa agricola didattica “Fata Miele”, dalla Parrocchia di Ponterosso-Pozzi e dal sostegno del “Comitato Archivio artistico-documentario Gierut”, ha dunque realizzato un Presepe nel contesto naturale, dove ha preso vita l’espressione artistica dell’autore, abbinata anche a un grande concorso artistico interamente aperto ai bambini. In particolar modo, oltre agli aspetti classici del Presepe, si è realizzata una scala/scivolo (la scala, infatti, è presente nell’opera dell’artista) come simbolo dell’unione tra cielo e terra e, come ha sottolineato Don Danilo D’Angiolo, il quale ha visitato l’esposizione artistica in qualità di autorità religiosa della commissione tecnica per la relativa votazione del concorso, nel riferimento biblico del sogno di Giacobbe “diviene metafora dell’elevazione e della spinta a crescere, spinta che dovrebbe avere ogni individuo motivato migliorarsi”.  Oltre alla scenografia liberamente ispirata alla natività artistica, c’è veramente da dire che il contesto naturale della campagna aperta sul meraviglioso scenario delle Apuane e i numerosi animali da cortile, nonché una sceneggiatura con struttura fiabesca composta con qualche rima dialettale (a cura di Don Alessandro Previato e staff al completo di “Fata Miele”) hanno contribuito a rendere il Presepe “su misura per bambini”. La sceneggiatura ha avuto persino una base di musiche classiche selezionate dalla Professoressa E.Ceragioli. Originale anche la scelta di far sfilare davanti a Maria e Giuseppe con l’asinello, due cani dal manto bianco e nero in un’eco domenicano, come nella visione della Beata Giovanna Aza Madre di S. Domenico.I bambini, vestiti da pescatori e da pastorelli, e il gioioso corteo di “angeli sulla scala” hanno quindi contribuito alla suggestiva atmosfera. Il 6 gennaio alle ore 17 con qualche variazione – considerato il contesto logistico diverso – avrà dunque luogo la seconda edizione e la premiazione degli elaborati artistici dei bambini, valutati già nella prima edizione da una commissione tecnica (Don Danilo D’Angiolo, Lodovico Gierut, Eleonora Mingoia, Beatrice Fineschi).  Tra i tanti premi, oltre a simpatici animaletti come coniglietti nani e la partecipazione dei bambini all’attività presso la fattoria” Fata Miele” c’è anche un soggiorno a Roma per tre giorni. L’impresa agricola didattica versiliese tiene a sottolineare l’importanza della riuscita dell’iniziativa per valorizzare le finalità di un grande progetto sul territorio pietrasantese basato sull’interazione di natura-arte e cinema, e portato avanti con grande entusiasmo da “fata Miele” grazie alla compartecipazione attiva di bambini e di adolescenti.

Comunicato inviato da Lodovico Gierut-addì 2.1.2012

Info 338-3734464.

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Una risposta a Libera Cronaca dalla Gola del Rondone del 3 e 4 gennaio 2013

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